La Juventus e l’arte di arraggiarsi

Scritto da Cinzia Fresia
Non c’è avversario che non metta in difficoltà la Juventus. Anni fa avremmo affrontato la stessa partita né più né meno come una seduta di allenamento. Segnando un po’ di gol .. così per divertirsi .. senza esagerare, non è bello umiliare l’avversario provinciale debole.
Oggi l’avversario provinciale si è trasformato in un aguzzino che ce ne ha fatte vedere di tutti i colori.

“Bisogna migliorare la fase difensiva” sicuramente, ma non solo quello.
La vittoria è l’unica cosa che conta, non aggiungiamo altro. La partita si era messa bene con un gol di Vlahovic .. due secondi dopo la rimonta .. un altro gol e un’altra rimonta.

Il malessere persiste: La Juventus vince con il difensore dimenticato, quello che I’m non parla mai, non si lamenta ed è silenziosamente sempre disponibile a qualunque soluzione. Daniele Rugani, la riserva delle riserve, ha agguantato la vittoria quasi allo scadere, quando ormai eravamo rassegnati al pareggio.

La Juventus soffre di crisi frequenti: il mettersi nei pasticci è sistematico, non riuscire a portare avanti un’idea di gioco è la consuetudine e farsi rimontare è la regola.
Tutto sommato in questa confusione proprio perché siamo la Juventus salta fuori la soluzione dell’ultimo minuto, 3-2 buttalo via .. giammai .. di questi tempi è oro che cola
Mettiamo da parte il buono di questa esperienza che è il risultato.

I problemi non finiscono qui. Nuovi infortuni mettono ko Rabiot e Mc Kennie.

Napoli – Juventus

La Juventus parte per Napoli senza la risorsa principale di centro campo Adrien Rabiot bloccato per una frattura ad un dito del piede.
Si entra in terra fortemente nemica i cui rapporti non salvano nemmeno più le apparenze.
De Laurentiis in perenne conflitto con i bianconeri auspicherebbe un’esclusione al mondiale di club in quanto fuori dalle Coppe Europee.

Parole gravissime e altrettanto inopportune che infiammano il match di domenica sera già incandescente di suo.
Allegri si presenta al Maradona anche sguarnito di Mc Kennie fermo per un infortunio.
Per gli uomini di Allegri giocare a Napoli equivale affrontare una Guerra. Noi contro di loro. Mi rendo conto che è un paragone infelice nei confronti di chi la guerra da una parte e dall’altra la sta vivendo davvero, ma è la verità e non l’ha creata la Juventus.

La Società dovrebbe rifiutare quella trasferta per motivi di sicurezza, e chiedere di giocare altrove.
Non illudiamoci non lo faranno mai. I bianconeri subiscono e tollerano di tutto e questo sta diventando insopportabile soprattutto per i tifosi.

  1. Buona domwenica a tutti.
    Purtroppo in tutti i salotti televisivi, sede di opinionisti, a volte improvvisati, stanno facendo passare il messaggio: alla fine conta solo il risultato. A me, che sono un semplice tifoso, questo sembra un discorso da dirigenza o allenatore, che deve dare conto di risultati alla proprietà.
    Al contrario io sono da circo (per dirla alla Allegri). Voglio che si vinca giocando bene, altrimenti guardo le statistiche e in quelle 2 ore trovo un passatempo da circo, cosa che altri tifosi juventini di mia conoscenza hanno incominciato a fare da un paio di anni.
    Spero di resistere ancora. 😛

    • Andrea (the original)

      Anche questo approccio rischia di essere fuorviante perché si scindono gioco e risultati, quando invece il primo è funzionale al secondo.

    • Sono in accordo con Andrea.

      La divisione giochi bene e perdi vs giochi male e vinci è una divisione di comodo. Nata per far comodo ma che non ha radici nella storia del calcio.

      In genere si può giocare in modi differenti secondo i giocatori a disposizione, ma alla fine per vincere un giocatore con la palla deve sare cosa fare, come quelli senza.
      Questo si chiama gioco e serve a vincere per esaltare i pregi della squadra e nasconderne i difetti.

      Fior di allenatori nel secolo di questo meraviglioso spirt si sono posti il problema di come vincere con gli uomini a disposizione ed hanno raggiunto risultati meravigliosi.

      Purtroppo da noi un furbastro si è inventato la storia del circo, e finché ha avuto una squadra impostata da un’altro capace di giocare da sola gli è anche andata bene.

      Quando ha dovuto costruire è crollato il castello.

      • Anche io odio una persona che però non ha nulla a che vedere con la Juve…oltretutto con il tuo odio non sei manco originale perché prima di te ce ne sono stati e continuano a starci altri…nemmeno posso paragonarmi con te che hai e ancora giri per il mondo, io al massimo ho girato per gli stadi d’Italia per vedere la Juve giocare e non solo la Juve sono andato a veder giocare squadre che non erano la Juve (chiusa questa breve parentesi).

        3 marzo 2018
        Lazio/Juve 0-1 Dybala

        Le grandi squadre inseguono, mai sazie, i traguardi.
        I fuoriclasse vincono le partite decisive per raggiungerli. Quando sembra andare in archivio una storia dall’esito ormai deciso, ecco il tocco di poesia inaspettato che cambia il finale e, forse, la Storia con la S maiuscola. Paulo Dybala è tornato. Paulo è tornato con un capolavoro di tenacia e classe che poi in fondo sono gli ingredienti principali della sua Juve. Tenacia nel resistere alla pressione di Parolo e classe nel disegnare quel tiro all’incrocio da terra. Chapeau.

