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RITIRATEVI VOI…
Il ritiro rimandato a oggi, ieri tutti a casa a salutare donne e bambini…stamane dopo la colazione tutti alla Continassa.
Pure Di Maria? E lui che c’entra?
Che cosa potrebbe dire nel ritiro che manco conosce chi gli sta più vicino.
Dovrebbe spiegare a Allegri come dare più fiducia a Soulè vista la sua insistente indisponibilità e che a giugno va via?
Invece di fargli fare un quarto di partita per volta e per un paio di volte.
Dare più fiducia a questi ragazzi e non perché sbagliano al primo approccio non vengono più fatti entrare.
Tra l’altro in mezzo a tutti questi giovani ci sono tanti italiani come Miretti, Gatti, Fagioli, devono essere valorizzati, invece di mandare via Rovella, Pellegrini, Cambiaso e De Winter e di tenere in rosa Alex Sandro, Rugani, De Sciglio e qualche altro vedi Bonucci e Cuadrado.
Ad esempio Rovella prima al Genoa ora al Monza è sempre uno dei migliori in campo.
NUMERI ALLA MANO
Tredici sono le partite ufficiali fin qui disputate tra campionato (9) e Champions (4) e le sconfitte (5) superano le vittorie (4) che sono pari ai pareggi.
Sabato vogliamo fare 5-5-4 oppure…
Una volta nemmeno tanto tanto tempo fa una partita con il Toro fu la svolta…
Ecco speriamo abbiano finito di fare le Vacche.
Affrontare il toro facendo la vacca non mi sembra molto consigliabile…🤭
Glielo chiedo io per l’ultima volta…
Direi proprio di no.
Kris
Hai scritto che Allegri a differenza di Conte è capace di allenare solo squadre già strutturate e consolidate, un altro luogo comune da sfatare, se guardi il suo curriculum da allenatore puoi trovarci una “Panchina d’oro” nel 2008 quale miglior tecnico della terza serie italiana, quando allenava il Sassuolo, diventato poi una solida realtà del calcio italiano strutturata da lui, un’altra Panchina d’oro nel 2010 quale miglior allenatore della precedente annata di Serie A dopo aver strutturato anche il Cagliari, all’inizio del 2012 il premio di migliore allenatore AIC e poi il Trofeo “Maestrelli”, quale miglior tecnico della precedente stagione.
Detto questo e a proposito di confronti fra allenatori, non mi pare poi che il tanto idolatrato Sarri al suo primo alla Juve ci abbia messo molto del suo per vincere l’ennesimo scudetto con una squadra forte e consolidata come era la Juve in quegli anni, se poi vogliamo metterci anche che Allegri al suo primo anno portò la Juve in finale di Champions e Sarri fu eliminato agli ottavi dal Lione, mi pare che qualche differenza se non altro in termini di risultati fra i due ci sia stata. Che poi dal 2018 in avanti siano stati fatti errori strategici e programmatici da parte della società credo che nessuno possa negarlo, ma Allegri così come anche Sarri e Pirlo non ne sono stati certo i principali responsabili, ma semmai gli artefici materiali dello sfascio.
Gioele,
Sinceramente non ho idea se il Sassuolo di 14 anni fa in serie C l’abbia strutturato Allegri.
Io ti ho fatto un discorso ben preciso sull’arrivo di Allegri alla Juve visto che per vantarne i meriti te ne sei andato al triennio 2014/2017. E mi pare sia innegabile che Allegri sia arrivato alla Juve trovandosi gran parte del lavoro di costruzione già fatto. Avrei voluto vederlo nel post del Neri.
Per questo motivo ho parlato di Conte, non per fare le classifiche degli allenatori.
Tanti allenatori che sono arrivati in A hanno fatto bene nelle serie inferiori.
Quando parlo di Conte e Allegri mi riferisco alle loro esperienze a certi livelli. Milan e Juve per Allegri. In entrambi i casi ha fatto bene con la squadra già costruita ed ha fallito quando ha dovuto reimpostarla lui. Al contrario di Conte che ha sempre fatto bene quando si è trattato di rialzare squadra che andavano male.
