Juve Night Show speciale estate

  1. DICHENO: LOCATELLI E PJANIC

    Ramsey-Bernardeschi-Arthur!

    Buongiorno ☕

  2. 3 GIORNI 7 TOPIK

    Ragazzi, Ben e Cinzia, sono vecchiarello non ce la faccio a corrervi dietro…rallentate se potete.

    Buon pranzo

  3. LA SCUOLA BRASILIANA

    Abbiamo portato come esempi di gioco il calcio olandese degli anni ’70, il calcio di Cruijf.

    Ognuno tira l’acqua l proprio mulino e noi italiani teniamo per il calcio europeo.

    Oserei suggerire e riflettere sul Brasile campione mondiale del 1970.

    Quel calcio di 51 anni fa è ancora attuale, tutti giocano ancora oggi quel tipo di calcio.

    Far coesistere in una squadra più di un numero 10 oltre all’effettivo Pelè…vedi Rivelino, Tostao, Jairzinho…Zagalo ci riuscì.

    Ho avuto la fortuna di veder giocare quel Brasile e secondo me è stato l’archetipo del CALCIO.

    Ibrasiliani, si sa, tutti i giocatori amano tenere la palla tra i piedi, fare la giocata, ordendo fittissime trame di passaggi orizzontali interrotti da verticalizzazioni improvvise. Il movimento continuo e ritmico delle varie mezzali confonde anche le difese più arcigne; perdipiù, anche i terzini (in particolare Carlos Alberto Torres), partecipano con continue sovrapposizioni alla manovra offensiva della squadra, rendendola di fatto una macchina da goal.

    Dopo l’eliminazione in terra inglese 4 anni prima il Brasile di Messico 70 stregherà il Mondo intero.

    Nonostante Pelé che mancò per più di due anni dall’organico della Seleção.
    Un po’ perché gli impegni commerciali sono sempre più impellenti, ma anche perché una certa parte della critica brasiliana lo ritiene ormai logoro, ed inoltre la sua presenza appare incompatibile con quella di Eduardo Concalves de Andrade detto Tostao.

    Per due anni quindi Tostao, da buon erede di O’Rey, fa i suoi progressi con la maglia auriverde, ma quando per la Coppa Oswaldo Cruz 1968 con il Paraguay, Pelé riappare ad Asuncion con la fatidica maglia numero 10, Tostao rimane fuori e ci vuole il coraggio del ct Saldanha per affrontare l’opinione dei critici facendoli giocare insieme nelle partite di qualificazione del mondiale contro Paraguay Colombia e Venezuela.

    Per l’incontro con la Colombia a Bogotà il 6 Agosto 1969, Saldanha schiera gran parte dell’ossatura dei futuri campioni del mondo: Felix; Carlos Alberto, Dyalma Dias, Joel, Rildo; Gerson Piazza; Jairzinho (Paulo Cesar) Tostao Pelé Edù.
    I due smentiscono clamorosamente la critica: nelle 6 partite gli auriverdi segnano 23 reti, Tostao contribuisce al bottino con 10, Pelé con 6.

    Allontanato Joao Saldanha a qualificazione avvenuta, la Seleção viene affidata al «calciatore più intelligente che abbia mai calcato i campi di calcio», secondo il giudizio di Vecente Feola: Mario «Lobo» Zagalo, che intraprende la strada indicata da Saldanha…quel goal di testa contro Burnic e Albertosi ancora oggi lo vedi rimanere sospeso in aria e non ricade mai…Mitico!

    Il mio sogno sarebbe quello di vedere una squadra intera di numeri 10 …iniziando dal portiere che se con buoni piedi non lancia in fallo laterale il pallone come di solito fa il nostro Coso.

    • Grazie Baro’.

      Anch’io ho avuto la fortuna di vedere giocare quel Brasile.
      Ed anche per me quella resta la squadra di calcio più forte di tutti i tempi.

      Una chicca, per fare capire cos’era Zagalo.
      Ricorderai anche tu che Gérson, il Pirlo brasiliano (forse perché reduce da un infortunio), giocò l’unica partita intera di quei campionati del ’70, in finale contro l’Italia.

      Ciao.

      • Grazie Luigi.
        Gerson oltre la finale giocò anche la semifinale contro l’Uruguay…ora su due piedi non ricordo se contro le altre era assente…

        • No. Aspe’. Io ricordo che in quasi tutte le altre partite veniva sostituito a metà del secondo tempo, sul risultato acquistito.

