Non siamo noi che siamo razzisti è Kean che è negro

Articolo di Alessandro Magno

A margine della partita della Juventus con il Cagliari, partita davvero ben giocata dalla Juventus, che ha vinto con pieno merito non consentendo al  Cagliari alcun tiro in porta, c’è stata e ci sarà la polemica relativa al gol di Kean reo di aver esultato facendo la statua di marmo guardando la curva cagliaritana. Non vedo sinceramente alcun tipo di provocazione se non quella di ribadire “vi ho segnato”. Va detto che non è vero che i giocatori della Juve sono stati  rispettati. Bianchi e neri ad ogni tocco di palla i nostri sono stati fischiati sonoramente per tutta la partita. Se questo rientra in un azione di “disturbo” per innervosire i nostri poi non puoi offenderti se qualcuno dei nostri si innervosisce per davvero. A noi è capitato con Mourinho fischiato per tutta la partita vinse e ci fece il gesto delle orecchie. Ce lo siamo presi e portati a casa. A molti piacque. E ma Mou non è  nero e soprattutto non è juventino. Anche il gesto di Simeone a Madrid non fu considerato provocatorio ma a molti antijuventini piacque. Invece fare la statua no , fare la statua è reato. 

Quanto era bello il calcio quando ci si faceva meno problemi di questo tipo, quando Totti dopo aver fatto un gol in un derby poteva esibire una maglia “ Vi ho purgato ancora” o Ferrante faceva il gesto delle corna con Maresca che glielo rifaceva a scherno. Quando Battistuta segnava festeggiando con il gesto del mitra o tutte le volte che è passato in cavalleria il gesto delle orecchie da Vieira a Ibra fino ad arrivare a Icardi. Invece oggi moralismi su Kean ieri su Ronaldo. C’è una certa propensione a rompere le scatole ai giocatori della Juve che devono esser più politically correct di altri. Eppure ieri si è arrabbiato anche Matuidi che non è proprio uno di primo pelo e nella carriera ne ha viste tante. Forse Matuidi e Kean non sono così neri come Koulibaly e non vanno difesi. 

Imbarazzante il tentativo di giustificare del presidente del Cagliari Giulini davanti alle telecamere Sky ,per fortuna rintuzzato da un agguerrito Adani. Perchè non esiste il razzismo buono se postdatato. A parte che abbiamo già detto che i fischi ci sono stati durante tutta la partita ma ripeto non esiste che si possano giustificare gli ululati dopo il gol con un eventuale provocazione di Kean. Se non sei razzista non lo sei mai non è che lo sei a seconda delle occasioni a corrente alternata  e allora va bene. Fortunatamente alla fine Adani ha fatto ragionare Giulini che ha ammesso che gli ululati sono sbagliati in ogni caso. 

Adesso c’è da scommetterci ci sarà il tiro al bersaglio su Kean. Prepariamoci a difenderlo. È un bravo ragazzo che lavora sodo per arrivare dove è arrivato. Bravissimo il nostro Capitano Chiellini a prenderne subito le difese. Ora ci sarà la “grande provocazione di Kean” ovvero “festeggiare” braccia aperte guardando la curva avversaria. Ora dopo le non esultanze ai gol degli ex inaugureranno la stagione  delle esultanze a misura per non irritare i tifosi avversari permalosi. Io sto con Kean. Non ci scocciate. 

  1. Posso confermare, ho visto la partita senza commenti e si sono sentiti distintamente i buu e i fischi all’indirizzo dei nostri, cominciati molto prima del gol di Kean. Era già successo
    l’anno scorso nei confronti di Matuidi sempre a Cagliari e allora tutti hanno fatto finta di non aver sentito, vedremo che si inventeranno quest’anno dopo averla menata per settimane con “siamo tutti Koulibaly”. Atteggiamenti del genere andrebbero stigmatizzati a partire dai dirigenti, possibilmente senza accampare ridicole giustificazioni come ha fatto il loro presidente, che farebbe bene a prendersela col suo allenatore e i suoi giocatori per aver perso la partita senza riuscire a fare un tiro nello specchio della porta avversaria.

  2. Sulla partita c’è da dire che Emre Can sta tornando ad essere quello del Liverpool, la sua posizione in campo dà equilibrio al gioco in entrambe le fasi e consente a Pjanic di giostrare nel suo ruolo naturale quello di mezzala di regia a cc. Se l’assetto dovesse rimanere questo ci sarà forse la possibilità per Dybala di avvicinarsi alla porta, con Bernardeschi che quando non c’è Ronaldo dovrebbe giocare più per la squadra che per se stesso.

    • Vero Gioele.

      lo scrissi ad inizio campionato, quando non capivo il perché Allegri non faceva giocare Can nel suo ruolo, quello ricoperto a Liverpool.

      Sul resto sottoscrivo le tue osservazioni.

      • La posizione di Can ha permesso ad Allegri di alzare De Sciglio e Sandro sulle corsie laterali per frenare le avanzate dei 2 veloci esterni bassi del Cagliari (Srna e Likogyannis) e creare superiorità in mezzo al campo avanzando Pjanic, fermando sul nascere le iniziative della squadra di Maran anche in mezzo. Unica nota parzialmente negativa, quelli che chiami sbagli in attacco dovuti forse all’insistenza di Bernardeschi nel cercare la giocata personale (perdendo qualche pallone di troppo e non credo che l’avrebbe fatto con Ronaldo in campo) invece di provare gli scambi in velocità con Kean che servito palla a terra è un giocatore devastante. Non ho visto invece come dici smagliature in difesa, i 3 dietro hanno fatto una buona partita grazie anche a Can che ha recuperato diversi palloni, tanto che il Cagliari non è riuscito a fare neanche un tiro nello specchio della nostra porta, e in tutto questo credo che qualche merito Allegri ce l’ha.

        • Gioele, sono d’accordo con la tua analisi sulla partita. Compresa l’osservazione su Berna che ieri é stato forse l’unico che non mi é piaciuto propio per i motivi che tu dici. L’unica combinazione col centravanti l’ha provata negli ultimi minuti.

          • Ti ringrazio, Berna grazie al suo dinamismo ha facilità di muoversi bene fra le linee, qualità che dovrebbe però mettere più al servizio dei compagni che di se stesso, opinione ovviamente del tutto personale.

        • Condivido ciò che dici su Bernardeschi.

          Sulla difesa a tre invece mi tengo qualche riserva, dovuta esclusivamente alla considerazione che è inutile mettere tre centrali se l’avversario gioca xon una punta soltanto.

          • Il modulo a 3 dietro a differenza di quello a 4 permette agli esterni di stare più alti e in fase di possesso, con meno campo davanti da coprire, occupano più rapidamente gli spazi in ampiezza e mettersi quasi in linea con gli attaccanti. In fase di non possesso invece, la posizione degli esterni, più alti e più vicini alle linee laterali (come già scritto sopra) permette di contenere le avanzate in velocità degli esterni bassi avversari.

  3. Hai ragione, beati i tempi dove ci si prendeva in giro con il mitra di Batistuta, le corna di Maresca e via discorrendo, secondo me l’esultanza di Kean ci sta tutta….mica ha fatto il gesto dell’ombrello o le mani sugli orecchi……qui c’è troppo gente ipocrita che apre la bocca solo quando ha un microfono e visto che non sa che dire usa i soliti luoghi comuni

    • Alessandro Magno

      ciao Luca perdona il ritardo con cui ti ho approvato il tuo commento ma davvero mi era sfuggito. da ora in poi puoi commentare senza filtro. scusa ancora

  4. Alessandro.
    Ti rispondo di qua, fuor di polemica.

    Cerco sempre di essere obbiettivo e ti ripeto che non ho idee preconcette.
    Non voglio neanche difendere certe posizioni.
    Spesso non vengo capito, un pò perchè mi esprimo male, un pò perchè sembra sia in contraddizione ma non è vero.

    La Juve contro il Manchester U.td ha secondo me fatto una partita perfetta.
    Ha perso perchè si è addormentata ma ha giocato benissimo. L’ho detto e lo ribadisco.

    Io ieri non ho visto una bella Juve.

    Ho visto una squadra molto più forte contro una squadra che ha sbagliato molto. In attacco come in difesa.

    La juve di ieri non è stata neanche ordinata in campo, ci ha messo voglia, ci ha messo grinta, la corsa ha sopperito a tante imprecisioni, ma giocar bene è un’altra cosa.

    Mi è piaciuto Can il migliore ieri. Pjanic e Matuidi subito dietro.

    Kean è giovane e si è visto.

    Male Bernardeschi, ha corso tanto ma a vuoto.

    De Sciglio ha fatto una buona gara.

    Questo quello che ho visto e lo ripeto.

    Su Allegri, magari se ne andrà e lo rimpiangerò, ma tengo la mia idea generale.
    Svincolata dalla gara di ieri.

    Ciao. Luca

  5. Comincio dalla fine: Kean non ha esultato in modo maleducato ma poteva evitarlo perché siccome la madre dei cretini è sempre incinta ovviamente doveva immaginare (da professionista) che casino sarebbe successo.

    Detto questo i buuu razzisti vanno condannati senza se e senza ma. Patetico il presidente del Cagliari mentre molto bravo Allegri.

    Unica annotazione possibile è farci però un esame di coscienza e avere il coraggio di ammettere che cori razziali vengono fatti anche allo Stadium e tutti noi dovremmo avere il coraggio di additare seduta stante i colpevoli isolandoli.

    A margine: vittoria importantissima a Cagliari.

    • Comportamenti di questo tipo sono da condannare a prescindere dal colore della maglia, motivo per cui un esame di coscienza dovrebbero farlo gli organi giudicanti, la Juve è stata punita con la chiusura della curva per i cori razzisti a Koulibaly, quelli di Cagliari a Matuidi invece non li hanno sentiti.

  6. SCARPA O SCARPONE

    da Juventibus
    Moise Kean in questi mesi è stato perfetto, in campo e fuori, per gol, professionalità e comportamenti.

    A Cagliari ha sbagliato controlli e tocchi, ma si è mosso bene, è rimasto vivo, anche quando ha sprecato un paio di occasioni è stato comunque pericoloso, concentrato, pronto. Per un talento predestinato era questione di tempo metterla ancora dentro.
    7 gol alla sua sesta tra Juve e Nazionale.

