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Parleremo di:
Kean
Juventus Atletico
Voci di mercato sul mister
Le perle della settimana
Scritto da Cinzia Fresia
In precedenza ho scritto di non avere troppe aspettative, e la prima partita di campionato conferma …
Frosinone – Juventus 0-1
Pagelle di Ben Alessandro Magno Croce
VICARIO 6 – Una sola parata ‘’difficile’’, un tiro dalla distanza ben …
Scritto da Cinzia Fresia
Confesso che il rientro della serie a non mi entusiasma per niente. Per come è ridotto il …
https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2026/08/11/juventus-palermo-risultato-gol-amichevole
JUVENTUS IN CRESCITA RISPETTO ALLE ALTRE USCITE ANCHE PER LA PRESENZA DI MOLTI TITOLARI. MILIK HA DIMOSTRATO CHE SE STESSE …

VINCENZO RICCHIUTI : Calciopoli, farsa di una lunga estate
RICCARDO GRAMAZIO: SONNIFERA
VINCENZO RICCHIUTI: UNO 1
RICCARDO GRAMAZIO: CLICHÉ NOIR
MARCO SANTARELLI: L'AMORE OLTRE
CARLO AMEDEO COLETTA : JERRY COMANO
CARLO AMEDEO COLETTA: CHARLIE JUMP
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Ben,
a questo punto toccherà inserire l’argomento del ritorno al Real di Zidane..che aumenta la mia angoscia per un rinnovo di Allegri.
😉
Oppure quello di “Andonio” da Lecce.
😎
Che mi angoscia allo stesso modo.
Facciamo così: mettiamoci pure Deschamps e sarò disperato.
😁
Monblano:
“Il nuovo tecnico della juve non sarà Allegri e sarà italiano”
Già sono angosciato.
Mi toccherà migrare e tifare per il Mancester.
Buona sera
Infatti oggi 2 giornali Spagnoli avevano preannunciato la cosa.
La scorsa settimana Zidane era a Torino per visionare la sua azienda (ambito fitness o simili). Non e’ da escludere che non si siano visti in sede, ma non si sa.
Ora Antonio Conte e’ alle porte, almeno spero,perche’ qui ne salta fuori una al giorno. Non escluderei la riconferma di Max Allegri.
Detta tra noi e che non mi sentano.
Tra Conte ed Allegri, Allegri tutta la vita!
Sempre in modalità silenziosa Luca, c’è pure di peggio in circolazione, meno male che almeno Ranieri lo hanno occupato😉😂😂😂. E a qualche amico piaceva pure spalletti, ma non diciamolo in giro, shhhhh😂😂😂😂
LA PARTITA CHE NON VORREI
Amici del blog, questo pezzo è di Massimo Zampini, sembra come se mi avesse letto…mi pare di aver scritto qualcosa a riguardo.
Fate finta che l’abbia scritto io.
“La partita che non vorrei, innanzitutto, a quanto pare è già stata evitata: è quella in cui una curva non canta, l’altra ci prova, si beccano a vicenda, in cui la squadra fantastica di questi anni viene supportata da una cornice non all’altezza.
Vince sempre in Italia, batte praticamente sempre le nostre rivali da un periodo di tempo che, rapportato a un ciclo sportivo, è un’era geologica; quest’anno si è aggiunta una delle due leggende mondiali di questo decennio.
Potrà andare male, probabile, o magari bene, ma questa squadra merita un supporto totale: a quanto si legge, canteranno tutti, niente scioperi, solo voce e incitamento.
Ero a Madrid, è stato un inferno per 95 minuti.
Sarà così anche martedì, sarà un inferno anche da noi.
Questa, per cominciare, è la partita che volevo.
La partita che non vorrei, restando a noi spettatori, è quella dei mugugni e dei borbottii, sin da subito, se le cose non dovessero andare per il verso giusto: ovvio, ognuno fa come gli pare (mica dovrò specificarlo?), è solo il desiderio di uno dei 41mila presenti di martedì.
Penso da sempre che i mugugni a partita in corso non servano, quel lasso di tempo è fatto per supportare.
Il sacro diritto di critica, come sappiamo bene, viene esaustivamente esercitato appena finita la partita in ogni luogo, reale o virtuale. E serve per sfogarsi, per analizzare gli errori e pensare a come migliorarsi in futuro: quindi non solo è legittimo, ma anche utile.
In corso di partita, dopo un passaggio sbagliato o una fase critica, invece, no. Non serve proprio a niente.
La partita che non vorrei, in campo, è quella in cui il sogno finisce subito, certo, perché Griezmann e Morata sanno essere micidiali, quindi ci vuole attenzione a non prendere gol.
Ok.