Cosa centri il confronto con Sarri poi non lo so, Allegri prende una squadra ad inizio ciclo e Sarri a fine ciclo.
Alla fine insisti sempre su queste finali di Champions, che manco abbiamo vinto. Stiamo facendo schifo da due anni ed ancora dobbiamo stare a guardare Berlino e Cardiff?
Te l’ho detto nell’anteriore post, in quel periodo c’erano altre condizioni. La realtà attuale parla di un Maccabi che ci batte e ci domina.
Questo sulla sua esperienza al Sassuolo non lo dice il sottoscritto, è storia scritta dai fatti e non con i se: “Umile ma con spiccata personalità. Allegri scolpisce il Sassuolo a sua immagine e somiglianza. E in campionato cominciano ad arrivare i primi risultati. La squadra cresce. E, con lei, anche il suo allenatore. Partita dopo partita. Vittoria dopo vittoria. È l’anno della consacrazione. Al termine della stagione il Sassuolo vince il campionato e ottiene la prima storica promozione in Serie B. Non contenti vincono anche la Supercoppa di categoria. Allegri viene eletto miglior allenatore della Serie C. Un’annata di trionfi. L’inizio di una storia che porterà, a distanza di tempo, Allegri e il Sassuolo in Serie A. Allegri a Sassuolo è allenatore e maestro. Max cerca di trasmettere ai suoi giocatori gli insegnamenti appresi nel corso della sua carriera. Un grande professionista dedito al lavoro, ma sempre cercando di instaurare un rapporto. Uomini, prima che calciatori.”
Non capisci il confronto con Sarri?.. basterebbe sforzarsi un pò per capirlo, sono due storie parallele, anche Sarri è partito da squadre di categoria inferiore e anche Sarri (al Napoli) ha trovato una squadra costruita da un altro che al suo arrivo nel 2013 fece un cambio radicale: dentro Higuain, Reina, Albiol, Callejon oltre a Dries e Kalidou, “ma soprattutto avvenne una crescita in termini di mentalità e ambizioni”, queste ultime sono parole e musica di Rafa Benitez. E per finire anche Sarri alla Juve s’è ritrovato una squadra già costruita, ed ha fallito quando ha dovuto reimpostarla lui.
Come vedi dunque, a partire da Conte, nessuno è perfetto e sopratutto nessun allenatore può vantarsi di essere un demiurgo e tantomeno i tifosi, compreso tu, possono pensare che lo sia o lo sia stato qualche eletto fra loro in tutta la storia del calcio dalle origini ai giorni nostri.
Scusa eh, ma chi se ne fotte del Sassuolo in serie C. Se tanto bene ha fatto, tornasse lì magari gli fa bene quella dimensione.
Non è che trovando i difetti agli altri allenatori riesci ad attenuare le responsabilità di Allegri nell’attuale situazione.
Comtinui ad insistere su Sarri quando nessuno l’ha nominato. Ho parlato di Conte perché c’era lui alla Juve quando arrivò Allegri. Ci fosse stato Mazzarri avrei parlato di Mazzarri.
Non ho neanche parlato di demiurghi o perfezione. Torna all’argomento iniziale invece di menare il can per l’aia: Allegri è qui da un anno e mezzo, ha avuto ed ha il totale appoggio della società, gli hanno fatto il mercato che voleva e non è riuscito a costruire una mazza.
Pensi anche tu che sia colpa dei giocatori? E chi è che li ha voluti? Chi è che lì allena e li mette in campo?
“Che poi dal 2018 in avanti siano stati fatti errori strategici e programmatici da parte della società credo che nessuno possa negarlo, ma Allegri così come anche Sarri e Pirlo non ne sono stati certo i principali responsabili, ma semmai gli artefici materiali dello sfascio.”
Questo l’ho scritto stamattina e prima ancora in almeno altri 2 o 3 post dei giorni scorsi, ma tu preferisci insistere solo sull’ultima parte della “storia”, quella degli ultimi 16 mesi che usi per eleggere un unico responsabile di colpe che sono collettive, colpe che partono dalla dirigenza passano per l’allenatore e finiscono con i giocatori, ammesso e non concesso che solo i nominati siano tutti i corrèi dello sfascio.
