Sassuolo Juve avanti tutta chiudiamo la pratica quarto posto

  1. Le pallonate

    Nel 2015 De Bruyne passa dal Wolfsburg al Manchester City per circa 78 mln di €.
    Nel 2015 Sterling passa dal Liverpool al Manchester City per circa 68 mln di €.
    Nel 2017 Bernardo Silva passa dal Monaco al Manchester City per circa 60 mln di €.
    Nel 2019 Rodri dall’Atletico Madrid al Manchester City clausola rescissoria di 70 mln di €.
    Nel 2020 Ruben Dias passa dal Benfica al Manchester City per circa 70 mln di €.

    Secondo alcuni i prezzi del mercato internazionale in UK sarebbero gonfiati, parte del merito va a Guardiola che ha saputo valorizzare questi giocatori prima ancora che arrivassero al City, quando militavano nelle rispettive squadre di provenienza.

    Perdonate il fuori onda, ho scelto questa fra le tante cazzate che si leggono nei social, credo che sia la migliore.

  2. NO TAVOLINI NO PARTY

    A forza di chiedere i tre punti a tavolino con rinvio e contro rinvio avete fatto schifo sia a Mihajlovic e sia a Medel.

    Inventate altro ora.

  3. A Bologna s’è vista la differenza fra Conte e Inzaghi, perchè prima ancora del grave errore del poriere, la responsabilità della sconfitta di ieri sera dell’inter pesa come un macigno sulle spalle di Simone Inzaghi. Incomprensibile la scelta di Dimarco (che non è un centrale e non sa difendere) in marcatura su Arnautovic (che fra l’altro lo sovrasta in altezza di ben 13 cm) e non invece Skriniar che di mestiere fa il centrale difensivo. Leggerezza alla quale neanche un VAR-metro s-tarato avrebbe avuto la possibilità nè il Doveri di rimediare, ma per fortuna hanno ancora il tempo e sopratutto il modo per riparare alla goffaggine di un allenatore che non di Radu quest’anno ha mandato in confusione la squadra.

    • del portiere

    • Gioele
      Il nostro Perin è il titolare di Coppa Italia, in più Allegri lo inserisce anche in campionato…Radu, l’ultima apparizione in campo l’ha fatta 4-5 mesi fa…
      Il portiere è un ruolo a parte e si deve far trovare sempre pronto…non voglio dare a Radu un alibi ma l’allenatore piangina di colpe ne ha…eccome.

      • Se poi consideri che da mesi nei social hanno scritto di ogni contro Handanovic pensa tu come sono messi in un ruolo così importante. Poi va bè, sappiamo che nei social piazzisti di aria fritta e imbonitori prezzolati sono capaci di scrivere tutto e il contrario di tutto, sopratutto i saltimbanchi che di mestiere rivoltano le frittate dall’alba al tramonto e fino a ieri mattina davano per certo lo scudetto all’inter e dopo la partita di Bologna hanno scritto che ha fatto un grosso regalo al Milan, dimenticandosi di tutti gli scippi perpetrati dagli accattoni ai danni di mezza serie A.

  4. LA CENA È A TAVOLA…

    Ben, ho sentito il tuo editoriale sul Sassuolo-Juve…credo non sia solo il Sassuolo a giocare con una certa grinta contro la Juve ma tutte le rimanenti del campionato di serie A…e io sinceramente gonfio il petto…la Juve conta ed è un esempio per tutte.

    Poi sul fatto della stanchezza, certo, nessun paragone con quanto ti vado a dire: Quando giocavamo noi…io pur di giocare nascosi un gonfiore ad una caviglia per una distorsione prese la domenica prima…ed era solo terza categoria.
    Le partitelle in piazzetta non avevano una durata temporale. Generalmente venivano “chiuse al dieci”, vinceva chi avesse raggiunto il decimo goal…e a 5 si cambiava porta.
    Solitamente erano le mamme che verso le sette di sera mettevano fine alle partite, con le lunghe urlate chiamate dalle finestre. D’inverno era il buio a fermarci, nonostante i tentativi di continuare la partita sotto la fioca luce del neon dei lampioni.
    Non servivano campi di calcio in erba curata all’inglese e nemmeno essere schierati in perfetta divisa da calciatore.
    Per tirare i classici calci al pallone, bastava semplicemente qualche amico per fare le squadre e un bel pallone di gomma e un “campetto” pure con qualche macchina in mezzo.

    E la mamma: “ancora 10 minuti poi butto tutto nel secchione della spazzatura”.

  5. LETTERA APERTA: LA VERITA’ SU CARLETTO E GLI ARBITRI

    Carissimo Carlo
    le tue dichiarazioni mi hanno fatto pensare che ti sei dimenticato del tuo vissuto da allenatore in quella Juve che stai denunciando adesso, senza renderti conto che stai denunciando te stesso perchè se quel calcio era sporco tu ne facevi parte e ne godevi quando vinceva perché ti faceva crescere come allenatore.
    Ma stavi in quel calcio anche quando la Juventus fu fermata nel diluvio del Curi di Perugia (con Collina Arbitro) e vinse il campionato la Lazio .
    Stavi in quel calcio anche quando, l’anno dopo, il commissario della FIGC (Giovanni Petrucci qualche anno prima segretario generale della Roma), cambiò le regole in corsa la settimana di Juventus-Roma dando la possibilità alla squadra giallorossa di utilizzare un extracomunitario, Nakata, che non aveva mai potuto giocare prima di allora.
    E che fu decisivo ,segnando e facendo segnare, per il pari che permise alla Roma di vincere il campionato e tu ancora una volta secondo, come a Perugia.
    Allora venivi da me a lamentarti per le ingiustizie perpetrate ai danni della Juve , non capisco quindi perché adesso, stranamente, ne condanni i comportamenti, alla stregua dei traditori che prima approfittano del gioco sporco per crescere e poi , a fari spenti, fanno i delatori, ma solo per passare da buonisti.
    Anche perchè sparare sulla Croce Rossa ora è troppo facile e non costa niente.
    A meno che tu non abbia qualcos’altro da dichiarare ma, attenzione , solo con prove perchè le intercettazioni sono pronte a smentire e ne sa qualcosa Gianfelice Facchetti.

