
Juventus Parma 2-0 Pagelle
Pagelle di Ben Alessandro Magno Croce
VICARIO 6,5 Chiamato in causa poche volte si fà trovare sempre pronto. Non ha avuto modo di fare miracoli in queste due prime partite ma 2 partite 2 clean sheet direi inizio incoraggiante. E’ bello avere un portiere che non prende gol al primo tiro in porta.
KALULU 6 Mi è sembrato che abbia spinto meno del suo solito tuttavia è un giocatore di sicuro affidamento e senza infamia nè lode il suo compito lo fà anche questa volta.
BREMER 6,5 Ha fatto buona guardia in mezzo prendendosi carico della difesa è dell’inserimento di Lucumi che è andato abbastanza bene.
LUCUMI 6 Inizio emozionato infatti dopo 10 minuti rimedia con un ammonizione al fatto di essersi fatto scappare un attaccante del Parma. Poi direi tutto fila liscio.
CELIK 6 Vale il discorso fatto per Kalulu, non spinge tantissimo ma difende a dovere e dà molto più equilibrio alla squadra di quanto ne dava Cambiaso che spesso aveva dimenticanze difensive.
LOCATELLI 6,5 Solita partita intensa e di grande sacrificio. Con Luiz pare si capiscano e si completino quindi si dividono anche i compiti. Primo errore al 91mo sul 2-0 si può sorvolare.
DOUGLAS LUIZ 7 Al netto delle punizioni battute a mozzarella dove deve avere più botta altrimenti non segnerà mai, gioca una gran partita. Ha visione e piede. A differenza del passato corre tantissimo e in questo aiuta molto Locatelli. I suoi compagni si devono smarcare però quando lui ha la palla perchè è l’unico che abbiamo in rosa che ha piede e cervello da rifinitore.
CONCEICAO 6,5 UN tempo molto bene dove è l’unico con il Douglas Luiz che accende un poco la luce. Colpisce un palo che meritava maggior fortuna poi si spegna un poco troppo presto.
JONATHAN DAVID 4 Un incubo. Non azzecca nulla. L’unica palla che fortunosamente gli cade al volo sul destro come una ciliegina da appoggiare sulla torta la calcia malamente in fondo. Abbiamo giocato per più di un tempo in 10.
BOGA 5,5 Il più vivace degli attaccanti nel primo tempo per lo meno si fà vedere che è vivo.
KOLO MUANI 5 In questo momento anche lui è una sciagura. Si muove tanto e questo fà si che abbia anche qualche mezza occasione ma riesce incredibilmente fare tutte scelte sbagliate. Ho pregato che Milik avesse almeno 20 minuti da giocare perchè li di punta al momento non andiamo bene.
NICO GONZALEZ 7,5 Match winner entra bello carico e subito impegna Corvi con un bel tiro al volo. Subito dopo coglie un palo e sulla palla che gli ritorna va ancora al tiro e segna complice una deviazione. In 5 minuti è riuscito a fare quello che David non ha fatto in più di una stagione. Da tenere assolutamente. Venderlo in questa pochezza tecnica sarebbe un delitto.
ALAJBEGOVIC 5 Occasione sprecata. Entra sembra bene ma poi rischia di fare un rigore e forse su quello si spaventa perché di fatto non entra proprio in partita.
CAMBIASO SV
KELLY SV
KOOPMEINERS 6,5 Non posso giudicare la prova perchè gioca 10 minuti in genere non metto voti a chi entra dopo il 75mo tuttavia faccio un’eccezione dato che gli ho messo tante di quelle insufficienze che per una volta che è decisivo lo voglio premiare. Gol importante perché chiude la partita.
JUVENTUS 7 Squadra del primo tempo insufficiente con tanto tiki taka e zero costrutto. Solo il tiro di Conceicao sul palo. Nel secondo tempo dopo i cambi molto meglio. Intanto giochiamo 11 vs 11 e soprattutto dopo il gol non arretriamo e non soffriamo niente come ad esempio era avvenuto con il Frosinone. Quindi anche oggi un tempo bene e uno meno bene ma nell’insieme meglio che contro il Frosinone.
SPALLETTI 6,5 Esperimento del primo tempo con David che probabilmente doveva fare da spalla a Muani direi miseramente fallito, tuttavia spesso gli ho rimproverato di non aver coraggio di provare cose diverse dal solito spartito e non mi sento di dire che non era una cosa che non si potesse provare. Questa volta a differenza che nella prima effettua i cambi prima ovvero intorno al 60mo e viene premiato. Non ho capito il cambio di Cambiaso per Conceicao ma non c’è stato tempo di vedere cosa volesse fare dato che Cambiaso ha giocato mi pare 9 minuti. Bene la squadra che anche sull’1-0 non ha sofferto il ritorno del Parma. Mi sembra che abbia gestito bene la partita.
Arbitro 6 Non ho capito perchè fischiasse ad ogni battito di ciglia interrompendo sempre il gioco ma nell’insieme danni non ne ha fatti. Il rigore non c’è sembra più l attaccante del Parma che cade addosso al nostro.










Antony
Cercare il frame giusto dopo un giorno non la chiamerei “nuova strategia” ma paraculata romolocentrica, diversa dalla copernicana in cui tutto il pianeta calcio gira intorno al sole delle regole uguali 😀 per tutte esclusa una e ti lascio indovinare quale.
Lo sai che la penso come te? Voglio fare l’ingenuo e vorrei pensare che il calcio si sia dato un nuovo volto deontologico, quello dello sport sano.
Poi leggo quel leccac….. di zazzaroni che riporta l’ultima intervista a Rocchi e mi si scendono di nuovo( quello che non si può dire) 😉
L’inter->vista da Rocchi su arbitropoli al CorSport
“Gianluca Rocchi mette un punto su una delle questioni rimaste più controverse dell’inchiesta sulle designazioni arbitrali: i suoi eventuali rapporti diretti con i dirigenti dell’Inter. L’ex designatore sostiene di non aver mai parlato con il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta e, più in generale, di non aver cercato contatti diretti con i dirigenti dei club. È la risposta fornita dall’ex designatore di Serie A e B nell’intervista concessa al Corriere dello Sport dopo oltre quattro mesi trascorsi, racconta, dentro un “incubo”.
