Pagelle Como – Juventus 2-0

Le pagelle sono presa dal sito Eurosport perchè non ho potuto vedere la partita

 

 

Le pagelle della Juventus

Michele DI GREGORIO 6 – Incolpevole sui gol, si fa trovare pronto tutte le altre volte in cui viene chiamato in causa. Bravo in particolare sul destro velenoso di Vojvoda a inizio ripresa.
Pierre KALULU 5 – Dormita colossale sul gol di Kempf: sul cross di Nico Paz guarda solo il pallone dimenticandosi del difensore del Como che gli sbuca alle spalle. Errore grave.
Daniele RUGANI 6 – Tudor gli dà ancora fiducia e lui lo ripaga con una prova senza acuti, ma sufficiente. Provvidenziale un salvataggio su Vojvoda, non va mai fuori giri.
dall’83’ Filip KOSTIC s.v. – In campo solo nel finale, non giudicabile.
Lloyd KELLY 6 – Subito ammonito complice una decisione affrettata di Ayroldi, non si scompone e gioca una partita sostanzialmente priva di sbavature. Ottimo un recupero su Nico Paz lanciato a rete.
Andrea CAMBIASO 4,5 – Timido e spaesato, Vojvoda rispetto a lui sembra avere una marcia in più. Nel finale si fa uccellare da Nico Paz e il Como raddoppia.
dall’83’ Joao MARIO s.v. – In campo nel convulso finale, non giudicabile.
Teun KOOPMEINERS 5 – Incerto, poco reattivo, per larghi tratti della partita invisibile. Qualche lampo isolato qua e là, ma ancora non ci siamo. Impegna Butez di testa.
dal 77′ Weston MCKENNIE s.v. – In campo nel finale, non giudicabile.
Manuel LOCATELLI 5 – Ritmo compassato e un destro a giro da ottima posizione sparato in tribuna. Il centrocampo affollato, dinamico e denso del Como lo mette in difficoltà.
dal 77′ Dusan VLAHOVIC 5,5 – Entra con la voglia di cambiare le cose da solo. Obiettivo mancato.
Khephren THURAM 5,5 – Qualche scossa, sfiora due volte il gol con un paio di ottimi inserimenti, ma anche qualche pausa di troppo.
Francisco CONCEIÇAO 5,5 – Va a velocità doppia rispetto ai compagni di squadra, è uno dei pochi che – col pallone tra i piedi – riesce a cambiare l’inerzia della manovra d’attacco bianconera. Tutto questo nel primo tempo, poi nella ripresa il livello della prestazione si abbassa sensibilmente.
Jonathan DAVID 4,5 – Fa fatica a connettersi con i compagni, la sua unica fiammata è un’accelerazione palla al piede nel primo tempo. Pasticcia col pallone tra i piedi e in generale combina davvero troppo poco.
Kenan YILDIZ 5,5 – Nel primo tempo si fa notare per un paio di super giocate, in generale è uno dei pochi della Juve a provarci. Cala vistosamente nella ripresa.
All.: Igor TUDOR 5 – Passa alla difesa a 4, ma viene messo sotto nel gioco e nell’intensità da un Como sfavillante. Prima sconfitta stagionale, ma a preoccupare maggiormente è la mancata reazione della squadra dopo il gol del 2-0 di Nico Paz.
https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2025-2026/como-juventus-2-0-pagelle-nico-paz-incanta-e-vince-il-duello-con-yildiz.-david-e-cambiaso-da-incubo-male-anche-koopmeiners-e-kalulu_sto23232565/story.shtml
  1. Ripropongo qui il post scritto prima (sperando che i soliti noti mi lascino stare…
    SONO STUFO. Già seguivo poco, ora lo farò ancora di meno. Ci aspetta un campionato da centro classifica. Sono (con questa) 6 stagioni che la società ci regala una squadra da – a stento – quarto posto, in una serie A già depressa e declassata di suo. Nelle alte sfere chi comanda sbaglia la scelta di allenatori, giocatori, dirigenti.
    Tudor è un discreto allenatore, ma non si può puntare tutto sulla “juventinità”. Serve molto altro. Non è adatto a questa piazza.
    Forse una stagione disastrosa darà una sveglia a tutto l’ambiente, perchè finchè ci aggrappiamo ai soldini del quarto posto (garantiti dalla partecipazione alla CL) non cambierà nulla.

  2. Aggiungo : a volte penso che, dopo la sbornia dei 9 scudetti di fila (e le tante Coppe Italia, le due finali di CL ecc.) ci aspetti un periodo grigio come quello dal 1986 al 1995, nonostante in quel periodo una Juve ridimensionata fece in tempo a vincere addirittura due Coppe Uefa (oltre una coppa Italia). Ma era un altro calcio : l’Italia dei club dominava la scena Europea.
    Vorrei una Juve a maggioranza italiana, talentuosa, offensiva e affamata.
    Ora come ora, un’utopia.
    Per questa stagione ho già capito il copione.