    Le sentenze

    Non so perchè tu abbia fatto simili dichiarazioni o chi ti abbia spinto a farle prima di parlare, però, avresti dovuto almeno leggere le sentenze. Quella sportiva che dice “Campionato regolare, nessuna partita alterata”.
    E quella ordinaria ”Reato a consumazione anticipata non potuto provare in udienza.”
    E per reato a consumazione anticipata si intende il pensiero fermo di un PM che un soggetto o più soggetti possano aver commesso atti contro la regola che il soggetto o i soggetti non hanno magari neppure pensato .
    E senza uno straccio di prova, visto poi che gli arbitri, all’inizio indagati e rinviati a giudizio, venivano alla fine tutti assolti.
    Forse avere avuto come amico Meani, dirigente addetto agli arbitri del Milan, ti ha fatto male e confuso le idee.
    Forse ti avrà anche convinto che corrispondeva a verità il sequestro Paparesta, senza dirti magari che in quello spogliatoio c’era un suo grande amico , l’assistente Cristiano Copelli, il vero colpevole di ciò che è successo in quella partita, di cui io conoscevo perfettamente i modi comportamentali, che adesso guarda il caso è indagato” per truffa allo Stato per il gratta e vinci” perchè ,oltre a non segnalare rigori solari all’arbitro, oltre a far annullare i gol per fuorigioco inesistente, sapeva anche leggere i bigliettini vincenti …..ancor prima di aprirli.
    Meani era anche quello, se ti ricordi bene, che riceveva l’arbitro Collina (si proprio quello di Perugia) a mezzanotte entrando dal retro del suo Ristorante a Lodi perchè nessuno lo vedesse (chissà perchè ?) per parlare con Galliani.
    E Collina era l’arbitro che, se ricordo bene , ebbe la Opel come sponsor , casualmente lo stesso sponsor del Milan.
    Meani era quello che stava in panchina in divisa del Milan e negli spogliatoi degli arbitri come dirigente addetto agli arbitri del Mìlan, che però sparì improvvisamente dagli elenchi della società al sorgere di calciopoli, chissà perchè? Era quello che il 29 aprile 2005 prima della partita Fiorentina-Milan del 30 aprile 2005, telefonò all’arbitro di quella partita, DeSantis, per dirgli di non ammonire Nesta perchè diffidato sarebbe stato squalificato per Milan-Juve che si contendevano il campionato. Il lunedì successivo alla partita quell’arbitro telefonò a Meani :” Hai visto Leonardo , ti ho accontentato” e Meani :
    “sei un amico , lo dirò al capo”. Il tutto provato da intercettazioni.
    Come vedi , considerati i comportamenti del tuo amico del cuore, se tacevi ne guadagnavi in prestigio, anche perché tu allora facevi parte di quel calcio.
    Al momento preferisco fermarmi qui, ma se vuoi posso raccontarti tante altre cose.

    Un maiale in panchina

    Ti ricordo magari qualcosa del tuo passato e le cene a casa mia e non mi soffermo sulla tua carriera prima da giocatore e poi da allenatore della quale più di qualche merito potrei averlo proprio io.
    Non è poi vero che a Torino sei stato male, io ti ho difeso fin dall’inizio quando tutti dicevano che avevo preso un “maiale come allenatore”, se ti ricordi risposi a tutti: ”Sarà allora la prima volta che in panchina siede un maiale“ e tutti si zittirono.
    Caro Carlo è proprio vero che la “riconoscenza” è la virtù del giorno prima.
    Ti auguro comunque di non passare mai quello che ho passato io.
    Spero soltanto che la Corte Europea faccia sapere a tutti che io non sono come mi hanno dipinto.
    Ciò nonostante ti auguro buona fortuna .
    Luciano Moggi

    • Il maiale sputa sempre nel piatto in cui mangia, sennó che porco sarebbe? Ecco perché Ancelotti ha quel soprannome, ora è ancora più chiaro. Doveva sparare su Moggi che lo licenzió dopo due scudetti che il buon Carletto alle prime armi come allenatore riuscì a perdere con la Juventus. Sempre meglio guardare negli altri le proprie deficienze. Vabbè, credevo che invecchiando Ancelotti avesse fatto sua quell’esperienza non edificante ed invece il suo ego gli fa fare figure da idiota assoluto

  6. LA JUVE NON MUORE LETTERALMENTE MAI(cit Repice)

    28 Aprile 2018 una delle partite più rocambolesche e che mi hanno fatto più godere degli ultimi anni, la vittoria in casa dei cartonati per 2-3 col goal finale di Higuain.

    Chi ha la Juve nel dna può provare certe godurie…Pjanic o non Pjanic…a me, me piace!!!

  7. Mi sto divertendo a vedere partite in ogni dove e mi rendo conto che non spesso quello che piace a me piace pure agli altri. Anche il calcio ha aspetti che cambiano in relazione alle propone emozioni ed al tifo che spesso si scontra con simpatie ed antipatie.
    Mi diverto soprattutto a leggere i giornalai sui vari siti mediatici, ed i più divertenti sono quelli dei più autorevoli, Padovan su tutti che avevo rivalutato quando era direttore di Tuttosport ed era stato aggredito e picchiatore da pseudo tifosi.
    Cambiare opinione è segno di apertura mentale , ma farlo ogni 5 minuti è da schizofrenici, e questo, così come altri che, ripeto mi diverto a leggere, è veramente pazzesco.
    Poi faccio un giro su vari blog e noto che il bar dove si dibatteva di pallone tra amici quando eravamo ragazzi era un mondo da orso line, perchè allora non arrivavamo mai alle mani e solo un sano sfottò chiudeva ogni discussione. Oggi le offese ( tanto sono gratis e nessuno può uscire dal computer per romperti la faccia) sono buttate lì come colazione, pranzo e cena quotidiane. Poi ci sono quelli” bravi” quelli che si ergono sul piedistallo e vedono gli altri tifosi come marmaglia e tra di loro si danno patenti di chi é aldifuori di qualsiasi bassezza rozza e cafona, ma da quanto si legge viene fuori un ipocrisia ed una cattiveria ancora più esasperata, tipica “del povero frustratello radical chic. ”
    Veramente spassoso leggere come ci si dà di gomito facendo finta di essere degli sportivi super partes e non dei semplici tifosotti, ma quando si entra nei particolari, beh,allora si affibbiano, sempre rivolgendosi verso gli altri per non offendere il vicino , degli epiteti alla ” coglioni a due a due fino a farli diventare dispari” . 😆 😆
    Oggi mi va di fare il sociologo, e se sono stato fuori luogo e fuori contesto con il video di Ben, chiedo venia e magari non leggetemi, mi sono distratto un pò ed ho tirato fuori solo qualche riflessione tra me e me.

  8. LE PAPERE DEI PAPERONI

    Questa settimana ma anche prima di papere ne abbiamo viste eccome…Da Coso a Buffon da Donnarumma a Radu…e tanti altri.
    Ma il ruolo del portiere è particolare…
    Due soluzioni: il meno dotato calcisticamente o testa matta.
    Quello che volava da palo a palo e possedeva estro e coraggio.
    Poteva mettersi anche una benda in testa per incutere ancor di più timore agli attaccanti (vedi Zamora).
    Quello del portiere è il ruolo più poetico e letterario: dal ” portiere caduto alla difesa” di Umberto Saba all’elettrointallatore Joseph Bloch di Peter Handke “che fu portiere di qualche fama” sino al tenero Go-gol di Jorge Amado.
    Il figlio del grandissimo Pelé, Edinho, incredibile a dirsi, gioca in porta.
    Nel Santos, la squadra dei magici fasti del padre.
    Un anziano critico sportivo vedendo Edinho parare profetizzò: “Anche lui, come il padre, raggiungerà quota mille.
    Non di gol fatti, ma di gol subiti”.
    (Cit Darwin Pastorin)

    • Quando eravamo ragazzi, quelli che giocavano fino a sera a pallone sulle strade, facevamo le squadre e gli ultimi ad essere presi ( i più piccoli, ma generalmente anche i cicciottelli o quelli meno promettenti) andavano in porta.
      Esistevano i miti, Zoff Albertosi o Jashin l’unico portiere ad aver mai vinto io pallone d’oro, ma erano e dovevano solo parare e poi avviare il gioco con le mani o con le rimesse oltre il centrocampo. Generalmente il ruolo del portiere era dello scavezzacollo ( non ricordo chi disse che doveva essere un po’ matto). L’Olanda della fine degli anni 70 propose il primo portiere che faceva parte integrante con la squadra ( ci sembrava alquanto comico quell’uomo con un nome da codice fiscale) e da allora il gioco si è evoluto o involuto ( dipende dai punto di vista) tanto che oggi i portieri sono l’undicesimo uomo in campo con direttive tecniche.
      Le papere una volta erano i palloni che scivolavano come saponette dalle mani o quelli che passavano tra le gambe dei portieri, oggi fanno parte delle papere anche quei lisci non previsti e che fanno sempre “ridere” sin da quando appunto giocavamo le nostre partite infinite da ragazzini.

