Top Planet ore 15 Cinzia e Ben tutti i Mercoledì in diretta.

Cinzia Luca Momblano e Ben in diretta oggi

  1. Insisto sul problema della mentalità:

    “Questi del Borussia Dortmund hanno buttato dentro Reyna, 17 anni, a bullizzare Verratti, con l’Ivan Drago norvegese che sta spiezzando in 2 tutte le difese a 19anni.
    Mentre a noi di convocare Fagioli (19anni, decantato da tutti) in prima squadra non ci passa nemmeno per l’ anticamera del cervello…”

    E stiamo parlando di ottavi di Champions, non del campionato danese !

  2. I NOSTRI GENI NEL PALLONE

    Sono bastate tre partite di numero per convincere il Borussia Dortmund.
    Centocinquantadue minuti per far sì che la dirigenza giallonera decidesse di esercitare l’opzione dil riscatto presente sul contratto di cessione in prestito e si assicurasse a titolo definitivo le prestazioni del centrocampista tedesco di origini turche.
    Emre Can ha convinto e ha convinto appieno.

    Arrivato dalla Juventus dopo una metà di stagione tribolata, cominciata con l’esclusione dalla lista Champions della Juventus e proseguita con le difficoltà di ambientamento con Maurizio Sarri. Poche chance di mettersi in mostra, sfruttate male.
    Ora, dopo un anno e mezzo in bianconero, ha trovato una società che crede fermamente in lui, con la quale ha firmato un contratto di quattro anni per tornare in quella Bundesliga dove ha già vestito le maglie di Bayern Monaco e Bayer Leverkusen prima dell’esperienza a Liverpool.
    E dopo tre partite (di cui una in cui è subentrato a 1′ dalla fine) e un gol, nessuno ha più dubbi su di lui, a Dortmund.

    Io mi auguro sempre che sia io a sbagliare.

    Buon pomeriggio

    • Max
      Fra Sarri e paratici sono una bella coppia. Un caos decisionale che imperversa da Luglio e alla fine riceveranno il conto.

      Il danno e’ stata la mancanza di Marotta che ha innescata questa deriva inarrestabile che rischia di inflienzare anche il prossimo anno. Siamo primi ok, ma mica abbiamo finito.

      Alla cena sono cominciati a volare i cavoli e state certi che non finisce qui.
      E’ evidente che nulla, nelle strategie, ha funzionato al momento. Per i miracoli c’e’ sempre tempo, speriamo di cavarcela.
      Aspettiamo, tanto che si fa?

      • andrea (the original)

        Su Marotta mi permisi di dire allora che fosse una perdita, perchè gente molto vicina alla Juve me ne aveva parlato, così come del rischio di potenziare Paratici.
        Ma che in mezzo al casino Emre Can diventi un giocatore decisivo, cosa che non è mai stato nemmeno a Liverpool, mi sembra eccessivo.

        • Ieri ero molto curioso di vedere proprio Can, quel nuovo paracarro che segna sempre di nome Haaland ed il PSG con i 3 delle meraviglie d’avanti oltre al “nostro” Verratti di cui ci dimentichiamo perché gioca nel campionato francese. Il Liverpool quest’anno lo vedo spesso su sky del Cholo e del suo Atletico ne ho le tasche piene e mi dispiace solo che questo non l’abbia ingaggiato l’Inter invece di Conte, perché quello sarebbe stato meglio in quell’ambiente suo naturale.
          Non so se pure tu hai visto quella partita Andrea, ma Can non mi sembrava lo stesso giocatore che abbiamo avuto modo di conoscere alla Juve. Hai ragione tu, non poteva diventare damblè un giocatore decisivo, ma ieri insieme a Witsel sembrava un mostro in mezzo al campo. Certo una rondine non fa primavera ma alla Juve una partita di quel genere non l’ha mai fatta. Il ragazzino paracarro invece, non ho ancora capito se è bravo o se stia passando un periodo alla Piatek ( quello che hanno appena sbolognato dal Milan) perché sembra re Mida, fa diventare oro/goal ogni palla che passa dalle sue parti.
          I 3 tenori del PSG Mbabbè Neymar e De Maria se non serviti bene qualche difficoltà la evidenziano e se è sotto tono il piccolo Italiano che deve ripiegare e difendere più che rifornire l’artiglieria pesante, la squadra ne risente.
          Un ultima nota a noi che critichiamo Sarri pure per alcune caratteristiche somatiche o di gusto, ma che impressione vi fa il tecnico del PSG? Ecco quella sarebbe una squadra che potrei allenare senza falsa modestia pure io e magari farei pure una figura migliore😂😂😂.
          Qualcuno potrebbe pure prendermi pure sul serio, si scherza un pó per evitare di prenderci sempre sul serio. Buon proseguimento con le partite di questa sera, dove mi auguro una bella Atalanta.

