Juve Night Show s02 e14 specialemercato ore 22

  1. #IlFazioso

    𝗤𝘂𝗲𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝗶𝗳𝗼𝘀𝗶 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 (𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲) 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗝𝘂𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀

    Nessuno si aspettava un mercato come quello di questo gennaio da parte della Juve. Un po’ perché, con grande tatticismo, sia Arrivabene che Allegri avevano detto che non ci sarebbero stati cambiamenti, sia perché la Juve viene ormai raccontata, su giornali e tv, in modo fazioso e del tutto slegato dalla realtà.

    A Sky, fino al giorno prima dell’ufficialità di Vlahovic, continuavano a ripetere che la Juve non avrebbe comprato nessuno, al limite avrebbe puntato sul prestito di Scamacca.
    A Deejay, Zazzaroni e Caressa se la ridevano spiegando che la Juve “deve vendere, altro che Vlahovic”. Del resto, Zazza è quello che, a proposito di Ronaldo, parlava di “mendesata”.
    Su tutti i blog e i giornali, il concetto era semplice: raccontare di una Juve piena di debiti e, praticamente, nella stessa situazione dell’Inter, ossia: pochi sogni, tante operazioni in chiave futura.

    E dire che basterebbe aver frequentato qualche lezione di economia aziendale al liceo per capire la differenza tra l’aumento di capitale sottoscritto da Exor e l’emissione di un nuovo bond per l’Inter.

    Ve la spiego semplice e da non addetti ai lavori: nel primo caso, la proprietà mette soldi VERI per coprire i debiti e per finanziare parte del mercato (io non ci credevo, eppure era scritto nel documento ufficiale presentato dalla Juve); nel secondo, si tratta invece di RIFINANZIARE il debito, poiché la proprietà non può, o non vuole, metterci soldi propri. E attenzione: quando rifinanzi il debito ci paghi gli interessi, perché certe operazioni non sono gratis.

    Questo è quel che i giornalisti fingono di non sapere o non sanno e che i tifosi avversari non possono sapere: la Juventus ha una proprietà che, in virtù delle ultime mega operazioni finanziarie, ha in pancia miliardi di euro. Ma miliardi veri, non milioncini alla Urbano Cairo, per dire.

    L’Inter può fallire, perché ha una proprietà legata ad uno stato comunista e che deve per forza rimettere a posto i conti.

    Il Milan rischiò di fallire e si ridimensionò, perché non c’era più Silvio a metterci i soldini.

    La Juventus, no, non può fallire. Non è fallita quando la Fiat era sull’orlo del dissesto (anni ’90, ’00 e fino all’avvento di Marchionne), non fallirà ora che, praticamente, si è liberata del pacco Fiat e ha miliardi che non sa neanche come investire.

    Chiaro, non dobbiamo illuderci: la Exor non è come la proprietà del City o del PSG e certe follie non si faranno. Mai. Anzi, purtroppo il limite del campionato italiano sarà sempre il nostro limite estremo (la Superlega nasceva per questo). La Juve DEVE sistemare i conti, perché sa che può tornare a primeggiare in Italia e competere in Europa anche con i bilanci in equilibrio.

    Ma fallire, no, non può.

    Così, giornalisti cari, ci restate male voi, ma ci restano male anche i tifosi che odiano la Juve, perché non capiscono quella realtà che, invece, dovreste essere voi a spiegare.

    Quel che i giornalisti italiani dovrebbero raccontare è che la Juve fa sul serio e ha, finalmente, un progetto.

    Abbandonate definitivamente le velleità belgiuochiste degli ultimi anni, si ricostruisce alternando colpi pazzeschi alla Vlahovic con giocatori ancora giovani ma già pronti (senza illudersi che ragazzini che faticano in C possano essere titolari in Champions, dai, su).
    E se questo dovesse significare il cedere giocatori anche giovani ma sui quali non si è convinti (vedi Kulu e Bentancur), lo si fa, come era solito fare Moggi, che vendeva il mostro Zidane per prendersi Nedved, Buffon e Thuram.

    Il tutto, liberandosi di ingaggi folli per giocatori che non sono che buone riserve. Non a caso, Zakaria pare abbia un ingaggio di 3 milioni, del tutto sostenibile.

    Quindi, chi sogna una Juve che torna a dominare in Italia e a competere dove può, sarà presto soddisfatto.

    Invece chi sogna rivoluzioni di gioco in chiave adanista, chi sogna una squadra di soli giocatori giovani e di fantasia, chi sogna una Juve che cerca di competere con City e PSG sul loro stesso piano, ne rimarrà deluso.

    Ma loro sono delusi sempre, sono i “mai cuntent”, tendenzialmente ragazzini che hanno visto il calcio sulla playstation e si nutrono delle stupidaggini di Adani.

    Per loro, ci sarà sempre e solo sofferenza.

    Dispiace…

    Emiliano Faziosi

  2. Saint George

    Un plauso ad Entony che ha riportato il pezzo di Emiliano Faziosi. Un applauso al mercato invernale della dirigenza juventina che qualcuno ne narrava le assenze in questo mercato e anche prima del duo Agnelli-Elkann invece come si comportano i veri datori di lavoro con la messa in opera di Cherubini e Arrivabene hanno messo su un mercato che non si vedeva dai tempi ormai remoti del grande Luciano Moggi. Non è tanto l’acquisto del sostituto di cr7 a far salire il voto della dirigenza ma le cessioni e soprattutto quella di Ramsey che in tutti i modi possibili e inimmaginabili cercava di rimanere attaccato alla mammella prolifica della Juventus.
    Sette milioni lo stipendio di Vlahovic e da quello non si sale a meno che non si ritorni a vincere non solo in Italia ma soprattutto in Europa. Dybala si dovrà adeguare allo stipendio prendere o lasciare e possibilmente giocare con consecutività. Portare la fascia di capitano con valore nelle partite che contano.
    Il quarto posto sembrerebbe alla portata ma temo ancora l’utilizzo della var,gli arbitri continueranno a comportarsi come hanno fatto fin’ora non c’è Vlahovic che tenga o uno Zakaria a far cambiare modo di arbitrare anzi se Zakaria in Germania faceva un fallo a partita qui da noi potrebbe beccarsi un’ammonizione a partita.

