Scritto da Cinzia Fresia
Il ritorno della Champions League:
Torna la Champions in pieno marasma da Coronavirus, le partite dovranno svolgersi regolarmente anche dove è imposta l’ordinanza di non frequentare luoghi di aggregazione le partite si svolgeranno a porte chiuse.
Era in programma di bloccare l’ingresso ai tifosi Juventini al Parc Olimpique, quindi non farli entrare, con grande disappunto di Maurizio Sarri e della Società, i quali ribadiscono il fatto che il corona virus non e’un problema solo italiano ma europeo, in Italia vengono fatti test, altrove no.
La partita rientra tra i match trabocchetto in cui la Juventus non può e non deve cadere, tra i convocati risultano Chiellini e Khedira.
Per Maurizio Sarri sarà durissima, considerando quanto la sua squadra attraversi alti e bassi.
La Champions per la Juventus non deve essere un sogno ma un obiettivo trasformato in realtà.









ECCOLA DI NUOVO…LA MALEDETTA
Il sogno che diventerà realtà…mi son sognato che a Lione risegna Cuadrado…e forse Dybala con la mascherina…la solita.
#finoallafine
GIANLUCA MINCHIONI
Andrea Agnelli durante una stagione parla pochissime volte, e quando accade non lo fa mai a caso.
E in queste situazioni ogni sua affermazione contiene messaggi precisi, come succede a ogni grande presidente. Nell’intervento ai microfoni di Radio 24, il massimo dirigente della Juventus ha lanciato una serie di avvertimenti, a Maurizio Sarri, alla squadra e al capo dell’area sportiva bianconera, Fabio Paratici.
Parlando di quest’ultimo, Agnelli ha evidenziato una serie di punti, che rendono chiara la situazione dell’uomo che si occupa del mercato dei campioni d’Italia.
E che ci fanno capire una cosa ben precisa, ovvero che Paratici è un dirigente sotto esame.
Agnelli parla di Paratici in questo passaggio: “Prendere un Ronaldo del futuro? Di questo si occupa Paratici, che ha a disposizione un budget, che io chiamo capacità di fuoco.
Ha una delega e una responsabilità.
Lui è sotto esame? No, è un grandissimo dirigente, lo ha sempre dimostrato e lo dimostra. Rispetto al passato è sotto i riflettori, ma io valuto il suo percorso che per scadenza di contratto termina nel 2021”.
Ora, è evidente a tutti che, mentre dice che “Paratici non è sotto esame”, Agnelli metta tutta una serie di paletti che in realtà ci fanno pensare all’esatto contrario.
Punto 1: Paratici ha a disposizione un budget che gli può consentire di comprare i Ronaldo del futuro.
E’ sua “delega e responsabilità” non fallire questi colpi.
Quello dei “Ronaldo del futuro” è un tasto che Agnelli preme spesso, perché individuare un potenziale fuoriclasse, oltre a portare risultati sportivi, fa anche risparmiare soldi (anzi, li può far guadagnare successivamente, con una plusvalenza).
In altri termini: un conto è acquistare l’allora 33enne Ronaldo per 100 milioni di euro, un altro è farsi sfuggire Haaland a 4 milioni.
E’ chiaro il messaggio?
Punto 2: Paratici ora è sotto i riflettori, ed è questa la differenza principale rispetto al passato.
In passato, al suo lavoro nell’ombra venivano attribuiti i meriti per gli acquisti della Juve, mentre a Marotta spettavano spesso le critiche per i mancati acquisti e, soprattutto, per le cessioni.
Ora, se pensiamo al momento in cui più di ogni altro Paratici è stato sotto i riflettori indicati da Agnelli, da quando è Chief Football Officer della Juve, quel momento riguarda le difficoltà nelle cessioni di Mandzukic, Higuain, Khedira e Dybala durante la scorsa estate, oltre alla cattiva gestione del caso Emre Can.
Ecco quindi che in questo caso il messaggio può riguardare la capacità di gestire al meglio anche il mercato in uscita, oltre a quello in entrata.
Punto 3: qui c’è poco da interpretare, perché Agnelli indica chiaramente quale sarà la data in cui verrà valutato l’operato di Paratici, e quindi deciso il suo futuro all’interno della Juventus: 2021.
Buongiorno al blog
LA RABBIA DELL’INGIUSTIZIA
di Massimo Pavan
La Juventus è arrabbiata, o meglio, i tifosi della Juventus sono arrabbiati e tanto.
Vietare la partita dell’anno, a chi ha speso centinaia di euro, senza dar loro la libertà se andare o no all’evento è una decisione draconiana e impopolare.
