Fragilità

Scritto da Cinzia Fresia

Un’altra sconfitta per la Juventus.
il grave è che la squadra ha perso contro un avversario che nel primo tempo ha passeggiato.
Non siamo ciechi, il malessere interno  al gruppo  è evidente.
Crisi di panico, lacrime e insofferenze in campo .
Un’atmosfera che non promette niente di nuovo.

 

Sassuolo – Juventus: se fosse un film dell’orrore sarebbe Psyco, perchè non riusciamo a comprendere cosa stia succedendo a questa squadra.   Sabato scorso tutti noi tifosi chi più o chi meno,  per almeno un minuto abbiamo virtualmente abbracciato Nicolò Fagioli reo di aver commesso un errore che è costata la sconfitta alla Juventus.

Un bel guaio, ma la cosa peggiore è che la Juventus non è in grado nemmeno di pareggiare, è totalmente annichilita, incapace di far fronte ad un avversario modesto. Il peggio è che il Sassuolo nel primo tempo insieme alla Juve ha passeggiato, si proprio così .. passeggiato.

Ma niente da fare, i bianconeri sono spaventati, terrorizzati. Assolutamente bloccati incapaci di applicare nessuna soluzione. Una debolezza mentale estranea all’approccio del club più prestigioso d’Italia. L’indiziato n. 1 è Max Allegri il quale manca di empatia e non dimostra di avere rimedi. Strano Max, non lo riconosciamo più .. che piaccia o non piaccia ( non ho mai nascosto che le squadre allenate da lui non mi sono mai piaciute) Allegri sembra un perfetto estraneo.

Il tecnico non ha più il controllo del gruppo:  i giocatori sono entrati in un vortice di insicurezza che impedisce loro di esprimersi.

La Juventus gioca male, i giudizi sono impietosi, “fanno schifo” ” facciamo pena” questi tra i più citati. Eppure la rosa della Juve non è costata poco, tuttavia è fallimentare. Inoltre i malesseri condizionano i giovani i quali restano senza punti di riferimento.

Nicolò Fagioli talento e piccolo astro nascente del calcio italiano, idolo indiscusso non solo dei tifosi della Juventus ma dagli amanti del calcio che vedono in lui una speranza di riconquistare un bel modo di giocare a calcio ridando  dignità alla nostra nazionale. Eppure il talentuoso ragazzo sbaglia e farlo sentire in colpa è la conseguenza. E sappiamo che la panchina è il suo destino.

Certo così è facile, è comodo per nascondere la “deficienza” di una squadra che gioca un calcio troppo elementare che vive di episodi, di ripartenze e di catenaccio e che la “fortuna ci accompagni”.

Ma noi non siamo ciechi, e la verità viene a galla .. C’è chi sostiene che la Juventus è morta e che non tornerà più come prima. Tutti si indignano,  soprattutto  un tifoso d’eccezione Lapo Ellkan il quale si arrabbia e ammonisce squadra e staff. Ma altresì vuole essere ottimista. Forse lui è la parte della proprietà che ama sinceramente i colori bianconeri e che vorrebbe fare qualcosa, ma non può.

La Juventus non è chiaro se sia un malato  terminale che aspetta di morire o se è in predicato un progetto di rinascita parcheggiato da qualche parte. Uno staff dirigenziale anonimo ma presente e operativo nelle questioni finanziarie da risanare, troppo  lontano dalle questioni di campo. Serve qualcuno che di calcio e calciatori se ne intenda sul serio. Servirebbe studiare la Juventus del passato per scoprire veramente cosa era e magari prendere esempio da chi sapeva come si gestivano gli uomini.

Ma serve un simbolo, un’identità bianconera che recuperi i tifosi, un tempo l’autentico valore aggiunto della Juventus.

Intanto giovedì ci sarà la partita di qualificazione per l’Europa League. Come ci arriveranno non si sa. Non penso che in tre giorni la crisi passi. La pressione sarà a mille e le premesse non sono buone.

L’unica speranza è che la fortuna sia con noi.

 

  1. CHRISTIAN BELLI

    Buonasera a tutti.

    Come credo abbiate saputo e come avevo avvertito, la sentenza non arriverà in serata ma con forte probabilità domani (vi sono cinque giorni di tempo per il CGC).
    Prima che vi precipitiate a fare domande insensate, cosa comporta?

    NULLA di apocalittico.

    E’ nella fisiologicità delle cose: non stanno decidendo che film guardare al cinema: sono professionisti che devono affrontare un tema delicato (che come ho già anticipato hanno analizzato e letto nei giorni scorsi), valutando gli ultimi dubbi e punti su pro e contro di ogni soluzione.

    Riscrivo qui quanto fatto su due miei commenti al post di stamane.

    Al di là di quello che accadrà, desidero sottolineare la magnifica arringa del collega Maurizio Bellacosa, che ha demolito su ogni fronte l’impalcatura della delibera, dove ritroverete le mie parole: “Sentenza piena di errori, motivo per cui chiediamo l’annullamento senza rinvio alla Corte, visto che sono stati violati principi basilari del processo sportivo”. “Riguardo ai fatti nuovi (intercettazioni) si parla solo di un contesto generico, tanto che la revocazione chiesta dalla Procura doveva essere inammissibile”.
    Leggendo le motivazioni della Corte federale d’Appello abbiamo scoperto che ci veniva contestato un sistema fraudolento in partenza, fino a quel momento non ce lo aveva detto nessuno. È stato cambiato il thema decidendum, si parla di un illecito nuovo mai contestato prima, così come l’accusa di aver alterato il risultato sportivo”. Sulla famigerata operazione Pjanic Arthur dice: “Citato otto volte nelle motivazioni”, “la Corte abbia rinnegato se stessa tra la prima sentenza sulle plusvalenze e la seconda post revocazione”. Nel deferimento venivano contestati solo gli articoli 31 e 6 del Codice di Giustizia sportiva e non può dunque essere contestato oggi il 4, sottolineando anche che nelle motivazioni l’articolo 6 manchi completamente, parlando di “contestazione di tipo soggettivo da parte della Corte”. In merito alla sanzione di -15, dice: “Una doppia reformatio in peius, sbagliata e inammissibile: nei primi due gradi di giudizio la Procura aveva chiesto solo un’ammenda per il club, ma dopo la revocazione si è passati a 9 punti, primo errore, che sono addirittura diventati 15 nella condanna della Corte. È tutto sbagliato. Siamo consapevoli che ci siano delle motivazioni che portano alla sentenza con rinvio alla Corte, ma ce ne sono almeno quattro per cui è giusto procedere con la cancellazione della sentenza senza rinvio, che è quello che chiediamo oggi in punta di diritto”.

    Bravi anche i colleghi Paolantonio, Clarizia e Sangiorgio, con altri passaggi sui vizi di forma contestati. Solo un Collegio disonesto intellettualmente potrà non annullare senza rinvio.

    Aggiungo: lo spiegamento di forze della Juventus è IMPRESSIONANTE.
    Un pool di magnifici professionisti di cui mi pregio di essere collega.
    Ribadisco, come feci un minuto dopo la scelta delle difese, nelle persone fisiche e giuridica, che Sangiorgio e Bellacosa sono stimatissimi professionisti, autori di libri e docenti universitari.
    Non soffermatevi solo su Clarizia, che ha giocato un ruolo “diplomatico” prima di ogni cosa, apportando l’esperienza nell’aver scritto il Codice Amministrativo e nell’aver lavorato per Malagò.

    Aggiungo la bellissima e bravissima collega, che patrocina Cherubini, Flavia Tortorella, dello studio Cionini Tortorella.

    Partiamo da una certezza: la sanzione di -15 non verrà certamente confermata: il Proc. Generale dello Sport (Ugo Taucer) che rappresenta la giustizia sportiva in senso massimo (colui a cui dovremmo presentare l’eventuale proposta di patteggiamento, qualora si potesse), ha lui stesso detto in modo chiaro come vi sia carenza di motivazione sull’art. 4 e che diverse ragioni della difesa siano condivisibili, auspicando, infine, un rinvio per rimodulare.
    E’ evidente che vogliano condurci a quella soluzione; vedremo.
    Di certo il vertice dell’accusa ha ammesso almeno una falla, il che dice molto.