    A quel punto, quando si è fermato davanti a quei tifosi che (in parte) l’avevano molestato per tutta la gara, con indegni buu, si è temuto potesse reagire in modo eccessivo, ancorché comprensibile.
    Invece Kean è stato “perfetto”: fermo, braccia aperte, sguardo serafico e non sbruffone, non rabbioso.
    Eccomi, sono qui, forte, positivo, faccio ciò che mi rende speciale, rispondo sul campo al vostro atteggiamento. Un giovane simbolo di forza e bellezza, ciò che c’è di bello e consapevole nel nostro calcio e del nostro Paese, contro ciò che c’è di più odioso e indecente. Come un cristo che porge la guancia serena del suo talento.

    Allora perché Bonucci, in modo paradossale e contro-intuitivo, lo bacchetta? Perché, in modo smorzato, anche Allegri, così come Condò nello studio Sky, stigmatizzano quella sua esultanza?

    Dopo quei cori, in uno stadio che già l’anno scorso aveva attaccato Matuidi, sarebbe stata umana anche un’esultanza “alla Ronaldo” contro i tifosi Atleti: dopo 80′ di buu, segno e ti esulto in faccia.

    Bonucci (ed in parte Allegri e Condò) sbagliano a censurare Kean, dando in qualche modo la stura alle allucinanti dichiarazioni di Giulini. In quel momento eravamo tutti Adani, così schifato e indemoniato, da lasciarsi andare a parole durissime.

    Perché un compagno di squadra navigato e iper-protettivo come Bonucci sbaglia? Perché un allenatore sempre impeccabile ai microfoni e un giornalista lucido, sempre corretto, pur condannando “quegli imbecilli“, parlano di “atteggiamenti di Kean da smussare“.

    Le parole esemplari di Chiellini, rendono forse più comprensibili quelle di Bonucci.
    Eccole:
    “Moise è un patrimonio del calcio italiano, un ragazzo d’oro che sta facendo tutto il meglio quindi non deve uscire per quello che non è.
    Ho rivisto le immagini, perché dal campo non ti rendi neanche conto bene e non ha fatto niente. Passata stasera, si deve pensare a Moise come a Zaniolo, Chiesa, Barella, una figura positiva del calcio, perché se lo merita.
    E non si meritava gli insulti ricevuti”.

    Moise è di tutti, una figura positiva, dopo stasera DEVE passare come quello.
    E: “dal campo non ti rendi conto, ma rivedendo le immagini, lui non ha fatto niente“.

    Chiellini, come Bonucci e Allegri, conoscono da vicino, la parabola di Balotelli, giocatore e uomo DIVERSISSIMO da Kean, per doti, indole e atteggiamenti.
    Sanno però che, inevitabilmente, Moise è già incasellato in quella stessa cornice.
    Per il tritacarne mediatico che offre narrazioni ottuse e semplicistiche, Kean è già “Balotelli 2.0″, per impatto mediatico e capacità di assurgere, suo malgrado, a emblema contro il razzismo dilagante o strisciante.

    Sanno che Balotelli è stato, per sue mancanze, schiacciato dalla sua stessa immagine di simbolo divisivo.
    Kean è diverso.
    Chiellini, così come Bonucci, gli hanno consigliato di restare alla Juve, di respirare con calma una scuola tecnica, tattica e mentale, che può tutelarlo, renderlo ancor più forte -dentro-.
    Bonucci (e Chiellini) difendono Kean come fratelli maggiori da questo tritacarne e, quando (da dietro), lo vedono esultare davanti alla curva dove erano assiepati anche chi ha paura e odio per la forza, ma soprattutto per la pelle di Kean, hanno un déjàvu: un uomo che fa parlare di sé non come “figura positiva, italiana, a 360°“, ma come simbolo di scontro, di esultanze provocatorie, di rottura.

    Sanno che Kean non è Balotelli, lavora, impara, attende in modo corretto, “non merita gli insulti (come tutti)”, non merita di essere un simbolo di contrapposizioni, fenomeno sociale, ma figura positiva, come gli altri, come quelli dalla pelle bianca. (medievale ricordarlo nel 2020 ma così è, purtroppo).

    Bonucci sbaglia, travisa l’esultanza e concettualmente commette l’errore di esporre pubblicamente un pensiero paternalistico, con toni eccessivi, quasi sbalorditivi e raccontati (sui media europei) come parziale apologia del razzismo.
    Bonucci parla troppo e male –quel chiarimento doveva avvenire negli spogliatoi-, lo fa per istinto di protezione e affetto per Kean: “deve esultare coi compagni, snobbare i tifosi che lo insultano”. Detto da chi esulta in modo raccontato come provocatorio, da chi in carriera ha avuto reazioni smodate e incontrollate, suona molto stridente.
    Allegri sbaglia in parte, in modo paternalistico, vuole un ragazzo che cresca senza eccessi, senza apoteosi che possano rendere, per contrasto, apocalissi quei normali bassi che aspettano Kean: “deve maturare senza esultanze, senza colpi di tacco, senza esalazioni”.

    È un papà troppo prudente, con troppi lacciuoli ad un talento deflagrante, lo fa “perchè conosce i giovani“, ma ogni giovane è diverso.

    Sbagliano perché, tutelando Kean, chiedendogli un’atarassia trascendente rispetto a quanto subito, finiscono per fare il gioco di chi racconta Kean come simbolo di contrasto e figura di rottura.

    Nessuno (ad es.) si sarebbe sognato di stigmatizzare la reazione di Matuidi, uomo che storia ed un’esperienza mondiale, furioso e incontrollabile per quei buu; nessuno si sognò di criticare oltremodo le reazioni di Koulibaly, di Boateng, di altri uomini molto più maturi ed esperti di Kean, che invece ha avuto una compostezza infinitamente migliore.

    Si può sbagliare per troppo affetto, troppa tutela, troppa prudenza, ma si sbaglia.

    Perfetto invece Chiellini, che pubblicamente rivendica il valore positivo ed universale di Kean e magari in privato si sarà chiarito con lui per quella esultanza forse travisata in campo.

    Buona giornata.

    • Ben
      Devo ringraziarti.mi hai risparmiato la fatica di fare un post.
      Quoto.

    • Premesso che sono d’accordo con chi dice che agli imbecilli non bisogna dedicare attenzione, condivido molte cose dell’articolo, in particolare sulle parole di Allegri e Bonucci.
      Il mister ed il compagno di squadra, chiaramente in buona fede, dicono che Kean non deve fare queste cose ed il pensiero dei due puó essere assolutamente condivisibile, peró secondo me non devono andare a dirlo ai media quanto piuttosto in privato al diretto interessato.
      Quello che deve essere stigmatizzato davanti ai microfoni é l’imbecillitá di alcuni tifosi mentre magari l’errore a Kean lo fai notare a tu per tu. Perché il maggior pericolo per il ragazzino non sono i minuti che passa in campo o i gol che segna o sbaglia, ma propio i media che creano un polverone dal nulla con annessa pressione sul ragazzo.
      Dei gesti “provocatori” che io ricordi credo che quello dell’immaturo sia stato il piú elegante. Abbiamo visto presidenti settantenni fare gesti dell’ombrello, borgatari sfottere la curva bianconera dopo un rigore, allenatori ultracinquantenni mostrare orecchie e pacchi, e recentemente il migliore di tutti cadere nella peggiore delle volgaritá.
      Se da Allegri ancora ancora ci puó stare vista la sua coerenza su certi temi, non capisco la ramanzina pubblica da parte di chi, gia padre di famiglia, delizia le curve coi suoi gargarismi.
      Immaginate se si fosse sciacquato la bocca Kean!
      Io sinceramente non ci vedo un gesto di sfida quanto di opposizione, di protesta. Un po’, con le dovute proporzioni, come lo studente di tienamnen contro il carrarmato dell’imbecillitá. Un po’come assumere la postura da Corcovado per redimere i cretini. O ancora per mettere quei tifosi ululanti davanti ad uno specchio che ricordasse loro che, come Kean, condividono con le scimmie gran parte del DNA.
      Perché se Darwin avesse vissuto ai nostri giorni si sarebbe potuto risparmiare i viaggi a Galapagoscon un semplice abbonamento in curva.
      Quindi se ramanzina pubblica deve esserci preferisco sia diretta agli incivili, che non sono solo a Cagliari. Le lezioni a Kean secondo me vanno meglio nell’intimitá dello spogliatoio.

      • Dopo Ben, leggo ora il tuo, Kris …
        Mi riservavo di approfondire l’argomento, ma vedo con piacere (sono un pigro) che non ce n’è più bisogno.
        Vi accomuno in un grazie. 😳

      • Vero,possibilmente nello spogliatoio.
        Il. Problema che a 19, nella Juve, un fenomeno potenziale si senta intoccabile.Questo non deve succedere.

        Non ha fatto granche’. Ma imparare ad. Ignorare gli insulti ripagandoli a suon di goal, e’ basilare. Una strada lunga, ma possibile.

    • “Sanno che Kean non è Balotelli”.
      Ecco questa è una frase che -se fossi in Chiellini- farei stampare e affiggere nello spogliatoio, sull’armadietto di Kean, perché è perfino ovvio che negli anni scorsi il riferimento del ragazzino fosse proprio Balotelli (la “statua” la fece già Balotelli in nazionale).

      Ecco, quando si è bambini si fanno cose da bambini, poi si cresce, e, a 19 anni, se si gioca nella Juve, i riferimenti debbono essere necessariamente altri.

    • Mah,
      La tutela psicologica di un ragazzo di 19 anni, che ha tutta la stoffa per diventare un idolo e autorovinarsi montandosi la testa,credendosi tanto abile da essere onnipotente,sul campo e fuori,non e’ una cosa facile.
      Io credo che Allegri,invece, abbia capito e centrate le contromisure per non rovinare un ragazzo che sara’ un grande calciatore.
      Una questione di educazione, ed io la chiamo tutela, perche’ il “tritacarne” e’ sempre unidirezionale esattamente come tutte le cose che riguardano la Juve.allegri non esagera.

      I ragazzi non sono tutti uguali, oK, ma I pericoli si. Insegnare modestia,sacrificio, educazione, autocontrollo non e’ sbagliato.

      Se anche Chiellini e Bonucci, che sanno come funziona, se lo sono messo sotto l’ala protettrice dell’asperienza, un motivo ci sara’. Trovo quindi apppriate le contromisure applicate.