P.S.: Anche Ronaldo, Ramsey, Arthur, McKennei, Zakaria li ha voluti Allegri?.. e ha detto alla società che ha ceduto De Ligt e ha perso Chiellini di non acquistare nessun altro centrale difensivo (oltre a Bremer) per tenersi Rugani?? e dopo le cessioni di Pellegrini e Cambiaso neanche un esterno basso per potersi tenere Alex Sandro???
Ma certo che guardo agli ultimi 16 mesi. Dovevano essere quelli della rinascita col grande ritorno di Allegri.
Va bè ho capito, visto che preferisci pascolare con i bovini (o le vacche scegli tu) sui campi da gioco della Continassa forse è meglio lasciar perdere.
Germano
Topic preced
Si grazie Germano, di procede..
Boh, sarà che giocavamo con lo stesso numero di maglia…(solo quello avevamo in comune eh, sia chiaro.)
https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/causio-crisi-juve-sono-i-calciatori-i-principali-artefici-di-certe-brutte-figure-617873
Sono in sintonia col Barone e infatti ho detto e ribadisco la colpa è di tutti ovviamente anche di Allegri.
Un vostro commento sui 2 striscioni appesi allo stadium? Grazie.
I senza palle…all’arrivo dei giocatori a Caselle non c’era nessuno…giusto ignorarli per carità ci sta tutto…poi escono fuori con gli striscioni.
Mah!
Max, era solo x sapere un parere su ciò che era scritto su quegli striscioni al di là di chi li ha confezionati. No, xchè si pensa che la maggior parte del tifo sia contro una persona e immancabilmente questa cosa viene sempre sconfessata, come anche in passato. Giusto o non giusto eh. Ma questo è un altro discorso. Qui di dice sempre xchè la maggior parte del tifo… xchè tutto il tifo, xchè… xchè… xchè…e poi invece…
La cosa veramente curiosa è che quelli che remano contro sono regolarmente in campo ad ogni partita😂
Mi domando perchè continuiamo a fare come quei “capponi” che Manzoni rese celebri nel suo promessi sposi. che vengono portati.
trovo questa analogia molto pertinente perchè come quei due capponi che continuavano a litigare e a beccheggiarsi prima di essere messi in padella ci comportiamo anche quassù che ancora discutono sulla bravura o meno di Allegri senza capire che presto la Juve, come ha pure preannunciato in modo pure molto pessimista Cruciani, potrebbe subire un’altra bella “VARopoli” ( speriamo di essere stato chiaro) con possibile sottomissione alla categoria inferiore.
Il passato e le capacità dell’attuale allenatore della Juve sono risapute, ma oggi è un altro giorno e quelle capacità non sono più sufficienti per riportare nel regno dei vincenti la Juve.
Non mi metto a discutere di metodo tattico produttivo o meno o di altro, ma i calciatori non lo seguono più o quantomeno remano contro.
Credo che lo stiamo vedendo tutti che anche le altre squadre di serie A impegnate nella Champions, in un modo o nell’altro si impegnano per riuscire a passare il turno, e che nessuno mi venga a confutare che i calciatori di quelle altre siano migliori di quelli Juventini.
E’ come parlare non guardando la luna ma indicando il dito se continuiamo con queste dispute tra di noi.
Non si può cambiare mezza o tre quarti di squadra in corso , mentre un allenatore o meglio un “allenatore motivatore” potrebbe ancora risollevare le sorti di questa squadra.
Bisogna trovare una soluzione che possa mettere qualche toppa alle falle aperte nella barca Juventus.
Se Agnelli non vuole prendersi questa responsabilità perchè è testardo e non ammette di aver fallito bisogna che qualcuno lo faccia rinsavire, ed anche prima di ieri. Non credo che una vittoria contro il Torino ( che può contare solo da un allenatore ma una squadra da far paura) magari giocando da schifo, possa rimettere a posto la situazione.
GUARDARE AVANTI…
Una volta non tante tempo fa se guardavo avanti non vedevo nessuno…erano tutti sistematicamente dietro la Juventus…oggi è diverso guardo avanti e ne vedo tante e tutte agguerrite.