  3. Purtroppo manca un regista.
    Con un pò di buona volontà invece di spendere per un paio di attaccanti, uno pure rotto, bastava trovare un ragazzo anche in serie B che sappia dettare i tempi e mettere palloni giocabili per tutti.

    Mercoledì con il Real sarà la fine o una mera rinascita?

  4. ANCORA? LA VOGLIAMO SMETTERE ?

  5. Juve ormai prigioniera di un allenatore che vede nelle giocate individuali di Yldiz e Conceicao l’unica soluzione al non gioco di una squadra che continua ad essere distratta in difesa e sterile in attacco, quasi come fosse l’immagine riflessa da Uno specchio della sua impotenza in ogni partita di campionato o coppa.

  6. Eppure, anche se nel vederla giocare non mi entusiasma e non mi da fiducia, nel vedere la classifica i punti di distacco sono solo 3 dalla vetta…vincere a Roma potrebbe cambiare in positivo tutto ciò che ora vediamo negativo.
    La svolta potrebbe essere mercoledì.

    • Andrea (the original)

      Max, credo che la classifica sia l’ultima cosa da giatfsre ed era l’ultima cosa anche dopo 3 partite.
      Questa squadra è scarsissima e con un allenatore così vergognoso (e che peraltro come tutti quelli senza idee come lui ha perso il controllo) non ha alcuna prospettiva.

      • La realtà sono i 4 punti di distacco…avevo scritto 3 prima che l’arbitro o il var non si inventavano il rigore pro Milan…ho anche scritto che non mi piace questa Juve sia dalla testa che alla coda.
        Però stiamo la, è difficile uscirne fuori ma basta poco.

        Chissà!

  7. Sto per diventare apatico. Questa Juve non è la mia Juventus, sarebbe il caso di prendere subito provvedimenti. Non è solo un problema di allenatore, ci sono molte cose che non vanno.

    • Come già detto credo che sia prioritaria una ristrutturazione societaria a livello di professionalita’ e competenza nella gestione sportiva, cambiare partendo dal basso o solo dal basso non ha mai portato rusultati positivi in una situazione che si ripresenta puntuale ad ogni partita di campionato o coppa come il fastidioso refrain di Uno disco rotto.

      • UNO NESSUNO CENTOMILA

        “Uno: rappresenta l’immagine fissa che ognuno ha di sé”.

        “Centomila: indica le infinite maschere che si attribuisce, le diverse “realtà” a seconda di chi vuole essere.

        Nessuno: è l’approdo finale dell”Uno protagonista (C.G.), che scegliendo di rifiutare ogni maschera e identità imposta, si ritrova senza un “io” definito, libero di abbandonarsi al flusso della vita.

        • Si ma Uno con 500 panchine dovra’ pure avere una dentita’, se non ce l’ha prima o poi dovra’ mettersi la dentiera 😂

  8. PALLADINO (?)

    Pare sia Raffaele Palladino il primo candidato per sostituire Tudor in questa stagione iniziata discretamente e che sta per finire in vacca.
    Prima che vada tutto in malora una sterzata è indispensabile!

    • Palladio? Beh,sarebbe un profilo giovane ed europeo e moderno, giusto? Quindi xchè no? Il materiale a disposizione ce lo avrebbe.

    • Andrea (the original)

      Fa un calcio difensivo (vedi Fiorentina) e rischia di essere un altro Tudor, anche se magari non privo di idee come il croato.
      Per provare a costruire qualcosa con una rosa così povera occorre un maestro di calcio. Chiaro che un maestro di calcio che entra in corsa è un rischio ma quale rischio peggiore di un Tudor può essere?
      La stagione è già finita ma almeno un maestro di calcio può gettare qualche base per la prossima, nella quale non giocando le coppe avrà anche più tempo per lavorare.

  9. ERRORI A CATENA
    ~~~

    La Juventus è il club dove si fa tutto al contrario e poi ci meravigliamo se i risultati sono questi? Una guerra infinita per potere e poltrone.

    📌 Settembre 2021 – Viene nominato CEO Maurizio Arrivabene che si ritrova un allenatore e uno staff scelti da Agnelli che pesano a bilancio 20 milioni lordi per 4 stagioni. Arrivabene vuole portare Sartori d.s. (che si è appena lasciato dall’Atalanta), Agnelli e Allegri si oppongono. All’allenatore sono stati riconosciuti i pieni poteri anche sul mercato.

    📌 Novembre 2022 – Ci sono le dimissioni in blocco del CdA (non viene raggiunta la maggioranza, le dimissioni sono forzate), Elkann fa una dichiarazione pubblica e riconosce i pieni poteri a Allegri nell’ambito sportivo, anche se formalmente il capo dell’area è Francesco Calvo (ma cosa c’entra un marketing manager con il settore tecnico?).