    • andrea (the original)

      Io credo invece che sbagli chi, come l’autore del post, scriva in base all’appartenenza calcistica.
      Francamente se la squadra del cuore cambia la valutazione non si è credibile
      Chi lo ha bacchettato ha fatto bene perché non gliene frega niente del presunto razzismo ma ha centrato il vero punto: a 19 anni sei ancora troppo debole per fare il fenomeno e il contesto rischia di schiacciarti.
      Kean non è Balotelli, innanzitutto perché potenzialmente è davvero forte a differenza del tamarro Mario.
      Ma anche il tamarro Mario iniziò con queste sciocchezze.
      Prevenire è meglio che curare dicevano..no?

      • Giusto Andrea, che certe considerazioni si facciano senza indossare la maglia della squadra del cuore. Io all’epoca, giustificai Mou che i 19 li ha passati gia da un po.
        Per il resto la tirata d’orecchie ci sta tutta, solo vorrei che non fosse pubblica per non dare ai media la possibilitá di amplificare ulteriormente un gesto che puó essere ripreso e corretto in privato da chi ne ha veramente interesse (come l’allenatore ed i compagni) piuttosto che da chi ha come principale scopo marciarci su creando ancora maggiore pressione sul ragazzo.

  7. Alessandro.

    Su questo topic….

    Sottoscrivo parola su parola.

    Chapeau!

  8. MASSIMO ZAMPINI

    Però arrivo tardi sul tema del giorno, quindi su esultanza e dintorni mi limito a ribadire che a mio parere, in quei subumani che imitano le scimmie, prima ancora che il razzismo, prevale sempre il desiderio primitivo di far male all’avversario, anche nel modo più becero e incivile possibile: so che il nero soffre gli ululati, ululo; so che chi ha perso la mamma sarà scosso da un coro su di lei, lo faccio; so che ferisco i napoletani con quei cori su colera e simili (o Genova sull’alluvione, o altri su tragedie varie), mi scateno così; so che Ronaldo è alle prese con un’accusa infame, gli grido “violador”. E così via.

    E non è una giustificazione, tutt’altro, semmai un’aggravante: pur di innervosire il rivale, sono pronto a scendere sotto gli abissi della civiltà, che magari nella vita di tutti i giorni non sfioro neanche.
    Una visione, ripeto, primitiva, del calcio e del tifo, da non limitare con il termine “razzismo”, perché così resterebbero fuori i selvaggi cori su Heysel, Paparelli, Superga, parenti deceduti, drammi personali.

    L’unica altra riflessione che faccio sulla vicenda è che, quanto a esultanze, reazioni e dintorni, è legittimo avere qualsiasi opinione.
    Ma solo a un patto: che si racconti la verità.
    E la verità è che quegli ululati ci sono stati anche prima (e l’anno scorso), che Kean non ha provocato (al più “reagito”) e che con quell’esultanza non ha offeso proprio nessuno.
    Se si parte da questi tre dati – troppi media NON sono partiti da questi tre dati, anzi li hanno capovolti, e il presidente del Cagliari ha fatto perfino peggio -, è legittima qualunque opinione.

    Ciò detto, la partita di Kean la ricorderò per altri tre segnali, totalmente incoraggianti:

    Il post simulazione

    Sia chiaro, non mi è piaciuta la simulazione. Bene ha fatto Chiellini a riprenderlo su quello: già, come è facile rilevare, Kean sarà sotto l’occhio del ciclone di media e avversari per ogni suo minimo comportamento (questo sì, per una forma latente di razzismo che porta immediatamente ad associarlo a Balotelli, altro nero italiano, quindi necessariamente identico a lui in pregi e difetti), se si li aiuta con qualche atteggiamento antisportivo le cose peggioreranno.
    Lui, però, viene colto in flagrante e conseguentemente redarguito con un giallo.
    Una testa calda, un immaturo, uno sbruffone (lo abbiamo visto fare a giocatori ben più esperti e acclamati) reclamerebbe, affermerebbe che un contatto c’è stato, che comunque non era da giallo. Insomma, banalmente, protesterebbe, principale attività di buona parte degli attaccanti del nostro campionato. Lui no.
    Cade, si rialza, si becca il giallo, torna indietro un po’ da cane bastonato, che ha sbagliato e capito. Bene così.

    La “spallata”

    Nei commenti calcistici gira una leggenda: se intervieni di spalla, puoi fare quello che vuoi, con l’intensità che preferisci, nella parte del campo che più ti aggrada.
    Così, il buon Lykogiannis, già ammonito, con il pallone ormai fuori pensa bene di sbattere fuori dal campo Kean, che finisce sui cartelloni pubblicitari. Ora, premesso che il greco è già ammonito e noi come sapete solitamente adoriamo gestire i cartellini, l’arbitro non fischia neanche fallo.
    Il nostro sbatte sui cartelloni, si ritrova a terra, resta qualche secondo dolorante, intorno sta per accendersi una rissa, lui si rialza tranquillo, tra compagni e avversari.
    Si riprende con un fallo laterale per il Cagliari. The show must go on.

    Benissimo così.

    La partita

    Non è stata la sua miglior partita.
    Anzi, diciamoci la verità: Moise è partito malino, sbagliando controlli e giocate.
    Viene ammonito per simulazione.
    Fischiato, diciamo così, dallo stadio.
    Buttato fuori dal campo con una spallata (diciamo così, anche qui).
    Ci sarebbe tutto, se fosse davvero Balotelli, per esplodere, o quantomeno per uscire dalla partita.
    Lui, invece, reagisce. Scatta e cerca un pallonetto.
    Supera due avversari e si trova a tu per tu con il portiere. Tiene palla. Segna anticipando il difensore. Resta in partita fino all’ultimo secondo di una giornata potenzialmente pessima.
    E allora vai, Moise.
    La strada è ancora lunga, lunghissima.
    Ma tu la stai percorrendo alla grande.

    Buon pomeriggio

    • Quanno ce vo ce vo…
      Stavolta hai fatto strike, Baro’ !
      👏🏻👏🏻👏🏻

    • Zampini oggi merita una condivisione.
      Stavolta e’ rimasto sul pratico. Ha colto le qualita’ di. Kean che non e’ almeno uno sbruffone.

    • Barone

      Questo l’ho scritto stamattina prima di Zampini:
      Credo che con l’esperienza (che non ha) Kean possa evitare in futuro simulazioni come quella di ieri sera. Molto probabile che abbia capito subito l’errore accettando senza recriminare la giusta ammonizione, un gesto sicuramente da evitare sotto l’aspetto sportivo, tanto più per non offrire gratis il pretesto per farsi insultare dagli imbecilli sugli spalti ma anche ad eventuali strumentalizzazioni mediatiche.

      Non mi pare d’aver giustificato in alcun modo cori e insulti degli “imbecilli” sugli spalti. Trovo invece parziale la ricostruzione di Zampini sull’episodio, è vero come scrive che c’è stato il contatto ma non dice che è la gamba destra di Kean che si allarga per cercarlo. Detto questo condivido il resto del suo articolo, compresa la “legittimità” della sua esultanza dopo il gol segnato (se tale è stata), non le parole di tutti coloro che hanno assunto il ruolo di “mentore” di un ragazzo di 19 anni (bianco o nero che sia non è questo il punto) che ha tutto il diritto di manifestare le proprie emozioni come meglio crede, fatto per altro senza offendere nessuno, ragione per la quale credo che il vero affronto consiste nella possibile o eventuale strumentalizzazione di uno stato psicologico che appartiene alla sfera dei sentimenti personali.

  9. andrea (the original)

    Ben,
    Ecco, proprio per evitare il sicuro tiro al bersaglio, tra l’altro in una fase per lui determinant, forse il ragazzo è meglio pensi a giocare a pallone piuttosto che a fare il Balotelli.
    I tempi a cui ti riferisci tu, che anche io preferivo, erano pure quelli in cui il 99% dei gol era festeggiato con i compagni, senza togliere magliette, mostrare foto di tutto l’albero genealogico, ringraziare Dio, Allah, Manitou, fare finte dediche a morti, feriti, invalidi è finti invalidi, andare sotto le telecamere a dichiarare amore, intenzioni di matrimonio o “ciao mamma guarda come mi diverto”, invocare diritti politici, umani o di tartarughe marine.
    Insomma, oggi si fa show, i primi a farlo sono i bamboccioni in campo ed è normale che lo show produca polemiche.
    Ma quelli che vogliono diventare grandi campioni, almeno sin quando devono ancora diventarlo, si risparmiano di scimmiottare i trapper.

    P.s. no su Mourinho la maggior parte degli juventini protesto’ e gliene disse di tutte e di più.

    • andrea (the original)

      Qualche errore causa poca attitudine alla tastiera del cellulare ma spero si capisca lo stesso il senso.

  10. Benedetto, a Parma con la nazionale, l’unico giocatore fischiato da una parte dello stadio è stato Bonucci, uno juventino. Non x caso ovviamente; ma continuo a pensare che indifferenza verso questi individui sia la cura migliore. Infatti avrei preferito che Kean fosse andato ad abbracciare Bentancur che gli ha messo un gran pallone. Ecco, cominciamo da questo; ringraziare il compagno assist man di turno ignorando gli imbecilli.

  11. Andrea, ho scritto il mio post sopra prima che comparisse il tuo…👍😉

  12. Finalmente un topic dove siamo tutti d’accordo. Ebbene sì, niente altro da aggiungere.

  13. ragazzi, io veleggio verso i sessanta. Ne ho viste di tutti i colori anche per il mio lavoro. Il razzismo è una cosa schifosa. Lo sfottò no. Quello fa parte del calcio, l’offesa razziale è cosa indegna. Lo sfottò ci sta, sempre e comunque. Si prende e si porta a casa e si ritorna (con interessi) ovviamente alla prima occasione utile. Ho accettato sempre l’ironia, anche pesante. Anche pesantissima. Dal “grazie Magath, alla “manita” del Pupone, alla “recchia” di Mou, alla “cippa” di Simeone, che neppure avrei punito, così come quella di cr7. Questo è il calcio, becero e volgare. Per questo piace. Se avete un po’ di tempo andate a leggere “la tribù del calcio” di Desmond Morris. … quanto mi manca, anche da bianconero, lo striscione “Core n’grato” che fu dedicato al mio idoelo Josè.