          • andrea (the original)

            Su Haaland anch’io non sono in grado di dire qualcosa di definitivo.
            Su Emre, il giocatore non uno di quelli decisivi, sicuramente in una squadra come il Dortmund si trova meglio ma è anche vero che il Dortmund fa un calcio diverso e all’interno ha minore concorrenza.
            Per quanto riguarda l’allenatore del PSG, sin qui hanno fatto fatica tutti ad allenare a Parigi, posso dirti però che Tuchel ha dato una identità a quel Dortmund che abbiamo apprezzato proprio contro il suo PSG.
            Ciao

      • Marotta a suo tempo non volle spendere 4 mln per Haaland….

  3. IL PINTURICCHIO

    Alessandro Del Piero è stato ospite a Sky Sport UK, occasione utile per essere interpellato sulla vicenda piuttosto importante che ha visto l’esclusione del Manchester City dalla Champions League per le prossime stagioni.
    Il problema principale è che il City non ha rispettato le regole del Fair Play Finanziario e per questo la UEFA ha dovuto agire in questo modo.
    L’ex leggenda bianconera però non si è espresso a riguardo, insomma non può giudicare da esterno, l’unica cosa da fare è seguire quello che sta succedendo, ma senza dubbio se uno sbaglia è inevitabile ritrovarsi con una punizione.

    Le parole di Del Piero su Calciopoli

    Del Piero poi si espresso anche su ciò che accadde in Italia nel famoso 2006 secondo Fcinternews, quando scoppiò il caso Calciopoli, una delle pagine più assurde della storia del calcio italiano e che Pinturicchio ha commentato con queste parole: “Quello che è successo in Italia è stato un po’ folle e insolito, strano anche da molti punti di vista.
    Ad un certo punto devi girare la pagina, di fronte a te hai delle sfide e devi affrontarle“.

    Parole abbastanza dure per la vicenda Calciopoli che evidentemente lo hanno segnato profondamente, proprio per la stranezza degli eventi e che ancora oggi sono poco chiari.
    Per molti juventini Calciopoli è stata una follia, ma sappiamo come quel periodo nero sia servito alla società per rifondarsi, per diventare quella grande potenza economica che è oggi, insomma non tutti i mali vengono per nuocere.

    Alla fine la Juventus è risorta dalle proprie ceneri, è riuscita a non mollare, a credere di poter diventare nuovamente una delle squadre più forti del mondo e ad oggi sembra essere proprio così. Del Piero decise di seguire la sua adorata Juve anche in Serie B, quando c’è amore e passione si può superare qualsiasi ostacolo.

    Il messaggio insomma che da’ ai calciatori del Manchester City è chiaro, non si abbandona la nave nel momento di maggiore difficoltà.

    Saluti

    • Eventi poco chiari come i passaporti falsi, i contatti con un arbitro in attività e la relazione Palazzi.
      Poi hanno anche il coraggio di scrivere che i tifosi juventini non rispettano le regole.

  4. L’ultima e chiudo:

    appena Haaland ci segnerà una doppietta, lo compreremo con 150 milioni !

    Scommettiamo !?😃

  5. Ultimissime:

    “si ferma Higuain !”

    Azzzz, e quando era partito ?🤣

  6. Mauro the Original

    Haaland fuoco di paglia. Fra due mesi si pentiranno di averlo preso.

  7. Atalanta-Valencia 2-0

    Primo tempo sontuoso dell’Atalanta.

    Ilicic: un fuoriclasse !

  8. Campionato italiano poco allenante…!!

    • Errore: l’Atalanta si allena da sola nel campionato italiano. Cioè gioca sempre così.

      • Giggggì (con 4 g)

        Non solo l’Atalanta… anche il Verona quest’anno gioca un calcio simile per intensità e movimenti…
        Ma il riferimento all’ “allenante” è dettato dal confronto che si è soliti fare con i campionati esteri per dequalificare il nostro orticello. E non parlo di “ritmo”, ma di valori e di risultati.
        Tre italiane agli ottavi, l’Atalanta che ha ipotecato addirittura i quarti… Mi pare che il contesto nostrano non sia poi così malaccio.

        • Michel (senza raddoppi🤣)

          Si parla, e si è parlato di ritardi strutturali e di mentalità del campionato italiano, che neanche un ottimista per mestiere come te può negare.
          Ben vengano queste eccezioni della provincia italiana, sempre ricca di idee ed entusiasmo.
          Ma che le cosiddette “grandi” squadre italiane, salvo la Juve, non se la stiano passando troppo bene è un fatto sotto gli occhi di tutti.

          Ciao.