    📌 Marzo 2023 – Passano pochi mesi e inizia il casting per il ruolo di nuovo responsabile dell’area tecnica, l’area football. La delega è nelle mani di Calvo che sfoglia la margherita. Allegri va su tutte le furie, è guerra tra i due. Calvo e Allegri non sono proprio amici, per vecchie ruggini tra il manager e Agnelli. Allegri propone come direttore sportivo due persone a lui vicino: Massara e Giovanni Rossi. Con il primo ha giocato nel Pescara, con il secondo c’è feeling dall’Aglianese quando Rossi gli affidò la sua prima panchina tra i professionisti.

    📌Maggio 2023 – Calvo sceglie Giuntoli, è guerra aperta da parte di Allegri e Cherubini che in società fanno capire di non gradire la nomina di Giuntoli.

    📌 Giugno 2023 – In attesa che Giuntoli si liberi dal Napoli, Allegri riesce a far nominare un uomo di sua fiducia: l’agneliano Manna (che doveva diventare d.s. nel novembre 2022 su volontà del Presidente) come direttore sportivo.

    📌 Luglio 2023 – Giuntoli arriva in extremis, liberandosi dal Napoli. Nonostante la forte incompatibilità tra Giuntoli e Allegri, l’allenatore viene confermato. I due dovranno convivere per una stagione intera, il disastro è annunciato. Errore gravissimo, la società si spaccherà in mille pezzi e le tensioni si avvertiranno anche nella stagione successiva. Nel 2023-24, Giuntoli di fatto non ha pieni poteri.

    📌 Maggio 2024 – Manna annuncia le sue intenzioni di andare al Napoli dopo un anno da comprimario.

    📌 Giugno 2024 – A Giuntoli spetta la responsabilità dell’area sportiva, un’altra mossa che lascia perplessi: è un ottimo direttore sportivo ma non ha esperienza a questi livelli per fare il direttore generale.

    📌Maggio-Giugno 2025 – Il 29 maggio Giuntoli viene fatto fuori quando la programmazione della stagione successiva era in stato avanzato. Arriva Comolli che si ritrova di fatto senza allenatore. Salta Conte (forse anche per questo cambio improvviso in dirigenza?) e Chielini e Elkann scelgono Tudor. Inspiegabile come Comolli rinnovi il contratto a Tudor addirittura di due anni, quando aveva altre idee.

    📌 Ottobre 2025 – Juventus in piena crisi, ci raccontano di tensioni tra Comolli e Tudor. Al 20 ottobre la Juventus non ha ancora un direttore sportivo ma si ha la pretesa già di scegliere un nuovo allenatore?

    (Juventino 100×100)
    ~~~

    Certo che sì, quando l’allenatore fa le dichiarazioni di Tudor pre Como, è ora di cambiarlo!

    • Manca un passaggio fondamentale in questo racconto: Chiellini e Elkann hanno spinto per la conferma di Tudor, dopo che Comolli aveva silurato la candidatura di Gasperini, sostenuta dallo stesso Chiellini. Evidentemente Tudor non andava male a Comolli, altrimenti non gli avrebbe fatto il contratto biennale. Ma sicuramente sappiamo che non gli andava bene Gasperini,
      …per ignoranza calcistica?

  10. SINNER VS ALCARAZ
    di Eleonora Aloise

    Pochi minuti all’ennesima finale Sincaraz. Gli spalti sauditi brulicano di tuniche total white, sembra il congresso nazionale di ortopedia al palasport di Lissone. Il pathos aumenta quando a tutto schermo compare la grafica con le due carte copiata dal serale di Amici. Carlos entra sulle note di Obsesión degli Aventura, o almeno cosi percepiamo noi. Jannik invece indossa un’imbracatura con una telecamera sul petto, ma inquadra solo buio e mal di mare in un inatteso omaggio alla meta-narrazione di Lars von Trier.

    Arriva il momento del coin toss: testa di Philippe Chatrier o la croce degli US Open, o almeno così percepisce Jannik.
    La partita comincia. L’elenco dei match point falliti è come la lista di Arya Stark, Sinner li vendica dritto dopo dritto. Danza con un timing irreale: sembra vivere un secondo in anticipo rispetto a tutti noi. Lo spagnolo di tanto in tanto fa le sue magie, ma nella mescola di quel cemento c’è una goccia di sangue del suo avversario, e lui lo sa. Sinner vince senza concedere palle break e con i ricci perfetti. Porta a casa sei milioni di petroldollari, una racchetta d’oro massiccio cotta a legna nelle fornaci elfiche e finalmente un sorriso.
    “È solo un’esibizione” – dice chi non è cresciuto guardando Il Padrino parte I.
    Forse sì, ma certe ombre vanno scacciate con ogni luce possibile, a noi bastano quelle al neon di un campo indoor.