  14. andrea (the original)

    Germano
    Visto che i calcoli sui punti che deve fare la Juve non sono attendibili visto il livello degli avversari?
    Il Napoli senza Sarri è tornata la squadra mediocre che era e lo scudetto italiano lo prendiamo mq oggi, dal punto di vista tecnico, vale quanto un torneo estivo tra amatori e una sola squadra con tesserati.
    Non siamo migliori di nulla, per essere migliori dobbiamo aspettare di battere i migliori, come è giusto sia.

    • Andrea, a parte le finali che cmq sono partite a se, i migliori li abbiamo battuto tutti. Non solo battuti ma gli abbiamo dato sonore lezioni di calcio e come diceva un comico quando interpretava un assessore…”questi son fatti e non pug..tte”. Rispetto la tua idea ma io continuo a pensare che Sarri, che stupido non è, si è reso conto che i 91 punti dell’anno scorso sono come lo scudetto del Leicester; caso + unico che raro e a parte le prime 7/8 giornate non ha fatto vedere un gran gioco come si dice. Ancelotti è ancora in corsa x l’EL. Cmq ora sono un po’ + tranquillo. -6 a diventare leggenda delle leggende. So che non condividi ma la penso così.

      • andrea (the original)

        L’anno prima credo ne avesse fatti 85 Sarri.
        Battere i migliori significa farlo fino in fondo.
        Questo non vuol dire che noi non siamo stati competitivi, lungi da me dirlo, ma i migliori di tutti sono stati altri, che hanno battuto noi e gli altri migliori.

        • Vincere 8 volte (ma ne basterebbe anche 2) di seguito il campionato dove la fortuna conta pochissimo, significa essere il migliore di tutti. Non sono gli altri ad essere scarso; è la Juve che é troppo forte e non è la stessa cosa.

  15. Grande partita del Genoa, 3 gol regalati all’inter, semplicemente ridicoli.

  16. andrea (the original)

    La moviola in campo fa assegnare un rigore alla Spal che neanche il giocatore chiedeva e uno al Frosinone dopo 10 minuti di attesa.
    Fermare questo scempio è una delle poche speranze per il calcio italiano di tornare almeno a livello della Ligue 1.
    Restando così non si recupera più perché all’estero il Var quasi lo ignorano fin quando possono.

  17. BUONGIORNO BELLA GENTE

    “Amo la notte perché di notte tutti i colori sono uguali e io sono uguale agli altri…”

    Moise Kean

  18. NULLA VIDDI NULLA SENTII NULLA SACCIU

    La formula si ripete.
    Molto rumore, altrettanta indignazione, poco risultato.
    Tra attenuanti ed esimenti, diffusione e percezione, le espressioni razziste o discriminatorie di cui si macchiano le curve italiane devono risultare davvero «scandalose» perché si prendano misure draconiane. Troppi paletti distribuiti qua e là nel codice, il giudice sportivo ha le mani legate.
    E i buu a Moise Kean non faranno eccezione.
    Erano pochi e hanno reagito ad un gesto «provocatorio». La sintesi brutale del contenuto del referto firmato dai tre ispettori federali presenti martedì sera alla Sardegna Arena, è più o meno questa.
    Faranno discutere le annotazioni del collaboratore posizionato sotto la curva Nord, il settore più caldo del tifo rossoblù.
    Innanzitutto, non c’è traccia dei buu rivolti a Kean prima che realizzasse la rete del 2­-0. Evidentemente non li ha sentiti, perché ieri molti video postati in rete ne confermavano l’esistenza. Gli insulti razzisti compaiono solo dopo il gol, e sono annotati come «reazione» all’esultanza «provocatoria» del giovane talento juventino.
    Proprio così. Oltretutto, gli autori vengono quantificati in non più di 40­ 50 persone, cifra davvero troppa esigua per far scattare la «reale dimensione e percezione del fenomeno», condizione imprenscindibile perché il giudice sportivo opti per la chiusura del settore o dell’intero stadio.

    La Gazzetta dello Sport

    Sul tavolo del Giudice sportivo arriveranno due referti: quello dell’arbitro Giacomelli e quello degli uomini della Procura.
    Entrambi riporteranno quanto era più o meno emerso anche a caldo.
    I “buuu” razzisti sono stati pochi, circoscritti, arrivati a fronte di una «provocazione» (anche questo ci sarà nei dossier), quella posa di Kean dopo la rete del 2-0. Tradotto: il Cagliari potrebbe rischiare una multa, al massimo.
    Visto che in campo l’arbitro Giacomelli ha provveduto a fermare la partita per far fare l’annuncio solo dopo le insistenze di Matuidi. Un’indicazione: evidentemente né lui né gli altri della sestina arbitrale avevano avvertito qualcosa di così pesante tale da prevedere la sospensione della partita, come previsto dal protocollo (sì, quello rivisto e corretto dalla Figc dopo inter-Napoli e la clamorosa topica di Mazzoleni).
    E quello che si è percepito ieri sera in tv (ed in campo) dovrebbe trovare conferma anche nelle carte in arrivo dai collaboratori della Procura federale, guidata da Giuseppe Pecoraro, ex prefetto di Roma.
    Neanche loro (ce ne sono tre, dispiegati in punti diversi dello stadio) hanno avuto questa netta percezione, probabilmente forse solo uno di loro (quello più vicino alla Curva nord) dovrebbe aver sentito gli insulti rivolti a Kean.
    Il cui comportamento potrebbe essere connotato come provocatorio, diventando un’esimente per la società rossoblù.

    Fonte: Il Corriere dello Sport

    Vuoi vedere che ad essere squalificato sarà Kean, o al limite toglieranno qualche punto alla Juventus ?
    Buona giornata

    • Buongiorno Barone,
      Alla fine non possiamo neanche lamentarci se il primo è Bonucci che va in televisione parlando di responsabilità al 50%.
      Intendiamoci, a me non frega nulla che venga sanzionato il Cagliari con le ridicole norme che ci sono, ma vorrei che almeno moralmente fosse condannata l’imbecillità. Invece alla fine i vigliacchi che si divertono ad insultare quando sono in branco passeranno come vittime della provocazione dello juventino cattivo.

      • Kris
        Il fatto di stare sempre zitti o dire facessero quello che gli pare ogni volta nemmeno va bene.
        Sa troppo del 2006, dove restammo imbambolati, quasi inermi, aspettando quello che poi, tutti, o quasi tutti hanno dovuto sopportare.
        Retrocessione e danni infiniti che addussero “lutti” nei tifosi di fede Bianconera.

        Ecco, Bonucci lo reputo come a tanti juventini che ancora dubitano quanto successo nel 2006.
        Ciao.

        • Sono d’accordo,
          Ma qui non si tratta di difendere la juve o la gente di colore. Si tratta di condannare l’imbecillitá e promuovere il rispetto e la sportivitá anche allo stadio come in qualsiasi altro ambito sociale.
          Bonucci fa bene a trasmettere la sua esperienza a Kean ma, visto il tema delicato, mgglio faccia andare Chiellini o Allegri davanti ai microfoni.

  19. LA TERZA CHE HAI DETTO E A VOI ?

    “Per la matematica bisognerà ancora attendere”. “Il Napoli può ancora arrivare a 90 punti”.
    Sono settimane che sentiamo Allegri ripetere queste parole ai ragazzi per tenere alta l’attenzione, ma dopo la sconfitta dei campani ad Empoli le cose sono cambiate.
    I partenopei, vincendole tutte, al massimo potranno raggiungere quota 87 e ai bianconeri, considerati gli scontri diretti a favore (3 a 1 a Torino e 1 a 2 a Napoli), basterà quindi conquistare altre 2 vittorie avendo già 81 punti.
    Ma quando e contro chi la Juve potrà festeggiare la conquista dell’ottavo titolo consecutivo?

    L’ipotesi più semplice, e più accreditata, è quella che vedrebbe Chiellini & Co. vincere matematicamente il tricolore a Ferrara contro la Spal, alla 32esima giornata.
    Per far sì che i bianconeri possano avere la certezza matematica del titolo contro la Spal il prossimo 13 aprile devono prima battere il Milan nel prossimo turno e poi conquistare i 3 punti sul campo emiliano.

    Un’altra possibilità è rappresentata dall’eventualità di raggiungere quota 87 nel turno di Pasqua il 20 aprile, allo Stadium contro, udite udite, la Fiorentina.
    I bianconeri, vincendo contro i toscani, e non avendo conquistato 6 punti nelle due gare precedenti, potrebbero festeggiare dinnanzi a chi farebbe di tutto pur di non vederli celebrare titoli, come i tifosi viola.

    A pensarci bene, sembrerebbe quasi il massimo festeggiare lo scudetto in faccia ai viola di fronte al nostro pubblico, eppure c’è un’altra possibilità che sarebbe ancor di più appagante per noi e frustrante per chi ci guarda: trionfare in casa nero-azzurra.
    È infatti in programma il derby d’Italia alla 34esima giornata, precisamente una settimana dopo Juventus-Fiorentina.
    Non è un sogno, né un’utopia, ma è una possibilità nella malaugurata ipotesi in cui i bianconeri stecchino due partite tra Milan, Spal e Fiorentina.
    Se i campioni d’Italia non dovessero riuscire a raggiungere quota 87 nei 3 match che precedono inter-Juve, allora una vittoria (o un pari nel caso in cui la Juve arrivi all’incontro a quota 86) in casa dei più acerrimi nemici significherebbe scudetto nella tana degli eterni rivali.
    Sarebbe veramente un finale da Oscar.

    In un campionato dominato dall’inizio alla fine, sono proprio queste date magnetiche a rendere ancor più speciale questo titolo mai realmente in discussione.
    Tra le seguenti possibilità quale ritenete la più goduriosa?
    La gioia di festeggiare uno scudetto già alla 32esima giornata ancor prima del ritorno con l’Ajax? L’eventualità di farlo all’Allianz davanti a tutti noi contro i viola che ancora pensano al 4-2 griffato Giuseppe Rossi? Oppure diventare campioni d’Italia nel covo degli eterni rivali sempre più vicini a Beautiful che ad una squadra di vertice?

    Giacomo Nannetti

    • Conquistare i punti che mancano dopo Milan e Spal contro la Fiorentina e l’inter, festeggiando l’8° scudetto consecutivo e il n°37 della serie in faccia a chi ha scippato alla Juve quello del 2006.

