Scritto da Cinzia Fresia
Ultima chance per l’Europa.
A Massimiliano Allegri non sembra vero di essere tra quelli che la Champions la guarderà in televisione e che stasera si giocherà l’ultima possibilità per restare in quella di minore importanza, l’Europa League.
Peccato che la squadra arrivi ai minimi con i titolari praticamente tutti in infermeria, e con un PSG stellare c’è ben poco da scherzare.
Non ci sono scelte se non di schierare i ragazzi della seconda squadra.
E’ un Massimiliano Allegri demotivato senza nessuna grinta.
E’ evidente che ormai non crede più nel suo progetto, giocatori cadono come birilli e l’affaire Pogba si sta rivelando per come si annunciava, il francese costretto a rinunciare si Mondiali per l’ennesimo infortunio,
Non tira una buona aria a Torino .. La vecchia signora intanto ha compito gli anni e comincia a sentirli tutti. Eppure per il tecnico ridacchiante sembra tutto normale .l e che va tutto bene.
Se lo dice lui …









SACCHI CHI
Arrigo Sacchi non mi è simpatico anzi non lo è mai stato.
Non troverete un mio post dove abbia scritto cose positive su di lui…lui non ha inventato nulla riguardo il gioco del calcio (vedi campionato del Mondo in America).
La conferma, finalmente, me la da Van Basten.
VINCEVAMO NONOSTANTE SACCHI, NON GRAZIE A LUI
«Sacchi parlava troppo. Gli dicevo: mister, me lo hai già detto 12 volte.
Era un tale fanatico che continuava a raccontare le stesse storie (…) Era ossessionato dalla tattica, nel sonno urlava le tattiche in difesa».
E ancora: «la storia l’hanno fatta i suoi giocatori. Quel Milan era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante ma era bravo a farsi amici i giornalisti, e ha saputo costruire una immagine da grande innovatore».
Quindi il “revisionismo” sul mito del Profeta di Fusignano: «Non ha inventato nulla. Il modulo che usava il Milan non era né rivoluzionario né offensivo. Schieravamo difensori eccezionali. A farci vincere così tanto è stata sempre la difesa, alla quale lui si applicava molto, dedicando invece poco tempo alla fase offensiva».
Infine l’aneddoto e il rimpianto: «una volta negli spogliatoi gli dissi che vincevamo non grazie a lui, ma nonostante lui. Ci rimase così male che uscì senza dire nulla. Sentii di averlo ferito. E non lo meritava. Uno sfregio gratuito, del quale mi dispiaccio ancora, anche se è passato tanto tempo. A livello personale, non ho problemi con lui, lo ricordo con affetto».
*Che dite, troppo duro? Compie oggi(31 ottobre per chi legge) 58 anni il cigno di Utrecht, Marco Van Basten. Così si è espresso a più riprese su Arrigo Sacchi, rivolgendosi indirettamente anche a tutti coloro che attribuivano i meriti del suo rendimento all’allenatore.
Van Basten parla così perché non ha mai avuto un gran feeling con Sacchi e perché, come lui stesso ha ammesso tempo fa, non capisce o comunque non sa fare il mestiere di allenatore (“Fare l’allenatore è una cosa davvero complicata e devo confessare che non ho capito come essere decisivo da una panchina.»).
La realtà dice che Sacchi ha influenzato moltissimo il calcio e tutti gli allenatori hanno assimilato i suoi concetti, ovviamente rielaborandoli secondo le proprie idee.
Sacchi ha innovato e rivoluzionato, nessuna squadra in quel momento giocava come il suo Milan. La sua importanza sta’ nell’avere lasciato un’impronta determinante nel settore in cui ha operato. Questo mi pare sia fuori discussione e da lì i meriti che il mondo del calcio gli riconosce al di là di simpatie o antipatie.