    La giustizia sportiva si è scoperta: lo stesso Taucer spinse per aggravare le sanzioni, oggi ammette crepe nella delibera CFA ed auspica un rinvio ad essa.

    Ergo, dico questo:
    Escludo già da adesso una conferma della sanzione in toto.
    Restano due strade: annullamento con o senza rinvio. Pare evidente.

    Ribadisco quanto scritto stamane ed altre volte: tutto ciò che non sia annullamento senza rinvio, sarebbe una sconfitta per il diritto e per lo sport.
    Oggi ho ricevuto gli attestati di stima di numerosissimi colleghi, molti dei quali mi seguono, che ringrazio con tutto il cuore, dando loro una preferenza, senza nulla togliere al resto di voi, per il mondo che rappresentano insieme a me.

    Siamo tutti concordi, come dicevamo nelle chat WhatsApp e Telegram, che una soluzione diversa sarebbe uno SCEMPIO. Nonostante lì vogliano certamente arrivare, come noto.

    Questo complicherebbe le tempistiche e le possibilità di patteggiamento per la questione stipendi, poiché come già scritto, la Juventus ha 15 giorni di tempo per memorie post chiusura delle indagini sul secondo filone, e parallelamente, il rischio di recidiva sarebbe chiaro.

    Da tifoso, con orgoglio e consapevolezza che vi sia stata buona fede nell’operato del precedente CDA, come sempre sostenuto (come anche sull’errore di bilancio piuttosto che falso, sempre scritto dal primo giorno), io per primo digerirei male non dare battaglia a questa gentaglia e patteggiare, punto che dalla maggioranza dei caproni ANTI e ahimè da molti dei nostri, verrebbe letta come ammissione di colpevolezza: così non è, ma spiegalo ogni santo giorno mi ha stancato.

    Lascio ognuno di voi libero di pensare quel che crede, ad un certo punto ognuno deve prendere la propria strada.

    Il legale deve portare il risultato a casa e salvare tutto il salvabile.
    Chiudere il cerchio quest’anno permetterebbe di pianificare la prossima stagione al meglio, potendo dire al gruppo ed al tecnico per cosa competere, con che serenità allenarsi e di che morte morire: non sottovalutate questo aspetto, prima di lanciarvi in guerre e strali.

    Ve lo ha detto chiaramente anche oggi Calvo: “Le nostre strategie dipendono da questo ricorso”.
    Ci arrivate che la società voglia chiudere la partita?

    Una cosa voglio dirvela, ma mi ripeterei: il CGC e la FIGC stiano attenti a perseverare sulla strada del cerchiobottismo, ovvero la soluzione italica del rinvio e contenti tutti (noi no).
    L’art. 6 della Corte dei diritti dell’uomo (la CEDU, che si coniuga al femminile e non al maschile), che tratta l’equo processo, parla chiaro.
    Se violato, è vero che forse, malauguratamente, alla fine, potremmo doverci tenerci le sanzioni in punti (anche rimodulati), ma la Juventus avrebbe la strada spianta verso risarcimenti INDESCRIVIBILI, che come vi ho detto, farebbero collassare la federazione, per essere solvente.

    A quel punto, credo che scoprirebbero le carte sulle trattative ammorbidendo tutto quel che resta, per giungere al danno minimo possibile, come fin dall’inizio vi anticipai.

    L’ammissione odierna di Taucer sull’art. 4 CGS, spalanca le porte verso un cambio di atteggiamento anche sul filone stipendi, perché l’uso indiscriminato di una norma come il jolly a carte, non è tollerabile.

    Auspico che la notte porti consiglio ai componenti del CGC, affinché decidano ricordandosi del diritto e della professione che devono onorare, alla stessa stregua dei medici col giuramento d’Ippocrate.

    Non abbiate paura e non temete: in un modo o nell’altro, Juventus si difenderà al meglio, dando battaglia qualora venga a mancare il buon senso.

    Uscire indenni e lindi da tutto era ed è arduo: ve lo dissi dalla prima ora.
    In una guerra non vince nessuno: si porta a casa la pelle.

    Ricordatevelo.

    #

    Ultima cosa: avevo chiesto educazione e rispetto delle regole fissate, anche oggi.
    Nonostante ciò, in diversi mi hanno contattato in privato per stupidaggni, chiedendo news, post, inviando meme, link, screenshot, di cui non me ne faccio NULLA e che ignoro.

    Vuol dire che l’educazione e la disponibilità non contano, per molti di voi; vuol dire: “Noi delle tue richieste ce ne freghiamo”.
    Con me significa mettersi una pietra tombale sul capo.

    Il mio atteggiamento cambierà e bloccherò la possibilità del privato a tanta gente d’ora in poi, ignorando anche nei commenti, come bloccherò diversi profili, come fatto fino ad oggi, finché non mi sarò stancato anche della pagina, che c’è per voi, non certo per me.

    Che ci crediate o meno, io posso tenere per me quel che so e vivere benissimo senza postare.

    Invito tutti a leggersi bene le regole fissate (tutti i punti) e pensare bene a quel che si fa: chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.

    Uomo avvisato…. (mettete voi la parte restante).

    Cordialità.

  2. Alessandro Magno

    Si è persa una partita in malo modo facendo turnover perchè purtroppo bisogna farlo invist dei svariati impegni. tuttavia la Juve nonostante non stia facendo un campionato eccelso con i 15 che dovrebbero esser restutiti è terza in classifica e quindi in zona champions. Che la Juve non sia in un periodo di lucidità ci sta ma sinceramente aspetterei di vedere le prossime partite se magari ci potranno esser risultati a favore. nel calcio tuttopuò cambiare molto in fretta i napoletani facevano festa quando han pescato il milan e ora non festeggiano affatto, l’inter ha fatto il record di sconfitte in un campionato ben 11 eppure rischia seriamente di andare in finale di champions. aspetterei s dare giudizi anche perchè al 19 aprile non sarebbe nemmeno normale pretendere cambiamenti al 19 aprile si va a concludere la stagione e poi si tirano le somme

    per qquanto riguarda i -15 anche oggi hanno fatto vedere lo show dello schifo della giustizia sportiva. praticamente si si sono sbagliati ma non si sono sbalgiati praticamente dovevano pronunciarsi ma se riusciamo a rimandare è meglio e forse dico forse sempre se si degnano il reponso arriva domani nel giorno di una partita assolutamente vitale per noi falsando quell’incontro dopo aver già falsato un campionato. Io se fossi ELKANN FAREi una richiesta di risarcimento daNNI Da lasciarli in mutande

    • Bravo Ben, condivido in pieno il tuo pensiero.
      Mi spiace però un po’ sul tuo blog leggere spesso questi articoli di Cinzia Fresa così disfattisti e contro la Juve (allenatore, squadra e dirigenza).
      Preferirei che fossimo più uniti nel cercare di appoggiare la squadra; le critiche costruttive vanno bene, il disfattismo no…

      • Mi scusi sig. Alberto, sa leggere?

        • Io so leggere molto bene, e comunque il mio messaggio era rivolto a Ben, non a lei.
          In ogni caso non mi sembrava che il mio commento fosse offensivo, il suo invece lo è….

          • Gentille sig. Alberto, lei si rivolgeva ad altri ma qui è il mio articolo citando il mio nome. Se permette offensivo è lei ed io sono stata fin troppo gentile. Se sa leggere forse non capisce. Buona giornata.

            • O forse lei non sa farsi capire…
              Comunque non si preoccupi non leggerò e non commenterò più i suoi articoli.
              Buona vita!

  3. Buttano l’amo e abboccano come tonnarelli all’ennesimo nick fasullo degli alienati.

  4. “Inter ladra, finalmente la verità.

