La Juve si è già abbassata?

  1. @luca967

    Il player trading cresciuto di pari passo col fatturato fino al 2017 ha garantito stabilità economica ai bilanci e crescita finanziaria, ma nel seguito non è risuscito a dare continuità al progetto tecnico, primo fra tutti per l’impossibilità di garantire salari a livello dei grandi club europei, soprattutto di quelli inglesi e spagnoli, con i primi causa la spaventosa differenza che c’è tra i ricavi dei diritti tv tra serie A e premier, con quelli spagnoli invece per le agevolazioni fiscali, basti pensare come esempio al Real Madrid che con i ricavi sopra i 670 milioni sia nel 2016/17 che nel 2017/18 aveva costi della rosa solo del 45% di quanto incassato. L’alternativa per la Juve sarebbe stata quella di abbassare i costi e quindi vedersi giocoforza soffiare i migliori giocatori per l’impossibilità di garantire salari a livello dei suddetti club, cosa he come ovvio avrebbe portato oltre all’aumento del gap economico anche di quello tecnico. A questo va aggiunto che, anno per anno, andavano individuati i giocatori da mettere sul mercato per alimentare i ricavi strutturali (così vengono chiamati quelli da player trading) da reinvestire per mantenere competitiva la rosa, ma non sempre i piani di vendita (per vari motivi fra i quali anche ingaggi troppo elevati) sono coincisi con le richieste del mercato (come era successo per esempio qualche anno prima con Pogba e Vidal) e allora hanno cercato di ovviare aumpliando il numero dei giocatori a disposizione per un cambio di strategia in corso d’opera, con l’uso del player trading che è diventato il cardine di un presunto processo virtuoso, durato però fino a quando (come giustamente sottolinei) questo tipo di gestione ha mantenuto sotto controllo l’equilibrio fra l’età media e il valore tecnico complessivo della rosa, che attualmente (parole di Moggi) non vale più del 4° posto.

    P.S.: Quanto a Marotta, dopo l’addio di Conte avrebbe voluto Allegri all’inter ammettendo di aver avuto contatti con lui: “Abbiamo avuto contatti con Allegri, quando era libero rappresentava un profilo interessante”, ha dichiarato allora (poi scelsero un altro aziendalista come Inzaghi), segno di una sintonia di pensiero fra i due, anche sulla questione plusvalenze a cui la beneamata ha fatto ricorso per decenni per sistemare i suoi bilanci disastrati.

    • Vero,

      lo spiegò molto bene Andrea Agnelli in un intervista a Sky.

      Volevano arrivare a competere con i grandi club e questo era possibile solo agendo sul mercato in un certo modo.

      E ci erano quasi riusciti, arrivando a superare i 600 mln di fatturato.

      Il muro contro il quale andammo a sbattere però fu il Covid.

      Ma non solo, il problema di tale pratica si chiama Fair play finanziario.

      A ben vedere quella che sembra una regola per mettere tutti i club sullo stesso piano è in realtà una regola che impedisce ai club di crescere e li relega nel proprio mercato senza dare la possibilità di uscirne

      Infatti con il fpf, nessun imprenditore può investire il doppio od il triplo di quanto ricava il club per poter così, entrare in nuovi mercati allargando il proprio bacino d’utenza.

      Lo ha fatto il PSG ma con pratiche di sponsorizzazioni diciamo “esotiche”.

      In pratica l’unico modo per un club italiano di competere con le inglesi resta quello di far crescere l’intero movimento chiamato serie A.

      Ne vogliamo parlare?

      Cosa che ha escluso dal calcio di vertice club con un glorioso passato ed un enorme seguito, proprio per i bassi fatturati garantiti dal proprio campionato di appartenenza.

      Ed ecco che se da un lato squadre come l’Atalanta o il Siviglia sfruttano il traino del proprio campionato per entrare in CL dall’altro squadre come la Stella Rossa, l’Ajax o l’Olimpiakos sono praticamente uscite dai radar.

      In questo scenario il player trading, pare essere la soluzione, ma non lo è.

      L’unica soluzione è la European Superleague, su modello NBA, ad inviti secondo il bacino d’utenza, o seguito di tifosi.

      Anche quì Agnelli fu chiarissimo, la Superlega è un grido di allarme.

      Non perchè la Juve sarebbe fallita, figuriamoci, ma perchè i club come Juve, Inter e Milan sarebbero spariti dal calcio che conta.

      E così è stato.

      La finale dell’Inter è stato un evento non programmato, come la semifinale dell’Ajax di qualche anno fa.

      La realtà ci racconta di un calcio italiano del quale la Juve fa parte, relegato a metà classifica con zero possibilità di crescita.

      Facile dire oggi copiamo il modello inglese.

      Purtroppo certe scelte andavano fatte prima, perchè dal 2006, la forbice dei guadagni si è allargata sempre più tra Premier e gli altri campionati.