Ma tu stai rispondendo a me e non a Marco…
Punti di vista Kris, forse io metto sempre avanti la fortuna per gli uni e la sfortuna per altri…
Nell’età di intendere e di volere avevo capito che non avrebbe mangiato il panettone sotto la Madunina…poi la nebbia ha cambiato le sorti.
Solo che il buon Marco a distanza di decenni mi dà ragione…e non solo il 9 ma l’America pallonara.
Io credo che ad ognuno debbano essere riconosciuti i propri meriti.
A Van Basten quelli di giocatore ed a Sacchi quelli di allenatore. Perché è ovvio che quando ci sono grandi successi sia dovuto alla sinergia tra squadra e tecnico.
Van Basten avrebbe probabilmente vinto lo scudetto e forse anche la coppa campioni con Trapattoni, ma quel Milan non avrebbe lasciato la stessa impronta nella storia del calcio.
A ognuno le sue idee.
Tu sei convinto del contrario di quello che scrivo io?
Bene, lo apprezzo ma non lo condivido.
La nebbia agli irti colli piovigginando sale…
So solo che al 12° del secondo tempo sotto di un goal e con un uomo in meno…continua tu che a me mi viene il nervoso.
Arrigo Sacchi che a 21 anni girava in Porsche, viaggiando per diversi anni in Europa per vendere le calzature prodotte dall’azienda di famiglia, avendo modo di osservare da vicino il calcio champagne degli olandesi, quello dell’Ajax e della Nazionale Orange che dopo la fantastica epopea del Brasile di Pelè & C. era diventato espressione del miglior calcio al mondo. Quando l’Arrigo venne poi chiamato da Berlusconi ad allenare il Milan, oltre alle caratteristiche del gioco a zona di Nils Liedholm (che era già stato allenatore dei rossoneri) aggiunse il pressing sistematico a centrocampo e i principi tattici mutuati dal calcio totale della nazionale olandese di Johan Cruijff. Ma quel Milan reso stellare da acquisti faraonici di Berlusconi, a partire dai 3 olandesi Rijkard, Van Basten, Gullit e quello di Donadoni soffiato agli Agnelli in un’asta miliardaria, come dice Van Basten, aveva il suo punto debole in difesa nei due voluti terzini voluti da Sacchi e prelevati dal Parma, Mussi e Bianchi, con il Milan eliminato nei sedicesimi di Coppa Uefa 1987-88 dall’Espanyol quartultimo nel campionato spagnolo, con i tifosi rossoneri che fischiano e contestano Sacchi urlandogli di tornare al Parma, con i giocatori, Van Basten in testa, stanchi di allenamenti massacranti che vorrebbero liberarsene. Poi sappiamo com’è andata la storia, la vittoria dello scudetto grazie al (sospetto) crollo finale del Napoli di Maradona e quella della sua prima Coppa dei Campioni grazie alla… nebbia di Belgrado.
Attaccarsi a Van Basten, che confessa di non aver mica capito come si fa l’allenatore mi pare un esercizio ameno.
Mettere poi in stampatello una frase di cui lui stesso si dichiara pentito definendola “uno sfregio gratuto”, di più.
Baro’, anni pazienza…
Opss “Baro’, abbi pazienza.
Ognuno tiene le sue idee…a me Sacchi non mi è mai piaciuto e non mi piace attualmente per quello che dice nei confronti di un suo collega.
In poche parole quello che dice Van Basten di Sacchi non va bene, al contrario va bene quello che da del Cagon a chi ha portato una squadra in finale con lui in formazione.
Sia ben chiaro che l’Apache è stato il giocatore, per me, di maggiore interesse di quella Juve.
OSSESSIONE È CONVINZIONE
Come io non ho mai parlato bene di Sacchi è giusto per la libertà di espressione sparlare di Allegri.
Mi pare di assistere alla storia tra una moglie e un marito: la donna continuava a tagliare il grano con la forbice e il marito gli ripeteva che il grano non si taglia con la forbice ma con la falce…lei invece insisteva con la forbice…alla fine il marito infastidito la immerge nell’acqua ripetendogli che il grano non si tagliava con la forbice e gli domanda con che si tagliasse il grano…lei sott’acqua nonostante stesse per affogare tira fuori la mano allargando e stringendo indice e medio ripetutamente.