    Per i Carabinieri le telefonate di Facchetti e di Moratti erano rilevanti almeno quanto quelle di Luciano Moggi. E quelle stesse telefonate le avevano segnalate. Fosse stato per chi era all’ascolto dei cellulari intercettati, l’inchiesta di Calciopoli avrebbe avuto uno sviluppo piuttosto diverso. Poi però alcune telefonate, rilevanti o rilevantissime, sono sparite, altre no. E Calciopoli è diventata la tomba di Luciano Moggi e della Juventus, oltre che di altre persone scaraventate all’inferno dalla giustizia sportiva (ndr condanne agli arbitri) senza la possibilità concreta di difendersi. Oggi, grazie al lavoro del pool difensivo di Luciano Moggi che a Napoli sta riscrivendo la storia di Calciopoli con tutti i pezzi che mancavano nel 2006, sappiano come sono scomparse e perché non sarebbero dovute scomparire. Grazie agli stessi documenti di quella famigerata indagine, spulciati da Nicola Penta, fondamentale consulente dei legali di Moggi, abbiamo la prova di come l’inchiesta di Calciopoli fondata sulle intercettazioni telefoniche sia stata indirizzata in un’unica direzione.”

  5. Ho un presentimento: dopo le parole di Taucer o come cavolo di chiama, andranno al rinvio x riformulare la condanna. Morale della favola (x me ovviamente ma posso sicuramente sbagliare), ci ridaranno indietro 6 punti; tanti quanti in più ha dato Torsello dalla richiesta di Chinè. Questa è la mia umile sensazione.

    • Certo, adesso il motto è che la Juve deve stare dietro l’inter

    • Io non ci capisco niente di queste cose ma riformulare la condanna con un penalizzazione minore dei 15 non vuol dire comunque applicare l’art. 4 quello che viene messo in discussione anche da Taucer? Io credo invece che la cosa più probabile sia quella postata da Barone: la giustizia sportiva ne uscirebbe bene affermando di aver fatto il suo lavoro, la juve potrebbe programmare il suo futuro, gli antijuventino sarebbero soddisfatti perché un patteggiamento verrebbe accolto come un’ammissione di colpevolezza. Gli unici a prenderla in quel posto saremmo noi tifosi che sentiremmo la solita falsa storia della juve che ruba e la fa franca…

  6. Per gli “ermeneutici”, alienati ossessionati dalla Juve, un estratto della relazione Palazzi

    […]

    IV L. RAPPORTI CON GIACINTO FACCHETTI.
    CONTATII CON APPARTENENTI ALL’AIA
    Dall’esame degli atti sono emersi contatti intercorrenti tra il Presidente
    dell’Internazionale Facchetti e vari esponenti del settore arbitrale che assumono rilevanza,
    oltre che per la specificità dei contenuti, anche perché costituiscono elementi dimostrativi
    del rapporto privilegiato, quanto meno rispetto alla generalità delle altre società, che la
    società sportiva in questione poteva vantare, all’epoca, con il mondo arbitrale in molte sue
    componenti.
    Giova ricordare in proposito che Paolo Bergamo, nella stagione sportiva 2004/05,
    insieme al sig. Pierluigi Pairetto, era Commissario della Commissione nazionale arbitri di
    serie A e B mentre Giacinto Facchetti (deceduto il 4 settembre 2006), nella stagione
    sportiva 2004/05 era Presidente dell’lnter e Massimo Moratti era socio di riferimento
    dell’lnter (cfr. audizione sig. Moratti del 31 marzo 2011).
    Gennaro MAZZEI, all’epoca dei fatti era Vice Commissario della Commissione
    Nazionale arbitri di serie A e B, con l’incarico di preparatore tecnico degli assistenti. In
    relazione alla sua funzione, proponeva “una griglia col nome di due assistenti per ciascuna
    partita ai designatori, che utilizzavano in autonomia tali mie proposte” (cfr., a tal proposito,
    audizione innanzi Procura in data 3 marzo 2011).
    Massimo De Santis era Arbitro internazionale di CAN A e B nella stagione 2004/05 (e
    sino alla stagione 2005/06, al termine della quale è stato deferito nell’ambito del
    procedimento disciplinare meglio noto come “calciopoli”).
    Nella stagione sportiva 2004/05 il sig. Lanese era Presidente dell’A. I. A. , è stato uno
    dei soggetti deferiti nell’ambito del processo sportivo denominato “calciopoli” per aver
    “tradito il proprio compito istituzionale di tutela della categoria ed il proprio dovere di ligia
    osservanza delle norme federali e di settore” (cfr. pago 73 C.U. n.1/CF del 25 luglio 2006).
    Si rammenta che la Commissione d’Appello Federale con decisione del 14 luglio 2006
    Quando Facchetli aggiunge che vuoi regalargli subito una maglia (dell’lnter)
    promettendogli di fargli avere “anche le altre”, Mazzei dice che la maglia “me la lasci
    all’albergo a nome mio, non darla in mano all’avvocato Borrello”.
    Il discorso prosegue sugli assistenti della gara dell’lnter Consolo e Niccolai; Mazzei
    dopo aver detto che sono bravi aggiunge “poi oggi all’una li vado a salutare e li vedo io
    ok?”.
    Sul significato di tale frase, obiettivamente non equivoca, il Mazzei non ha fornito una
    giustificazione alternativa credibile e convincente.

    Di seguito si riporta il contenuto sintetico dei contatti fra il Presidente
    dell’INTERNAZIONALE e appartenenti al settore arbitrale, facendo rinvio, per il testo
    integrale, alla relazione depositata in atti.

    FACCHETII – BERGAMO
    Telefonata prog. n. 4853 (del 26.11.2004 ore 09.51)
    Utenza intercettata n. 335/6432164 in uso a Bergamo (in entrata)
    Utenza collegata n. 335/455781 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria 1’8 aprile 2011) in uso a Facchetti:
    I due interlocutori discutono di chi mettere nella griglia per la successiva giornata di
    campionato nella quale si affrontavano Inter e Juventus.
    Nella stessa telefonata Facchetti si lamenta di “qualche problemino” con Bertini, ma
    Bergamo precisa che se fosse designato tale arbitro, ci avrebbe parlato lui (“semmai ci
    parlo”).
    Si sottolinea che, la sera precedente a tale telefonata, Facchetti aveva parlato con
    Gennaro Mazzei, vice commissario CAN, con il quale aveva parlato degli assistenti per la
    stessa gara.
    Per completezza d’analisi, si evidenzia che oggetto di attenzioni giornalistiche è stato
    individuare chi, tra i due interlocutori, sia stato a pronunciare il nominativo dell’arbitro
    Collina.
    A tal proposito:
    a) nella relazione di perizia fonica l’ing. Porto, perito del Tribunale napoletano,
    attribuisce la pronuncia della parola “Collina” al sig. Bergamo;
    b) alla luce di quanto affermato dal perito come indicato al punto sub a) appare
    particolare la posizione assunta dal sig. Bergamo che, sia con gli organi di stampa (cfr. ad
    es. http://www.lastampa.itlsportlcmsSezionilcalcio/201 004articoli/26336 girata.asp), che, anche
    nel corso dell’audizione innanzi a questo Ufficio (in data 21 dicembre 2010), ha precisato
    “che il nome di Collina, lo pronunciò Facchetti ed io immediatamente dopo gli confermai che sarebbe stato inserito in quella griglia insieme ad altri arbitri internazionali” (cfr.
    audizione del 21 dicembre 2010).

    FACCHETII – DE SANTIS
    Telefonata prog. 4532 (del 01.03.2005 ore 11.31)
    Utenza intercettata 335/6372197, in uso a De Santis (in entrata)
    Utenza collegata n. 02/7715330 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria /’8 aprile 2011) numero telefonico della sede
    dell’lnter; interlocutore Giacinto Facchetti:
    Facchetti ( dalla sede del/’Inter) chiama De Santis per dire che ci teneva a salutarlo
    perché non era riuscito a farlo al termine dell’incontro Inter – Milan, del 27 febbraio 2005,
    arbitrata da De Santis e terminata 0-1.
    A tal proposito, De Santis dice a Facchetti di non preoccuparsi (dei mancati saluti nel
    post gara) e riferisce a Facchetti che “lui è stato gentilissimo”.
    I due, poi, commentano la partita e De Santis dice a Facchetti che se la può
    prendere solo con la fortuna (“solo con la fortuna te la puoi prendere”), perché la partita
    era da pareggio, poi c’è stato un episodio che ha cambiato la partita.