          • Ricordi male…con la Romania non giocò proprio…con i Cechi fu sostituito verso il 30esimo del secondo tempo.
            Col Perù poi figuriamoci…fu il killer di un giocatore peruviano in coppa America… non poteva mancare.

            Insomma, Gerson era diventato, dopo Pelè, il mio idolo.

          • È che io avevo scritto “quasi” …🤣

  4. L’ASSOCALCIATORI

    Ha deciso di legare per sempre al nome di Paolo Rossi il riconoscimento assegnato al capocannoniere della Serie A.
    Il primo a fregiarsi del trofeo, un pallone di plexiglass trasparente, impreziosito da due dischi d’argento, uno dei quali placcato in oro, con al centro la foto dell’eroe azzurro del Mundial ’82, è Cristiano Ronaldo, che ha vinto la classifica dei goleador nell’ultimo campionato, e sarà impreziosito da 29 diamanti incastonati, quante le reti del portoghese della Juventus, per un valore complessivo di 3,30 carati.

    L’iniziativa, condivisa dal Consiglio Direttivo dell’Aic, come spiega una nota ha trovato l’immediato consenso di Federica Cappelletti, la moglie del campione scomparso lo scorso dicembre, unico giocatore nella storia del calcio italiano ad aver vinto consecutivamente la classifica cannonieri in Serie B (21 gol nella stagione 1976/77 con il Vicenza) e in Serie A, nonché quella del Mondiale di Spagna 1982 con 6 reti. La cerimonia di premiazione di Cristiano Ronaldo verrà programmata durante una delle prime giornate del prossimo campionato.

    Buon pomeriggio

  5. Prima ROMERO ora DEMIRAL: che affari!

    L’Atalanta – riferisce Sportitalia – ha accettato l’offerta del Tottenham per Cristian Romero: 50 milioni più 5 di bonus finiranno nelle casse della Dea. Un’operazione già anticipata in esclusiva dalla stessa emittente il 13 luglio scorso. Per concludere definitivamente l’affare, mancano solo le firme dei club e del difensore argentino.

    (tuttojuve.com)

    La Juve presterà ora DEMIRAL all’Atalanta. Che ha appena incassato una montagna di soldi per Romero.
    Certo che sto Paratici è proprio un falco!😅

  6. Alessandro Magno

    rabiot almeno 15 giorni di stop iniziamo bene

  7. Alessandro Magno

    Polemiche a non finire fra i tifosi per la vendita di romero al tottenham da parte dell’atalanta. pare che lo han pagato a noi 18 e lo vendano a 50. detto che l’atalanta è bravissima in ste cose vedi le vendite di caldara cagliardini spinazzola conti kessie tutti o quasi venduti benissimo ma che poi in fin dei conti non hanno fatto benissimo per me non c’è nulla di strano.
    romero da noi non avrebbe giocato come non gioca titolare demiral e quindi non si sarebbe mai potuto valorizzare. quindi nulla di annormale se non che gli inglesi hanno un sacco di soldi da buttare. per me infatti romero non vale piu di 25/30 milioni

    • Demiral pretendeva giocare, voleva il posto fisso…

      Manco alle poste lo danno più.

    • Ben, il problema vero è che l’Atalanta dopo aver incassato 55 milioni da quei fessi degli inglesi, chiede alla Juve Demiral in prestito, praticamente aggratis. Che ovviamente glielo dà. Siamo inglesi anche noi?

      • No, non credo di essere dei fessi…mi pare che tra prestito e fine prestito i milioni dovrebbero essere un trentina…è la somma che fa il totale.

        Ripeto, Demiral pretendeva il posto fisso.

        • … facciamo finta che sia vero.
          In realtà chiedeva di entrare nelle rotazioni.
          Ma ripeto, la cosa che scoccia è che una società col forziere pieno ci prende per la gola col prestito.

          • Alessandro Magno

            demiral andrà in prestito per 5 milioni con un riscatto fissato a 28 però atttenzione all’atalanta abbiamo dato muratore però abbiamo preso kulusevski in passato sono transitati da noi a loro e viceversa spinazzola e caldara insomma l’impressione è che girino pochi soldi il più è uno scambio di giocatori continuo

  8. MANCA QUELLO…

    Manca un uomo che detta i tempi, quello del passaggio filtrante, quello che con un lancio ti mette davanti al portiere avversario.
    Mancherebbe una specie di Pirlo…uno delle Juventus più belle.