I tifosi pagano colpe non loro, delle istituzioni che non sono stati capaci di seguire l’esempio di altri dove fino ad ora l’emergenza non è scoppiata.
Francamente da cittadino leggere che la Francia blocchi le frontiere e sentirsi presi in giro da Tedeschi, inglesi, etc, è imbarazzante, questo perchè non sono state prese delle misure necessarie per tempo o perchè ora se ne stanno prendendo di troppo stringenti.
Giusto non sottovalutare il problema, sbagliato mettere dei vincoli che possono danneggiare l’immagine del paese e rendere l’economia che già è in difficoltà ancora più debole.
Forse qualcuno non lo capisce ma l’immagine di Juventus-inter a porte aperte era un esempio di come si combatte la paura, di come il paese va avanti e non si ferma di fronte ai problemi anche grandi.
La sensazione che abbiamo è che sia un’occasione persa.
JUVE ARRABBIATA- già da oggi, ci aspettiamo una Juventus arrabbiata, che metterà sul campo la voglia di un paese che non si ferma davanti ai problemi, ma soprattutto contro l’inter, la rabbia per l’ingiustizia di chi viene penalizzato perchè giocare senza pubblico è un danno di dimensione enorme sia di immagine che a livello sportivo.
Lo Stadium è il dodicesimo uomo, toglierlo alla Juventus avvantaggia solo l’inter e questo non è corretto.
Buona giornata
Giocare una partita del genere a porte chiuse é la solita cagata all’italiana. Andava rinviata.
A quando Kriss? Lo hai letto Barone quando ha scritto che la partita dell’Inter contro la Samp la disputeranno a maggio a campionato ( se non finito, li x lì?)
Guarda come si intersecano bene certi progetti per sfavorire la Juve. Intanto la fanno giocare senza l’apporto ( e sappiamo quanto conti nel suo stadio) del pubblico amico, poi, chissà , forse da terzi si puó sempre arrivare primi. Le vie di questa federazione sono infinite, “seculo seculorum”. A pensar male non ci si sbaglia “ quasi mai”😉
A quando sono problemi loro, io non conosco il calendario. Altrimenti si gioca in un altro stadio.
Antony,
certe cose però non andrebbero dette in pubblico 😉 ma di nascosto come facevano i carbonari nell’800 🙂 , perchè sai bene che poi Porcio Katone il censore copia e incolla i contenuti e invia mail di protesta con allegate minacce di querela.
Me lo auguro così conosceró la sua faccia di cactus. 😉
Pare che somigli a questa…
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8c/Patrizio_Torlonia.jpg/323px-Patrizio_Torlonia.jpg
LA CASSAZIONE
“Più che di potere si deve parlare di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici e ai media televisivi che lo osannavano come una vera e propria autorità assoluta”.
Così la Cassazione nelle motivazioni di Calciopoli definisce la «irruenta forza di penetrazione anche in ambito federale» esercitata dall’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi.
Giordano Bruno avrebbe risposto: “Maiori forsam cum timore sententia in me fertis quam ego accipiam”.
“Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla”.
Poi le sue ceneri vennero sparse per il Tevere.
#finoallafine
Barone, però nelle motivazioni non c’è scritto che nel 2000 nonostante la sua “irruenta forza di prenetrazione in ambito federale”, la Juve fu costretta da Collina a giocare la partita decisiva di quel campionato nella piscina di Perugia e neppure che l’anno dopo furono cambiate le regole in corsa sugli extracomunitari, guarda caso proprio contro la Juve nella partita decisiva per lo scudetto, per consentire alla Roma di schierare Assunçao e Nakata, con il giapponese che segna il gol del 2-1 (la Roma perdeva 2-0) e propizia quello del pareggio al 90’.
Gioele
Ma noi non siamo aquilotti che in quell’anno volarono sul tetto del cuculo in via Allegri dove poi fu piatato un Abete nel 2007.
Ciao
Il problema del derby d’italia è un falso problema, quando voglio andiamo a giocare in culo alla luna e questa volta non si riesce a trovare uno stadio del centro sud che possa ospitare la partita e permettere almeno ai tifosi meridionali di supportare la propria squadra. E’ una vergogna e un pasticcio all’italiana come sempre.
DAL WEB
“Non puoi sederti al ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca. In Europa ci sono squadre economicamente irraggiungibili, per me sarà molto dura vedere una squadra italiana in finale di Champions League da qui a tanti anni a venire”. (Conte, 2014)
Lo disse Conte nel 2014. Certo, quella Juve non aveva CR7 in attacco, né incursori imprevedibili come Costa Cuadrado e Dybala. Non aveva DeLigt comprato a 70mln per fare la riserva a Chiellini. Non si poteva permettere stipendi da 30mln netti all’anno. Però a centrocampo aveva quattro giocatori come Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal, forse il secondo centrocampo più forte del mondi in quei giorni.