    ***
    Contatto prog. 8046 (del 24.03.2005 ore 18.57)
    Utenza intercettata 335/6372197, in uso a De Santis (in uscita)
    Utenza collegata n. 335/281033 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria /’8 aprile 2011) in uso a soggetto a Giacinto
    Facchetti:
    Tale sms conferma che c’erano contatti telefonici tra De Santis e Facchetti al quale il
    primo dava del “tu”.

    ***
    Telefonata prog. 8063 (del 24.03.2005 ore 19.41)
    Utenza intercettata 335/6372197, in uso a De Santis (in entrata)
    Utenza collegata n. 335/281033 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria /’8 aprile 2011) in uso a Giacinto Facchetti:
    I due interlocutori parlano di vari argomenti ed, in particolare, dell’ultimo derby con il
    Milan (cfr. prog. 4532 del 1 marzo 2005); poi si scambiano gli auguri di Pasqua.

    ***
    LANESE – FACCHETII
    Telefonata prog. 62981 (deI/’8.02.2005 ore 12.41)
    Utenza intercettata 335n587178, in uso a Lanese (in uscita)
    Utenza collegata n. 335/281033 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria /’8 aprile 2011) in uso a Giacinto Facchetti:
    Lanese chiede a Facchetti dei biglietti per un amico per la partita di sabato 12
    gennaio 2005, Inter – Roma.
    Lanese, poi, dice a Facchetti che per il futuro i designatori saranno condizionati dal
    loro OK (,’Perché so che ora questi designatori saranno un po’ condizionati dalla vostra …
    dal vostro okay, no?”)

    ***
    Telefonata prog. 7799 (del 10.05.2005 ore 15.51)
    Utenza intercettata 335/7587178, in uso a Lanese (in entrata)
    Utenza collegata n. 02/7715330 (cfr. il citato “Volume Dodicesimo” in cartella
    QUARTA_R del CD depositato in Cancelleria /’8 aprile 2011) numero telefonico della sede
    dell’lnter; interlocutore Giacinto Facchetti:
    Facchetti chiama Lanese per parlare della partita Brescia – Inter (terminata 0-3 ed
    arbitrata da Paparesta).
    Lanese dice che GHIRONI avrebbe chiamato Facchetti il giorno successivo per
    mettersi d’accordo, entrambi dicono che gli daranno una mano.
    Lanese chiede tre maglie della squadra.
    Facchetti dice che dovranno essere affrontati i problemi dei designatori.
    Lanese dice che a breve Carraro avrebbe convocato una riunione per fare tutte le
    nomine, anche quelle dei designatori, ed aggiunge che bisogna stare attenti a quello che
    si fa.
    Lanese, infine, dice che prima bisogna vedere la progettualità e poi scegliere i nomi.

    NUCINI – FACCHETTI
    Telefonate tra Danilo Nucini, nella stagione 2004/05 (al termine della quale smette di
    arbitrare) è stato arbitro di CAN A e B, con 4 presenze in serie A e Giacinto Facchetti.
    Preliminarmente si osserva che in ordine ai rapporti tra Nucini e Facchetti, l’allora
    Ufficio indagini ha già svolto, nella stagione sportiva 2006/07, indagini (indagine 441 In
    2006/07) che sono, poi, confluite nel procedimento che si è concluso con deferimento
    (nota n.4349/602 quinvicies PF 06/07 del 23 aprile 2008) dei sigg.ri Moggi, Fabiani,
    Franza Bonsignore e numerosi arbitri, per la nota vicenda delle “schede svizzere”.
    A tal proposito la Commissione Disciplinare Nazionale, con decisione pubblicata sul
    C. U. 13/CDN 2007/08 del 6 agosto 2008, ha precisato che “sui rapporti tra Nucini e
    Facchetti non sono stati accertati fatti al riguardo censurabili …. ” (cfr. pag.7 del suindicato
    C.U.13/CDN).
    Ciò premesso, deve sottolinearsi che, nel corso del procedimento penale n.13328/08
    R.G., a carico di Ambrosino + altri, in ordine ai rapporti tra Nucini e Facchetti, ma non solo,
    sono risultate confermate e/o sono emerse le seguenti ulteriori circostanze, di seguito
    riportate in estrema sintesi:
    a) nell’estate 2002 (cfr. pag.131 ud. dibatt.15/3/11 escussione Nucini) iniziarono i
    rapporti (colloqui telefonici e non), e si intensificarono nell’autunno 2003 tra il sig. Nucini,
    all’epoca dei fatti arbitro in attività ed il sig. Facchetti, prima dirigente e poi presidente
    dell’lnter.
    Da tale periodo Nucini svolse il compito di “cavallo di Troia” (definizione usata dallo
    stesso Nucini nell’udienza dibattimentale in esame) al fine di acquisire informazioni, utili
    per Facchetti, in relazione all’organizzazione di Moggi-Fabiani-De Santis;
    b) nel corso dei loro rapporti Nucini raccontò a Facchetti della già nota “iniziazione”
    presso l’Hotel Concorde di Torino (cfr. escussione Nucini pag.85 e ss. ud.dibatt. 26/5/09).
    In particolare Nucini venne invitato il 25 settembre 2003 (cfr. escussione Nucini
    pag.68 e ss. ud. dibatt. 15/3/11) ad un incontro con Moggi e Fabiani.
    Nucini ha riferito che in tale occasione Moggi telefonò ai due designatori (cfr. pago 81
    ud. dibatt. 15/3/11) e ricevette una scheda telefonica da Fabiani per comunicare
    direttamente con lui (cfr. pag.68 e 81 ud. dibatt. 15/3/11) e mantenere, quindi, i contatti
    con l’organizzazione (cfr. anche escussione del teste Gianfelice Facchetti, pago 12 udienza
    dibattimentale del 15 marzo 2011), di cui facevano parte De Santis, Bergamo e Pairetto
    che formavano il vertice di tale organizzazione (cfr. pag.19 ud. dibatt.15/3/11) che
    esercitava “un potere di controllo molto ramificato all’interno del calcio” (cfr. pag.12 ud.
    dibatt.15/3/11 );
    c) nell’anno 2004, quando Facchetti e Nucini intrattenevano rapporti, il sig. Nucini fu
    designato come quarto uomo per la gara Inter -Parma del 26 settembre 2004 (cfr.
    pagA9);
    d) in relazione ad una gara Ascoli-Fiorentina, Nucini, arbitro di quell’incontro,
    ricevette una telefonata da Fabiani che gli disse “di dare addosso alla Fiorentina” (cfr.
    escusso Gianfelice Facchetti, ud. dibatt. 15/3711);
    e) in relazione ad una gara Avellino-Messina, arbitrata da Nucini, quest’ultimo
    avrebbe detto a Giacinto Facchetti che “in quella partita aveva fatto qualcosa non del tutto
    regolare, quella partita …. In quella partita vennero fischiati due rigori a favore del
    Messina” (cfr. escusso Gianfelice Facchetti ud. dibatt. 15/3/11 pagg.28 e 55).
    La gara del 12 ottobre 2003 terminò 2-0 a favore del Messina con due espulsi
    dell’Avellino (cfr. pag.76 ud. dibatt. 15/3/11).
    Nucini, ha, poi, dichiarato che al termine di tale gara fu chiamato al telefono da
    Fabiani che gli disse “ricordati chi sono gli amici” (cfr. pag.75 ud.dibatt. 15/3/11) ed ha
    ricordato che il giorno dopo l’incontro “sulla Gazzetta dello sport esce un articolo che sul
    telefonino di Zeman prima della gara sarebbe comparso un messaggio che diceva “oggi
    perderai due a zero e con due espulsi” (cfr. pagg.77-78 ud.dibatt. 15/3/11).
    f) è, altresì, emerso (cfr. pag.143 ud. dibatto 15/3/11) che il sig. Nucini ha avuto la
    possibilità di effettuare alcuni colloqui di lavoro con assicurazioni e con alcune banche; tra
    queste, in particolare, con la Banca Popolare di Milano, nella persona del dott. Paolillo,
    attuale amministratore delegato dell’lnter (cfr. pag.105 ud. dibatt. 15/3/11), grazie
    all’interessamento del sig. Facchetti – ripetesi – all’epoca dirigente dell’Internazionale.
    g) con riferimento al colloquio con la dott.ssa Boccassini, P.M. della Procura della
    Repubblica di Milano, il Nucini ha riferito che ci andò da solo tra fine 2003 ed inizio 2004
    (cfr. pag.133 ud. dibatt. 15/3/11) e si parlò di calcio a seguito di una denuncia (relativa ad
    una confidenza fatta da un arbitro che sarebbe stato avvicinato da un designatore che gli
    avrebbe consigliato di ammonire un determinato giocatore al fine di farlo squalificare per la
    partita successiva che la sua squadra avrebbe dovuto giocare con la Juventus: cfr.
    pag.135 ud. dibatto 15/3/11) che Casarin fece pubblicamente a Telelombardia e che fu
    pubblicata su alcuni giornali (cfr. anche pag.89 e ss. ud. dibatt. 26/5/09).
    A tal proposito, il sig. Moratti, in sede di audizione innanzi a questo Ufficio, ha
    confermato di non aver fatto alcuna denuncia alla Boccassini ma ha aggiunto che a quanto
    gli risulta “il Facchetti prese contatti senza presentare formale denuncia, come richiestogli
    dal magistrato. Infatti il Facchetti dopo questo incontro preliminare tornò da me
    rappresentando la necessità di presentare formale denuncia ma io lo sconsigliai, atteso
    che … temevo si trattasse di una trappola per lo più diretta a danneggiare l’lnter di cui lui
    (n.d.r. Facchetti) era Presidente”.
    Con riferimento al colloquio Nucini-Boccassini, si segnala che l’avv. Gallinelli, legale
    del sig. de Santis, ha riferito nella medesima udienza dibattimentale (cfr. pago 139) di aver
    fatto richiesta formale alla Procura di Milano del “fascicolo archiviato al modello 45”, senza
    averne avuto ancora riscontro.
    Viceversa, nell’istanza scritta di analogo contenuto formulata a questa Procura il 26
    aprile 2011, lo stesso De Santis non ha fatto alcun riferimento alla suddetta richiesta
    all’AGO ed al relativo esito.
    h) Nucini ha confermato di aver ricevuto un messaggio da Facchetti in data 21
    maggio 2006, nel quale vi era scritto che “ora che è uscito tutto” avrebbe potuto “rilasciare
    una intervista al Corriere della Sera” e che ne sarebbe “uscito da uomo vero” (cfr. pago 142
    ud. dibatto 15/3/11).

