La bassezza di Pistocchi non risparmia neanche i morti

 

Riprendiamo da megliodiniente.com

http://www.megliodiniente.com/la-bassezza-di-pistocchi-non-risparmia-neanche-i-morti/

Un utente su Twitter chiede quali sono state le partite in cui si è ”sofferto” dove per sofferto si intende la sofferenza sportiva, e ha la malaugurata idea di taggare il signor Pistocchi. Il signore in questione pensando di fare bella figura con i suoi sodali tira fuori la questione Heysel non mancando di lanciare le solite frecciate alla Juve. Ovviamente lancia l’amo e i suoi sodali lo seguono a ruota e la discussione degenera presto con il continuo e perpetrato vilipendio dei morti caduti quella notte. Ovviamente il signor Pistocchi non solo non prende le distanze dai suoi sodali ma si distingue per la solita e cruenta maleducazione nei confronti di chi cerca di rispondere in difesa di quelle anime pure. Cosa non si fa per un like. D’altronde c’è chi esercita la professione di giornalista e chi quella di influencer su Twitter.

 

  1. E che dire a una testa di cazxo simile: mi dispiace solo che è morta solo una parte di te e l’altra è rimasta qui a rompere i coglioni.

  2. alessandro magno

    Una vera cacca

  3. Omuncolo.
    In un momento del genere non ha il decoro morale per cambiare. Non desiste ma ammorba fomentando odio nonostante la tragicita’ del momento. A lui non interessa e non ha la capacita’ di imparare davanti alla tragedia in atto.
    Non trovo aggettivi.

  4. andrea (the original)

    Com’erano gli slogan italici in cui si afferma che da questa vicenda si uscirà persone migliori?
    Si può migliorare in presenza di qualcosa, il nulla, lo zero non può diventare 1.
    Italiani, non c’è vaccino che li possa debellare.

  5. Poveraccio, ormai non puó più fare il lacchè in tv davanti al suo magnate pregiudicato. Continua a fare il bulletto nel suo spazio piccolo piccolo. Gli dai troppa importanza Ben, se lo hanno cacciato persino da Mediaset non vedo perché il suo misero pensiero debba essere giudicato da chi non lo ha mai considerato.

  6. PISTACCHIO LO 0 ASSOLUTO E I SUOI SODALI

    NUMMERI

    — Conterò poco, è vero:
    — diceva l’Uno ar Zero —
    ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
    Sia ne l’azzione come ner pensiero
    rimani un coso vôto e inconcrudente.
    Io, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tale e quale a te,
    lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so’ li zeri che je vanno appresso.

  7. MARTEDÌ 16 APRILE 2019 LA COLPA DEGLI ASSENTI

    Co De Sciglio al posto di Cancelo, Rugani per Chiellini e Berna per Costa.

    Con un Dybala capitano-assente chiede la sostituzione alla fine del primo tempo al suo posto entra Kean…eppure eravamo passati in vantaggio con CR7…nulla da fare, era destino che De Ligt da li a poco sarebbe dovuto venire a giocare da noi…colui il quale ci estromise da quella bella competizione.

    È stata la mia ultima partita di Champions allo Stadium…quest’anno, anche causa coronavirus, ancora non sono andato.

    #iostosempreacasa

  8. Sul campionato e il suo decorso ci sono decine di proposte, idee, impressioni. Ultima quella del ritiro coatto dei giocatori.

    La mia idea resta quella,chiuderla li e cercare di superare questo momentaccio.
    La vedo dura.

    Nessuno sa bene che decorso avra’ il virus. Ci sono casi di guariti che si reinfettano.questo dice tutto,altro che immunita’ e anticorpi, con gli studi relativi.

    Un’apocalisse, si dice che sarebbe meglio trovare la cura che il vaccino.

