Non siamo noi che siamo razzisti è Kean che è negro

Articolo di Alessandro Magno

A margine della partita della Juventus con il Cagliari, partita davvero ben giocata dalla Juventus, che ha vinto con pieno merito non consentendo al  Cagliari alcun tiro in porta, c’è stata e ci sarà la polemica relativa al gol di Kean reo di aver esultato facendo la statua di marmo guardando la curva cagliaritana. Non vedo sinceramente alcun tipo di provocazione se non quella di ribadire “vi ho segnato”. Va detto che non è vero che i giocatori della Juve sono stati  rispettati. Bianchi e neri ad ogni tocco di palla i nostri sono stati fischiati sonoramente per tutta la partita. Se questo rientra in un azione di “disturbo” per innervosire i nostri poi non puoi offenderti se qualcuno dei nostri si innervosisce per davvero. A noi è capitato con Mourinho fischiato per tutta la partita vinse e ci fece il gesto delle orecchie. Ce lo siamo presi e portati a casa. A molti piacque. E ma Mou non è  nero e soprattutto non è juventino. Anche il gesto di Simeone a Madrid non fu considerato provocatorio ma a molti antijuventini piacque. Invece fare la statua no , fare la statua è reato. 

Quanto era bello il calcio quando ci si faceva meno problemi di questo tipo, quando Totti dopo aver fatto un gol in un derby poteva esibire una maglia “ Vi ho purgato ancora” o Ferrante faceva il gesto delle corna con Maresca che glielo rifaceva a scherno. Quando Battistuta segnava festeggiando con il gesto del mitra o tutte le volte che è passato in cavalleria il gesto delle orecchie da Vieira a Ibra fino ad arrivare a Icardi. Invece oggi moralismi su Kean ieri su Ronaldo. C’è una certa propensione a rompere le scatole ai giocatori della Juve che devono esser più politically correct di altri. Eppure ieri si è arrabbiato anche Matuidi che non è proprio uno di primo pelo e nella carriera ne ha viste tante. Forse Matuidi e Kean non sono così neri come Koulibaly e non vanno difesi. 

Imbarazzante il tentativo di giustificare del presidente del Cagliari Giulini davanti alle telecamere Sky ,per fortuna rintuzzato da un agguerrito Adani. Perchè non esiste il razzismo buono se postdatato. A parte che abbiamo già detto che i fischi ci sono stati durante tutta la partita ma ripeto non esiste che si possano giustificare gli ululati dopo il gol con un eventuale provocazione di Kean. Se non sei razzista non lo sei mai non è che lo sei a seconda delle occasioni a corrente alternata  e allora va bene. Fortunatamente alla fine Adani ha fatto ragionare Giulini che ha ammesso che gli ululati sono sbagliati in ogni caso. 

Adesso c’è da scommetterci ci sarà il tiro al bersaglio su Kean. Prepariamoci a difenderlo. È un bravo ragazzo che lavora sodo per arrivare dove è arrivato. Bravissimo il nostro Capitano Chiellini a prenderne subito le difese. Ora ci sarà la “grande provocazione di Kean” ovvero “festeggiare” braccia aperte guardando la curva avversaria. Ora dopo le non esultanze ai gol degli ex inaugureranno la stagione  delle esultanze a misura per non irritare i tifosi avversari permalosi. Io sto con Kean. Non ci scocciate. 

  1. È MOLTO SEMPLICE

    Le 32 regole di Max

    Regola 1. «Se ci avessero insegnato di meno, avremmo imparato di più»

    Regola 2. «Il calcio è semplice: devi fare l’opposto di quello che fanno i tuoi avversari»

    Regola 3. «La semplicità è la cosa più difficile. Più scendi di categoria, meno i giocatori passano la palla, perché vogliono dimostrare quanto sono bravi»

    Regola 4. «Voglio giocatori pensanti e non polli d’allevamento»

    Regola 5. «Autenticità, direzione e un pizzico di empatia. Ecco

    gli ingredienti perfetti per guadagnarsi la fiducia dei giocatori»

    Regola 6. «Se vuoi sviluppare il talento, lascia esprimere i giovani in libertà»

    Regola 7. «Lasciati guidare dalle tue sensazioni… ma non quando sei sotto stress»

    Regola 8. «Il momento per vincere alla roulette è breve. Se non lo cogli, la sconfitta è quasi certa»

    Regola 9. «Il pensiero positivo abbassa l’energia»

    Regola 10. «Non esiste il mantenimento. Esiste solo il miglioramento continuo»

    Regola 11. «Se vuoi innalzare i picchi di prestazione, usa il cazzeggio creativo»

    Regola 12. «L’importanza di dire soltanto tre cose semplici ai giocatori»

    Regola 13. «Per vincere un altro campionato dobbiamo subire meno gol di tutti»

    Regola 14. «Essere autorevoli, non autoritari»