    Se nun se trova o se nun c’è tocca arrangiasse diceva il saggio.

    Buongiorno ☕

  9. Applausi a scena aperta.
    Abbiamo vinto con e senza centromediano.
    Ora non è che se non ce il calcio finisce.
    Se poi non ce non possiamo neanche inventarcelo.

    Quindi secondo me se si trova il modo di giocare senza, sarà un vantaggio per tutti, magari copiando il Trap.

  10. CAIO È ATTERRATO…SENZA INFORTUNI

    La Juventus oggi farà un allenamento aperto a tifosi e giornalisti: fra gli uomini di Allegri che si potranno osservare, in una occasione non così comune, non ci sarà Adrien Rabiot, che al termine della seduta di lunedì ha rimediato un infortunio.

    La sua stagione parte in salita, l’esito degli esami sostenuti ieri ha evidenziato una lesione di basso grado del muscolo retto femorale della coscia sinistra. Il francese verrà rivalutato fra dieci giorni, ma ne avrà almeno per tre settimane, saltando la prima di campionato e forse anche la seconda.

    Queste sono le cose che mi fanno inquietare…in allenamento succede questo e in partita che fanno sti muscoli.. scoppiano?

    Buon pranzo

  11. E nun ce vonno stà!

    Questa volta parlo di Sconcerti.

    Non contento della batosta presa sulla Superlega, che vuole Juve Real e Barça trionfanti, con UEFA, FIGC e calcio popolare annesso sul banco degli imputati, attacca ancora la Juve.

    Questa volta evidenzia il problema Ronaldo per Allegri.
    O Allegri per Ronaldo.

    Uno reduce da più di 100 gol in 3 stagioni, il secondo rientrato alla Juve dopo aver vinto 5 scudetti consecutivi in maglia bianconera!

    Avercene problemi così, caro Sconcerti, direbbe qualsiasi presidente di serie A

  12. IGNAZIO SCARDINA, IL GIORNALISTA INCASTRATO DA FALSE ACCUSE DEI COLLEGHI

    Ignazio Scardina è stato un giornalista sportivo apprezzato per la professionalità e per la sua onestà intellettuale.
    Per questo, quando il 7 aprile 2018 si è saputo della sua morte dopo una lunga malattia, l’amarezza unita al dolore è stata ancora più forte: Scardina era stato coinvolto in un’inchiesta (Calciopoli) che aveva messo a soqquadro il calcio italiano nel 2006.
    Alcuni suoi colleghi lo avevano accusato di realizzare per la Rai (di cui era caporedattore per il calcio, dopo essere stato uno dei volti di 90° Minuto e della Domenica Sportiva) servizi compiacenti e adulatori nei confronti di Luciano Moggi e dei suoi amici, contrari invece verso i nemici dell’allora super dirigente della Juventus.
    Non solo: gli si imputava anche di aver ricevuto in regalo un’automobile per aver convinto qualcuno ad astenersi dall’accusare durante il processo il direttore generale juventino.

    Ebbene, non era vero niente.

    Ignazio Scardina lo aveva fatto presente fin dal primo giorno, fin da quando – incredulo – si ritrovò tra le mani quell’ipotesi di reato (associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva) pesante come una montagna.
    Ma si ritrovò comunque ad affrontare un processo penale e uno di fronte alla Corte dei Conti, per danno erariale.

    Alla fine Ignazio Scardina uscì completamente assolto su entrambi i fronti, per non aver commesso il fatto.
    La sua non è stata una vicenda di ingiusta detenzione.
    Impossibile, però, non farlo rientrare tra i tanti errori giudiziari italiani dovuti a una delle cause più frequenti: le false accuse, appunto.
    La Rai lo reintegrò, ma non c’è dubbio che quella vicenda lo segnò profondamente, anche e soprattutto nella salute.

    “È una storia costruita in modo tortoriana”, disse lui a processi conclusi.
    Era fin troppo chiaro che le false accuse confezionate dagli stessi colleghi della sua redazione lo avevano minato profondamente, per quanto lui tentasse di sminuirne la portata.