    E con questo casino ci preoccupiamo del campionato? Ma questa infezione, talmente e tecnicamente complicata, non fa pensare a niente? Non si preoccupano?
    Prima la vita e fra due,tre,sei settimane non potra’ cambiare molto la situazione corona virus. A settembre, anche se osserveremo un calo estivo,(forse) ci sara’ una recrudescenza.
    Ma che cazzo mi frega del campionato.

    • Ps
      Ansia sul lavoro,ansia per la salute di tutti.ci sono aziende al tracollo,calo del 31% dei consumi (stima troppo ottimistica) e vedremo un ritorno di insoluti enorme. il pil ingestibile.
      Ma di che parliamo?

    • Tranfaglia capisco il tuo panico, ma allora che dobbiamo fare fino a gennaio (forse) quando il vaccino sarà pronto riapriamo tutto e intanto moriamo di stenti e di fame? Non ho capito perché ci sono categorie che continuano a lavorare e forse lo fanno e lo faranno con meno precauzioni che daranno ai calciatori e a quelli che li contornano.
      In germania non hanno mai smesso di lavorare, in francia sembra che riaprano l’undici, addirittura nella devastata spagna stanno preparandosi a riaprire anche la metro. Solo noi abbiamo mille commissioni: quella per la salute, quella per l’economia, quella per la tecnologia. C’è un gran vociare di virologi, epidemiologi, immunologi che dicono il contrario di tutto quello che hanno affermato pochi giorni prima: divergono sull’attendibilità dei tamponi, sull’utilità delle mascherine, sull’immunità del contagiato (durerà per sempre, per poco, si può essere subito reinfettati), sull’utilizzo dei test sierologici; insomma un casino totale dove la cosa più importante sembra apparire in tv.
      A me una cosa però colpisce: tolta la lombardia nel resto d’italia non vedo un dilagare del virus, perché quindi non cominciare ad aprire queste regioni? E poi è possibile che non si riesca a mettere su un protocollo copiato dalla germania o dalla corea del sud per identificare gli infetti, gli immuni ancora positivi, gli immuni guariti e chi non ha ancora contagiato il virus? E’ chiedere troppo? O l’unica cosa che si può fare è stare chiusi in casa?

      • Luigis
        non ho panico, ma sono preoccupato per tutto economia compresa.Il calcio a questo punto passa in secondordine.oltretutto mi sembra pericoloso per il dilagare del virus. ho scritto che ci sono stati casi di guarigione che poi sono tornati positivi.
        tutto qui.

  9. SANDRO SCARPA

    I giorni passano, il virus è in lenta decrescita, Gravina ipotizza, i giornalisti immaginano, i presidenti litigano, i medici dicono: ripresa (quasi) impossibile, mentre sui social gira: si riprende il 31 maggio.

    In giorni cupi e confusi, prevale però un desiderio: CALCIO DA RIMANDARE A SETTEMBRE, proposito di rinascita e normalità.
    Molto meglio di un rischioso e forzato tentativo di finire una stagione ora solo per le casse di alcuni club.

    Ecco quindi una prima analisi della nuova-vecchia Juve per ripartire, come si deve, a Settembre.

    IL MISTER: SARRI

    Riconferma ovvia, con una non-stagione iniziata con polmonite e stoppata dalla pandemia.
    Pochi entusiasmi e sprazzi memorabili e troppi problemi -in campo e fuori-.
    In corsa su tutto, con l’abisso di Lione e la risalita contro l’inter.
    Il Sarrismo necessita di tempo e uomini e la Juve non rinnegherà la scelta, né con un Allegri 2 0 (Inzaghi), né col salto vagheggiato 12 mesi fa (anno sabbatico per Pep?).
    A Sarri va data una stagione completa, la prossima.

    I GIOIELLI: CR7 – DE LIGT

    In un calcio devastato dal Covid-19, attività ricca ma fragile, gioco aggregante in tempi di distanze sociali, i bilanci saranno funestati.
    Sarebbe facile quindi liberarsi del costo di Cristiano e cedere de Ligt, ma la Juve ambisce ai vertici del “nuovo calcio” post-virus: il Re e il 20enne dalle spalle larghe restano, con la Juve ben piantata in testa.