    Regola 15. «Gli attori principali sono sempre i giocatori»

    Regola 16. «La vita e il calcio sono simili: è tutta una questione di equilibrio»

    Regola 17. «Dai sempre al giocatore quello che gli serve, non ciò che vuole»

    Regola 18. «Così da manager aziendalista costruisco un team vincente»

    Regola 19. «Più alto è il livello di compiacenza, più è bassa la possibilità di vincere»

    Regola 20. «Scegli sempre collaboratori migliori di te rispetto a ciò che puoi delegare»

    Regola 21. «Per vincere, gioca la partita nella tua mente. Se non ti soddisfa, giocala di nuovo»

    Regola 22. «Il bravo manager è colui che porta soluzioni, non problemi»

    Regola 23. «La squadra diventa responsabile quando sa accendere e spegnere l’interruttore»

    Regola 24. «L’organizzazione deve essere al servizio della fantasia e dell’estro»

    Regola 25. «Nel calcio o fai gol, o fai assist, o corri»

    Regola 26. «Tutti possono giocare a pallone. Non tutti possono giocare a calcio»

    Regola 27. «Se non puoi vincere, fai finire la partita mantenendo il possesso palla»

    Regola 28. «Se pensi a un concetto di gioco nel modo giusto, lo puoi disegnare»

    Regola 29. «Ci alleniamo per giocare nel modo in cui giochiamo»

    Regola 30. «Gli atleti sono come cavalli da corsa. Ogni tanto vanno messi al prato»

    Regola 31. «L’attenzione sui dati porta chiarezza, mentre le suggestioni danno energia»

    Regola 32. «L’emozione del campo dà energia, l’analisi razionale ti fa decidere»

    Allenare Cristiano Ronaldo

    Buona partita

    • Regola 6. «Se vuoi sviluppare il talento, lascia esprimere i giovani in libertà»

      Infatti ha appena detto al povero Kean che al prossimo colpo di tacco lo sbatte in panchina a vita.
      Per la serie, quando le parole se le porta il vento …

      Tutte le altre regole sono un racimolo di scopiazzature.
      Si scherza neh.
      Perciò bando ai ruffiani di rincalzo 🤣

    • Barone,
      Manca qualche cenno storico sull’origine delle Regole:

      A quei tempi, quando i campionati erano scontati, gli juventini stavano perdendo la fede nella Coppa vedendo che dopo anni di duro peregrinare essa non arrivava.
      Alcuni si limitavano a brindare allo scudetto con chinotto mentre altri non lo celebravano nemmeno.
      Fu allora che egli si allontanò verso la montagna.
      Passarono i giorni e, non vedendolo tornare, gli juventini iniziarono a dubitare fortemente della loro guida.
      I più giovani fabbricarono con le pelli degli animali una palla, ed iniziarono a trastullarsi con essa dandogli col tacco. Mentre gli adulti, fusi i loro gioielli, costruirono una figura d’oro con le sembianze di un Guardiola ed iniziarono ad adorarlo.
      Fu allora che egli tornò e vedendo quello scempio ruppe le tavole con le 32 regole donate da Dio agli juventini per vincere tutto.
      Dopo aver distrutto i simboli egli tuono’: “Ragazzi! Ci vuole halma!” E così tornò sulla montagna dove ricevette nuove tavole con le 32 regole con la promessa che se gli juventini le avessero rispettate ed apprezzate la Coppa dalle grandi orecchie sarebbe stata data loro in dono insieme alla felicità eterna.

    • Ottima la tua interpretazione del Libro dell’esodo caro Chris.
      E con un prosaico balzo sei riuscito nell’impresa di non essere né un ruffiano né un rincalzo.
      Anzi hai indossato il saio di un carmelitano scalzo !
      Ahahahahahah

  2. Ecco
    E’ diventata una questione internazionale.
    Lo sapevo.
    Se ho trovate giuste le ripresine fatte a Kean da Allegri e Bonucci e di Chiellini, la penso come. Kris: andavano fatte nello spogliatoio. In conferenza stampa era da glissare con un “tutto a posto su Kean” e lasciare I pennivendoli con il cerino in mano.
    Qui adesso tutti rilasciano interviste,parlo dei giocatori. Allegri le deve fare, ma puo’ essere piu’ ermetico.
    Ah….I bei tempi di Boniperti…….oggi e’ ancora piu’ necessario di allora tenere la bocca cucita. La caccia alla notizia trasforma tutto in un giallo, in un evento da esasperare. Anche in contesti piu’ seri ormai I giornalisti fanno tendenza e sentenza.

  3. SULLE REGOLE
    (Riflessioni di un tifoso. Ovvero chi va scopiazzando resta poi scopiazzato😉)

    “Tralasciando il numero delle regole (perché non 40?, 10 o 12?) qualche riflessione, senza aver letto il libro (che, se tanto dà tanto, sarà appassionante come un Frosinone-Juventus), mi sento di farla. Esclusivamente relativa a quello che ho letto nell’articolo, of course.