    Per capire meglio la vicenda che coinvolse Ignazio Scardina pubblichiamo qui di seguito un’intervista che Vincenzo Ricchiuti pubblicò sul suo blog “Uccellino di Del Piero” l’8 febbraio 2012.
    Dice molto del personaggio e di quello che fu costretto a subire suo malgrado.

    Ignazio Scardina in aula durante il processo.
    La prima volta che ho visto Ignazio Scardina, fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, gli ho chiesto semplicemente “ma lei cosa ci fa qui ?”.
    Lui mi rispose, stremato, “Non ne ho la più pallida idea”.
    L’ultima volta che ho visto Ignazio Scardina, sempre fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, è stata la sera dell’8 Novembre scorso.
    La notte del verdetto di primo grado e della sua assoluzione. Scardina ne era contento senza alzare la voce.
    Per rispetto degli altri, i condannati.
    Telefonava a casa per rassicurare che il papà, il marito, l’uomo era stato assolto.
    Ma lo faceva come in un sussurro che gli sarà costato un patrimonio di nervi inesplosi. Non si doveva però esultare. Almeno lui non poteva.
    C’era chi non poteva fare altrettanto.

    Dottor Scardina, perché imputato?

    È una domanda che mi sono sempre posto.
    Mai trovato una risposta.

    C’era secondo l’accusa un elenco di fiancheggiatori di Luciano Moggi nei media. Nessuno è finito sotto processo.
    Come mai solo lei ?

    Penso facesse comodo alla Procura di Napoli usare un nome come il mio perché faceva gioco in tutti i sensi.

    Che razza di associato è stato lei ?

    Sono stato imputato di associazione a delinquere perché difendevo il gruppo.
    Non sapevo cosa fosse questo “gruppo” ma tant’è.
    Le telefonate che facevo con Moggi erano per la maggior parte per lavoro.
    Per il resto solo perché siamo amici.
    Ci presentò Allodi a Torino: Moggi allora era responsabile del settore giovanile.
    È una amicizia che dura dal ’70-71.

    Che razza di associato è stato lei ? Niente schede, niente incontri, neanche una amichevole in cui lei abbia interferito…

    È una storia costruita in modo tortoriana.

    Dipaniamola. Lei è stato accusato anzitutto di aver fornito, in qualità di caporedattore di Rai Sport, servizi compiacenti che adulavano gli amici di Moggi e ne contrastavano i nemici.

    Sono stato accusato in sintesi di aver privilegiato Ciro Venerato a discapito della Sanipoli.
    Ciro era ed è tuttora un cane da tartufo per le notizie ma a prescindere da questo la vicenda Sanipoli è stata già chiarita ampiamente dagli organi competenti nelle sedi opportune. La stessa Rai s’è costituita parte civile contro di lei.

    Per i servizi compiacenti la Corte dei Conti l’ha pure assolta, Scardina.

    Ripeto, giudiziariamente come s’è evinto.
    Anche nel dibattimento a Napoli con le numerose testimonianze a mio favore dei miei colleghi la vicenda è stata chiarita definitivamente. Giudiziariamente.

    Magari le resta il rammarico personale nell’aver visto due persone da lei svezzate professionalmente come Varriale e la Sanipoli denunciarla ai carabinieri per propri interessi personali.

    Il grande dolore in questi anni è stata la morte del mio primo avvocato, Francesco Misiani, sostituito poi dal figlio Claudio e quella di Beppe Berti, mio capo al Tg2.

    Ignazio ScardinaMagari s’è fatto una colpa anche di questo.
    Magari pensa “quelle denunce avrei potuto evitarmele”.

    Come ho detto anche a De Gregorio, durante l’udienza preliminare, in una redazione va sempre così.
    Ci sono sempre state rivalità. Se solo in 2 si lamentano, non è un capo d’imputazione. È un successo.

    La seconda accusa formulata nei suoi confronti è stata quella di aver indotto Ermanno Pieroni ad astenersi dal fare accuse a Luciano Moggi.
    In cambio le sarebbe stata “regalata” una automobile.

    La macchina in questione, una Fiat Idea, l’ho comperata.
    Ho portato le prove in Tribunale: i bonifici effettuati.
    Eppure il Corriere della Sera scrisse: “Moggi regala l’auto a Scardina”.