    • andrea (the original)

      Nessuna perché festeggiare una cosa così scontata come lo scudetto di quest’anno proprio non mi stimola.
      Direi quindi che, per questioni di comodità e visto che la Juve se ha appena voglia passeggia contro chiunque in campionato, di lasciar stare le partite a cavallo dell’unica competizione seria e, in caso di auspicabile passaggio con l’Ajax, di sbrigare la formalità nel lasso di tempo che la supererebbe dalla semifinale.
      Anche perché non conosco il calendario del Napoli ma vista la sua mediocrità può anche essere che lo si vinca in poltrona.

    • Io eviterei volentieri feste e distrazioni tra andata e ritorno con gli olandesi.

    • Concordo: per un campionato vinto ad Agosto, i festeggiamenti sono stati ampiamente diluiti in questi mesi … ora attendiamo solo lo scontato soccorso della matematica.
      Mi limiterei solo ad un chinotto ghiacciato nello spogliatoio, perché il traguardo competitivo vero è un altro.

    • Il prima possibile Max. E poi festeggiare alla grande in ogni partita rimasta. Carpe diem. Si dice così? In passato x aspettare il pezzo di latta non hanno festeggiato a dovere lo scudetto, che tra l’altro ci porterebbe ad essere i MIGLIORI dei MIGLIORI. Poi se arriva anche il pezzo di latta bene. Ma già così è l’ennesima stagione stratosferica.

  20. Molto interessante il criterio del collaboratore presente a Cagliari.
    Quindi Kean, che normalmente festeggia il gol ballando, questa volta avrebbe deciso di andare sotto la curva avversaria mettendosi come il Cristo redentore giusto per vedere l’effetto che fa.
    É cosi tutti quei poveri padri di famiglia presenti in curva a concedersi un’oretta di sana distrazione dopo una dura settimana di lavoro si sono ritrovati davanti la figura minacciosa dell’uomo nero con le braccia aperte.
    Essendo i malcapitati ultras solo una cinquantina, presi da sgomento hanno iniziato ad emettere l’allarmato verso tipico del primate di fronte all’imminete pericolo.
    Fortunatamente tutto chiarito grazie all’attento ispettore. Non erano insulti, ma ululati di legittima difesa rispetto ad una grave minaccia.
    In fondo é andata bene anche al ragazzino, l’incoscente ha osato presentarsi con fare minaccioso davanti alla curva rossoblu, fortunatamente é stato salvato dal prode Bonucci, perché forse con le nuove norme sulla legittima difesa quelli del Cagliari avrebbero potuto anche abbatterlo giustificatamente.
    Tutto é bene quel che finisce bene.

  21. Barone,kris
    A me sinceramente, preoccupa che il ragazzo venga educato a certe cose e che l’evoluzione sportiva e mentale dello stesso vengano tutelate e formate. Mi pare che alla Juve lo stiano facendo tutti.

    Il resto che riguarda la procura,le esternazioni varie ecc ecc sono solo espedienti di disturbo e di avversione come tutte le cose che si rivolgono alla Juventus. Bonucci ed il suo 50% puo’ anche servire a far capire al giovane molte cose.
    Purtroppo, visto l’andazzo dovra’ anche abituarsi ai cori razzisti, ci sono,ovunque.fanno parte della deriva che stiamo percorrendo socialmente,in un paese perso fra morali fatte solo elettoralmente e mancanza di qualunque tipo di tolleranza per le differenze o minoranze, sia di pelle che sessuali.
    Un salto indietro.

    • Tranfaglia,
      Una visione realista e purtroppo rassegnata la tua. Comprendo la tua posizione e non posso darti torto.
      Tuttavia dobbiamo ammettere che é veramente triste dover spiegare ad un giovane sportivo che dovrá abituarsi all’insulto sistematico, sia razzista o meno. Se il ragazzo ha sentito di protestare cosi, in maniera peraltro civile, non é giusto condannarlo pubblicamente tacciandolo di provocatore. É il mondo alla rovescia.
      Poi é ovvio che il senso pratico suggerisce di consigliare al ragazzo di evitare di ficcarsi in situazioni del genere. Anch’io spiego a mio figlio che é sempre meglio evitare certe situazioni, si abbia o no la ragione. Ma sono questioni che vanno affrontate con certo tatto con i giovani, non certo facendo dichiarazioni frettolose ai microfoni scaricando la metá della colpa sul ragazzo.
      Kean come tutti i giovani va aiutato a crescere, ma anche nel pubblico del calcio é necessaria una maggiore educazione e rispetto e non si otterrá di certo giustificando sempre i tifosi e chiudendo occhi e orecchie. Non mi riferisco a te ovviamente ma a tante cavolate che si sentono… erano solo 50, sono stati provocati, il calcio é cosi e piace cosi, i giocatori sono ricchi e quindi devono sopportare ecc…
      Probabilmente é pura utopia ma a me piacerebbe che lo stadio, pur mantenendosi come luogo dove vivere liberamente le propie passioni, non fosse uno spazio dove poter sfogare i propi istinti ancestrali senza nessun limite. Mi disturba l’idea che in quell’ambito non si possa progredire dal punto di vista del rispetto.
      Ieri un utente faceva riferimento al saggio di Desmond Morris sostenendo che il calcio ci piace cosi, becero e volgare. E c’é un fondo di veritá in questo, ma perché siamo cresciuti percependolo cosi. Quando fu scritto il saggio potevi anche fumarti una sigaretta nel corridoio di un ospedale o una scuola senza porti nessun problema morale. Che ci sia del “selvaggio” intorno al calcio é un dato di fatto, ma non vuol dire che si debba giustificare rinunciando a priori ad una crescita dal punto di vista dell’educazione e del rispetto delle persone.
      Il calcio é uno dei pochi ambiti, forse l’unico, in cui un professionista che svolge il propio lavoro puó essere sommerso di offese ed insulti da una moltitudine e senza neanche potersi permettere di mostrare disappunto.
      Hai ragione, un salto indietro, forse due…
      Scusa lo sfogo e la lenzuolata 🙂
      Ciao

      • E’ sempre, sempre una questione educativa, Chris.
        Nella Premier gli stadi sono dei salotti -anche per questo possono vendere il loro calcio in tutto il mondo-, e le teste calde e i cretini sono stati allontanati con le buone o con le cattive. Da noi non si può perché siamo un popolo di beoti che si credono furbi.

        • Ecco, bravo Luigi, ho evitato paragoni per non dare l’idea di esterofilo ma è la realtà. Siamo indietro da questo punto di vista per essere un Paese avanzato. Invece che lavorare sull’educazione ci concentriamo sulle cazzate mandando in giro ispettori come quello di Cagliari che se non fosse stato per il gesto di Kean non si sarebbe neanche accorto degli insulti. I telecronisti di ESPN avevano sottolineato gli ululati ben prima del gol. L’ispettore forse era impegnato anche lui a fare i cori e poi ha dovuto scrivere una relazione in fretta e furia chiedendo agli ultras del Cagliari cosa fosse successo…

  22. Gioele,

    sulla difesa a 3 resto refrattario.

    Sinceramente non la capisco, in pratica gioco a 5 in difesa, ma ho visto sulle fasce dei centrocampisti ma sempre dei fluidificanti. Quindi obbligo i giocatori di fascia a coprire tutto il campo, a difendere ed a crossare.

    Per Farla breve, con il 442 con i terzini di ruolo ed i centrocampisti di ruolo, ottengo lo stesso risultato, e posso schierare un centrocampista in più. Le ali inoltre formano un triangolo con i terzini ed i mediani, in grado di dare punti di riferimento in avanti ai difensori in fase di uscita. Punti di riferimento che nel 352 non ci sono.

    Detto questo stiamo parlando di numeretti sulla lavagna.

    Resto sulla considerazione iniziale, con la difesa a 3 hai un difensore in più ed un centrocampista in meno, cosa dannosa per la manovra soprattutto se l’avversario gioca con una sola punta.

    Ciao

    • Premesso che non esiste un “sistema” che permetta di giocare meglio o di vincere le partite per il solo posizionamento dei giocatori in campo, credo che qualsiasi modulo vada interpretato anche in rapporto ai punti di forza degli avversari. In linea teorica i vantaggi del 3.5.2 sono quelli di poter disporre di 3 mediani di cc a sostegno delle punte e creare superiorità numerica in mezzo al campo grazie al supporto costante dei 2 esterni. Rispetto al 4.4.2 mancano le sovrapposizioni sulle fasce avendo un solo giocatore per parte sulle corsie laterali, 3 centrali difensivi invece che dotati di buona rapidità nell’accorciare, forti in elevazione e nei duelli individuali, come quelli che ha avuto la Juve con la BBC. In mediana oltre alle 2 mezzeali c’è bisogno di un 3° come vertice basso che abbia dinamismo, senso tattico e della posizione, caratteristiche che Allegri sembra aver trovato in Emre Can, equilibratore di un modulo che sfruttando tutta la qualità di cui la rosa dispone, in certe partite può rendere più brillante e propositivo il gioco della Juve sopratutto in Champions.

  23. Gioele
    Festeggiarlo nell’occasione che dici sarebbe piu’ che bello IMPAGABILE!!

    • Tino, qualcosa bisognava trovare per tirare su il morale di annoiati e quasi seccati dal dover festeggiare l’ennesimo trionfo di una Juve leggendaria 😉

  24. LUIGI E ANDREA

    No scusate, ma io non vi riconosco più…o forse non vi ho mai conosciuto a fondo.
    E sapete benissimo a cosa mi riferisco.
    Saluti un po’ dispiaciuti.

    • Max, ti prometto che per il decimo consecutivo ci faremo un birra ! :mrgreen:

      • E poi dici che Moralia non aveva ragione.

        • andrea (the original)

          No di quel post abbiamo già parlato.
          Non festeggio perché come sai quello di quest’anno lo trovo una mera formalità e le formalità si adempiono.
          Il titolo si incassa, fa statistica, va bene così ma finisce lì.

  25. @kris
    Ti sottoscrivo in pieno. Sottolineo un giocatore di 19 anni si trova,in quanto tale,a solleciazioni diverse, se non vogliamo dire peggiori, di un ragazzo normale. Magari in vista di soldi e fama, ma sicuramente piu’ grandi di lui. Qui interviene la societa’ cercando di tutelarlo.ma il grosso,per difendersi dal calcio becero,deve farlo lui poco a poco.

