No related posts.
Scritto da Cinzia Fresia
In precedenza ho scritto di non avere troppe aspettative, e la prima partita di campionato conferma …
Frosinone – Juventus 0-1
Pagelle di Ben Alessandro Magno Croce
VICARIO 6 – Una sola parata ‘’difficile’’, un tiro dalla distanza ben …
Scritto da Cinzia Fresia
Confesso che il rientro della serie a non mi entusiasma per niente. Per come è ridotto il …
https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2026/08/11/juventus-palermo-risultato-gol-amichevole
JUVENTUS IN CRESCITA RISPETTO ALLE ALTRE USCITE ANCHE PER LA PRESENZA DI MOLTI TITOLARI. MILIK HA DIMOSTRATO CHE SE STESSE …

VINCENZO RICCHIUTI : Calciopoli, farsa di una lunga estate
RICCARDO GRAMAZIO: SONNIFERA
VINCENZO RICCHIUTI: UNO 1
RICCARDO GRAMAZIO: CLICHÉ NOIR
MARCO SANTARELLI: L'AMORE OLTRE
CARLO AMEDEO COLETTA : JERRY COMANO
CARLO AMEDEO COLETTA: CHARLIE JUMP
| Plugin creado por AcIDc00L: noticias juegos |
| Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web |

Il campianato delle 3 scimmiette:
1) Torino-inter: fallo in area di Ranocchia su Belotti.
Il Var non sente, non vede, non parla.
2) Juve-inter: fallo in area di Bastoni su Zakaria.
Il Var non sente, non vede, non parla.
3) Torino-Milan: Singo in area spinge a terra col gomito Theo Hernadez.
Il Var non sente, non vede, non parla.
https://www.youtube.com/watch?v=OQDfnG1LcJw
Era già scritto nelle (2) stelle nerazzurre che l’ennesimo regalo all’inter dovesse passare da Torino.
Loro invece hanno sentito, visto e parlato così:
Luca Marelli, ex arbitro, in un intervento a DAZN ha spiegato che per il contatto tra Singo e Theo sarebbe stato corretto assegnare il calcio di rigore: “Sappiamo che spalla contro spalla è regolare, ma questo è spalla contro schiena e non è regolare. C’è la spinta evidente di Singo. Per quanto mi riguarda, questo è più calcio di rigore che intervento regolare”.
Graziano Cesari, ex arbitro, ha commentato il contatto tra Singo e Theo Hernandez: “La spinta di Singo avviena con il braccio sinistro sulla schiena del francese. Non è un contrasto spalla contro spalla che invece da regolamento sarebbe regolare.”
LO SFOGO DI PAVEL
Come già accennato, quelli di sky durante l’intervista post-partita a Allegri, era stata montata ad arte per far sembrare che era mentre avveniva il cambio Dybala-Kean.
E infatti non era così.
Seduto di fianco al ds Cherubini, il vice presidente ce l’aveva dunque con le difficoltà dell’argentino, che prima dell’assist per Vlahovic non aveva certamente brillato.
E anche sui complimenti ricevuti dalla Juve dopo la sconfitta contro l’inter, quando si perde, la società è allineata tant’è che Nedved ha stroncato sul nascere la polemica. Secondo Tuttosport Pavel “intendeva dire che mai come ora è il momento di vincere, perché al Museum vanno le Coppe, non i messaggi di apprezzamento”.
LA PENNA ANTIJUVENTINA
“Abbiamo una classe arbitrale così malmessa che a fine 2021, avendo l’Italia un solo arbitro nella categoria Uefa Elite (i fischietti abilitati a dirigere le finali europee e i match della fase finale di Champions: Germania e Spagna ne hanno quattro, la Francia tre, noi eravamo in compagnia di Israele e Bielorussia a quota uno), su pressione di Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri Uefa, l’Aia promuoveva a secondo “Élite” Davide Massa; con faccia tosta visto che il nostro, coinvolto nell’avvilente scandalo rimborsi-spesa gonfiati, era reduce da una sospensione punitiva; e accendendo un cero alla Madonna visto che la precedente scelta in tema Élite era stata quella di Rocchi che in un tragico Chelsea-Ajax 4-4 (9 febbraio 2020) era riuscito nell’impresa di espellere due giocatori dell’Ajax punendo l’Ajax con un rigore nella stessa azione, mentre il gioco avrebbe dovuto essere interrotto per una precedente irregolarità. L’Uefa, riunitasi a Maiorca, si scusò per il disastro, l’Ajax chiese un risarcimento di 12 milioni per la mancata qualificazione (stava vincendo 4-2). Per la cronaca a due anni di distanza Rocchi è oggi il nuovo designatore arbitrale italiano. Sic. Ma torniamo a Massa. Che appena appuntatasi al petto la targhetta Élite, balza subito agli onori della cronaca, firmando, in coppia con Guida, l’ultimo obbrobrio arbitrale della Serie A: il rigore negato al Torino in Torino-inter 1-1 “rigore che anche un bambino di 2 anni avrebbe visto (…).
Mentre lo sconcerto è ai massimi e la stessa Aia predispone una sospensione per Massa e Guida di almeno un mese, ecco Massa che quattro giorni dopo il misfatto se ne va bel bello ad arbitrare Lille-Chelsea di Champions”.
𝗡𝗢𝗡 𝗘’ 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗗𝗥𝗘𝗔 𝗔𝗚𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗦𝗘 𝗟𝗔 𝗝𝗨𝗩𝗘 𝗛𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝟮 𝗖𝗛𝗔𝗠𝗣𝗜𝗢𝗡𝗦
(Emiliano Faziosi)
Per anni mi sono chiesto quale fosse il motivo per il quale un ciclo vincente come quello di Andrea Agnelli (presidente dal 2011) e, successivamente e congiuntamente di Massimiliano Allegri (5 scudetti), fosse costantemente sminuito quando non dileggiato da tanti tifosi juventini o presunti tali, specie relativamente a quelli più giovani.
Ora, finalmente, ho capito.
Ho capito che il Peccato Originale, per tanti tifosi, è quello di avere solo 2 Champions in bacheca, mentre l’Inter ne ha 3 e il Milan 7.
Un Peccato Originale che annebbia le menti dei giovani (e meno giovani) tifosi per i quali vincere in Europa non è importante, è l’unica cosa che conta.
Io non sono d’accordo con queste teorie e questo rancore: certo, ne avremmo meritate almeno 3/4 in più, ma pazienza, il calcio va così. La storia della Juventus è comunque tra le più gloriose al mondo, e me lo faccio bastare. Però, capisco chi non riesce a farsene una ragione, ci sta.