Ogni tanto per rinfrescarmi la memoria mi vado a rileggere qualche libro (Antonio i Promessi Sposi) di sport, almanacchi per ricordare i bei fasti e anche i peggiori della Juve.
Di recente c’è quello del 2015 che proprio con il Toro rinacque come i tre anni precedenti e addirittura vincere lo scudo e quasi il triplete mancato per colpa di un var-arbitrale.
Come il 2015, dicevo, c’è ne sono stati altri di periodi bui con partenze da incubo e finite anche con noni posti…
1938-39 ottavo posto
Prime 10 partite:
4 sconfitte
3 pareggi
3 vittorie
1955-56 nono posto
Prime 11 partite
3 sconfitte
6 pareggi
2 vittorie (di cui la prima dopo 8 giornate contro la Dea)
1956-57 nono posto
Prime 10 partite
2 sconfitte
6 pareggi
2 vittorie ottenute alle prime 2 giornate (contro Lazio e Spal).
Spero di poter tornare a vedere qualcuno solo se mi volto indietro.
già sto ritiro è diventato una barzelletta da ieri sono andati stamattina da stamattina chi era infortunato come di maria è rimasto a casa
alla fine il ritiro punitivo non c’è.
questa società e anche il mister in questo caso sono deboli. molto deboli nei confronti dei calciatori
Esatto.
Altrimenti i giocatori poi in campo non farebbero il catso che gli pare a ogni partita.
Siamo in pratica giunti agli antipodi dell’era Conte.
Ben, questo si è capito. Dirigenza e allenatore troppo deboli e i giocatori fanno ciò che vogliono. Ma chi metteresti in questo momento sia come dirigente che allenatore x attaccare al muro sti 4 coglioni?
Il primo post di questo topik vi ha anticipato e di molto…riguardo il ritiro e Di Maria.
Da Repubblica (Gruppo Gedi – dal 30 novembre 2019 di proprietà delle Exor N.V.)
“I dubbi della Juventus: Allegri riesce a farsi ascoltare?
Al tempo stesso, la società s’è data il compito di verificare se piuttosto non sia Allegri che non riesce più a farse seguire, a farsi ascoltare, a farsi capire. Se il suo linguaggio, che era perfettamente adatto per dialogare con una squadra di campioni esperti e di uomini intelligenti, sia adeguato a un gruppo invece molto più limitato sotto ogni punto di vista. Se ci sono dei nodi, insomma, che vengano al pettine.
Allegri e l’ostilità di Nedved
È difficile pensare che nel gruppo ci siano dei No Max convinti (i più ostili sono stati ceduti: da Ronaldo fino a De Ligt), almeno non come ce n’erano (Paratici) e ancora ce ne sono (Nedved) in società. Ma al tempo stesso scarseggiano i fedelissimi, anche tra la vecchia guardia, perché i giocatori sanno che durante il biennio di aspettativa Allegri non ha mai speso giudizi particolarmente positivi sul gruppo dal quale era stato allontanato nella primavera del 2019. Con alcuni di quelli che ha ritrovato, riallacciare il rapporto non è stato semplice. C’è stata freddezza reciproca, forse anche sospetto. E alcuni legami, come quello con Bonucci, sono stati ripristinati per dovere di patria e interesse aziendale, ma chiaramente non si tratta di legami naturali.
Juventus, Agnelli: “Provo vergogna, sono arrabbiato. Ma Allegri resta”
11 Ottobre 2022
Szczesny, Cuadrado e Danilo gli allegriani d’acciaio
Allegriani convinti sono senz’altro Szczesny, che Allegri ha sempre protetto e del quale lo scorso anno pretese la conferma quando invece la società era tentata da Donnarumma, e Danilo, ormai diventato uno delle guide dello spogliatoio grazie pure alla considerazione che il tecnico ha di lui. Anche Cuadrado non è certo ostile all’allenatore: nel suo caso, semmai, il problema è che non si regge più in piedi. Alterno è il rapporto con Kean, che Allegri ha lanciato in Serie A a sedici anni e poi ha voluto riportare a casa come sostituto di Ronaldo: il ragazzo non sembra particolarmente riconoscente: non per una questione personale bensì di immaturità, visto che a sei anni dall’esordio non è cresciuto di una virgola.
