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Pagelle Juventus Chievo 3-0

Articolo di Alessandro Magno

Perin 7 Non è molto impegnato tuttavia si fa trovare prontissimo su tre conclusioni velenose del Chievo. In due casi respinge bene in tuffo. In uno para a terra con sicurezza un colpo di testa di Maggiorini lasciato solo.

De Sciglio 6,5 Alterna buone giocate a stop e passaggi sbagliati, tuttavia non commette sciocchezze che mettono in pericolo il risultato. ma anzi in alcuni momenti, quando la squadra appare più distratta, è lui che le sbroglia.

Rugani 6,5 Dal suo lato è abbastanza tranquillo in quanto il Chievo attacca più dalle parti di Chiellini. E’ preciso negli interventi come sempre anche se non osa mai più di tanto in costruzione. Ottimo lo stacco e lo smarcamento sul gol del 3-0.

Chiellini 6,5 Concede qualcosa di troppo a Meggiorini. Proprio lui che sta disputando una stagione straordinaria. Comunque sempre positivo anche quando non è proprio eccellente.

Alex Sandro 6,5 L’impressione è che potrebbe dare di più ma è un poco troppo sornione. La sua parte la fa anche così anche se spesso deve concedere la fascia a Berna e/o Douglas Costa che sembrano molto più motivati.

Douglas Costa 7 Irrompe nella partita con un gol da antologia. Attacco fra le linee slalom e tiro da fuori di forza e precisione, lui che spesso è criticato per non aver un grandissimo tiro dalla distanza. Soprattutto nel primo tempo da il meglio di se con continue serpentine poi esce nel finale un po’ affaticato. Ancora una prestazione positiva dopo Bologna e Milan. Bene.

Emre Can 7 Centrocampo inedito con coppia centrale ed esterni in parte inventati. L’inizio non è dei migliori con il compagno di reparto Matuidi. Poi migliora l’intesa con il passare dei minuti, segna un gran bel gol di qualità e precisione e da li in avanti, galvanizzato, è quasi incontenibile.

Matuidi 7 Come Can parte lento, tuttavia migliora alla distanza come un diesel e alla fine gioca una partita di grandissima qualità lui, che in questo campo, non è proprio un drago.

Benranrdeschi 8 Incontenibile e instancabile. Commette a volte delle imprecisioni di passaggio o di tiro quando non dovrebbe tirare, ma è in ogni dove. Corre più di tutti. E’ veramente impressionante sia nei dribbling da fermo che in certe rincorse coast to coast. Bello come a inizio stagione. Gli è mancato davvero solo il gol.

Dybala 7 A sprazzi ma davvero degli sprazzi di gran classe. Molto bravo nel dare la palla a Can per il 2-0 e altrettanto bravo a cercare e trovare più volte Ronaldo per il 3-0. Encomiabile l’impegno per certi recuperi difensivi davvero notevoli.

Ronaldo 5,5 Sembra giochi una di quelle partite dove non entra in porta neanche di mano. A parte il rigore che in verità è un grande intervento di Sorrentino sbaglia molti palloni non da lui, probabilmente in ansia proprio per l’errore dal dischetto. Capita.

Juventus 7 La Juventus gioca un bel primo tempo con belle trame di gioco e palla a terra. Il 2-0 arriva dopo un lunghissimo possesso palla. Un secondo tempo così così dove da si sempre l’impressione di aver il controllo della situazione tuttavia sul 2-0 rischia di rimettere in partita il Chievo con un paio di distrazioni, dove è bravo Perin a non capitolare. Certo 18 tiri anche oggi e il terzo gol arriva a pochi minuti dalla fine forse è il caso di aggiustare i mirini.

Allegri 7 Con questa rosa si può davvero divertire. 442 oppure 441 che diventa 433 in corso d’opera. 5 mancini in campo contemporaneamente. 4 attaccanti tutti insieme. Centrocampo totalmente inventato. Eppure il risultato è sempre lo stesso. Vittorio e tre punti. Bravo.

Arbitro 7 La partite è corretta, quindi facile da arbitrare, lui non si inventa nulla ma applica il regolamento. Mi sembra un arbitro nuovo che se l’è cavata bene.

Intervista a Roberto Sorrentino Seconda Parte.

 

Intervista di Alessandro Magno

1) Salve Mister ci si ritrova a distanza di un anno , sono cambiate alcune cose ma altre invece sono sempre le medesime, come ad esempio la Juventus in testa al campionato.

Direi che non è cambiato nulla, la Juventus continua la sua splendida cavalcata, ci siamo lasciati dall’ultima intervista che la Juventus era prima in classifica ci ritroviamo a distanza di un anno, è la Juventus è sempre prima.

2) Potrebbe esser l’anno del sesto scudetto consecutivo che rappresenterebbe un record assoluto, ti senti di dire che la Juventus è ancora difficilmente raggiungibile per le altre, oppure pensi che Roma e Napoli possano ancora candidarsi alla vittoria finale?

Vincere il sesto scudetto consecutivo credo rappresenti un record difficilmente raggiungibile e a mio modesto parere potrebbe essere ancora migliorato e allungata la serie, anche perché Napoli e Roma sono ancora distanti e non parlo solo dei punti di distacco attuali, ma in senso generale, la Juventus è ancora molte spanne avanti.

