Metti una sera a cena dopo il Derby

Scritto da Cinzia Fresia.

Il derby è finito e i calciatori serbi di Juventus e Torino escono a cena con il ct della loro nazionale. E’ una tragedia.
La notizia sovrasta persino la prestazione.

Il derby .. vinto dalla Juventus .. è stato irrilevante per entrambe le squadre.
Una vittoria Salva posto, salva panchina, salva-gente .. dice poco se un migliorativo sul morale.

La Juventus si aspettava un Toro con il coltello fra i denti, invece no.
I granata non ne hanno approfittato del momento negativo della Juventus.
Segno che le fazioni cittadine da qualche anno a questa parte offrono poche emozioni.

La cosa strana è che i tifosi del Toro sono andati su tutte le furie per la cena, invocando rispetto per la maglia ecc. ecc.
I tifosi della Juventus sono abituati e non se la prendono, ritenendo non offensivo quando Bonucci per esempio usciva con Belotti (allora nel Toro). Quindi prendersela se i serbi di Juve e Toro che si vedranno tutte le settimane in discoteca escono a mangiare insieme dopo il derby, non ci vedo niente di strano.

Smettiamola con questa retorica.

I giocatori fuori dal campo non sentono la maglia, vogliono essere liberi e hanno ragione.
Sono i tifosi ad avere il problema.
Sinceramente non sono offesa per questa cena, ma non perché abbiamo vinto.
Dobbiamo prendere atto che si tratta di una vittoria contro una squadra gestita come un’azienda di paese, in cui conta il risultato.

La maglia va onorata in campo.
E se il Toro ha da recriminare lo faccia per questo.

Il resto è ipocrisia.
La foto pubblicata è un segnale diretta alla sdegnata opinione pubblica. La vita privata degli atleti non riguarda i tifosi. D’altronde sono al ristorante non al night club.

E’ il dramma del post derby la cena dopo ..

Non è importante la partita .. l’atteggiamento dei giocatori .. la prestazione .. ce ne sarebbero di cose per le quali prendersela .. invece no! E’ più importante la cena, o peggio la famosa maglia autografata di Dybala sventurata iniziativa di quel povero giovane granata.

I tempi sono cambiati e i giocatori non vogliono odiarsi .. perché si conoscono, perché probabilmente c’è un rapporto di amicizia, e soprattutto quelli della stessa provenienza fanno comunità.
Non vogliono farsi strumentalizzare dall’odio e fanno bene.

  1. Cinzia, non dovrebbero odiarsi nemmeno i tifosi ma questa è un’altra storia…

  2. Si vero, ma negli anni 70 e 80 le cene erano più frequenti, si vedevano in via Bava, se non erro, un sacco di foto con Bettega la sua 124 coupe verde & C. Sempre stato cosi.. Niente di strano.se mi viene vi dico anche il locale. Forse cosi deve essere. Mah…

    • Hai ragione e ti ricordi bene.

      Andavano anche a ballare insieme, o meglio frequentavano la stessa discoteca, il Pik-Up vicino a piazza Sabotino discoteca storica che esiste ancora oggi.

      Ma le frequentazioni tra giocatori non sono certo finte in quell’epoca, ancor oggi i giocatori di Juve e Toro frequentano gli stessi locali, il Gran Bar alla Gran Madre o il ristorante dei Fratelli Bravo, per citarne un paio.

  3. A proposito di tifosi qualche giorno fa ho letto qui che quello juventino ha perso la sua peculiarita, l’essere sabaudo, personalmente credo invece che dopo il 2006 accanto a quello di impronta sabauda che ha accettato oserei dire con cristiana rassegnazione i verdetti di calciopoli, convive per così dire quella di diversa estrazione geografica, almeno quella parte di essa che negli anni ha cercato la verità e sa che nelle informative di quel processo farsa c’erano errori, omissioni, incongruenze che avrebbero da sole dovuto e potuto invalidare quelle assurde sentenze, e dopo aver letto quelle altrettanto assurde motivazioni sa anche che in riferimento alla stagione 1999/00 si parla di campionato falsato “fino alla penultima giornata”, senza che nessuna indagine sia stata fatta in merito, senza ricordare il pantano di Perugia dell’ultima giornata che consegnò lo scudetto alla Lazio e come per incanto rese improvvisamente regolare quel torneo, togliendo qualsiasi attendibilità al lavoro d’indagine e ad un processo in cui pur non possedendo elementi concreti per giudicare, si emettono sentenze di condanna basate su ipotesi indimostrate ed indimostrabili.
    Ecco tutto questo non per accusare nessuno, ciascun tifoso juventino, sabaudo o meno, su questa vicenda è libero di pensarla come vuole, ma è inaccettabile che certi saltimbanchi continuino anche nei social di matrice juventina a dare lezioni di etica a senso unico, che affermano ipocritamente di “non aver mai scritto mezzo post in cui negano (?) un trofeo vinto dalla Juve” ma nel contempo sottolineano la differenza fra i comportamenti lobbistici degli ex dirigenti della Juve rispetto a quelli di altre società, differenza su cui a suo dire la Cassazione avrebbe fondato le motivazioni di condanna definitiva, definendo associazione a delinquere un gruppo di 3 o più persone, un gruppo che in assenza degli arbitri tutti assolti, secondo l’uomo mascherato era composto da 4 persone, vale a dire da Moggi, Giraudo, Bergamo e Pairetto, come se Facchetti, Moratti, Bergamo e Pairetto non fossero stati anche loro in quattro.