Pover’uomo!
Contro il Psg sarà anche una sconfitta annunciata ma i De Profundis non sono certo il miglior viatico per sperare che qualora la Juve arrivasse terza nel girone abbia la possibilità di giocarsi l’accesso agli ottavi di Uefa League, dopo le gare di andata e ritorno dei playoff contro una delle squadre (escluse le italiane) che hanno chiuso al secondo posto i gironi di Europa League. Certo poi che dovesse capitare di essere sorteggiata contro una fra Arsenal, PSV o Manchester United, vista la situazione infortuni, non è affatto scontato che ottenega il pass per la coppa minore, ma intanto stasera come tifosi dovremmo tutti incoraggiare e sostenere la squadra, sopratutto in un momento come questo in cui di tutto c’è bisogno tranne che dare per morta e sepolta una Vecchia Signora che ha appena compiuto 125 anni.
Gioele
Questa sera in panchina abbiamo 2 portieri e 3-4 giocatori di movimento…quindi non si possono fare nemmeno i 5 cambi.
Succeda quel che succeda ma a testa alta.
Io stasera tiferò Juve con tutte le mie forze, come al solito.
Così come tiferò per tutto il resto della stagione.
Spererei però che qualsiasi sia l’esito della stagione (e fa’ ridere che se ne parli già a inizio novembre…) il sig. Allegri e tutto il suo staff tecnico e tutto lo staff sanitario della Juve siano rimossi dall’incarico e mandati a lavorare altrove.
Questa condizione spero sia imprescindibile da qualsiasi risultato veerà mai conseguito quest’anno.
Dobbiamo smettere a tutti i costi di far ridere il mondo e tornare ad essere quelli seri di prima.
Rem,
non posso che condividere il tuo ragionamento.
Generalmente la Juve tira il meglio di se quando si trova in difficoltà, così come l’Italia in generale. Io ho buone sensazioni. giochiamo contro la squadra costruita economicamente con i migliori prospetti, pertanto c’è poco da perdere ma solo da guadagnare se riuscissimo a strappare un buon risultato.
I rimpianti sono per le partite disputate contro quelle che avevano alla nostra portata e che non abbiamo sfruttato.
Evitiamo dispute sugli allenatori, quello che piaceva e che piace a me non può, ed è giusto sia così, che possa piacere agli altri.
Fino alla fine di questo campionato, ho ormai certezza che si finirà con Allegri in panchina, facciamocelo piacere con i sui pregi e difetti e magari speriamo che riesca a tirare fuori qualche ragno dal buco.
Per me Sacchi ha rappresentato una ventata di nuovo in un calcio italiano molto ancorato a certi schemi tattici. Andare come fece quel suo Milan a Madrid e dare lezione di calcio fu una sorta di soddisfazione per tutto il calcio italiano, io la vedo così.
Poi che Van Basten abbia avuto da ridire sui suoi metodi ci sta, ognuno parla delle proprie esperienze personali.
Su Sacchi.
Quello detto da Van Basten è stato ribadito a più riprese anche da Gullitt.
Treccina, durante un intervista disse chiaramente che in seno al Milan vi fossero 2 anime.
Una difensivista e l’altra olandese.
Ci fu una crisi di risultati all’inizio, con Sacchi che faceva vedere a Baresi i movimenti di Signorini, poi dopo l’intervento di Berlusconi la squadra cominciò a macinare gioco e risultati.
La vittoria sul Real, come ci ricorda Antony, fu una pagina storica, non possiamo negarlo.
Come non possiamo negare due cose, importanti.
Il calcio di Sacchi fu un evoluzione di quello di Liedolm che pose solide basi utilizzando molti giovani giocatori del vivaio.