Ciò che credo sia inaccettabile (e scorretto) è il valutare le finali perse contro Amburgo, Dortmund, Real e Milan per giudicare il recente passato e il presente. E attribuire le colpe per QUELLE sconfitte a chi c’è oggi e non a chi c’era ieri.
Non è colpa di Agnelli Andrea, che nell’83 aveva 8 anni, né di Massimiliano Allegri, che nell’83 aveva 16 anni e giocava nel Cuiopelli, se la Juventus dei Campioni del Mondo ha perso contro l’inetto Amburgo.
E idem vale per le successive, clamorose, sconfitte, nelle quali, tra l’altro, in panchina c’era l’amato Marcello Lippi. Pur ritenendolo anche io il miglior allenatore della storia della Juve, come possiamo ignorare che ha perso ben 3 finali da favorito?
(La cosa fantastica è che per molti Lippi è stato solo sfortunato mentre Allegri ha perso contro Barcellona e Real per incapacità).
Eppure, nella narrazione dell’era lippiana quelle 3 finali perse da favorito pesano di più delle due “miracolosamente raggiunte” da Massimiliano Allegri, e perse contro le due squadre più forti degli ultimi 20 anni.
Oggi qualunque scudetto della Juve diventa uno scudettino, perché i tifosi pensano alla Champions. Qualunque giocatore si acquisti, specie se italiano, è una nullità perché, invece, c’è chi acquista Gravenberch.
E che dire dell’odio verso Allegri? E’ un odio non solo e non tanto per il suo gioco, che può piacere oppure no ma che per vincere in Italia è risultato più che efficace, ma perché lo si valuta nella convinzione che non sia “europeo”.
𝙈𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙤 𝙞𝙤 𝙧𝙖𝙜𝙞𝙤𝙣𝙖𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙘𝙝𝙞 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚 𝙡𝙖 𝙅𝙪𝙫𝙚 𝙛𝙤𝙨𝙨𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙚𝙣𝙖𝙩𝙖 𝙙𝙖 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙤 𝘿𝙚 𝙕𝙚𝙧𝙗𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙫𝙞𝙣𝙘𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝘾𝙝𝙖𝙢𝙥𝙞𝙤𝙣𝙨?
Eddai ca**o, dai! Fosse vero questo assunto, Guardiola avrebbe vinto 40 Champions e invece, dopo il Barcellona, non l’ha più vinta (anche se potrebbe farlo quest’anno).
La radice di ogni male, di ogni odio verso la società Juve e i suoi interpreti (a meno che non siano quelli che possono far sperare a possibili vittorie europee mai arrivate, peraltro, tipo Conte o Sarri) nasce da questo Peccato Originale, come se fosse colpa di Agnelli (e Allegri) se si sono perse finali da favoriti negli anni 80 e 90 (e 2003).
E tutto ci riconduce a quel che penso da tempo, e cioè che tanti juventini, in realtà, odiano tutto quel che è e che rappresenta la Juve. Vi vergognate così tanto per avere “solo” 2 Champions? Vi vergognate così tanto se, per la Juve, vincere in Italia è, da sempre, il primo obiettivo? Vi vergognate così tanto se, per la Juve, chi si comporta da buffone viene bannato a vita dal club?
Mi spiace, ma se odiate la storia della Juve è un problema vostro.
Un problema che vi resterà appiccicato addosso perché, e potete anche tatuarvelo sulla pelle, la Juve non cambierà. Mai. Fate prima a regolarvi di conseguenza.
Ultima nota relativa al contesto, perché altrimenti non si capisce il motivo per il quale oggi vengano giustificati i fallimenti europei (sia chiaro: 3 eliminazioni agli ottavi rappresentano un’onta indelebile e vergognosa).
Chi si riempie la bocca di “era lippiana” o moggiana, dimentica, o forse non ricorda perché troppo piccolo (o non ancora nato), che QUELLA Juve era la squadra più forte, potente e ricca d’Italia quando l’Italia era l’eldorado del calcio mondiale. Tutti i grandi campioni negli anni 80/90/00 giocavano, o volevano giocare, in Serie A. La Juve era tra le società con il fatturato più alto.
Oggi, il mondo è cambiato, la Serie A è periferica e non certo per colpa della Juve (anzi, forse a causa della stessa, basti pensare a Calciopoli).
Quando vi indignate perché la Juve tratta Raspadori a 30 milioni e lascia Gravenberch a 28, dimostrate di non capire neanche dove vivete, perché oggi, per un giovane calciatore di talento, la Serie A non è il luogo ideale per approdare. E neanche alla Juve. Siccome sono poi i calciatori a scegliere dove andare, ecco che Gravenberch sceglie la solidità e le ambizioni del Bayern, piuttosto che la vetusta, polemica, vecchia Serie A dei Lotito e delle piccole consorterie.
Sì, certo, ci sono ancora i DeLigt che scelgono la Serie A e la Juve, ma non potete dimenticare la rilevanza dei procuratori che, talvolta, possono inserire un proprio top player dentro partite di scambi di favori più grandi.
Ignorare il contesto, ignorare cos’è il calcio attuale, è grave, se volete capire cosa sia oggi il calcio.
Io, personalmente, continuerò a tifare Juve e a ringraziare Andrea Agnelli per lo stadio, per i 9 scudetti, per la leadership italiana riconquistata (due stagioni di pausa sono naturali nell’ottica di una ricostruzione dopo un ciclo vincente). Continuerò a leccarmi le ferite per quelle finali perse ma con la serenità e l’amore che un tifoso deve provare verso la propria squadra.
Se per voi tutto ha senso solo in ottica Champions, conviene che agiate di conseguenza perché quella coppa, in Italia, non la rivedremo per tanti, tanti anni…
Mi sa che ieri ho caricato il video sbagliato
Ok ho corretto da cellulare. Scusate ma ieri sera ero cotto
Lavora un pò di meno
Vero
Stamattina è cominciato a Roma presso il Tribunale Nazionale della FIGC il processo sportivo per la vicenda delle plusvalenze ‘gonfiate’ che secondo l’accusa avrebbero consentito a 11 società di calcio di ‘aggiustare’ i loro bilanci. Il deferimento aveva raggiunto 5 club di Serie A (Juventus, Napoli, Sampdoria, Genoa ed Empoli), 2 di Serie B (Parma e Pisa), oltre a Pro Vercelli, Pescara, Novara e Chievo.
La richiesta della Procura Federale è stata clemente – come ci si attendeva, Codice di Giustizia Sportiva alla mano – nei confronti di Juve e Napoli, per le quali sono state chieste soltanto due ammende rispettivamente di 800mila e 329mila euro, mentre l’accusa ha chiesto di stangare i dirigenti apicali delle due società: in particolare per i due presidenti, sono stati chiesti 12 mesi di inibizione per Andrea Agnelli e 11 mesi per Aurelio De Laurentiis.