    VALUTAZIONE
    Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006),
    richiamata sopra per i punti di specifico interesse, e degli altri parametri valutativi cui si è
    fatto ampiamente cenno nelle pagine precedenti, va rilevato che la condotta del
    FACCHETII appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare.
    In questa trattazione specifica della posizione del FACCHETII, è appena il caso di
    rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da
    condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale,
    presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti
    dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l’unica
    società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano
    sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già
    anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in
    seguito.
    Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione
    telefonica, emerge l’esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo,
    intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed
    entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETIO, fra i cui scopi
    emerge, fra l’altro, il fine di condizionare il settore arbitrale.
    La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente
    corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un
    consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente
    confidenziale delle conversazioni in atti.
    Una prima circostanza acclarata dall’attività di indagine, di enorme rilievo ai fini
    disciplinari, è rappresentata dalla frequenza dei contatti intercorsi fra il Presidente
    dell’lNTER Giacinto FACCHETII ed i designatori arbitrali in questione e in alcuni casi,
    come si dirà in seguito, tra Massimo MORATII, attuale Presidente dell’INTER ed all’epoca
    socio di riferimento, ed il designatore Paolo BERGAMO.
    La rilevanza, l’incidenza e la portata di tali rapporti, rese evidenti dal contenuto degli
    stessi, sopra sinteticamente riportato, vanno valutate alla luce di un parametro
    interpretativo assolutamente obiettivo, rappresentato dal ruolo e dalla posizione di
    preminenza istituzionale ricoperta da ciascuno dei soggetti sopra indicati.
    Inoltre, assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate
    intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l’INTER e che oggetto
    delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra. In relazione
    a tali gare il Presidente FACCHETII si pone quale interlocutore privilegiato nei confronti
    dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la
    propria squadra nonché della stessa designazione della terna arbitrale ed interagendo con
    i designatori nelle procedure che conducono alla stessa individuazione dei nominativi degli
    arbitri da inserire in griglia e degli assistenti chiamati ad assistere i primi. In alcuni casi,
    emerge anche l’assicurazione da parte dell’interlocutore di intervento diretto sul singolo
    direttore di gara, come rivelato da alcune rassicurazioni che il designatore arbitrale rivolge
    al proprio interlocutore, in cui si precisa che l’arbitro verrà “predisposto a svolgere una
    buona gara” o, con eguale significato, che è stato “preparato a svolgere una bella gara”; o
    ancora, affermazioni del designatore volte a tranquillizzare il Presidente Facchetti sulla
    prestazione dell’arbitro, nel senso che gli avrebbe parlato direttamente lui o che già gli
    aveva parlato. In un caso, addirittura, il designatore arbitrale, nel tentativo di tranquillizzare
    il proprio interlocutore e sedare le preoccupazioni di quest’ultimo sulle tradizioni negative
    della propria squadra con un determinato arbitro, afferma che quest’ultimo è stato avvertito
    e che sicuramente lo score dell’lnter sotto la sua direzione registrerà una vittoria in più in
    conseguenza della successiva gara di campionato.
    Tale capacità di interlocuzione in alcuni casi diventa una vera e propria
    manifestazione di consenso preventivo alla designazione di un arbitro (vedi designazione
    di Mazzoleni in Inter-Livorno e quella di GABRIELE per una gara di Coppa Italia) e
    rappresenta un forte potere di condizionamento sui designatori arbitrali, fondato su
    rapporti di particolare amicizia e confidenza che il Presidente Facchetti può vantare nei
    confronti degli stessi designatori e che trovano la loro concretizzazione espressiva nella
    effettuazione anche di una cena privata con BERGAMO e nello scambio di numerosi favori
    e cortesie (elargizione di biglietti e tessere per le gare dell’Internazionale, di gadget e
    borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese, etc … ) e non meglio precisati
    “regalini”.
    Il consenso preventivo o, comunque, la richiesta di gradimento ad una designazione
    rappresentano un elemento particolarmente rilevante sotto il profilo disciplinare e, in
    proposito, è opportuno rinviare al contenuto della telefonata nel corso della quale
    BERGAMO prospetta la possibilità di indicare, con designazione diretta, trattandosi di gara
    di Coppa Italia, un arbitro da rilanciare e chiede, come detto, un avallo al predetto
    Dirigente. Analogo “accreditamento” il BERGAMO chiede anche al MORATII, all’epoca
    socio di riferimento dell’INTER, pregandolo di salutare l’arbitro prima della gara.
    La posizione di tale società è, d’altra parte, confermata, anche dalla comunicazione
    telefonica intercorsa tra il Presidente dell’A.I.A. Tullio LANESE ed il Presidente dell’lnter,
    Giacinto FACCHETII in data 8.02.2005 – progr. 62981 – in cui il Lanese espressamente
    dice a Facchetti che per il futuro i designatori saranno condizionati dal loro OK.
    Questo Ufficio ritiene parimenti rilevanti le telefonate intercorse fra il FACCHETTI e il
    MAZZEI, il cui contenuto è stato già ampiamente commentato sopra. Invero, di sicura
    rilevanza appaiono le richieste del FACCHETTI di designare determinati guardalinee e la
    conseguenti rassicurazioni del MAZZEI che, in un caso, anticipa i nominativi degli stessi
    all’interlocutore e, nell’altro, addirittura rassicura il predetto, dicendogli che, prima della
    gara, “all’una li vado a salutare e li vedo, ok?”.