Se e` cosi` tutti loro sono “parte lesa” e infatti ho letto che c’e` gia` Uno inter->detto che ha fatto richiesta alla sua societa` e.p.c. a gnazZio (la seconda in maiuscolo perche` e` quella di Zorro) di chiedere il rimborso danni a tutti quelli che si sono permessi di sporcare il loro smoking bianco e senza macchie di 💩 dal 1908.
Quindi Thuram ha finalmente deciso di operarsi prendendosi 3-4 mesi di convalescenza. La società gli aveva chiesto di farlo a fine stagione calcistica ma lui ha preferito la soluzione conservativa per poi ritrovarsi il riacutizzarsi del dolore.
Leggo che la clinica della Juventus è un fiore all’occhiello italiano per ciò che riguarda la traumatologia degli atleti, tent’è che arrivano pure da fuori ( vedi Sinner ad esempio) per essere curati. Poi vedo che come con il medico che si ha in famiglia, si cerca sempre il parere ad un’altro perchè non ci si fida del proprio figlio/a o fratello che per quanto un luminare, è sempre uno che conosci da sempre.
Non capisco perchè si debba andare a Lione per un consulto o perchè Yldiz debba essere operato, non ricordo neppure dove.
Leggo inoltre che il dott. Mariani ( senza fare alcuna pubblicità) opera tutti i calciatori che giocano tra Roma e dintorni con esiti sempre molto positivi e con rientri degli stessi atleti in tempi pure abbastanza decenti. Ho idea che a Torino siano molto provinciali e che vedano l’erba del vicino sempre più verde della propria.
Mi sa che questo anno lo scudetto se lo giocheranno la Roma di Gasperini e l’ Ambrosiana Simulatori Tarzanelli-amici-del-Palazzo….
Non so se sia un fake o meno, ma sembrerebbe che l’unico che ho sempre apprezzato ( perchè molto professionale e poco chiacchierone come quelli di quella razza) Ausilio, si sia dimesso dopo una vita in quella società di m…da. Probabilmente non ce la faceva più a dover sopportare quella puzza di ipocriti ed ignavi, che niente ( parrebbe) hanno fatto per trattenerlo dal suo proposito di andarsene. Non si capisce ancora se si è dimesso sbattendo la classica porta o perchè stanco di dover fare figure da mendicante elargendo fichi secchi al posto della moneta, o per altro, tipo il fatto che vede la fine di quella società in mano a dei fondi speculativi, e quindi alla frutta.
Aspè, sto cercando dove cazzo ho messo la tua opinione…
Nel canale di scolo della cloaca di Uno inter->detto.
E’ finito l’Ausilio a costi (sportivi) zero per salvare gli spiantati.
Comincia un’altra storia, quella “CONFORME ai principi di sostenibilità sportiva.
Se le norme FIGC e UEFA fossero applicate in modo uniforme, l’Inter dovrebbe:
Ricapitalizzare subito
Ridurre il debito strutturale
Dimostrare sostenibilità senza Champions
Presentare garanzie non condizionate.
Finché ciò non avviene, parlare di “tutto a posto” non è ottimismo.
È una forzatura giuridica.
E nel diritto, le forzature hanno un nome solo:
disparità di trattamento.
INTER: DIECI ANNI DI ZONE GRIGIE, ARCHIVIAZIONI E SILENZI – LE PRATICHE MAI SANZIONATE.”
Beh, mi auguro per la squadra di Stato, di Governo e dei Due Mondi che Ausilio abbia firmato un patto di riservatezza a vita più stringente di quello della madre del primo figlio di CR7.
In 28 anni ne ha viste talmente tante che se parla… altro che le trattative Stato-Mafia degli anni 90.
Da quel che ho letto era all’inter come DS dal 2009 e non si sa cosa sia successo se dopo 17 anni ha deciso di andarsene bruscamente rinunciando all’ultimo anno di contratto.
Più che altro, dovrebbero spiegare.
Perché nel 2024 hanno pignorato pure … i soldi di Tohir.
Il famoso 33 percento di Lion Rock.
Ma se ne sarebbe dovuta occupare la Covisoc. Guarda caso … al tempo dimissionaria
Quando la barca affonda i ratti scappano…
I ratti possono scappare Uno 🦧 invece non puo’ perche` e` rimasto incastrato dentro un canale di scolo pieno di 💩
OFF TOPIC DA TORINO
Il violentatore di Torino? È straniero quindi non si può dire (cosi come il nome del giudice…).
Il trionfo del woke giudiziario
E’ un extracomunitario senza fissa dimora l’uomo che venerdì a Torino ha commesso due violenze sessuali nel giro di 40 minuti, prima nei confronti di una donna non ancora identificata e poi nei confronti di una tredicenne. Dopo solo due notti dall’arresto, l’uomo è stato rimesso in libertà dal gip perché si è “dimostrato collaborativo” e ha “mostrato resipiscenza”. Motivazioni incredibili che hanno spinto il ministro della Giustizia Nordio a disporre l’invio degli ispettori al tribunale di Torino per effettuare verifiche. La vicenda è stata raccontata ieri sulla Stampa ma in modo monco: mancava infatti qualsiasi riferimento alla nazionalità dell’uomo, tanto che ai lettori sembrava scontato che fosse italiano. Non è così, come ha verificato il Foglio. I paradossi del woke giudiziario.
La decisione di non specificare la nazionalità dell’uomo appare paradossale e motivata da uno spirito woke che da tempo ha preso piede in maniera evidente anche nella cronaca giudiziaria. Quando gli autori dei fatti di cronaca sono italiani, la loro provenienza geografica viene tranquillamente specificata: “Un uomo di origini lombarde”, “un giovane di origini pugliesi”. Se invece gli autori dei reati sono stranieri, spesso, come in questo caso, la loro nazionalità viene addirittura omessa, come se riportarla fosse l’espressione di un approccio intollerante o razzista. Così la libertà di stampa si autolimita in nome di un estremismo woke che dimostra di non avere alcun senso.
