Roma – Juve 0-2: tutti a casa!

Una rondine non fa una primavera ma dopo la vittoria ottenuta contro il Brescia domenica scorsa ne è arrivata un’altra, a catena (WOW!), all’Olimpico di Roma contro la squadra locale. La sensazione non è sicuramente quella di aver dominato ma, perlomeno, quella di esser riusciti a portare a casa il risultato dopo aver disputato una partita tutto sommato tranquilla. Nel primo tempo la Juve è partita con il piglio giusto ma, essendo l’intento quello di difendersi ordinati e poi ripartire, la partita l’ha fatta la Roma con il suo solito possesso palla molto continuato, imperterrito e quasi privo di affondi. Nostante le intenzioni iniziali, però, la Roma non ha disdetto alcuni tiri in porta molto molto pericolosi durante i primi 45 minuti. Gli affondi di (in ordine) Vucinic, Totti e De Rossi sono stati tutti sventati, con prontezza, da uno svelto e sveglio Storari chiamato a sostituire Buffon febbricitante (chi ci crede?) a poche ore dall’inizio del match. Una Juve che non ti aspetti applica una buona transizione offensiva e gioca una bella partita anche in difesa. Delneri accantona il tanto caro 4-4-2, passa al 4-3-3 ma solo a parole. Contro questa Roma, intelligentemente a partita in corso, passa all’albero di Natale, forse un po’ fuori stagione visto che ci avviamo alle feste pasquali ma comunque efficace. Alla sostanza di Pepe, utile anche in posizione centrale a sostegno (per il supporto ci ha pensato Melo) di Aquilani e Marchisio mezzali, le corse di Krasic nelle praterie della Roma sono state il vero toccasana. A dimostrazione della lentezza della squadra di Montella, con la testa rivolta all’americano Di Benedetto, futuro prossimo. E intanto nel presente attuale, più che mai presente, Matri raddoppia in contropiede, servito da Grosso vero assist-man della serata. Infatti in precedenza è stato proprio l’ex campione del mondo a servire a Krasic sul piatto d’argento l’assist per il gol del vantaggio, nato da una bella azione corale, costruita nella nostra area su riconquista della palla e portata sino in area avversaria con giusto criterio ed equilibrio. La differenza, da questa Juve che non ti aspetti, l’hanno fatta proprio l’equilibrio tattico, spesso cercato e mai trovato in questa stagione ed il criterio con il quale si è deciso di attaccare la Roma (senza affanno ma con la consapevolezza che, se si gioca bene e concentrati, il gol arriva). L’impronta di Delneri al match è stata quella giusta.

È stata la vittoria dei ragazzi che, privi di capitan Delpiero, leader Giorgio Chiellini e bandiera Gigi Buffon hanno tirato fuori la grinta necessaria per aggirare l’ostacolo e dimostrare che si può e si deve anche senza di loro. Sarebbe riduttivo dire che l’atteggiamento è stato propositivo, tipico di chi non ha più nulla da perdere ma solo da dimostrare che la realtà non è quella che è ma quella che sembra e che sarebbe dovuta essere. I ragazzi sono stati pazienti nel cercare il gol e calmi nel gestire la palla. Nei limiti e senza rimurginare già i vecchi tempi, queste parole si possono pronunciare.

È stata la vittoria, in particolar modo, di quel Marco Storari che intende far capire a tutti che non vuole fare il vice di nessuno. Non ha il carattere per farlo. Ed ecco che qui si apre la diatriba dei portieri: da soli non possono sbrigarsela, starà alla società ed ai tifosi decidere chi tra i due deve rimanere. Quando una ex grande squadra si ritrova a dover ricominciare (quasi) da zero, si va incontro anche a queste rivolte, giustissime. I tempi dei ‘titolari indiscutibili’ sono lontani…

È stata anche la vittoria di Delneri, seguito ancora dalla squadra (ed è già un’impresa) che ha saputo cambiare in corsa e sorprendere Montella. L’esperienza paga.

È stata la vittoria dei tifosi che sono accorsi all’Olimpico in grande quantità ed invitano gli avversari ad andare a casa, per la quarta volta di fila dopo lo scandalo di Calciopoli. A Roma i più forti siamo ancora noi e dettiamo legge. Rallegrarsi è lecito e giusto ma esagerare è patetico dal momento che questa squadra è capace, nella prossima gara, di sciupare ancora una volta ciò che di buono si ri-costruisce ad ogni santa ed immacolata partita.

Raccontavo qualche giorno fa che le ultime spiagge della Juve sono finite e mi domandavo, quindi, questa partita cosa fosse realmente. Beh, io credo che sia stata uno stimolo per concludere decentemente la stagione. Orgoglio e dignità (sì, sempre loro) sono due parole che pesano come un macigno ma sono spesso pronunciate a sproposito da tanti, troppi addetti ai lavori. Non ho la presunzione di dirvi cosa stiano a significare realmente ma so solo che, nelle difficoltà, sono come due leggi: vanno rispettate e difese più che in altre occasioni.

  1. Buon pezzo Davide…continua così!!!

    Franco

  2. Grazie Franco! è un piacere risentirti!

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