Juventus in ritiro: basterà per uscire dalla crisi?

  1. Ciao Ben,
    Ho ascoltato la vostra analisi e sinceramente mi sorprende che pensiate che gli ultimi risultati siano venuti a causa di una sorta di conversione di Allegri al “calcio spettacolo”.
    A calcio si gioca per fare gol e vincere, non è pensabile che una squadra come la Juve non possa mettere il naso fuori dalla propria metà campo. Non è che superare il centrocampo o mettere tanti attaccanti sia sinonimo di spettacolo.
    Piuttosto ieri leggevo un articolo che riporta dati interessanti su come la Juve interpreta le partite:

    TUTTI DIETRO E SCARSA PRODUZIONE OFFENSIVA
    Tempo di ritiro per la Juventus, uscita con le ossa rotte dalla partita contro il Verona allo Stadio Bentegodi ed entrata ufficialmente nella crisi più buia degli ultimi dieci anni. Tempo di riflessioni e soprattutto di lavoro per la squadra di Massimiliano Allegri, che dovrà capire quanto prima gli aspetti sui quali intervenire per risolvere i problemi più o meno evidenti e risistemare una classifica da brividi. Un piccolo aiuto al tecnico e al suo staff potrà arrivare anche dai numeri, che nel calcio non raccontano tutto, ma spesso sono utili per inquadrare la situazione e fare un po’ di chiarezza. E come riporta l’edizione odierna di Repubblica, “le statistiche parlano di una squadra che, molto banalmente, non fa gioco, ha una modesta produzione offensiva e la maggior parte del tempo la passa tra la metà campo e la propria area di rigore”. L’analisi del quotidiano si fonda sui dati ufficiali della Lega Calcio e sulle elaborazioni del sito specializzato WhoScored, aggiornati a sabato sera e dunque prima delle partite domenicali dell’undicesima giornata.

    TIRI – La Juventus è dodicesima per gol fatti (1,36) a partita, nona per tiri totali e appena undicesima per tiri nello specchio, dati che per altro ha migliorato nelle ultime due partite, pur perdendo contro Sassuolo e Verona, se non altro perché è stata “costretta” ad attaccare. Altro dato significativo: i bianconeri sono secondi per tiri fuori.

    STILE DI ATTACCO – Contro Sassuolo e Verona la Juve ha finalmente avuto una percentuale di possesso palla superiore a quella dell’avversario, però rimane la nona del campionato in questa speciale classifica, con poco più del 50%. Come attaccano i bianconeri? Fanno pochi cross (quelli “utili” sono 2,3 a partita: la squadra di Allegri è tredicesima) ma battono anche pochissimi corner (sono undicesimi in questo fondamentale). La precisione dei passaggi è nella norma (è ottava), ma c’è una statistica in cui la Juve spicca ed è quella del lanci lunghi, in cui è seconda dietro la Fiorentina.

    CONTRASTI – A Verona, l’allenatore livornese si è lamentato: “L’Hellas ha vinto tutti i contrasti e i duelli aerei, e ha fatto più falli di noi: ha meritato di vincere per questo” (per onor di cronaca, i numeri lo hanno poi smentito, ndr.). In effetti, la Juve è solamente quattordicesima per numero di contrasti, ma non è vero che non sia fallosa: soltanto Torino, Verona e Venezia lo sono di più. Piuttosto, è addirittura penultima nei passaggi intercettati: significa che non ha un’organizzazione difensiva collettiva efficace e quindi non sa prevedere, e interrompere, lo sviluppo del gioco avversario.

    TUTTI DIETRO – Questo lo si nota a occhio nudo: la Juve passa moltissimo tempo nei dintorni di Szczesny anche se nelle ultime tre gare (includendo il pareggio contro l’Inter) ha dovuto per forza di cose alzare il baricentro della manovra una volta che si è trovata in svantaggio. Sta di fatto che è addirittura terz’ultima per tempo di gioco passato nel terzo di campo offensivo: peggio fanno solamente Sassuolo e Venezia. È invece settima per occupazione del terzo difensivo (cioè dei 35 metri davanti al proprio portiere) e soprattutto seconda di quello centrale, cioè della porzione di terreno a cavallo della linea di centrocampo: il 46% del tempo lo passa lì, mentre ai trenta metri più avanzati dedica soltanto il 25% delle sue partite. Calcolando anche il 29% dei minuti trascorsi in difesa, si arriva alla conclusione che i tre quarti del tempo la Juventus li spende lontano dalla porta avversaria. E alla fine i risultati si vedono. (Il Bianconero).

