
Scritto da Cinzia Fresia
Essere calciatori non vuole dire vivere una vita fatta di successo fatta di ovazioni, guadagni stratosferici, comparsate in tv e ammirazione generale; oltre ad essere presi di mira dalle critiche di rendimento, un calciatore se vuole essere professionista è prima di tutto un atleta disposto a sacrificarsi anche nella vita privata, in funzione di un ambiente molto competitivo.
Il calcio di oggi esige giocatori veloci e performanti in grado di sostenere 2 o 3 tornei l’anno di alto livello, per essere all’altezza di tali competizioni non basta l’allenamento in campo, tutti i dettagli vengono curati soprattutto l’alimentazione, da cui deriva l’energia atta sopportare il peso di uno sport agonistico di quel livello.
Un calciatore non può mangiare e bere quello che vuole, la dietetica sportiva è diventata una scienza, l’atleta ha un piano alimentare che deve fornire energia attiva nelle 24 ore, comprese quelle di sonno e che è obbligato a rispettare.
La moderna dietologia punta sul mantenimento della massa magra, ma anche da un peso corporeo al limite del normale, spesso anche al di sotto. Perchè il calciatore essendo esposto a scatti, frenate e riprese, non può permettersi di avere eccedenze di peso, che per questioni meccaniche graverebbero non solo sul movimento ma sulle articolazioni.
Per questo motivo, tutto ciò che è carboidrato compresi i legumi diventano per i nostri calciatori un miraggio, e per controllare che nessuno cada in tentazione, c’è la prova bilancia, chi ingrassa non gioca.
Ultimamente il giocatore di football, considerato in “sovrappeso”, fa notizia, ne sa qualcosa il nostro stimato Higuain che a dire della carta stampata risultava grasso, peccato che durante questa fase abbia segnato dei gol fantastici, anche il Maxi Lopez l’anno scorso ha fatto parlare di sè per la sua eccedenza ponderale, tuttavia Maxi, durante il derby correva molto più dei suoi colleghi, eppure il suo pubblico non ha perdonato questa figura non adeguata , e sembra che tutt’ora il suo neo allenatore Sinisa Mihailovic, lo ritenga fuori forma privandogli lo spazio in squadra.
Un pioniere della dietetica scientifica è stato proprio Antonio Conte che alla Juventus ha messo tutti a dieta, e possiamo in effetti ammettere che la sua Juve stava benone anche fisicamente, giocatori agili e scattanti ma soprattutto resistenti agli infortuni, merito altresì di una preparazione atletica mirata alla conservazione.
E’ un aspetto di questo lavoro poco piacevole e che non invidio affatto, ragazzi giovani, molto, che possono permettersi di mangiare pochi alimenti e sempre solo quelli, a lungo andare pesa, al posto loro temo che avrei smesso di mangiare per stufamento, comunque per i risultati, il denaro e un lavoro ricco di privilegi si accetta e motiva seguire le indicazioni del dietologo di squadra, vade retro quindi alla pasta al pomodoro, bignè alla panna, gelati per una quindicina d’anni.
Comunque, a giudicare dalla forma più che evidente dei giocatori di calcio in generale, la dietetica sportiva è una scienza magari non esatta, ma che funziona.
I media hanno fatto un gran chiasso per il presunto sovrappeso di Higuain, sollevando ilarità popolari che hanno persino scomodato i commentatori sky che a questo proposito, hanno voluto dire la loro, il sig. Ambrosini chiamato in causa, ha sostenuto che l’atleta argentino è soggetto ad aumento ponderale, mi chiedo come faccia a saperlo .. forse è salito sulla bilancia con lui? Ma non si è limitato a dire solo questo, si è espresso dicendo che un atleta deve mantenere il suo stato di forma sempre, anche durante il suo tempo libero, frecciatina abbastanza evidente e nemmeno troppo velata al giocatore di cui si sono ipotizzate una serie di libertà alimentari.
In realtà assolvo questi atleti, sinceramente Higuain al di là dei photoshop ed altre feroci manipolazioni, non era così appesantito, ha un fisico di un uomo normale, non ha certo un impianto di base come il sig. Ambrosini, il quale probabilmente non è predisposto ad accumulare, e teniamo presente che essendo persone di nemmeno trent’anni, in 10 gg di dieta e con l’adeguato allenamento tornano in men che meno come prima anche meglio.









la juventus da un po di anni sta attenta molto attenta a questo aspetto addirittura oltre a programmi di allenamenti personalizzati ormai consueti in tutte le squadre c’è una dieta personalizzata da cacliatore a calciatore infatti i nostri giocatori visti dal vivo sono tutti estremamente magri. quasi da fare impressione.
ora non ho ancora visto higuain dal vivo quindi non so lui 🙂
Qualche sacrificio alimentare vale per i milioni che guadagnano. Pensa che ci sono persone che rinunciano agli alimenti non per fare gli atleti, ma perché non hanno i soldi per acquistarli. Quindi un professionista deve sottostare alle regole per poter dare in campo un corrispettivo di quanto guadagna. Vale per calciatori, tennisti, piloti di F1,ecc. Ricordo che nel 1971 fece scalpore la dieta del Dott. La Neve che prevedeva l’uovo alla coque …
Sicuramente, un piano di alimentazione mirata ci vuole per si lavora nello sport.
Ricordo un tempo era concessa la pasta, e persino un bicchiere di vino, alimenti oggi vietatissimi.
Pare che Conte nel suo vademecum alimentare prescrivesse nella prima colazione Bresaola e parmigiano, tutte le mattine bresaola e parmigiano.
Credo anche, che giocando così tante partite, meno peso ci siporta addosso meno il cuore si affatica.