    #sinner #janniksinner #tennis #sixkingsslam   

  11. A parte il rigore, ieri sera dopo che due giocatori del Milan si scontrano tra loro l’arbitro ferma il gioco mentre il pallone era in possesso dalla Viola.
    Alla ripresa del gioco, giustamente, scodella il pallone però in favore del Milan.

    Ancora diamo la colpa al pezzotto.

  12. Ecco la dimostrazione plastica dei mali juventini:

    https://www.facebook.com/share/p/1792PGWnH5/

  13. AGGIUNGETE UNA ELLE A KOP

    Come ho scritto Bernabeu e Olimpico o dentro o fuori.

    Tudor tornerebbe a Spalato in auto e il tedesco sopra le spalle mie fino alla Continassa.

  14. Uno stralcio dell’intervista esclusiva di Enzo Bucchioni a Paolo Bergamo. LA NAZIONE del 03/12/2006
    […]

    Chi era il telefonatore più insistente?
    “Giacinto Facchetti. Parlarne mi addolora per l’amicizia che ci legava dagli anni sessanta e per la prematura scomparsa, ma la sua società, l’inter, si lamentava più di tutte”.

    E di cosa?
    “Facchetti era sempre scontento ed io lo capivo perché l’Inter faticava a vincere. Sospettava di tutto, molti arbitri non gli erano graditi, le griglie non gli piacevano, Juve e Milan gli facevano paura”.
    […]

    Ma non le sembra che il sistema risentisse dello strapotere di Juve e Milan?
    “Erano le squadre più forti d’Europa, come dimostra la finale italiana di Manchester in Champions. Logico che vincessero. Ma nei nostri sei anni i primi due scudetti sono stati conquistati da Lazio e Roma e l’inter lo ha perso nel terzo anno quando lo aveva già vinto. Tra le retrocesse non c’è mai stata una lamentela. Ricordo solo una polemica forte della Roma, ma io chiesi scusa pubblicamente a Sensi, i giallorossi furono davvero tartassati. Ma dai tabulati mancano anche queste telefonate…”
    […]

    E voi eravate condizionati…
    “Mai. Le uniche pressioni arrivavano da certe trasmissioni televisive. Sapevamo che i nostri errori contro il Milan avevano una tremenda cassa di risonanza sulle reti Mediaset, mentre il Processo del Lunedì difendeva l’inter sulla tv di Tronchetti Provera. Anche la carta stampata faceva la sua geopolitica, mai però tutto questo ha determinato condizionamenti, semmai ci aiutava a capire”.

    Però le telefonate intercettate sono squallide…
    “Per come sono state estrapolate, fuori da ogni contesto. Per quello che si dice di volgare, per certe frasi. Ma sfido a registrare chiunque, sarebbe lo stesso. Il problema è un altro”.

    Quale?
    “Si è montato un processo mediatico. In questa vicenda non c’è nulla di illegale. Non gira denaro, non ci sono regali importanti, carriere montate ad arte. Vorrei sapere che fine hanno fatto le 26 partite truccate delle quali tutti hanno scritto a nove colonne. Le accuse di illecito sportivo sono cadute, resta solo Lecce-Parma. L’avremmo truccata io, Mazzini e De Santis? Siamo seri!”.

    L’inchiesta è pilotata?
    “Le intercettazioni di sicuro. Come ho detto, qualcuno ha scelto alcune registrazioni e ne ha buttate altre che non servivano a un disegno preciso”.

    Allora c’è un grande vecchio?
    “Ne sono sicuro. Spero che le indagini extra-calcio in corso facciano chiarezza. Forse non è un caso isolato se De Santis ed io eravamo pedinati e intercettati. E poi mi chiedo: perché l’inchiesta archiviata a Torino è stata riaperta un mese dopo a Napoli?”.

    Ma perché si è dimesso dal calcio?
    “Perché ho capito durante il processo che non avrei avuto la benché minima possibilità di difendermi: le sentenze erano già scritte”.

    Guido Rossi aveva promesso pulizia seria…
    “E invece lui, Ruperto e Borrelli hanno commesso importanti errori. Sono entrati in un mondo che non conoscevano, con rapporti, amicizie, vezzi, consuetudini e parole che girano senza che mai si oltrepassi il senso di un leale rapporto fra addetti ai lavori. Non si poteva fare un processo serio in tre settimane, non si può condannare senza prove: l’hanno fatto…”.

