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Il 3 Settembre 1989 Muore Gaetano Scirea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ il 3 Settembre 1989 Gaetano Scirea è in viaggio in Polonia dove deve visionare una squadra che la Juventus affronterà in coppa in quanto secondo di Zoff allenatore della Juventus amico ed ex compagno di squadra. Uno schianto frontale con un’altra auto provocherà la morte del Campione. Amatissimo, plurivincitore con la Juventus e con la nazionale, scompare così uno grande uomo prima ancora che un grande atleta. Verrà ricordato come uno dei più forti difensori di tutti i tempi del calcio italiano e mondiale.

Sono vivo grazie a Zoff. Buon compleanno Dino.

Articolo di Alessandro Magno

Questo articolo poteva anche avere un altro titolo: ”Dino Zoff come non lo avete mai visto”, perchè sono sicuro che il Dino Zoff che racconterò l’ho visto solo io  e quelli che c’erano quel giorno. Ho raccontato molto spesso questa storia in questo giorno. Oggi il grande Zoff compie gli anni. Mi sono accorto però di averla spesso raccontata qua e la nei commenti o sui miei social ma non ci ho mai fatto un vero articolo. E allora eccolo qua senza dilungarmi molto. E’ il campionato 82/83 l’ultima stagione di Zoff. Il grande Dino pochi mesi or sono ha alzato la coppa del Mondo in terra di Spagna. La Coppa del Mondo l’Italia non la vince da una vita l’ho percepito dai festeggiamenti ubriacanti di tutta la popolazione. Io sono un bambino di 10 anni, sono del 72 , per me i giocatori della Juve sono dei miti e Zoff è il mito dei miti, perchè è il più vecchio e perchè da Capitano ha alzato quella coppa tutta d’oro. Che vi devo dire? Immaginate me a quell’età, la nazionale di Bearzot gli eroi di Spagna, il blocco della Juve … Quell’anno arrivano Platini ”Le Roi” e Boniek prima amato e poi rinnegato … va be veniamo ai fatti.

Sono un bambino di 10 anni, mio fratello ne ha 14 . Forse oggi pare strano raccontare certe avventure, perchè i ragazzi sono molto più controllati dai genitori, non noi che  siamo cresciuti per strada. Corso Taranto a Torino quartiere case popolari, quartiere di immigrati dal Sud. Per noi davvero è l’infanzia di interminabili partite a pallone, in campi di polvere, ma anche in mezzo alla strada con le ”chiamate” a fermarsi se passava qualche macchina, i pali fatti con i giubbotti per terra o con le pietre o con cosa capitava. Ebbene il ”Combi” è esattamente dall’altra parte della città, ma il richiamo della maglia bianconera è troppo forte, così io accompagnato da mio fratello, si saliva sul tram 4 e si faceva un ora di tram per arrivare fino al Combi appunto, il campo di fronte allo Stadio Comunale dove si allenava la Juventus. Il viaggio vicino alle porte  del Tram con gli occhi aperti, perchè ovviamente sprovvisti di biglietto, pronti a scendere se salivano i controllori. D’altronde mica potevi portare una multa a casa, e poi se ti fermavano i controllori dovevi inventarti un nome o dare il nome di un altro … va be lasciamo perdere … cosa non si fa per vedere i propri beniamini.

Allora si arrivava al Combi che in realtà si chiamava ”Campo Combi Rosetta Caligaris” e si aspettavano i giocatori che arrivavano al campo per prendere gli autografi. All’epoca non c’erano i cellulari e la macchina fotografica ce l’aveva papà nascosta a casa e non gliela si poteva fregare, oltre che non sapevamo come funzionasse. Dunque i nostri eroi arrivavano al parcheggio nello Stadio Comunale lasciavano l’auto e poi attraversando la strada, via Filadelfia, si recavano al Combi. Gentile, Cabrini, Paolo Rossi, Tardelli, Platini, Bettega Scirea , Platini che ve lo dico a fare! Negli occhi di un bambino di 10 anni per me loro erano pari a Goldrake e a Jeeg Robot. A un certo punto arriva Zoff parcheggia e tutti i bambini corriamo da lui. Sfuggo al controllo di mio fratello che sarà rimasto a elemosinare l’autografo a Platini. Zoff è tanto disponibile fa gli autografi a tutti ci accarezza la testa per noi è davvero come uno zio buono, siamo tutti felici che ci dia tanta retta (non tutti lo fanno Rossi e Tardelli non ”cagano” molto, anche Platini è un po’ altezzoso e ”se la tira”). Comunque siamo tutti intorno a Zoff che quasi non lo lasciamo camminare. Così facendo ci apprestiamo ad attraversare via Filadelfia. Mentre attraversiamo un auto non si ferma e passando ad alta velocità quasi ci investe tutti. Ricordo la manona di Zoff sul mio petto mentre mi stoppa per far passare il pirata.