Nella vicenda di Torino, l’uomo che ha consumato la doppia violenza sessuale (di cui una aggravata, essendo stata compiuta nei confronti di una tredicenne) non solo risulta essere cittadino extracomunitario (originario del Bangladesh), ma anche un senza fissa dimora. Un’altra informazione che meriterebbe di essere fornita ai lettori.
Ma non è tutto. La cittadinanza dell’indagato e la sua situazione di vita non sono le uniche informazioni che non sono state date ai lettori. Mentre è stato reso noto il nome del pubblico ministero che indaga, Paolo Cappelli, è stato chirurgicamente omesso il nome del giudice che ha disposto la scarcerazione dell’uomo. Eppure, il giudice adotta le sue decisioni in nome del popolo italiano: per quale motivo bisognerebbe censurare la sua identità? Leggendo le carte, comunque, si scopre che il giudice si chiama Anna Mascolo.
L’identità del giudice è tanto più importante se si guarda alle motivazioni usate nell’ordinanza con cui ha rigettato la richiesta di applicare la misura cautelare del carcere all’indagato, rimettendolo in libertà e sottoponendolo a un blando obbligo di firma. Se infatti è legittimo in una democrazia sottoporre un provvedimento giudiziario al diritto di critica, non si comprende come questo diritto possa essere esercitato senza conoscere l’identità del giudice, che peraltro di quel provvedimento si assume la responsabilità.
Ebbene, nell’ordinanza si legge che l’uomo, di 42 anni, lavora in un minimarket di Madonna di Campagna, estrema periferia nord di Torino. Nella mattinata di venerdì scorso, come risulta documentato dalle telecamere interne del negozio, una donna di circa 40 anni fa ingresso nel minimarket per l’acquisto di generi alimentari. Poco dopo viene “ripetutamente avvicinata e palpata ai glutei dall’indagato”. La donna scappa.
Pochi minuti dopo, l’indagato si avvicina alla ragazza di 13 anni, le parla, le chiede quanti anni ha. “Io gli rispondevo 13 anni e lui diceva ‘molto giovane’”, racconterà la giovane. Subito dopo la ragazza viene abbracciata dall’uomo e palpata al seno. “Costretta a subire atti sessuali”, scriverà il pm. La ragazza scappa, è sotto shock. Chiama la madre, che denuncia il caso alle forze dell’ordine.
L’uomo viene sottoposto a fermo, trascorre due notti al carcere “Lorusso e Cutugno”. A quel punto il pm chiede di applicare la misura della custodia cautelare in carcere, sottolineando che l’indagato ha agito “nella piena consapevolezza del fatto che la persona offesa aveva tredici anni” e che in precedenza ha compiuto analoga violenza sessuale nei confronti di un’altra donna. “E’ chiaro che egli, se libero, compierebbe altre condotte di reato analoghe a quella descritta in imputazione”, afferma il pm, sottolineando anche il pericolo di fuga dell’indagato, trattandosi di “cittadino extracomunitario senza fissa dimora e stabile attività lavorativa in Italia”.
La gip Mascolo, però, pur ritenendo sussistenti i “gravi indizi di colpevolezza” a carico dell’indagato, così come “le esigenze cautelari”, dal momento che la doppia violenza sessuale “evidenzia la difficoltà dell’indagato a contenere i suoi impulsi”, decide di respingere la richiesta del pm e di rimettere in libertà l’uomo, imponendogli soltanto l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia. Ciò in ragione della sua incensuratezza, del suo “comportamento collaborativo”, della “resipiscenza dimostrata nel corso dell’interrogatorio” e “dell’effetto deterrente cagionato dal trauma dell’arresto e dalla prima esperienza detentiva”.
Motivazioni surreali, su cui ora il Guardasigilli Nordio vuole vederci chiaro.
Ermes Antonucci, Il Foglio, 2 settembre 2026
Mi corre obbligo di aggiornare i fatti: oggi il Corriere della Sera, dopo aver parlato come tutti i giornali di violenza sessuale, ci spiega che la tredicenne di Torino sarebbe stata “molestata” dall’impiegato del negozio.
Non dubitiamo che l’uso del termine “molestata” sia stato dettato da una scelta di correttezza comunicativa per dare un quadro più fedele degli avvenimenti accaduti. Infatti si sarebbe trattato di un palpeggiamento al seno (cosa comunque grave prima che qualche iperfemminista pavloviana mi accusi di voler giustificare l’autore, anzi, ancor più grave perché avvenuta ai danni di una ragazzina).
E qui sta il paradosso: il termine “violenza sessuale” può essere forse infelice perché richiama il concetto di stupro o di altri atti sessuali molto intimi imposti, ma è corretto dal punto di vista giuridico.
Dal punto di vista giuridico se c’è un contatto fisico (a sfondo sessuale) è violenza mentre la molestia sessuale riguarda altri tipi di azioni, come per esempio gesti volgari, proposte reiterate, apprezzamenti beceri a sfondo sessuali, ecc.
Da questo equivoco deriva anche la levata di scudi sulla liberazione dell’indagato. Senza entrare nel merito del provvedimento siamo tutti d’accordo che un conto è lasciare libero prima del processo un presunto colpevole di stupro di una 13enne con solidissime prove a sostegno dell’accusa, altro conto è lasciare libero un presunto colpevole di palpeggiamento (ripeto, senza entrare nel merito della decisione perché non ho letto l’ordinanza e non ho approfondito la giurisprudenza).
Il potenziale pericolo sociale è diverso: infatti pur essendo ambedue comportamenti sicuramente degni di una condanna hanno due gradi di gravità diversi.
Ovviamente pur entrando tutte e due le fattispecie nel reato di violenza sessuale il nostro ordinamento non equipara i due comportamenti. Infatti per fatti di minor gravità, comunque rientranti nell’ampio reato di violenza sessuale, la pena, da 6 a 12 anni, viene ridotta di due terzi.
Tanto dovevo.
ALTRI SOLDI PER LA JUVE
“Nuovo accordo commerciale per la Juventus: da oggi entra ufficialmente nel portafoglio degli sponsor anche FINOM, piattaforma finanziaria europea rivolta principalmente a imprenditori, professionisti e piccole e medie imprese”.