      Ed oggi chi investe nel calcio, sponsor, ma anche solo appassionati con gli abbonamenti, investono in Premier non certo negli altri campionati.

      A quanto pare però la soluzione pare dietro l’angolo, si chiama A22 non resta che aspettare.

      Sull’oggi che dire, la Juve si sta muovando bene, sta ricostruendo, servono però un allenatore diverso, che abbia capacità e voglia di lavorare con i giovani.

      Serve una figura in società come il nostro Alex, che abbia la capacità dare una voce autorevole alla società, sia nei confronti del pubblico e della federazione, sia e soprattutto, con i giocatori.

      Su Marotta,

      è curioso vedere come Inter e Milan fuori dalle coppe e praticamente fallite per i debiti fatti da Moratti e Berlusconi abbiano scelto strade diverse, opposte, ottenendo risultati identici sul campo ma opposti dal punto di vista finanziario.

      Oggi il Milan dei giovani e del risanamento si ritrova con uno scudetto ed il bilancio in positivo.

      Oggi l’Inter di Marotta, e delle plusvalenze, si ritrova con uno scudetto, ed il bilancio disastroso, sull’orlo del fallimento.

  2. Ben hai fatto bene a riproporre la tua chiacchierata con Mirko, io me l’ero persa ed ho avuto modo di ascoltarvi, ma non è che dandovi di gomito su alcune vostre opinioni riuscite poi a uniformare il pensiero anche di chi la pensa in modo differente.
    Ognuno di noi porta quassù le sue competenze ed esperienze ed ognuno ha il diritto di poter dire la sua e magari anche sbagliare.
    Io non odio Allegri ad esempio e come hai pure ribadito tu, sarebbe stato fuori logica licenziarlo dopo Cardiff per iniziare un nuovo ciclo.
    Ricordo perfettamente che Conte lasció la Juve nel bel mezzo del suo ciclo voncente proprio perché non ci credeva più nel suo gruppo e perché credeva di essere arrivato al capolinea. Lo abbiamo tutti criticato, ma con il senno di poi, chi non ha mai peccato scagli la prima pietra, diceva Qualcuno.
    Io non sono d’accordo quando asserite tu e Mirko che tolto Chiesa, il resto è poca cosa ad esempio. Ma lo avete visto con chi fa legna Gasperini, ad esempio? O anche il Milan o il Napoli ( cui ho parlato per almeno un paio di post ultimamente).
    Se corri bene corri pure meglio ed anche di meno degli avversari perché hai pure il pallino del gioco e costringi gli avversari a doverti inseguire.
    Poi do gioco moderno o antico me ne frega poco, quello che conta per me è sempre la vittoria, ma almeno cerca di arrivarci, non mi piacciono gli alibi, di qualunque specie siano.
    Sugli arbitraggi scandalosi sono in piena sintonia e, diró di più, vedrete che Rabiot in diffida beccherà al primo contatto con un calciatore del Torino un ammonizione “ strategica” per farlo fiori dalla partita di Milano. Non è la prima volta che accade, io ricordo anche di peggio con Moggi che ancora recrimina ad esempio, ma quel tipo era troppo “ potente” da farsi saper sentire e non si faceva passare tutto sotto il naso come oggi questi smidollati di dirigenti che patteggiano invece di portare questa derelitta fgci in tribunale per farsi pagare i danni subiti.

    • Ai tempi di Moggi non c’era il Var ma c’erano le tv con le prove televisive da portare ai giudici sportivi per le squalifiche pilotate e ricorderai sicuramente quella di Ibrahimovic prima del decisivo scontro al vertice fra Milan e Juventus del 2005, ma e senza pensar male, come dissero al processo di Napoli in tutto questo il Milan non c’entrava perchè “il Milan non aveva le televisioni”.
      Ma come ti disse in questo post tempo fa Massimo che molto tempo fa (fine anni ’60) incontrò dopo un Varese-Juve il compianto Armando Picchi):”Tempo al tempo”.

      “Massimo 7 Marzo 2021 @20:35
      Antony
      […]
      scoprirò sicuramente anche l’autore di questo gioco… Tempo al tempo.”

      • P.S.: Sono passati 2 anni e mezzo ma non l’ha ancora scoperto, anche se noi juventini sappiamo chi è stato.

        • Va detto anche che andrebbe fatta attenzione a comportamenti che nei social network utilizzano informazioni personali illecitamente ottenute per diffamare o minacciare, potrebbero configurare il reato di furto d’identità digitale punito dal Codice Penale.