          • @Giggì (con 2 sole g)

            I ritardi strutturali ci sono, la speranza è che influiscano in misura limitata sulle cose di campo.
            Se restiamo all’ambito della competitività, ce la stiamo giocando abbastanza bene. Lo stesso Napoli (certo non nella sua migliore stagione) è arrivato secondo in girone dietro al Liverpool ammazzatutti in Premier, ma avendo fatto 4 punti su 6 nello scontro diretto.
            L’Inter secondo me avrebbe la forza per arrivare sino in fondo in Europa League, a meno che Conte non decida di puntare tutto sul campionato.
            Non è questione di essere ottimisti “a prescindere”, come direbbe il tuo amico Gennaro… a volte semplicemente vediamo l’erba del vicino sempre più verde di quanto non sia in realtà.
            Ciao!

            • Sul discorso generale sono d’accordo dai…

              Anche se la metafora dell’erba mi pare abbastanza ruminata; da uno come te mi aspetto di più ahahahahahahah.

              Anche se è vero: uno vede un giovanottone di 19 anni, sgangherare le porte avversarie in Champions con 10 gol in sette partite … e subito lo vorrebbe paragonare nientepopodimenoche al nostro Higuain !
              Eccheccacchio, manca il senso della misura proprio …

    • Così dicono!

    • PS Ho capito l’ironia, ma infatti è una fesseria …

    • andrea (the original)

      Pier,
      Pure tu la butti sugli slogan?
      Sono 10 anni che il calcio italiano prende schiaffi, non avessero cambiato format forse oggi avremmo 2 squadre in Champions League, si gioca a un ritmo medio indecoroso.
      Se non sono dati di fatto questi e se portare 1/2 squadre ai quarti diventa un risultato da movimento top allora si può davvero dire tutto.

      • @Andrea,

        al di là degli slogan che fanno sorridere, mi pare di assistere ad un cambio di rotta, certo senza arrivare a parlare di “movimento top”. Come tutte le cose, anche il calcio è fatto di cicli.
        P.S.: se mi costringi, divulgherò pubblicamente come hai vinto quella scommessa di cui ti vanti…

        • andrea (the original)

          Non ancora, certo Atalanta e Verona sono realtà innovative, in generale qualcosina rispetto allo scorso anno e ai precedenti si vede però le partite le vediamo entrambi e fin quando prevarrà la tattica (che poi è l’edulcorazione del difensivismo) il gap è duro da colmare.

          Puoi…ho vinto…non conta il risultato?
          😁

  9. Atalanta:
    la semplicità del calcio verticale.

  10. SARVATE MAURÌ

    La cosa più semplice di questo Mondo…il gioco del calcio.

    Ho visto la Dea, ho rivisto come semplicemente si gioca a calcio.
    È anche vero che la difesa col tutù del Valencia ha permesso di tutto e di più ai ragazzotti di Gasperini…ma questi corrono eccome se corrono.
    E intanto da ultima del girone ora è ai quarti.
    Il Tottenham ha perso in casa con il Lipsia…

    Sto campionato italiano che non allena più …meditate gente.

    Aspettando Khedira…buonanotte ai sognatori.

    • PS
      Dimenticavo, quelli dell’Atalanta tirano in porta da tutti i pizzi…basta che vedono la linea che delimita l’area di rigore tirano e ce cojono pure…non stanno lì a voler entrare in porta con tutto il pallone, loro, il pallone lo mandano da solo.

    • Dopo aver visto in queste due sere l’intensità del calcio europeo, noi aspettiamo Khedira. E, niente … è già deprimente così 😅

  11. Partita divertente a S. Siro, un festival degli errori che poteva terminare anche 6-4 o 7-5. Ho visto partite migliori da parte dell’Atalanta ma tanto è bastato per ottenere una vittoria larga. Dovranno stare attenti perché con un’altra partita simile potrebbe succedere di tutto al Mestalla.

    • Certo, lo sa bene Gasperini, che non è affatto finita.
      Il Milan nel 2004 ottenne lo stesso risultato col Deportivo e poi in Spagna perse 3-0.

  12. FORZA DEA

    Però non dimentichiamo il suo girone…12 goal subiti 8 goal fatti…graziata dal City grazie a Pep…zero punti nelle prime tre partite, passa il girone con 7 punti, 2 vittorie e soprattutto il pari con il City a Milano.

    Ritrovarsi nei quarti battendo un Valencia anche menomato con appena 7 titolari assenti…comunque la Dea ha saputo sfruttare la situazione e prenotare i quarti in anticipo.

    Buongiorno al blog

  13. LASCIATEMI SOGNARE

    Il ritorno tanto atteso in campo di Giorgio Chiellini il Capitano di questa Juve.

    Uno dei reduci( l’altro è Buffon) della Juve spedita all’inferno, Giorgio il ragazzo che sapeva stare in mezzo a quella “sporca” mezza dozzina di Eroi.