(dal web)
MARIANI PER JUVE/MILAN
Un Romoliano arbitra a Torino…finirà in parità.
Scommettiamo?
Sozza di Seregno nato a Milano per #iscrittiperforza-Napoli.
Il campionato dello scorso anno non è finito…hanno fatto abbassare la cresta pure a Orsato.
Carnevali ciuccio e presuntuoso, prendi e porta a casa la risposta del procuratore di Kessie…eh già perché quando ti muovi in modo ridicolo pure i procuratori (cioè gli esseri peggiori del calcio) possono darti bastonate.
Altra figura di merda, se valessero 3 punti in questi anni avremmo vinto tutto.
A me sembrano le solite cazzate quelle dette dal procuratore…
Se non aspettava altro che la Juve perché a parità di offerta è andato a bergamo?
La differenza l’ha fatta la 24ore piu’ grande di Giuntoli.
E mi sembra abbastanza chiaro, anche perché alla mamfrina che ho letto del procuratore non ci crederebbe manco sua mamma.
👍
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Beh, che la Juve lo trattasse da parecchio e che lui comunque si riduceva l’ingaggio è un fatto acclarato e per questo Carnevali poteva stare zitto.
Altrimenti Kessie non aspettava il 30 Agosto per accasarsi all’Atalanta.
Se poi Carnevali voleva pagarlo meno di Locatelli liberissimo di farlo ma almeno non si rendesse ridicolo facendo dichiarazioni.
“…ci sono tanti procuratori che badano più ai loro interessi che a quelli dei propri giocatori…”
Mentre la gestione Orsato diminuisce le pause la Lega Calcio, con gioia, aumenta il yrmli del cooling break…eh ma è per la salute dei calciatori, mica per la pubblicità, lo dice anche Infantino 🤦
Riassumendo: Thuram ha avuto 3 mesi di vacanza per operarsi ma si opera ora a stagione iniziata e, presumibilmente, per lui già finita.
Carnevali tu su quale pianeta ti trovavi quando hai deciso di tenere questo ebete e pure scarso?
Quelli prima di te hanno preso il Thuram falso, tu lo hai tenuto…vi potete dare la mano.
All’ultimo istante il ripensamento…volevano Kessie per i rigori, al Milan è diventato famoso per quelli, visto che alla Juve non ne danno hanno lasciato Kessie…
Credo che stavolta il procuratore l’ha preso in quel posto.
Da un passo a bucare il muro non ci riesce e Spalletti lo caccia dalla porta…Zhegrova non fa parte della lista per la uefa e molto probabilmente sarà ceduto.
NUMERI
Donyell Malen, 35 presenze con 7 goal e 2 assist in Premier League con l’Aston Villa.
Nick Woltemade, 34 presenze con 8 goal e 4 assist in Premier League con il Newcastle.
Possibile solo quelli che prendiamo noi sono pippe?
Lo storico questo dice ed è chiaro che quando hai uno storico come quello della Juve il dubbio a priori è sempre forte.
Altro dubbio è sul fatto che Woltemade è stato pagato dal Newcastle 75 milioni e ora dato via in prestito secco. Ora, ci sta se avessero preso Harry Kane al suo posto ma al momento il centravanti del Newcastle è tale Wyssa, credo congolese, che c’era anche lo scorso anno.
Poi sicuramente la Serie A è molto più scarsa di Premier, Liga, Bundes, Ligue 1, Super Lig turca, quindi magari Woltemade farà meno schifo.
P.s. Paragone con Malen improprio, lui si sente prima punta ma solo al PSV lo hanno fatto giocare lì prima di Gasperini. E infatti al PSV segnava e alla Roma segna.
Ma tu avresti scommesso che Malen avrebbe fatto quello che ha fatto e sta facendo in questo inizio campionato alla Roma?
Ecco, appunto, mi verrebbe da dire: non tutti i Malen vengono per nuocere.
Spero lo sia anche per il nostro.
Non in queste proporzioni ma dissi subito che era forte e che la Roma con lui diventava la maggior candidata al quarto posto.
GAETANO SCIREA
37 anni fa Sandro Ciotti alla Domenica Sportiva: “È morto Gaetano Scirea”.
R.I.P.🙏
Andrea,
È acclarato che la Juve lo seguisse e che lui era disoosto ad abbassare le richieste.
Il procuratore ha detto che pur di farlo andare alla Juve erano disposti ad aspettsre che il club sistemasse le cessioni, ha ringraziato spalletti che lo voleva fortissimamente ecc…
Quindi, essendoci accordo col giocatore, è normale che la Juve abbia temporeggiato e fatto l’offerta a fine sessione.
Ma, all’improvviso, secondo il procuratore, Kessie ha avuto la percezione che “non lo volessero cosi tanto come pensava”🤪
Date le premesse, che minchia di motivo è?!?
Ha firmato con un club che si è inserito all’ultimo con la stessa proposta economica!
Ma perché non spiega il procuratore da cosa ha capito il suo assistito che L’atalanta lo apprezzasse più della Juve?
Da quanto si legge in giro, nonostante abbiano nascosto le cifre, pare che Giuntoli oltre al giocatore abbia accontentato anche l’entourage. E sta lì la differenza. E carnevali lha detto chiaramente, per questo ha bruciato il culo al procuratore che se n’è uscito con dichiarazioni da libro Cuore.
È vero che sono dinamiche che esistono nel calcio, ma ti fai prendere per il collo dai procuratori se ti stanno portando un potenziale nuovo Vidal. Sinceramente per Kessie…forse li avrei mandati a cagare anch’io. Di neri muscolari ne trovi quanti ne vuoi.
Kris non è normale che se vuoi un profilo aspetti la fine, vale per tutti gli ambienti di lavoro (e selezioni e headhunting sono un ambito della mia attività).
Che a Bergamo abbiano elargito al procuratore è sicuro ma, oggi, funziona così e comunque lo sapevano dall’inizio, quindi se alla Juve non stava bene poteva prendere altri invece di attendere il 30 Agosto e ritrovarsi scoperta in un reparto che invece è il punto più debole.