3) La Juventus in estate ha ceduto Pogba e preso Higuain, secondo te ci ha rimesso o ci ha guadaganto?

La cessione di Pogba ha sicuramente indebolito un reparto, ma poi l’acquisto di Higuain ha notevolmente rinforzato un reparto che necessita di attaccanti prolifici e con caratteristiche differenti tra loro, quindi credo che a conti fatti la Juventus ci abbia guadagnato.

4) Allegri ci ha messo un poco di tempo a trovare il bandolo della matassa e purtroppo per noi Juventini ha lasciato una Supercoppa per strada , ma ora pare che il modulo funzioni. Da tecnico cosa ne pensi di questo nuovo modulo della Juventus il 4-2-3-1 con Mandzukic, Dybala e Cuadrado alle spalle di Higuain e con Khedira e Pjanic davanti alla difesa? Non è un poco eccessivo?

Sicuramente per un allenatore è sempre abbastanza difficile in poco tempo attuare un modulo differente, ma poi la bravura e la conoscenza calcistica di Allegri gli ha permesso di scegliere il 4-2-3-1 che permette di essere molto offensivo in fase di possesso, ma di essere abbastanza coperto in fase di non possesso, e la dimostrazione ci viene data dall’apporto di Dybala che rientra e altrettanto fanno Mandzukick e Cuadrado sugli esterni in modo da formare un 4-5-1 e compattarti a centrocampo.

5) Hai mai utilizzato questo modulo nelle tue squadre quali pregi e quali difetti comporta?

Si ho praticato questo sistema di gioco in molte squadre, i pregi sicuramente sono derivati dal fatto che hai sempre 2 esterni offensivi e quindi riesci sempre a creare 1 contro 1 sulle fasce, poi avere il Dybala di turno che lievita alle spalle della punta centrale (Higuain) e quindi difficilmente marcabile giocando tra le linee e sicuramente un altro pregio se poi come detto in precedenza tutti rientrano per compattare il reparto di centrocampo non ci sono problemi, i difetti potrebbero essere i ritardi nei rientri dei 3 giocatori sopracitati e quindi non dare copertura e sostegno ad un centrocampo che si troverebbe in inferiorità numerica, e sicuramente avere sempre un ottima preparazione fisica perché sicuramente si avrà un dispendio energetico maggiore. Questo sistema di gioco richiede grande disponibilità e sacrificio da parte degli atleti.

6) Secondo te non è un problema avere tutte e 4 le punte in campo e nessuna vera punta in panchina, non potrebbe rappresentare un problema dover cambiare modulo nel caso in cui qualcuno degli attaccanti fosse costretto a stare fuori per un medio periodo?

Avere in campo 4 punte non è un problema nemmeno in caso di infortuni, credo che il problema sia risolvibile perché gli attaccanti hanno grosse qualità e non avrebbero problemi per rimodulare dei movimenti in un sistema di gioco diverso, ma poi non sono 4 punte pure, Dybala credo di aver letto che nasce come trequartista-seconda punta, Cuadrado se non erro nasce come quarto di centrocampo quindi piu’ ala che punta, Mandzukic forse è dei 3 più attaccante ma ormai si è calato in quel ruolo con splendidi risultati, quindi mi pare tutto ok.

7) Sei stato mai allo Juventus Stadium cosa te ne pare? E normale che uno Stadio se costruito bene possa diventare una fortezza o è un caso? Come si spiegano le lunghissime serie di vittorie in casa, Conte ne fece 25 di fila, in un campionato in casa le vinse addirittura tutte, mentre Allegri mi pare sia arrivato a 31 vittorie consecutive fra le mura?

Si e credo possa essere importante e determinante avere uno stadio come lo Juventus Stadium , basti pensare che anche altre società (Roma e Lazio) hanno progetti in tal senso, in pratica è una” fossa dei leoni “come era abitudine dire qualche anno fa, poi chiaramente gli stadi, in passato, sono serviti giustamente anche per altre discipline sportive e furono costruiti impianti con le piste di atletica ecc ecc, quindi con un distacco e lontananza maggiore anche come visuale dal rettangolo di gioco, ma per i calciatori sentire i propri sostenitori vicinissimi sicuramente aiuta in modo maggiore.

8) Sei stato un ottimo portiere di assoluto livello con molte presenze in serie A, due giudizi su due interpreti di questo ruolo, Buffon che ormai dopo venti anni di carriera si appresta a smettere e Donnarumma grande promessa appena diciottenne?

Buffon credo giochi ancora per parecchi anni, sicuramente uno dei portieri più forti al mondo; per fortuna abbiamo trovato il giusto erede, anche se credo debba aspettare ancora tanto (Gigi non molla). Però mi piacerebbe ricordare anche un altro portiere che a mio parere era fortissimo, Angelo Peruzzi, anche lui debuttò giovanissimo e divenne portiere della nostra nazionale, a mio avviso Angelo fu penalizzato dai troppi problemi fisici.

9) Restando sui portieri fra le novità di questo ultimo anno c’è stato il ritorno di tuo figlio Stefano a Chievo dopo una lunga militanza a Palermo. Visto le due situazioni di classifica pare una scelta azzeccata. Oltretutto a Palermo pare che Zamparini lasci.