    Troppi soldi che girano,e non sono il mezzo piu’ idoneo ad arginare la mancanza di valori e nemmeno la volgare aggressivita’, l’immorale senso comune, che occupa gli spalti.

    • Tino
      Bonucci non può decidere la colpa al 50% .
      La prossima volta se si facesse, al riguardo, una saccocciata di cazzi suoi è meglio.
      Ciao.

      • Max
        Non e’ nel nostro stile andare sotto la curva avversaria dopo aver segnato.
        Cosa non grave, ma da evitare per diversi motivi. Questo non giustifica I buuu nei confronti del ragazzo,comunque, razzisti.
        In ogni caso,grave o non grave,la si fa lunga…
        Se poi mi dici che per I “gesti” anche Bonucci non e’ immune,ti do ragione.

        • Bonucci, come si dice in questi casi, da quale pulpito arriva il sermone, l’anno scorso allo Stadium dopo aver segnato il gol del pareggio con la maglia del Milan, ha esultato e invitato i tifosi juventini a sciacquarsi la bocca.

    • Esatto, è un cammino molto difficile. Kean deve ritenersi fortunato perchè sta crescendo in un club che peesta molta attenzione a questi aspetti. Ma poi, come giustamente dici, dovrà essere lui a saper approfittare degli insegnamenti per potersi gestire in quest’ambiente. Concordo anche sui troppi soldi, rischi di ritrovarti in balia delle onde e non riuscire più a mantenere la rotta. Succede anche in ambiti come la musica, il cinema ecc. Dove spesso ancora imberbe puoi essere travolto dal successo e non riuscire a gestirlo.

  26. Non siamo mai stati un Paese razzista ma ne parliamo come se lo fossimo. L’odio sportivo verso i colori delle maglie spinge gli ignoranti a trovare epitaffi o gesti che possano offendere, ma più per frustrazione che per odio verso uno più o meno abbronzato.
    Ció non toglie che queste manifestazioni incivili devono essere punite in qualche modo. Bene dice Allegri che molto sinteticamente spedirebbe fuori dagli stadi a vita chi viene colto dalle telecamere a gridare o fare gesti poco gradevoli.
    Difendere o colpevolizzare Bonucci o la provocazione, anzi la non provocazione di kean mi sembra più in esercizio psico -sociologico per non arrivare a nessun tipo di conclusione. Il bullismo che da adulti si chiama in diversi altri modi va punito con pene esemplari e meno se ne parla meno avrà modo di poter essere difeso da qualsiasi tipo di avvocato ( che puó essere qualsiasi intellettualoide) in cerca di notorietà .

    • Troppo semplice Anto’
      Kean e’ un ragazzo e non certamente un provocatore. Per questo bisogna dirle cosa deve evitare per non essere preso di mira, non per fare un inutile esercizio sociologico come dici.

      I cori saranno pure di frustazione ma fare il verso di una scimmia ad un uomo nero rientra certamente in una offesa di stampo razzista che deve essere stigmatizzata. Non e’ che si possano fare (ora ci vuole) sedute psichiatriche quando partono insulti del genere.
      Ciao Anto’

    • Non è questione di essere un Paese razzista, ma di maleducazione e stupidità. Se l’avversario è nero gli faccio la scimmia perché so che lo offenderà fortemente. Anche se poi c’ho in squadra 5 o 6 giocatori di colore per i quali faccio il tifo. Se l’avversario è bianco allora gli offendo la moglie o la mamma morta e così via.
      Ma, come dice Tranfaglia, se ad uno di colore gli fai la scimmia, lui lo percepisce come offesa razzista indipendentemente che tu lo sia o no.

      • X Tranfaglia e kris
        Guardate che la penso alka stessa identica maniera e dico quanto avete detto voi👌
        Il mio era più un invito alle istituzioni affinché si muovessero e come ha ribadito Allegri che inizi a fare fuori questa gentaglia che frequenta gli stadi. Ad un gruppo di amici ero stato il primo poi a dire che quel tipo di esultare di Kean è stata, per quanto potesse essere definita inoffensiva, giustamente criticabile perché di fronte al pubblico avversario, e che Bonucci e poi pure Allegri bene avessero fatto a tirare le orecchie a Kean anche per farlo crescere. Purtroppo in Italia, e qui era rivolta la mia osservazione, si fa presto a ribaltare la frittata per colpevolizzare gli innocenti e rendere Santi i delinquenti. Non dimentichiamo che c’è molta gente che ancora vota e vorrebbe Berlusconi come proprio capo, ma forse questa me la potevo pure risparmiare😉. È uscita di pancia, lasciamela passare Ben.Ciao

    • Antony,

      ti capisco e concordo in pieno.

      Non siamo un paese razzista, lo si vede nella normale quotidianità.

      Diciamo che ce lo vogliono far credere, un po’ perché gli argomenti elettorali scarseggiano, è difficile parlare di stipendi se poi chi ti finanzia è confindustria.
      Ed un po’ perché, per un giornalista è più facile fare fumo su un probabile razzismo, piuttosto che dire che Maran ha messo male la difesa del Cagliari in campo, in questo caso infatti magari il Maran l’intervista non te la rilascia più e tu non sai cosa pubblicare e non prendi lo stipendio.

      Ed allora il razzismo vero o presunto casca a “fagiuolo”.

      Poi sai meglio tu di me come funziona, vai su internet e per ogni fatto a favore ne trovi uno a sfavore, la polemica monta ed anno ragione tutti.

      Sai cosa ti dico, lo hanno insultato tutta la partita facendogli il gesto della scimmia, il gesto più brutto per un nero, gli ha fatto il gol in faccia, è stato educatissimo, io avrei fatto di peggio, Ronaldo insegna…

      Ciao. Luca

  27. LE COSE CHE NON MI SOGNEREI MAI DI DIRE

    Luigi e Andrea
    Non ho chiesto ai giocatori quando festeggiare…voi mi avete risposto come quelli che non godono per non fare un piccolo passo indietro.

    Giusto giusto, quasi alla stessa giornata del girone di andata avevate scritto questo, vi prego di riconoscervi:
    Caro Andrea,
    di solito sei superprudente, ora invece tagli fuori il Napoli dalla lotta scudetto il 2 novembre. Facciamo le corna.
    Francamente vedendolo giocare, a me fa paura eccome.
    Perché hanno -a differenza nostra- una condizione atletica invidiabile.
    E Ancelotti -a differenza di Sarri- sta facendo girare quasi tutta La Rosa.
    In parole povere questo Napoli è per me l’unico antagonista della Juve quest’anno.

    Ciao.

    Hai ragione Luigi, non si dovrebbe dire, però quest’anno proprio non me la sento, visto il divario.
    Poi è chiaro che se la Juve si addormenta tutto può essere ma in un’analisi non possiamo considerare il sonno, perchè non prevedibile.
    Dunque è vero, il Napoli gioca bene, il lavoro di Sarri d’altronde è stato di portata epocale, migliorando giocatori che, a parte 2 o 3, sono mediocri. Hanno in più Ruiz che mi sembra un bel giocatore.
    Ma sin qui appena il livello si è alzato, il Napoli ha perso punti (Juve-Roma-Samp) e una stagione da 91 punti senza Sarri non la vedo ripetibile. Lo scorso anno, persero in casa con noi ed erano ancora avanti di 1 punto, ce lo ricordiamo.
    E poi questa cosa di ruotare boh: Sarri Milik non lo ha quasi mai potuto avere, a centrocampo, Ruiz non c’era, a centrocampo Zielinski entrava nelle rotazioni. Per il resto mi sembrano quelli, qualcuno ha giocato di più ma quanto di più? Maksimovic in coppa sicuramente.

    Boh, io rivali non ne vedo, sicuramente l’inter è più forte del Napoli ma limitata anch’essa.
    Vediamo

    Allora, mi sembra che Andrea sia rimasto fermo sulle sue idee fermo restando perché non c’è più Sarri, però mette l’inter avanti al Napoli.

    È anche vero che il campionato non è finito, vedremo chi dei due, Andrea e Luigi, vincerà.

    Sicuramente Luigi con la Juve non ci ha preso.
    Buona serata.

    • Barone,
      Non andare appresso a Luigi, ha già preparato la festa scudetto e non si farà mancare nulla. Ho saputo che, oltre al chinotto che scorrerà a fiumi, è riuscito ad ottenere a metà prezzo i mortaretti che i napoletani non hanno potuto sparare a Borgo Tre Case dopo la partita con l’atletico. 😂

      • Kris
        I botti che non hanno sparato a BOSCO TRE CASE ce li ha tutti Luigi…pronti per i festeggiamenti post Ajax.
        Capisciammè !

    • Belle queste ripescate, fanno intuire il gioco leggero delle parti … perché è evidente che con Andrea eravamo sull’altalena …
      Certo che già a Novembre dichiarare morto un campionato è un po’ spoetizzante. Anche se togliere Sarri al Napoli e mettere un Cristiano Ronaldo nella Juve non faceva presagire niente di buono per i napolisti.
      Però un’altra cosa la ricordo bene: non ho mai considerato in corsa l’Inter, anche se lui la riteneva almeno superiore al Napoli.

      Certo, Chris, il chinotto è sicuro, almeno quello non me lo farò mancare😉.
      Per i botti invece credo che ne farò a meno. Ci sono già tanti che ne sparano a iosa.

      • Non girare a tuo comodo…sta tutto scritto sopra.
        Caro Luigi cerca di ragionare un attimo e non arrampicarti sugli specchi.

      • Boh, non capisco dove mi dovrei arrampicare Baro’ …
        Ho appunto commentato lo scritto in cui il 2 novembre (capisciamme’), il 2 novembre invitavo Andrea a non dare per morto il campionato.
        Ma non consideravo certo il Napoli un avversario insormontabile per una Juve rafforzatasi con Cancelo, Emre Can e soprattutto con uno dei due migliori giocatori al mondo … un certo Cr7.

        Il campionato era in cassaforte ad Agosto Baro’: fattene una ragione 😃

    • andrea (the original)

      Appunto Max, lo dicevo a Novembre con distacco minimo, figurati oggi.

  28. L’Atalanta sta asfaltando il Bologna 3 gol in fotocopia nei primi 8 minuti.

  29. 4° gol di Zapata al 15′ se continuano così finisce 24 a 0.