Quindi il procuratore di Kessie avrà pure creato la storia da Libro Cuore ma intanto a sparare cazzate ha iniziato Carnevali (l’altro ha solo risposto) e inoltre la figura di merda è di Carnevali, che per coprire l’assenza di un piano strategico e pararsi il culo ora che a centrocampo non c’è un solo giocatore decente scarica su Kessie.
Ma erano d’accordo sull’attendere che la juve sistemasse le uscite. L’ha detto anche il procuratore.
Che poi si è accordato con un club che si è inserito a fine mercato. La mia curiosità è capire cosa ha fatto pensare a kessie di essere piu apprezzato a Bergamo, questo il procuratore mi pare non l’abbia detto😅
Maurizio Crevatin
“Più che altro, dovrebbero spiegare.
Perché nel 2024 hanno pignorato pure … i soldi di Tohir.
Il famoso 33 percento di Lion Rock.
Ma se ne sarebbe dovuta occupare la Covisoc. Guarda caso … al tempo dimissionaria”
Da Calcio e finanza
“Inter: LionRock rileva il 31% da Thohir (che incassa a 150 milioni di plusvalenze)
di Marco Bellinazzo
25 gennaio 2019
“Thohir ha ceduto la sua quota di minoranza del 31% dopo aver venduto quella di maggioranza a Suning. A rilevare le azioni del tycoon indonesiano, come annunciato dalla società in un comunicato, è stato il fondo LionRock Capital.”
Nel servizio Rai, l’avvocato penalista Antonio Bellavia, esperto in diritto penale dell’economia, ha spiegato:
“Le società registrate in giurisdizioni offshore come le Isole Cayman non hanno né capitale né contabilità consultabile. È impossibile stabilire chi sia il vero proprietario.”
([Fonte: Report, Rai 3, 20 maggio 2025 — ripresa su Tuttosport])
“A rafforzare il sospetto che LionRock fosse un “veicolo interno” di Suning piuttosto che un vero soggetto terzo, ci sono ulteriori elementi riportati dal Corriere dello Sport:
Tra LionRock e Suning era in vigore un accordo put/call, cioè un’opzione che permetteva a LionRock di rivendere la propria quota a Suning, e viceversa. Un contratto di questo tipo indica che la presenza di LionRock non fosse altro che temporanea e controllata, in pieno stile shadow finance. (Fonte: Corriere dello Sport, 26 gennaio 2024)”
Riportato questo leggo nel web che:
“Il 31% dell’Inter, formalmente di LionRock, potrebbe essere stato solo un prestanome, con denaro, contratti e garanzie riconducibili direttamente alla proprietà cinese. Il tutto in un contesto in cui FIGC, UEFA e Consob non hanno mai chiesto chiarimenti.”
Dunque oltre alla Co.Vi.Soc dimissionaria come dici, non se ne sono occupati neanche la FIGC, la UEFA la Consob.
Questo dopo che “l’Inter tra il 2017 e il 2021 ha condotto operazioni di mercato sistematizzate su giovani e giocatori marginali, creando plusvalenze contabili enormi che gonfiano i bilanci.”
La ripetizione sistematica di plusvalenze gonfiate, per tutti i club non è un cavillo contabile e non può significare solo per Uno deferimento, penalizzazione sportiva e economica (la Juventus) e in questo caso invece oltre la multarella niente di niente.
E allora, caro Maurizio, l’IMPUNITA’ diventa un privilegio che ha un solo nome:
DISPARITA DI TRATTAMENTO.
VOTA ANDONIO😅
Inutile girarci intorno, alcuni tifosi (anche qui) aspettano Antonio Conte attualmente disoccupato.
Ma con questo chiodo fisso non si fa certo il bene della squadra, anzi si perpetua il disfattismo che attanaglia i nostri colori da oltre un lustro.
Buon prosieguo.
I RACCONTI DEL SERBO
Dusan Vlahovic racconta la sua verità sulla separazione dalla Juventus?:
“Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici al club. È stato un grande onore e un grande piacere. Un enorme peccato non aver avuto l’opportunità di lottare per qualcosa di più, di avere più occasioni per vincere trofei.
Ultimo anno difficile? Ho iniziato dalla panchina per, direi, un motivo ben noto: perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto. In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione.
L’ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c’era molta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo.
Tornare? Nel calcio non si sa mai cosa può succedere.
Mister Spalletti? Lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per me l’anno scorso e per la sua voglia di farmi restare alla Juventus”.
Ha detto ma non hai detto un cazzo, quando si inizia a parlare bisogna dire tutto non far intendere e non far capire lasciando sempre quel punto interrogativo.
Come calciatore ti ho sempre difeso, non negli ultimissimi tempi, come homo lasci molto a desiderare, se volevi rimanere alla Juventus, come affermi, dovevi dimostrarlo ed abbassare le tue pretese, che non stavano ne in cielo ne in terra, fuori da tutte le logiche del caso. Potevi, se saresti rimasto, dimostrare il tuo valore in campo e soprattutto fuori dal campo accaparrandoti ancor di più le difese dei tifosi sul tuo conto.
Anche in questo caso il consiglio di un procuratore è andato a farsi fottere.
Kris
Si ma se in 2 mesi non riesci a liberarti di nessuno degli escrementi che abbiamo uno può pure pensare che con degli incapaci non ci vuole stare.
La domanda più interessante però è: secondo te, dopo 4 sessioni di mercato e 3 management che ragionano allo stesso modo, cioè pensando di essere furbi ed abbassare i costi per ritrovarsi con costi smisurati e bidoni in serie, il problema è il procuratore di Kessie o il fatto che abbiamo un centrocampo che forse manco il Casarano vorrebbe?
E secondo te, ci potevamo permettere di fare i bulletti con un Kessie o non era meglio sbattere fuori Cambiaso, Locatelli, Thuram (a cui ora paghiamo la malattia), Koopmeimers, Luiz?
Mi dici cosa a tuo avviso abbiamo guadagnato?