Però, la partita che proprio non vorrei, è soprattutto quella del “si può anche arrivare sullo 0-0 al settantesimo”: certo, può andare così, ma non deve essere certamente un nostro auspicio.
Lo ricordo bene quel ritorno col Benfica, in cui avremmo potuto giocare 200 minuti senza mai segnare; figuriamoci realizzarne almeno due nei minuti finali contro l’Atletico, forse la peggior squadra d’Europa cui dover fare due o tre gol, perché si chiude lì al centro, sa come non farti giocare, riparte veloce con due grandi attaccanti molto rapidi, è duro quando serve (e proprio per tutto questo bisognava pensarci all’andata, queste cose le sapevamo già!), ma il vero punto fondamentale è che, se sei 0-0 al settantesimo, dei venti minuti che mancano, l’Atletico, tra falli, cambi, sceneggiate e compagnia, te ne fa giocare cinque in tutto, altro che rimonta con due o tre gol in pochi minuti. Intelligenza, certo, ma unita al coraggio.
Una sola di queste due componenti, senza l’altra, non basterà.
E non vorrei sentire, a fine partita, quel mio amico (ce lo abbiamo tutti, in ogni gruppo o chat di tifosi juventini) che ce l’ha con chiunque da tempo e mi rinfaccia le sue ragioni sia quando la Juve perde a Madrid, sia quando vince ma gioca male e, ho scoperto venerdì, pure quando vince e gioca bene (“lo avevo detto che Kean doveva giocare di più”), insomma ha ragione sempre lui, e io gliela concedo volentieri, piuttosto che continuare a dividerci su tutto, però gli faccio notare che io, più banalmente, senza rivendicare chissà quali ragioni, sono incazzato quando perdiamo, felice anche se perplesso quando vinciamo giocando male, felice e basta quando vinciamo e giochiamo bene.
Avrà ragione lui anche stavolta, già lo so, ma martedì notte preferirei non sentirlo.
La partita che non vorrei è quella dei rimpianti, di non averci provato abbastanza, di esserci distratti troppo presto, di avere mollato prima del dovuto.
Di non avere spinto la squadra con tutta la passione possibile, noi tifosi.
Di non avere dato il 100% e pure qualcosa di più, loro in campo.
E magari non ce la faremo, perché l’avversario è forte e il risultato complicato.
Ma eliminiamo pure tutte le righe scritte qui sopra.
Perché la Juve, con tutto la stadio al suo fianco, farà esattamente la partita che vorrei”.
Massimo Zampini
Vorrei vederlo Zampini non mugugnare o non inveire quando si sbaglia un passaggio o un gol..gli unici che ho visto fermi come mummie sono i presidenti delle squadre spagnole.
Personalmente stavolta non so davvero cosa volere: vorrei una grande partita ma sappiamo che potrebbe non bastare e in quel caso aumenterebbe l’incazzatura per esserci ridotti alla disperazione.
Non vorrei la solita Juve perché uscire l’ho metabolizzato ma ancor più indegnamente dell’andata.
Boh, sono confuso..diciamo che vorrei tanto in futuro non ritrovarmi a fare questi discorsi e a volere una Juve diversa per tutta la stagione.
Amico mio
Fai conto che al posto di Zampini ci sia io…guarda che è proprio quello che faccio io ad ogni partita, anche quando si vince 4-1, subendo quel goal perché il marcatore non chiude avendo la possibilità di farlo (vedi Caceres e Lasagna), inveire anche per i rinvii a cazxo e passaggi a tre metri sbagliati.
Complimenti per il post di cui ho preso un pezzettino per commentare.
“Cerchiamo le giocate, perchè il calcio è innanzitutto tecnica, se vuoi vincere le partite devi dribblare, mettere in difficoltà i singoli, respiriamo quando serve tenendo palla, facciamo salire loro ogni tanto perchè il contropiede è una chance anche se devi rimontare..serve un gol per tempo, come ha detto Cambiasso ieri sera”.
Ecco, appunto, e con chi le fai le giocate ? Chi sono tecnici alla Juve.
Non tutti sono Ronaldo, Pjanic o Dybala e altri due non di più…quindi gli altri sei o sbagliano o non ce la fanno.
Quindi bisogna trovare il modo di sopperire agli handicap dei giocatori e sfruttarli nel modo migliore.
Credo che Allegri da quei giocatori abbia ottenuto o ricavato il massimo.
Mi auguro, domani, di vederli giocare impegnati e non superficiali con la supponenza di saperci fare o saper giocare.
Tutti bravi non lo sono e ne devi convenire Amico mio.
Ciao.
Scusa Max, ma quel virgolettato mi sembra che la Juve lo faccia spesso. Boh.
Germano
Se lo facessero sarebbe spettacolo.
Manca la contestualizzazione e cioè che senza gioco non vinci a priori.
Purtroppo domani servono gioco è giocate.