    I VECCHI: CHIELLINI – BONUCCI – BUFFON

    Dopo la tempesta, la Juve DEVE ripartire dal baluardo immarcescibile: la BBC residua. Un altro anno per (ri)dare l’addio a Buffon e a Chiellini e plasmare il futuro -de Ligt e Demiral-, dare continuità di spogliatoio e di campo, con parole e fatti, come il taglio rapido dello stipendio, primi al mondo.

    I SUDAMERICANI CHE BALLANO: DANILO – SANDRO – CUADRADO – COSTA

    Danilo non si è visto, ma ha un costo residuo gigante per un 29enne con 3 anni di inattività: resta.
    Su Sandro e Cuadrado, la Juve potrebbe fare un bel gruzzolo prima che l’età li logori.
    Eppure i due sono tra i più indispensabili per Sarri -CR7 e Bonucci a parte-: senza riserve, senza dubbi, senza fiato.
    Il brasiliano diventato conservatore sulla scomoda fascia di Ronaldo, il colombiano su e giù a destra, terzino di costruzione e qualche sbavatura ed esterno alto rompi e apri-scatole.
    Luci ed ombre, ma le tenebre del mercato degli esterni (costosi) impongono la permanenza. Diverso il discorso su Douglas, che ci ha fatto strabuzzare gli occhi ma per 3 gare l’anno.
    Non ci caschiamo più. Lo amiamo troppo per non lasciarlo andare via. Con rimpianti.

    LA RIVOLUZIONE DI CENTROCAMPO: PJANIC, KHEDIRA, RABIOT, BERNARDESCHI

    “La Juve non ha centrocampo da Pogba-Pirlo-Vidal”.
    Mantra fasullo, con i bistrattati Pjanic-Khedira si vista la miglior Juve da decenni in Europa, fino al tunnel di Cardiff.
    Poi l’eclissi fisica su Khedira e l’involuzione di Pjanic.
    E’ tempo di cambiare, tutto.
    E con loro i due flop giovani: il dinoccolato Rabiot (tutta plusvalenza) e l’uomo che ballò una sola volta: Bernardeschi. Conferme per il “volante” che si è preso la Juve, Bentancur, e per quell’atipico che può ancora correre quando serve: Matuidi. Poi c’è Ramsey di cui vorremmo innamorarci, ma che può essere la pedina giusta per chi abbiamo ancora nel cuore: Pogba.

    LA 10 E LA “9”

    Dybala è stato e sarà la Juve.
    E’ come la Juve ha abbagliato, accecato, illuso, deluso, emozionato, vinto e perso.
    Il Dybala visto in stagione è prezioso e irrinunciabile, al di là di ogni dubbio tattico.
    26 anni e già più Juve alle spalle di tutti, BBC a parte, e tanta Juve davanti agli occhi. Per i suoi anni migliori.
    Manca invece la “9”, che non sarà più Higuain, già in uscita forzata e non gradita nell’estate di Sarri, ma non più sopportabile per costo annuo.
    Peccato non essere riusciti a ballare l’ultimo tango insieme.

    I NUOVI: POGBA, TONALI E WERNER

    Dietro: via Rugani e De Sciglio, per tenere tutti gli altri con Pellegrini e Meunier innesti in fascia.

    In mezzo via tutti, per tenere solo Bentancur e Matuidi, con il sogno di sempre, più possibile che mai (Pogba) e un futuro italiano da non perdere (Tonali) e una riserva low cost da rivalorizzare (Mandragora).

    Davanti si riparte da Dybala e CR7 per affiancare un 9 non altisonante ma funzionale, mobile, rapido e prolifico, non quell’Icardi per cui il treno è già passato, ma un Timo Werner (o un Gabriel Jesus) e un altro attaccante versatile di complemento, che può essere il cavallo di ritorno CTP Moise Kean, o quel simil-Douglas esploso con Di Francesco, Boga, per il quale però tocca dialogare col Chelsea.