No perché (magari non tu) ma io negli anni ho letto che Rabiot era scarso e quindi vaffanculo Rabiot, Vlahovic idem e vaffanculo Vlahovic, Sczeszny guadagnava troppo e vaffanculo Sczeszny, Chiesa mercenario e vaffanculo pure lui, quelli che non sono voluti venire tutti vaffanculo idioti: oggi invece quelli che abbiamo sono un affare no? Un grande affare, loro si che capiscono la Juventus.
Kris la realtà, come nelle aziende, è che quando un sistema non funziona quelli buoni salutano e quelli somari restano…e hai voglia a sminuire quelli che vanno, sempre con i somari si resta.
Perché tu hai detto che era Kessie e non Vidal e hai ragione, ma è anche vero che noi abbiamo quell’immondizia di cui sopra, non Vidal, Marchisio, Pogba e Pirlo.
Ah beh, il mio discorso era limitato allo scambio tra procuratore e Carnevali. Sul resto non posso che essere sconfortato come te. Anche se non ho mai avuto l’illusione che Carnevali e Massara, pur ritenendoli piu capaci di comolli, potessero risolvere in un’estate i casini ereditati. A chi li dai i nostri cessi senza rimetterci un patrimonio?😫
Già tre dirigenza in tre anni sono un indicatore devastante, e per ognuno che subentra il lavoro è sempre più complicato.
Altri sono riusciti a vendere anche gente di secondo piano.
Chiaro che ereditavano un disastro ma si sono comportati allo stesso modo dei precedenti e con le stesse modalità di un disastro non risolvi nemmeno in 10 anni il disastro.
Il punto è un altro: Locatelli, Thuram, Cambiaso ecc..non hanno neanche pensato di cederli, non sono mai entrati in nessuna trattativa.
DANIELE CAPEZZONE
https://www.facebook.com/share/v/1DUQjbwFHM/
Antonio Giraudo e’ tornato a parlare di calciopoli dopo 20 anni
[…]
“Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di Giustizia: l’attuale sistema è contrario ai principi del diritto europeo – ha aggiunto l’ex dirigente bianconero, che ha definito Calciopoli “una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano.”
Gioele su Giraudo ho trovato questo articolo cui ti riferisci.
Scusate la lunghezza, mettetevi comodi e se volete leggetelo tutto.
“Parla finalmente Giraudo, dopo 20 anni da farsopoli.
Parla di questo ma di tanto altro ancora. Vale la pena leggerla tutta, è preziosissima
Ringraziamo “JuveXperience – Il Gruppo” da dove l’abbiamo presa
Perché ha accettato di parlare proprio ora, dopo vent’anni di silenzio?
«Perché è cambiato il contesto in cui la storia
può essere raccontata. Ad oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c’è una novità che riguarda la giustizia sportiva».
Aspetti. Senza condanna perché il processo è
andato in prescrizione.
«Avevo chiesto il rito abbreviato, senza atteggiamenti dilatori, perché volevo un giudizio veloce. Ho la sensazione che i giudici l’abbiano tirata per le lunghe perché l’alternativa era assolvermi.
E l’hanno mandata in prescrizione».
Su cosa fonda questa convinzione?
«Agli atti non ci sono mie telefonate rilevanti.
Il sorteggio arbitrale poi è stato giudicato regolare.
Così come i campionati».
La radiazione sportiva le brucia ancora. Quale è la novità?
«La recente sentenza della Corte di Giustizia europea.
Chiarisce un principio fondamentale:
chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve
avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado
di valutarne la legittimità».
Con questa sentenza un giudice riscriverà la
storia?
«Mi stupirei del contrario. Un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare “domestica” che si ritiene illegittima.
Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di Giustizia: l’attuale sistema è contrario ai
principi del diritto europeo».
Cosa è stata per lei Calciopoli?
«Una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella
di affossare il calcio italiano.
A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna».
Quale sarebbe il topolino?
«Il topolino è la fotografia che emerge alla fine
dei lunghi processi: nessun campionato alterato.
Come disse Sandulli, presidente della Corte
Federale, “un mondo fatto di cattive abitudini,
non di illeciti classici”».
Queste cattive abitudini proseguono ancora
oggi?
«Mi sembra si stia parlando molto di una certa
“arbitropoli”. E che il telefono sia ancora caldo. O no?».
Pensa di aver sempre agito correttamente?
«Se si riferisce al rispetto delle regole, sì. Lo dicono anche le sentenze».
La società, con lei, è stata ingenerosa?
«Di fatto, con l’avvento di Gabetti, è cambiata proprietà. Da lui non mi sono mai aspettato nulla».
Con chi ha rapporti oggi della famiglia
Agnelli?
«È una famiglia che sarà di circa duecento persone. Qualcuno l’ho incontrato a Londra in questi vent’anni…».
Quale è la cosa che le ha fatto più male in questa storia?
«Cito Pannella a proposito di Tangentopoli: si
passa dal “conformismo dei clienti alla rivolta
dei pezzenti”. E tutti si uniscono alla folla per
avere il proprio brandello».
Parla di ciò che ha subito?
«Avevo già voltato pagina prima.Ero già a Londra per sviluppare importanti progetti immobiliari e finanziari».
Come si chiuse la sua esperienza con la Juve?
«Avrei proseguito, ma solo andando avanti sul
progetto iniziato.
Quando siamo andati in Borsa, avevamo individuato un percorso: passare da società sportiva a media company, con i diritti televisivi, e poi a entertainment company».
Poi?
«Mi chiamò l’Ingegner Elkann: si ritornava a essere una società solo sportiva. Era il 26 dicembre 2006, ironia della sorte, stessa data che aveva segnato l’inizio 12 anni prima con una telefonata di Umberto Agnelli».
Come andò quella volta?
«Squillò il telefono alle sei del mattino. Era il
Dottore che mi chiese di raggiungerlo a Sestriere per un caffè. Lui e suo fratello volevano che mi occupassi della Juventus. La squadra non vinceva da nove anni e aTorino questo non era accettabile.
In più la società non riusciva a far
fronte ai debiti con le proprie risorse».
La mission dunque era vincere e far quadrare i conti.