  9. EMANUELE ROSSI

    Ritornando ad Allegri, io comprendo bene il suo intento, il suo obiettivo principale è creare nella sua squadra una solidità mentale tale per cui la squadra possa affrontare tutti i tipi di partita, dato che come dice lui, in una partita ci sono tante partite, ti devi difendere per mezz’ora poi invece puoi pressare alto per 20 minuti, poi magari segni e devi gestire la palla per un’altra mezzora, ecc.ecc.
    Bene, la tattica la riduce al minimo indispensabile, ed è la lettura del gioco e delle caratteristiche dell’avversario, in cui è molto bravo, del gioco non se ne preoccupa perchè crede nei giocatori che ha e nelle loro capacità tecniche. Non gli interessano le mode ed i stili di gioco, non si lamenta mai, non parla contro nessuno, per primi i suoi avversari, non guarda in faccia nessuno quando deve schierare la formazione.
    Tutto questo è volto alla creazione di una solidità mentale, una forza mentale da trasferire alla propria squadra, la quale a un certo punto andrà in campo sapendo esattamente cosa servirà fare per portare a casa la vittoria, quasi avesse 11 allenatori in campo. Se deve difendersi in area 45min contro una squadra più scarsa, lo fa’ senza vergognarsi, vuole essere sicuro che i suoi siano in grado di affrontare le difficoltà di una partita, e che siano in grado di recuperare o ribaltare un risultato come pure di mantenere la palla se si è in vantaggio. Lo vedo simile a un ancelotti o a un tuchel.
    Poi per fare questo ci sono però delle difficoltà, cioè ti servono giocatori forti, con capacità tecniche già formate, quindi non troppo giovani (o non tanti giovani tutti insieme) a cui devi insegnare a stare in campo. E già questo è uno spartiacque bello grosso.
    Perdipiù, secondo problema, farsi attaccare per molto tempo dentro alla propria area significa non commettere mai il minimo errore e restare concentrati al 110%, ma nel calcio odierno le cose sono cambiate, ora devi difendere con le mani dietro alla schiena, ora c’è il Var che ti va a inquadrare anche i laccetti delle scarpe e ora ti fischiano rigori per un nonnulla. Insomma i tempi della BBC in difesa sono passati e i vertici del calcio vogliono un calcio offensivo, penalizzano i difenisivisti.
    Non so, spero che prossimo anno lui riesca in questa cosa e ottenga la sua Juve col pilota automatico com’era nel 2015, però le difficoltà ci sono e tutto è diverso da allora. Primo i giocatori che ha in rosa, secondo il calcio stesso e le sue regole

  10. VIDEO. Agnelli a 360°: la presidenza, Allegri, la Superlega – Sky Sport https://scq.io/SkBoeE3

  11. Benedetto, detto senza nulla togliere a un grande allenatore come Guardiola quella del suo City è da anni una rosa che solo una governance di sceicchi può permettersi di allestire e mantenere e come esempio cito il solo De Bruyne, acquistato 7 anni (2015) dal Wolfsburg per 78 mln € al quale qualche settimana fa è stato rinnovato il contratto fino al 2025, alla modica cifra di 20 mln di € netti all’anno. Tanto per fare un confronto ti dico che nel 2015 il giocatore più costoso acquistato dalla Juve è stato Dybala per 32 mln + 8 di bonus, con un ingaggio pari ad 1/3 di quello di De Bruyne. Partendo allora da queste premesse, messi a confronto i risultati dei 4 anni della Juve di Allegri (quelli prima dell’arrivo di CR7) e gli stessi del City di Guardiola, credo che con 4 scudetti consecutivi e 2 finali di Champions la Juve di Allegri non abbia proprio nulla da invidiare allo squadrone di Guardiola che nello stesso periodo ha vinto una sola Premier League e raggiunto solo una semifinale di Champions.

    • E’ un discorso molto interessante, e credo che alla fine ci saranno un sacco di altri tifosi che potranno dire che siamo faziosi o che non capiamo niente di calcio, Giò, ma la penso esattamente come te.
      Sono dell’avviso che il calcio Inglese sia stato pompato troppo anche se i risultati rispetto alle altre nazioni dicono che è quello che attualmente vince di più, e, questa è realtà innegabile.
      L’altra sera abbiamo assistito ad un grande spettacolo ( che sarebbe una partita di quelle da super Lega se venisse a prendere piega) dove si incontravano tra le migliori squadre europee ed abbiamo assistito a De Bruyne e 9 altri gregari di media fattura tecnica guidati alla grande da Guardiola contro dei fuoriclasse come Modric Kross Valverde e Benzema ( e dimentico qualcuno)che hanno fatto sfogare l’agonismo per poi rientrare in partita quando e come volevano.
      Probabilmente Guardiola riuscirà anche ad averla vinta alla fine della seconda partita in programma ma i soldi spesi in questi anni dall’arabo proprietario del city non valgono quella rosa di calciatori. La controprova arriverebbe damblè nel momento in cui Guardiola se ne andasse ad allenare da qualche altra parte.

      • Beh bisogna però che non ometti informazioni importanti.
        Martedì il City poteva fare altri 3 o 4 gol e per sfortuna non sono entrati. Il Real ha una solidità difensiva invidiabile eppure ha preso 4 gol e altri 4 poteva tranquillamente prenderli se non fosse stato per questioni di centimetri.
        Di contro il City ha commesso errori clamorosi in difesa. Infatti non si può avere tutto nella vita.
        Il 2° gol (Vinicius) è un buco dozzinale di Fernandinho (perchè schierato sulla fascia? Boh) e inoltre il centrale Stones non esce a chiudere su Vinicius, ma lo guarda fare gol come nemmeno in Promozione succede.
        Il 3° gol è un errore dell’altro centrale che la tocca di mano su un cross normalissimo.
        Purtroppo gli mancava Kyle Walker che è l’unico insostituibile di Guardiola dietro, senza di lui sono vulnerabili.