Il ritorno di Stefano al Chievo è la dimostrazione che la serietà e la professionalità sta sempre davanti a tutto, in primis lasciare Palermo per lui è stato difficilissimo; capitano, idolo dei tifosi, però la scelta è ricaduta principalmente per motivi familiari, essendo separato con 3 bimbe a Torino stava diventando pesante e difficile vivere questa situazione, sia dal punto mentale ma anche dal punto di vista fisico ( senza dimenticarci comunque che andare d’accordo con Zamparini è sempre molto difficile, anche se c’era uno splendido rapporto tra loro), quindi ritornare al Chievo dal Presidente che gli aveva dato la possibilità di ritornare in Italia (Stefano era in Spagna al Welva Ricreativo) penso sia stata fatta una scelta anche di riconoscenza e di stima. Non so se Zamparini lasci, sicuramente gli anni passano per tutti e credo comunque di si con tutte le sue sfuriate e tutti i suoi cambiamenti, però nel calcio mai dire mai.

10) Tuo figlio Ivano invece è rimasto in Svizzera? In quale squadra e serie gioca se non sbaglio è un attaccante?

Ivano è rimasto in Svizzera (chi sta meglio lui), anche lui molto considerato, lo scorso anno 18 goal in 23 gare, quindi bene e inoltre la società lo ha iscritto al corso allenatori in Svizzera, anche perché essendo in possesso di patentino in Italia di Uefa B non permette di allenare in Svizzera, invece conseguendo quello di quel paese non avrebbe problemi, quindi anche per lui si prospetta un futuro da allenatore, la categoria equivale ad una nostra serie C2, sicuramente un buon calcio ma migliorabile tatticamente.

11) Torniamo per un momento alla Juventus , nella scorsa intervista abbiamo parlato tanto del tuo passato in Serie A soprattutto a Catania e di moltissimi tuoi compagni di squadra e avversari in una serie A stellare, Platini, Falcao, Maradona , Zico, Van Basten e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, ora vorrei parlare della tua esperienza di allenatore della Juventus prima dei portieri e poi vice di Trapattoni nell’arco temporale se non ricordo male dal 1990 al 1994, chiedendoti intanto come è capitata e poi continuata questa opportunità e in primis di Trapattoni?

A quei tempi lavorare con un personaggio come il Trap non può che non inorgoglire chiunque, quindi anche me, ho appreso e imparato tantissime cose e se adesso sono un allenatore di Uefa Pro devo ringraziare lui, fu lui che mi impose di iscrivermi al corso di seconda categoria e poi a quello di prima categoria, mentre io volevo solo tenere quello di terza categoria, perché mi sarebbe piaciuto fare il DS, invece ancora una volta il Trap aveva visto giusto e così sono arrivate piccole soddisfazioni, in primis quello di aver avuto la possibilità di allenare in Albania in serie A e di andare in Ukraina per una squadra di serie B, purtoppo con un annullamento di contratto per motivi di guerra. Proprio in settimana ci siamo risentiti telefonicamente e pare che ci potrebbe essere la possibilità di poter ricomporre il tandem.       ( Chiaramente non chiedermi, dove e quale squadra).

12) Questa è lunga: aneddoti e tuoi ricordi e giudizi su alcuni che hai allenato in quegli anni sperando di non dimenticarmene nessuno di troppo importante.
Tacconi
Peruzzi
Andrea Fortunato
Conte
Vialli
Baggio
Del Piero
Qualcun’altro che merita di esser ricordato da te?