«Esatto. Qualche giorno dopo incontrai l’Avvocato a Villa Frescot. Dialogo veloce: l’azionista non avrebbe più messo soldi.
Accompagnandomi alla porta, però, mi salutò dicendomi: “Giraudo, si ricordi che a noi piace vincere”».
Con Romiti andava d’accordo?
«Con Romiti e Gabetti non ho mai legato. Meglio tornare agli immobili, quelli di mattoni.
Il giorno in cui cambia tutto però è il 27 mag-
gio 2004, quando muore Umberto Agnelli.
Prima di lui erano morti l’Avvocato, e anche
l’avvocato dell’Avvocato, il nostro presidente
Vittorio Chiusano. Le figure che più capivano
e amavano la Juventus e l’avrebbero difesa
contro tutto e tutti».
Con l’Avvocato e il Dottore viventi Calciopoli
sarebbe mai esplosa?
«Non sarebbe successo nulla di quello che è
successo».
Perché?
«Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente.Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli.
Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano».
Dia un giudizio su come si è comportata la società.
«Mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B, senza neanche aver letto le intercettazioni.Bah.
L’errore di valutazione fu enorme».
Come se lo spiega?
«Grande Stevens, allora presidente della Juve, presentò una querela per infedeltà patrimoniale riferita alla mia gestione.
Come Juventus, chiese di patteggiare una pena per gli stessi fatti. Morale: io assolto, la Juve anche nonostante la proposta di patteggiamento del suo avvocato Zaccone. Quello della C con penalizzazione!».
Pensa che c’entri il fatto che Gabetti e Grande
Stevens vennero sanzionati dalla Consob e sottoposti anche a un procedimento penale?
«Erano entrambe persone troppo corrette perché si possa accusarli di aver affondato la Juventus per distrarre l’attenzione dal loro processo o per indebolire concorrenti alla guida del Gruppo».
Dia una definizione di Gianni Agnelli.
«L’Avvocato non era presente: era immanente.
Appariva fisicamente nei momenti topici.
Senza il suo appoggio, non avrei mai vinto la battaglia per lo stadio».
Inaugurato dai suoi successori. Ci è mai andato?
«Non ci sono mai più voluto tornare. Ho ceduto solo una volta. Mio figlio aveva
comprato tre biglietti ai distinti, per me e il mio nipotino.Non ho potuto dire di no».
Come è andata?
«Mi hanno riconosciuto. E non riuscivo a uscire dallo stadio tra foto e selfie. E il coro.“Torni,torni”».
E oggi tornerebbe in tribuna?
«Solo se mi invita l’Ingegner Elkann».
Elkann ha il quid?
«Sì,ha preso una Exor che capitalizzava due miliardi: oggi ne capitalizza ventidue. La sua riservatezza non deve ingannare. Ha retto, da giovanissimo, personalità come Romiti, Gabetti, Marchionne.
Oggi li ha superati partecipando ai consigli di amministrazione dei principali gruppi del tech
americano.
E viene ricevuto alla Casa
Bianca, all’Eliseo e al Quirinale».
Che rapporti avete?
«Ho molto apprezzato, dopo l’assoluzione nel processo sui bilanci, un suo sms in cui si complimentava con me perché il fatto non sussisteva.
Perfetto stile Juve».
Che cosa è stata la scuola Fiat?
«Disciplina, dovere, capacità di scelta
degli uomini: il Senatore aveva come uomo di fiducia Valletta, l’Avvocato
il torinese Ghidella e il Dottore aveva
Marchionne.
Una successione di figure importantissime, che testimonia la lungimiranza della famiglia nella scelta dei propri collaboratori».
Quando lei arriva Berlusconi è il padrone
del calcio.
«Il più grande presidente che ho incontrato
nei miei dodici anni di attività calcistica:competente, appassionato, generoso, sapeva sce-
–
datrattaisuoiuomini».
Ha mai provato a portarla con sé?
«Sì, la prima volta venne da me Vittorio Feltri
e mi disse che il Cavaliere era interessato per
il Milan. La volta successiva fu a palazzo Grazioli, da soli.
Mi ha lusingato, ma non avrei mai potuto tradire Umberto Agnelli».
Dica un ricordo che tiene nel cuore.
«In un Trofeo Luigi Berlusconi, durante Juve-Milan, Buffon subì un grave infortunio alla spalla, a seguito di uno scontro fortuito con Kaká.
Una perdita enorme per noi.Al termine della partita Galliani già voleva iniziare la trattativa su Abbiati. Berlusconi lo interruppe subito:
“Non chiediamo nulla in cambio”».
Ma chi comandava per davvero nella triade?
«Comandavo io. Il termine triade non mi piace. Io ero a capo di un gruppo di persone, a cui
va dato il merito dei risultati. Bettega, Romy
Gai,Opezzi e Agricola».
E Luciano Moggi? L’Avvocato lo chiamava «lo
stalliere del Re».
«Gabetti e Boniperti non lo volevano. Il compromesso fu: veniva assunto senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le
sue capacità».
Aveva ragione Boniperti sul resto?
«Sì è rovinato da solo nella comunicazione
vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a
se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui».
Capello, Lippi o Ancelotti? Il suo preferito.
«Non vale, perché con Capello siamo amici.
Comunque tre tra i migliori allenatori del
mondo».
Baggio o Del Piero?
«Zidane, l’unico a cui abbiamo aumentano lo
stipendio noi,senza che ce lo chiedesse lui.Battute a parte, un fuoriclasse. Addirittura Platini
ritiene che un gol di Zidane in finale di Champions sia il più bello di sempre».
Le manca il calcio?
«Il calcio no. Ho avuto un mandato come
manager e l’ho assolto, sia per la Juve che
per il calcio italiano in generale. I tifosi però sì, mi mancano».
Dicono che lei si sia convertito: era del Toro?
«All’inizio vivevo in corso Marconi come un
russo alla Casa Bianca durante la Guerra Fredda…Io che andavo alle elementari vicino al Filadelfia e crescevo nel mito del Grande Torino,
ho avuto la vita segnata dall’amore per la Juve,
ampiamente ricambiato dalla gente».