        Poi che il calcio inglese sia pompato con quotazioni fuori logica è lapalissiano, loro si permettono di pagare giocatori più del reale valore che hanno, non solo il City, ma anche proporzionalmente anche un WestHam o un Wolverhampton possono spendere cifre per noi impossibili. Ovvio che poi non tutti tutti i giocatori smaniano per andare a giocare al WestHam o ai Wolves.
        Però dati reali incontrovertibili sono che:
        1. hanno più soldi quindi possono comprare chi vogliono e quindi aumentare a piacere il tasso tecnico dei propri team
        2. giocano a una velocità doppia di noi, bene o male decidi tu, ma vanno al doppio come intensità e corsa, e questo in Europa ti da’ enormi vantaggi, campioni o non campioni, le ultime finali di Champions sono state tra le squadre che andavano più forte e non necessariamente le migliori.

        Poi se pensi che il City sia DeBruyne e gli altri 9 gregari pagati troppo….uhm, non lo so

        • È vero che potevano fare altri gol ma anche vero che con un minimo di attenzione difensiva in più potevano prenderne meno. È vero che non c’è più la regola del gol che vale doppio in trasferta ma una vittoria con più scarto è sempre preferibile anche con la regola nuova: insomma…hai fatto 4 gol e questo non ti garantisce (anzi, sulla carta tutt’altro, e ripeto, sulla carta xchè x ora solo questo possiamo dire…) la qualificazione in finale. Lo stesso dicasi x il Real. Hai segnato 3 gol in trasferta e questi non solo non ti sono serviti x vincere la partita, ma nemmeno x pareggiarla. Boh, io sinceramente da tifoso non coinvolto mi sono divertito, ma se la Juve segnasse 4 gol in casa e ne prendesse 3 in una partita di coppa andata e ritorno…un po’ mi girerebbero.

    • Alessandro Magno

      indubbiamente ha tanti soldi da spendere Guardiola beato lui magari ce li avessimo noi che ogni volta per fare 1 solo acquisto bisogna pregare a Dio mentre quelli comprano a botte di 70/80 milioni e anche 100 come se non ci fosse un domani

  12. FRANCO CAUSIO SULLA JUVE

    Numero 10 a Federico Chiesa – “Partiamo da un presupposto, credo che i numeri contino poco: io in carriera ho giocato con il sette, con l’otto.
    Anche con il dieci, ma non alla Juve.
    Me li sono pure giocati al Lotto, questi numeri, ma non ha funzionato.
    Conta quello che dai in campo, contano le giocate, sono quelle che ti fanno entrare nel cuore dei tifosi e nella memoria.
    Detto questo, Chiesa è un giocatore che può essere devastante, chiaramente uno su cui la Juve punta per il futuro”.

    Dybala–
    “Con l’acquisto di Vlahovic il club ha già mostrato in che direzione vuole andare, sul prossimo mercato sa che ha bisogno di innesti in ogni reparto.
    Io credo che ci saranno alcuni addii nella vecchia guardia ma anche qualche rientro di giovani da inserire.
    A mio parere la qualità servirà soprattutto a centrocampo, ma la società sta già lavorando, non stanno certo a guardare”.

    • Franco Causio ha ragione da vendere, fu il nostro unico e vero FC7 , la sua sfiga fu che non vinse una coppa campioni ma io il mio Franco Causio non lo reputo certo inferiore a Best.
      Lo sai Max perchè lo soprannominarono ” Barone”? 😆 😆 😆
      Lascio a te che ne hai ripreso il titolo e fatti tuo, il gusto di raccontarlo 😉

  13. Vedi Rem è tutta una questione di chiavi di lettura.
    Ci siamo divertiti e questo credo sia il punto cui partire.
    Poi Germano ci fa notare che se la nostra Juve avesse perso in quel modo gli avrebbe fatto girare le scatole.
    Ognuno la vede secondo i propri interessi ( nella fattispecie da tifosi).
    Cerchiamo di uscire da questa prospettiva e cerchiamo di vederla in modo più obiettivo.
    Il Real ha nei suoi ranghi grandi calciatori a livello tecnico e forse sono troppo cattivo a dire che nel city, l’unico che potrebbe giocare nella squadra spagnola potrebbe essere De Bruyne, ma tutto è opinabile.
    Il fatto che il city abbia segnato solo 4 goal e non 8 sta a significare proprio che se hai bisogno di giocare con quell’intensità e riuscire a segnare solo 4 goal non hai il colpo del ko e quindi gli interpreti importanti per poterlo dare. Credimi Rem nel city l’80% delle proprie fortune sono da dare a Guardiola che per quanto incidente in Inghilterra e in champions, ha ottenuto anche poco rapportando i capitali che ha tirato fuori il suo presidente.
    Poi un ultimo appunto per il goal di Vinicius ( spettacolare). Ti ricordi negli ultimi europei tra italia ed Inghilterra come Chiellini fermó sul nascere la possibile sgambettata a campo aperto dell’inglesino? Beh, i veri campioni ( anche con i piedi di tavola come Chiellini) si vedono da come sanno leggere gli eventi di gioco, quindi lasciare partire Vinicius campo aperto è un errore tattico di calciatori che non possono essere gratificati perché non valgono tanti milioni di sterline, o no? 😉

    • Scusami Germano ho scritto perdere invece era vincere solo 4 a 3, ma per il succo del concetto che volevo spiegare non cambia granchè

      • Antony, mi avrebbe fatto girare se avessimo vinto 4-3 in coppa. In campionato no xchè sempre 3 punti si sarebbero conquistati

    • Alessandro Magno

      è solo la partita di andata. tutti si sono divertiti per quel motivo. se fosse stata la partita del ritorno con questo risultato chi fosse uscito vi assicuro che non si sarebbe divertito affatto

  14. Antony

    C’è da fare un distinguo fra le cifre che circolano nel calcio inglese, nello specifico il riferimento al City porta a fare 2 tipi di considerazioni, la prima riguarda gli acquisti di De Bruyne (78 mln), Sterling (68 mln), Bernardo Silva (60), Rodri (70), Ruben Dias (70) e aggiungo anche Cancelo dalla Juve per 65 mln € (28+37 di Danilo) per dire che sono quotazioni reali del mercato internazionale e non hanno nulla a che vedere con quelle dei presunti scambi gonfiati di quello britannico come scritto da alcuni radical-chic disinformati. Questo a ribadire che la governance del City non ha lesinato energie spendendo la bellezza di oltre 1 miliardo di euro negli ultimi 10 anni per l’acquisto di ben 46 giocatori, per fare del club inglese una superpotenza calcistica in grado di ambire ai grandi traguardi di Premier e Champions League, con il City che è stato finora anche l’unico club britannico a superare il miliardo di euro in commissioni di trasferimento nette negli ultimi 10 anni, cifre alle quali vanno ovviamente aggiunte quelle del faraonico ingaggio di Joseph Guardiola che allena il City dal 2016 e che nel 2020 ha rinnovato a circa 12,5 mln di € netti a stagione. Con queste premesse e questi presupposti chiudo la prima considerazione sulla gestione economica del calcio degli sceicchi e con tutto il rispetto e la stima per Guardiola allenatore, apro quella sui risultati sportivi e scopro che la montagna di investimenti di cui sopra, in 5 anni di Guardiola al City ha prodotto il topolino di una semifinale europea, mentre da 10 anni lo stesso Guardiola non disputa più una finale di Champions, da quando cioè in quella di Londra furono Messi, Xavi, Iniesta, Dani Alves, Piquè, Mascherano, Busquets, David Villa, Pedro e Abidal a portargliela su un piatto d’argento.