    • alessandro magno

      Antonio io e mirko spesso vediamo le cose allo stesso modo ma non ci mettiamo d’accordo.
      Gasperini fa legna con quello che ha ma fino ad ora non ha vinto nemmeno una coppa Italia è quello che vogliamo? io non credo. Non è la stessa cosa allenare l’Atalanta e la Juventus l’Atalanta non si è qualificata alla champions League non è un problema per loro va bene così per noi è una tragedia invece.
      Napoli e MIlan personalmente ritengo insieme all’Inter le loro rose superiori alla nostra. Parere mio.

      • alessandro magno

        credo che questo sia uno dei blog dove si può maggiormente avere posizioni differenti infatti la diatriba allegri in allegri out va avanti da tempo e nessuno ha mai detto a qualche utente di non scrivere come la pensa. Mi sembra sia ampiamente e unanimamente riconosicuto da tutti questo.
        non pretendiate solo da me che stia zitto nel mio blog perchè mi pare sacrosanto che possa per lo meno dire la mia in casa mia . almeno

        • La pluralità di opinioni è sempre stata gradita da tutti, Ben . Non ti ho ho mai fatto una polemica su questo e guai, dico guai se tu non dovessi intervenire nel proporre le tue sensazioni, non sarebbe un blog, sennó.
          Il fatto che tu abbia sintonia di idee con Mirko era un appunto per non farti irrigidire, tutto qua. Il mondo continua a girare e si evolve, non possiamo rimanere ancorati al passato.
          Io non sono per un Allegri aut, se vince non solo mi sta bene, ma lo terrei in eterno alla Fergusson, ma proprio perché la Juve non è appunto l’Atalanta che si deve accontentare di essere la sorpresa della serie A, ha un obbligo, quello di essere ai vertici.
          Come vedi le nostre opinioni alla fine collimano

  3. L’APACHE ALLE IDI DI MARZO del 2015

    Borussia Dortmund 0
    Juventus 3

    4-10-23
    Borussia Dortmund 0
    Milan 0

    La Juve vinse anche a Torino
    Vediamo a Milano che succederà.

  4. @luca967 (e per chiunque volesse dire la sua sul tema)

    C’è da dire che il Covid-19 dal 2020 ha pesantemente inciso sulla crescita dei costi operativi e sulla diminuzione dei ricavi legati alle presenze allo stadio e quelli da player trading di quasi tutti i club europei, con la maggior parte di essi che ha registrato perdite rilevanti negli esercizi successivi, esclusi il Bayern Monaco che seppur con un leggero calo dei ricavi è stato l’unico club a chiudere in utile e il Manchester City che ha registrato i ricavi più alti, 664 milioni di euro, addirittura superiore a quello prima della pamdemia, ma in questo caso è noto come i 115 capi d’accusa che la Premier League avrebbe rilevato nei suoi conti dal 2011 al 2019, a differenza di altri club europei penalizzati, non si siano tramutati in nessuna squalifica nonostante le sponsorizzazioni fittizie per aggirare appunto le norme del FPF.

    In Italia negli ultimi 20 anni non solo la Juventus ma diverse società calcistiche sempre più frequentemente hanno fatto ricorso alle plusvalenze capitalizzandole a bilancio per abbattere (come fai notare) la mole di debiti di inter e milan, messe fuori dalle coppe europee per anni, con l’inter ad esempio, che ha visto ridotto del 12% il valore della propria rosa a causa della scarsa disponibilità economica sul mercato, che ha deprezzato il player trading e che sia pure con i ricavi totali in crescita, hanno fatto registrare nel 2022 una perdita netta di 245,6 milioni di euro, la più alta mai registrata da una squadra di calcio italiana.

    Il tutto che va sotto il nome di “doping amministrativo” dopo il boom dei primi anni 2000 è ora nuovamente alla ribalta, a dimostrarlo sono i record di plusvalenze registrate negli ultimi anni dalle società di Serie, società professionistiche che hanno l’obbligo di redigere bilanci d’esercizio nel rispetto delle disposizioni civilistiche e dei principi contabili nazionali emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), nonchè per le società quotate (come Juventus S.p.A.), dei principi contabili internazionali I.A.S./I.F.R.S. Per tutte la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), attraverso le proprie Norme Organizzative Interne (NOIF), ha delegato il controllo di comunicazioni sociali ed eventuali condotte ingannatorie “sull’equilibrio economico-finanziario delle società di calcio professionistiche e sul rispetto dei principi di corretta gestione” alla Commissione di Vigilanza sulle Società di calcio professionistiche alla COVISOC, inter->amente, non solo per una.