La lista è molto lunga e di aneddoti c’e ne sono tantissimi, da Tacconi che quando mi presentai al campo con racchetta e palline da tennis per delle esercitazioni che Persico, allenatore dei portieri del Bologna mi faceva eseguire, le trasportai nel mio bagaglio personale e convinsi Tacconi per queste esercitazioni, il giorno dopo Stefano si presentò al campo e mi regalò un completo da tennista e davanti a tutti disse che si sarebbe allenato solo se mi presentavo in campo vestito così, Peruzzi come detto in precedenza tanta roba, anche con lui tante cose da raccontare, chiaramente le risate più belle si facevano a tavola, una buona forchetta, Andrea Fortunato, oltre ad essere un ottimo giocatore anche un ragazzo splendido, non so forse perchè ero stato tante volte a visionarlo, subito si creò un rapporto che andava oltre a quello di allenatore e giocatore, i miei figli erano legatissimi a lui hanno ognuno la sua MAGLIA sul bordo del letto, Conte arrivò al mercato di riparazione e se non ricordo male disputò pochissime apparizioni, il perché è molto semplice, a fine allenamento il mister Trapattoni lo affidava a me e a Sergio Brio e dovevamo (speriamo di esserci riusciti) fargli fare tecnica individuale a coppie e a terne, finchè non arrivava il buio, devo dire che è rimasto ancora oggi un ottimo rapporto ci sentiamo spesso e il rammarico c’è perché quando ci fu la possibilità di poter far parte del suo staff, mi pare a Siena io ero da 20 giorni accasato in una società di C2 e quindi persi un treno importante, Vialli invece mi chiedeva sempre di arrivare prima agli allenamenti perché dovevo seguirlo in un lavoro di potenziamento con macchinari particolari, e poi anche con lui tante volte proporgli esercitazioni per il tiro in porta aumentando sempre le difficoltà, Baggio al ritorno dalla nazionale mi donava le sue maglie per i miei figli Stefano e Ivano, d’estate in Versilia spesso ci si incontrava e si cenava insieme, in campo tante volte a fine allenamento lo dovevo prendere di peso e portarlo via, sarebbe stato a calciare punizioni fino al giorno dopo,e io con la scusante che con quel ginocchio swarovsky era meglio smettere per non avere problemi e dolori e mettendogli una mano sulla spalla riuscivo con il sorriso a dirigerlo verso lo spogliatoio, Del Piero, anche lui visionato tantissimi volte e non solo da me, ricordo che una partita a Padova in tribuna ci incontrammo in tre osservatori della Juventus (sicuramente e giustamente per confrontare le valutazioni fatte da ognuno di noi), Alex arrivò alla Juve molto giovane e inizialmente trovò poco spazio e ricordo che di tanto in tanto mi chiamava in disparte e mi chiedeva perché veniva schierato poco, le mie risposte erano che alla Juventus ci si arriva per migliorare e per rimanere a lungo e lui essendo ancora giovane doveva migliorare e sarebbe arrivato il suo momento, la cosa però che ricordo con estremo piacere e quando ci si incontrava a Coverciano, lui con la nazionale ed io a fare i corsi d’allenatore e ( pur non essendo io più nella Juventus) trascorrere tanto tempo insieme e ricordare gli anni trascorsi insieme nella Juventus, e poi l’ultima quando lo scorso anno mio figlio Stefano ha partecipato alla partita del cuore ( cosa che avevo disputata anche io a Torino con la Nazionale allenatori annovero alcuni che c’erano Zoff, Trapattoni, Lippi, Erikson, Mondonico, ecc ecc, contro la nazionale dei cantanti ) e dopo la gara a cena con tutti loro e noi con la nostra famiglia al completo e timidamente ( anche perché sono invecchiato e avrebbe potuto non riconoscermi) mi sono avvicinato al tavolo di Del Piero per salutarlo ma fui subito bloccato dai bodyguard, Alex mi riconobbe e diede l’ok per passare e oltre all’abbraccio facemmo una bella foto, sicuramente bellissimi ricordi e tanta soddisfazione. Ci sarebbero ancora tanti da ricordare ma questa è un intervista mica dobbiamo riscrivere l’enciclopedia? Scherzo credo vadano bene questi.

13) E veniamo al Sorrentino attuale. Si è interrotto a un certo punto il tuo rapporto con la squadra che allenavi il Gassino San Raffaele. Mi ricordo del tuo entusiasmo nell’allenare questa squadra e che un bel momento era una bella favola, nonostante poi tu non sia riuscito nel tuo intento di salvare la squadra dalla retrocessione in promozione. Cosa è successo?

Il Sorrentino attuale, uguale a quello vecchio, il Sorrentino di Gassino ? Una bella avventura con momenti importanti , i rapporti lavorativi si interrompono, ma tra persone serie resta la stima e l’amicizia e con rapporti e con frequentazioni nella vita quotidiana.

14) In ogni caso a Gassino restano molti giocatori che sono stati portati da te e che continuano a impengarsi per il raggiungimento degli obbiettivi prefissi? Inoltre sotto la tua gestione alcuni giovani hanno sostenuto provini importanti Gazzera a Palermo, Croce, Giannini, Teresi, Bellanova e Cotto al Chievo.

Si alcuni giocatori sono stati scelti da me lo scorso anno e quest’anno, sicuramente aver convinto alcuni giocatori che erano lontani dai campi di calcio, fermi da parecchio tempo per motivi lavorativi oppure per infortuni e fargli tornare le motivazioni mi riempie d’orgoglio, stessa cosa quest’anno aver convinto Capitao, Joel (Apezteguia) per citarne alcuni e La Rocca (quest’ultimo poi è andato via), giocatori importanti per qualsiasi squadra e che in una Campionato di Promozione stanno facendo la differenza. Per quel che concerne i giovani a Sorrentino è stato chiesto di avere per loro un occhio di riguardo e io mi sono adoperato perchè  alcuni che mi sembravano dotati avessero delle opportunità. Gazzera ha provato anche alla Pro Vercelli, Teresi e Giannini anche all’Ancona, Croce anche al Carpi. Mi auguro per i giovani del Gassino ci sia ancora questa possibilità.

15) Se mi posso permettere ti chiedo come vi siete lasciati? E’ rimasta la stima e l’affetto ti sei sentito tradito o è una scelta che in ogni caso da mister devi accettare e basta? In definitiva i rapporti umani sono migliori o peggiori nel dilettantismo rispetto al professionismo?