    Ecco la Juve rimandata a settembre

    Portieri: Szczesny, Buffon, Pinsoglio

    Centrali: Bonucci, Chiellini, de Ligt, Demiral

    Esterni: Danilo, Cuadrado, Sandro, Meunier, Pellegrini

    Centrocampisti: Bentancur, Matuidi, Pogba, Tonali, Mandragora

    Attacco: CR7, Dybala, Werner, Kulusevski, Kean

    22 uomini, come piace a Sarri.

    #iostosempreacasa

  10. Malagò detta soluzioni al calcio, ma quando toccò a lui fu un disastro. Doveva dimettersi
    Pippo Russo
    16/04/20 19:00

    Malagò detta soluzioni al calcio, ma quando toccò a lui fu un disastro. Doveva dimettersi

    Giovanni Malagò sa come si fa. E spiega come avrebbe fatto lui, se ne avesse avuto potere, per risolvere la crisi da Covid-19 che sta devastando il mondo del calcio. Sia in Italia che all’estero. Lo ha spiegato nel corso di un’intervista rilasciata al direttore del Corriere dello Sport-Stadio, Ivan Zazzaroni. Una chiacchierata nel corso della quale il presidente del Coni ha illustrato le sue mosse più significative da quando è a capo dello sport italiano: la nuova suoneria interna dei telefoni Coni (avanti con Ennio Morricone, oh yes) e la sostituzione del logo (“il vecchio candelabro”) con “lo scudetto bordato in oro e i cinque cerchi olimpici, assoluta distinzione”. Hip hip Fuffah! E in attesa che si passi alla laminazione obbligatoria delle sopracciglia per tutti i dipendenti del Comitato Olimpico, il presidente che perennemente veglia (“Pensi che io dorma?”) sullo sport italiano ha detto la sua su come avrebbe fatto per risolvere i problemi del calcio.
    Un’iniziativa modello conclave. Avrebbe chiuso in una stanza tutte le componenti e gli stakeholders del mondo del calcio.
    Cioè la Federazione, le leghe, le associazioni dei calciatori e degli allenatori, le televisioni, persino gli organismi internazionali (loro mica possono dormire, eccheccazzo!) e non li avrebbe fatti uscire fino a che non avessero prodotto un documento condiviso. Sottinteso: decidessero pure a chi toccasse pagare il catering. Idea bellissima, da applausi a scena aperta. E però c’è un però.

    A lanciarla sarà mica lo stesso Malagò Giovanni che, da commissario della Lega di Serie A, chiuse in una stanza i presidenti della cosiddetta “Confindustria del calcio italiano” per fare eleggere Gaetano Micciché alla presidenza? Presidente doveva essere e presidente fu. Nessun dorma. Come sia andata a finire, e quali siano stati gli strascichi di quell’immane pateracchio, è noto a tutti.
    Cose che succedevano “quando c’era lui” a non dormire sulle sorti calcio italiano.
    In un paese normale, un presidente di comitato olimpico che avesse combinato siffatto disastro si sarebbe dimesso, o sarebbe stato dimissionato con le buone o con le cattive. Invece Malagò è sempre lì e racconta “quale soluzione avrei preso se”. Chiudiamolo pure in una stanza, lasciando che fra quelle quattro mura continui a coltivare l’idea di essere un grande dirigente sportivo. E fuori da quel vano provvediamo a trovare un nuovo capo per lo sport italiano. Se poi costui avesse l’abitudine di concedersi una pennica pomeridiana, ce ne faremmo una ragione.