    Che sconto ha avuto ?

    Il 19 per cento mi pare.

    Al Corriere se non erro lo sconto Fiat è del 40 per cento.

    Moggi mi ha regalato una macchina?
    Mi sono fatto prestare 25mila euro dalla Banca Popolare di Ancona a 580 euro di rata per 60 mesi. Ho restituito i 25mila alla banca più gli interessi e Moggi mi ha regalato una macchina?

    Vediamo se almeno il conto torna con le date. Dunque. Secondo l’accusa esce una intervista di Repubblica a Pieroni nella quale Pieroni dice qualcosa contro Moggi.
    Moggi la chiama e lei s’impegna telefonicamente con Moggi per ammorbidire Pieroni.
    In cambio le “regalano” una Fiat.

    Sì.

    Scardina, con le date non ci siamo proprio. Lei l’auto l’ha comperata il 01/02/05.
    Il 05/02/05 ha mandato in onda Pieroni a Dribbling, anticipando le accuse di Repubblica. L’intervista di Pieroni al quotidiano Repubblica è dell’08/02/05.
    È tutto sfalsato. A dare il la alle accuse di Pieroni è stato proprio lei e l’auto l’ha comprata prima ancora che gliela offrissero.

    Ero preoccupato, sa com’è quando ti accusano.
    Ti fanno venire i dubbi.
    Mia moglie che è una testa d’acciaio mi ha tolto i dubbi. Peccato che non ho mai commesso delitti.
    Questo vale pure per Moggi, accusato di aver zittito Pieroni mandandolo a lavorare ad Arezzo. Per quel che so io, a sentire quel che si dice in giro per quell’epoca, non fu Moggi a portare Pieroni all’Arezzo ma Giacinto Facchetti.

    Eppure v’hanno coinvolto entrambi.

    Per una telefonata. Gliela spiego.
    Era l’otto di Febbraio del 2005. Un martedì.
    Io ero in ferie, avevo circa 300 giorni di ferie non prese ma quella volta avevo fatto eccezione per una volta. Arriva una telefonata di Moggi.
    Quel giorno guarda caso ero proprio davanti al Palazzo di Giustizia di Roma, quello che chiamano il Palazzaccio.
    Mia moglie stava acquistando cose e Moggi mi fa: “Ma tu hai letto Repubblica ?”. Non ho letto, vedrò.
    Non l’ho mai letta. Ricordavo bene l’intervista che avevamo fatto noi di Dribbling a Pieroni qualche giorno prima.
    Una bellissima intervista tra l’altro, in cui Pieroni non risparmiò niente e niente tagliammo.
    Sa, l’intervista in tv è sempre genuina perché è difficile mentire.
    C’è l’audio, c’è il video che riprende ogni tua mossa. È tutto autentico per definizione.

    Niente atmosfera romanzata come nei pezzi scritti.
    In quel contesto di veridicità estrema e rivolto alla platea tv con la vasta audience che avevamo noi, Pieroni diceva le stesse cose di Repubblica.
    Quindi quando Moggi mi chiamò mi ricordai subito di questo servizio ma non glielo dissi.
    Non potevo dirglielo a Luciano perché era già stato attaccato pesantemente sulle colonne del quotidiano.
    Non volli infierire. Mi limitai a rassicurarlo con un leggerò e vedrò.
    “Leggerò e vedrò”: questa è l’imputazione ad associazione a delinquere. Non c’è mai stata verifica.

    Peccato che lei non abbia mai commesso delitti a questo punto. Nel suo caso l’avrebbe aiutata. Con la coscienza sporca è più facile sopportare.

    Peccato che non ho mai commesso delitti, sì. Il Pm fino alla fine mi voleva coinvolgere con un anno e due mesi.

    Lei ha avuto problemi di salute.

    Nel 2000 la polizia olandese m’ha aggredito, insieme a Mattioli e Scarnati, ledendomi il trigemino. Ogni volta che ho emozioni ho dolore.

    Lei ha avuto un infarto.

    Sono stato operato dal Professor Meglio dei Gemelli. Due volte. Ogni volta che ho emozioni ho dolore da desiderare la morte.

    La morte civica l’ha avuta.