    • Se dovesse uscire contro il Real o perdere la potenziale finale contro Klopp credo che per Guardiola sarà l’ultimo tra lui ed di City. Lo vedo troppo nervoso, soprattutto prima delle partite e Pep non è mai stato così teso.
      Credo che oltre agli investimenti fatti fare da chi certamente fa piacere divertirsi a tirare un pò di petrodollari ci sia un patto con se stesso.
      Ha creato una bella macchina da guerra, ma ripeto, non ha grandi campioni cui potersi appoggiare in campo oltre a De Bruyne. Buoni i giovani Foyle e Sterling ma se li confronti con Vinicius e Valverde non saprei dire chi sia meglio.

      • La differenza è che i giocatori del Real hanno vinto varie Champions insieme a CR7 e sanno come si affrontano quelle partite, quelli del City non hanno mai vinto e quindi sembrano tanto fumo e poco arrosto.
        Fa’ che vincano una Champions e vedrai che diventeranno “campioni” solidi anche loro.

  15. Questo discorso xrò potrebbe o poteva valere anche x la Juve. Invece abbiamo perso le ultime 5 finali. Immagina tu con che pressione arrivano ogni volta i giocatori bianconeri anche se dovessero giocare una finale a 10 o anche 20 anni di distanza dall’ultima 2017). Sempre che la società arriva da 5 finali consecutive perse.

  16. LA COPPA NON CONSIDERATA

    La Champions di oggi era chiamata Coppa Campioni quando nel lontano 55-56 nacque.
    La Juve prese parte per la prima volta nella competizione 1958-59 eliminata nei 16esimi dal Wierner SK una squadra austriaca (3-1 a Torino e sconfitta sonora in Austria per 7-0) quando il Real già ne aveva vinte 3, ne vincerà altre 2 arrivando fino a 5 Coppe Campioni consecutive.

    Mio pensiero personale, se solo l’Avvocato gli avesse piaciuto quella competizione chissà forse la Juve avrebbe potuto incanalare vittorie su vittorie.
    Ritornò a competere nella competizione europea nel 1960-61 eliminata ai 16esimi dal CDNA Sofia 2-0 a Torino e 4-1 a Sofia.
    L’anno successivo, 1961-62 eliminata ai quarti contro il Real 0-1 a Torino e 0-1 a Madrid per chi doveva accedere alla semifinale c’è voluto una terza partita, la bella, a Parigi vince il Real per 3-1.

    La Juve si ripresenterà a giocare la Coppa Campioni nella competizione 1967-68 eliminata in semifinale dal Benfica, mattatore delle due partite Eusebio.

    Passano ancora anni per rivedere la Juve in Coppa Campioni…era la competizione 1972-73 dove iniziò a perdere la prima finale contro l’Ajax di Crujff a Belgrado.
    Tra eliminazioni agli ottavi, quarti e sedicesimi e semifinale si arriva alla seconda finale persa dell’83 contro l’Amburgo con il famoso goal di Magath ad Atene
    Inutile continuare il resto è storia che già conoscete.

  17. Antony, Rem17, Germano

    Non c’è controprova al fatto che il City di Guardiola non abbia mai vinto la Champions per mancanza di fuoriclasse, o come dice Rem17 perchè non ha giocatori come quelli del Real abituati a vincerla, semplicemente perchè finora in finale non c’è mai arrivato. A smentire la tesi è stata proprio un’altra inglese, il Chelsea di Di Matteo che nel 2012 ha alzato la Coppa al primo colpo senza avere fuoriclasse in squadra (ad eccezione forse dell’attempato Drogba) dopo aver superato ai rigori proprio il favoritissimo Bayern Monaco di Guardiola pieno zeppo di campioni del calibro di Neur, Lahm, Schweinsteiger, Kroos, Robben, Ribery e Mueller, mentre è una tesi che trova invece sostegno quella di Germano sulla Juve per 3 delle 5 finali perse, in quella del 1997 del 1998 e del 2003 la Juve era sicuramente più forte delle rispettive avversarie così come è altrettanto certo che lo fossero nettamente Barcellona e Real Madrid in quelle del 2015 e del 2017, qualunque cosa possano pensare e dire della Juve di Allegri di quegli anni nell’ordine i piazzisti di aria fritta, i trasformisti incappucciati, i saltimanchi che di mestiere rivoltano frittate dall’alba al tramonto per 7 giorni la settimana.

    • saltimbanchi

    • ops scusate, il Chelsea ha disputato la prima finale di Champions nel 2008 perdendola contro il Man.Utd.

      • Ma il City non l’ha persa l’anno scorso con il Chelsea?

        • Vero Germano, devo ammettere che mi è sfuggito e hai fatto bene a ricordarlo, ma il concetto e la domanda restano gli stessi, sapere cioè se il City di Guardiola l’ha persa perchè (dice Antony) non ha i fuoriclasse, perchè (dice Rem17) non ha i giocatori come il Real Madrid abituati a vincerla, o semplicemente perchè anche contro una squadra che non ha fuoriclasse o giocatori abituati a vincerla (che fra l’altro l’anno scorso in Premier è arrivata quarta a 19 punti dal City campione d’Inghilterra) i bookmakers davano tutti per favorita la squadra di Guardiola?..

          • Risultato Esatto Manchester City-Chelsea e Quote Finale Champions League 2021:
            “Per quanto riguarda le quote dei bookmakers per il risultato esatto Manchester City-Chelsea, la vittoria per 1-0 del Manchester City è quotata a 6.10, a fronte del risultato 0-1, ossia successo esterno di misura del Chelsea, a 10.00. Invece il pareggio per 1-1 è dato a 6.65, mentre il 2-2 è quotato a 17.50.”

            • Le finali sono partite a sé e purtroppo noi tifosi della Juventus lo sappiamo bene… Certo, se poi il City (se andrà di nuovo in finale) perdesse di nuovo, qualche domandina come c’è la dovremmo fare noi juventini, dovrebbero farsela.

  18. È RIMASTO L’UNICO BLOG JUVENTINO

    Gli altri hanno chiuso i battenti da un pezzo(vedi Tuttosport prima e Pausa Caffè poi), Juventibus ha chiuso ai commenti e tanti altri ancora.
    Non è mica detto che se si è liberi di scrivere puoi sfottere e andare contro alla società Juventus senza che nessuno ti dice che certe cose non si scrivono (a me su un blog interista manco mi fanno appizzare) o meglio ti controbatta in rima…e anche mascherarsi da juventini per poi essere scoperti di appartenere alla più brutta specie del tifo italiano e magari appartenere ma anche sicuramente alla seconda squadra milanese.
    Forse a più di qualcuno è sfuggito la scritta: “antijuventino leggi”.

    Ogni topik di questo blog ha una lettura da esterni di circa 300 e più unità in questo brutto momento della Juve ma negli anni dei nove scudetti le letture arrivavano anche a un migliaio…o forse perché tiravano di più anche le due finali Champions.