    “Lo sconvolgimento causato dalla pandemia di COVID-19 nel calcio è chiaramente dimostrato dalle
    ingenti perdite – una perdita netta complessiva di quasi mezzo miliardo di euro – registrate dalle
    otto squadre campioni delle più importanti divisioni europee prese in considerazione nella nostra
    analisi. Mentre da un lato la riapertura degli stadi e alcuni importanti accordi commerciali firmati di
    recente possono portare un po’ di ottimismo per la stagione attuale e quelle future, dall’altro la
    pandemia ha amplificato i problemi di sostenibilità finanziaria e la fragilità dell’ecosistema calcistico nel suo complesso. Anche per questo si è giunti all’iniziativa della Super League europea. Il progetto è stato presto interrotto, ma le preoccupazioni emerse sono ancora sul tavolo, comprese le riforme tanto necessarie per quanto riguarda i calendari delle competizioni, le misure di controllo dei costi, le modifiche al sistema economico e la governance delle competizioni europee o il tema dei
    trasferimenti dei calciatori”. (fonte: Andrea Sartori – Global Head of Sports di KPMG)

    • Quello che succedeva in Italia ai tempi della pandemia lo spiegava molto chiaramente Tony Damascelli

      “Il rinvio di inter-Sassuolo è una notizia in linea con la situazione grave ma niente affatto seria del nostro calcio – scrive il giornalista -.
      Il fallimento delle squadre italiane in champions league diventa un colpo di fortuna, perché meglio è non esportare il prodotto made in Italy che è ormai contraffatto.
      È contraffatto il campionato, è contraffatto il protocollo della federcalcio, è contraffatta la battaglia per i diritti tivvù, è contraffatto il Var.
      L’inter si risveglia con quattro positivi dopo il tampone, altri nerazzurri sembrano a rischio, il virus è definito, a termini di protocollo si potrebbe giocare ma Frattini e la sua orchestra, dunque il Coni, hanno fatto giurisprudenza affrontando, si fa per dire, il caso Juventus-Napoli.
      Dunque le aziende sanitarie locali hanno preso la prevalenza e spiazzano continuamente la Lega dei professionisti. (…). Che il campionato risulti falsato, nel suo regolare sviluppo, è evidente anche a chi provenga dalle isole Far Oer, per la prima volta nella storia verrà giocata nel girone di ritorno una partita del girone di andata, trattasi di Juventus-Napoli che non ha nulla di letterario come il rigore più lungo del mondo di Osvaldo Soriano, invece è un cinepanettone (qualunque riferimento ad Aurelio de Laurentiis è puramente casuale). Si prosegue già stasera(ieri sera per chi leggesse solo ora l’articolo) con Parma-Genoa, sfida per salvarsi.
      Visto il panorama, salvarsi da che cosa?”.

      Il famoso protocollo andato a donne di facili costumi.

  5. ADANI NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

    Più di qualcuno di quelli che segue le puttanate che dice Adani si sta ammalando gravemente sul come inter-pretare una partita.

    Ieri sera ho visto 70% possesso palla PSG ne fa uno e ne prende quattro.

    • alessandro magno

      Hi visto uyno spezzone di Adani in cui ci fa piccoli piccoli per aver perso contro il Sassuolo e dice che il Sassuolo in fondo è una squadra mediocre e la settimana dopo che batte l’inter lui stesso affermare che il Sassuolo è una signora squadra. Insomma la coerenza di chi vuol indirizzre il pensiero della gente a second adelle sue preferenze. Ha detto bene Gigi Cagno che lo ha allenato e ha detto che non era cosi preparato

      • Veramente Adani è stato duramente criticato anche da De Paola che di solito non è che sia tenero con Allegri. Ma non è il pensiero di Adani ad essere messo in discussione xchè lui la pensa così anche se io non lo condivido. È il modo di esprimerlo che è offensivo: a volte molto offensivo.

  6. QUANDO ANDREA AGNELLI E CEFERIN

    Andrea Agnelli torna a parlare della crisi del calcio e della riforma delle competizioni europee lanciando un monito molto chiaro: “C’è del potenziale per un futuro luminoso – ha detto il presidente della Juve all’assemblea generale dell’Eca -. È nostro dovere intercettare un cambiamento, altrimenti il rischio è quello di implodere. Il sistema attuale non è fatto per i tifosi moderni. Ci sono molte partite non competitive e questo non cattura l’interesse dei tifosi. Non possono essere dati per scontati, noi dobbiamo offrire loro la miglior competizione possibile, altrimenti rischiamo di perderli”.
    Per quanto riguarda la fase attuale che sta attraversando il calcio a livello globale, Agnelli ha descritto un panorama a tinte fosche: “Non abbiamo ancora i tifosi negli stadi e i giocatori sono spinti oltre i loro limiti fisici, visto che sono costretti a giocare in un calendario molto congestionato – ha spiegato -. Le perdite sono state attorno ai 6,5 miliardi, 8,5 miliardi nelle due stagioni. Circa 360 club di prima divisione hanno bisogno di soldi per una somma attorno ai 6 miliardi.
    I top 20 club, per quanto riguarda il reddito, hanno fronteggiato una perdita di 1.1 miliardi nella stagione 2019/20. Questa crisi grava sulle spalle di tutti. Negli ultimi mesi si è palesato un interesse da alcuni grandi soggetti a livello finanziario sul calcio, basti pensare a cosa sta tuttora succedendo in Italia con la trattativa con i fondi.
    Ma penso anche a tante altre situazioni, a partire dalle fughe di notizie sull’interesse di JP Morgan nella Superlega. Questi soggetti non sono interessati alla solidarietà, ma ai ritorni dagli investimenti. Se cambiamo, possiamo guardare a questi investimenti.
    Calcio, economia e politica sono al bivio. Dobbiamo intercettare queste possibilità e agire, altrimenti rischiamo di implodere”.

