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Quattro dicembre 1994…nasce una stella

Cattura

 

Articolo di Silvio Mia

 

Stadio Delle Alpi di Torino. E’ in programma la dodicesima giornata del girone di andata e si gioca Juventus-Fiorentina. La Juventus è all’anno zero. Dopo nove anni all’asciutto di vittorie in campionato , vuole riprendersi la vetta della classifica ed il tricolore , per ricominciare un ciclo di trionfi come quello che ha contrassegnato l’epoca del Presidente Giampiero Boniperti , passata attraverso gli allenatori Armando Picchi/Cestmir Vickpalek , Carletto Parola e Giovanni Trapattoni , quest’ultimo protagonista di un decennio in cui arriva sul tetto del mondo vincendo la Coppa Intercontinentale a Tokio contro gli argentini dell’ Argentinos Junior , battuti ai calci di rigore dopo che nei 120’ di gioco il risultato è stato 2 a 2. Gran protagonista di quella sequenza di calci di rigore il nostro portiere Stefano Tacconi ,che neutralizzandone due permette a Le Roi Michel Platini di realizzare il tiro decisivo dal dischetto . La Juventus nel 1994 è passata in mano a Umberto Agnelli . Il ritorno del Dottore al comando della Società , porta a un cambio della sua struttura tecnica ed amministrativa. Nei ruoli dirigenziali tre persone che faranno epoca e che voglio ricordare per i loro meriti sportivi, visto che altre situazioni risultano controverse ed ancora in via di definizione sull’effettivo grado di colpevolezza ancora tutto da dimostrare.

Sto parlando di Antonio Giraudo Amministratore Delegato, Luciano Moggi Direttore Generale , che sono stati coinvolti in quello che si è definito lo scandalo di calciopoli e Roberto Bettega preposto a curare i compiti di rappresentanza e di immagine nelle riunioni con le Società più rappresentative in seno a UEFA e FIFA . Formeranno la cosiddetta Triade che verrà smembrata nell’estate 2006 prima dalla nostra nuova dirigenza con a capo John Elkann, che ne prende le distanze ancor prima che cominci il processo , poi dai fatti in un’estate da incubo per la Juventus. In panchina arriva dal Napoli Marcello Lippi, un allenatore reduce da un’ottima stagione ,che seppur travagliata per i problemi societari dei partenopei, saprà condurre in porto con fermezza e capacità. La stagione della Juventus comincia in maniera contradditoria , con risultati altalenanti. Lippi sta cercando di dare una mentalità vincente e quella determinazione che in campo serve a non mollare mai per raggiungere l’obiettivo prefissato , ma non è facile riuscire nell’ intento , nonostante le capacità di strizzacervelli che dimostrerà negli anni a seguire nella Juventus ed in Nazionale questo allenatore . Il punto più basso di questo inizio di stagione si registra a Foggia dove i bianconeri vengono sconfitti 2 a 0. Dopo aver perso il derby alla nona giornata , attenzione perché è l’ultimo derby perso prima di quello di quest’anno quando ricorreva il ventennio senza vittorie granata , la Juventus vince in casa contro la Reggiana ed in trasferta a Padova. Alla dodicesima arriva la Fiorentina , acerrima nemica , divisa da una rivalità storica che spesso trapassa il buon senso portando gli accadimenti molto oltre la decenza del tifo ; questo vale per entrambe le tifoserie. La Juventus è priva del suo capitano , Roberto Baggio, uno degli elementi della discordia che corre sull’asse Torino-Firenze. Al suo posto gioca Alessandro Del Piero, un giovane acquistato da un paio d’anni dal Padova che fa le sue prime apparizioni in prima squadra dopo aver primeggiato con la squadra Primavera.