Allegri e il fedelissimo De Sciglio
Non si registrano frizioni tra Perin e Allegri né naturalmente con De Sciglio, il vero “cocco” dell’allenatore, che lo lanciò al Milan e lo ha richiamato per due volte alla Juventus. Non a caso questi ultimi due sono i soli ad avere rinnovato il contratto in scadenza.
Juventus, una squadra senza testa e lo spreco infinito
di Maurizio Crosetti
11 Ottobre 2022
Dybala, Ronaldo e De Ligt via: l’opposizione sembrava azzerata
Nella rottura con Dybala, invece, il parere di Allegri ha contato eccome. E ancora più in quella con Ronaldo. Con le cessioni di Zakaria, Arthur e De Ligt, assolutamente approvate dall’allenatore, l’opposizione di chi non condivideva i metodi di lavoro dell’allenatore sembrava azzerata. Sembrava.
Locatelli e McKennie guidano gli scontenti
Il vero problema della Juventus è che una squadra zeppa di giocatori di modesta personalità, molto fragili caratterialmente, così timidi e spauriti da non essere nemmeno in grado di organizzare una fronda contro il loro diretto superiore, se solo lo volessero. Locatelli ne è un esempio. McKennie, che colpisce per certi atteggiamenti infantili nella vita quotidiana, un altro. Allegri si è molto dedicato alla crescita di Rabiot, che tecnicamente stima (come lo stimavano Sarri e Pirlo, tutti perplessi per come il francese non sapesse esprimere le sue potenzialità), ma nemmeno lui brilla per spirito, carattere, leadership e capacità di cogliere al volo le situazioni di campo.
Allegri e Di Maria, un rapporto complicato
Ma è con i nuovi che il legame ha faticato a stringersi. Con Di Maria, per esempio, c’è sempre stato una sorta di reciproco sospetto. Quando l’argentino si fece male contro il Sassuolo, alla prima giornata e sul 3-0, l’allenatore disse un paio di cose che suonarono strane: “Lui ha sempre quella faccia. Ed ha lo stesso problema della scorsa settimana”. Sembrava quasi, a sentirlo, che Allegri non credesse ai problemi fisici che Di Maria aveva denunciato qualche giorno prima, come se sospettasse che l’argentino stesse già pensando a tirare i remi in barca in vista del Mondiale. Sta di fatto che l’infortunio con il Sassuolo era vero, mentre il suo rientro è stato scandito da tappe strane: 36′ con lo Spezia, un tempo (il primo) a Firenze, il forfait di Parigi e con la Salernitana, un ritorno svogliato con il Benfica e l’espulsione stizzosa di Monza, fino al crac di Haifa.
Le pagelle di Maccabi-Juventus: Paredes impresentabile, Bonucci in confusione totale
dal nostro inviato Emanuele Gamba
11 Ottobre 2022
Paredes e Pogba, altro che Allegri: la testa è al Mondiale
L’impressione è che nel gruppo, più che anti allegriani ci siano troppi giocatori che pensano ad altro, vale a dire al Mondiale. L’impegno in campo di Paredes, per esempio, è palesemente tarato sul minimo indispensabile: tanto è un prestito e la cosa peggiore che gli possa capitare è di tornare a Parigi. Della vita c’è di peggio. I dubbi su Di Maria, un altro che è di passaggio, sono venuti a tutti e subito, ma non ad Agnelli né ad Allegri: aveva senso investire soldi e credibilità tecnica su un giocatore che aveva fatto chiaramente capire che la sua priorità sarebbe stata l’ultima Coppa del Mondo della sua carriera e che avrebbe, sfruttato l’ultimo contratto europeo principalmente per prepararsi al meglio per il Qatar? E Pogba non ha forse deciso di gestire il suo ginocchio in funzione della Francia prima che della Juve, deludendo moltissimo Allegri che lo considerava uno dei suoi? All’inizio era sembrato diverso l’atteggiamento di Milik, approdato a Torino carico di entusiasmo: nei primi allenamenti si era addirittura di stupito di quanto poco la squadra ci desse dentro. Nelle ultime partite, vale a dire dopo il gol annullato con la Salernitana, anche il suo rendimento è precipitato.