    Al fianco delle questioni puramente economiche, ci sono quelle di carattere sportivo: “Dobbiamo mettere i tifosi al centro, perché il sistema attuale non è fatto per i tifosi moderni. Le ricerche dicono che almeno un terzo di loro seguono almeno due squadre; il 10% segue i giocatori, non i club, e questo è molto diverso rispetto a qualche anno fa.
    Due terzi di loro seguono le gare perché attratti dai grandi eventi. Ci sono molte partite che sono non competitive nei campionati e questo non cattura l’interesse dei tifosi. I tifosi non possono essere dati per scontati e noi dobbiamo offrire loro la miglior competizione possibile, altrimenti rischiamo di perderli.
    Voglio ringraziare il presidente Uefa, Ceferin, per le nostre discussioni e i quasi litigi che abbiamo avuto, ma che sono stati produttivi. Oggi avremo una presentazione sui format per le competizioni internazionali dal 2024 in poi: il famoso sistema svizzero (con un unico raggruppamento da 36 squadre, ndr). Dobbiamo pensare non a interessi particolari, ma collettivi. Voglio citare Mario Draghi: ‘Se non ci muoviamo, rimarremo soli nella illusione di quello che siamo, nell’oblio di quel che siamo stati e nella negazione di quel che potremmo essere’.”

    Aggiungo io, forse non immaginava quello che andava “preparando” il clan del var.
    Anche questo ha fatto allontanare i tifosi dal calcio perché molte volte rimaneva strozzato in gola il grido GOAL.

  7. Antonio, perdonami, prima scrivi della Dea, poi del Milan e del Napoli.

    Con chi fa legna Gasperini, il Napoli o il Milan…
    A parte che le tre squadre da te citate hanno il centrocampo superiore al nostro, almeno fino a questo momento poi se si mettessero a studiare (ecco studiare, credo tocchi più ai giocatori studiare non a chi siede in cattedra) forse tutto può cambiare.

    E poi se come dici tu quelli del Milan non valgono niente perché allora hai paura che Rabiot per un giallo contro il Toro non potrebbe essere della partita contro il Milan?
    Quelli so scarsi e ce li mangiamo come fossero noccioline.

    • PS
      L’Atalanta sta vincendo 2-0 contro lo Sporting…a proposito di legna.

      • Spero di poter chiarire meglio il mio pensiero. So bene che tu come Ben dite che la juve non ha calciatori da Juve e che quindi Allegri sta facendo anche più di quanto potrebbe per poter stare a galla.
        Non mi trova d’accordo il parametro stipendi che corrisponde al valore del parco calciatori .
        È pur vero che Giuntoli stia lavorando per riportarli ad un ridimensionamento ma la Juve oggi ha ancora un incidenza di fatturato che riguarda il capitale calciatori più alto di tutte le altre squadre d’Italia e tra le più alte d’Europa ( tranne le 2 spagnole le 5/6 inglesi ed il psg delle figurine panini).
        Se non fanno più di 2-3 passaggi prima di sbagliare il controllo o la direzione da dare al pallone pensi sia un loro deficit?
        No, caro amico non è così perché come dici tu il Napoli ( non ti faccio i nomi perché non me li ricordo neppure per quanto siano semi sconosciuti ed acquistati x un tozzo di pane) ci fa a pezzi a centrocampo ed il Milan, idem con patate.
        Proprio la settimana scorsa abbiamo affrontato la dea che costruisce squadre ogni anno grazie alle corpose vendite di “ rape”. Dimmi tu quale calciatore fuori dall’atalanta si è poi confermato “ forte” negli ultimi 5/6 anni.
        Io come sai sto vedendo passare molte squadre che affrontano la mia piccolissima provinciale Lecce e riesco a valorizzare con più criterio perché vedo le vere forze in campo chi è meglio messo in campo ed il valore tecnico dei calciatori . Ti posso assicurare che la Juve ha giocatori fortissimi che sono messi malissimo in campo per poter meglio potersi esprimere. Sono lenti e per avere possesso palla giocano con il portiere, o sono solo io che vedo questo?
        Azz, capisco la tua difesa a prescindere dell’allenatore perché la forza di una società significa pure compattezza con tutti i suoi membri, ma non possiamo chiudere gli occhi e dire va tutto bene anche quando non va come vorremmo.