In attacco aveva Tevez. La difesa contava su Chiellini e Bonucci, oltre ad un Lichsteiner nel picco delle proprie energie.
La storia la conosciamo tutti. Conte si dimise in estate perché non credeva di poter vincere in Europa con quella squadra, e avendo fatto il record di punti in campionato, non aveva più stimoli.
Arrivò Allegri, e non si nascose manco un minuto.
Dal primo giorno disse che la Champions era possibile fin da subito.
“La Juventus ha qualità importanti, lo dico sempre, bisogna acquisirne consapevolezza, avere come obiettivo la vittoria del campionato è giusto, ma il salto più importante lo dobbiamo fare in Europa.
La Juve può stare benissimo tra le più forti come Real Madrid, Barcellona e Chelsea […] E’ riduttivo pensare ad una Juve che si accontenti di arrivare agli ottavi di Champions.
I ragazzi devono prendere coscienza delle qualità eccelse che hanno”. (Allegri, intervista a Sky, 24/12/2014)
Con quella “squadretta da 10 euro” quasi vinse la Champions al primo tentativo (qualcuno se lo è dimenticato, ma anche giocando un calcio gradevole).
Con una squadra forse più scarsa arrivò in finale due anni dopo, dopo che gli smontarono tutto il centrocampo e gli cambiarono tutto l’attacco.
Gli anni in cui facemmo male in Champions, onorammo la nostra presenza nella competizione con grandi prestazioni in trasferta (a Monaco di Baviera e a Madrid, seppur a seguito di prestazioni casalinghe poco convincenti), che ancora lasciano l’amaro in bocca. Poi l’ultima stagione con una squadra sgonfia, poco motivata che non lo seguiva più.
Poi dopo di lui arriva un signore che rilascia queste dichiarazioni:
«Sento molto di più il peso quando giochiamo in Italia, perché abbiamo l’obbligo lì di sentirci favoriti.
In Europa si fa finta di nulla per esigenze editoriali, ma ci sono squadre che hanno una potenza superiore alla nostra. Quindi in Europa siamo tra le 10/12 che hanno questo obiettivo/sogno.
È più pesante come responsabilità giocare in Italia. La Champions è un sogno, difficile per il panorama italiano.
In 20 anni siamo stati sorpassati da diversi movimenti calcistici. Essendo un obiettivo/sogno, siamo fortunati a volerlo inseguire.
Se lo raggiungi è un’estasi, se non lo raggiungi è stato un bel viaggio».” (Sarri, ieri)
Ho avuto una sensazione di déjà vu, voi no? Queste, a prescindere, non sono parole da Juventus, e soprattutto queste non sono le parole di un allenatore che si siede sulla panchina di una squadra che negli ultimi anni è andata vicina al colpo grosso due volte, e ha dato l’impressione di poterci arrivare altrettante.
Queste sono le parole di uno che si nasconde, di uno che trasmette sfiducia all’ambiente e alla squadra — ad una squadra che non ne può più di campionati ed è tutta proiettata verso la Champions.
E lo fa avendo in squadra il secondo giocatore più determinante del mondo, e due altri che stanno nella top10 degli attaccanti a livello mondiale, più tanta qualità quanto poche Juventus del passato hanno avuto.
Non dico che debba andare in conferenza stampa e dire “la vinciamo sicuramente”, ma già la derubricazione da “obiettivo” a “sogno”, per usare le sue parole, è indicativa dell’aria che si respira.
Un allenatore della Juve, di questa Juve — un allenatore da Juve — in conferenza stampa dice che la competizione è dura, ma che combatteremo fino all’ultimo secondo per alzare quella maledetta coppa.
Buon pomeriggio
Barone
secondo me sarri non ha il polso della squadra. Dopo le famose frasi di essersi divertito in allenamento e aver giocato male ed aver anche perso mi sembra che induca sarri alle più caute dichiarazioni. Che forse ancora non sia un allenatore da juve questo risulta evidente, però potrebbe, speriamo, diventarlo.
E’ un sogno!! Non un obiettivo.
Che Sarri dorma ce siamo accorti.
Ma forse se dorme e’ meglio, e’ gia’ una mina vagante cosi’….figuriamoci da sveglio.
Incentivante nulla da dire.