Quando ho visto per la prima volta Alex , sono rimasto un po’ basito , perché avevo letto che la Juventus aveva acquistato un giocatore simile a Van Basten , centroavanti olandese del Milan , quindi pensavo di vedere un marcantonio tipo l’olandese e vedendo , al confronto, una sua miniatura la cosa mi lascia perplesso. Perplessità che ben presto Alex ha fatto sparire dai miei pensieri , con le sue giocate da Campione . Arrivati io e il mio amico in ritardo allo Stadio, quando le squadre stavano già facendo il loro ingresso in campo, mi ricordo che a fatica siamo riusciti a trovare posto nelle gradinate , perché la Curva era piena al limite della capienza. La partita si dimostra difficile e combattuta fin dall’inizio e nonostante la Juventus giochi bene , la Fiorentina , sfruttando due micidiali ripartenze riesce a segnare due goal con Baiano e Carbone . Ricordo anche un episodio controverso in area viola , in quanto il portiere Toldo andando in presa alta su un cross proveniente dalla fascia destra dell’attacco bianconero, probabilmente si porta il pallone oltre la linea bianca , che però né l’arbitro, né l’assistente riescono a valutare . Alla fine del primo tempo si va negli spogliatoi con il risultato di Juventus-Fiorentina 0 a 2 , che per quanto visto in campo non rispecchia la realtà , poiché la Fiorentina è stata brava a sfruttare le uniche occasioni avute , a fronte di una bella Juventus che è però risultata molto imprecisa sebbene abbia , come si suol dire, fatto la partita .Get New Authentic cheap wholesale jerseys Online. Quando le squadre iniziano il secondo tempo, la Juventus man mano che i minuti passano aumenta la sua pressione , costringendo i viola a rimanere rintanati nella propria metà campo o peggio ancora in area di rigore. A cavallo della mezz’ora uno scatenato Capitan Vialli segna le due reti che riportano il risultato in parità e proprio per evidenziare la capacità e la forza di questo giocatore di trascinare e prendere, come suol dirsi, la squadra sulle spalle, dopo aver segnato il goal del pareggio , prende il pallone dalla porta e incitando i suoi compagni a rientrare nella metà campo juventina per permettere la ripresa del gioco, mette il pallone sul dischetto di centrocampo, facendo capire ai viola che il peggio doveva ancora concretizzarsi. Il peggio per la Fiorentina, si concretizza a tre minuti dal termine , quando il terzino sinistro Orlando , che è ricordato in bianconero per quest’unica azione, vedendo Del Piero scattare in avanti a dettare il passaggio, effettua un lancio.

Il lancio non è di per se un granchè , in quanto un giocatore normale avrebbe cercato di stopparlo, magari senza riuscirci , e sicuramente non avrebbe creato pericolo. Il fuoriclasse, il genio , si vede nei momenti in cui la giocata pare impossibile , Alex con una torsione del busto , colpendo la palla con un mezzo esterno destro , dà alla stessa una parabola che supera Toldo e si infila imparabilmente sotto la traversa dando alla Juventus il terzo goal , quello della vittoria e a tutti la sensazione di aver visto ,oltre a un goal spettacolare , la nascita di un campione che della Juventus fa la Storia appropriandosi di tutti i record personali e vincendo tutto quello che c’è da vincere , compreso purtroppo un campionato di serie B. Lo Stadio esplode , io mi ritrovo ebbro di gioia in un posto totalmente diverso da quello che avevo occupato , abbracciato a persone che non conosco , ma con le quali condivido la gioia di ciò che i nostri occhi hanno visto. La Juventus finalmente è tornata a comandare e quell’anno , oltre che al campionato , vince anche la Coppa Italia e apre un ciclo dove , come già con Trapattoni, sa arrivare ancora a Tokio sul tetto del Mondo , battendo ancora degli argentini , il River Plate , con un goal di…..ALESSANDRO DEL PIERO.

 

Solo lui può.

Ma che, stiamo scherzando? Su questa perplessità ci torniamo dopo, con calma. Ora non c’e tempo e non è il momento, c’è altro da dire. Che Del Piero ha firmato. Eh sì. Qualcosa la dobbiamo pur scrivere, no? Osama, William e Kate. Berlusconi sia in campo (quello della politica) che fuori (quello del calcio), Mourinho, il Barca. Tutti temi di tutto rispetto, trattabili, ci mancherebbe, ma si scrive troppo e si pensa troppo poco alle parole da buttare sul foglio. Spesso ci si trova costretti a parlare di temi che ci vengono ossessivamente proposti senza criterio, a ruota libera, in ogni modo, in ogni luogo, in ogni tipo di salsa.

E invece io vi metto di fronte ad una bella storia d’amore, leale e duratura, che ha bisogno di essere monitorata ogni tot. di anni per andare avanti anche se i coniugi salterebbero volentieri questo passaggio noioso e asettico. Il bello è che siete liberi di leggermi, non vi costringe nessuno perché tanto il loro matrimonio va avanti anche senza le luci e gli occhi dei riflettori. Cominciamo dalla fine, col dire che ha messo la firma per compiere la maggiore età con la Juve, pianeta d’appartenenza,  come se fosse una seconda vita parallela perchè la prima la sta vivendo qui con noi e come noi, sul pianeta Terra. Una storia, quella con la Juve, ancora tutta da vivere se si pensa che gli anni compiuti sono appena appena diciotto, omettendo che, eppure, la vita del calciatore è relativamente breve e la maggiore età, con una stessa casacca, non la raggiunge quasi nessuno. Alex è già il top. Molti preferiscono cambiare aria e mondo, stupidi che hanno bisogno di girovagare per trovare stimoli e ne approfittano perché hanno la possibilità di farlo, come se la fortuna di giocare per un grande club non sia già un grande stimolo da mantenere sempre vivo come l’impegno costante nei confronti di quei tifosi che, ogni anno e in ogni partita e in ogni occasione, sono sempre lì ad incitare la squadra e il beniamino che, in qualche modo, rispecchia se stessi e a fare in modo che, almeno la loro componente, faccia bene il proprio dovere. Perché quello del tifoso, poi, diventa uno ‘spensierato’ dovere.