    Il suo maestro Didier Deschamps che gli faceva fare esercizi col pallone per fargli far funzionare il suo ancor grezzo sinistro.

    Nato terzino fluidificante fu proprio Deschamps, per necessità, a spostarlo a centro area dove tutt’ora gioca.

    Entra a un quarto d’ora dalla fine contro il Brescia rigioca contro la SPAL anche se non tutti i 90 minuti ma sarà sicuramente pronto per il Lyone.

    Sogno di vederlo con la testa fasciata, sporco di sangue con le braccia al cielo che alzano orgogliosamente…quellallà !

    Buona giornata

    • Chiellini da piccolo era milanista, aveva il poster di Maldini in camera, doveva finire al Milan ma il Presidente del Livorno Spinelli chiese 1 miliardo di lire e non se ne fece niente. Fu notato da Capello quando allenava la Roma che acquista metà del cartellino, ma Chiellini non vestirà mai la maglia giallorossa. Con l’arrivo di Capello a Torino nel 2004 viene acquistato interamente dalla Juve e dopo un anno in prestito alla Fiorentina approda in pianta stabile alla Juventus, in quasi 15 anni tantissime soddisfazioni e trofei vinti in Italia con la maglia bianconera, a quasi 36 anni l’ultimo sogno, conquistare la Champions League.

  14. Can e Haaland due regali della Juventus al Borussia Dortmund”
    20.02.2020 14:10 di Rosa Doro

    Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, Alberto Polverosi ha parlato della Juventus e delle scelte fatte su Emre Can e Haaland: “Confessiamo i nostri limiti: non riusciamo a capire perché Emre Can non poteva giocare nella Juve. Per ragioni economiche, dicono, visto che aveva un bel mercato, ma sul piano tecnico è complicato capire perché un centrocampista totale di quel livello fosse emarginato in un reparto che finora in questa stagione non ha certo entusiasmato. Tecnicamente meglio di Matuidi, tatticamente più evoluto di Bentancur, complessivamente superiore a Rabiot e Ramsey e, se ci fermiamo a quest’ultimo periodo, anche a Pjanic. La storia che un giocatore come lui non può rientrare nel gioco di Sarri è una storiella che non sta in piedi. Nel centrocampo a tre può fare l’interno e anche il regista e se un giorno Sarri avesse immaginato un centrocampo a due, lo stesso: Emre Can e Matuidi, Emre Can e Pjanic, Emre Can e Rabiot. Prima di gennaio, il Borussia non sembrava così competitivo. Ma il mese scorso con due operazioni ha fatto un notevole balzo in avanti, come si è visto anche in Bundesliga. E pure nella seconda operazione c’entra in qualche modo la Juventus che stava trattando quel fenomeno di Haaland col Salisburgo, prima che i tedeschi glielo portassero via. Il costo totale del gigante norvegese, stipendio a parte, ammonta a 45 milioni di euro, fra cartellino, premio per il giocatore e premio per il suo agente Raiola. Più o meno è la stessa cifra che la Juve ha investito per portare Kulusevski in bianconero nella prossima stagione. Ma Haaland era da considerare un fenomeno già prima della doppietta al Psg, col Salisburgo aveva già segnato 8 gol in Champions. Sarà il miglior centravanti puro dei prossimi 10 anni. Ancora una stagione, due stagioni di Ronaldo? Poi immaginatevi la coppia Dybala-Haaland nella Juve del futuro prossimo. Adesso se lo gode il Borussia. Che, se andasse avanti in Champions, saprebbe chi ringraziare”
    ————————–
    Anche noi.

    • Boh, ma in un anno e mezzo quando avrebbe dimostrato Can di essere migliore di tutti quelli citati? Nella partita e mezzo che ha giocato al Borussia?
      Quando è andato in campo ha lisciato la palla,a me non mancherà. Buon per lui se ha trovato la sua dimensione al Dortmund dove c’è meno concorrenza. A noi uno che non sa sudare per guadagnarsi il posto non serve.
      Rispetto ad Halland, non capisco perché sia un nostro regalo. Siamo così sicuri che volesse venire alla Juve? A me pare che il suo agente cercasse proprio una soluzione come quella tedesca, posto assicurato e poca pressione.

    • andrea (the original)

      Polverosi fa il giornalista e non sa che spesso la Bundesliga, a causa della lunga pausa, si divide in due tronconi quasi Apertura e Clausura in Argentina?
      Spesso i rendimenti delle squadre cambiano nettamente in Bundesliga: ad esempio il Bayern stentava e dopo la pausa vola pur senza acquisti, al contrario il Gladbach fatica, il Friburgo che era in zona Champions è in caduta
      Il Dortmund anche a inizio girone di andata partì molto forte, per poi calare, quindi può anche essere che aldilà di Emre e Haaland loro preparino partenze veloci.