A quel punto ho assistito a una scena surreale. Zoff che quasi non parla e quando parla non si sente o non si capisce cosa dice, urla a questa persona delle parolacce, gli dice ”cretino, imbecille, non hai visto che ci sono i bambini?”. E già questa per me è un assoluta novità, non ho mai visto Zoff così arrabbiato nemmeno quando prende i gol. Ma il meglio deve venire. Il furbo vuol fare lo spaccone inchioda tipo 20 metri più avanti tira il freno a mano e scende tutto impettito per affrontare Zoff. Beh non ci crederete, Zoff gli parte per corrergli appresso tipo Mazzone sotto la curva dell’Atalanta, ancora più arrabbiato che mai gli urla cose tipo ” Vieni pezzo di me… che ti ammazzo , ti spacco le ossa razza di cretino”, il tipo vede Zoff con il sangue agli occhi rimonta in auto di slancio e fugge come un coniglio. A quel punto Zoff torna indietro ci guarda, si tranquillizza lui e ci chiede se stiamo tutti bene. Poi a ulteriore conferma che vuol tranquillizzarci dall’accaduto ci rincuora dicendo: ” Tranquilli non è successo nulla era solo un cretino, se veniva non è che lo picchiavo davvero, certo lo facevo ragionare”. Fummo tutti pieni di orgoglio. Zoff era proprio un supereroe e come tale ci aveva difeso. Di una cosa però sono sempre stato certo. Se quello veniva lo picchiava davvero altrochè no.

Germania ..Campione del mondo.

pastore-tedesco-cashscritto da Cinzia Fresia

Ebbene sì ..Germania sul tetto del mondo, in punta di piedi, in silenzio, approfittando di scivoloni qua e là l’inaspettata Germania si è conquistata il titolo, lasciando sgomenti una delle super favorite, l’Argentina.

La finale Germania-Argentina ha rischiato seriamente di finire ai calci di rigore, tanto le due fazioni si equivalevano, e addirittura la squadra di Messi and Company ha giocato un pelo meglio nel secondo tempo.

Tanto impegno e voglia di riuscire ha contraddistinto entrambe le squadre che volevano vincere a tutti i costi, ma stranamente il caso, la sfortuna o l’emozione del momento, nessun tiro è entrato in porta.

Già ai supplementari la Germania cominciava ad accusare qualche colpo e molta stanchezza, mentre gli argentini sembravano tenere di più,  però, come spesso accade se il talento del singolo non viene fuori, emerge quello  di squadra, ed è stata la Germania ad essere unita e a lottare per lo stesso obiettivo, non era solo la  Germania di Schweinsteiger o Lahm, ma anche quella di Podolsky, Ozil e Khedira. L’Argentina con dei giocatori da 90 ha fallito, perchè alla fine, hanno fatto come noi, ognuno ha guardato il suo “giardino” e ne è uscita una brutta sconfitta, lo stesso Messi ha rivelato profondi limiti rispetto la sua posizione molto diversa nel Barcellona.

Alla fine del match, mentre osservavo la Germania alzare il trofeo, ho pensato che all’Argentina sia mancato proprio Carlitos Tevez, sarà paradossale e qualcuno ha detto che il centravanti argentino non era utile a Sabella,  sarebbe proprio servito invece in  quella occasione, reduce da una stagione super, molto sicuro di sè, poteva essere  il valore aggiunto ad un’Argentina eccessivamente individualista e poco credibile nelle recriminazioni, osservazione messa in evidenza dalla stampa proprio oggi.

Il fastidio è che ha vinto un’ europea in casa del Sud America, un fatto davvero insolito, la padrona di casa, il Brasile si è rivelato un vero bluff, rimasto a bocca asciutta  senza conquistare il terzo posto che ha  lasciato ad un’altra Europea, l’Olanda.

Come si dice .. prendi e porta a casa Brasile, sono contenta di come si è evoluto il mondiale, felice di avere in Europa la coppa del mondo,  spiacevole  l’inqualificabile comportamento dei nostri, ma tutto sommato è giusto così, ha vinto la migliore.

Voltiamo pagina, il mondiale è archiviato, a parte le due ultime partite che hanno sentenziato l’inadeguatezza delle sudamericane, non è stato un gran che tra competizioni e  e da ora in avanti possiamo dedicarci alla nostra di squadra del cuore, che attualmente si trova a dover affrontare la delicata  questione calcio mercato, chi arriva e chi parte, con l’intento di produrre una squadra che si distingua in Europa.

 

 

 

 

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