  30. Atalanta al 30′, 4-0 sul Bologna …
    Ah, quel Gasperini da arancia sanguigna del calcio !!!

    Azzz … ora però mi pare stia dicendo calma 😅

    • E te credo dopo 5 di fila che dovrebbe dire : infierite ?
      Ihihihih

    • Bravo, Baro”, almeno tu hai notato che ho scritto Calma con la C.
      Qualcuno invece si sogna Allegri anche di notte.
      Che strazio.

    • Certo come no, chissà allora, caro eco-troll, come avrà fatto Barone a “svaligiarti la cassaforte” in 4 minuti.

  31. Barone,
    inutile provare a dialogare con chi viene qui solo per perculare Allegri. Ho appena scritto che l’Atalanta ha fatto 4 gol al Bologna e l’eco-troll ha replicato la notizia solo per scimmiottare Allegri per l’ennesima volta.

    • Halma George. Ti capisco e ti dico di non accettare provocazioni🤨😉.

    • Non ho scimmiottato un cazzo, stupido.
      Semplicemente non erano comparsi i tuoi aggiornamenti.
      Stai al tuo posto se ci riesci.

      Anto’ vattene a dormire invece di fare l’avvocato delle cause perse.

    • Certo come no, chissà allora, caro eco-troll, come avrà fatto Barone a “svaligiarti la cassaforte” in 4 minuti.

  32. BONUCCI KEAN…E

    di Sandro Scarpa

    Sulla vicenda degli uh uh razzisti in Cagliari-Juventus a Kean, della sua (composta) esultanza e delle frasi”paternalistiche” di Bonucci, sbagliate concettualmente e mediaticamente, ci siamo espressi ampiamente ieri, in modo netto e senza equivoci, ambiguità e attenuanti.

    Ciò che merita un’ulteriore riflessione, amara, è quanto accaduto dopo l’evento.

    La narrazione della vicenda è entrata in un vertiginoso processo mediatico con una viralità e velocità pazzesca e, la gigantesca differenza tra Europa ed Italia in termini di approccio culturale e sensibilità, ha comportato due esiti estremi:

    – in Europa la sintesi è stata: “Bonucci razzista o, al più, complice di apologia“.
    – in Italia l’esito è stato: “Kean provocatore come Balotelli, razzismo inesistente”.

    Le frasi di Bonucci hanno seguito il solco dell’ovvia sensibilità nel resto del mondo sul tema.
    Spolpate da qualsiasi finalità paternalistica e levigate fino a diventare: APOLOGIA DI RAZZISMO.

    La stampa inglese ed europea ha sminuzzato il discorso soffermandosi ovviamente sulla frase più “notiziabile”, in quanto scandalosa: “Gli uh uh razzisti? Colpa al 50% di Kean”.

    Sterling e Balotelli (vittime di svariati casi analoghi), Depay, Collymore (opinionista ex-calciatore), il Borussia Dortmund, non erano tenuti a dare attenuanti a Bonucci, ma solo a condannare l’esito mediatico delle sue frasi: “Gli uh uh? Colpa di Kean”.

    Esemplare il passaggio dalle frasi di Bonucci a quelle di Thuram, attivo da anni nella lotta al razzismo:
    Bonucci: Reazione tifosi colpa dell’esultanza di Kean? Diciamo che lui deve evitare: 50-50
    Stampa: Bonucci, “gli uh uh? Colpa di Kean!”
    Thuram: Bonucci sbaglia, non poteva pensare che Kean si piegasse e non esultasse.
    Stampa: Thuram, “Bonucci vorrebbe che i neri si piegassero!”

    Bonucci ha precisato con un post di essere totalmente contro il razzismo in ogni sua forma, ma un personaggio pubblico si costruisce anche di frasi e comportamenti pubblici. Quindi Leo passa da “fratello maggiore” che dice una sciocchezza a icona razzista.
    E’ la stampa, bellezza.

    Ovviamente in Europa se ne sbattono dei tifosi del Cagliari, delle frasi ben più ignobili di Giulini e si concentrano sul giocatore famoso, sul (presunto) capitano del giovane Kean. Ci sta.

    Al contrario, in una contrapposizione da brividi, in Italia parte un’operazione totalmente opposta, seguendo anche in questo caso un solco consueto: il giovane Kean vittima di razzismo? Buona parte del tifo allo stadio del Cagliari razzista? Giulini copre i suoi tifosi razzisti? La Juve vittima?

    Naaa, niente di tutto questo: nessun razzismo, nessuna Juve vittima, nessun giovane italiano esemplare, è meglio confezionare una verità consueta, comprensibile: Kean ha provocato, come Balotelli.

    Fin da subito su Sky (Adani a parte) c’è freddezza: “poche decine di tifosi…solo dopo l’esultanza…“, sui social i maestri del pensiero giornalistico calcistico muti, non come dopo inter-Napoli.

    Il giorno dopo per CorSport è “Bufera: Kean e l’esultanza provocatoria“, per CorSera è “L’esultanza dello scandalo!“, per Il Tempo: “Fate ragionare Kean se no fa la fine di Balotelli“.

    Giulini è scomparso, la condanna ai cori razzisti (sesto episodio a Cagliari in 9 anni) è inesistente.

    Oggi in un delirante editoriale, il saggio Italo Cucci parla di “confronto di stupidità (tra Kean e i tifosi)“, “il razzismo non c’è, evocato dai soliti disfattisti“, il suo direttore Zazzaroni scrive “Kean controlli le sue maniere“.

    Negazionismo allucinante (da chi aveva fatto della lotta al razzismo un tema topico dopo Inter-Napoli con la proposta della fascia ai giocatori neri), e morale al bad boy, grazie alla complicità (involontaria) delle frasi di Bonucci e Allegri.

    Infine arriva la FIGC e la giustizia sportiva guidata dal quel Pecoraro che solo qualche mese fa invocava a gran voce sospensione delle gare, chiusure di curve e stadi e ora invece, per conto di un ispettore. riporta: “solo 40-50 tifosi a fare cori razzisti e solo dopo l’esultanza provocatoria di Kean”.

    In Cagliari-Juve i mostri sono quei tifosi che hanno ululato dal primo minuto, insultato Kean, Matuidi e Alex Sandro, sputato addosso ad un 19enne che esultava pacificamente; da condannare in modo netto è Giulini che nega l’evidenza e parla di “moralismi”.

    Al contrario, sulle prime pagine di tutte Europa è stato sbattuto il “razzista” Bonucci e sulle prime pagine di tutta Italia è stato sbattuto il “maleducato provocatore” Kean.

    Buona serata.

    • Vedi perché dico che doveva tenersi il colluttorio in bocca quello lì?
      La paternale si fa in privato. Andare ai microfoni in questi casi è come essere indagato, “ha diritto di non rispondere e qualsiasi cosa dica potrà essere usata contro di lei” e se non sei furbo quanto meno parli meglio è.
      Comunque alcuni titoli veramente squallidi. Zazzaroni concorre all’Oscar.

      • È quello che dico anche io su Bonucci…ma da subito, appena ho sentito l’intervista in diretta sky mi ha smosso il nervoso.
        Buonanotte

  33. Gioele,

    “credo che qualsiasi modulo vada interpretato anche in rapporto ai punti di forza degli avversari”.

    Ecco il punto che ci trova in disaccordo e che critico su Allegri e tutto sommato sul calcio italiano in genere.

    Lo cambierei in:

    “credo che qualsiasi modulo vada interpretato anche in rapporto ai punti di forza della propria rosa”

    Se io oggi giocassi con il 352 avrei questa formazione.

    Szczesny
    Caceres Bonucci Chiellini
    Cancelo Pjanic EmreCan Matuidi AlexSandro
    CR7 Mandzukic

    E mi priverei sostanzialmente di
    Dybala, Bernardeschi, Duglas Costa, Kean, Cuadrado

    Quindi alla fine perderei sostanzialmente di qualità.

    Qualità che invece potrei aumentare nel nostro caso con il 4231 ad esempio.

    Szcesny
    Cancelo Bonucci Chiellini AlexSandro
    Pjanic EmreCan
    DouglasCosta Dybala CR7
    Mandzukic

    Ecco che i “talentuosi” rimasti fuori sarebbero
    Bernardeschi Cuadrado Kean, talentuosi che rientrerebbero tranquillamente nel turnover, e nel caso di Cuadrado neanche molto vista la corsa e l’equilibrio che riesce a dare.

    Un bel Miglioramento tecnico.

    • PS.
      Questo solo per chiarire il mio personale punto di vista.

    • Luca

      Credo che le 2 affermazioni non siano in antitesi, in entrambe la congiunzione “anche” non esclude l’una o l’altra ipotesi. Fra l’altro non è raro assistere a variazioni del modulo a partita in corso e sotto questo aspetto c’è da dire che la maggior qualità dei cambi della Juve rispetto a quella delle altre italiane ha spesso un peso determinante sul risultato finale, che per evidenti motivi (superfluo ricordarli) è quello che conta più. Il problema dunque per Allergri non è il numero dei talenti che restano fuori in relazione al modulo che decide di adottare, ma (soprattutto in Champions) mettere in campo una formazione che possa sfruttare tutta la qualità a disposizione senza trascurare i punti di forza degli avversari.

  34. Barone,

    penso che dall’annuncio di Ronaldo, all’arrivo di Ancelotti al Napoli, si sapeva già come sarebbe finito questo campionato.
    Al massimo si poteva sperare nella bomba atomica a Torino ma non c’è stata.

    La Juve più o meno sul percorso dello scorso campionato, ma il Napoli….

    Ancelotti ci è stato venduto come il miglior allenatore del mondo, un top, quello che avrebbe azzerato il divario.
    E giù con le fanfare, sul turn over e sulla valorizzazione della rosa, sul calcio più di gestione, sulla ricerca di tutti gli obbiettivi.

    Me Cojoni….

    -18 dalla prima, una decina di punti in meno rispetto al Napoli di Sarri, con gli stessi calciatori!

    Non ce che dire, ben tornato Carletto!

    • È quello che sto cercando di far capire al Barone che invece va rovistando negli archivi come un ossesso …
      Con la Juve che ha fatto un mercato sontuoso e il Napoli che ha dato il benservito a Sarri, ci voleva una scienziato per assegnare lo scudetto ?

      Proprio per fare polemiche sul ridicolo siamo costretti a parlare di queste cose !