  15. AVANTI IL PROSSIMO!

    Meeting ieri dai toni accesi (finalmente, dopo una sconfitta è il minimo sindacale) tra la dirigenza (presenti Comolli, Modesto e Chiellini) e Igor Tudor. Sono cose normali che avvengono in tutti i club. Il futuro amministratore delegato ha parlato anche alla squadra, invocando maggiore responsabilità dei calciatori. Tutto giusto e complimenti a Tuttosport per lo scoop. Purtroppo però emerge un dato che mi fa storcere il naso:

    “Avanti con Tudor ma in 20 giorni deve tornare la vera Juve” (il titolo)

    Il messaggio è condivisibile ma l’ultimatum a Tudor doveva rimanere privato. I giornalisti hanno fatto il loro lavoro, i dirigenti della Juve a far trapelare questa fiducia a tempo stanno lavorando altrettanto bene? Io ho i miei dubbi.

    È da due settimane che da fonti autorevolissime (sul canale del primo insider mondiale) trapelano gli ultimatum a Tudor. Dettaglio rilevante: la società non ha mai smentito.

    Così si indebolisce la figura dell’allenatore davanti alla squadra.

    Dopo Como, Comolli e/o Chiellini e/o Modesto dovevano andare in sala stampa e ribadire la fiducia all’allenatore mandando un messaggio duro ai giocatori.

    Invece si sceglie la solita strada “ponzio pilatesca” : fiducia a tempo. Si lancia il sasso nello stagno e si nasconde la mano. Nessuno vuole salire sul carro di Tudor, il rischio è quello di perdere la poltrona.

    C’ è il precedente pericoloso del capo quando ha fatto fuori Giuntoli per Thiago Motta.

    Non una mossa da grandi dirigenti. Sinceramente mi stanno deludendo tutti.

    Se hanno gli attributi e non hanno fiducia in Tudor lo esonerano subito o si schierano in modo incondizionato dalla sua parte. Mai visto a ottobre alla Juventus una gestione cosi dilettantesca dell’allenatore.

    Provo un profondo imbarazzo.

    Ma è chiaro che i malumori sono evidenti da entrambe le parti da settimane.

    Tudor è deluso dal mercato. Alcuni acquisti sono stati interessanti (Openda, David e Zhegrova se sta bene) e io sinceramente non li sottovaluterei, oggi non sono valorizzati ma è stato un mercato disorganico. È come andare a fare la spesa e mi servono carote e cipolle per fare la base del soffritto e compro mele e Banane.

    Ha detto bene ieri Carlo Nesti ospite sul canale ” Juventus una Signora per Due” (con Massimo Tadorni e Ezio Maletto) in una live molto interessante: sul mercato tutti conoscevano le esigenze della squadra, quali fossero i ruoli da dover coprire e Comolli cosa ha fatto? Nulla. Ha ignorato tutto. Questo il concetto espresso (parafrasandolo) dell’ ex giornalista della RAI.

    Eppure qualsiasi tifoso juventino pescato a caso per la strada sapeva che c’ è bisogno da anni di un regista, di un esterno destro (Alberto Costa è stato venduto) e di un difensore centrale che potesse essere alternativo a Bremer, reduce da un anno di stop.

    Cosa hanno fatto alla Juve? Il contrario. Ci ritroviamo con 3 centravanti e la grana Vlahovix (difficile da gestire) rimasta lì .

    Se il piano è quello di vivacchiare fino alla sosta di novembre (post derby con il Toro) per poi chiamare Palladino, allora siamo ancora di più fuori strada.

    Tudor lo cambi per un allenatore esperto e carismatico come Spalletti o Zidane (nazionale francese permettendo), ma alla Juventus oramai si punta solo al risparmio, l’ unica cosa importante non è vincere ma far quadrare i conti, ignorando che nel calcio l’unica figura che può fare quadrare i conti è l’allenatore. Un allenatore costruttore, esperto e carismatico o nello spogliatoio juventino ti massacrano. Idem fuori.

    Ma è da troppi anni che si investe in figure mediocri. Alla proprietà non frega nulla, alla fine il 7 novembre diventerà a.d. colui che in una intervista passata ha dichiarato che l’ allenatore incide per il 5%. Basta solo questa frase per sintetizzare tutto.

    Massimo rispetto per Palladino, allenatore giovane e capace, con stile Juve. Oggi per lui sarebbe il modo più facile per bruciarsi con una dirigenza cosi alle spalle.

    Avanti il prossimo!

    (Juventino 100×100)

    • Andrea (the original)

      1-La cosa tutt’altro che normale è che si attenda una sconfitta.
      2-non si può andare avanti con Tudor perché è impossibile non avere dubbi su uno che in 20 e passa partite tra la scorsa stagione e questa non ha dato una sola idea di calcio
      3-Tudor è già debole sulla squadra, come lo sono tutti coloro che non hanno idee di calcio e che dunque dopo i 3/4 slogan motivazionali si sciolgono nel vuoto cosmico.
      4-Se non era contento del mercato poteva dimettersi, dunque non è vero.
      5-Non e vero che la Juve punta al risparmio, ha sperperato anche in questa stagione.
      6-L’unica cosa che conta non dovrebbe essere né vincere, né risparmiare ma costruire qualcosa. Fin quando alla Juventus non entrerà questo concetto non si vincerà né si risparmierà mai.
      7-io conosco solo uno che ha giudicato fallimentare il mercato della Juventus sia lo scorso anno, che questa estate, che quando arrivarono i Pogba, Di Maria ecc..e non è nessuno di quelli che lo dicono adesso. A me risulta che in ognuna di queste stagioni si è parlato di grande mercato per poi rimangiarsi la parola a danni fatti.