    La gente non si rende conto.
    Sono andato a vivere in campagna. Una casa nella quale all’inizio avevamo solo una camera da letto e che poi pian piano abbiamo sistemato.
    Ma è stato inevitabile. Ho dovuto lasciare casa, le mie abitudini, la mia vita di sempre. Dovuto. Era un dolore forte abitare in mezzo ai giornalisti.
    Vederli andare a lavorare. Il guaio per i giornalisti che ci tengono è che il lavoro scompare, la promozione sfuma, mentre sei lì. A guardare la tv.

    Lei è stato reintegrato in Rai.

    Reintegrato, ma faccio poco. Ero considerato un numero 1.
    Ho avuto record di ascolti, 90°minuto, Dribbling, Stadio Sprint.
    Poi rientri ma si fa poco quando rientri con ordini esterni tipo “tienilo lì”.

    Pensa di chiedere i danni ?

    Non chiederò mai i danni al Pm, Narducci. Solo se s’accanisce.

    Che rapporto ha con Napoli?

    Con Napoli ho sempre avuto un rapporto fantastico.
    Durante le udienze meno. Pioveva sempre. In quella Napoli che avevo tanto amato. Ora forse mi posso riavvicinare.

    Senza il processo e quel tipo di processo.

    Un processo senza una prova, senza una testimonianza.
    Sono laureato in giurisprudenza ma ne avrei fatto volentieri a meno perché capire meglio l’inferno nel quale sei capitato e le sue incongruenze tecniche, beh non lo auguro a nessuno.

    L’8 novembre lei è stato assolto.

    L’8 novembre non lo dimentico finché campo.
    Assolto ma pur sempre tardi. Non si aspetta tanto in nome del popolo italiano che non so se avrebbe mai voluto tutto questo.

    Tardi per lei che è stato assolto. Figurarsi per i condannati.

    Mi auguro che l’Appello ristabilisca la verità.

    Magari una mano potrebbero darla i suoi colleghi nei media.

    Nell’aula accanto la nostra l’8 Novembre fu processato un uomo che aveva ucciso o ferito gravemente non ricordo un erbivendolo.
    In quell’aula erano in 6. Corte, avvocato difensore, pm. Non c’era un giornalista. Nessuno. Per un fatto grave, di sangue, nessuno.

    Da noi non si stava neanche in piedi.
    Cos’è che fa notizia ? I condannati. Gli assolti non interessano nessuno.

    Ignazio Scardina è stato assolto da ogni imputazione per non aver commesso il fatto.
    Le motivazioni, quelle giuridiche, potete trovarle scritte da qualche giorno.

    Le motivazioni, quelle vere, invece mai.

    Saluti

  13. Penso in buona sostanza che grazie al duo Marotta, Paratici la Juve, per quanto riguarda la rosa sia sostanzialmente incartata.
    L’aiuto per noi, come per i maggiori club europei viene dall’UEFA, che sospende il Fair play finanziario.
    Questo permette ai club più ricchi di mettere per il momento le plusvalenze in soffitta e dedicarsi a qualcosa di costruttivo e “più sportivo”.
    PSG, City e Chelsea spendono cifroni senza problemi, Juve e Barça invece sembrano alle prese con minusvalenze facili pur di ridurre la rosa e fare spazio per la programmazione sportiva futura. Il Real dal canto suo non sembra intraprendere azioni particolari ma segue i suoi obbiettivi con tranquillità e fermezza come fa da sempre.
    Ma veniamo a noi.
    La Juve è incartata, lo era lo scorso anno, lo è quest’anno. Bisogna in sostanza fare pulizia in una rosa piena zeppa di pesi morti, i cosiddetti esuberi. Periodo non facile, ma grazie alla sospensione del Fair play finanziario qualche minusvalenza oltre il lecito non pesa più di tanto. Nel caso si tengono i giocatori aspettando la naturale scadenza del contratto.
    Ci saranno immagino due anni un po’ così ma gli arrivi di Kuluseki, Chiesa, Kaio Jorge ed il Rinnovo di Dragusin fanno ben sperare.
    Così dobbiamo a mio avviso leggere le scelte a volte incomprensibili di questi giorni.

    • Certo Luca …
      “Ci saranno due anni un po’ così”…

      D’altronde come si fa ad essere certi di vincere lo scudetto contro questa Inter che si è rinforzata con la partenza di Conte, Hakimi, ed ora di Lukaku!?