Le plusvalenze dell’inter invece sono ancora chiuse nella cassaforte piena di sabbia.
CARRIOLATE DI SABBIA A MILANO
Hanno chiesto 800 mila euro di multa e 12 mesi di squalifica ad Agnelli per le plusvalenze (inventate oggi lo fanno tutti perché non c’è un chiaro regolamento a tal proposito) però spostano la data del recupero Bologna-Cartonese al 27 aprile soltanto perché qualcuno si aspetta il 3-0 a tavolino senza nemmeno giocarla, così da non poter recuperare tale gara a date antecedenti a questa per tutti i reclami fatti.
Tutto ben organizzato con la MADRE lega.
Andiamo via da questa federazione di MADRE…e non fa niente che abbiamo vinto tanto e consecutivamente da tenere attaccato sul petto il tricolore per 3282 giorni da far rosicare tutti gli antijuventini.
Andiamocene all’estero, partendo anche da una categoria inferiore. Dico basta.
Se non devo competere per le porcherie degli altri preferirei restare fermo qualche anno giocando anche in una B estera e poi ripartire dalla Champions e Superlega.
Abbiamo visto quando la Juve l’hanno mandata in B in Italia quale campionato è stato più seguito.
Purtroppo continueremo a incazzarci e addirittura litigare tra di noi per le cazzate di chi la pensa in un modo errato verso la Società Juventus prendendosela ora con il Presidente Agnelli e ora con Allegri perché la Juve per i trippi interessi non lascerà mai il Campionato italiano.
A TUTTO VAR
Var, nessun’altra squadra ha subito più decisioni della Juve.
Nessuno come la Juventus al Var…
quella bianconera è la squadra contro la quale il Var ha preso più decisioni nel corso del campionato (8).
La statistica di per sé è insignificante, ma ha senza dubbio un impatto emotivo, soprattutto se decisioni controverse vengono prese a distanza di sei giorni.
Allegri e la società continuano a guardare avanti e non vogliono alibi, però il Tuttosport riferisce di un certo fastidio in casa bianconera…
Sarebbe quasi ora!
“L’Inter ha fatto investimenti come se non ci fosse un domani, in una situazione già critica senza modificare la propria attività sul mercato. L’Inter ha mantenuto una linea di galleggiamento cedendo giocatori come Lukaku e Hakimi ma l’ossatura di quella squadra è stata costruita con il ricorso massiccio a investimenti che il club non poteva permettersi. Gran parte dei ricavi veniva dai fondi asiatici. Ma sono finiti i tempi in cui si comprava e basta.Sanzioni per l’Inter? L’articolo del codice di giustizia federale prevederebbe una penalizzazione dei punti in classifica. Non si parla nel caso specifico delle plusvalenze ma questa casistica, se accertata, si andrebbe a collocare lì, vedendo alterata la situazione amministrativa contabile al fine di ottenere vantaggi, come ad esempio il tesseramento di alcuni giocatori. La dimostrazione di tutto questo è molto più pesante.”
A Milano sono arrivate inter-minabili vagonate di sabbia che non si vede più niente, ma dovesse venir fuori qualcosa è tutto prescritto.
Eppure anni addietro le milanesi furono assolte…una poi ha continuato con le maschere cinesi.
LA FABBRICA DEI TAVOLINI
Sorpasso al Milan in classifica, senza giocare.
O meglio, loro il match come tanti altri lo disputano, non sul campo di calcio, ma nelle aule di tribunale.
“Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni dovrà pronunciarsi sul ricorso dell’inter contro le prime due decisioni del Giudice Sportivo e della Corte Sportiva d’Appello della Figc sul mancato assegnamento del 3-0 a tavolino della gara del 6 gennaio alla quale il Bologna non si presentò a causa della quarantena imposta dall’Asl”.
Se dovesse dar ragione ai nerobleau, cambierebbe la classifica, con l’inter che salirebbe al primo posto con 69 punti, con un punto di vantaggio sul Milan, se invece dovesse confermare i primi due gradi di giudizio il recupero contro gli uomini di Mihajlovic verrà disputato mercoledì 27 aprile, con orario da definire, anche perché quel giorno c’è l’andata di una delle due semifinali di Champions.
Mi auguro che vinca il tavolino per non arrabbiarmi il 27 già immaginando la farsa della partita.
“Tutti i precedenti fanno capire che non ci sarà nessun ribaltone, che il match si giocherà regolarmente, ma ci sono due motivi che fanno sperare l’inter, ovvero il mancato reclamo da parte del Bologna e la ‘strana’ lista dei contatti stretti (la distinta messa online dai rossoblu non ha invece peso giuridico).
L’avvocato Angelo Capellini basa la propria tesi intanto sul fatto che il Bologna al tempo non ha fatto né il pre annuncio di reclamo né il reclamo stesso.
Se c’è una causa di forza maggiore che ti impedisce di giocare, si dovrebbe andare dal Giudice a invocarla, atto che il Bologna non ha mai depositato. A questo si aggiunge il dettaglio legato alla lista delle persone entrate in contatto con i giocatori positivi in quei giorni di gennaio.
Al tempo, la Asl di Bologna ha chiesto alla società la lista dei contatti stretti e l’elenco inviato invece è stato quello che si manda normalmente in Lega Serie A con tutti i tesserati, comprensivo anche di giocatori che in quel momento si trovavano in Coppa d’Africa e uno addirittura in Uruguay”.
Contatti stretti e tavolini distanziati sistematicamente negli anni.
IL CALCIO DELLA CHAMPIONS
La musichetta, il Vernabeu in rifacimento ed è già bello anche così, il risultato dell’andata, il cambiamento che il goal in trasferta non vale più doppio, il goal del Chelsea…e tutto questo ti aiuta a spingere, segni il secondo e poi il terzo.. a un quarto d’ora dalla fine sei qualificato.
Ma di fronte hai il Real, la Juve lo sa bene ora lo sa anche il Chelsea…non ha più Ramos, non ha più Ronaldo ma ha un Benzema che al 96° non ti fa disputare nemmeno i supplementari.
La Champions è bella e atroce allo stesso modo.
Il balletto in maschera delle plusvalenze dell’inter.