        Questa era la formazione di quella sera all’Olimpico di Roma dove ho assistito a quella partita, dove sono rimasto chiuso fino a tardi quando stava per finire la partita di Napoli tra i partenopei di Sarri e la Roma, quando il Napoli perse per 2 a 4, quando la Juve distrusse il Napoli psicologicamente.

        Questa è stata la formazione che al minuto 93 Dybala ha fatto quel capolavoro:
        Buffon, Benatia, Rugani, Barzagli, Lichtsteiner (57′ Douglas Costa), Khedira, Pjanic, Matuidi, Asamoah, Dybala (94′ Chiellini), Mandzukic (72′ Alex Sandro). A disposizione: Szczęsny, Del Favero, Howedes, Sturaro, Bentancur, Marchisio.

        Spero con tutto il cuore che questo mio scritto ti faccia ragionare (lungi da me di farti cambiare idea su Allegri) ma che almeno ti faccia ricordare che sei tifoso juventino.

        • Ma perchè parli di odio.

          Guarda che non odio Allegri, assolutamente.

          Come potrei?

          Non lo conosco neppure.

          Vedo la Juve e faccio paragoni con le altre squadre, con le Juventus del passato e con più o meno con il valore dei giocatori.

          Per spiegarti meglio, mi ricordo di un giovane Allenatore autore di un calcio senza fronzoli, ma con le idee ben chiare trionfare in coppa UEFA con la seguente formazione:
          Tacconi
          Napoli Brio Bonetti DeAgostini
          Galia Alejnikov Marocchi
          Rui Barross Casiraghi Schillaci

          Casiraghi schierato al posto di Zavarov.

          Per arrivare alla finale battemmo:
          Nagorni Zabrze
          PSG
          Karl Marx Stadt
          Amburgo
          Colonia
          Prima del trionfo contro la Fiorentina di un certo Roberto Baggio.

          Si è passato un secolo, ma è giusto ricordare non solo i fuoriclasse ma anche coloro che fecero grande la Juventus senza esserlo.

          • Tutta gente che mi porto nel cuore…il Trap poi il mio preferito.
            Ma il mio pensiero andava oltre…

  2. alessandro magno

    Oggi abbiamo una rosa media e questo fa tutta la differenza del mondo. anni fa avevamo una rosa fatta di campioni e certo che tante partite diventavano un allenamento.

  3. Colgo l’occasione per farti i complimenti sull’articolo riguardante Pogba, articolo del quale condivido anche le virgole.

    Sull’oggi, in risposta a quanto scrivi, mi piacerebbe ricordare che la Juve dei campioni era ben poca cosa fino a che non è arrivato Antonio Conte a darle un senso.

    Come non ricordare le crisi di Buffon e soci con Ferrara e Del Neri?

    • È una bella introduzione alla lettura dell’ultimo libro di Zampini. Da leggere anche per farsi pure un po’ di cultura extra che non fa mai male.

  4. Barone,

    Era Zoff, non il Trap, ad ogni modo provo a dirti la mia.

    Tralascio Allegri, tanto tra 15 partite o poco piu sarà storia.

    La Juve degli ultimi anni ha vinto molto ma ha perso se stessa.
    Non mi ci ritrovo in questa Juve, da Estigarribia magnifico azzardo diventato Campione con Antonio Conte, ai Nazionali Locatelli e Chiesa, pagati uno sproposito e mai guide di una squadra che non riesce a decolare.

    Insomma una Juve che deve ripartire da se stessa, che deve trovare il modo di tornare a vincere, non dal metcato, ma dalle idee, dagli allenamenti e dal lavoro sul campo.

    La Juve non è per tutti.

    Vi hanno trionfato
    Trap, Zoff e Lippi.

    Vi hanno clamorosamente fallito
    Ancelotti e Capello.

    Nonostante i calciatori e le spese di mercato.

    Insomma alla Juve serve gente da Juve.

    È arrivato Giuntoli, ora mi aspetto un progetto che vada al di sopra del player trading e della ricerca dei giocatori già pronti a parametro.

    Mi aspetto un progetto che riporti il lavoro sul campo al centro, e che sia un lavoro che col tempo, ci riporti a lottare con club cone il Real, il Barcellona, il City od il Bayern.

    • Mica ho detto che era Trapattoni in quell’occasione ho semplicemente detto che nel mio cuore c’è anche Trap

  5. L’ho letto per caso e non volendo ripetere lo dresso concetto lo riporto pari pari.

    “Sempre nelle more dell’inchiesta sul dossieraggio illecito, per quale motivo veniva spiata la #Juventus? E ci si può fidare a fondo di un sistema in cui eventuali atti finiscono sul tavolo della giustizia sportiva, divenendo prova acquisita, senza nemmeno il filtro del giudizio di un giudice preliminare?”. Così il giornalista di Radio 24 Giovanni Capuano
    Non so se questo sia un giornalista juventino o meno, lo conosco poco ma mi sembra abbia detto un’altra bella verità .

  6. Fatto sta è che andiamo a Napoli incerottati. Incrociamo le dita…

  7. Quindi 3 occasioni di Dusan buttate alle ortiche, 1 di Illing, e 1 mi dicono di Alcaraz che non ho visto. Mezza papera del codice fiscale ecco spiegato lo svantaggio… mah

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