    • LETTERA APERTA: LA VERITA’ SU CARLETTO E GLI ARBITRI

      Carissimo Carlo
      le tue dichiarazioni mi hanno fatto pensare che ti sei dimenticato del tuo vissuto da allenatore in quella Juve che stai denunciando adesso, senza renderti conto che stai denunciando te stesso perchè se quel calcio era sporco tu ne facevi parte e ne godevi quando vinceva perché ti faceva crescere come allenatore. Ma stavi in quel calcio anche quando la Juventus fu fermata nel diluvio del Curi di Perugia (con Collina Arbitro) e vinse il campionato la Lazio . Stavi in quel calcio anche quando, l’anno dopo, il commissario della FIGC ( Giovanni Petrucci qualche anno prima segretario generale della Roma), cambiò le regole in corsa la settimana di Juventus-Roma dando la possibilità alla squadra giallorossa di utilizzare un extracomunitario, Nakata, che non aveva mai potuto giocare prima di allora. E che fu decisivo ,segnando e facendo segnare, per il pari che permise alla Roma di vincere il campionato e tu ancora una volta secondo, come a Perugia. Allora venivi da me a lamentarti per le ingiustizie perpetrate ai danni della Juve , non capisco quindi perché adesso, stranamente, ne condanni i comportamenti, alla stregua dei traditori che prima approfittano del gioco sporco per crescere e poi , a fari spenti, fanno i delatori , ma solo per passare da buonisti. Anche perchè sparare sulla Croce Rossa ora è troppo facile e non costa niente . A meno che tu non abbia qualcos’altro da dichiarare ma, attenzione , solo con prove perchè le intercettazioni sono pronte a smentire e ne sa qualcosa Gianfelice Facchetti.

      Le sentenze

      Non so perchè tu abbia fatto simili dichiarazioni o chi ti abbia spinto a farle prima di parlare, però, avresti dovuto almeno leggere le sentenze. Quella sportiva che dice “Campionato regolare , nessuna partita alterata”. E quella ordinaria ”Reato a consumazione anticipata non potuto provare in udienza.” E per reato a consumazione anticipata si intende il pensiero fermo di un PM che un soggetto o più soggetti possano aver commesso atti contro la regola che il soggetto o i soggetti non hanno magari neppure pensato . E senza uno straccio di prova , visto poi che gli arbitri, all’inizio indagati e rinviati a giudizio, venivano alla fine tutti assolti. Forse avere avuto come amico Meani , dirigente addetto agli arbitri del Milan , ti ha fatto male e confuso le idee . Forse ti avrà anche convinto che corrispondeva a verità il sequestro Paparesta , senza dirti magari che in quello spogliatoio c’era un suo grande amico , l’assistente Cristiano Copelli, il vero colpevole di ciò che è successo in quella partita , di cui io conoscevo perfettamente i modi comportamentali , che adesso guarda il caso è indagato” per truffa allo Stato per il gratta e vinci” perchè ,oltre a non segnalare rigori solari all’arbitro , oltre a far annullare i gol per fuorigioco inesistente, sapeva anche leggere i bigliettini vincenti …..ancor prima di aprirli . Meani era anche quello, se ti ricordi bene, che riceveva l’arbitro Collina (si proprio quello di Perugia) a mezzanotte entrando dal retro del suo Ristorante a Lodi perchè nessuno lo vedesse (chissà perchè ?) per parlare con Galliani . E Collina era l’arbitro che, se ricordo bene , ebbe la Opel come sponsor, casualmente lo stesso sponsor del Milan . Meani era quello che stava in panchina in divisa del Milan e negli spogliatoi degli arbitri come dirigente addetto agli arbitri del Mìlan, che però sparì improvvisamente dagli elenchi della società al sorgere di calciopoli, chissà perchè ? Era quello che il 29 aprile 2005 prima della partita Fiorentina-Milan del 30 aprile 2005, telefonò all’arbitro di quella partita , DeSantis, per dirgli di non ammonire Nesta perchè diffidato sarebbe stato squalificato per Milan-Juve che si contendevano il campionato. Il lunedì successivo alla partita quell’arbitro telefonò a Meani :” Hai visto Leonardo, ti ho accontentato” e Meani:
      “sei un amico, lo dirò al capo. Il tutto provato da intercettazioni.
      Come vedi , considerati i comportamenti del tuo amico del cuore, se tacevi ne guadagnavi in prestigio, anche perché tu allora facevi parte di quel calcio.
      Al momento preferisco fermarmi qui, ma se vuoi posso raccontarti tante altre cose.