    #iostosempreacasa

  11. Andrea Bosco

    Si tornerà a giocare. Dal 4 di maggio (salvo contrordine) ricominceranno gli allenamenti. E poi in campo. Forse dal 31 di maggio, forse entro la prima quindicina di giugno. Dove? Non si sa . Si giocherà sperando che la Dea sia misericordiosa. E se qualche foglia si staccherà dall’albero, pazienza. Per come sguaiatamente è stato insultato e zittito il professor Rezza, è evidente che sono disposti a tutto, pur di giocare.

    Alcune modeste riflessioni.

    La prima: oggi solo Juventus, Milan, Lazio e Cagliari sono in grado di garantire le norme di sicurezza sanitaria previste dal protocollo del Palazzo. Con qualche leggero aggiustamento anche Napoli e Lecce. Tutte le altre- secondo la “Gazzetta dello Sport“ sono indietro. In serie B e Lega Pro nessuna, oggi, sarebbe in grado di garantirle. I Dilettanti? Idem. Ci sarà da lavorare per far riprendere la serie A.

    La seconda: palla al centro e si parte. Poi? Poi ci si scontra, si interviene in tackle, si marca, ci si aggrappa, ci si soffia il naso con le dita, si sputa, ci si alita in faccia. Rammento che il calcio non è una fabbrica e neppure una scuola: è una attività di “contatto“.

    Nondimeno cerchiamo di essere ottimisti: dimentichiamo il quotidiano bollettino della morte e diciamo che tutto andrà bene. Tuttavia ci sono i massaggiatori: cosce e polpacci non puoi “ lavorarli “ a distanza. Ci sarebbero anche i giornalisti, i bordo-campisti e i tecnici che con loro operano . Mettiamo che tutto fili liscio: resta un aspetto etico. Per garantire la sicurezza dei calciatori (e di quanti, con loro, torneranno a lavorare nell’azienda calcio) sarà necessario un mare di tamponi. Quelli che un cittadino normale ancora non ha visto e difficilmente, in tempi brevi, vedrà. E’ giusto che un mondo privilegiato continui a vivere in una unicità di trattamento?

    Confesso che non so rispondere. Ritengo la salute prioritaria, rispetto a qualsiasi altra esigenza. Ma comprendo che Gabriele Gravina sia tra due fuochi. Ha scritto Franco Ordine sul “Giornale“: “ Da un lato la povertà di mezzi e strutture. Dall’altra l’incubo di cause promosse in caso di mancata promozione . Sola certezza: quella di scottarsi“.

    Certamente, Gravina è sulla graticola. Ma proprio per questo, stante l’emergenza, dovrebbe dedicarsi, da subito, a redigere un radicale piano di riforma. Con una Costituzione, ormai sistematicamente calpestata nel nome dell’emergenza, il governo ci metterebbe un secondo a commissariare, imponendo le riforme per decreto .

    Gravina dovrebbe fare un copia-incolla del piano di Carlo Tavecchio e tenersi pronto.

    Ma Gravina non lo farà. Nonostante appaia evidente che il calcio in Italia, così com’è, non potrà continuare. Reputo che ai dilettanti debba provvedere lo Stato: garantendo l’aspetto sociale del movimento di base. Ma eliminando ogni tentazione mercantilistica. Fuori dai denti : ci sono tanti mestieri oltre a quello di tirar calci ad un pallone .

    Dopo il centrocampo ecco le mie valutazioni sull’attacco della Juventus che verrà. Due punti fermi: Ronaldo e Dybala. Non credete a quanti predicono che cambieranno casacca. La cambierà, quasi certamente Higuain. Flash Costa, potrebbe. Non credo Cuadrado. E mi rifiuto di pensare che Sarri voglia liberarsi di Bernardeschi, senza prima avergli offerto la possibilità di giocare da mezz’ala.