  3. L’articolo mi piace e non poco, ma solo fino alla frase “Abbandonate definitivamente le vellaità belgiuochiste…”
    Non perché abbia mai sognato una Juve alla Sarri, del quale mi importa poco o nulla, visto il gioco sempre uguale a se stesso che predica, ma perché nonostante i limiti e le varie sfighe noi in coppa con Trap, abbiamo vinto e con Lippi oltre a vincere abbiamo pure giocato un gran calcio, nonostante la Serie A. Per non dimenticare la Juve di Zoff che vinse con tante idee e con una Juve del non abituale livello.
    Quindi si, concordo sul fatto che la Superleague sia una grandissima idea per noi malati di calcio e grandi sfide, che non ce ne importa nulla della rivalità con la viola, ma non una soluzione per vincere in Europa, ed eviterei di cercare scuse alle disfatte europee degli ultimi 20 anni.
    Altri tempi, vero, ma se il calcio cambia, i calciatori no. A 20 anni sono ragazzini, a 30 semplicemente vecchi, a parte le solite eccezioni.
    Se guardo al passato, la Juve più vincente di tutte è stata quella del ’77. Scudetto e Coppa Uefa, quindi vincente in Europa, non “primeggiante”.
    11 giocatori italiani, all’epoca gli spagnoli avevano stranieri, oriundi ecc. Eppure la lotta impari fu’ vinta da una Juve composta da giocatori che all’epoca della finale avevano un’età media alta 29 anni, ma che arrivarono alla Juve da giovanissimi, Bettega ad 11 anni, era uno del vivaio infatti, Causio a 17, Cuccureddu e Gentile a 20, Scirea e Tardelli a 21, Benetti a 23, Morini a 25. I soli Zoff 30 e Boninsegna 33, arrivarono terdi.
    Poi ci fu la volta di Lippi e della Champions League, anche questa vinse, non primeggiò.
    Qui 9 italiani e due soli stranieri ed anche qui l’impari lotta fu vinta. La Juve era composta da giocatori con un età media di 28 anni, ma che arrivarono alla Juve da giovanissimi anche se meno, rispetto alla prima. DelPiero 19, Peruzzi e Pessotto 21, Torricelli e Conte 22, Sousa e Ravanelli 24, Deschamps 26, Ferrara 27, Vialli 28 e solo Vierchowood a 36.
    Insomma questi due esempi confutano chiaramente chi ci racconta un sacco di balle come il Faziosi.
    Lasciamo perdere Adani e concentriamoci sulla frase:
    “Abbandonate definitivamente le velleità belgiuochiste degli ultimi anni, si ricostruisce alternando colpi pazzeschi alla Vlahovic con giocatori ancora giovani ma già pronti (senza illudersi che ragazzini che faticano in C possano essere titolari in Champions, dai, su)”.
    – La Juve di Lippi faceva un gran calcio, possesso, pressing alto, verticalizzazioni improvvise
    – Le due Juventus di cui sopra dimostrano che le squadre si costruiscono sui giovani
    – Nei gruppi che faticano in C bisogna saper cogliere il talento e farlo crescere in prima squadra.
    Insomma Vlahovic non è un colpo pazzesco, lo sarebbe stato se lo avessimo soffiato alla Viola prima che diventasse Vlahovic. Un colpo Pazzesco fu Bettega, fu Marchisio, fu Del Piero! Ma anche Torricelli forse, come colpo il più grande di tutti.
    In buona sostanza rivogliamo la vecchia Juve, una squadra dove l’occhio scova il talento nei giovani e dove il lavoro trasforma i giovani in giocatori, poi in squadra, quindi in campioni.
    E poi mi si permetta, la Juve non Compete dove può!

  4. Che Pippone per non dire niente Luca. Io la Juve del Trap la tengo negli occhi più di questa e ti posso assicurare che quella squadra prima e dopo 1982 giocava di rimessa, tantè che ricordo un alterco tra Platini ed il Trap stesso in cui il francese chiedeva una squadra più orientata in avanti ed il grande Trap che gli rispondeva, certo, se tu inizi a muoverti di più per fare il primo pressing sui portatori di palla, si può anche fare.
    Quella di lippi è un’altra cosa, ma quella Juve aveva molti uomini che sapevano fare sacrifici, Vialli in primis che sembrava avesse 1000 polmoni e poi in quella squadra c’erano dei mediani con dei piedini non da poco come il Putboll ed il francese che oggi è l’allenatore della sua nazionale. Ogni squadra deve avere gli interpreti giusti per poter sviluppare quello che vuoi fare. Io penso che invece il più bravo è quello che riesce a tirare fuori dal materiale che ha a disposizione il suo meglio. Guarda che proprio ieri sera il Psg di Messi è stato fatto fuori da una squadra qualunque nella loro coppa di Francia. E loro lì giocano soli contro nessuno.

  5. E per rispondere a te Luca, mi sono dimenticato di ringraziare Sain George per l’apprezzamento che mi ricorda un vecchio ( non di età lui è ancora molto giovane) amico friulano con cui abbiamo passato qualche raduno di indomiti.

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