Limonta, Baresi, Costacurta, F.Galli, Maldini, Verga, Evani, Zanoncelli, Cappellini, Mannari.
Qualcuno rimase, altri no ma la cosa vs sottolineata.
10 giocatori provenienti dal vivaio sono tanti.
Il calcio di Sacchi fu importante perchè oltre alle vittorie europee pose una bandierina nel modo di fare calcio in Italia.
Ci fù cioè un prima di Sacchi ed un dopo Sacchi, e merito o meno, non possiamo non convenire che l’Arrigo da Fusignano fù un protagonista del nostro calcio.
Allenò il Milan per 4 anni, vinse:
1 scudetto
1 supercoppa italiana
2 coppe dei campioni
2 supercoppe europee
2 coppe intercontinentali
Esatto Luca.
Van Basten ha spesso detto di preferire Cruyff. Che era altrettanto ossessivo sulle sue idee tattiche però a differenza di sacchi prestava più attenzione alla fase offensiva.
Ma ciò non toglie meriti al tecnico di Fusignano che come ben dici segna un prima ed un dopo nel modo di fare calcio. Pochi allenatori, anche tra i più vincenti, possono vantare ciò.
Dire che le basi di quel Milan vincente provengono dal vivaio credo sia eccessivo, in quel Milan di Sacchi del 1987-88 Limonta non giocò neanche una partita, Verga 3 sole presenze, Cappellini qualche presenza, Mannari lo stesso, Zanoncelli era già finito all’Empoli, Baresi aveva già esordito nel Milan nel 1978 a 17 anni, Filippo Galli ed Evani nel 1983 a 20 anni entrambi con il Milan in serie b, Maldini esordì nel 1984 a 16 anni mentre Costacurta a 21 anni fu l’unico ad esordire con Sacchi in quella stagione con solo 7 presenze.
Questo per dire che quella squadra è ricordato sopratutto come il Milan degli olandesi, Rijkard, Van Basten, Gullit, oltre che della classe di Donadoni (soffiato agli Agnelli da Berlusconi dopo un’asta miliardaria) e di una difesa impenetrabile, una squadra modellata da Sacchi sui principi tattici mutuati dal calcio totale dell’Ajax e della nazionale olandese di Johan Cruijff, mentre a proposito dei trofei vinti che hai elencato, non bisognerebbe dimenticare la buona sorte che accompagnò la vittoria del suo unico scudetto nel 1988, anche per colpa del (sospetto) crollo finale del Napoli di Maradona, e quella del 1989 in Coppa dei Campioni grazie sopratutto all’aiuto della … nebbia di Belgrado.
Hioele francamente non capisco la tua obbiezione.
Quei 10 giocatori provenivano dal vivaio, ed erano parte integrante della rosa del Milan composta da
23 giocatori, cioè un buon 46%. Merito di Sacchi? Ho scritto chiaramente che Sacchi ereditò una situazione da Liedolm.
Attenzione, il terzo olandese, Rijkaard arrivò l’anno successivo.
Assieme ad Albertini altro primavera, con Lantignotti.
I primavera continuano ad essere in buon numero in quel Milan.
Nell’89 90 arrivano, in prima squadra
Salvatori e Stroppa.
Nel 90 – 91 Nava, ultimo giocatore della primavera ad approdare nel Milan, sacchiano.
L’anno successivo con l’arrivo di Capello, i primavera non arrivarono più in prima squadra.
Insomma senza andare troppo per il sottile, il Milan di Sacchi, utilizzava i primavera, accanto ad autentici Campioni, ma i giovani cresciuti in casa Milan ebbero un ruolo importante.
Non possiamo dire che non fu così.
Come non possiamo dire che l’Arrigo vinse di culo.
Perchè visto che si è ripetuto l’anno successivo, il merito è lampante.