        • Anto, ariscusa, ma è quello che dico io: in questo momento Napoli e Milan ci massacrano perché i loro giocatori sono più bravi dei nostri…lassa perde quello che prendono di stipendio i nostri è stato fatto un errore dalla stipula dei loro contratti e anche per questo gli Alex Sandro sono ancora qui.

          Questa è la Juve…
          “Si sta, come d’autunno, sugli alberi…le foglie”.
          (Ungaretti Giuseppe)

  8. RICORDIAMO PER NON DIMENTICARE

    Stefano Palazzi il Procuratore della FIGC in Calciopoli.

    …“Pertanto, alla luce delle valutazioni sopra sinteticamente riportate, questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS, anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società internazionale F.C., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in violazione del previgente art. 6, commi 1 e 2, CGS, in vigore all’epoca dei fatti ed oggi sostituito dall’art. 7, commi 1 e 2 del CGS.”

    In buona sostanza Palazzi ci dice che la Società internazionale FC si è resa responsabile di aver tenuto un comportamento in tutto e per tutto assimilabile alla frode sportiva ed il fatto che il Procuratore Palazzi l’abbia messo nero su bianco dà un senso alla sua funzione ed alla sua analisi giuridica che non assolve anzi condanna pesantemente l’inter.
    Ma questa accusa, che Palazzi non può e non vuole nascondere, non è gradita al “sistema”, quello stesso “sistema” che l’ha nominato Procuratore Federale, quello stesso “sistema” che gli “regala” fama e potere; ed allora lo stesso Palazzi scende ad un compromesso pesante, pesantissimo: aspettare i termini di prescrizione per disinnescare il j’accuse nei confronti dell’inter.

    Dopo sei anni che la Juve ininterrottamente continua a vincere hanno voluto mettere il VAR, guarda caso per prova, e alla luce del giorno e cioè agli occhi di tutti, chi prendono per cavia ?

    La Juve nonostante il var e le modifiche di anno in anno per altri tre anni continua con le vittorie.
    Alla fine Covid-19 e plusvalenze inventate da giudici tifosi e odiatori la fanno letteralmente fuori.

    Mi auguro che i vermi abbiano fatto il loro dovere.

  9. SKY SPORT
    (Paolo Aghemo)

    Giraudo al Tar a marzo del 2024: l’ex ad della Juventus può smontare Giustizia Sportiva
    IL CASO
    05 ott 2023 – 21:01
    Paolo Aghemo

    Un potenziale terremoto potrebbe scuotere la Giustizia sportiva. Il 12 marzo 2024 il Tar tratterà davanti a una sezione specializzata in diritto comunitario la questione sollevata dall’ex ad della Juventus Antonio Giraudo che, attraverso gli avvocati Jean-Louis Dupont e Amedeo Rosboch, aveva chiesto in via pregiudiziale che il tribunale amministrativo di Roma rimettesse alla Corte di Giustizia UE la questione di incompatibilità della legge 280/2003 rispetto ai principi del diritto comunitario

    La causa intentata da Giraudo ha come obiettivo quello di vedere riconosciuti “i gravissimi danni e pregiudizi subiti dal dottor Antonio Giraudo – come si leggeva nel comunicato diffuso dai legali – a causa delle disposizioni della legge 280/2003 (“Legge che disciplina la giustizia sportiva”) la quale, nonostante il palese contrasto con i principi del diritto europeo, rimane tuttora vigente nel nostro ordinamento. Una legge che conferisce un monopolio disciplinare alle federazioni sportive – continuava il comunicato – e impedisce al TAR o altro Giudice di annullare o riformare le decisioni delle federazioni, violando così il principio generale di diritto UE della “tutela giurisdizionale effettiva”. Poco meno di due anni fa la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva considerato ammissibile il ricorso che l’ex dirigente della Juventus aveva presentato nel marzo del 2020, dato da non sottovalutare perché circa il 90 per cento delle richieste vengono respinte dalla CEDU. Ora c’è una data quella del 12 marzo 2024 appunto nella quale il Tar discuterà la questione. Un fatto che apparentemente va dalla parte di Giraudo, il quale va ricordato è stato radiato (dunque fine pena mai, sportivamente parlando) dalla Figc dal giugno del 2011. Il punto di grande interesse non riguarda solo la vicenda Giraudo e la vicenda Calciopoli, ma tutta la questione del “giusto processo”, potremmo definirlo così, relativa alla Giustizia sportiva, che ovviamente riguarda anche altri fatti più recenti e che verranno trattati dalla stessa sezione del TAR.

  10. Gioele
    Forse tu dimentichi un certo Raffaele (ricoverato) che poi voleva incontrarmi al Circeo…conoscendo nome e cognome del sottoscritto.