Le perplessità di Bremer e Kostic
Anche con i nuovi Allegri si è preso poco, ma per ragioni puramente calcistiche. Bremer (stimatissimo dall’allenatore) e Kostic hanno espresso perplessità sul modo di stare in campo, essendo abituati a lavorare con tecnici molto schematici, dunque così diversi da Allegri. Soprattutto il serbo ha dimostrato di sentirsi poco a suo agio su un copione appena abbozzato come quello della Juve. Gatti, da parte sua, è costantemente in anticamera: finora lo si ricorda solo per la figuraccia di Monza e nelle gerarchie sembra sfilato anche dietro a Rugani.
Juve, la ‘vendetta’ dell’ex. Zakaria: “Dovrebbe vincere sempre 3-0″
di Domenico Marchese
21 Settembre 2022
Allegri e le difficoltà con i giovani: che fine ha fatto Miretti?
Poi ci sono i giovani, dei quali Allegri non è certo un cultore: per lui l’anno scorso erano giovani persino Chiesa e Locatelli, ventiquattrenni campioni d’Europa. Sta di fatto che Fagioli è ai margini, che Miretti è sparito dopo un inizio favoloso e che Soulé viene chiamato in casa solo per i finali disperati. Ci sono allenatori che hanno certamente maggiore ascendente sulle ultime leve e maggiore predisposizione nel fare loro fiducia.
Allegri, la freddezza di Chiesa e il nervosismo di Vlahovic
A proposito di ascendente, non è mai stato granché quello nei confronti di Chiesa, con il quale i rapporti, prima dell’infortunio, erano freddini. E Vlahovic? Allegri lo ha fortemente voluto, sta cercando di limitarne i difetti ma il serbo sbuffa sovente per il modo di giocare della squadra e in campo trasuda tutto il nervosismo che si porta dietro. Lui, però, non ha mai tirato indietro il piede. Almeno lui.”
I giornalisti provano a dare opinioni in questo caso piú che notizie. Fanno un pó come noi, ma senza conoscere questioni interne.
Un esempio: L’11 ottobre Cuadrado viene definito “allegriano d’acciaio”, oggi 13 ottobre “Cuadrado uno degli anti Allegri: il rapporto tra i due si sarebbe deteriorato nel 2019”
E stiamo parlando dello stesso giornale: Repubblica.
Per questo insisto nel lasciar perdere le voci e le supposizioni e guardare al campo dove si vede una squadra senza nessuna idea di gioco, nessuna organizzazione e nessuna identitá dopo un anno e mezzo. E se questo non é responsabilitá dell’allenatore allora mi chiedo a che serva l’allenatore.
Bè certo chi scrive su un quotidiano del gruppo Gedi della Exor non lo fa certo per ammettere che fra i corrèi dello sfascio c’è anche la società.
Poi è vero, ci sono allenatori di squadre molto più organizzate che sanno esattamente dove mettere i giocatori a cui Allegri non ha saputo dare un’idea di gioco, parlo ovviamente dei due arrivati in prestito dalla Juve, Arthur e Zakaria, che sono già… sull’aereo che li riporta a Torino.
Beh, leggendo il comunicato di chi ha rivendicato gli striscioni, si capisce che lo hanno fatto solo x rivendicare il loro posto allo stadio. Questi sono quelli che durante la partita stanno sempre girati di spalle e non la vedono. Vero che ultimamente è meglio x loro se non vedono la partita, xrò… gli striscioni mi sembrano alquanto interessati. Almeno ho questa impressione.
Antony
La metafora dei poveri capponi manzoniani che hai evocato mi fa sorridere, li vedo impegnati a beccarsi ma che dovevano fare, appesi per le zampe e con la mania gesticolante di Renzo che parlava e si agitava da solo?