    Ci sarà Kulusevski, già acquistato. Ala alla Robben, dotato di fisico, tecnica e velocità. Per questo credo poco all’interesse di Paratici per Torres: a meno che l’iberico non possa arrivare a prezzo di saldo. E’ circolato il nome di Di Maria: gran giocatore non si muoverà da Parigi. Quanto a Chiesa, la pista sembra essersi raffreddata. Continua il tormentone Icardi. Nonostante l’indubbia qualità del giocatore, reputo non sia l’attaccante giusto da affiancare a Ronaldo e Dybala. Mi sembra, viceversa, intrigante la pista Gabriel Jesus, nel quadro di un scambio con Costa . Resta in essere la pista Haaland. Inseguito anche dal Real Madrid ma che difficilmente si muoverà da Dortmund nella prossima sessione di mercato. Nel 2022 ha una clausola di 65 milioni di sterline esercitabile per farlo uscire dal contratto. Il suo procuratore è Mino Raiola. Che Paratici chiama ogni giorno per essere aggiornato su Pogba e appunto Haaland.

    • Andrea Bosco ha colto nel segno e condivido.
      Questa federazione va cambiata.

      • Infatti
        Non ci vuole molto a capire che il gioco non vale la candela, troppe potrebbero essere le implicazioni negative.
        Piacerebbe anche a me rivedere la ripresa e quindi guardare le gare, ma se questo significasse un aumento del rischio,rinuncio volentieri in nome della battaglia che si sta combattendo.penso che il cammino sia lungo.

        • andrea (the original)

          Basta giocare a porte chiuse e soprattutto, basta che i calciatori per una volta nella vita si comportino come persone normali, quindi terminati allenamenti e partite continuino a chiudersi nelle ville e a far collegamenti video stupidi invece di andare in giro a far festini.

  12. MATERAZZI affianca Pistocco

    L’ex difensore dell’Inter Marco Materazzi ha parlato ironicamente della Juventus in diretta Instagram: “La Juventus deve pensare a vincere la Champions, che quest’anno ha un nuovo format. Anche se la vincono, non si può definire come tale; ovviamente scherzo.

  13. DAL 4 MAGGIO NON PIÙ TARDI DEL 7 DOVREBBERO RIAPRIRE RISTORANTI PIZXERIE E BAR

    http://www.ilgolosario.it/it/inchiesta-ristorazione-plexiglass

  14. Sarri risponde così ad una domanda sull’affetto che i tifosi juventini manifestano in tutta italia.
    Sarri: “Due cose mi hanno colpito. Noi siamo circondati da amore in qualsiasi posto di Italia ma anche da odio. Questa è una cosa che capisci solo quando vivi la Juve. Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi guardi i numeri e capisci che vanno in un’altra direzione. Personalmente sono stato fischiato a Napoli dove sono nato e ho dato tutto, se non ho vinto è perché sono scarso ma io ho dato tutto quello che avevo. A Torino i tifosi della Fiorentina hanno fatto cori insultando mia madre e questo ti fa capire quanto odio c’è nei confronti di questa squadra. Quando vedi l’odio esterno ti attacchi all’interno e ti innamori della realtà. Se diventi gobbo lo diventi anche perché sei sempre attaccato dall’esterno. Va detto anche che in qualsiasi parte d’Italia abbiamo grandissimo affetto”

    • Ma era sobrio?🤔🤣

    • Scusami luigis…mi sono distratto un attimo e non avevo visto il tuo.

    • andrea (the original)

      Sarri è un persona seria, si pone in modo trasparente e non opportunistico..il senso è lo stesso delle parole dette nel post gara di Napoli-Juve, a proposito della domanda sulla maglia a striscie.
      Solo che il popolo juventino è popolo e abbiamo visto in questo quanto sia poco attivato il cervello dal popolo.

      • Questa volta, caro Andrea, ti dico che l’hai fatta fuori dal vaso…secchio e scopettone please…devi solo che pulire, se non te lo dicono Cinzia e Benedetto mi permetto di suggerirtelo io…credo che qui i Pezzi di Kacca fuori dal vaso non li vogliamo.