L’obiezione è che quel Milan vinse perchè aveva in rosa tanti campioni, fra gli altri l’anno dopo oltre a Rijkaard arrivò anche il 29enne Ancelotti, senza dimenticare Massaro, a completare un organico di qualità ed esperienza di livello momdiale e la dimostrazione che quel Milan era una squadra formidabile è che quei trionfi in serie arrivarono anche negli anni successivi con Capello la cui carriera di grande allenatore fu molto più lunga di quella di Sacchi del quale dopo il 1991 si ricordano più gli esoneri o le dimissioni fino al definitivo ritiro come allenatore nel 1999.
QUELLA PIPPA DI MARCELLO
Osannare l’Arrigo a innovatore, de che, Marcello Lippi che cosa sarà stato per il calcio italiano?
Vince tutto quello che c’era da vincere non solo con una squadra di club(senza nebbie) ma porta la Nazionale italiana sul tetto del Mondo.
Fu Marcello a far fare la valigia al buon venditore di ciabatte mettendo il punto esclamativo in quel di San Siro.
Era il 6 aprile del 1997, ultimo anno del re di Fusignano sulla panchina rossonera quando il bel Marcello gli rifila un sonoro 6-1.
Due uomini differenti, l’antipatico Marcello con il simpatico Arrigo…uno diffidati dei giornalisti l’altro se li accaparrava.
Come chi si è fatto un nome sparlando del presidente-politico milanista il buon Travaglio (e mica ci voleva tanto accaparrarsi le simpatie degli italiani sparlando del Berlusca) così Sacchi “leccando” la stampa in modo da poter girare pagina.
Ovviamente Marcello vinse quel campionato davanti al Parma e terza inter, perse la finale Champions col Borussia…ho ricordato questa bella pagina del calcio juventino perché Lippi oltre a infliggere un 6-1 al Milan di Sacchi inflisse anche un 6-1 in Supercoppa europea al PSG nella partita di andata a Parigi e poi un bel 3-1 a Torino.
Tutto questo per evidenziare lo scontro di questa sera che non sarà quello del 1997.
Sinceramente non capisco la crociata anti Sacchi, oggi.
A meno che mi sia perso qualcosa.
Sacchi ha lasciato qualcosa, al calcio italiano, è innegabile.
Fu il migliore di un movimento che vedeva il calcio in antitesi con la zona mista che si giocava all’epoca.
Lippi forse il miglior allenatore italiano del suo periodo, è il capostipite di un’altra scuola, che vede oggi, Gasperini, Juric e Tudor i suoi migliori seguaci.
Ma non vedo come il mettere in competizione quedti allenatori, oggi, possa portare qualcosa.
Al di la dei gusti personali ovviamente.
Anche perchè oggi si gioca la Champions League ex a quanto pare, non interessa proprio a nessuno.
Forse lo stato della Juve oggi non aiuta in tal senso ed è naturale aprire gli almanacchi.
Se non lo sai sallo
Nessuna competizione, la competizione l’avete fatta nascere voi, io ho solo riportato quello che ho letto da Van Basten…
A domanda rispondi senza tante giri di parole: se non fosse scesa la nebbia sarebbe nato il mito(?) Sacchi?
Certo, soltanto un anno dopo.
No non avrebbe mangiato il panettone quell’anno.
C’ERA UNA (S)VOLTA #4
Quando il caos non è un caso. Chi ha nascosto il faldone che provava il coinvolgimento dell’inter? Chi agiva indisturbato? Un lustro misterioso da lustrare. #Moratti risponda. #calciopoli #cofanetto #christmasbox #juventus #inter #CobolliGigli
Altro infortunio(ricaduta) per Kean.
E non finisce qui…forse Chiesa nel secondo tempo.
Comunque c’è ancora il secondo tempo non solo per il Maccabi…l’impasto sta crescendo…quello dei biscotti.
… infatti, il Benfica 1° nel girone 🤣
Appunto…e se non è biscotto quello …
Eccerto, il PSG ha fatto di tutto per arrivare secondo 😉
L’ho detto in diretta: solo dopo il vantaggio del PSG quel cretino farà entrare Chiesa!