    • Barone50,
      a chi ha occhi per intendere ribadisco che si tratta di comportamenti che utilizzando nei social network informazioni personali illecitamente ottenute per diffamare o minacciare, potrebbero configurare il reato di furto d’identità digitale punito dal Codice Penale.

      • Preferirei più un vis a vis per potergli sussurrare qualcosa di buono all’orecchio.

        • “L’ascrivibilità del fatto deve essere ricostruita in base alle comuni regole del concorso nel reato, oltre che per attribuzione diretta, qualora l’autore dello scritto denigratorio pubblicato sul blog sia il medesimo gestore.”

  11. L’IMBOSCATA
    (da un pezzo di Andrea Bosco)

    […]”Da alcune stagioni, giocare con quella maglia non è più un peso (come dovrebbe, per il carico di responsabilità che quella maglia comporta), ma soprattutto non è più un privilegio. Vedi giocare la Juventus e inevitabilmente maledici Max Allegri. Ma poi visto che qualche calcio al pallone lo hai dato e in qualche spogliatoio sei stato, sai che sono sempre quelli che vanno in campo a fare la differenza. Almeno dovrebbero. Ma non è così. E non solo per inadeguatezza tecnica.

    Ci sta di essere più scarsi dell’avversario. Se un Fagioli o un Miretti dovessero mai incrociare un Bellingham verrebbero asfaltati. Ma se il talentuoso centrocampista del Real Madrid (che avrebbe potuto vestire la maglia della Juventus) venisse catapultato negli anni Settanta a vedersela con Beppe Furino, passerebbe una serata di sofferenza. Per rivedere la Juventus (o almeno qualche di simile) serve che la Juventus ritrovi la propria identità. La propria ragione di esistere: quella di essere speciale. E non perché speciale, significhi essere la più forte. Speciale significa essere diversa. Nella proprietà, nella dirigenza, nell’allenatore, nei giocatori. Speciale significa magari rinunciare a qualche copeco evitando di abiurare alla tradizione.

    La Juventus è diversa. Non ha il nome della città dove è stata fondata su una panchina da dei ginnasiali. Juventus significa: giovinezza. E la Juventus per oltre cento anni lo è stata. Oggi ha cicatrici e rughe. Ma non sarà qualche puntura di botulino a rimetterla in forma. La Juventus tornerà ad essere la Juventus solo se tornerà ad avere la capacità di soffrire. Se si farà dare i voti. Anzi, se li pretenderà. Se la smetterà di patteggiare. Meglio assumersi le proprie responsabilità. Sia che ti chiami Juventus, sia che ti chiami Pogba. Basta ascoltare i consigli di chi ipotizza “arbitrati“. Se hai sbagliato devi pagare. Se non hai sbagliato devi difenderti fino alla morte. Il calcio è una faccenda strana. Ma non è più come un tempo quando un gol e una vittoria erano un lavacro in grado di ripulire qualsiasi sporcizia. Se la Juventus ritiene di avere bene operato (come del resto ha scritto nei documenti del patteggiamento) ha fatto un colossale errore a farsi mettere la croce addosso. Se non ha bene operato ha pagato persino poco con quei dieci punti di penalizzazione che l’hanno sbattuta fuori dalla Champion’s. Ma se ha ben operato, faccia il diavolo a quattro (evitando di farlo fare solo ai giornalisti) per l’inettitudine delle molte procure incapaci di valutare le plusvalenze altrui. Una giustizia che punisce un solo soggetto non è una giustizia: è un arbitrio. In ogni caso eviti la Juventus invenzioni alla Machiavelli: non esiste “ragion di stato al mondo“ che faccia accollare ad un innocente un reato che non ha commesso. Altrimenti si finisce dentro ad un romanzo di Kafka. E per come sono andate le cose dopo Calciopoli, i tifosi della Juventus, gli scritti dello scrittore boemo li conoscono tutti: riga per riga.

    Tiri fuori la Juventus i colleones. Il derby è l’occasione giusta per farlo. Il Toro, anche quando (e ripetutamente) ha perso la stracittadina, gli attributi li ha sempre esibiti. Più debole magari, ma non inferiore. La Juventus deve convincersi che i bei voti si ottengono solo studiando, preparandosi, soffrendo sulle pagine. In questo caso sul campo di allenamento. Se ti alleni bene, quasi sempre giochi bene alla domenica . Se ti alleni male, se speri nell’ allenamento della “Responsabilità“, alla domenica farai schifo. E perderai.

    Allegri con il suo quarto posto da conquistare, ripetuto fino alla noia è realista o non vuole soffrire? Perché a sentire Chiesa le ambizioni dei giocatori sembrano diverse rispetto a quelle dell’allenatore. Illusioni di calciatori? “Chi non rischia, non rosica“ recita il proverbio. Osare significa anche soffrire.
    […]”.