  15. Kris

    Partita divertente a San Siro? sicuramente più di quella di Madrid dell’altra sera dove chi comanda la PL dall’alto dei suoi 22 punti di vantaggio sulla seconda contro la 4a della Liga non ha praticamente mai tirato in porta, dopo aver subito al 4° minuto un gol che definire comico è poco. Poi magari al ritorno Valencia e Liverpool ribalteranno il risultato, ma nella partita di San Siro i 4 gol segnati in 58 minuti sono il risultato di un’indiscutibile ed oggettiva superiorità di gioco dell’Atalanta, così come quella del Wanda ha evidenziato i limiti di quello del Liverpool contro l’organizzazione tattica della squadra di Simeone, come già accaduto per 2 volte anche contro il Napoli, a dimostrazione che nel calcio non esiste una formula vincente esclusiva geolocalizzata.

    • 3 gol in 58 minuti

    • Ciao Gioele,
      Sì, l’ho trovata piacevole perché si è giocato praticamente nelle due aree. I molteplici svarioni da una parte e dall’altra hanno favorito tante occasioni da gol e quando, non essendo la tua squadra, non sei direttamente coinvolto risulta divertente.
      Il Liverpool l’altra sera invece non è stato brillante, ma c’è da tenere in conto che l’atletico ha dato veramente tutto offrendo a detta dei suoi stessi tifosi la migliore prova della stagione. Comunque la mia impressione è che faranno la stessa fine dell’anno scorso, anche se non mi dispiacerebbe affatto toglierci dai piedi gli inglesi.

  16. BIG LUCIANO

    L’ex dirigente della Juventus Luciano Moggi è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso di ‘Cose di Calcio’: “Le parole di Moratti? C’è una sentenza della corte d’appello che dice che il suo presidente Giacinto Facchetti faceva lobbying con gli arbitri. Il procuratore federale del tempo Palazzi disse che l’inter era il club che rischiava più di tutti, Moratti ha perso un’altra occasione per stare zitto.
    Poteva festeggiare in un altro modo e magari quelli che lo hanno interpellato potevano chiedergli se conta più una sentenza che un’altra o se la legge è davvero uguale per tutti.

    L’inter era passibile per l’articolo 6 che è illecito sportivo, la Juventus per l’articolo 6 non è mai stata passibile.
    È bene ricordarlo al signore perché per la Juventus non parla mai nessuno, quindi parlo io.
    Ci sono intercettazioni in cui Facchetti e Moratti chiedono a un arbitro di far vincere loro la partita, io queste cose non le ho mai fatte”.

    Su Haaland: “Contro il PSG ha fatto una grande partita, ma  la Juventus ha preso Kulusevski che in questo momento è più adatto al centrocampo della Juventus. Sicuramente era un giocatore da attenzionare perché ha delle qualità incredibili.
    Ha 19 anni e ha già segnato 10 gol in Champions, ma non è detto che tutti debbano venire alla Juve”.

    Sull’attacco ideale in vista del Lione: “Sicuramente se paragoniamo giocatore per giocatore la Juventus è superiore al Lione in tutto, i francesi stanno faticando anche in campionato.
    Non dico che sia una partita vinta in partenza, ma sicuramente la Juventus ha tutte le possibilità per accedere ai quarti”.

    Grande Moggi sempre nel cuore.

    • Barone

      Devi capire che il loro concetto di rispetto delle regole è opposto a quello degli altri. Quelle sul FPF per esempio, Massimo Moratti era ancora presidente nel 2014 quando venne concordato con l’Uefa il “settlement agreement” sottoscritto poi nel 2015 dal successivo proprietario di maggioranza, con l’obiettivo di far estinguere i troppi debiti che l’inter aveva accumulato sotto la sua presidenza. Poi leggi i loro commenti e scoprI che un accordo liberamente sottoscritto non è in ossequio ad una regola che vale per tutti ma è diventata una palese ingiustizia che li danneggia. Opposto invece il giudizio quando si tratta di altre tifoserie, una in particolare, quella sull’altra metà dell’Italia, quella che vince, la “sportivona sabauda” che non rispetta le regole e gli avversari, non accetta le sconfitte, i giudici e le sentenze.

      Quanto ad Halland, il costo del cartellino è stato di 22 milioni di euro (il Dortmund ha pagato la somma della clausola di rescissione), 8 milioni andranno al papà del giocatore, ben 15 invece all’agente Mino Raiola mentre il giocatore ha firmato un contratto di cinque anni a 8 milioni di € a stagione (la Juve ne aveva offerti 3). Un totale di 40 milioni di euro netti, che diventano inevitabilmente 80 se consideriamo il lordo, 125 mln di € in totale che la Juventus non ha voluto investire, per gli ingenti investimenti degli ultimi anni che hanno portato a Torino Cristiano Ronaldo e De Ligt, oltre al fatto che il 19enne non avrebbe credo avuto attualmente la possibilità di giocare titolare in questa Juve.