        • andrea (the original)

          Confermo quanto detto Max, credo che invocare Benedetto o Cinzia inopportuno sia per il momento che stiamo vivendo, sia perché se non sono intervenuti vuol dire che va bene così, sia perché non lo stesso chiedendo io un intervento rispetto alla tua ingiuria.

  15. Secondo me ha solo fatto outing.
    Misureremo il reale valore di questa presa di coscienza.

  16. L’HO SENTITO CON I MIEI OCCHI

    Essere Juventini: Sarri parla del suo impatto con la Juve e dice cose niente affatto banali.
    “Due cose mi hanno colpito.
    Noi siamo circondati da amore in qualsiasi posto di Italia ma anche da odio.
    Questa è una cosa che capisci solo quando vivi la Juve.
    Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi guardi i numeri e capisci che vanno in tutt’altra direzione. Personalmente sono stato fischiato a Napoli dove sono nato e ho dato tutto, se non ho vinto è perché sono scarso.
    A Torino i tifosi della Fiorentina hanno fatto cori insultando mia madre e questo ti fa capire quanto odio c’è per la Juve.
    Quando vedi l’odio esterno ti attacchi all’interno e ti innamori della realtà.
    Se diventi gobbo lo diventi anche perché sei sempre attaccato dall’esterno”.

    Ho guardato bene, con le mie orecchie, non aveva nessuna fiaschetta vicino…a fumare fumava…che vuoi che sia per uno che ha superato una polmonite vuoi che gli metta paura un pò di coronavirusbin giro ?

    #iostosempreacasa

    • Beh Barò, vai a leggere le biografie di Lippi ante e post Juventus. Lui figlio di comunisti che odiavano e che vedevano in Agnelli la faccia del padrone da odiare.
      Oggi se ti permetti di dire qualcosa contro la Juventus a Lippi, questo ti mangia vivo , prima con gli occhi poi con le parole per non arrivare poi alle mani, come se gli toccassi la madre.
      La Juve è un amore di cui se non sei innamorato prima ( e noi da tifosi siamo fortunati ) ti fa innamorare in corso d’opera solo se la frequenti.
      Chi odia la Juve è solo un frustrato che non potendosi mettere al suo pari, non ha altra possibilità che poterla invidiare e quindi poi subito dopo, odiare.
      Mi fa piacere che Sarri ci abbia messo così poco a capire in che ambiente è piombato. Comunque quando ti toccano gli affetti e il tuo ego senza motivo, è più facile riuscire ad essere sereni per poter capire quanto il tifo possa diventare cattiveria allo stato puro.

  17. 19 APRILE 2017

    La Juve nella serata al Camp Nou concede un solo tiro in porta al Barça difendendo i 3 goal dell’andata, finisce 0-0 e va in semifinale.

    Eliminato anche il Monaco vola a Cardiff…e proprio questa mattina sky (203) ha riproposto quella finale contro il Real di Ronaldo.
    Primo tempo giocato alla grande, Mario al minuto 27 con una sontuosa rovesciata pareggia il goal di Ronaldo…e continua ad attaccare Ramos stende Dybala in ripartenza, punizione in favore nostro, non contento il solito Ramos stende anche Alves e poi sul finire del tempo Carvacal zoppa Mariolone il migliore in campo fino a quel momento…ho avuto la forza di guardare le sconcezze dei madrileni su i nostri giocatori senza che l’arbitro intervenisse…poi l’autorete di Khedira…

    #iostosempreacasa

  18. Sarri disse “. Rigori? Dobbiamo rifare la maglia a strisce”
    Questo vuol dire che con la nuova maglia nisba rigori e con quella vecchia fioccavano i rigori.
    Ambiguo e improvvido. E non e’ nemmeno un caso di incapacita’ comunicativa ma di assoluto scollegamento lingua cervello per essere proprio buoni.ha detto quello che pensava sempre.
    Ripeto ha fatto outing adesso, solo adesso, sempre che sia vero.