Sul fatto che la Juve lo faccia mi associo al Barone
Anche Cancelo.
Purtroppo non ci sarà Douglas che insieme a CR7 era il più determinante.
Finalmente uno scritto di Zampini aderente conciso condivisibile e per niente svolazzante.
Bhe conciso tra virgolette.
Ciao Tino
Gli ho parlato io dicendogli che non apprezzavate quello che scriveva…gli ho suggerito cosa vi poteva star bene.
Ciao
Io non ho detto che non mi sta bene. Se mai a volte faccio fatica x la lunghezza.
Mi si blocca il pollice.
Ciao Max
Allora si spera su Conte.
Sta di fatto, non ci avevo riflettuto dando la mia speranza su zidane e in alternativa Conte cioe’ il cuore, che se arrivasse sarebbe epocale visto che quando ci sono state rotture eclatanti gli Agnelli non ritornano sul pezzo almeno in epoca moderna, vedi anche per Del Piero. Spero che Antonio faccia adesso l’ eccezione.
Papabili stimati non ne conosciamo oltre questi due. Didie ?
LA 1 La 2 LA 3 LA 4 O LA 5 ?
Siamo agli sgoccioli, Juve – Atletico è alle porte e ognuno di noi, anche chi si professa totalmente disilluso e rassegnato, è alle prese con la sua personale psicosi. Su Juventibus abbiamo provato a metterle nero su bianco, tratteggiando 5 possibili finali per la Partita della Stagione, messi in fila dal più tetro al più trionfale. Prendeteli un po’ così, tra il serio e il completamente folle, ma teneteli a mente martedì quando sarete anche voi allo Stadium o davanti alla tv a soffrire.
1 – Il tracollo
Privo di Alex Sandro, Allegri schiera Caceres a destra e, sorprendentemente, Chiellini a sinistra con Rugani in mezzo, con Cancelo nel tridente assieme a Cristiano e Mandzukic con Dybala-Costa-Bernardeschi fuori. L’inizio è fintamente incoraggiante: il 4–5-1 della Juve impedisce all’Atletico di trovare la superiorità in mezzo al campo, ma i bianconeri si fanno vedere dalle parti di Oblak soltanto alla mezz’ora, con un tiro da fuori di Pjanic che, deviato da Gimenez, costringe il portiere sloveno al grande intervento. Il primo tempo sembra poter scivolare via sullo 0-0, ma alla prima sortita offensiva passa l’Atletico: improvvido pallone perso da Bentancur in mezzo al campo, il tandem Griezmann-Morata riparte a tutta velocità, con il francese che serve splendidamente il grande ex della gara, pronto a scartare Szczesny e ammutolire il già piuttosto silenzioso Juventus Stadium. Il dramma si consuma negli spogliatoi, con Allegri che confessa di non aver più fiducia nella squadra, annuncia anticipatamente le dimissioni a fine stagione e manda in campo alla disperata Dybala e Bernardeschi per Rugani e Bentancur. La reazione d’orgoglio dei giocatori produce solamente il palo di un nervosissimo Cristiano Ronaldo, poi espulso per uno spintone a Simeone. Il 2-0 su corner al 70’, ancora con Godìn (che alzandosi la maglia mostra la scritta in nero e azzurro “força inter”), trasforma i 20 minuti finali in una lunga contestazione, mentre Douglas Costa si rifiuta di entrare in campo e sputa a Landucci (sarà poi ceduto al Milan per 35 milioni a fine stagione). La Juventus esonera Massimiliano Allegri e la squadra viene stancamente traghettata verso lo scudetto da Didier Deschamps, che accetta il doppio incarico di allenatore-ct fino a maggio.
2 – L’impotenza
In campo col 4-2-3-1, con Cancelo a destra e Caceres a sinistra, la coppia Pjanic-Matuidi a sostegno del quartetto formato da Bernardeschi, Dybala, Ronaldo e Mandzukic, appare chiaro fin da subito come la Juve voglia spingere sull’acceleratore per trovare prima possibile il gol della svolta. La squadra di Allegri si prende molti rischi, concedendo a Kalinic (in campo a sorpresa al posto di Morata) una ghiottissima palla gol sulla quale Szczesny si supera. Nei minuti di recupero del primo tempo il forcing bianconero viene premiato: Bernardeschi sfonda a destra e crossa per Mandzukic, l’inzuccata del croato viene respinta da Oblak ma Ronaldo si avventa sul pallone prima di tutti e ridesta lo Stadium dal torpore, riportando immediatamente la palla a centrocampo. Il fuoco della rete si spegne velocemente; a inizio ripresa Simeone passa al 5-4-1 inserendo Savic per Kalinic, emergono in un colpo solo tutta la bravura dell’Atletico nel difendere il gol di vantaggio e i limiti della Juve nell’imbastire una manovra offensiva credibile. Pur col 72% di possesso palla, nel secondo tempo la Juventus calcia in porta appena 2 volte, un tiro strozzato di Dybala bloccato facilmente da Oblak e una conclusione da fuori di Cristiano che scheggia la parte alta della traversa. A nulla valgono gli ingressi di Douglas Costa e Kean, la partita si trasforma in una vana sequela di lanci lunghi che non fanno altro che esaltare le abilità difensive dei colchoneros. A fine partita arriveranno i complimenti di Allegri a una squadra che “ha dato tutto”, ma la critica stroncherà pesantemente giocatori e tecnico, con la società pronta a rispondere “Allegri ha un contratto fino al 2020 e intendiamo rispettarlo”.