      Ciao.

      • Gioele
        Dopo i risultati ottenuti nell’anno 2006, quelli a tinte a strisce nero-blu, si possono permettere tutto causa una federazione atta a non voler decidere…

        Su Halland condivido il tuo pensiero…non vorrei però che il prossimo anno lo si paghi il doppio per la felicità di Mino Raiola.

        Buona serata

  17. IL MITO

    Nelle sinapsi collettive Dino Zoff richiama la maglia grigia, la parata sulla linea all’ultimo secondo contro il Brasile delle meraviglie frantumate, un francobollo che lo raffigura alzare da Capitano la Coppa del Mondo e qualcosa di meno raffigurativamente rappresentabile come la sobrietà.
    Lui è stato, tra tutti gli uomini di sport, il più sobrio, il più serio, il più maledettamente pragmatico.
    Mai una parata per i fotografi, mai una maglia dal colore appariscente, mai una dichiarazione fuori luogo e fuori tempo. Come se quelle labbra semichiuse fossero già un monito per gli altri. Poche, pochissime parole, e tanti fatti, frutto di allenamenti svolti sempre al massimo, di una concentrazione feroce, di un saper guardare sempre al di là della vittoria. Non a caso la sua autobiografia si intitola “Dura solo un attimo la gloria”.
    Zoff è anche un corto circuito, perché un tipo così composto, persino freddo, ha saputo creare passioni. Tranquille, mai urlate ed esibite, ma pur sempre passioni. Quella di chi si è identificato nei suoi silenzi e nel suo modo di fare.
    È anche stato l’uomo delle sorprese. Pochi si aspettavano dallo Zoff allenatore un gioco spigliato e dinamico come quello che seppe dare alla Juve, alla Lazio e a quella Nazionale che sfiorò il Campionato Europeo quando un brusco gol all’ultimo minuto costrinse gli azzurri a togliere le mani da una coppa che già stavano accarezzando.
    Nessuna sorpresa invece produssero le sue dimissioni “per dignità” a seguito delle critiche inopportune e tatticamente infondate dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, secondo il quale quella finale fu persa perché Zidane andava marcato a uomo. Proprio lui, il cantore della zona sacchiana che rifiutava la marcatura a uomo come un prete può fare col diavolo. Ma sappiamo che la coerenza è materia per pochi. E che certi preti sanno fare patti anche col diavolo, laddove serve. In quel caso, l’utilità consisteva nella solita visibilità mediatica; eravamo all’inizio di quella deriva che ora ci ha portato in territori dove la politica si è confusa col peggior avanspettacolo.
    Zoff con la Juve ha vinto tanto, e come pochi ha saputo incarnare quello stile Juve che sfugge a una definizione precisa perché si definisce in se.
    Anche Zoff si definisce in se.
    Dici Dino Zoff e in quelle quattro per quattro lettere che fanno il suo nome e cognome – già sobrio sin dalle generalità – dici tante cose. Che puoi squadernare in milioni di parole. O, più coerentemente con la persona – che ha sempre evitato la fuga nel personaggio – non dire nulla perché in quel nome c’è già tutto.
    E persino le immagini che citavo all’inizio, così forti, sono forti in se, senza alcun bisogno di una accelerazione esaltata che invece oggi assiste miliardi di immagini in se insignificanti. E che rimangono tali anche dopo il baccano social-mediatico intenso quanto effimero.
    Zoff, invece, è stato quanto di più lontano si può immaginare dall’effimero. Carriera lunga, mondiale vinto a 40 anni, è un altro di quei reperti storici che ci dicono come è stato un certo passato e come poteva essere il presente, prima dell’invasione degli urlanti scomposti.
    Prima dell’epopea bianconera giocò cinque stagioni nel Napoli. Non si arruffionó nessuno, nè lì nè qui da noi.
    Prima di un Napoli-Juve in cui, statene certi, ascolteremo tante parole inutili e i soliti fischi a Higuain, che ora saranno estesi anche a Sarri, mi piace ricordare un monumento al silenzio e alla serietà come il grande Capitano dalle mani così salde da finire in un francobollo, dal sapore antico come i suoi silenzi “per dignità”.