      • 8) La gestione organica di una societa’ come la Juventus non puo’ essere affidata esclusivamente a un solo dirigente che oltre a quella di DG ha anche la responsabilita’dell’area sportiva e commerciale (e a novembre probabilmente anche quella di AD).

        9) Il DG e’ responsabile unicamente delle infrastrutture e della comunicazine na non puo’ e non deve avocare a se anche le prerogative di un DS che conosce e gestisce il calciomercato, i rapporti con gli agenti e lo scouting e non ultima l’ interrelazione con l’allenatore e il suo staff tecnico.

        10) Detto questo non si possono scaricare tutte le responsabilita’ di quello che si preannuncia come l’ennesimo fallimento sportivo sull’ultimo anello di una catena di comando che non e’ stata in grado di colmare le carenze di un organico quantitativamente e qualitativamente scarso sia in difesa che a centrocampo.

        • P.S.: Parlare poi di scarsi investimenti per far quadrate i conti dopo oltre un miliardo di capitalizzazione in questi ultimi anni, credo sia la classica foglia di fico per coprire la vergogna dell’improvvisazione e dell’appossimazione con cui viene gestita una societa’ gloriosa come la Juventus che e’ stata per oltre un secolo il fiore all’occhiello della piu’ potente famiglia italiana.

        • Andrea (the original)

          Le responsabilità di una squadra che non gioca a pallone perché non ha una sola idea sono di chi quelle idee le deve dare.
          Non è possibile che la Juve sia un caso unico al mondo di squadra anti calcio da anni.
          Sulla parte strutturale concordo, anche perché solo un dilettante poteva comprare e/o riscattare 4 attaccanti e confermare un allenatore che gioca senza attaccanti e non dà oggi (a Marsiglia giocava con il finto 9).

          • Le responsabilita’ vanno quantificate in ordine descrescente, quelle dei vertici della piramide sono le piu’ alte e ancora maggiori quando le scelte tecniche non sono all’altezza di una squadra come la Juve.

  16. Domani sera, sono sicuro, al Bernabeu tireremo fuori le palle…
    Tante dalla nostra porta.
    🤣😎😪

  17. Intanto la polizia olandese ha prima schedato poi espulso i tifosi napolecani in assembramento (proibito) ad Eindhoven per la partita di Champions.

  18. VIVACCHIARE, ÇA VA SANS DIRE

    Durante la diretta su 2Talks con Glauco, Riccardo Meloni e Antonio Corsa, Massimiliano Nerozzi ha raccontato un retroscena che vale più di cento editoriali.

    Il giornalista del Corriere della Sera racconta che quando gli HeadHunters, quelli chiamati da John Elkann per scegliere il nuovo responsabile della Juventus per i prossimi tre anni, hanno fatto la loro selezione, a tutti i candidati è stato chiesto un piano di riorganizzazione interna e un punto fisso, intoccabile: Antonio Conte in panchina.

    Un diktat, un vincolo, una promessa. Chiamatelo come volete.
    E allora, alla faccia di chi ci insultava e diceva che era tutta fantasia, che Conte non c’entrava nulla, che non esisteva nessun accordo — eccolo il pezzo mancante del puzzle.

    Il nome di Conte era nel bando. Nero su bianco.

    Poi c’è il dettaglio che fa riflettere: quasi la totalità dei candidati ha giudicato Conte incompatibile con i piani economici della Juventus. Non era compatibile con il piano degli investimenti.

    Cioè gli investimenti erano troppo scarni per permettersi Conte (ora capite perché alla Juve arrivano solo mezze figure?). Questa Juve non può più permettersi, per volontà della proprietà, profili importanti.

    Tradotto: troppo costoso, troppo esigente, troppo allenatore per una società che ormai ragiona come un fondo d’investimento. Ma come ragiona Conte, ragionano tutti i top allenatori, ma qui stiamo parlando di un fondo di investimento che ha messo oramai la bussola dell’ambizione sulla mediocrità.

    Quegli investimenti che vengono fatti è per il minimo indispensabile, il quarto posto, target non da Juve.

    Il jolly ce lo siamo giocati con Andrea Agnelli buttando dalla finestra quasi 1 miliardo di capitalizzazioni dopo le gestioni post Marotta-Mazzia.