3 – Il dramma
Forse incalzato dalla critica, forse colto da un raptus di follia, Allegri si presenta alla gara decisiva con un 3-4-1-2, con Rugani dietro assieme a Bonucci e Chiellini, Bernardeschi e Cancelo a piede invertito sulle fasce, Matuidi e Bentancur in mezzo e Dybala a sostegno di Ronaldo e Mandzukic. Le posizioni tra le linee di Dybala e Berna disorganizzano l’impianto difensivo dell’Atletico, con Simeone che non ha tempo di sistemare la squadra e si trova sotto di 2 gol alla mezz’ora: prima Mandzukic raccoglie una ribattuta su splendido tiro da fuori di Dybala e fa 1-0, poi Cristiano sale in cielo su traversone calibrato di Cancelo, sovrasta Godìn e sigla il raddoppio. Nella ripresa anche l’Atletico passa alla retroguardia a 3, i colchoneros sembrano aver preso le misure alla Juve e spaventano in contropiede con Griezmann, che solo davanti a Szczesny si divora il gol del 2-1, mentre in avanti la squadra di Allegri fatica a ritrovare il bandolo della matassa. Al 70’ l’allenatore bianconero manda in campo Douglas Costa per Dybala e passa al 3-4-3: proprio uno splendido duetto tra il brasiliano e Bernardeschi libera il numero 33 al tiro, una bomba sotto l’incrocio, un 3-0 che fa esplodere anche la rinata curva sud. Allegri si copre, inserisce Caceres e Pjanic per Cancelo e Bernardeschi, e nei minuti di recupero si consuma il dramma: Correa salta netto Caceres che tocca palla e gamba, l’arbitro consulta il Var e, dopo 5 minuti di attesa, assegna il contestatissimo penalty. Dal dischetto non va Griezmann ma il subentrato Morata, che beffa Szczesny col cucchiaio e immediatamente fugge dallo Stadium, seguito a stretto giro di posta da Allegri e Caceres, mentre Chiellini e Bonucci piangono disperati sul prato di un Allianz che non può che applaudirli.
4 – Il fato
Quasi a voler provocare media e tifosi, Massimiliano Allegri presenta allo Stadium la stessa formazione sconfitta per 2-0 al Wanda, col solo Cancelo in luogo dello squalificato Alex Sandro, oltre a Caceres per De Sciglio. Anche l’atteggiamento della Juve è inquietantemente simile a quello dell’andata, con l’Atletico che dal canto suo non ha alcun interesse nel velocizzare il gioco e si accontenta di gestire nella propria metà campo, facilitato dal pressing appena accennato della Juve. La svolta arriva nel nulla: Cristiano Ronaldo conquista una punizione dai 30 metri, nella sua memoria muscolare torna improvvisamente il “Tomahawk”, quel piazzato imprendibile che ne aveva caratterizzato i primi anni a Madrid, la palla s’insacca sotto il sette a 105 km/h lasciando impietrito Oblak e lo Stadium tutto. Il gol però non accende la partita, Allegri continua a predicare “halma” e le squadre vanno a riposo sull’1-0. Nella ripresa la Juve alza gradualmente e impercettibilmente il proprio baricentro, facendosi vedere dalle parti di Oblak intorno al 70’ con un colpo di testa di Mandzukic a lato di poco. A 10’ dal termine, l’episodio-svolta: Bonucci in impostazione regala palla a Morata, Alvaro s’invola solissimo verso Szczesny e, giunto a ridosso dell’area piccola, esita quel tanto che basta per permettere al polacco di uscire, bersi un caffé e rinviare lungo. Sulla susseguente sponda di Mandzukic per Dybala, la conclusione dell’argentino viene intercettata col braccio da Juanfran: calcio di rigore, trasformato senza battere ciglio da Ronaldo, che stranamente non riporta la palla a centrocampo. Allegri sostituisce Dybala e Cancelo con Emre Can e Rugani, col sostanziale risultato di addormentare la partita. Nei tempi supplementari, complice un Atletico attentissimo a non scoprirsi, non succede NIENTE, ma proprio niente; ai calci di rigore segnano Can, Matuidi, Chiellini e Ronaldo, mentre un Morata ancora in trance calcia alto e Szczesny manda sul palo la conclusione di Griezmann. Ai quarti di finale, non si sa bene come, ci va la Juve, mentre Allegri a Sky ribadisce che “il calcio è semplice”. L’urna di Nyon gli riserverà il Barcellona.