Chissà cosa passa per la testa di quel marziano di Del Piero che decide di legarsi alla Juve dagli albori di una carriera fatta di record, fame e soddisfazioni, sino all’epilogo della stessa, più bello del principio. Una noia mortale, una monotonia da manicomio: ogni giorno, sempre la solita solfa. Eppure è proprio la monotonia che ha migliorato Del Piero come uomo e lo ha fatto apprezzare a noi come bandiera: il fatto di essersi legato alla Juve con un legame inscindibile, fatto di alti e bassi, di periodi bui e di altri felici, di problemi, vicissitudini, gioie, dolori, soddisfazioni tutte da vivere con i ‘soliti’ 14 milioni di tifosi e più o meno le stesse facce che si sono alternate in 18 anni di storia juventina, in squadra e in dirigenza. Ne ha vissute tante, Del Piero, ha fatto con noi anche la serie B, anno nel quale avrebbe potuto benissimo pensare di andare altrove non per mancanza di stimoli ma per necessità di VINCERE. E invece, la sua vittoria è stata continuare a rendere felici i suoi tifosi, alimentando dentro di sé un altro stimolo che solo 4 suoi compagni di squadra che lo hanno seguito hanno compreso: tornare a vincere con la maglia che lo ha portato sul tetto del mondo, ripartendo dal Purgatorio della Serie B anche se si può parlare d’Inferno visti i punti di penalizzazione e la cessione dei pezzi pregiati della squadra.

Soltanto chi non ha paura di cadere nella banalità e nell’indifferenza della monotonia, nell’apatia o nella stanchezza della routine e sa andare avanti giocando sempre per la stessa maglia può dirsi un uomo completo, un atleta costante, un campione apprezzato.

Il rinnovo di Del Piero alla fine è una cosa normale, tanto scontata quanto necessaria. Ogni anno si parla troppo di questa faccenda che non ha nè capo nè coda, a dirla tutta; anche chi si è sempre mostrato ostile nei confronti del rinnovo di Del Piero oggi direbbe che è stata la scelta giusta non perchè la Juve ha bisogno ancora di Del Piero in campo (questi sono pareri, relativi, sui quali si può discutere per ore) ma perchè vedere la Juve senza Del Piero non è la stessa cosa. Ormai è abitudine vedere Pinturicchio nella Juve e nessuno immaginerebbe il nuovo stadio senza almeno un gol di Alex . La verità è che nessuno ha mai pensato veramente ad una Juve senza Alex e ad un suo addio imminente. Quindi di cosa stiamo parlando? Ma che, stiamo scherzando? I numeri, ovvero 674 presenze e 283 reti senza mai stancarsi, parlano da soli.

In questa vicenda, l’altro coniuge si chiama Andrea Agnelli perché i matrimoni si fanno in due. Stefano Del Piero al massimo ha fatto da maggiordomo. Non sapremo mai se Andrea Agnelli si sia realmente alterato alla notizia che Del Piero, qualche mese fa, aveva dichiarato di esser disposto a firmare anche in bianco, azione colta dai più maliziosi come una mossa strategica da parte del Capitano che ha esposto il presidente a serie figure barbine in caso di non rinnovo e costringendolo, in un certo senso, a firmare l’ultimo contratto mantenendo  termini economici comunque decenti. E invece il misero milione e mezzo (dipende dai punti di vista, ma se lo paragonassimo con i campioni o le bandiere di suo pari livello, invece che con giocatori di serie C…) che Alex percepirà da qui sino alla fine del prossimo anno dimostra il contrario: dimostra che la volontà di fare un altro anno c’era, da ambo le parti; dimostra che il sacrifico del capitano è un vantaggio per la Juve che potrà approfittare (sì, approfittare!) ancora del suo contributo in campo, dimostra che le TV hanno parlato, ancora una volta, tanto…
Il senso d’appartenenza, forse, è ancora di casa. Appartiene ad entrambi ma ad Alex appartiene di diritto. È il migliore. ANCORA LUI. Questione di routine e d’abitudine.

eldavidinho94

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