      Solo un pazzo potrebbe dare certezze in un campionato del genere, dove anche la Roma avanza la sua autorevole candidatura al titolo!

  14. A CONTI FATTI

    Demiral alle visite mediche per la Dea.

    Operazione che dovrebbe essere così composta: 2,5 milioni per il prestito, 2,5 al momento del riscatto, 2,5 di bonus, 25 milioni di riscatto e 10-12% sulla futura rivendita nelle casse Juve.

    Cà nisciun è fess …

    Buongiorno ☕

    • Aggiungo.
      Chiellini per 2 anni, per far crescere Dragusin.
      Se son rose fioriranno, in caso contrario tra due anni scade Bonucci, scade Chiellini, scade Rugani, Dragusin avrà sicuramente mercato.
      Potremo trovare 3 centrali con tutta calma da affiancare a DeLigt, uno magari già dal prossimo campionato.

      • Luca. La voglio proprio vedere la Juve quest’anno che affronta campionato e coppe varie, con i centrali: Chiellini-Bonucci-de Light-Rugani.

        • Guarda, il campionato lo vinciamo se non in carrozza quasi.
          In giro si vede poco, poi ci sta anche di perdere, ma vedo la Juve assolutamente favorita.

          Ora è ora di vendere ed alleggerire la rosa, senza neanche andare tanto per il sottile.

          Questo per poi poter cominciare a costruire la nuova squadra secondo le idee del tecnico, per poter finalmente creare una squadra vera, e non una collezione di giocatori.

    • Cioè, i famosi 5 MILIONI CASH, di cui parlava Ben, sono diventati già una chimera per Cherubini.
      Perché, come è fin troppo evidente, se non c’è obbligo di riscatto, tutte le altre cifre snocciolate sono solo ipotetiche😅.

      Buon pranzo.

      • Si circolano pochi soldi. Ma da quello che ho letto sembrerebbe che nell’affare Romero ci abbia guadagnato anche la Juve che aveva una percentuale nella vendita del difensore. Forse è il caso di parcheggiare gli esuberi a Bergamo per poi venderli al giusto prezzo.

  15. RIEPILOGANDO

    Paratici compra #Romero a 26m, lo vende all’Atalanta a 16m e glielo ricompra un anno dopo a 55m…

    Senza arrivare a pensare male, diciamo quantomeno che Percassi a Natale magari un cestino glielo dovrebbe mandare.

    (Twitter, il Pinguino)

  16. ROMERO: putrusino ogni menestra …

    “Il mancato acquisto di Cristian Romero da parte del barcellona è stato una delle cause della rottura tra Lionel Messi e il barcellona”.
    Lo scrive il quotidiano catalano Mundo Deportivo, secondo il quale il compagno di squadra nell’argentina sarebbe stato una richiesta di Messi alla dirigenza. Romero ha poi scelto il Tottenham dell’ex dirigente bianconero Fabio Paratici. Per l’ex Juventus, Laporta era arrivato a offrire ben 40 milioni di euro 10 più di bonus, non riuscendo a soddisfare le richieste dei nerazzurri.
    (Tuttojuve.com)

  17. Pare che la Juve stia pensando a Renato Sanchez, vista la spocchiosa richiesta del Sassuolo per Locatelli.

    La notizia è talmente fantastica che … non ci credo 🥳🤣

  18. … sarà pure uno scambio continuo di giocatori. Ma a me pare che una sola squadra ci guadagni🤔

    • Pardon …riferito agli scambi di mercato Atalanta-Juve😅.
      Una squadra che (tra parentesi) lo scorso anno ci è arrivata davanti in campionato.

  19. MINUSVALENZA

    “Juventus Football Club S.p.A. comunica che la società Atalanta B.C. S.p.A., a seguito dell’accordo sottoscritto il 5 settembre 2020, ha esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Cristian Romero per un corrispettivo di € 16 milioni, pagabile in tre esercizi.

    Tale operazione genera un effetto economico negativo sull’esercizio 2020/2021 pari a € 4,8 milioni, per effetto dell’adeguamento del valore netto contabile del calciatore”.

    Lo comunica la Juventus in una nota. Nel futuro di Romero c’è il Tottenham: manca solo l’ufficialità per sancire il passaggio del difensore argentino dall’Atalanta agli Spurs per 50 milioni più 5 di bonus.

    (Tuttojuve.com)

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