La situazione della Juve ha solo un vantaggio, che si vede benissimo quello che succede. Si i giocatori da prendete a calci nel sedere, ma i quadri e i dirigenti l’allenatore ed il resto sono loro che di solito, strapagati, devono pensarci, sono li anche per questo. Funziona cosi, da sempre ed in tutti i settori. Piazza pulita da fare, ma con un cda simile, la vedo arcidura. Allegri, mi pare lampante che stia facendo di tutto per farsi cacciare, visto che senza vittorie credo che il contratto per lui serve a poco. Conta invece la cacciata. Vergogna totale, per chi ha fatto e chi ha sottosritto tale accordo. Geni del male.
GLI ERRORI INFINITI
Si va in ritiro punitivo ma più della metà dei giocatori si è ribellata…
Dopo tanto parlare (ancora) invece di allenarsi: “siamo tutti con te mister”…e allora tutti ai remi…
Ma giratosi dietro ai remi ce ne erano solo tre: Rugani, De Sciglio e Alex Sandro…
Quanti errori, dai manageriali a quelli sul campo di gruppo e individuali…in poche parole “geni del male” come dice Tranfaglia.
E a proposito di Tranfaglia, una volta nelle tante chiacchierate per telefono mi disse, come mi disse e a ragione nel dopo calciopoli: “Barò ci vorranno almeno 5 anni per ricostruire tutto”.
Azz, dico ora, questo o è un veggente oppure ne capisce e tanto pure.
Mi auguro di no, tre anni bastano e avanzano…però pensandoci bene ora il quinto anno è più vicino al primo dei tre già passati.
Ma tornando agli errori e uno in particolare: Cristiano Ronaldo.
Prima che mi si dà addosso faccio una premessa: parlo sempre di un grandissimo campione.
Tanti soldi spesi per avere il campione dei campioni che per me era solo un egoista anche se un vincente.
Affossando le casse e distruggendo il gioco di squadra.
Ronaldo è un grande e ce ne fossero in squadra anche della metàdel suo valore, ma quello è stato un errore immenso che pagheremo chissà ancora per tanto tempo.
Un errore voluto e andato a cercare creando problemi.
Arrivabene un “guardiano” mandato da John Elkann con i soldi in tasca perché forse(?) non si fida di Andrea.
Purtroppo ha pure un pò ragione John, mi pare che alla Continassa gira troppa “FICA” la nuova marca di un Suv.
Suv nuovo?
No dai….
PUPE NON C’È UNA LIRA
Cassaforte chiusa…basta così.
Perché non è stato cacciato: semplicemente perché, credo, so finiti li sôrdi da sborsare verso la Juve da parte degli Elkann.
Infatti si aspettano le sue dimissioni in modo da poter usufruire della rimanenza degli euro che gli spettano fino a fine contratto e sfruttarli per il nuovo allenatore.
Altri 100 milioni persi per le mancate qualificazioni in Champions…questa e la prossima.
Dal Tirreno Centrale è tutto linea allo studio.
A me interessa il presente prossimo. I guai effettuati dai vari personaggi devono essere ricomposti e cercare di salvare il salvabile.
Continuare a vedere questa Juve non mi piace e penso che con un motivatore che li sappia mettere meglio in campo forse si può salvare ancora la stagione.
Oggi leggevo l’Imboscata di un nostro caro amico che era molto esaustiva sulle cause ed effetti che si sono verificate, ma ripeto, vorrei che la società prendesse da subito qualche decisione che potesse far cambiare questo andazzo che certamente non può più andare avanti in questo modo.
Una decisione seria, impopolare e magari assurda , ma che non sia vediamo di andare avanti sperando che le cose si aggiustino da sole.
Oggi a mente fredda, posso dire che questa Juve, fondata secondo l’idea di Andrea nel ruolo centrale di Allegri sicuramente non ha funzionato.
Uno dei punti nel discorso post Maccabi è stato proprio il rispetto dei ruoli.
Ruoli che però lo stesso presidente ha cucito su misura per i facenti parte del progetto. Cosa di sua assoluta responsabilità.
Manca un DS.