    Comprando giocatori a peso d’oro, pagandoli come messia e non valorizzandoli perché non esisteva un vero progetto tecnico.

    Ma torniamo a noi, torniamo a come ragiona un fondo d’investimento dalle ambizioni di medio-basso livello in campo sportivo.

    Perché si, non venitemi a dire che la Juventus è della Famiglia Agnelli, la Juventus è di un fondo, di una holding che si chiama Exor e che non è neanche italiana e che giustamente risponde a logiche finanziarie.

    È qui che il racconto si fa amaro.

    Perché questa storia dice una verità semplice e tremenda: la Juventus di oggi non vuole vincere, vuole tornare in pari. L’importante è avere i bilancio in break even.

    Sistemare i conti, vivacchiare tra un quarto posto e un bilancio in ordine. Nessuna follia, nessuna ambizione, nessuna scintilla. Sia per motivi contabili, sia per motivi politici, sia per la scarsa ambizione e passione della proprietà che vede in quella maglia come un peso.

    Una Juventus contabile, che misura i sogni con il bilancino.
    Con Conte avrebbero provato a fare le nozze coi fichi secchi, come si dice. Ma ve lo immaginate davvero Antonio Conte dentro un gioco così da investimenti minimi? Aurelio De Laurentiis per convincerlo gli ha dovuto promettere 200 milioni in investimenti (in parte neanche spesi bene, vedi Beukema e Lucca).

    Ve lo immaginate Conte che chiede un difensore, un centrocampista e un esterno, e magari Lukaku (il Kolo Muani di Tudor) gli arrivano due attaccanti presi per occasione sul mercato?

    Conte non li avrebbe aspettati neppure al bar della Continassa. Se li sarebbe mangiati a colazione e sputati all’ora dell’aperitivo insieme ai responsabili del mercato.

    E forse è proprio per questo che non è tornato. Perché certe tavole, anche se sono apparecchiate bene, si sono già raffreddate.
    Ma la verità sta emergendo. Quando un mese fa sul nostro blog vi abbiamo scritto: la nomina di Comolli ha fatto scattare un campanello d’allarme a Conte, non ci sbagliavamo, vi stavamo raccontando la verità.

    Paradossalmente Conte si fidava più di un Giuntoli depotenziato, perché sapeva bene che se a livello strategico non era un genio, sotto il profilo delle trattative e del riconoscimento del talento, Giuntoli ha intuito, è un uomo di campo, proprio come Conte.

    Comolli non lo conosceva, era solo l’ennesimo cambio delle carte in tavola, tipico della Proprietà.

    L’arrivo del francese l’ha mandato in puzza, il resto poi l’ha fatto De Laurentiis.

    Ma che Conte ritorni nella Juventus di Elkann è da escludersi, come può fidarsi di una proprietà che gli cambia pedine, uomini e condizioni così all’improvviso? Proprio come in Ferrari, vige solo il caos con commedianti mediocri che recitano un copione voluto dal grande capo, che è tutto meno che competente in materia. Ma l’importante è che i conti tornino in ordine.

    Non è paradossale che a ottobre stiamo discutendo della sesta stagione nella quale sappiamo che non riusciremo a competere per nulla? Siamo al 21 ottobre senza un direttore sportivo (dopo il mercato visto non venitemi a dire che Comolli è un d.s. da questi livelli, per favore non bevetevi questa puttanata) e con un piano allenatori che pare l’ennesima improvvisazione, questo tirare a campare con il quarto posto.

    Per questi signori meglio un traghettatore del traghettatore oggi (Palladino che costa poco e arriva a giugno) che rilanciare un programma serio pluriennale (ma costoso) come Luciano Spalletti. Siamo caduti nelle mani sbagliate.

    La Juve di Elkann e Blanc è quella che si fece scappare Spalletti per 200.000 euro (il divario tra domanda e offerta) e scelse Ferrara.

    Per me la Juventus e tutto il resto è finito con la morte di Marchionne, da quel momento nessuno ci ha capito più nulla. Un mese dopo hanno cacciato Marotta ed è stato l’inizio della fine.

    (Juventino 100×100)

    • Andrea (the original)

      Il problema Conte è che l’esborso non valeva la candela.
      Un board aziendale ragiona sulla redditività dell’investimento e Conte non garantiva un buon EBITDA

  19. Andrea (the original)

    A UNO COSÌ NON DIVFEBBERO DARE NEMMENO LA STABZA PER DORMIRE MA UN CUCCIA ALL’ESTERNO DELL’HOTEL.
    “Senza gli errori di Verona e con un altro sorteggio saremmo stati primi. È così e non ci sono scuse. È cosi al 100% perchè analizzo la prestazione”.