5 – L’apoteosi
Sono tre i cambi di Allegri rispetto alla gara d’andata: coppia di terzini tutta nuova, con Cancelo e Spinazzola al posto di De Sciglio e Alex Sandro, mentre Bernardeschi agisce a sorpresa da mezzala al posto di Matuidi. L’alto tasso tecnico dei nuovi innesti, uniti a un Pjanic tirato a lucido, manda fuori giri l’Atletico, che privo della fisicità di Partey e Diego Costa fatica a tenere il pallone. Negli occhi dei giocatori della Juve c’è il fuoco delle grandi occasioni, la sospensione dello sciopero della sud (poi definitivamente revocato) unita al resto dello Stadium rende il clima incandescente. Il meritato vantaggio arriva al 25’: lancio illuminante di Pjanic per Mandzukic, sponda del croato per Dybala che dalla lunetta fulmina Oblak. La Juventus, sospinta dallo Stadium, è una furia, e per la prima volta l’Atletico ha paura. Lo si nota al 40’, quando Juanfran si lascia saltare netto da Bernardeschi, che rientra sul mancino e lascia partire un traversone a rientrare; a fari spenti, sul secondo palo, arriva Cristiano, che appoggia comodo in porta e fa esplodere l’Allianz nel più potente “SIUUUU” mai sentito in Italia. Nella ripresa Simeone prova a correre ai ripari inserendo Kalinic e Arias, ma le sue mosse hanno l’unica conseguenza di concedere ancora più campo alla Juve. La difesa di Godìn e Gimenez è strenua ed eroica ma, dopo aver respinto una conclusione a botta sicura del connazionale Bentancur, gli uruguagi capitolano, proprio su calcio d’angolo, sovrastati da Giorgio Chiellini, esaltato dai telecronisti spagnoli come “el melhor zagueiro do mundo”.
Finisce 3-0, un trionfo, con Chiellini che afferma a Sky che “nulla ora ci è precluso” e Allegri che ridacchia tra sé e sé, negandosi ai microfoni di Sky e poi twittando a sorpresa “avete capito cosa significa #finoallafine?”.
Alex Campanelli
Qualcuno paventa che il ritorno di Zidane sulla panchina del Real, sia prodromico ad un altro di ritorno …
e questo sì, sarebbe un vero smacco per la Juve 🤘🏿
Luigi
Avanti, prodomico di quale ritorno?
Dicci almeno quante lettere e se orizzontale o verticale….
Sta scritto sotto Tino. Anche se tu lo avevi già capito …
Non temere Luigi,
Pare che in Italia non lo ritengano all’altezza e Paratici sia gia da un po sulle orme di Messi.
Ihihihihihihihihihih
Stavo giusto per scriverlo Kris,
visti i mugnugni di alcuni tifosi su Cr7, il riapprodo di Zidane al Real, e la possibile riconferma di Allegri, schiudono le porte a Lionel Messi !
Paratici deve solo parlare prima con Allegri, per assicurarsi che gli trovi una sistemazione nell’attacco juventino 🤔
Ciao.
In attacco la vedo dura, ma partendo da dietro magari…
Sempre, ovviamente, tenendo in conto che se gioca Kedhira allora é meglio Bernardeschi ecc..
E infine Guardiola annuncia che non andrà alla Juve.
Direi che l’Atletico è l’ultimo dei problemi rispetto al triste futuro che si sta profilano.
Mamma mia Andrea,
a certi nuvoloni stavo cedendo anch’io …
L’accollo spese per Cr7 non è mica una bazzecola per la Juve. E con una ingloriosa uscita dalla Champions, quei nuvoloni potrebbero grandinare !
Zidane ha anche detto “vedremo” alla domanda sul ritorno di Cristiano.
Vabbè Andrea. Guardiola (e chiunque altro) può benissimo anche dire tutto e il contrario di tutto. Il fatto che lui abbia detto così invece a livello personale e l’unico motivo che mi spinge a credere in un suo arrivo; guarda un po’ cosa ti scrivo…
Non so, le sue dichiarazioni sono state nette e non essendo italiano tenderei a prenderle più seriamente, per quanto mi piacerebbe avessi ragione tu.
Ha specificato “a meno che non mi caccino…”
quindi possiamo iniziare a gufare il City, che é la squadra piú forte del mondo, gioca il calcio piú bello e che sicuramente vincerá la Champions e tutto il resto che ci sia da vincere.