    In definitiva, sulla scorta degli elementi probatori analizzati, è emersa l’esistenza di
    una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di
    terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale, instaurati, in particolare e per
    quel che riguarda la società INTERNAZIONALE, fra i designatori arbitrali Paolo
    BERGAMO e Pierluigi PAIRETTO (ma anche, sia pur in forma minore, con altri esponenti
    del settore arbitrale) ed il Presidente dell’INTER, Giacinto FACCHETTI.
    In fatto, appare evidente il pesante condizionamento, operato mediante le condotte
    descritte, sui più delicati meccanismi di funzionamento del settore arbitrale, nei precipui
    aspetti che possono interessare una singola società sportiva, per l’influenza determinante
    e decisiva sul momento culminante dell’attività sportiva, ovvero la disputa della gara
    ufficiale.
    Pertanto, a giudizio di questo Ufficio, le condotte sopra descritte ed emergenti dalle
    conversazioni telefoniche prese in esame, ascrivibili a BERGAMO, PAIREDO, MAZZE I e
    FACCHEDI, integrano evidentemente la violazione dei doveri di lealtà, probità e
    correttezza sanciti dall’art. 1, comma 1, CGS. Ma, al contempo, proprio in considerazione
    delle modalità e delle finalità di tali condotte, in se stesse già rilevanti ex art. 1 cit., si deve
    ritenere che esse costituiscono un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità ed
    indipendenza del settore arbitrale nel suo complesso.
    Invero, dalle modalità e dal contenuto delle telefonate non si può affatto ritenere
    verosimile che le stesse fossero finalizzate a sollecitare l’attenzione dell’arbitro designato
    alla delicatezza della gara, dal momento che, ovviamente, tale profilo è naturalmente
    connaturato alla funzione arbitrale e, pertanto, una ‘particolare attenzione’ richiesta ai
    componenti la terna arbitrale non può che assumere un significato di un trattamento di
    favore, come costantemente affermato nelle decisioni degli Organi della Giustizia sportiva.
    La completezza di analisi richiesta dalla complessità e dalla articolazione della
    vicenda in esame impone di valutare anche un altro profilo emergente dalle dichiarazioni
    rese dall’allora socio di maggioranza della società INTERNAZIONALE e dal contesto
    storico emergente all’epoca dei fatti. Invero, a giudizio della Procura, non può
    assolutamente assumere valenza esimente quanto asserito dal MORADI in ordine alla
    convinzione, quanto meno putativa, formatasi in ambito societario in quel particolare
    periodo di tempo. L’attuale Presidente ha, infatti, dichiarato in sede di audizione che, alla
    luce di molteplici episodi negativi che si erano, a suo avviso, ripetuti nel corso del tempo in
    danno della squadra, era venuto meno la fiducia che i problemi avvertiti si sarebbero potuti
    risolvere in ambito istituzionale.
    Questo Ufficio ritiene in proposito che, anche in forza di tale convinzione, le condotte
    esaminate non si possono assolutamente giudicare scriminate e, a sostegno di tale
    convincimento, va richiamato quanto affermato con le decisioni assunte dagli Organi
    Giudicanti della FIGC nel noto procedimento di cui al deferimento del 23 giugno 2006 nei
    confronti, fra le altre, della società FIORENTINA. Questa società prospettava un
    convincimento analogo, quanto meno sotto il profilo putativo, a quello lamentato dal
    Presidente Moratti ma i Giudicanti non ritennero scriminate le condotte dei relativi Dirigenti
    ma valutarono il predetto elemento solo come parametro di graduazione della gravità del
    fatto e delle conseguenti sanzioni irrogate.
    Pertanto, alla luce delle valutazioni sopra sinteticamente riportate, questo Ufficio
    ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di
    cui all’art. 1, comma 1, CGS, anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6,
    comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in
    favore della società INTERNAZIONALE F.C., mediante il condizionamento del regolare
    fu nzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità
    ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in
    violazione del previgente art. 6, commi 1 e 2, CGS, in vigore all’epoca dei fatti ed oggi
    sostituito dall’art. 7, commi 1 e 2 del CGS.
    Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non
    operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta
    della società INTERNAZIONALE F.C., ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2,
    comma 4, CGS, per quanto ascrivibile al proprio dirigente con legale rappresentanza ed al
    BERGAMO, PAIRETTO e MAZZEI, all’epoca dei fatti, ovviamente, non tesserati per la
    predetta società.”

  7. Per favore ringrazio se evitiamo di andare OT.

  8. Per quanto mi riguarda mi dispiace dirlo ma non ho niente da dire su un articolo incommentabile.

  9. Cinzia, personalmente rispetto e capisco la tua richiesta che ci sta tutta. Quindi, visto che come ho già scritto più volte, dal momento che ci hanno dato la penalizzazione e falsato l’intero campionato e che non ci può essere risarcimento che tenga nemmeno se ci ridanno 80 punti e ci fanno vincere il campionato, accolgo il tuo invito e nei topic in cui si parla di una qualsiasi partita che sia pre, durante e dopo, non commenterò visto che non le guardo dal momento di cui sopra. E questo nemmeno se dovessimo andare in finale di El. Commenterò eventualmente solo topic in cui di parlerà della vergogna (l’ennesima) perpetrata contro la Juventus.

    • Caro Germano, se la Juventus si e resa così attaccabile un motivo ci sarà. La motivazione è radicata in un problema che sta diventando una voragine. D’altronde la CONSOB qualcuno l’ha sguinzagliata, e quel qualcuno che non si è accontentata di 1000 milioni di euro .. non viene da fuori ma ce l’hanno in casa.
      Finché non risolvono “il problema” non si troverà mai Pace. Ho comunque ragione di pensare che molto lentamente e a modo loro .. sarà forse in parte ceduta. Lo dice anche a modo sempre suo il parente che ho intervistato,

  10. BREVE STORIA (inter)TRISTE
    (passata da un amico trovata sul web)

    “Nati nel 1908 da una costola imperfetta del Milan, per cui, secondi -e disonesti- per natura.

    A conferma della loro pochezza, vinsero il loro 1° scudetto truccando lo spareggio finale Pro Vercelli-inter (1910) non accettando la data alternativa proposta dagli avversari, i quali erano già impegnati con la Nazionale. Infaustamente, la (solita) federazione amica appoggiò la scelta nerazzurra che, praticamente, regalò loro il primo titolo…

    Pochi anni dopo “l’onesta vittoria” sono di fatto retrocessi in B arrivando ultimi nel loro girone (1922), ma un loro sodale s’inventò un modo fraudolento per salvarli: giocare dei play-out salvezza ma contro una squadra che non esisteva più (!!!) quindi play-out salvezza mai giocati e “vinti a tavolino” (leggasi il “lodo Colombo”, all’epoca, direttore della Gazzetta dello Sport, nonché noto tifoso nerazzurro).

    Dopo un lungo periodo senza glorie, arrivò la cosiddetta “grande inter” (anni 60’). Grandi furono i successi, ma ahimé grandi furono anche le valigette piene di soldi per corrompere arbitri (leggasi lo scandaloso arbitraggio di Bernd Heynemann per Lyon-inter 1-3, Antonio Lopez Nieto per la finale Lazio-inter del 6 maggio 1998 a Parigi e Gyorgi Vadas -che rifiutò le valiggette- nella semifinale di Coppa Campioni del 1966 contro il real Madrid), così come grandi furono le pillole dopanti nei famosi caffè di Herrera, causa, si teme, di numerose e premature scomparse dei giocatori della “beneamata” di quell’epoca (leggasi sentenza di colpevolezza Mazzola VS Inter FC). Dovevano essere pluri-radiati, ma sono stati graziati dalla prescrizione dei fatti.