Come ci siamo lasciati? In pratica ho risposto in precedenza, ringrazio la società Gassino per la possibilità che mi fu concessa, una società giovane e nuova, mi sembra che sia 2/3 anni che la società ha un direttivo nuovo, la quale tende ad un miglioramento e incremento del proprio settore giovanile, con un occhio particolare al sociale. La mia separazione dal Gassino? Forse non eravamo pronti per lavorare insieme, ma è stata una bellissima esperienza , aggiungo che abbiamo cercato di avviare un programma basato sulla crescita dei giovani del settore giovanile, cercando di fare sociale e calcio, sicuramente cosa non facile ma realizzabile, principalmente per dare giustamente spazio ai giovani del territorio in modo da poterli poi utilizzare in prima squadra oppure dargli la possibilità di poter essere utili in categorie superiori, sicuramente un progetto valido ma che richiede più tempo. I rapporti umani sicuramente sono migliori nei dilettanti, nei professionisti c’é più distacco.

16) Parlami di questa regola tutta italiana per cui a livello giovanile , un allenatore esonerato non puo’ allenare piu’ in nessun altra categoria fino al termine della stagione e che non ti consente di fatto di rientrare fino al prossimo campionato.

La regola credo sia giusta, anche perché fu già cambiata alcuni anni fa e fu un insuccesso, ricordo che alcuni allenatori di serie A e B furono esonerati per risultati scadenti, ritornarono ad allenare in altre squadre in posizioni di classifica deficitarie e quindi questi tecnici in un anno ebbero due insuccessi, inoltre una regola che favorirebbe maggiormente l’allenatore più noto oppure quello con amicizie importanti, e sicuramente ci sarebbero più allenatori a spasso. All’estero la regola invece è differente, se non sbaglio per ben 3 volte si può cambiare società.

17) Programmi tuoi per il futuro hai voglia di tornare in campo? C’è ancora un Roberto Sorrentino allenatore in futuro o insegnante di calcio, come ami definirti, o pensi di cambiare ruolo o magari appendere la lavagna al chiodo?

Credo che sia arrivato il momento di lasciare fischietto, scarpini e tuta appesi nello spogliatoio, dopo 24 anni da calciatore professionista, 24 da allenatore, spero in 24 da dirigente ( difficile, non sono più un ragazzino), pero’ mai dire mai.

18) In Roberto Sorrentino oggi quanto è rimasto del Sorrentino un poco matto che parava i rigori e faceva le uscite spericolate in mezzo ai piedi degli avversari? Il calcio ti diverte ancora?

Sorrentino è lo stesso di sempre, si un tantino matto, ma mi piaccio così, si il calcio mi diverte ancora tantissimo e mi entusiasma, e spero di trasmettere a tanti ragazzi questo mio entusiasmo e questa mia dedizione, tanti ragazzi ancora non hanno capito le opportunità e le possibilità che gli si prospettano, bisogna continuare a inseguire i sogni, perché all’improvviso può capitare il Jolly, la possibilità di poter partecipare a dei provini con società professionistiche importanti. Bisogna farsi trovare pronti.

Grazie Mister è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con te.

Grazie a a te e ai tuoi lettori.

 

Intervista a Roberto Sorrentino prima  parte http://www.ilblogdialessandromagno.it/?p=8253

Intervista a Roberto Sorrentino

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Intervista di Alessandro Magno

Roberto Sorrentino ex portiere di serie A negli anni 80 , papà di Stefano portiere del Palermo e di Ivano che gioca in Svizzera. Una lunghissima carriera da calciatore prima e da allenatore poi, partendo da preparatore dei portieri di Juventus e Torino e poi tantissime squadre allenate nelle serie minori fino alla serie A albanese oggi al Gassino San Raffaele squadra Piemontese di Eccellenza.

1 – Possiamo dire una vita sui campi di pallone. Oltre ovviamente a una grande passione, cosa altro l’ha spinta a stare per tantissimi anni cosi nel mondo del pallone? Le piace così tanto il calcio Mister Sorrentino?

Difficile dire cosa mi spinga. Diciamo che sono un po’ matto. Indubbiamente il calcio mi piace d’altronde sono in questo ambiente da 46 anni fra calciatore e allenatore, ho due figli che giocano, mi sono tolto le mie soddisfazioni ad esempio non tutti sanno che gli ultimi due anni ho allenato nella serie A albanese arrivando terzo e dovendo rinunciare ai preliminari di Europa League solo per gli scontri diretti. Quest’anno dovevo andare al Dolny Kubin serie B Slovacca ma non me la sono sentita. In verità per il clima e poi a 60 anni direi che andare in giro puo’ bastare così. C’ è stata allora la possibilità di incontrare questi amici del Gassino e devo dire non sempre a livello dilettanti si trovano delle situazioni ottimali, invece qui mi sono trovato a mio agio in una società piccola ma seria, con un bel progetto giovani, e sono contento di questa nuova avventura.

2 – Le piace insegnare calcio?

Be si mi piace. Mi piace inventare e cercare di trovare i ruoli giusti ai giocatori. Qui ad esempio ho trovato Fassina che era difensore e ora fa il mediano, i miei due vecchi che ho portato Dell’Aquila e Saraceno erano due terzini ora il primo fa il centrocampista centrale e il secondo l’esterno alto. Devo dire che è un’intuizione che mi riesce bene visto che Marchese giocatore che ho allenato al Toro da ragazzino e che era trequartista oggi sono 15 anni che gioca difensore centrale fra serie A e serie B , ruolo che gli avevo dato io.