IL RITORNO
Zinedine Zidane si è presentato nella conferenza stampa al Real Madrid dove torna come tecnico. Ecco quanto ripreso dai giornalisti di Tmw: “So che è un giorno speciale per tutti, sono felice. Come ho già detto al presidente sono felice di tornare a casa. Io non ho niente da dire, sono solo felice di tornare. Ora voglio lavorare e riportare questo club dove merita di stare. Sto pensando solo a domani, a quando inizierò a lavorare. Sappiamo che i giocatori che sono qua vogliono bene al club. Io sono solo uno in più, amo questa maglia, ho vinto tanto, ma sono solo uno in più di questo club. Non dimentico ciò che abbiamo vinto, ma neanche delle cose fatte male. Lo scorso anno abbiamo perso la Liga e la Copa, per esempio. Io so dove sono e cosa devo fare, questa è la vita. La mia ambizione ed il mio sentimento sono forti, metterò tutto me stesso per far migliorare la squadra. Me ne andai perché ne avevo bisogno, in quel momento avevo una necessità, sia io che la squadra. Questo club, in quel momento, doveva cambiare. Perché sono tornato? Perché mi ha chiamato il presidente, voglio bene a lui e al club e così eccomi qua. Dopo 8 mesi ho voglia di tornare ad allenare, ma al termine della scorsa stagione la mia era la decisione giusta da prendere, per il momento. Futuro? Vediamo, sicuramente qualcosa dovremo cambiare il prossimo anno. Ma ci sarà tempo per parlarne e per valutare ciò che dovrà essere fatto. Ma oggi non è questo il problema. Mancano 11 partite e dobbiamo finire bene il campionato. Io voglio bene a questo club ed eccomi qua”.
Notate bene : ha citato le cose che ha perso lo scorso anno, non viceversa. Fuoriclasse sempre Zizou !
Ps A specifica domanda di un giornalista spagnolo su Cr7, Zidane ha lasciato cadere l’argomento, dicendo che non è questo il momento di parlare di certe cose … 😰
ALLENANTE ADELANTE
Il nostro Campionato, uno dei più difficili del Mondo, trova alcune squadre con il segno più rispetto allo scorso anno.
La Juve, per esempio, è a più 4 rispetto ai punti dello scorso campionato alla stessa giornata.
Baipasso il Napoli…lo riprendo dopo.
Il Milan addirittura a più 6.
L’inter a meno 2 ma c’è anche la vicenda Wanda-Icardi.
La Roma a meno 9 è la vera delusione…ma c’è anche la storia Pallotta e dei giocatori venduti.
Torino a più 5 e Atalanta addirittura a più 6.
Il resto tutte a meno tranne il Cagliari a più 2 ela Spal in pari.
Dicevo del Napoli a meno 12, la vera delusione ma anche no, nel senso che: Capelli Unti credeva, forse, che con gli stessi giocatori ma con Angelotti un top player deglu allenatori e che se Sarri era riuscito quasi nell’impresa con Carletto avrebbe vinto a man bassa.
Come scritto stamane l’unico paracadute sarebbe per il Napoli l’EL.
Buona serata
PS
La riomma avanti 2-1 con l’Empoli.
Voglio scriverlo questa sera e non domani che Allegri se non vince la Champions finirà al 100% a fine stagione. Mentre in caso contrario ( si dispiacerà ancora di più quel marito che se le taglia per non far godere la moglie) daranno al 100% la panchina ad Allegri finchè vorrà restarci.
Io a questo punto, nella prima ipotesi vedrei bene Guardiola, ma nel caso fosse irraggiungibile non rimarrebbe che Conte che non mi dispiacerebbe per niente, anzi un ritorno con rivincita da occhi di tigre innescata. Non sarebbe male neppure Gasperini non altro perchè conosce bene l’ambiente Juventino, ho solo qualche dubbio . Non saprei se ha il polso in grado di poter tenere sotto controllo uno spogliatoio importante come quello della Juve.
Buona serata e buon divertimento Ben and company con la radiotrasmissione
Ormai arriva Conte ma solo a giugno. Le dichiarazioni parlano da sole. Ha già fatto i nomi dei giocatori che vuole in estate, per cui mi sembra tutto ormai scontato. Allegri ha finito il suo ciclo Amen.
Che vinca la Champions o domani esca è ininfluente. In ogni caso questo è il suo ultimo anno.
Come scrivevo giorni fa l’ipotesi Conte è la più plausibile.
Lui conosce l’ambiente, è amato dai tifosi e sa motivare al massimo la squadra.
Sono convintissimo che farà molto bene e non vedo l’ora di godermi qualche bella partita dopo la parentesi di non gioco di Allegri.