  19. @Emanuele Rossi

    Leggo solo ora il tuo post, cogli aspetti interessanti del gioco di Allegri, un gioco la cui massima espressione è nel momento del recupero palla con le ripartenze in campo aperto degli esterni e i cambi di campo sul lato debole delle difese avversarie. L’aspetto discutibile rispetto ai canoni del calcio europeo è la difesa troppo bassa, con le due linee da 4 che in fase di non possesso scalano rapidamente sotto la linea mediana per coprire più terreno possibile nel minor tempo e nel momento del recupero palla possono così sfruttare gli spazi alle spalle della linea di pressing avanzata degli avversari. Purtroppo la mancanza di un giocatore come Chiesa ha penalizzato finora questo tipo di gioco, sopratutto quando i due esterni Cuadrado e Pellegrini per un motivo o per l’altro non riescono a ribaltare velocemente l’azione, ed è in circostanze come queste che il suo tipo di gioco mostra il maggior difetto, quello di doversi difendere in area con tutti i rischi annessi e connessi a causa di un centrocampo che a differenza della sua prima Juve non fa filtro e una difesa troppo permeabile rispetto a quella di allora.

  20. GLI APPUNTAMENTI IN BIANCONERO DI MAGGIO

    Maggio sarà il mese dei verdetti per la Juventus, in corsa per un posto in Champions League e per conquistare l’ennesima Coppa Italia della sua storia.

    I bianconeri sono attesi da appuntamenti molto importanti che sanciranno il destino di una stagione molto travagliata, ma che può ancora regalare qualche soddisfazione.

    Nonostante i numeri, la Juventus non è ancora matematicamente fuori dalla lotta per lo scudetto, anche se, come detto dal Presidente Agnelli, ci vorrebbe un “suicidio” di chi sta davanti e non solo.

    Il primo appuntamento in bianconero di maggio è domenica 1°, con la partita di Campionato contro il Venezia.
    I lagunari sono in piena lotta per la retrocessione e avranno in panchina il nuovo allenatore Andrea Soncin, mentre la squadra di Allegri deve provare a soffiare il terzo posto a un Napoli in difficoltà.

    Venerdì 6 maggio, la Juventus volerà a Genova per incontrare un’altra squadra invischiata nella lotta per non retrocedere, ovvero il Genoa di Alexander Blessin.

    L’11 maggio sarà la volta dell’appuntamento più importante, perché i bianconeri sfideranno l’inter nella finale di Coppa Italia, allo stadio Olimpico di Roma.
    Dopo aver perso la Supercoppa all’ultimo secondo dei tempi supplementari, la Juventus è a caccia di una rivincita sui nerazzurri.

    Cinque giorni più tardi, il 16 maggio, i bianconeri saranno impegnati contro la Lazio per la penultima giornata di Campionato. La partita si disputerà a Torino e sarà fondamentale sia per i sogni europei della squadra di Sarri sia per la conquista definitiva di un posto in Champions per la Juventus.

    Infine, la stagione dei bianconeri si chiuderà a Firenze contro la Fiorentina.
    Le due squadre si sfideranno il 22 maggio.
    Per i viola si tratta di una possibile rivincita dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, per la Juventus potrebbe avere risvolti imprevisti.

    Di solito a maggio ragliano gli asini.

  21. Germano,
    vero anche quanto dici sulle finali perse dalla Juve, ma entrambi sappiamo bene che le ultime due sono state dopo aver tenuto testa per oltre un’ora a squadre nettamente più forti e da tifosi juventini veder scritto ancora oggi di completa responsabilità di Allegri per le 2 sconfitte calcisticamente parlando come minimo è da veri incompetenti, per non parlare di chi si presta a fare persino da megafono ai mistificatori incappucciati che riempiono i social con inter- minabili trasfusioni di antijuventinità per poter insabbiare gli scippi perpetrati dagli accattoni ai danni di mezza serie A.

    • Vorrei precisare che l’associazione dei termini “mistificatore incappucciato” è riferita a chi (talvolta goffamente) prova a nascondere la propria identità di tifoso dietro diversi nick e per non farsi scoprire lo fa utilizzando decine di IP diversi, grosso modo da 20 a 40.

    • Gioele, ognuno la vede a modo suo questo è ovvio. Io so solo che dal 1992, quindi un periodo di 30 anni, se non erro, tra tutte le finali giocate da Barcellona e Real, l’unica persa è quella dei catalani contro il Milan nel 1994. Quindi perdere con loro ci sta e come dici tu, i risultati non rispecchiano proprio la differenza vista in campo xchè con il Barcellona potevamo tranquillamente soccombere di più nel primo tempo ma tranquillamente vincerla nel secondo. Con il Real esattamente l’opposto: poi sai, in una finale il risultato può nascere anche da circostanze. Io ricordo in entrambi le finali gol presi allo scadere e ricordo nell’ultima una Juve che anche dopo aver preso l’1-3 ha avuto un paio di occasioni x riaprirla.

      • Il problema della Juve nelle finali e che purtroppo partiamo sempre da 0-1. L’, unica finale da 26 anni a questa parte dove siamo andati in vantaggio è anche l’unica vinta, quella contro l’Ajax e anche lì… sofferenza su sofferenza anche se questa volta x i troppi gol falliti.

      • Infatti, al di là del fatto che ogni finale fa storia a sè si possono discutere episodi e decisioni arbitrali avversi (come la mancata concessione del rigore per il netto fallo su Pogba) ma come ripeto non si possono attribuire tutte le responsabilità della mancata vittoria ad Allegri o meglio lo si fa solo se prevenuti nei suoi confronti, mentre con l’incoerenza che contraddistingue certi giudizi non lo si fa invece nei confronti di Lippi che di finali di Champions ne ha perse 2 consecutive negli anni in cui la Juve era senza ombra di dubbio la squadra più forte del mondo.

        • Come esempio di quegli anni ricordo come nel doppio confronto proprio contro un Ajax, la Juve dominò nel gioco e nel risultato sia ad Amsterdam che a Torino nelle semifinali di Champions 1997.

  22. È morto Mino Raiola.
    R.I.P.

  23. PROBLEMI INFORTUNI ALLA JUVENTUS
    (di Mirko Nicolino)

    La Juventus che ad oggi è aritmeticamente a -4 dal 4° posto, si appresta a chiudere una stagione che è andata al di sotto delle attese dei tifosi. Andrea Agnelli ha ribadito nei giorni scorsi che il nuovo progetto aveva messo in conto delle difficoltà iniziali, ma ovviamente nell’ambiente bianconero le scuse stanno a zero.
    L’anno prossimo l’obiettivo sarà lo scudetto senza se e senza ma, ragion per cui anche Max Allegri sa che una parte del credito di cui ha goduto in questa stagione, nella prossima non lo avrà.