  35. Per concludere la settimana, alcune “riflessioni” di Andrea Bosco.

    Che chiaramente condivido, se non non le posterei 😆 😆 😆

    ” Kean è acerbo e va “gestito“?. Viva gli “acerbi“ che hanno tre occasioni da gol e ne mettono a segno a una. Non mi dilungo. Kean sa fare quello che ad un attaccante si chiede: i gol. Il resto sono chiacchiere. Non posso sentire Allegri che bacchetta Kean perché contro l’Udinese ha fatto “un colpo di tacco“ . Mi ha scritto l’amico Edward Coffrini dell’Orto, storico “gobbo “, oltre che il maggior esperto europeo di James Bond: “Con Allegri, uno come Omar Sivori sarebbe stato in panca a vita“. Il calcio è bello perché c’è gente che riesce a fare con i piedi cose che la maggior parte della gente non riuscirebbe a fare con le mani. A Max Allegri consiglio il bel libro nella Piccola Biblioteca Adelphi di Vladimir Dimitrijevic . Si intitola “La vita è un pallone rotondo“. Si legge in due ore. A pag 113, capitolo “E’ nata stella“, l’autore narra di un ragazzino visto al campetto E scrive: “Ed ecco che sotto ai nostri occhi accade un miracolo: ci sfida, ci provoca, gioca come un gattino che stuzzica la palla, evidentemente felice. E noi, attoniti e stupefatti, scoprimmo colui che sarebbe diventato il grande Dragolsav Sekularac“ .

    Viva la fantasia, viva la gioia, viva la bulimia che Kean mette nella ricerca del gol. Io stimo Allegri ma sono stupefatto per le sue parole. I giovani vanno gestiti, ma gli si deve anche lasciare la possibilità di divertirsi e di sbagliare: di azzardare. Troppi sono stati i talenti “bruciati“ dal fondamentalismo di questo o quel guru. Trasformati in impiegati del pallone. Viva la fantasia, viva la ginga di Pelè, viva le giocate impossibili di Garrincha, Sivori e Maradona. ”

    E viva il calcio aggiungo io.

    Un saluto a tutti. Luca

    • Sivori sarebbe stato in panca a vita?” Al suo tempo era uno dei + forti, così come oggi CR7. Infatti Cristiano…che Allegri possa non piacere ci sta, ma x favore non scriviamo ca..ate del genere. Mah!

    • Infatti la bacchettata per il colpo di tacco se la poteva pure risparmiare Allegri… non l’ha fatto pure lui con l’Atletico? :mrgreen:

    • Allegri avrebbe imposto a Sivori (che sarebbe finito in panca) il lavoro di raccordo che ora pretende da Dybala.
      Sicuro come la morte !
      Perché come la Joya non avrebbe (a suo dire) il fisico per fare il centravanti. Dura lex sed lex.

  36. LA VITA È BELLA
    di Gianluca Garro

    “Non pretenderà ora che ha scritto un libro che noi gli crediamo?”
    E giù risate dandosi di gomito.
    “Noi non ci facciamo prendere in giro da lui, su”.
    La reazione della maggioranza dei tifosi juventini alle considerazioni che Allegri propina ai giornalisti in conferenza stampa e che ora potranno trovare nel libro in uscita il 19 aprile per Sperling & Kupfer, sarà entusiasta.
    Il problema è che invece ce ne sono tanti di tifosi che reagiscono come abbiamo accennato nelle prime righe di questo pezzo.
    Non ci credono. E’ un fenomeno da studiare il rapporto stranissimo tra Allegri e parte della tifoseria juventina e forse per questo ci vuole un altro libro.

    Però le considerazioni che oggi troviamo in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera a firma Paolo Tomaselli, che anticipa l’uscita ci aiutano a entrare nelle riflessione del livornese.

    Le domande del giornalista, e le risposte dell’allenatore, rivelano la struttura del libro.
    Un libro costruito a partire dalle convinzione filosofiche, organizzative, manageriali, tecniche e sportive del tecnico (per ora) 4 volte scudettato, secondo le sue “32 regole”. Considerazione e convinzioni che poi lo portano a allargare il discorso anche a ciò che succede quotidianamente nel centro sportivo della Continassa, o di ciò succede durante le tante gare di un’annata calcistica o di quel che succede nelle gare topiche di una carriera (vedi Cardiff).

    Il libro è una sorta di percorso, quasi un disegno a puntini rappresentati dalle sue tipiche frasi a effetto che rivelano un disegno.
    Una scelta comunicativamente interessante.

    Scopriamo innanzitutto la frase che il tecnico ha scelto come titolo del libro: “è molto semplice”. Il calcio in generale, con tutto il lavoro giornaliero che si porta dietro.
    Il concetto è ampio: nei suoi pensieri c’è il settore giovanile e le modalità in cui si insegna calcio ai ragazzi. Una modalità che critica spesso, appena può.
    Non si può pensare di rendere i ragazzi gli esecutori di un sistema di gioco, con idee tattiche precise fin da ragazzi, si deve farli “pensare” cioè devono imparare divertendosi, facendo spaziare la mente nella crescita della conoscenza tecnica ed esperienziale del calcio. Vincere una partita o un torneo giovanile serve a poco. Serve la crescita complessiva dei ragazzi. Per semplificare il concetto usiamo le sue parole sul sistema olandese: “un sistema che insegna ai ragazzi a giocare a calcio, che non li “meccanizza””.

    Ma Allegri non intende solo questo quando parla di semplicità: parla anche di moduli.
    E qui a essere evidenziato è il concetto della libertà.
    Libertà da schemi, concetti e filosofie che “costringono” a comportarsi in un certo modo durante lo sviluppo del gioco e delle partite.

    “I moduli non servono a niente. Contano i giocatori buoni” un’altra delle frasi “pietre miliari” del racconto di Allegri.
    E qui chi segue il tecnico e la Juve sa bene cosa intende.
    Che poi pensandoci bene, Allegri i moduli li segue eccome, eppure non ne è schiavo.
    Può cambiarli anche a partita in corso, come faceva Lippi.
    Più che altro il livornese cerca sempre di costruire una strategia “battaglia per battaglia”.
    Per una partita o per un grappolo di partite, partendo dalle analisi tecnico-tattiche che il gruppo di analisi guidato da Riccardo Scirea gli fornisce ogni settimana, lui e i suoi partono per trovare una chiave di volta che sorprenda, imbrigli e blocchi gli avversari e lasci possibilità di mettere in pratica idee efficaci in partita.

    Ancora altri mille spunti da una lettura che sarà molto interessante e piacevole: Allegri si definisce “allenatore aziendalista”.
    Un concetto che non può scaldare cuori romantici. Lui intende che l’allenatore è un membro della squadra dei top manager di un’azienda calcistica.
    Ed è così per come la pensa la Juve.
    Agnelli, Nedved, Paratici, Ricci, Re, Albanese, Allegri.
    Eccola la squadra Juve.
    Lui c’è nel senso che fa un programma, lo mette in pratica, e poi fa il bilancio. Romantico? No. Efficace? Per 4 anni, sì. Manca solo l’obiettivo Champions.
    Che però nel bilancio Juve (e di tutte le altre grandi squadre) è un “hors categorie”, fuori categoria: se viene molto meglio, se non viene conta come hai fatto quel cammino per arrivarci.

    Poi il suo rapporto con i giocatori all’insegna dell’ “empatia brutale” che farà discutere anche alla luce di rapporti tormentati come con Bonucci, Vidal, Dani Alves, Douglas Costa, Dybala, ecc.
    Per Allegri è giusto dare al giocatore “quello che gli serve, non quello che vuole”. Se non è saggezza questa.

    E poi il riferimento ad un’ altra grande caratteristica di Max: la pazienza, che lui dice di aver conquistato aspettando ed educando i suoi figli.

    In un ambiente fatto di tanti ragazzini isterici davanti a tastiere e telecomandi insegnare e diffondere tale arte è compito difficilissimo. Ma che a lui finora è riuscita. Desta qualche curiosità se sarà così anche per Kean.
    Sembra di sì, finora.

    Eppoi vere e proprie chicche, come l’analisi della sconfitta di Cardiff, quando i giocatori bianconeri erano troppo “focalizzati sulle certezze”, con una dose di ottimismo troppo alta. Forse foraggiata anche da stampa e ambiente.
    Ma andò proprio così, e la delusione all’intervallo di rendersi conto che le cose stavano diversamente hanno spezzato le gambe ai bianconeri.
    A seguito di queste considerazioni un riferimento interessantissimo all’Olanda di Cruyff che nella finale del Mondiale del ’74 “non ha saputo cogliere il momento dell’azzardo”, andando a buttare il cuore oltre l’ostacolo ma anzi facendo salire la Germania che se sbagli ti punisce.
    Infine ma tutti i concetti sono da approfondire nella lettura: il classico riferimento ai cavalli, sua grande passione che paragona spesso per analogie evidenti ai giocatori.

    Allegri aspira ad una carriera alla Ferguson? Gli chiede Tomaselli.
    La risposta è affermativa. E ci dà anche una notizia dicendo di sperare di poterlo fare per poter rimanere a lungo alla Juve e allora forse non è vero che le cose cambieranno così presto come molti pensano.

    Allegri è un manager, ma un manager che prende la vita in maniera leggera.
    Un ragazzo diventato uomo che ne ha vissute parecchie anche a livello personale. Uno che ha imparato il mestiere da un bravissimo mestierante come Galeone, e che ha portato quei concetti in cima all’Europa. Ma con leggerezza, a volte con “cazzeggio creativo” , perché è la sua cifra personale.
    Quasi una difesa per poter affrontare i marosi del mestiere.

    “Piaccia o non piaccia” come dice lui a volte, la professionalità, l’originalità di Allegri sono come un vestito che calza a pennello alla Juventus.
    Perché alla Juve si ragiona come ragiona Max.

    Buon pomeriggio.

    • Ma questo sGarro mica è ossessionato da Allegri ? No, perché il suo più che un argomento mi pare una fissa Ahahahahahah

    • Ps Aspe, “empatia brutale” non la segno tra gli ossimori perché potrebbe essere scopiazzata da qualche avvocaticchio in difesa del suo cliente stuprarore.
      “Il mio cliente non ha violentato la ragazza, la sua era solo empatia brutale”.
      Garro qui c’è uno sgarro ! 🤣

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