Si parla di un ritorno di Pogba sul quale spero ma vedo poco probabile. Ma sicuramente arriveranno degli elementi dotati di grande corsa e movimento e finalmente si vedrà del gioco senza addormentarsi sul divano.
Credo comunque che Matuidi Pjanic e forse qualche altro centrocampista verranno ceduti per dei centrocampisti più dinamici.
Giuro che non mi è mai successo di cambiare canale o addormentarmi guardando una partita della Juve. Eppure con Allegri è successo.
Lui’
La Juve si salva in calcio d’angolo solo apparentemente perche’ non sono trapelate notizie interne sul futuro di allegri. Notizie no, ma illazioni tante. Conferme nessuna.soprattutto.
Smentite nemmeno.
Mi sembra che, se restasse, a livello politico non e’ stata gestita impeccabilmente, per la societa’ e per l’allenatore, sotto l’aspetto professionale e del rapporto fra societa’ allenatore e squadra. Se l’esonero non era in programma bisognava smentire subito le voci di divorzio e confermare allegri. Stare alla finestra e aspettare qualcosa di meglio non mi sembra prudente e incentivante se finisce poi in un prosieguo del rapporto stesso. Parlo solo di motivazioni sul lavoro che vengono a mancare, in un rapporto diventato alla tappabuchi.
Credo che alla luce di quanto fatto finora, la dirigenza non ritenga opportuno rimuovere ora Allegri ma solo a fine stagione
Allegri se ne uscirà dignitosamente pur eliminato dalla Champions oppure se ne uscirà da eroe vincendo la Champions.
Conte secondo me ha già firmato e sta già facendo la lista della spesa per il prossimo mercato.
Si lo penso anch’io. Diversamente sarebbe veramente una cosa gestita da cani.
Vabbe’ Conte ok. Sono contento di cuore.
Caro Tino,
come dice Mauro, l’opzione Conte prende più forma e sostanza ogni giorno.
E ovviamente dovremmo vedere una Juve più arrembante.
E con la qualità che comunque abbiamo in attacco dovrebbe essere un bel vedere.
Le probabilità che Allegri resti sono zero. O meglio, 0,1, e quel n.1 è Cr7 che se ne va …
Ciao.
Che esagerato.
Cr7 non se ne andrebbe neppure se dovesse rimanere Allegri, lui chiude i battenti alla Juve, sarebbe una sconfitta per lui andarsene prima di aver raggiunto quell’obbiettivo che si è preposto quando ha sbattuto la porta a Madrid. I campioni veri non sono dei cotardi.
Chiesa Matic Pogba De Light e Florenzi.
Mi sembrano bei nomi in arrivo per la Juve considerando che Ramsey è già preso e Cuadrado a breve dovrebbe rientrare.
Finalmente è dico finalmente potrò godermi una partita. Poi nessuno può predire il futuro e la Champions non arriva, ma almeno con Conte vedrò giocatori correre e fare gioco e non degli zombie che vagano per il campo.
Guarda caso fatalità si è visto un po’ di gioco con le terze scelte contro l’Udinese.
NESSUN DORMA
E te pareva, come ogni volta, alla vigilia di una partita importante della Juve e soprattutto per quelle di Champions vago per casa e con la mente vado alle più disparate ricerche che potrebbero alleviare l’attesa e l’ansia per quella maledetta.
Sfogliando il giornale sul pc trovo un pezzo a me interessante:
Madrid” e “rimonta” fanno subito pensare alla sua Juve del 2003. Una statistica oppure una speranza? «Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono». Erano le semifinali di Champions di sedici anni fa. La Juventus aveva perduto 2-1 al Bernabeu, ma poi vinse 3-1 nella famosa notte della remuntada e delle lacrime di Nedved. «Eravamo convinti di farcela, come immagino lo siano i bianconeri adesso. Lo ripeto, si tratta della Juve». Hanno preso Cristiano Ronaldo proprio per cancellare la maledizione della Champions: se non ci riescono, a cosa sarà servito? «Calma con i processi, vediamo prima come va a finire: la Juve ha sette vite, anzi settanta. Questa è una squadra di veterani, tutti sanno come gestire i momenti di sofferenza. La Juve non dovrà mai uscire dalla gara, e pazientare con molta attenzione. I gol arriveranno». arriveranno». Ad Allegri non si risparmia niente, ora c’è questa storia che farebbe giocare male la Juventus. «Ma stiamo scherzando? Vincere è un ottimo modo di giocare bene, tutto il resto è chiacchiera. Discutere Allegri dopo quasi cinque scudetti in cinque anni e due finali di Champions è da matti». A proposito di critiche: visto cosa succede a Buffon? «Giù le mani da Gigi, un errore può capitare a chiunque e l’età non c’entra niente, si sbaglia da ragazzini e si sbaglia dopo. E poi Buffon è il portiere con più parate in tutto il campionato francese. Pure lui, diciamolo, immortale o quasi». quasi». La Coppa dei Campioni manca da Torino da 23 anni: quando finirà l’attesa? «Spero a giugno. Mi sono stancato di essere l’ultimo allenatore ad averla vinta con la Juventus. La finale del ’96 all’Olimpico resta il ricordo più grande della mia carriera, naturalmente dopo quella di Berlino con l’Italia». Eppure non si può negare che la storia tra la Juventus e questo trofeo sia quantomeno oscura, una miriade di finali perdute e di eliminazioni feroci. Perché? «Ma voi credete che sia facile vincere? Per la Champions c’è il meglio d’Europa, basta mancare un dettaglio e sei fuori. Serve anche un po’ di fortuna, quella che la Juve molte volte non ha avuto. Ma nessuno dimentichi cosa stava per realizzare l’anno scorso al Bernabeu: 3-0 in casa del Real. E questo lo sa anche l’Atletico»
Fonte Repubblica
Buongiorno.