    Ci sono però delle “attenuanti” per i risultati ottenuti dai bianconeri, che oltre agli errori di mister e giocatori nei momenti clou della stagione, possono lamentare le tante e prolungate assenze per infortunio.
    Chiariamo subito una cosa: paradossalmente, questo è il momento della stagione in cui la Vecchia Signora ha meno infortuni muscolari.
    Sì, perché durante l’anno ci sono stati anche 4-5 KO muscolari assieme, invece in questo momento sono solo 2.
    Peccato, però, che ci siano fuori anche 4 calciatori per infortuni traumatici (il 5°, Arthur, è praticamente pronto) e di conseguenza anche un solo problema dovuto alla “preparazione” risalti maggiormente e faccia finire inevitabilmente lo staff atletico nel mirino della critica.

    Cosa deve fare la Juventus per evitare il prossimo anno per evitare questa spiacevole situazione? È chiaro che lo staff dei preparatori sarà oggetto di riflessioni, io rivolgerei le attenzioni intanto su altri due aspetti.
    Innanzitutto, questa stagione ha confermato la tendenza di alcuni elementi logori ad infortunarsi con cadenza ciclica.
    Basta andare a guardare la cronaca infortuni di Chiellini, Dybala, De Sciglio, Alex Sandro, Ramsey (fino alla cessione di gennaio) e purtroppo anche Bonucci per comprendere uno dei nodi della questione.
    Se hai in rosa giocatori cronici, con recidive, è inevitabile che appena si farà male anche uno solo dei giocatori solitamente sani, ti troverai in emergenza. Insomma, la priorità qual è? Quella di acquistare giocatori maggiormente sani, salutando quelli maggiormente critici.

    L’altro aspetto su cui mi concentrerei, inoltre, più che sulla preparazione, è quello dei recuperi dagli infortuni.
    È un dato di fatto che nelle ultime stagioni calciatori fermatisi per infortuni ritenuti “lievi” dopo i dovuti esami strumentali, hanno impiegato più tempo che in altri club ad essere nuovamente abili e arruolabili. Credo che sarà proprio questo uno dei punti di maggiore riflessione nella mega-riunione che si terrà alla Continassa al termine della stagione con Allegri e tutto l’establishment societario della Vecchia Signora.

  24. BARONE O BRAZIL. FRANCO CAUSIO

    “A chi deve il soprannome «il Barone»?”
    “A un giornalista di Torino, Fulvio Cinti, perché diceva che avevo stile in campo e fuori.
    In realtà sento più mio un altro appellativo che mi era stato dato, Brazil, inventato da un altro giornalista, Vladimiro Caminiti.
    In effetti poi ho sposato una brasiliana, quindi non è stato un caso.”

    Franco Causio, salentino puro, nato a Lecce nel 1949, bianconero da una vita, eleganza, tecnica sopraffina, grande fantasia per uno dei più grandi interpreti del ruolo del tornante, quello che una volta era il numero 7.

    A scoprirlo neanche maggiorenne fu Luciano Moggi, che all’epoca era ancora un dipendente delle Ferrovie dello Stato ma era già il responsabile del settore giovanile della Juventus per il Lazio e le Marche.
    Causio giocava nella Sambenedettese e fece il provino con i bianconeri.
    “Dopo un quarto d’ora venne una persona e mi disse “Basta, vai a farti una doccia”.
    C’era a bordo campo l’allenatore e io gli chiesi: “Ho fatto qualcosa di sbagliato ?” e lui: “No, hai fatto fin troppo bene”.

    Comincia così la sua avventura torinese, e con la nostra maglia rimase 11 stagioni tra il 1970 e il 1981 mettendo assieme 447 presenze e 72 goal.
    In bacheca sei Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, primo trofeo europeo nella storia juventina.
    Al termine della stagione 1980/81, il passaggio all’Udinese, dove sembra avviarsi ad una conclusione di carriera un po’ sottotono.
    In realtà saranno 3 anni giocati ad altissimo livello, deliziando i tifosi friulani insieme a un altro genio del calcio, Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico.

    Anche con la Nazionale Italiana di Calcio fu protagonista di una carriera luminosa: 63 gettoni e 6 gol, l’apice l’11 luglio 1982, subentrando al Bernabeu, nella finale del Mondiale spagnolo.
    È proprio di quei giorni l’immagine che fece il giro del mondo e che per lui rimane un ricordo indelebile: la partita a scopone con il Presidente Pertini, Bearzot e Zoff, sull’aereo che li riportava in Italia con la Coppa.
    “Il presidente voleva giocare.
    Io ho chiesto di stare col Vecio (affettuoso soprannome con cui veniva chiamato il CT Bearzot, ndr), lui ha scelto il capitano, Zoff.
    Abbiamo vinto grazie a una mia mossa, estrosa come quelle che facevo in campo, e anche lì c’è stato di mezzo un 7, il mio numero, che ho calato al momento giusto”.

    Continua il suo racconto: “Che uomo Pertini! Un anno dopo era in visita a Udine e ha mandato un’auto dei Carabinieri a prendermi, per stare tutto il pomeriggio con me.
    Mi sto allenando al Moretti, il vecchio stadio di Udine, che adesso non c’è più.
    Arriva una gazzella dei carabinieri, un capitano corre dall’allenatore Enzo Ferrari.
    Mi guardano e Ferrari mi chiama: “Barone, vogliono te”. “Me?”. Sono un po’ sorpreso e preoccupato.
    Il capitano mi dice a bassa voce: “Causio ci segua, il presidente Pertini vuole vederla”.
    Siamo stati insieme tutto il giorno, a mangiare in una trattoria del centro, a parlare di calcio e di vino, della Spagna, della Juve e del mio futuro.
    Mi disse: “Sei bravo, bravo, spero che tu possa diventare anche un buon allenatore”».

    Una storia meravigliosa, immagine di un calcio che purtroppo non c’è più.

    • Lui non lo dirà mai a nessuno Max, qual’è ma la vera storia, perché del suo atteggiamento dopo si vergognò. I fatti furono questi.
      Il giovanotto con i capelli lunghi e la strafottenza di chi non immaginava dove stava andando, arrivò allo stazione di Porta Nuova a Torino, dove c’era un dirigente della Juve ad accoglierlo per portarlo in sede.
      Dopo essersi presentati Franco Causio gli chiese sfacciatamente, ” ed ora chi mi porta la valigia”? Non vorresti mica che me la portassi da solo. Ecco rispose il dirigente, ” è arrivato “il barone”.
      Presentazione per cui poi in sede e dappertutto poi divenne ” il barone.”
      In quegli anni nella mia Lecce si sapevano ” vita, morte e miracoli” di Franco Causio. Non era un ragazzo semplice e quando scendeva in Porsche al mare d’estate tutte le pattuglie di carabinieri e poliziotti lo fermavano se non per un autografo per fargli qualche multa per eccesso di velocità. Ora non viene da un pò, credo che si trovi meglio tra il Brasile ed il Friuli.