  18. Kriss
    guarda che Can non è mio cugino e nemmeno penso sia da pallone d’oro.
    Intanto pero’ è l’unico che siamo riusciti a vendere,l’offerta di Matu e kedira è andata deserta(grazie eh..)questo vorrà dire qualcosa.. basta poi non lamentarsi dei piedi di Matu e se kedy è fatto di cristallo.Anche questi due erano in uscita a giugno ma poi l’illuminato ha decretato l’incedibilità di Renzo e Lucia. 🙄

    Una domanda da incompetente 😯 😯 , ma la famosa difesa alta di Sarri, come si fa? con Pjanic e company che non sanno fare le due fasi, senza uno di sostanza?? ma di che cosa parliamo? 😯

    riguardo ai due nuovi ho visto Rabiot fare una sola gara sufficiente, anche perche’ gioca nel lato sbagliato e Ramsey è un lontano modello di quello che mi aspettavo.

    Oppure siamo su marte e crediamo che questo stracciato cc sia veramente il migliore in circolazione con l’epilogo di Berna, i due parametro zero ancora ai piedi di pilato e Matu? Rimane Benta, fra virgolette e Costa a mezzo serv. infatti è un cc scollegato.
    Ciao Kriss

    • Tino,
      Appunto, con questo panorama Can non è mai riuscito ad aggiungere nulla. E già questo è un buon motivo per venderlo visto che per età ha mercato e qui dopo l’esclusione dalle liste ha fatto il lavativo.
      Poi dall’anno prossimo spero si smantelli completamente il reparto. Ai due ultimi arrivati possiamo concedere qualche mese di margine visto che hanno iniziato ad andare in campo dopo Natale. E sennò altre due plusvalenze.
      Vorrei un centrocampo di maggior livello, quindi uno come Can non ce lo vedo nella Juve futura.

      • ok punti di vista ma uno che fa due fasi ci vuole sempre,can o no. adesso non c’e’ e non so immaginare un centrocampo diverso con quello che abbiamo.

        • In realtà mi arrabbio quando vendiamo gente come Pogba o Vidal… Gli attuali non mi fanno molto effetto.
          Se Pjanic tornasse sui livelli di inizio stagione c’è materiale per finire bene. In estate però si dovrà intervenire, da troppo non si azzecca un giocatore a centrocampo. E quest’anno ci ritroveremo anche con la necessità di investire in attacco…

  19. Intervenuto ai microfoni de Le Iene, Gigi Buffon è tornato sulla gaffe di San Siro dopo la sfida con il Milan, in cui aveva scherzato con un tifoso cinese: “Rifarei la battuta. Era una domanda simpatica, per creare empatia. A San Siro ci sono sempre tanti tifosi cinesi, quella sera era da solo e per farlo sentire a suo agio ho cercato di interagire con lui parlandoci. Ho lanciato un segnale in un momento in cui, specie in Italia, c’è molta intolleranza. Chiedo scusa se qualcuno si è offeso”.

    SU SARRI-ALLEGRI – “Per cambiare pelle era necessario affrontare un processo diverso, ci vuole tempo. Era giusto provare qualcosa di diverso per raggiungere risultati”.

    SULLA PIU’ PERICOLOSA PER LO SCUDETTO – “Se l’Inter dovesse andare avanti in Europa League, probabilmente direi la Lazio. Giocando solamente la domenica, potrebbe fare più paura”.

    SU GUARDIOLA – “Spero resti Sarri, vorrà dire che avremo vinto qualcosa”.

    SUL SUO FUTURO – “Non so fin quando giocherò. Fino a giugno, poi vediamo…”.

    Cioè, questo il pensiero del Capitano!

    Su per giù il pensiero si tutti.

    Da parte mia, deluso da Sarri, ma FORZA Sarri!

    Poi conta la CL tutto il resto è teoria.
    Che dire, dagli esami di preparazione per la nostra Juve sarà superdura…

  20. Ci sono due pazzi nel calcio mondiale.

    Uno è Cristiano.

    Ma l’altro è Haaland!

    Abbiamo il primo, il secondo no!
    Peccato.
    Bastava prenderlo a 17 anni per 4mlb. Eh no Marotta disse di no.

    Ok allora lo prendiamo a gennaio 2020.
    Eh ma questa volta LUI! Dice di no.
    Cosa viene a fare alla Juve? Panchina?

    Oggi ha ragione lui.

    Alla fine la notizia è Emre Can, e Haaland pilastri del Borussia, sostanzialmente due scarti della Juve.

    Si torna al discorso degli allenatori, saranno all’altezza?

  21. Bernardeschi è pronto per giocare? Con l’assenza di Douglas può tornare a essere un’alternativa importante come esterno?

    “È in condizioni per giocare, valuteremo anche per lui. È stato sballottato i diverse posizioni del campo, senza Douglas è chiaramente un’alternativa anche nel ruolo d’esterno.”

    🤔Finalmente, forse, ci siamo arrivati a capire l’unico ruolo che può fare decentemente l’ex viola.