3 – Ho tantissimi amici Juventini di Catania e mi confermano che Lei è un mito assoluto in quella città, per esser stato il Capitano della storica promozione in serie A della squadra etnea che mancava da molti anni, ma ho scoperto esser assolutamente osannato anche dai tifosi del Palermo puo’ raccontarci perchè?

A Catania sono stato Capitano per 4 anni e abbiamo centrato due promozioni, prima dalla C alla B e poi alla A , con la città e i tifosi c’è un legame sempre forte ogni tanto mi chiamano per andare a ritirare qualche premio come miglior portiere o miglior giocatore della storia del club, in piu’ mio figlio Ivano è nato a Catania quindi è un rapporto con questa città che mai si interrompe. Per quanto riguarda il fatto di esser osannato a Palermo la storia è questa: ci fu un derby disputato da noi in cui noi stavamo vincendo 3-1 e io fui centrato da un sasso lanciato dalla curva ospite che mi colpì al ginocchio e me lo fece sanguinare. Erano gli anni in cui se venivi sostituito vincevi a tavolino e le varie monetine di Alemao, le lattine dell’Inter eccetera insegnano. Io , credo con molta correttezza, non mi feci sostituire, la partita fini 3-3 per demerito nostro perchè il Palermo fece un gran secondo tempo e fui un po’ criticato dalla mia società e dai miei tifosi, mentre gli avversari evidentemente apprezzarono questo mio gesto di Fair Play. Alla fine per un paio di anni il Palermo tentò anche di acquistarmi mentre ogni volta che andavamo a giocare li da loro io venivo applaudito dal pubblico a differenza dei miei compagni, sia quando scendevo dal pulman che prima della partita . E devo dire gridavano il mio nome dalla curva palermitana e in un certo senso ” mi costringevano” a salutarli che da avversario era una cosa bella. Una bella forma di rispetto. Poi ho un figlio che gioca nel Palermo e quindi anche oggi a Palermo sono apprezzato. E’ bello questo anche se per me Catania arriva sempre prima.

4 – Io mi ricordo di Lei giocatore come un ottimo portiere e i giudizi sono concordi con chi ha vissuto come me il calcio di quegli anni. Portiere di livello. Spettacolare nelle uscite. Para rigori. Mi ricordo della promozione del Catania dalla B terzo dietro Milan e Lazio insomma due squadroni. Come ricordo quel campionato e i tanti campioni che c’erano. Come erano gli avverari?

Si ero abbastanza spericolato come portiere. Audace. I miei figli mi prendono in giro dicono che ho preso gol da Platini, da Zico, Maradona, Paolo Rossi , Scirea , Rummenigge insomma mi sfottono perchè dicono che mi hanno segnato tutti. In verità io gli rispondo che io c’ero. In una serie A che era il campionato piu’ bello del Mondo io ero presente. E quelli erano giocatori fortissimi.

5 – Ricordo i due Brasiliani di quel Catania: Luvanor e Pedrinho ma anche i suoi compagni Claudio Ranieri, Cantarutti , Andrea Carnevale. Ci racconti di quel Catania?

Andrea Carnevale era un ragazzino faceva il militare e aveva una situazione famigliare complicata aveva perso la mamma da poco in non belle circostanze, si allenava poco con noi e non riuscì a darci una grossa mano poi col tempo si riprese e divenne un bel giocatore e sono stato felice per lui . Mi piace di quella squadra pero’ annoverare i vari Torrisi, Morra, Mosti fra gli altri, che erano degli ottimi giocatori , eravamo partiti anche bene solo che avevamo un campo, mi spiace dirlo, fatiscente, in terra battuta e poi onestamente non eravamo attrezzati per la serie A. La società fece una campagna acquisti non adatta a quella situazione . Luvanor era bravo, ma a 18 anni venire dal Brasile e prendere in mano le redini del centrocampo di una neo promossa non era pronto , uguale Pedrinho che era anche nel giro della nazionale . Peccato lui fosse un difensore Brasiliano abituato alla zona totale, mentre noi da buona provinciale giocavamo a uomo. E quello fu un grosso problema per noi perchè lui non marcava proprio e i casini venivano tutti da li. Con Ranieri e Cantarutti siamo rimasti in contatto e ogni tanto ci sentiamo e fa piacere. I rapporti con quei giocatori di quella squadra sono rimasti ottimi ed è bello così.

6 – Sempre riguardo alla sua carriera da giocatore, qualche rimpianto per non aver giocato in squadre piu’ importanti come la Juventus o le Milanesi o il Napoli dalle cui giovanili era uscito, la Nazionale o è piu’ la soddisfazione per esser arrivato comunque in serie A? (Traguardo non da tutti diciamolo).

Il rimpianto purtroppo c’è perchè l’anno della promozione in A sarei dovuto passare alla Juventus c’era pero’ una clausola nel mio contratto che mi impediva di lasciare Catania se fossimo stati promossi. Le clausole si possono anche rivedere pero’ il Catania la volle far rispettare, la Juve viro’ su Tacconi e la storia è andata così. Poi magari andavo alla Juve e mi cacciavano dopo 15 giorni dato che ero un po’ matto, pero’ mi sarebbe piaciuto provare. Rircordo che Trapattoni mi incontro’ in aeroporto una volta e mi disse di tagliarmi i capelli e di vestire ordinato che sarei andato presto da loro. E’ chiaro che sono contentissimo della promozione in A col Catania ma un po’ di rammarico c’è. Alla Juve ci sono poi stato da allenatore in seconda ma è chiaro che non è lo stesso.