IL MIO SARÀ UN 4-3-3
Spinazzola deve giocare, l’altro di la non mi interessa…bisogna aggirarli e non sfondare, al centro bisogna cozzare.
Matuidi e Emre Can devono fare le mezzali ma anche menare mazzate per proteggere Pjanic.
Poi Bernardeschi per supportare Ronaldo ed infine Mariolone a briglia sciolta a rintuzzare tutti quelli avversari che portano il cuoio tra i piedi.
In panchina ne porterei solo due per non far venire idee bizzarre al Max.
E dico: Dybala e Kean.
Mi raccomando, e mi rivolgo a te, a te e a te…se volete assistere al funerale fatelo in modo composto.
Buona giornata
La questione è capire quello che non ha funzionato all’andata, gara in cui la squadra di Simeone ha messo a nudo i limiti tecnici e dinamici del cc bianconero, in evidente difficoltà in una ripresa vissuta quasi per intero da incubo, in cui il pressing sistematico degli spagnoli su Bonucci e Pjanic ha praticamente disinnescato gli unici due giocatori di qualità in grado di costruire gioco da dietro, lasciando a Chiellini libertà di impostare ma sopratutto di sbagliare, con la linea difensiva presa in velocità e arrancante da una parte a l’altra del campo. Queste credo siano situazioni che stasera la Juve dovrà cercare di evitare e mettere in difficoltà i loro punti deboli sfruttando tutta la qualità e la velocità di cui può disporre sugli esterni.
Cancelo e Spina le hanno entrambe, il modulo giusto si chiama “osare” e non “sperare” perchè la Juve a questo punto non ha più niente da perdere, diversamente lo 0 a 2 dell’andata diventerà una condanna ancor prima di giocare la partita.
Buongiorno e Buon S. Massimiliano a tutti.
Ieri ascoltavo il Cholo spiegare ai giornalisti che stasera si aspetta di trovare meno spazi. Ed effettivamente, pensandoci, a Madrid concedemmo molto da questo punto di vista.
Quindi, in definitiva, abbiamo concesso dietro, non abbiamo fatto un tiro in porta e, a detta di tutti, a centrocampo siamo stati surclassati. Ma che ca… di partita abbiamo fatto al Wanda!?
Vedo spesso giocare l’Atletico e secondo me l’abbiamo fatto sembrare piú forte di quello che é.
Stasera avremo tante riposte.
Pare che allegri non abbia ancora sciolto dubbi sulla formazione ma a vedere le pagine dei giornali é chiaro che l’ira funesta dei nostri si abbatterá sui malcapitati cholisti.
Forza Juve e buona attesa a tutti!
Buondi’
I moduli devono essere elastici per essere intercambiati all’occorrenza.
Il modulo mentale e’ uno solo.
Al fischio di inizio scatenare l’inferno.
11 gladiatori.
Ragazzi, non lo dico perche’ dovrebbe arrivare ma Conte mi pare la soluzione ideale per fare gli aggiustamenti idonei che ci occorrono. In effetti la sua era una juve che mordeva davanti e accorta dietro. I cc erano bravi in entranbe le fasi e rappresentavano il valore aggiunto con una mentalita’ volitiva come l’allenatore.
Dai, va bene.
Luca
Ho letto in ritardo il tuo intervento. Credo che I due abbiano delle differenze sostanziali, ma sicuramente non rientrano nelle caratteristiche di Zidane o Guardiola.
Sono italiani ma a me non sembra un grosso difetto…Conte e’ diverso da Allegri
Coraggio
Scusate ma, non essendo sempre collegato a volte faccio fatica a ripassare tutto il topic per vedere le risposte sotto ai post, e mi sfuggono.