  25. E PENSARE CHE LO AVEVO SOSTITUITO CON DYBALA

    “Forse è cominciato tutto con quel tema alle elementari. Io volevo scrivere il “calciatore”, però mi sembrava troppo. Cosa avrebbe pensato la maestra? Mica è un mestiere, al massimo è un gioco. Un mestiere è quello di mio papà, che fa l’elettricista e di notte è “reperibile”. A volte, il telefono squillava nel cuore della notte e lui doveva vestirsi di corsa e uscire.
    Così, nel tema scrissi che mi sarebbe piaciuto diventare come papà. E dissi che avrei voluto fare il cuoco, oppure il camionista. Il cuoco perché mangiare mi piace da morire. Il caminosita perché c’è dentro il viaggio e la curiosità.
    Nella vita ho fatto quello che volevo scrivere nel compito, ma che per pudore non ebbi il coraggio di scrivere. Però, in fondo, ho avuto anche qualcosa dagli altri mestieri che sognavo. E’ stato un lungo viaggio. E lo sport mi ha insegnato a mangiare correttamente e smaltire gli eccessi, se ogni tanto a tavola mi concedo un lusso.
    In quanto alla luce, be’, spero di averne accesa un pò anche io, come papà”.
    [Alessandro Del Piero-Giochiamo Ancora]

    Hai illuminato il Mondo!

  26. La ver- gogna del calcio italiano…

    Domani 2 maggio saranno 16 anni dallo scoppio di Calciopoli, dopo 2 anni di intercettazioni telefoniche operate prima dal tribunale di Torino e poi da quello di Napoli ai danni delle dirigenze di alcuni tra i più importanti club italiani: Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan.

    Il 14 maggio 2006 Carraro, presidente dimissionario della Figc comunica:”Non ho tenuto nel cassetto le carte neanche un secondo”.

    Il 16 maggio 2006 Juventus football club s.p.a. comunica che il signor Luciano Moggi si è dimesso dalla carica di amministratore e direttore generale della società con effetto immediato, lo stesso giorno Guido Rossi viene nominato Commissario straordinario della Figc.

    Il 25 maggio 2006, sette anni dopo il fatto contestato, il Tribunale di Udine condanna Oriali e Recoba, i quali ammettono la falsificazione dei documenti (spunta anche una patente “taroccata” del calciatore) e patteggiano la pena: “Il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’attaccante uruguayano Alvaro Recoba dell’Inter e del dirigente nerazzurro Gabriele Oriali, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che non avevano antenati in Europa.”

    Il 3 luglio 2006 Inizia ufficialmente il maxi-processo al calcio italiano.

    Il 25 luglio 2006 Si conclude il processo di Appello Sentenza: Per la Juve Serie B a -17.

    Il 26 luglio 2006 Guido Rossi assegna lo scudetto 2005/2006 all’inter.

    Il 26 luglio, durante un telegiornale Rai viene annunciato che, in seguito alle sentenze d Calciopoli, lo scudetto 2005/06 è stato assegnato all’inter. Per raccogliere le reazioni dell’ambiente nerazzurro si apre un collegamento con Brunico, dove la squadra sta per disputare un’amichevole. A rispondere alle domande dell’inviato c’è Gabriele Oriali, il quale parla di “scudetto dell’onestà”. Proprio quell’Oriali che due mesi prima ha patteggiato la pena per truffa e ricettazione… Senza vergogna.

  27. BONUCCI COMPLEANNO CON DOPPIETTA

    Brutta partita della Juventus, l’arbitro ha contribuito molto … Miretti ok.

  28. Impossibile chiedere di più ad una Juve inguardabile e allora dopo aver blindato il 4° posto contro il Genoa possono giocare anche quelli della primavera, perchè l’unica partita da vincere è quella dell’11 maggio contro gli accattoni scippatori.

  29. FACCIAMOLO SBAGLIARE IN PACE

    Fabio Miretti buona la prima…ma anche i piazzati mostrano una bella personalità vedi corner e la responsabilità del tiro in porta.
    La partita ha detto: bel quarto d’ora e poi anche oggi tanta, troppa fatica.
    Decisivo il vecchio Bonucci al suo 35esimo compleanno… anche grazie ai corner di Miretti.
    Tre punti che dovrebbero chiudere definitivamente i giochi Champions, per il resto c’è da migliorare un po’ ovunque.

    La partita verità sarà quella dell’11 all’Olimpico di Roma.

  30. Irrati-azione anche in Milan-Fiorentina, non si può non richiamare alla Var l’arbitro Valeri che a distanza non ha visto il fallo da rigore su Leao, il difensore viola non colpisce il pallone ma le gambe dell’attaccante rossonero, fortunatamente il Milan è riuscito a difendere il gol di vantaggio fino al fischio finale arrivato un minuto dopo lo scadere dei 4 minuti di recupero e allora ritentate, forse alla prossima sarete più fortunati.

  31. REGOLA 14. IL RIGORE

    Forse ho visto male io il tiro di rigore calciato da Lautaro sul palo e ribattuto dallo stesso in rete: “Una volta che tutti i calciatori sono correttamente posizionati e solo dopo il fischio dell’arbitro, il calciatore che esegue il calcio di rigore deve calciare il pallone, anche con il tacco del piede, ma sempre in avanti. Il pallone sarà considerato in gioco appena si sarà mosso chiaramente ma non può essere toccato nuovamente dal calciatore che ha effettuato il calcio di rigore prima che sia stato toccato da un altro calciatore.

    Per lo stesso principio, se a seguito del calcio di rigore, il pallone sbatte contro uno dei pali o la traversa e torna allo stesso calciatore che ha battuto il calcio di rigore, questi non potrà giocarlo nuovamente. Il tenore della regola consente altresì a un compagno di squadra del calciatore incaricato dell’effettuazione del calcio di rigore, di entrare in area di rigore quando il pallone è in gioco e calciare in porta il pallone”.

    Tra le altre cose rigore inventato dal var e confermato dall’arbitro.

  32. LE PERCENTUALI

    La Juventus andò in finale Champions contro il Real nel lontano(?) 2017, le percentuali di passare contro il Barça erano date da esperti(?) “carciofolari” antiallegriani allo 0,01% (sappiamo tutti come finì e nemmeno è stata messa la marcia indietro per rimediare alle “puttanate” dette e non cadere con la faccia nella merda).
    Quest’anno va tanto di moda il settimo posto affibbiato alla Juve poco tempo fa…nonostante, ecco qui manca matematicamente quello 0,01% per il posto in Champions, eppure si continua a dare addosso a una squadra partita malissimo dovuto anche alle “papere” di Coso e continuato con infortuni a scelta quanti ne vuoi e ai vari varisti e arbitri incompetenti.

    Oggi a Udine la goccia traboccata ha allagato campo e città…la cosa continua vergognosamente come già successo altre volte che non si riescono nemmeno più a contare senza preoccupare minimamente chi dirige il baraccone del calcio italiano…tutto in favore della solita squadra di nerobleau vestita.

  33. LA JUVE IN CHAMPIONS

    Da tifoso sono contento per la prossima partecipazione alla maggiore competizione europea…ovviamente non sono contento per come si è giocato per tutta l’annata…ovvio che non tutta la colpa è di chi è sceso in campo e di chi sta in panchina…ripeto, infortuni e casi eclatanti arbitrali contrari contro la Juve ce ne sono di ampia scelta.

    I soliti noti, come hanno scritto lo scorso anno del suicidio dei ciucci, diranno del suicidio di Roma, Viola, Lazio e in primis quella che avrebbe dovuto vincere la Champions. La Dea del mago Gasperini.

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