    Sempre a proposito dell’onestissima “Grande Dopata”, scusate della “grande inter di Herrera”, guarda caso, in Serie A per ben 99 partite di fila non gli fu fischiato nemmeno 1 rigore contro… Sempre in quegli anni, arrivarono ad intimare gli avversari di turno (il Bologna) minacciandoli in caso di vittoria di avere pesanti conseguenze. Morale: il Bologna vinse, ma di seguito e per vendetta fecero risultare mezza squadra emiliana positiva al doping in modo fraudolento (poi negativi nelle contro analisi). Ma vogliamo dimenticarci del record mondiale di avere 2 rigori a favore nel giro di 2 minuti contro la Fiorentina al Franchi (1960)? Il primo assegnato per una minima tirata di maglia, poi però sbagliato dai nerazzurri. Per compensare, il secondo rigore gli fu regalato immediatamente dopo a gioco fermo per proteste dei giocatori viola… roba mai vista (vedasi arbitro Concetto Lo Bello, servo di Angelo Moratti). Per non parlare della famosa lattina in testa a Boninsegna contro il Borussia Mönchengladbach nel 1971 dopo aver perso sul campo per 7-1 (sette a uno!): gli onesti chiesero ed ottennero la ripetizione della gara, peccato che anni più tardi, a prescrizione dei fatti, gli stessi protagonisti ammisero che fu tutta una messa in scena truffaldina… Poi ci sarebbe la coppa Uefa comperata contro la Roma nel 1991 grazie ad un rigore “regalato” dall’arbitro russo Spirin. Ma che dico “regalato”… gli costò 150.000 dollari, non ci credete? Chiedete ad Ettore Viola, allora dirigente romanista… Facile diventare “grandi” così, vero?

    Dopo 10 lustri per lo più nei bassifondi della classifica, per poter tornare a vincere hanno assoldato la Lega Calcio sponsorizzando l’intera Serie A “TIM” spalleggiati da un loro membro del consiglio d’amministrazione (Tronchetti Provera) il quale all’epoca presiedeva quello della Telecom Italia. Ma anche qui, data la loro pochezza, vinceranno poco seppur avevano sperperato valanghe di soldi per i vari Vampeta e compagnia bella (vedi il 5 maggio… jajajaja!)

    Negli anni 90/inizio 2000 regalavano elettrostimolatori agli arbitri, davano pillole ed iniezioni dopanti ai giocatori (leggere le dichiarazioni dell’ex Georgatos) nonché mettevano in campo giocatori con documenti falsi (Recoba)… dovevano retrocedere, ma sono stati ancora graziati.

    Nel 2005 hanno contraffatto i loro bilanci per ben 158 milioni di euro (auto-vendendosi il proprio marchio) per potersi iscrivere in modo fraudolento al campionato 2005/2006, si, proprio quello dello scudetto di cartone poi avuto a tavolino! Dovevano essere anche qui radiati, ma anche qui sono stati graziati dal solito Guido Rossi, allora al COVISOC, il quale riammise l’inter alla competizione concedendo una decurtazione sulla ricapitalizzazione fittizia del 75% (40 milioni vs 158!)…

    Non soddisfati, hanno pedinato, corrotto ed intercettato illegalmente giocatori, arbitri e designatori (leggasi “scandalo Telecom” con la sospettosa morte -suicida?- di Giuliano Tavaroli, l’allora responsabile della “Tiger Team”, ovvero, l’agenzia che svolgeva le intercettazioni illegali per conto della Telecom Italia capitanata dal sodale Tronchetti Provera a scopo “spionaggio industriale”), per poi insabbiare le prove e puntare il dito verso altre società grazie a giornali e giornalisti prezzolati (farsopoli 2006). Dovevano LORO essere retrocessi (se non radiati), ma sono stati ancora graziati sempre per mano del loro sodale Guido Rossi (sedeva anche lui in consiglio d’amministrazione Telecom e inter), al Colonnello Auricchio (noto “antijuventino” napoletano) e Franco Carraro,l’allora presidente federale con il suo “non vi sono intercettazioni che riguardano l’inter”. Per amor di verità, tali prove prima insabbiate sono più tardi emerse, ahimé e VOLUTAMENTE, a prescrizione avvenuta (leggasi difesa Moggi, Calciopoli-bis, relazione Palazzi 2011).

    Quindi, dopo aver distrutto il calcio Italiano nel 2006, distruggendo i loro avversari e mirando al mero ed esclusivo loro beneficio (temporaneo), hanno aperto un ciclo rubando i nostri scudetti e prendendosi i nostri migliori giocatori (Ibrahimovic e Viera).

    Hanno vinto stabilendo il record mondiale di giocatori in fuorigioco in occasione del gol decisivo per lo scudetto a scapito della Roma (leggasi Siena-Inter 2010, con ben 5 in fuorigioco!). Non sazi, hanno anche derubato TUTTE le partite ad eliminazione diretta nel loro malfamato “rublete” (vedasi https://www.youtube.com/watch?v=DSUms9VuvvQ).

    Ma pur di vincere, sono falliti grazie ad una gestione scellerata e, prima svenduti a personaggi poco raccomandabili (Thoir), poi a società commissariate sull’orlo del fallimento (Suning).

    Hanno pianto al nostro ritorno in Serie A al grido di “vogliamo il VAR”. Hanno avuto il VAR e, pensando di poter “vincere facile”, hanno gridato “non vincerete mai più”. Ma li abbiamo ASFALTATI -come sempre- per ben 10 anni di fila, godendo a più non posso davanti alla loro disperazione.

    Nel 2020, pur non avendo le carte in regola per iscriversi al campionato (ancora una volta… uffa), speravano di riaprire un nuovo ciclo prendendosi -di nuovo!- i nostri pezzi da 90 (Conte e Marotta), ma sono stati sedotti ed abbandonati, rimanendo come loro solito, perdenti ed al limite del fallimento…

    La stagione 2021/22 è stata il coronamento delle loro ruberie “varbitrali”, poi chiaramente “silenziate” dalla solita stampa loro amica. Ma nonostante le tante ruberie, per la nostra gioia, hanno comunque perso -e pianto- vergognosamente ancora una volta…

    In sintesi, da sempre sono stati aiutati e salvati senza vergogna in ogni modo e modalità, per lo più, illecitamente. Pur di farla franca e rincorrere immeritatamente alla vittoria, hanno corrotto, dopato, intercettato, falsificato, insabbiato, accusato, pianto, rubato, contraffatto, mentito, diffamato, ingannato, manipolato e, nonostante tutto ciò, continuano ad autoproclamarsi “onesti”. Per questo, la loro storia da sempre e per sempre avrà una fetente ed indelebile macchia di merda. Altro che smoking bianco…

    ANALA!”

  11. Alessandro Magno

    È un periodo molto difficile per la Juve e anche per la sua tifoseria guardate cosa stanno combinando oggi che stiamo alla vigilia di una partita vitale e questi non fanno arrivare la sentenza con una malafede e un disprezzo proprio per la Juve che non ha limiti. Mi domando con quale pazienza Elkann sopporti ancora tutto questo e non proceda con una richiesta danni a tutto il calcio italiano che li riduca sul lastrico?

    • Stanno tergiversando Ben(hanno capito che questa volta l’hanno fatta grossa),e staranno cercando tra i meandri della loro testa bacata,un modo per fartela pagare……Sarebbe impagabile metterli sul lastrico.

      • Alessandro Magno

        incredibile alla vigilia di una partita vitale si prendono tutto il tempo che vogliono. che schifo

        • E rimandare di nuovo la decisione alla Caf è un ennesimo schifo. Tanto per impedire alla Juve di programmare la prossima stagione. Come fai a trattare acquisti o rinnovi se non sai se il prossimo anno farai le coppe?

  12. Germano

    Sappiamo tutti che da 4 mesi la Juve è sotto la spada di Damocle di una gs iniqua che sta cercando in tutti i modi di disintegrarla. Dopo un filotto consecutivo di vittorie con un dibattimento lampo (perchè non si può neppure parlare di sentenza scaturita da un regolare processo sportivo) hanno pensato bene di azzopparla con 15 punti di penalizzazione per non infastidire napoli e falliti milanesi. In una situazione del genere è inconcepibile che ci siano tifosi che continuano a prendersela con Allegri nel giorno in cui per l’ennesima volta decidono di non decidere sul ricorso presentato dalla Juve, aspettando l’esito della decisiva sfida di ritono per il passaggio alle semifinali di Coppa Uefa.