    • Se si tratta di outing e’ anche formulato male, pensandoci.
      excusatio non petita, accusatio manifesta.

      Insomma una mina vagante…

  19. “Tifare Juventus? È un difetto”

    25 settembre 2015, il Napoli si appresta a sfidare la Juventus. In conferenza stampa, Sarri parla del divieto di trasferta al San Paolo per i tifosi bianconeri. “Io penso che le responsabilità siano individuali, le pene collettive non mi piacciono. La maggior parte dei sostenitori della Juventus sono brave persone, hanno solo il difetto di tifare Juve. Chi sbaglia deve andare in galera”. E poi: “Sulla Juve la penso come i tifosi, ho il loro stesso retro-pensiero ma non fatemi entrare nei dettagli”.

    “Per ottenere un rigore bisogna avere la maglia a righe”

    8 novembre 2015, il Napoli ha appena battuto 1-0 l’Udinese. In conferenza stampa, Sarri si lamenta per un possibile rigore non dato ai partenopei. “Come può avere un rigore il Napoli? Bisogna fare le maglie a righe”.

    “Io alla Juve? Ci sono gli estremi per una querela”

    9 febbraio 2017, forse la frase di Sarri più nota tra quelle contro la Juventus. Parlando con i giornalisti, gli viene chiesto di un suo presunto incontro con un dirigente bianconero. “Io alla Juventus? Forse ci sono gli estremi per una querela”, risponde serissimo.

    I calendari che favorirebbero la Juve

    21 gennaio 2018, Sarri si lancia in una filippica contro la Lega Calcio sulla questione dei calendari. “Vedendo il calendario, la Juve ha gare abbastanza abbordabili, a parte che per la Juventus lo sono tutte, e questo potrebbe metterci pressione. Penso sia stato un errore mastodontico fatto dalla Lega, in alcune gare si poteva mediare e creare soluzioni simili, quindi o giocare in contemporanea o fare giocare qualche gara avanti noi. Si è verificata una combinazione su un milione. Mi dispiace, sono certo che si sia verificata in buona fede, ma un minimo di dubbio sulle capacità di chi deve organizzare queste cose mi viene”.

    “Cosa penso del gol della Juve? Meglio non dirlo”

    4 marzo 2018, il Napoli perde con la Roma partita e un pezzo di scudetto. Infatti, la Juve vince a Roma contro la Lazio grazie a un gol nel recupero di Dybala. Il commento di Sarri: “Il mio primo pensiero alla rete della Juve? È meglio che non lo dico”.
    “Napoli sarà sempre squadra del mio cuore”

    22 aprile 2018, il Napoli ha appena battuto la Juventus a Torino e Sarri commenta: “Sento molto la responsabilità di dare soddisfazioni a questo popolo. Il Napoli sarà sempre la mia squadra del cuore. Quando smetterò, a chi mi chiederà chi hai allenato risponderò subito il Napoli, indipendentemente dalle squadre che potrò allenare nel futuro”.

    “Con un sistema più povero si impoveriscono anche i ricchi”

    29 aprile 2018, il giorno dello scudetto perso in albergo. La Juve batte l’Inter in rimonta, il Napoli crolla a Firenze. Sarri tira una frecciata alla Juve e a tutto il sistema-calcio: “La gente non ha più fiducia nel calcio italiano? Bisogna pensare solo al campo senza secondi pensieri, io non voglio pensare a nient’altro. Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi finirà anche quello che vediamo in Italia. Il rischio è perdere tanti appassionati che hanno la sfortuna di tifare squadre che sanno di non vincere mai. Impoverendo il sistema, si impoveriscono anche i più ricchi”

    “Inter-Juve? Ho ancora mal di pancia”

    7 settembre 2018, in un’intervista a Il Mattino il neo tecnico del Chelsea parla del titolo solo sfiorato qualche mese prima. “Lo scudetto? Mi capita di ripensarci. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Mal di pancia per Inter-Juve? Sì. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita”.

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