    PER QUELLO CHE HW FATTO VEDERE, TUDOR FOVFENBE AVERE 3 PUNTI IN CAMPIONATO E 0 IN CHAMPIONS E QUESTO MENTECATTO PARLW DI PRIMO POSTO MANCATO PER COLPA DEL CALENDARIO.
    SOLO LA JuVE POTEVA INANELLARE UNA SERIE DI ALLENATORI COME LUI E COME QUELLI CHE LO HANNO PRECEDUTO.

  20. Andrea (the original)

    Avevo letto che il calendario dell’Inter era difficile ma a me pare che avere un tabellone da 12 punti comodi in 4 partite come manco in Conferenze League sia una passeggiata di salute riservata a pochissimi.
    Di fatto le partite successive, che sarebbero anche complicate, sono delle amichevoli da già qualificata.

  21. Il Napoli in balia del PSV, ha preso 3 gol in pochi minuti e sta rischiando la goleada, forse Conte pensa che per lottare per lo scudetto dovra’ uscire dalla Champions.

  22. Finito il primo set 6-2

    • Andrea (the original)

      Se il Real non si impegna forse ne prendiamo meno e a questo giro non saremo la peggior squadra italiana del turno.
      Su Conte beh, ormai non mi diverto più a dire che lo avevo sempre detto.

      • Per la classifica in questa Champions non conta solo vincere ma anche segnare tanti gol, motivo per cui penso che la Juve vista a Como domani sera potrebbe subirne diversi.

  23. Comunque una Champions molto emozionante. dopo i 6 gol del Psv al Napoli i 7 del Psg al Leverkusen, solo 4 pero’ degli spiantati contro i temibilissimi belgi del … boh mai sentiti nominare.

  24. Dopo l’assist di braccio per il vantaggio nerobleau che l’arbitro non ha visto e il var ha chiuso gli occhi (poi mi dicono del rigore a mettere in sicurezza il risultato) mi son messo a guardare il PSV che ridicolizzava il Napoli.

  25. Be almeno le partite degli scippatori sono emozionanti, anche perche’ come fanno i gol loro non li fa nessUNO 😂

  26. È la prima volta da quando tifo Juve ( cioè da 60 anni circa che non sono rassegnato e non positivo prima di una partita di calcio della Juve stessa.
    Questo non mi piace per niente . Anche dopo la serie b ho sempre sognato in grande, oggi non riesco più ad essere ottimista, questa non è più la mia Juve.
    Elkan da incompetente sta distruggendo il giocattolo più bello che aveva costruito l’Avvocato, speriamo che sia in grado di poterlo capire e di farsi da parte, visto che non è neppure in grado di difenderlo dagli attacchi di cani e porci ( nel senso letterale del termine).

    • Sono rassegnato, c’è un non in più che vuole dire il contrario. È sicuramente un lapsus froidiano che interiormente non vorrebbe che lo fossi.

  27. LE QUATTRO NOVITÀ

    Koop, Thuram e McKennie il terzetto di centrocampo di stasera.
    L’unica cosa positiva la trovo in Yldiz Capitano.
    Spero solo di fare meglio del Napoli.

  28. In attesa di Real-Juve, Uno stralcio della lunga lista degli enigmi di farsopoli

    “Dossier Inter
    Libero
    https://digilander.libero.it

    -Dopo la condanna penale di Oriali il 25 Maggio 2006, (ricordate i passaporti falsi no?) si riaprivano nuovi scenari anche per la giustizia sportiva. Ma lo sceriffo Guido Rossi, provvedeva ad insabbiare il tutto, consegnando il nuovo fascicolo a Borrelli solamente dopo che l’associazione “orgoglioinbianconero” aveva provveduto a denunciarlo per omissione di atti di ufficio alla procura della repubblica di Roma.

    -Nel corso dello scandalo cosiddetto “Moggiopoli”, giungono a Guido Rossi da tutt’italia segnalazioni su comportamenti illeciti tenuti da altre squadre (Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma ecc.). L’argonauta decide di perseguire penalmente chi segnala tali comportamenti perchè “INTRALCIA IL LAVORO DELLA GIUSTIZIA!!!”

    2006 SEMPRE A PROPOSITO DELLO SCUDETTO DELL’ONESTA’
    La senatrice Maria Burani Procaccini propone un’interrogazione al ministro dello sport Melandri. Avanza pesanti dubbi sul processo a Calciopoli e punta l’indice sul subcommissario della Figc,
    Paolo Nicoletti. “Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il vice commissario della Figc lavora per la famiglia Moratti”.
    Paolo è il figlio dell’avvocato Francesco Nicoletti, originario di Dipignano, in provincia di Cosenza, trasferitosi negli Anni Sessanta a Milano per divenire stretto collaboratore e legale di fiducia di Angelo Moratti. Nicoletti, dunque, è legato da rapporti professionali con la Saras della famiglia Moratti.
    Questo è un altro di quelli che faranno un calcio nuovo.”

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