A febbraio scorso la Guardia di Finanza ha acquisito la relazione della Co.Vi.Soc. su 62 operazioni sospette fra le quali figura anche l’inter. Negli atti dell’inchiesta dell’aggiunto Maurizio Romanelli e dei pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, Pm che già a fine dicembre avevano acquisito bilanci, c’erano contratti sulle operazioni di acquisto, vendita e prestito e movimenti bancari, riguardanti cessioni e scambi da parte della società “dei diritti pluriennali sulle prestazioni di taluni calciatori” per gli anni 2017-2018 e 2018-2019. A quanto si è saputo, nella relazione inquirenti e investigatori si cercano aspetti collegati alle compravendite e prestiti finiti al centro dell’inchiesta sull’inter per falso in bilancio e a carico di ignoti. Tra i casi sotto la lente ci sono quelli del portiere Ionut Radu (7,7 milioni di plusvalenza) e dell’attaccante Andrea Pinamonti (plusvalenza da 19 milioni), scambiati tra Genoa e Inter in due anni, ma anche del difensore Zinho Vanheusden e di altri giocatori di fascia medio-bassa, in particolare della Primavera.
A Milano fanno sapere che la sabbia è finita, ne hanno chiesta altra possibilmente dal litorale di Ostia con i grani grossi e scuri. In caso non dovesse arrivare prima della prescrizione come è già successo in passato, copriranno tutto con un doppio strato di vernice nera e cobalto blu.
Nel web qualcuno ha scritto che ieri sera il Var ha annullato il gol di Marcos Alonso per lo stesso motivo per cui è stato annullato quello di Pellegrini a Cagliari, niente di più falso, in questo caso prima del tiro in porta il pallone rimbalza accidentalmente sulla mano del giocatore che ha segnato come mostrato chiaramente in questo link, fermo immagine che basta ingrandire per vedere la sua mano destra aperta.
https://img-prod.sportmediaset.mediaset.it/images/2022/04/12/203130640-e8bc248a-a3f2-40a7-8938-d1aed614b486.jpg
PROPAGANDA, PROPA PROPAGANDA
L’Inda si avvia a vincere il settimo cartonato della sua storia, i tempi dell’ultimo trofeo senza ombre sono ormai remoti, eppure pare una cavalcata trionfale.
Se avessero voluto pagare arbitri e addetti VAR (magari con maglioni o elettrostimolatori o posti di lavoro) secondo me i plurprescritti taroccatori della qualunque non avrebbero ottenuto più di quanto hanno ricavato gratis: da quattro anni a questa parte sono decine gli episodi non dubbi che nel dubbio sono stati giudicati pro-Cina.
Già prima, intendiamoci, tra Van Der Sar, West, Trezeguet, Castellazzi e compagnia cantante, le nefandezze erano evidenti; già prima, tra Recoba, Motta, Milito, Palazzi e Facchetti, c’era del marcio a corte.
Oggi il coming out è completo: da “ha preso la palla, ha preso la palla”, a “è fuori è fuori”, fino a “ah taaaaa” (l’urlo del rozzo Lautaro), i varisti non fingono nemmeno una parvenza di imparzialità.
Perfino Napoli e Milan tacciono, tenuti a bada dalle briciole raccolte, ahi noi, contro la Juventus.
Dal punto di vista del calcio giocato, i giudizi e i titoli morali sono orientati in base a simpatie e destinatari degli stessi.
Un tempo vincere solo in patria era considerato “fino al confine”, oggi trionfare cartonatamente in patria ed essere spernacchiati all’estero, che si tratti di Liverpool o Apoel Beer Sheva, è sempre “a testa alta”.
L’equilibrismo nelle opinioni è ancora più sfacciatamente spericolato se riguarda la Juventus: se i bianconeri vincono ma giocano male, apriti cielo, se i bianconeri perdono giocando male, apriti ancora cielo, se i bianconeri perdono giocando bene, è un paradosso.
Tralasciando cosa voglia dire giocare bene, se il Villareal esce tre volte dall’area piccola in 3 partite, è una “sontuosa lezione tattica”, ma se il Bayern perde contro il Villareal, nessuno parla di stagione fallimentare e non si parla di qualcuno out.
Lione, Porto, Ajax e Villareal sono altalenamente scarsi se battono la Juventus, ma forti se vincono contro City, Barcellona e Milan, per non parlare del PSG o di Guardiola, che ad oggi dopo l’esperienza catalana ha vinto molto ma molto meno di Allegri spendendo molto ma molto di più.
La questione tecnica è ancora più “oscillante”: il centrocampo bianconero è scarso, se paragonato a quello del PSG, del Bayern, perfino di Milan, inter e Napoli.
Peccato che sia negli scontri diretti che in Champions, le differenze non si vedono proprio. Anzi, Locatelli e Jorginho sono stati i migliori la scorsa estate, nonostante le zavorre Verratti e Barella.
Questi ultimi due bidoni umiliati dalla Macedonia!!!
I toni caricaturali usati a mero scopo ludico non cancellano un’evidenza: la Juventus più scarsa degli ultimi 10 anni è comunque lì, nonostante penalizzazioni varistiche più oggettive dell’oggettiva quarantena non rispettata dal Napoli.
E anche il fallimento europeo non è più fallimento di quanto non lo sia altri celebrati come malcelati trionfi.
In ogni caso, tornando a taroccopoli, in passato sono stati considerati falsati dei campionati con un unico episodio, spesso inesistente, quest’anno, con decine di aiutoni concentrati come i pesci dell’acquario verso Steve Carell, sarà comunque meritato.
Anzi, nel caso impossibile in cui con una botta di culo pazzesca dovesse essere la Juve a vincerlo, troverebbero il modo di invalidarlo, a causa di un fallo laterale invertito.
Purtroppo non ce lo godremo, perché ormai la strada è spianata.
Un sassolino: vedremo se negli anni avrò avuto ragione sui bidoni elencati poc’anzi, su Lukaku però ci avevo preso abbastanza… grazie a Dio non è venuto da noi!
Nemmeno io (mai mai e mai comprata) non compro la gazzetta.
L’INGIUSTIZIA
Merde, vi tocca sporcare (de più) la maglietta…
Il Collegio di Garanzia del Coni ha respinto il ricorso presentato dall’inter in merito alla partita che non si è disputata contro il Bologna lo scorso 6 gennaio.
Ecco la nota ufficiale: “ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 16/2022, presentato, in data 21 marzo 2022, dalla società F.C. internazionale Milano S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della società Bologna Football Club 1909 S.p.A. e della Lega Nazionale Professionisti Serie A per l’annullamento e/o la riforma della decisione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale della FIGC, Sezioni Unite, n. 172/CSA/2021-2022, pubblicata in data 23 febbraio 2022, che ha respinto il reclamo n. 155/CSA/2021-2022, proposto dall’inter in data 30 gennaio 2022, avverso la decisione del Giudice Sportivo Nazionale, pubblicata con C.U. n. 147 del 21 gennaio 2022 in merito alla gara Bologna-inter del 6 gennaio 2022, con cui non sono state applicate al Bologna le sanzioni previste dall’art. 53 NOIF per la mancata disputa della medesima gara, rimettendo alla Lega Nazionali Professionisti Serie A i provvedimenti organizzativi necessari relativi alla disputa di quest’ultima”.