7 – Il rapporto con Stefano suo figlio, oggi portiere anche lui di assoluto livello, è una sfida a chi è piu’ bravo fra padre e figlio nel ruolo di portiere o non c’è alcun dualismo? E con lui è stato piu’ papà o piu’ allenatore?

No dualismo non ce n’è mai stato un papà è felicissimo quando un figlio lo supera e io credo che lui mi abbia superato anche se ai miei tempi non c’erano preparatori e sicuramente Stefano è stato aiutato a diventare bravo piu’ del sottoscritto. Piuttosto mi dispiace lui non abbia vestito almeno una volta la maglia della Nazionale. Credo che almeno qualche convocazione la meritasse. Ci sono portieri diciamo bravi quanto Stefano che ci sono andati e Lui no e queste a volte sono le assurdità e le ingiustizie del mondo del calcio. Per quanto riguarda l’allenatore l’ho allenato a volte da piccolo anche se non è bene che i padri allenino i figli e poi lui non vuole esser allenato da me. Gli do dei consigli quando me li chiede. Il rapporto è ovviamente piu’ da padre a figlio anche se non gli faccio tantissimi complimenti. Pero’ qualche volta glieli faccio. Diciamo quando non ne posso proprio fare a meno. (sorride)

8 – Non è arrivato nemmeno per Stefano un top club anche se tantissima serie A. Sarà un allenatore anche suo figlio?

E’ stato due volte in procinto di andare alla Juventus, una quando giocava nell’ Aek Atene e l’altra mentre era al Chievo , credo la Juve avesse anche un opzione, poi per un qualche motivo non si è mai concretizzato. Non credo voglia fare l’allenatore credo voglia giocare ancora 2-3 anni poi a suo dire farà il Direttore Sportivo. Credo abbia le caratteristiche per fare il Mister perchè è uno che non si tira indietro se c’è da prendersi delle responsabilità e metterci la faccia ma è una decisione che prenderà lui.

9 – Il suo rapporto da Campano con il clima di Torino non sarà affatto facile eppure per svariati motivi questa città è la sua seconda casa visto che Stefano ha militato nelle giovanili del Toro e Lei ha lavorato in passato per Juve e Toro. Il suo rapporto con la nostra città con noi ”Torinesi”, che poi siamo tutti acquisiti come Lei?

Sono un Napoletano assolutamente atipico nel senso che sono orgoglioso di esserlo ma non ho la necessità impellente di tornare sempre a Napoli. Ormai sono 25 anni che per un motivo o per un altro sto a Torino quindi posso dire che questa è la mia seconda città anche se poi sono stato a Catania sono stato a Cagliari, Bologna, in Albania, mia moglie è Romana, Stefano gioca a Palermo e Ivano in Svizzera. Quindi siamo piu’ o meno sempre tutti in viaggio. Anche i miei figli spesso sono a Torino. Direi che sono cittadino del mondo con base a Torino. A Torino si vive bene e i Torinesi sono a posto.

10 – Come ci è arrivato ad allenare al Gassino San Raffaele in Eccellenza?

Sono arrivato per caso. Conosco Sebastiano Filardo che è il Presidente degli allenatori del Piemonte e ora è il Direttore Sportivo qui a Gassino. Mi invitarono a vedere una partita contro il Saluzzo, sono venuto poi la cosa finì li. Mi colpì l’impianto davvero molto bello. Dopo una settimana ci furono le dimissioni del Mister della prima squadra e mi telefonarono per chiedermi di dargli una mano. Devo dire che all’inizio non volevo accettare. Non conosco la categoria molto bene e venivo dall’aver appena rifiutato una squadra nella serie B Slovacca. Non era un fatto di scendere o meno di categoria mi appassionano le sfide, ma principalmente non avevo mai allenato una squadra dilettantistica . Sono matto ma mi piace esser preparato per le cose che faccio. Mi convinsero la grande serietà di queste persone e di questa dirigenza.

11 – Sorrentino allenatore con i suoi giocatori è piu’ un martello tipo Capello e Conte o è piu’ un amico tipo Ancelotti e Bearzot?

Mi piace esser un mix fra le due cose nel senso che se mi parte l’ignoranza so esser un bel martello e allora non faccio prigionieri ma con tutti i miei giocatori cerco sempre di parlare molto e avere un dialogo aperto. La cosa su cui non transigo è la serietà. Quella non deve mancare mai. Mia nei confronti dei ragazzi e viceversa. Con loro sono molto sincero se ne mando uno in tribuna non gli dico ”sono contento di te”, gli dico ”stai facendo bene ma evidentemente non è abbastanza perchè c’è chi fa meglio di te per cui fai di piu’ ”. Mi vanto nel mio piccolo di non esser mai stato mandato a cagare da un mio giocatore nè ad alti livelli nè a questi.

12 – Ho avuto il piacere di seguire qualche suo allenamento e devo dire l’approccio con i ragazzi mi piace veramente tanto. Molto schietto come Lei dice. Volevo chiederle : Cosa vuol consigliare a questi ragazzi dell’Eccellenza ma anche del settore giovanile a proposito del giocare a pallone e del fatto che probabilmente nessuno o quasi nessuno di loro arriverà a giocare in serie A?