    • Analisi perfettamente aderente alla realtà, dalla Juve senza mezze misure a questa Juve che è via di mezzo fra Kafka e Manzoni: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

    • Condivido pure le virgole, non sono un avvocato, ma quando ritengo di avere ragione sono abituato ad andare fino in fondo.
      Capisco che trovandosi in una federazione dove si è firmato e condiviso il sistema giudiziario che questa istituzione si è data, non hai molta ” libertà ” per poter far valere i tuoi diritti, ma almeno che non si facesse figli e figliastri è giusto pure chiederlo.

  12. ADDIO POGBA

    Positività conferma anche nelle controanalisi per Pogba.
    A questo punto le strade tra Paul Pogba e la Juve sarebbe cosa buona e giusta la separazione.

    Non lo nego mi dispiace molto ma l’errore è stato quello di riprenderlo sprecando molti euro per il suo stipendio.

    • Non butterei bambino ed acqua sporca. Alla Juve conviene tenerlo fino alla fine del contratto a stipendio minimo ( cosa che può fare in questi casi) e non perdere le agevolazioni fiscali. Poi vediamo quali saranno le motivazioni che porterà il calciatore davanti alla commissione disciplinare ed il periodo che gli verrà dato come sospensione. Sarà la volta buona che guarisce dai problemi muscolari e di testa ( di caz….h che si porta dietro.

  13. LA CATENA DELLA BICICLETTA

    https://fb.watch/nvMvRFjq1n/

  14. Scanavino a Sky: “Aumento di capitale è la conferma dell’impegno della famiglia Agnelli nella Juve”
    06.10.2023 19:54 di Daniele Petroselli

    In serata è arrivata la conferma che il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha approvato il bilancio al 30 giugno 2023 e approvato un aumento di capitale da 200 milioni. A commentare tutto questo è stato ai microfoni di Sky il CEO Maurizio Scanavino.

    “Questo importante aumento di capitale è la conferma dell’impegno e del legame che la famiglia Agnelli ha con la Juventus. Arriva in un momento molto importante. La non partecipazione alle coppe poteva mettere in difficoltà la società, in questo modo possiamo progettare con serenità e decisione il futuro prossimo della Juventus”.

    Poi ha spiegato meglio: “Soldi anche per il mercato? Sono risorse importanti che devono essere inserite in un progetto che deve coniugare sostenibilità e competitività. Nel mercato estivo sono stati confermati i giocatori più di valore, sono state fatte conferme importanti come Rabiot, il riscatto di Milik e presi due giovani come Weah e Cambiaso. Il progetto sportivo, condiviso con ds e allenatore, vedrà un mix di campioni esperti e solidi con dei giovani talenti che emergeranno dalla Next Gen e che con lo scouting individueremo sul mercato”.

    Poi una battuta sugli obiettivi stagionali: “Siamo allineati con Allegri e Giuntoli. Le ambizioni sono quelle di essere vincente al più presto. L’atteggiamento giusto è quello di procedere passo dopo passo, con i piedi saldi per terra e vedere dove arriveremo. La qualificazione alla Champions è fondamentale per l’equilibrio dei conti”.

    Infine un commento sulla conferma della positività di Paul Pogba: “Sono molto dispiaciuto umanamente per Paul. Abbiamo saputo della conferma della positività e attendiamo di sapere come il giocatore con il suo management deciderà di proseguire col suo percorso”.

  15. IL PAESE DEGLI “ANTIJUVENTINI”

    In Italia c’è una squadra di calcio che nelle sue casse è stato immesso un smiliardo di euro (veri non finti come quelli cinesi) in pochissimi anni facendo sopravvivere una federazione allo sbando e senza andare a cercare escamotage come quella di vendere il marchio ad altre società associate…
    Viene presa per il culo da giudici tifosi e anti juventini proclamati per più di 6 mesi in campionato in corso e poi privata dalla coppa più prestigiosa.

    Le altre che hanno fatto affari con la Juve con quei soldi che la Exor ha sempre messo a disposizione della società Juventus partecipano nelle coppe europee.

    È tutto vero o non è vero?

    • Infatti Elkann ha risposto:
      […]
      “C’è chi pensa che la Juventus sia il problema. Al contrario, la Juventus è parte della soluzione. La Juve è stata storicamente l’ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la struttura alle nazionali che hanno vinto i titoli mondiali. E sul piano economico con le operazioni di mercato ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di Serie A e serie minori.”

      A differenza di chi …
      https://www.ilnapolista.it/2023/07/linter-ha-una-struttura-finanziaria-che-poggia-interamente-sui-debiti-corsport/

      • Vorrei correggere Elkann. La Juve non è parte della soluzione: la Juve è LA SOLUZIONE e
        la Figc con tutto ciò che gli ruota attorno l’hanno buttata nel cesso ed hanno anche tirato lo sciacquone!!!

      • Il problema non è tenerlo o no ma come sostituirlo.

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