Ogni tanto giocatela pur sapendo come va a finire.
LA JUVE DORME?
(di G. Fiorito)
Diceva Einstein che se continui ad affrontare lo stesso problema con la stessa soluzione e non ci riesci, quel problema non sarà mai risolto.
Ergo il tuo QI lascia a desiderare.
Di fronte al nuovo duplice attacco portato contro la Juventus sul campo, dove imperversa un utilizzo del VAR (un’inchiesta di 18 ore fa dice che i bianconeri sono i più penalizzati) finalizzato a consegnare un altro cartone nelle mani prescritte, e nel terreno prediletto dei tribunali, la Juve tace.
Che succede? Succede che stanno girando un altro sequel di una fiction che conosciamo fin nelle sue pieghe più profonde.
Succede che il copione è sempre lo stesso e basta sostituire la parola Moggi con le parole Andrea Agnelli e la parola Giraudo con la parola Paratici.
Dovreste sapere bene che da calciopoli a oggi non hanno mai smesso di sferrare attacchi.
Dal caso Conte truccatore di partite al caso Suarez, al coinvolgimento presunto di AA in attività illecite con gli ultrà, al ritorno di un altro motivo ricorrente nella storia della giustizia sportiva: l’uso disinvolto di plusvalenze che condurrebbe a un’accusa di falso in bilancio.
Anche nel recente passato ci sono stati processi.
Il giudice Nocerino, che si occupò di quelli contro Milan e inter tra le altre società coinvolte immediatamente dopo calciopoli, ebbe a dire che l’inter non aveva i parametri finanziari in ordine per iscriversi al campionato che poi vinse a tavolino e dichiarò a suo tempo che l’illecito amministrativo è secondo solo all’illecito sportivo per la possibilità di compromettere un risultato sportivo.
Amici bianconeri. Chi ha seguito negli ultimi 25 anni le vicende amministrative dell’inter, sa benissimo di essersi perso nei meandri di repentini cambi di gestione e di proprietà, come pure che alla fine del giugno 2006 era assai plausibile che la società nerazzurra fosse colpevole di falso in bilancio dopo avere appena un mese prima dato prova di sé con la condanna a 6 mesi di reclusione convertita in una multa di circa 25.000 euro per Oriali e Recoba, quelli del passaporto falso, senza incorrere in sanzioni gravi.
Quello stesso Oriali che ha fatto carriera nella nazionale azzurra.
La Triade uscì indenne da un processo per doping amministrativo.
La Juve pagò il can can mediatico di un processo per uso di sostanze illecite che non condusse di fatto a nulla, ma la screditò e gettò un’ombra sui suoi campioni per sempre.
La Juve fu retrocessa in serie B nonostante non si poté giustificare la condanna con le prove di aver truccato le partite o di aver corrotto gli arbitri e i designatori della serie A.
Ora, di fronte alle accuse di plusvalenze e alla richiesta di 800.000 euro di multa accompagnati da anni di inibizioni per i nostri dirigenti e AA, tutto ciò che sapete fare è prendervela con la Juventus, che a vostro dire tace.
In primo luogo siamo tutti troppo abituati al clamore dei social e delle tv e invece dovremmo imparare a tacere, a parlare di meno e a pensare di più.
I processi li fanno i giornali, le sentenze le scrivono il foglietto color maialino, il maialone di report e le iene.
Voi pretendete che la Juve faccia altrettanto. Che si sputtani attraverso un giornalista venduto o un’influencer con le tette e le chiappe scoperte?
In che modo pensate che dovrebbe difendersi? Corrompendo un giudice? Comprandosi la presidenza della figc o della Lega? Parlate, perché io ho il timore che stiamo finendo in un altro vicolo cieco.
Tuttavia un’idea ce l’ho.
Se pensate che inter e Milan l’hanno fatta sempre franca per le plusvalenze e così sarà per la società bianconera, vi sbagliate di grosso.
Se credete che l’assenza di un regolamento preciso sulle plusvalenze ci scagionerà in virtù dell’impossibilità di formulare un’accusa, siete fuori strada.
Nel 2006 non esisteva l’illecito strutturato, lo hanno introdotto dopo calciopoli, perché lo hanno inventato apposta per la Juventus e ipso facto lo hanno reso attivo.
Nel 2006 voi sapete, come lo so io, che ci hanno fregato.
Ecco perché Einstein.
Non c’è modo di difendersi dalla giustizia sportiva.
E’ di tipo domestico e fa il cazzo che le pare e piace.
Me lo spiegò l’avvocato D’Onofrio.
Non c’è maniera di contrastarla.
L’unica cosa che possiamo fare è difendere la Juventus a oltranza.
Non accusare la società, ma continuare ad affermare che siamo tutti uniti di fronte a quest’altra ridicola messa in scena.
Un fronte compatto che mette da parte le divisioni e le arie da intellettuale intelligente.
Una massa umana senza crepe.
Un muro di gomma, più forte di quello che hanno edificato nel 2006 per rimpallarci ogni tentativo di dimostrare che le accuse di calciopoli erano tutte minchiate.
Il resto è fumo, che confonde la testa della gente e la spinge contro la Nostra Signora, mentre l’inter sta vincendo un altro scudetto di cartone e si sta tirando fuori dall’ennesimo fallimento ancora a spese nostre.
#finoallafinedeglialtri
UNA MASSA UMANA SENZA CREPE
Così dovrebbe essere il vero tifoso juventino…invece fanno pure le dirette…due civette e un gufo.
Vengo e mi spiego: soffriamo per 80 minuti che per noi sono 80 anni.
Forse perché in quei 80 minuti la squadra avversaria non riesce a segnare? Per questo soffrite. È la dura legge di chi gufa.
A sei o sette punti dalla vetta manco se ne parla e di episodi per parlarne ce ne sono, invece si rischia di arrivare quinti perché l’inseguitrici, dopo che la Dea si è dissolta, sono lì a 5 punti e giocano bene perché Sarri e perché Mourinho.
Quel Mourinho contro la Salernitana? Chiedere a Sabatini per favore.
Ridere per aver letto tra Bayern e Villareal.