Obiettivo, sogno o chimera cambia poco. Finora non né è arrivata nessuna. Magari le coppe si vincessero in conferenza stampa febbraio!
Si parlava di incentivo agli uomini non di vittorie. Facciamo sempre le crocerossine,mi raccomando. Ma ti rendi conto che non ne azzecca una, o no?
Sono dichiarazioni ad uso e consumo del pubblico. La coppa la vinci se sei forte, altrimenti le buschi forte anche se sei incentivato.
Se state tutti con la mitraglia qualche crocerossina ci vuole, no?🤗
Una strana crocerossina che gli fa da scudo dopo aver appena detto che non vuol essere “considerato difensore di Sarri quando di lui non mi frega nulla”.
Se non ci credi puoi andare indietro di un anno sul blog e vedrai che in più di un’occasione ho scritto che Sarri non l’avrei voluto per il dopo Allegri.
Mi sto limitando a mettere in dubbio delle critiche basate sul nulla, come quelle dell’articolo riportato.
Dovresti aver capito che lo spirito decubertiano di Sarri non piace ai tifosi ma quel che conta di più alla Società Juventus.
Ah, che a Sarri interessasse solo participaré mi era sfuggito!😅
Magari gli succede come Guardiola nell’intervista di qualche giorno fa. Solo che Pep ha più stile e gli si concede il beneficio dell’interpretazione…
“Essendo un obiettivo/sogno, siamo fortunati a volerlo inseguire.Se lo raggiungi è un’estasi, se non lo raggiungi è stato un bel viaggio.”
In questo caso non esiste interpretazione perchè obiettivo e sogno non hanno lo stesso significato, l’obiettivo è la meta da raggiungere, il sogno è la paura di non riuscirci.
Ma, come detto all’inizio, sono solo dichiarazioni per togliere pressione. Pensa che Allegri usa le stesse parole (“non é un obiettivo, é un sogno”) nell’ottobre 2017 dopo aver giá giocato due finali.
Con l’organico del 2017 era logico pensare da parte sua che la Champions potesse essere un sogno, non lo è continuare a dirlo ora con una rosa ampia e di qualità molto superiore come quella attuale.
7/10/17
Quella Champions che, sempre secondo Allegri, “non è un obiettivo, ma un sogno per cui bisogna lavorare nel tempo. L’obiettivo della Juventus è di essere stabile al vertice d’Europa. La società sta facendo un gran lavoro, a cui vanno aggiunte le motivazioni, che fanno sempre la differenza. Il girone quest’anno è più equilibrato di quello che sembra”.
Era azzeccata sta dichiarazione o non si era ancora accorto che stava alla Juve?
Con una squadra forse più scarsa arrivò in finale due anni dopo, dopo che gli smontarono tutto il centrocampo e gli cambiarono tutto l’attacco.
Gli anni in cui facemmo male in Champions, onorammo la nostra presenza nella competizione con grandi prestazioni in trasferta (a Monaco di Baviera e a Madrid, seppur a seguito di prestazioni casalinghe poco convincenti), che ancora lasciano l’amaro in bocca. Poi l’ultima stagione con una squadra sgonfia, poco motivata che non lo seguiva più.
Saluti
Per curiositá provate a digitare su Google le parole “Allegri la champions é un sogno”. Poi mi dite se sono parole da Juve, di uno che trasmette sfiducia o che si nasconde.
Mi pare che chi ha scritto quel pezzo abbia costruito un castello sul nulla con l’unico scopo di gettare fango gratuitamente e lenire il dolore per la vedovanza.
Con l’organico del 2017 era logico pensare che la Champions potesse essere un sogno, con una rosa ampia e di qualità superiore come quella attuale invece non si può vedere un (non) gioco come quello di stasera contro la settima del campionato francese.
Se, vabbuò, aveva giocato la finale tre mesi prima. Da obiettivo diventa sogno.
Perchè tu pensi che una rosa con Barzagli 36 anni, Licht operato al cuore, Marchisio e Pjaca rotti, Sturaro, Höwedes, De Sciglio, potesse puntare alla Champions?
Il lione inizia con tutta la reverenza possibile, noi invece di approfittare mentalmente di questa situazione passeggiamo per il campo. loro prendono sicurezza e la frittata è fatta. Solita minestra, tutti fermi, tutti aspettano la palla tra i piedi, nessuno attacca lo spazio, in più oggi hanno deciso anche di ammucchiarsi tutti dove c’è il pallone. Io ho visto gridare sarri ordinati e infatti sono ordinatissimi tutti fermi a farsi saltare come birilli vedi il primo goal…. vero bentancur?
D’altronde se è un sogno perché svegliarsi?