O meglio, è sicuro che manca, lo diciamo un pò tutti, ma è chiaro che il ruolo è coperto.
È altrettanto chiaro che Allegri è chiamato a ricoprire quel ruolo “alla Ferguson” più volte ventilato la scorsa stagione e palesato in questa.
Lo abbiamo visto in sede di mercato.
Oggi proprio su queste considerazioni non voglio parlare di colpe ma di responsabilità.
E la responsabilità del tecnico, che ne giustifica il contratto, è chiara ed è completa quando si parla di rettangolo verde.
È lui infatti che in 15 mesi ha cambiato 12 giocatori, è lui a capo dell’idea di certe scelte di mercato.
È lui alla guida di 18 tecnici, che compongono il suo staff.
È lui che mette in campo i giocatori con la responsabilità di trarne il massimo rendimento.
Purtroppo il mercato sul campo ci ha detto cose diverse.
La scelta dei giocatori “pronti subito” di quello che giornalisticamente parlando è stato definito l’istant team, non ha portato i risultati sperati.
Non solo, oggi si viene a sapere che quasi tutto il gruppo squadra non condivide le scelte del tecnico per quanto riguarda la preparazione ed il modo di stare in campo.
Hanno cominciato gli ex, hanno finito gli spifferi dallo spogliatoio.
Il tutto dopo aver speso la solita barcata di soldi in operazioni assai dubbie e controverse per parte dei tifosi.
Insomma in una squadra dove più niente funziona non possiamo non sottolineare come le responsabilità di questa situazione sia in buona parte responsabilità dell’allenatore.
Ed i giocatori?
Ecco dove il tecnico oggi alla Juve ha la responsabilità maggiore.
Non aver convinto i propri giocatori sulla qualità delle scelte.
Non solo.
E qui non sono più responsabilità ma colpe.
A mio avviso quando Allegri ritorna si erge a giudice, non a tecnico, non entra nella squadra, non fa parte del gruppo.
Ma si mette da parte ad osservare.
Oggi di fronte ai risultati, si salva attribuendo parte delle proprie responsabilità ai giocatori, dichiarando apertamente che non sono all’altezza. L’esempio di Locatelli è lampante.
Quindi, si in questi 25 mesi abbiamo visto come la figura di Allegri sia centrale in questo progetto.
Ma proprio perchè centrale è quella che ha leresponsabilità maggiori.
Responsabilità che non possono essere di tutti, quando poi chi decide è uno solo.
Ed è quell’uno, assolutamente solo che deve farsi da parte, o messo da parte per salvare la stagione, raggiungere il 4° posto e poter ricominciare con un progetto diverso.
Progetto che mi auguro non veda alcun ritorno, che francamente non se ne può più.
Gli edifici si demoliscono a partire dal tetto e non dall’ultimo piano.
???
Le responsabilità maggiori dello sfascio sono dei piani alti della società.
Alla fine puoi sempre ricondurre ai piani alti, e forse è anche giusto così.
È sempre valida la frase, non ce l’ho con lui ma con chi ce lo ha messo!
In questo caso comunque, l’anello debole, è chiaramente l’allenatore.
Perchè sostanzialmente non è riuscito in 15 mesi a fare quanto tutti si aspettavano.
Nonostante la società gli avesse messo a disposizione tutto il possibile.
Per dirne una, lo staff personale di Allegri vanta 18 professionisti, quello di Mourinho 6.
Insomma, si la scelta su Allegri è stata sbagliata ed è stata presa da Agnelli.
Ma è Allegri quello sul cui capo gravano le maggiori responsabilità.
Io dico.
Cambiamo Allegri e salviamo il salvabile, mi sembra infatti che ormai il giocattolo si sia rotto.
Poi si proceda pure all’ingresso in società di due figure che mancano, per respinsabilità, questa si del Presidente.
Un DS degno di questo nome.
Un responsabile tecnico sulla falsa riga di Maldini al Milan, di Butraguenho al Real.
Del Piero?
Così il club può cominciare a muoversi in maniera opportuna e Arrivabene a fare il suo mestiere che è quello di far di conto e non cacciare il Dybala di turno.