Eh ma quella partita doveva finire 7-0, con la Juve max 2-0 perché 2 ricordo sono state le occasioni, ma poi sul 2-0 non saremmo stati mai sicuri dell’esito finale come contro il Cagliari sempre in sofferenza fino al 90°…
Ecco appunto i gufi o anti che siano.
Invece di difendere la propria squadra…saranno ciechi…non vedono gli attacchi mirati ogni volta che la Juve tenta di risollevarsi dal torpore inizio stagione…eh ma se ti danno un rigore contro tu gliene devi fare tre…si come due civette e un gufo a tifare contro.
Complimenti per la trasmissione molto democratica…
Il calcio parlato antijuve mi ha stomacato. Nessuno che si occupi delle proprie squadrette e tutti a sindacare per ogni peto che viene fuori anche dall’ultimo magazziniere della Juve.
Chi vuole avere 5 minuti di notorietà basti che si faccia avanti per indagare sulla Juve ed il suo nome diventa importante come il “Narcisio “del momento.
Ora basta, l’idea migliore sarebbe quella di ritirare la squadra onde immetterla in un circuito ( superlega o campionato svizzero o francese) in modo da far fallire questa lega di pagliacci romani e milanesi. Solo quando capiranno che non faranno più introiti senza la Juve potranno capire che il loro odio è il boomerang che si ritorcerà contro.
“La cosa ancora più clamorosa, se possibile, è che la Juve questo episodio “compensativo” l’aveva pure trovato, al decimo del secondo tempo, quando Bastoni – con un intervento ancora meno sensato di quello di Morata – fa nettamente fallo su Zakaria. L’arbitro fischia punizione dal limite. Poi sta cinque minuti in contatto col Var per stabilire se il contatto avviene dentro o fuori l’area di rigore. Alla fine del colloquio si stabilisce che è fuori ma tutte le moviole, dopo la partita, concordano sul fatto che sia dentro. Bisogna concludere che in sala Var hanno altre immagini – forse i varisti guardano un film invece delle partite, e vista la noia è addirittura comprensibile – altrimenti questa è un’altra cosa, dopo Ranocchia-Belotti, difficilmente spiegabile. Fosse successo a parti inverse – va detto con onestà – starebbero mettendo su la solita tiritera sulla Juve che rubbbba.”
E’ lo stralcio di un articolo tratto dal “Il Napolista” e se sono loro a scriverlo vuol dire che per la Juve è arrivato il momento di iscriversi ad un campionato estero abbandonando al proprio destino quello delle 3 scimmiette.
Buon giorno a tutti voi.
Mi presento: sono uno juventino abbastanza anziano da ricordare la Juve di Sivori, Charles, Boniperti. All’indomani di calciopoli, o meglio, porcopoli, scrivevo abbastanza regolarmente su “La Stampa “, nella rubrica “Qui Juve ” alla fine di ogni mio scritto concludevo cin una frase adattata
INTER DELENDA EST
Molte volte auspicavo che la nostra amatissima Juve lasciasse questa federazione schifosamente anti juventina per traslocare in Francia mandando graziosamente affa…… la marmaglia di dirigenti del settore, scagnozzi, giornalai il cui unico scopo era quello di affossare la Juve.
Adesso leggo, con malcelata soddisfazione, che la mia idea non era tanto peregrina. Mi auguro veramente che J.P.J Elkann si decida e ci traslochi in Francia, dove già gioca la squadra del Principato di Monaco e quindi potrebbe essere ammessa un’altra squadra non francese.
Chiedo scusa per l’intromissione e preciso che, pur leggendovi volentieri, non intendo piu’ scrivere perché mi sentirei un intruso.
Saluto tutti voi e vi auguro ina serena Santa Pasqua di Risurrezione.
INTER DELENDA EST!
P.S. nell’improbabile caso che qualcuno ricordasse il nick sotto il quale scrivevo una 15na di anni fa ritengo non necessario precisarlo.
ciao e scusami se ho approvato il commento con ritardo ma mi era sfuggito. buona pasqua anche a te
L’assenza dell’inter nell’elenco delle società indagate sulle plusvalenze desta più d’un sospetto e c’è chi si chiede se come per calciopoli si aspetta la prescrizione. Emblematico per non dire eclatante in questo senso è il caso Pinamonti, con il Genoa che prende in prestito il giocatore per 500 mila € dall’inter e l’anno dopo lo acquista dall’inter per 19.5 mln di € la quale lo ricompra a 21 nln di € per cederlo poi in prestito all’Empoli. Ma di questo è presto per parlarne, magari se ne saprà qualcosa fra 5 anni, quando il reato sarà prescritto, tanto ci sono abituati. Vero poi che l’indagine della Procura di Milano non è chiusa e ci sono altri fascicoli aperti, come c’erano quelli sulle plusvalenze selvagge negli anni 2000, ma quando nel 2005 l’inter non aveva più i requisiti per iscriversi al campionato (assegnato poi a tavolino) ci ha pensato Palazzi ad archiviare tutto. Si va bè, ma se Tronchetti, Moratti, Berlusconi, Guido Rossi, Ruperto, Sandulli, Palazzi, Borrelli, non ci sono più, da dove si dovrebbe cominciare per ripulire il calcio dalle plusvalenze?.. davvero un bel dilemma, ma intanto bisognerebbe prima capire quante facce ha il PRISMA e vedere poi se la deviazione del raggio di luce rifrangente delle procure sui media è monocromatica o meno e qual è la lunghezza d’onda del sentimento popolare rispetto alla luce incidente.
CHISSÀ COSA PENSANO I GUFI
Come riportato da Calcio e Finanza, la Juventus chiuderà l’anno salendo al quarto posto del ranking storico UEFA, che mette i club europei in ordine per coefficiente partendo dai risultati degli ultimi dieci anni. In base al ranking vengono ripartiti ben 600 milioni di euro fra le squadre partecipanti alle competizioni continentali.
I bianconeri, si legge, nonostante l’eliminazione agli ottavi della competizione, a fine anno supereranno sia il Chelsea che l’Atlético Madrid, arrivando vicino al podio occupato da Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona.
Il motivo, spiega il quotidiano è il seguente: a partire da luglio sarà scartata la stagione 2011/2012, nella quale la Juventus non aveva preso parte alle competizioni UEFA rimediando di conseguenza zero punti.
Il club bianconero, in caso di qualificazione alla prossima Champions League, avrà un guadagno di 33 milioni di euro, contro i 30 milioni della passata edizione.
DON MATTEO
I lupacchiotti partecipano ad una coppa che manco sanno come è fatta, inventata per gli ennesimi diritti televisi, dopo essersi posizionati in campionato a metà classifica, dopo aver passato il turno con una squadra norvegese totalmente sconosciuta che gli ha fatto 8 pallini in 3 partite, tra cui un 6-1 che gli verrà rinfacciato a vita etcetera… Chiedono a Juventini, milanisti e cartonati cosa ha fatto Don Matteo?