      Un maiale in panchina

      Ti ricordo magari qualcosa del tuo passato e le cene a casa mia e non mi soffermo sulla tua carriera prima da giocatore e poi da allenatore della quale più di qualche merito potrei averlo proprio io. Non è poi vero che a Torino sei stato male, io ti ho difeso fin dall’inizio quando tutti dicevano che avevo preso un “maiale come allenatore”, se ti ricordi risposi a tutti ” Sarà allora la prima volta che in panchina siede un maiale “ e tutti si zittirono.
      Caro Carlo è proprio vero che la “riconoscenza” è la virtù del giorno prima. Ti auguro comunque di non passare mai quello che ho passato io. Spero soltanto che la Corte Europea faccia sapere a tutti che io non sono come mi hanno dipinto.
      Ciò nonostante ti auguro buona fortuna .
      Luciano Moggi

  4. Certo che Moggi non le manda a dire. Il maiale finché sta a Madrid è rispettato e riverito, ma presto finirà la sua carriera ed allora dovrà rendere conto dei suoi falsi sassolini che si è tirato fuori dalle scarpe del suo periodo juventino.
    Moggi fu pure troppo generoso che gli permise di finire il secondo anno dopo aver perso il primo di scudetto.
    Quanto all’indignazione dei tifosi di Torino per certi comportamenti dei calciatori nel loro tempo libero, beh, lasciano il tempo che corre. Nella vita si incontra sempre della gente nata da pance stupide e forse a Torino ce n’è qualcuno in più e a cui danno pure retta.

    • Non solo tifosi di Torino, ce ne sono alcuni delle merde di Milano che nei social di matrice juventina hanno persino la faccia tosta di autodefinirsi “eroi”, si eroi, degli anni in cui entrarono nel blog del Direttore di TS, “vittime” come nel loro costume dichiararsi da sempre di presunte provocazioni dei “pretoriani fanatici che dettavano legge”, e a proposito di legge tu che sei fra i testimoni oculari di quell’epoca, ricorderai sicuramente chi fossero questi “eroi”, multinick che coperti dall’anonimato intimidirono e minacciarono persino di querela alcuni appartenenti ad un gruppo storico di amici juventini, fra i quali c’erano appunto uomini di legge che documentarono con cognizione di causa gli errori, le omissioni e le incongruenze presenti nelle informative di quel processo farsa del 2006.

  5. Scusate il fuori contesto, ma che piacere vedere ieri sera come gioca bene Rovella, gestisce palla in maniera perfetta e poi catalizza una marea di palloni, li recupera e li rigioca per i suoi compagni, poi corre come un matto su e giù. In pratica quello che dovrebbe fare Paredes, se solo ne avesse voglia.
    La maglia della Juve peserà di più di quella del Monza, ma sono certo che questo rientra e prossimo anno sarà in rosa a gestire il centrocampo.
    Se non siamo ciechi e sordi anche con lui…

    • Discorso complicato,

      credo che in buona sostanza il modo di fare calcio alla Juventus sia semplicemente superato.

    • Ho visto Udinese-Monza ieri sera esclusivamente per Rovella.
      Sempre al centro dell’azione con grande dinamismo.
      Ma quello che mi ha colpito di più è stata la sua fase difensiva: assolutamente impressionante come stoppava (o comunque sporcava) le azioni avversarie facendo ripartire in modo pulito quella della propria squadra.
      Altra nota: ogni volta che ripartiva, il Monza lo faceva con almeno quattro-cinque uomini. Partita godibilissima.

      Credo tu abbia ragione Luca: il calcio della Juve, oggi come oggi, è tutt’altra cosa.

    • Lo si sapeva e qui sul blog be avevamo parlato in diversi. Paredes poteva arrivare anche tenendo Rovella. Se ora non fai giocare Paredes ri-devi…ri-adattareun centrocampista davanti la difesa, oltre al fatto che Rovella potrebbe benissimo fare anche la mezzala.