La cosa che consiglio a questi ragazzi è di impegnarsi nella scuola chi va a scuola e nel lavoro chi lavora. Il calcio dilettantistico non ti da da vivere per cui è puro divertimento e così deve essere. Questi ragazzi sono ammirevoli perchè si allenano con tanta serietà la sera dopo la scuola dopo il lavoro e questo è molto bello. Allenarsi la sera dopo una lunga giornata per me è l’anticalcio per questo va apprezzata assolutamente la voglia che ci mettono. Devono continuare a giocare solo per il gusto di farlo senza pensare ad altro. Poi in campo devono giocare bene e divertirsi che è fondamentale.

13 – E’ arrivato al Gassino San Raffaele prendendo una squadra ultima in classifica in grande difficoltà e in un momento di rifondazione. Oggi la squadra da filo da torcere a tutti e ha iniziato una rimonta per cui oggi non è piu’ ultima. Immagino chiaramente sia orgoglioso del lavoro fin qui svolto. Se la squadra si salvasse come tutti speriamo, il futuro di Mister Sorrentino è ancora a Gassino o dove?

Intanto mi faccio una grattatina che non guasta. Si c’è stato molto da fare abbiamo dovuto sfoltire la rosa dovendo scegliere fra quelli che ritenevo piu’ adatti e motivati al mio progetto. Ho dovuto mandare via 13 ragazzi, tutti ottimi ragazzi, ma come dicevo meno funzionali di quelli che ho tenuto e ne ho fatti arrivare solo 4, dove ritenevo di dover puntellare. In piu’ abbiamo perso il figlio di Bettega che rientrava nei nostri piani ma ha preferito trasferirsi quindi la squadra è stata un poco rivoluzionata. In piu’ dei 4 nuovi che ho preso due avevano smesso, Saraceno e Dell’Aquila, uno era fermo per infortunio Boero, ma erano tutti giocatori che avevo avuto in passato e che hanno avuto piacere di tornare con me e sposare questa causa. Oggi rimessi in condizione ci stanno dando quel tasso tecnico e di esperienza che per forza di cose mancava agli altri che sono tutti giovanissimi. In piu’ abbiamo preso Infantino che è un 96 che ci serviva e che aveva giocato con mio figlio Ivano e me ne aveva parlato benissimo. Sorrentino dovrebbe restare perchè nel calcio il condizionale è sempre d’obbligo. C’è un bellissimo progetto riguardo a una Scuola Calcio a mio nome che dovrebbe partire in Marzo qui a Gassino con l’intento di far crescere i giovani di questa società con l’aiuto mio e di altri professionisti che portero’ di volta in volta qui a dare una mano. La società è molto seria e ha degli ottimi propositi io mi trovo a mio agio come detto per cui dovremmo poter continuare insieme senza problemi.

14 – Chiudiamo in bellezza lotta scudetto chi vince il campionato?

Ti sembrerà strano che io essendo nato a Napoli non tifi per il Napoli. Da ragazzino ero Interista poi avendo fatto di questa passione un lavoro e avendo militato in diverse squadre oggi non tifo proprio per nessuno. Praticamente riesco a vedere la cosa con distacco mi piace vinca il migliore , chi gioca bene, chi se lo merita. Certo ti resta l’affetto per le squadre in cui hai militato ad esempio quando ero alla Juve guai a chi mi toccava la Juve. Diciamo che se lo dovesse vincere il Napoli sarei contento piu’ che altro per Sarri uno che è arrivato li dov’è per meritocrazia, avendo fatto tanta gavetta e sempre bene in ogni squadra che ha allenato. Se vincesse la Juventus c’è poco da dire, la Juve è fortissima, è attrezzatissima, è funzionale a tutti i livelli dirigenza, allenatore , società, calciatori. Ci sono stato 12 anni è so bene come funziona. La Juve è una macchina da guerra in cui tutto è incentrato all’ottenimento del risultato finale che non puo’ che esser la vittoria e questa differenza con le altre si vede nelle situazioni di difficoltà e di gestione delle cose delicate. A poche squadre sarebbe potuta riuscire questa rimonta che ha fatto la Juventus. Direi che il campionato è limitato a queste due, le altre pretendenti mi sembrano avere qualcosa in meno. Dato che la Juventus ha ripreso in questi ultimi anni la sua caratura Europea potrebbe succedere che la Juventus vince la Champions e il Napoli il campionato. Sarebbe difficile ma non impossibile.

15 – E’ stato un vero piacere fare due chiacchiere con Lei Mister la ringrazio di cuore per il tempo dedicatomi è un uomo di spirito con cui fa veramente piacere fare due chiacchiere. Le chiedo un ultima cosa un saluto speciale per gli amici gobbi e non di Catania che altrimenti non me la perdonerebbero mai. Un grazie da me e da tutti gli amici del Blog ovviamente forza Gassino San Raffaele e forza Juve.

Un saluto a tutti e grazie a voi. Facciamo così ti faccio una dedica scritta. Per la foto metti una foto d’epoca non mettere una foto da vecchio rimbambito mi raccomando.

autografo sorrentino

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