Ecco perché stamattina vanno in giro per Roma con tute e cappellini giallorossi.
Alcuni tifosi o presunti tali juventini hanno iniziato a elogiare la riomma per la semifinale raggiunta…cioè fateme capì, possiamo mai paragonarci alla riomma?
La nostra storia, il blasone, la tradizione, i trofei vinti ed è solo una premessa…
Festeggiano una semifinale di una coppa di serie B come se fosse la Champions.
Noi siamo arrivati ad un punto in cui neppure gli scudetti bastano più e nemmeno li festeggiamo… una riflessione bisognerebbe farla.
La squadra si ama a prescindere, che vinca, che perda, che giochi in Champions o in una coppa minore.
Si esulta e si soffre, punto, senza guardare quando e dove e soprattutto come.
L’apporto del pubblico è importante e senza dover prendere lezioni da niuno.
Però una riflessione è d’obbligo!
Non hanno mai pagato…
Dal caffè in pillole alle intercettazioni abusive, dagli spionaggi ai falsi in bilancio, dai passaporti falsi all’illecito sportivo acclarato e prescritto di calciopoli, l’unica squadra alla quale sono state contestate violazioni al CGS da art.6 e la sola che ha continuato ad avere nei suoi ranghi un dirigente condannato e ritenuto un delinquente per la giustizia ordinaria, lo stesso che 3 anni fa ha fatto da trait d’union per l’arrivo di Conte sulla panchina. Si potrebbe parlare e scrivere a lungo di questa società-squadra che ad ogni occasione ricorda che nel suo dna c’è un albo d’oro di malefatte rimaste impunite, come taroccare passaporti, mancate retrocessioni, scudetti vinti con l’inganno delle proprie intercettazioni dimenticate nel processo più importante della storia del calcio italiano. Cose che succedono, ma solo a loro però, i soliti noti, quelli che dopo aver trovato chi continua a farli divertire non hanno perso il vizio di travestirsi, qualcuno di incappuciarsi da anni per nascondere la sua indole di m.endace a.foristico s.leale c.ompulsivo a.ssillante l.ogorroico z.ufolo o.ssessionato n.auseante e.scremento.
il vizio di travestirsi da pagliacci, qualcuno anche di incappucciarsi
in una parola —> m.a.s.c.a.l.z.o.n.e.
Lo Spezia non ha dimenticato i suoi padrini…
Da FcInter1908.it
“L’INTERVENTO DI MORATTI – L’inter cominciò a guardare con interesse verso lo Spezia nel 2002: la dirigenza nerazzurra, nell’ottica di un progetto di crescita dei propri giovani, cercava un club che potesse consentire ai migliori talenti del vivaio interista di debuttare nel calcio “dei grandi” senza troppe pressioni, in un campionato più competitivo di quello Primavera, creando una vera e propria società satellite. La scelta ricadde sullo Spezia, al tempo militante in Serie C1 e in cerca di nuovi soci: l’Inter di Massimo Moratti colse l’occasione e acquistò il 30% del club ligure, dando il via a una solida partnership sia societaria che tecnica. Nel 2003 Piero Ausilio, ai tempi responsabile del settore giovanile nerazzurro, viene nominato direttore sportivo dello Spezia, e un anno dopo Ernesto Paolillo diventa presidente del club ligure.
SUCCURSALE – Comincia così l’approdo allo Spezia in dosi massicce di giovani provenienti dal settore giovanile dell’Inter: si comincia nel 2002 con il portiere Cordaz (oggi al Crotone), il centrocampista Quadri e due attaccanti macedoni, Aco Stojkov e, soprattutto, Goran Pandev. L’anno successivo arrivano il francese Moreau, Napolitano, Pinto Fraga e Mattia Altobelli, figlio di Spillo. Nel 2004, oltre al ritorno di Cordaz, prendono la via di La Spezia anche Dellafiore, Beati e Meggiorini, imitati più tardi dall’attaccante nigeriano Eliakwu e dall’uruguaiano Ribas. L’impegno dell’Inter progressivamente venne meno, e il club ligure prese altre vie. Fino allo storico approdo in Serie A.”
Repubblica.it
“Inchiesta plusvalenze: tutti prosciolti. Il tribunale Figc assolve De Laurentiis, Agnelli e le società coinvolte
di Matteo Pinci
La procura federale aveva chiesto, tra i 59 dirigenti che rischiavano una condanna sportiva, 12 mesi per il presidente della Juve e 11 mesi e 5 giorni per quello del Napoli.
15 Aprile 2022
Aggiornato alle 17:56 1 minuti di lettura
Il processo sulle plusvalenze scompare come una bolla di sapone. Tutti prosciolti: nemmeno un giorno di squalifica, nemmeno un euro di multa. L’impianto accusatorio della Procura federale frana drammaticamente già in primo grado. Un collasso rumorosissimo, che imbarazza inevitabilmente il procuratore federale Giuseppe Chinè, che aveva chiesto per il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, 12 mesi di inibizione e per quello del Napoli, Aurelio De Laurentiis, 11 mesi e 5 giorni: in tutto attendevano la sentenza 59 dirigenti e undici società.”
Vedremo ora che faccia farà PRISMA, per vedere se il raggio di luce rifrangente delle procure sui media sarà ancora monocromatico.
RICORDI
“La plusvalenza non è reato”.
Assolti: inter Milan e Galliani.
Sto pensando a quei pm della fgci. Che figure di mer….a.
Questa volta non sono riusciti ad accontentare il volere popolare .
Ieri pomeriggio dopo la sentenza di primo grado dulle plus valenze ascoltavo i primi commenti su sky can 200 dello sport dove c’era un conduttore leo di bello ( il minuscolo è d’obbligo perché è un fazioso ometto raccomandato) scandalizzato che chiedeva al suo interlocutore matteo marani ( idem con patate) del perché di una sentenza così vergognosa dopo un capo d’accusa che avrebbe potuto rimettere a posto lo stato di diritto con belle inibizioni nei confronti degli accusati ( tutto lo staff Juventino ovviamente). Meno male che il secondo spiegava bene che l’aleatorità del prezzo dei calciatori non è determinabile e che gli avvocati ( nominando prima quello del Napoli ovviamente Grassani come il top degli avvocati) e poi parlando del gruppo di quelli juventini che si erano addirittura appoggiati ad uno studio Bocconiano ( non proprio fichi e pizza napoletana aggiungo io) hanno smontato il castello accusatorio che si reggeva sulle valutazioni di transfmarket, una sorta di “monopoli “ che serve per giocare.