      • E questa è responsabilità del tecnico.
        Onestamente certe scelte non le ho capite.
        Partendo da Rovella, in prestito.
        Arrivando a Dybala lasciato andar via a parametro senza aver printa una valida alternativa, e si che si sapeva che il contratto era in scadenza.

        Facciamo finta che il gioco si sviluppa dai giocatori e non dal tecnico, lasciare andar via Dybala e dare Rovella in prestito è un delitto!

        • Ancora tu (Dybala)? Ma non avevi detto di non parlarne più? Cmq il sostituto di Dybala se non nel ruolo è stato Vlahovic visto che non si è rinnovato lui x puntare sul Serbo. Se poi vogliamo trovare il sostituto li abbiamo preso x il presente e cioè Di Maria (tanto più o meno gioca le stesse partite…). Il sostituto x il futuro ce li avresti già: Soulè. In fondo mi sembra che anche il CT argentino ( non penso sia stupido) li ha convocato più volte nonostante non aveva mai giocato in prima squadra.

          • Guarda, per me Dybala si poteva tenere o si poteva vendere, non conosco la situazione interna quindi non discuto sulla scelta.

            Annoto soltanto che oggi in squadra non c’è nessuno capace di giocare tra le linee oltre a segnare qualche gol.

            Di Maria ad oggi è stato un flop e comunque è un ala che ha sempre segnato poco.

            Su Soulè potrei anche essere daccordo ma tanto non gioca.

            Ad oggi a cercare di cucire il gioco tra attacco e difesa abbiamo Mc Kennie(?).

  6. Guarda Luca, qui da noi di complicato c’è solo questa ottusità integralista nella convinzione che uno, solo perchè giovane, non sia capace a giocare nella Juve come farebbe uno più esperto.
    Metti Rovella al posto di Paredes, e avresti una squadra se non altro viva lì in mezzo.
    E risparmiavi una marea di soldi.
    Ma Rovella non è un nome, Paredes sì, per quanto in decadenza.
    Tanto, per fare le figure che sono state fatte in Europa negli ultimi anni, avere dei 21enni in squadra al posto di gente più esperta, che danni avrebbero fatto in più? Avresti avuto però ora gente su cui basare un rinnovo futuro del team.
    Invece come vedi, siamo punto e a capo ogni anno.
    E con stipendi faraonici da smaltire a chissà chi.

    • Hai ragione.

      Purtroppo il decidere di puntare su un giovane con buone possibilità di successo va di pari passo con la competenza.

      Purtroppo il puntare su giocatori famosi o cavalli di ritorno nasconde l’incompetenza del nostro settore tecnico.
      Leggi paura di sbagliare.

      Lo stesso tecnico, quando preferisce Paredes a Rovella punta “sul sicuro” chiaramente per paura di sbagliare.

      Salvo poi rimangiarsi tutto quando si accorge che anche Paredes è un giocatore di palleggio sul breve e non il Pirlo della situazione.
      Pensare che con Paredes, Arthur, Zakaria e Dybala avrebbe avuto un Rombo da favola!

      • In effetti stanno rifacendo lo stesso errore di quando andò in pensione Platini. Allora lo sostituirono con Magrin sperando di aver tappato i buchi, oggi credono che un Arthur o un Paredes possa essere utile alla stessa stregua di Pirlo.

  7. REGALO DI NATALE

    L’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi ha annunciato attraverso la sua pagina Facebook un regalo di Natale su Calciopoli.

    Questo il suo messaggio sui social rivolto ai tanti detrattori della Juve:

    “A Natale faremo arrivare un cofanetto su tutte le verità vere di Calciopoli a tutte le persone che possono giudicare e debbono giudicare, perché la giustizia è un bene di tutti e non di qualcuno”.

  8. Veramente visto che si parla di Rovella, vorrei ricordare che in casa c’è un certo Fagioli cui si dicono “meraviglie” ma non si vede mai in campo tranne che in qualche apparenza sporadica di 3 minuti a fine partita.
    Capisco che Allegri non voglia come si dice ” sputtanare” onde bruciare i giovani in un contesto di gioco alquanto approssimativo, dove non esiste uno schema ben definito.
    E capisco pure che anche la Società vuole risultati subito e si prende cantonate con i Paredes oggi e Arthur ieri, ma se le cose non funzionano, servono provvedimenti, rimboccarsi le maniche e prendere una strada precisa. Quella strada che non porterà titoli per qualche anno ( anche se, vedi Milan, non è detto) ma che ti permette di far crescere nuove leve che potrebbero rappresentare un futuro florido e neppure dispendioso.
    Sono dell’avviso che da qui alla fine di novembre continueremo a vivere sulle montagne russe sperando che qualche campione di rientro ( Chiesa o Pogba) possano toglierci qualche castagna dal fuoco.

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