  2. Kris, tanto ormai è tutto inutile. Stiamo pagando e non so ancora x quanto tempo il gravissimo errore di 2 anni fa. Tanti addirittura dicono che il ciclo di Allegri era finito a Cardiff. X carità, opinione rispettabilissima. X ne a Cardiff era finito il ciclo di una squadra che aveva vinto praticamente tutto e doveva già rinnovarsi all’ora ma sempre con lo stesso allenatore: allenatore che, mi ripeto x l’ennesima volta, non era da riprendere assolutamente così come Conte o chi è già stato alla Juve. Sì doveva avere il coraggio di cambiare 5/6 giocatori. Né sarebbero arrivati altri dello stesso livello ne sono sicuro ma con motivazioni diverse.

    • Ciao Germano,
      Beh, intanto non sappiamo chi fossero i 5/6 che voleva cambiare Allegri. Però ora ne ha vari nuovi con cui costruire qualcosa.

      • Kris, tutti i 5/6 che voleva cambiare non li so neanche io xrò di sicuro uno era Dybala che all’epoca aveva anche mercato e incassavo una bella cifra da reinvestire. Io mi auguro che quest’anno possa esplodere ma non lo vedo sinceramente come leader, come uno che possa prendersi la squadra sulle proprie spalle. X fare questo non basta la tecnica; bisogna essere leader nella testa e nella mentalità e io questo in Dybala ancora non l’ho visto. X concludere sinceramente mi fanno anche un po’sorridere alcuni commenti di tifosi nei vari blog di Tuttosport. Dunque, Dybala è quello con più qualità, se non l’unico (e Chiesa domando io?) e nello stesso tempo la Juventus è una squadra mediocre. Quindi Dybala è il migliore di una squadra mediocre? No xchè un conto esserlo di una grande squadra, un conto di una mediocre. Nel secondo caso significherebbe che anche lui non è che sia così eccelso eh. Concludo. Cambiare 5/6 giocatori 2 anni fa o oggi non è proprio la stessa cosa. 2 anni fa potevi con le vendite incassare molto di più e puntare a profili (almeno sulla carta) molto più forti di quelli attuali a cominciare dai centrocampisti (a parte Chiesa ovviamente).

  3. Personalmente non riesco a considerare questa squadra una grande squadra.Saro’monotono, ma un terzo dei giocatori attuali non solo non servono a quello che dobbiamo fare, ma non sono proprio da Juve. Mancano anche quelli che dovrebbero sostenere l’allenatore e che capiscano di calcio e che la Juve ha sempre avuto. Inutile fare nomi, marotta, moggi, Bettega ecc ecc. Sono mancati logicamente anche a Pirlo e Sarri.

    Io vorrei sapere l’allenatore con chi si confronta e interagisce.

    Do molta importanza ai dati statistici e quelli messi da Kris sono disastrosi. Servirebbero per correggere il tiro e capire dove intervenire prima,altrimenti a che pro?

    • Infatti Tino, non è una grande squadra. Giustamente dici che mancano uomini di peso in campo ed in società.
      Credo che nessuno si aspettasse di dominare il campionato, ma nemmeno di arrivare a novembre in queste condizioni (E menomale che almeno per il girone di Champions siamo a buon punto).
      Perché al netto delle lacune della rosa, mi pare che stiamo comunque rendendo ben al di sotto delle possibilità.
      I fatti finora dicono che siamo riusciti a fare punti quando abbiamo alzato il muro difensivo, ma quando ci siamo visti nella situazione di dover fare la partita è venuta meno quella solidità dietro.
      A novembre mi sarei aspettato che la squadra non avesse un problema del genere.
      Speriamo che il ritiro serva a qualcosa, anche se dubito molto di questo tipo di rimedi.
      Anche perché dopo mi pare ci sia solo una partita e poi la sosta della nazionale.

  4. Ps
    Ci sfottono sul web perché
    volevamo fare la superlega. Peccato che questa squadra è venuta fuori dopo come molti elementi. In ogni caso meglio che cagarsi sotto e tirare i remi in barca alla prima pioggerellina come hanno fatto a Milano. Del resto con la cloaca debitoria in cui nuotano non esistevano presupposti.

  5. Germano,
    Dybala è un altro indicatore della confusione che c’è stata negli ultimi anni in società…ora lo vendo, ora non lo vendo, poi lo scambio con Lukaku, poi invece no e lo metto al centro del progetto, però l’anno dopo s’avvicina alla scadenza e lo rimetto in discussione, poi lo rinnovo, poi non lo rinnovo.
    In questa Juve è sicuramente un leader tecnico. Ma a sentire Chiellini pare che anche lei spogliatoio gli riconosca un certo ruolo al di là del talento. Si spera piuttosto che il fisico lo assista di più che nell’ultimo anno.
    Sicuramente in questi anni è stato uno dei pochi con mercato, ma proprio uno dei pochi, perché quelli che avevamo necessità di cambiare praticamente non li voleva nessuno… kedhira, Matuidi, Mandzukic, Higuain ecc.

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