Ho avvertito tanto astio che ho subito riversato alla redazione sky chiedendo la rimozione di quei ridicoli personaggi perché essendo un utente pagatore ho il diritto di essere informato in modo obiettivo non secondo gli umori di tifosi di peggiore specie.
Buon Sabato Santo a tutti
E per concludere il filone plus valenze che è un espediente contabile che fa veramente schifo.
Non capisco il perché non viene regolamentato in modo legislativo in modo da rendere impossibile questo uso poco chiaro dei magheggi contabili.
Il problema sta nelle istituzioni che non regolarizzano con leggi ad acta, non da chi fa uso di escamotage non chiare ma consentite per la propria convenienza.
Nella fattispecie andrebbe colpita la federazione che ha in seno dei funzionari che invece di lavorare per guadagnarsi la pagnotta preferiscono riscaldare le poltrone e spendere soldi per processi farlocchi dove mancano i capi d’accusa in quanto mai regolati da alcuna legge.
Immaginano probabilmente di poterne fare uscire una, in questi processi farsa ad hoc come quello del 2006 onde riuscire a nel loro intento principale, ridimensionare la Juve.
Che andava a finire come è andata lo si sapeva…ma come la vicenda ha indispettito noi sicuramente, come tutte le altre malefatte contro la Juve ad ogni piè sospinto, cercano di destabilizzare l’ambiente juventino in primis di chi deve scendere in campo.
SPEZIA A PICCO
Senza affannarsi più di tanto ieri sera l’inter passeggia a La Spezia.
La ridicolaggine di Nzola che entra per sostituire Nanaj e deve uscire a bordocampo come da regolamento perché non si era tolto l’orecchino.
Il problema è che l’operazione stava richiedendo molto più tempo del ragionevole, infatti è stato battuto un calcio d’angolo senza di lui, praticamente con lo Spezia in 10, e così Thiago Motta, spazientito, ha deciso di inserire Antiste al suo posto.
Un giocatore che subentra gioca per 9 minuti e che da sostituto a sua volta viene sostituito.
Una domanda mi sirge spontanea: ma perchéste cise succedono solo quando e contro i nerobleau?
Ora le indagini sulle plusvalenze dell’inda possono dichiararsi concluse?
O non hanno avuto modo di iniziare come quelle famose di Calciopoli?
Nei Palazzi in mezzo alle scartoffie della figc l’ardua sentenza.
Ops.. è finito sopra, lo riporto qui come appendice al tuo:
Lo Spezia non ha dimenticato chi sono i suoi padrini…
Da FCInter1908.it
“L’INTERVENTO DI MORATTI – L’inter cominciò a guardare con interesse verso lo Spezia nel 2002: la dirigenza nerazzurra, nell’ottica di un progetto di crescita dei propri giovani, cercava un club che potesse consentire ai migliori talenti del vivaio interista di debuttare nel calcio “dei grandi” senza troppe pressioni, in un campionato più competitivo di quello Primavera, creando una vera e propria società satellite. La scelta ricadde sullo Spezia, al tempo militante in Serie C1 e in cerca di nuovi soci: l’Inter di Massimo Moratti colse l’occasione e acquistò il 30% del club ligure, dando il via a una solida partnership sia societaria che tecnica. Nel 2003 Piero Ausilio, ai tempi responsabile del settore giovanile nerazzurro, viene nominato direttore sportivo dello Spezia, e un anno dopo Ernesto Paolillo diventa presidente del club ligure.
SUCCURSALE – Comincia così l’approdo allo Spezia in dosi massicce di giovani provenienti dal settore giovanile dell’Inter: si comincia nel 2002 con il portiere Cordaz (oggi al Crotone), il centrocampista Quadri e due attaccanti macedoni, Aco Stojkov e, soprattutto, Goran Pandev. L’anno successivo arrivano il francese Moreau, Napolitano, Pinto Fraga e Mattia Altobelli, figlio di Spillo. Nel 2004, oltre al ritorno di Cordaz, prendono la via di La Spezia anche Dellafiore, Beati e Meggiorini, imitati più tardi dall’attaccante nigeriano Eliakwu e dall’uruguaiano Ribas. L’impegno dell’Inter progressivamente venne meno, e il club ligure prese altre vie. Fino allo storico approdo in Serie A.”
Aggiungo che N’Zola uscito dal campo a togliere l’orecchino, per affrettare l’operazione ha anche rischiato di essere ferito al lobo perchè non riuscivano a sfilarglielo. Qualsiasi commento è inutile, ma in una partita di campionato della massima serie professionistica italiana dire che sia stato un episodio vergognoso è poco, senza considerare che come, giustamente dici, lo Spezia in quei 9 minuti ha praticamente giocato in 10.
LI SQUADRISTI
(#dallibrotuasorellafalazoccola)
Giustizzia, Fratellanza, Libbertà…
Quanta gente ridice ‘ste parole!
Ma chi le vede chiare? Iddio lo sa!
Er Gallo canta quanno spunta er sole,
er Gufo canta ne l’oscurità…
Li stronzi gardeno de qua!
Il dato sconcertante è che da oltre due decenni la Juventus, a torto o a ragione, è costantemente presente nelle aule di tribunale. Più di vent’anni in cui è stata chiamata a difendersi non nsui campi di gioco ma nelle aule dei tribunali. Tutto semplicemente grottesco, l’ultima in ordine cronologico è l’inchiesta della Procura sul taglio degli stipendi nel 2020 in piena pandemia Covid, gli indagati sono Agnelli, Paratici, Nedved e altre quattro persone, ascoltati anche i giocatori come persone informate sui fatti. L’accusa è che la sospensione degli stipendi nel periodo del lockdown e la restituzione successiva, equivale a falso in bilancio. Questo è il motivo dell’indagine denominata “Prisma”, come nella migliore (o peggiore fate voi) tradizione dell’informazione italiota ovviamente con il focus puntato esclusivamente sulla Juventus, come se in quel periodo il problema fosse unicamente della Juventus e non anche di altre società e in particolare di quella con i colori nerazzurri che gli stipendi non li ha pagati per mesi. Insomma parlare male della Juve fa sempre molta più audience rispetto a quanto non ne possa fare il contrario e puntarle sistematicamente addosso il focus sui media offre lo spunto per spargere altro veleno sulla Juve anche nei social, almeno fino a quando ci saranno gli imbecilli che abboccano all’amo di un mascalzone che li adesca.
Lenti e prevedibili nel mese cruciale per la Champions…lenti e prevedibili come tutti gli arbitri terrorizzati se si tratta di rigore in favore della Juve.