Malagò è l’uomo giusto per risollevare il calcio italiano?
«Parliamo prima della sua crisi? Nel 2006 eravamo campioni del mondo e primi nel ranking Fifa. Oggi siamo quindicesimi e, per la
terzavolta, non ci siamo qualificati ai Mondiali. Nessun club italiano rientra fra i primi dieci d’Europa per fatturato. Gli stadi sono complessivamente obsoleti».
Morale?
«Con questi risultati bisognava resettare tutto: tutti a casa.
A cominciare da Abete, da decenni ai vertici del calcio federale con risultati perdenti. Per me la Federazione andava commissariata. Invece si è cambiato il presidente,ma non le logiche».
Alla fine Mancini è una scelta giusta?
«Mi chiedo:perché è stato considerato più grave il contratto di sponsorizzazione di Pirlo con una società russa di betting, e che lo stesso Pirlo era disposto a risolvere, rispetto alla situazione di Oriali coinvolto nella vicenda del falso
passaporto di Recoba, e che per questo ha patteggiato ed è stato condannato?».
Non le piace Mancini.
«Mi pare che non piaccia alla Lega di Serie A
per come lasciò la Nazionale a meno di un mese da due partite decisive per la qualificazione agli Europei.
Antonio Conte, invece, neanche interpellato.Peccato poi per Maldini e Leonardo, bella novità, persone serie con idee chiare.
Concordo con Maldini, nessuna possibilità di
innovare con questi presupposti».
Quale è il problema del calcio?
«Il sovranismo non è una buona ricetta nean-
che per il calcio. Perché, con un governo che
ha varato il Piano Mattei,non sviluppare Academy sportive e calcistiche inAfrica?Lo sport è un esempio di integrazione: ne sono dimostrazione i recenti Europei di nuoto e atletica.
Non dobbiamo inventare niente. Basta guardare alla Francia».
Sul business dove si deve guardare?
«Al mio arrivo, andai a studiare il Manchester
United: uno stadio straordinario, il merchandising numero uno al mondo, i diritti tv,e una rivista che vendeva 50.000 copie solo in Malesia!
Ora va studiato il Real Madrid. Lo stadio non è più soltanto il luogo in cui si gioca una
partita:è diventato una piattaforma tecnologica sulla quale convergono dati, media, intelligenza artificiale, produzione audiovisiva, ricerca, intrattenimento e nuovi modelli di business come il Mid, il Madrid Innovation District, che diventerà uno dei principali poli europei di innovazione tecnologica».
Sta dicendo che non abbiamo letto la trasformazione del mercato?
«Sì, è miope pensare di gestire il futuro aumentando il numero di competizioni e di partite per aumentare il fatturato.
Millennial e generazione Z non sono disposti ad osservare una partita che dura 90 minuti. Sono invece interessati agli highlights. Concentrarsi su di loro significa confrontarsi con i nuovi competitor del calcio: mondo gaming, e-sport, social network, streaming on demand, serie tv,
nuovi influencer multimediali».
Perché la Juve non vince più?
«Oggi ci sono le premesse per tornare a vincere».
Andrea Agnelli ha vinto nove scudetti di fila.
Ed è finito processato. La storia si ripete?
«Non so se la storia si ripete.
So che amava la Juve almeno quanto Massimo Moratti amava l’Inter.
Ma con risultati di alto livello sul campo».
L’accoppiata Carnevali-Massara funziona?
«Finalmente John Elkann ha scelto bene! La
proprietà è solida e presente, il management
adeguato, l’allenatore c’è, la squadra è buona.
Ci sono gli ingredienti per una Juve vincente».
Cosa direbbe ai tifosi?
«L’eredità è pesante. Quindi fiducia e pazienza»”.
Ecco, lui è un Manager, figura di un livello mai più visto nel calcio, il vero artefice dei successi di quella Juve ma anche di quella successiva…fin quando hanno seguito il suo modello di sviluppo.
Asciutto, competente, il suo linguaggio è musica per le mie orecchie.
Uno dei miei più cari amici che ha lavorato alla Juventus per 12 anni mi ha sempre detto che Giraudo era il vero visionario, vedeva 10 anni avanti e creava strategie conseguenti.
Barone,
infatti e’ lo stesso da cui ho tratto lo stralcio secondo me piu` importante, in tutto il resto ha toccato argomenti che come tifosi juventini conosciamo da tanti anni e che il nostro gruppo a partire dal 2008 ha trattato approfonditamente prima nei vari blog poi in occasione dei tanti incontri in giro per l’Italia dal 2009 al 2012.
Parlo ovviamente del gruppo di tifosi juventini che a fine 2008 si autonominarono “Indomiti”.
Ne ricordo Uno in particolare…Uno con la valigetta.
Parli per caso di quello che ha scritto qyesto per la millesima volta nel canale di scolo?
“Parole frequenti del tifo juventino
Mi hanno bocciato ad un esame, non sapevo nulla e non ho detto nulla ma ci fosse stato ancora mio zio come esaminatore sarei stato matematicamente promosso”….la possiamo tradurre così….”
P.S.: Lo zio e` quello che lo portava allo stadio con la moto.
Ecco questa ci mancava…
Da Tuttosport
“Immaginate il conflitto d’interesse di un proprietario di una squadra di calcio di Serie A che possieda anche i diritti tv del campionato. E che ovviamente abbia voce ufficiale in capitolo per quanto riguarda i calendari, anticipi e posticipi del suddetto torneo. Dimenticate la questione Butti e l’opportunità di avere un ex dirigente apicale dell’Inter come responsabile della compilazione del calendario, oltretutto con telefonate all’ex designatore degli arbitri per valutare una designazione e una direzione di gara di un arbitro “sgradito”, qua si parla addirittura di comprare, con miliardi di euro sonanti, proprio la gestione – televisiva e non – di tutto il massimo campionato italiano. Una situazione surreale, un confine di liceità che definire labile è un eufemismo. Eppure è quanto può succedere nelle prossime ore, con Oaktree pronto ad acquistare i diritti televisivi della Serie A. E avversaria di Oaktree la Bain proprietaria dell’Atalanta…”