  13. ASPETTANDO LA SENTENZA
    (dovrebbero pronunciarsi per le ore 19…fonte sky)

    Intanto passiamo il tempo di attesa:

    Il Times: “Angelo Moratti era un imbroglione”

    Angelo Moratti era un imbroglione […].
    Questo è quanto incredibilmente sostenuto sabato dal londinese Times che ha ripreso – nella rubrica di Brian Glanville titolata sulla “storia
    gloriosa ma macchiata” dell’inter – la confessione dell’arbitro ungherese
    Gyorgi Vadas su un tentativo di corruzione da parte di Moratti sr. prima
    della semifinale di Coppa Campioni col Real Madrid del 20 aprile ’66:
    denaro, orologi d’oro ed elettrodomestici in cambio di rigori.
    Il quotidiano scrive dunque che “le vittorie dell’inter degli anni ’60 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un
    ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti:
    Deszo Holti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi”, definito “serpentine”.
    L’inter, si sostiene in maniera molto discutibile, fece offerte per tre anni consecutivi agli arbitri delle semifinali e le prime due volte, nel ’64 e
    ’65, la cosa funzionò, ai danni di Borussia e Liverpool.
    La terza no, perché
    Vadas (le cui rivelazioni furono pubblicate nel libro di un giornalista ungherese), rifiutò una somma con cui avrebbe potuto comprarsi 5 Mercedes:
    10 per un rigore all’ultimo, addirittura 25 per un rigore ai supplementari.
    Il giorno della partita Vadas fu ospite di Moratti nella sua villa e ricevette un orologio d’oro. Moratti promise anche televisori ed elettrodomestici.
    Ma Vadas non aiutò i nerazzurri a rimontare lo 0-1 dell’andata, la gara finì 1-1 e fu la sua ultima apparizione internazionale. L’articolista del Times
    si chiede infine il perché di questo strano debole degli italiani per i
    “condottieri” alla Moratti, citando gli attuali tentativi per ripulire l’immagine di Mussolini.
    […]

  14. È snervante, ma qualcuno pare abbia detto che la sentenza arriverà intorno alle 19,00.
    Io non mi aspetto niente di buono e forse sarebbe il caso di affilare le armi perché se è vero che è sempre meglio un triste accordo ad una causa vinta, in questo caso, così come nel 2006, non ci sarà un triste accordo, questi deficienti di politici della federazione vogliono una nuova farsopoli, ma questa volta avranno veramente uno tsunami di danni da dover pagare se continuano a danneggiare la Juve

  15. Dunque ricapitolando, Palazzi così scrive della ex dirigenza interista nella sua relazione:
    1) Condizionamento del settore arbitrale.
    2) Frequenza dei contatti e consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti.
    3) Rilevanza, incidenza e portata di tali rapporti rese evidenti dal contenuto degli stessi, valutate alla luce di un parametro interpretativo ASSOLUTAMENTE OBIETTIVO, rappresentato dal ruolo e dalla posizione di preminenza istituzionale ricoperta da ciascuno dei soggetti sopra indicati.
    4) Portata decisiva delle conversazioni citate intervenute spesso in prossimità delle gare che doveva disputare l’INTER e che oggetto delle stesse erano proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra, con il Presidente FACCHETII che si poneva quale interlocutore privilegiato nei confronti dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la propria squadra.
    5) Di condotte sopra descritte ed emergenti dalle conversazioni telefoniche prese in esame, ascrivibili a BERGAMO, PAIRETTO, MAZZEI e FACCHETTI, che integrano evidentemente la violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza sanciti dall’art. 1, comma 1, CGS, ma, al contempo, proprio in considerazione delle modalità e delle finalità di tali condotte, in se stesse già rilevanti ex art. 1 cit., da ritenere che costituiscono un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità ed indipendenza del settore arbitrale nel suo complesso.
    6) Che pertanto, alla luce delle valutazioni sopra sinteticamente riportate, condotte ritenute tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS, anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società INTERNAZIONALE F.C., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in violazione del previgente art. 6, commi 1 e 2, CGS, in vigore all’epoca dei fatti ed oggi sostituito dall’art. 7, commi 1 e 2 del CGS.

    Solo iP.oK.riti e intellettualmente disonesti possono dunque pensare e scrivere di differenti valutazioni fra i comportamenti di Moggi e quelli di Facchetti e solo costoro possono legittimare le “sentenze” di un processo farsa scaturite da indagini condotte a senso unico, come tali perciò ingiuste ed eticamente inaccettabili.

  16. 75
    61
    59

  17. Ricorso accolto,con rinvio,almeno i 15 punti li hanno restituiti….vedremo..

  18. JUVENTINOVERO

    Annullamento con rinvio.
    Tornano i punti ma la porcata salva capre e cavoli è servita.

    Il Collegio di Garanzia a Sezioni Unite, con riferimento al ricorso presentato dalla società F.C. Juventus S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Procura Federale FIGC avverso la decisione della Corte Federale di Appello presso la FIGC, Sezioni Unite, n. 0063/CFA-2022-2023, emessa in data 20 gennaio 2023 e depositata in data 30 gennaio 2023, nell’ambito del procedimento Prot. 15097/233pf21-22/GC/GR/blp e n. 0077/CFA/2022-2023, nei confronti del Sig. Fabio Paratici e altri, all’esito del procedimento di revocazione ex art. 63 CGS FIGC, che ha dichiarato ammissibile il ricorso per revocazione e, pertanto, ha revocato la propria pronunzia n. 0089/CFA/2021-2022 del 27 maggio 2022 e, per l’effetto, nel respingere i reclami incidentali, ha accolto parzialmente il reclamo della Procura Federale FIGC avverso la decisione n. 0128/TFN/2021-2022 – Sezione Disciplinare – del 22 aprile 2022 ed ha irrogato, in parte qua, nei confronti della ricorrente F.C. Juventus S.p.A., la sanzione della penalizzazione di 15 punti in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva,

    nonché con riferimento ai ricorsi presentati, rispettivamente, da Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli – Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Enrico Vellano, Maurizio Arrivabene avverso la medesima sentenza della Corte Federale d’Appello presso la FIGC in relazione alle sanzioni agli stessi irrogate,

    ha assunto la seguente determinazione:

    HA DICHIARATO L’INAMMISSIBILITA’ dell’atto di “intervento ad adiuvandum”, depositato, in relazione al ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 13/2023, in data 28 febbraio 2023, dal sig. Cosimo Pulpito, in proprio, in qualità di tesserato tifoso “Membership” della F.C. Juventus S.p.A. nonché in qualità di Presidente dell’Associazione “Juventus Club Taranto Gigi Buffon”, e, altresì, dell’atto “di intervento ad opponendum”, depositato, in relazione al ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 13/2023, in data 31 marzo), dall’Associazione Club Napoli Maradona “L’Avvocato del D10S” e dal Codacons.

    Riuniti i ricorsi per connessione oggettiva e soggettiva;

    HA RIGETTATO i ricorsi iscritti al R.G. n. 14/2023 (Agnelli/FIGC e altri), al R.G. n. 15/2023 (Paratici/FIGC e altri), al R.G. n. 16/2023 (Cherubini/FIGC e altri) e al R.G. n. 19/2023 (Arrivabene/FIGC e altri);

    HA ACCOLTO i ricorsi iscritti al R.G. n. 17/2023 (Vellano/FIGC e altri), al R.G. n. 18/2023 (Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli – Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio /FIGC e altri) e al R.G. n. 13/2023 (Juventus/FIGC e altri), nei termini e nei limiti di cui in motivazione, e HA RINVIATO rinvia alla Corte Federale di Appello perché, in diversa composizione, rinnovi la sua valutazione, in particolare, in ordine alla determinazione dell’apporto causale dei singoli amministratori, fornendone adeguata motivazione e traendone le eventuali conseguenze anche in ordine alla sanzione irrogata a carico della società Juventus F.C. S.p.A.

  19. Alessandro Magno

    hanno rinviato di decidere come al solito i soliti conigli

    • Come già scritto hanno deciso di non decidere, riservandosi la possibilità di fare prossimamente altre entrate a gamba tesa.

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