    • Finalmente Bernardeschi.
      Luigi, noi ci siamo arrivati, e da un pezzo, a stabilire dove possa giocare il Berna…o ci legge o lo ha capito anche isso.

      L’unica cosa da capire, anche noi, se per il futuro della Juve questo è l’allenatore indicato.
      Un abbraccio.

    • … purtroppo credo che chiederanno a Buffon 😅

  22. Sarri: “Non sto assolutamente stravolgendo la mia idea di gioco, la filosofia resta la stessa. Ma ci sono giocatori spiccatamente individualisti che fanno la differenza e vanno messi nella condizione di farla con la squadra organizzata di conseguenza, senza abbandonare la propria filosofia di gioco. Se non lo facessi sarei accusato di essere integralista e giustamente.”

    Parole che dicono quanto fuori luogo siano le accuse di “juventinizzazione” di un gioco che come afferma anche Sarri deve necessariamente tener conto delle caratteristiche e delle qualità individuali dei giocatori che ha in rosa.

  23. ATTENZIONE ALLA SPAL-LATA

    Il pallone racconta che l’ultima vittoria della Juve a Ferrara contro la SPAL risale al 12 maggio 1968 con un goal di Zigoni dopo 10 minuti dall’inizio partita.

    Negli ultimi otto anni solo la Spal è riuscita a non perdere in casa contro i bianconeri e con la media di 2 punti a partita, frutto di una vittoria e di un pareggio, è abbastanza clamorosa. Prima (e logica) obiezione: la sfida della scorsa stagione non contava perché era inserita in mezzo ai due incontri di Champions League contro l’Ajax e lo scudetto era virtualmente già conquistato.
    Vero, ma anche se piena di riserve a Ferrara la Juve era andata in vantaggio con Kean nel primo tempo e già pregustava la conquista matematica del tricolore che poi fu rinviata di una settimana a causa delle reti nella ripresa di Bonifazi e Floccari.

    Il pareggio del 17 marzo 2018, invece, è molto significativo perché la situazione di classifica era tutt’altro che rassicurante per la Juve.
    Prima di quella giornata i bianconeri avevano 4 punti di vantaggio sul Napoli: lo 0-0 del Mazza diede la possibilità alla squadra di Sarri di portarsi a meno due battendo il Genoa.
    Poi Allegri vinse lo scudetto in volata dopo aver seriamente rischiato di perderlo, anche per quei due punti sorprendentemente lasciati a Ferrara.

    Naturalmente il numero esiguo di precedenti toglie un po’ di valore alla statistica, resta però il fatto che nessuna delle altre squadre attualmente in Serie A può vantare dal 2011-12 in poi una media di 2 punti a partita in casa contro la Juve. Qualche confronto per chiarire meglio la situazione: al rendimento della Spal si avvicinano la Roma (1,66 con 4 vittorie, tre pareggi e 2 sconfitte) e il sorprendente Verona (1,60 con due successi, due pari e un k.o.).
    Più lontani Napoli (1,33) e Sampdoria (1,125).
    Molto staccati Milan (0,875), inter (0,66), Lazio (0,44) e Atalanta (0,33).

    Anche nel caso del Verona incide la particolare posizione nel calendario delle partite casalinghe con la Juve: nel 2015 fu l’ultimo “allenamento” dei bianconeri prima della finale di Champions a Berlino (e Juanito Gomez pareggiò al 93’, un po’ come era accaduto nel 2014 quando la Juve si fece rimontare da 2-0 a 2-2 generando l’ira di Conte) e nel 2016 era il penultimo turno con i bianconeri già campioni.
    Ma i piccoli o grandi tabù della storia del calcio sono spesso slegati da logiche tecnico-tattiche e magari la Juve se ne ricorderà preparando la trasferta di sabato a Ferrara.

    Rispetto alle ultime due partite giocate al Mazza cambia soprattutto il nome dell’allenatore della Spal: Leonardo Semplici è stato esonerato e al suo posto c’è Gigi Di Biagio, storico rivale dei bianconeri con le maglie di Roma e inter.
    Ma a proposito di tecnici, vale la pena di andare a vedere chi fosse seduto sulla panchina della Spal il giorno dell’ultima vittoria della Juve a Ferrara in Serie A.

    Come già scritto di quel 12 maggio 1968, giornata conclusiva con la vittoria della Juve sulla Spal e il campionato vinto dal Milan.

    Nella formazione degli avversari giocavano Edi Reja e Albertino Bigon e l’allenatore si chiamava Francesco Petagna.
    Era il nonno di Andrea, attuale centravanti della Spal che domani cercherà di prolungare la sua striscia casalinga positiva contro la Juve.

    Tutti concentrati per il Mazza in modo di restare avanti fino al primo marzo.

    Buona serata

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