    Dunque, Allegri dice del sistema olandese: “un sistema che insegna ai ragazzi a giocare a calcio, che non li “meccanizza”. Vista così, sembra di avere in casa un allenatore che prediliga la fantasia al potere, che rifugge dai giocatori con poca tecnica, che magari faccia giocare la sua (nostra) Juve come quell’Ajax.
    Però poi ti accorgi che Matuidi ha il posto assicurato sempre e che i suoi piedi sono peggiori dei miei (certificato da chi mi ha visto giocare, non mi invento nulla), che il suo ideale di giocatore è alto, grosso (e al posto di Pirlo, aggiungo) e la tecnica ha poca importanza.Tra l’altro i ragazzi all’Ajax quando sono buoni (e coi piedi buoni) giocano spesso. Da noi un 26enne è considerato un giovane…..

    Allegri dice che un giocatore deve avere “quello che gli serve, non quello che vuole”.
    Abbiamo scoperto che Dybala ha “bisogno” di giocare a centrocampo e che “non ha bisogno” di fare l’attaccante. Così come abbiamo scoperto che Mandzukic ha “bisogno” di fare il centrocampista aggiunto (chissà per quale motivo che non sia il fatto di giocare sempre e comunque).
    Sulla pazienza posso essere più o meno d’accordo. Basta che sparisca la parola “calma” dalla sua bocca durante le partite.

    Un’altra cosa che non mi torna è l’analisi delle caratteristiche delle squadre che incontriamo. Pare che queste caratteristiche vengano analizzate attentamente. Però, se spesso negli scontri diretti si fallisce la prima partita mi viene da pensare che qualcuno stia bluffando. Chi non posso saperlo. Ma Allegri lo sa di certo.

    Taccio sulla sua speranza di una carriera alla Ferguson. Mi piacerebbe vedere qualcosa di meglio del suo gioco alla Juve.
    Forse quest’ultimo è uno dei motivi per cui Allegri divide così tanto i tifosi bianconeri, il suo gioco. Attraente per chi vive di risultati. Un pò meno per chi, come me, vorrebbe vincere ma vedendo anche un buon calcio”.

    (Taita, Juventibus)

    • Meglio di Carcano…il resto sono solo favolette.
      Max vi distrugge il fegato.
      Ahahahah

    • Offendi lo spirito assolutamente sereno del post di Taita con la tua battuta acida.
      Boh, se quello ti sembra un post polemico siamo veramente al dessert …
      A proposito, ma lo hai letto ?
      Ripeto. Lui cerca di capire anche le ragioni altrui … non sparacchia sentenze. Non vede nemici, ma compagni di tifo. Lui.

      • Vedi Luigi
        A te non piacciono gli ZAMPINI dentro gli SCARPONI facendomi anche la Moralia, ed io, dopo averli provati non ho fatto una piega.
        Ora a me, importa una sega di questo Taita e mi fai il sermone ?

        Orsù, tra poco è Pasqua.

      • Taita -che ti è tanto antipatico- conta solamente per quello che scrive. Per i concetti semplici e lineari.
        Vabbè che ne parliamo a fare se il tuo dio è Garro, praticamente uno sgherro di Allegri ? 🤣

    • Ps Taita analizza ponderatamente alcuni passaggi del libro … trovando delle contraddizioni, e cercando di darsi delle risposte.
      Noni pare inveisca contro qualcuno.

      Purtroppo mi rendo conto che è più facile e sbrigativo buttarla in caciara, piuttosto che argomentare come fa lui.

      PPs e a proposito di Carcano: negli ultimi due righi risponde anche su questo argomento 🤗

  4. INDIVIDUAZIONE DELLA FECCIA

    Hanno appena detto su Sky Sport che esiste una tecnologia, con telecamere sofisticate, già utilizzate in alcuni stadi europei, che permette il riconoscimento facciale anche a 100 metri di distanza in uno stadio. E mediante apposite zummate permette di individuare i facinorosi e/o i razzisti di turno.
    Il tutto con una modica spesa affrontabile da tutte le società …
    La palla passa alla federazione …

  5. NE VOGLIAMO PARLARE ?

    Se ne può parlare per un momento (perché poi scoccia, almeno per noi non addetti ai lavori) seriamente ?
    Credo che né Taita, né qualcuno di noi fessi, pensi che Allegri sia un fesso.
    Certo ci vuole anche un pizzico di fortuna nel fare l’allenatore di calcio. Tipo farsi trovare in spiaggia un 14 luglio … l’uomo che sta a spasso nel momento giusto, e sale di corsa sul treno giusto …
    Ma analizziamo a spanne le qualità di Allegri, e non certo per far contenti i suoi unneschi pretoriani.

    Il risultato è l’obiettivo unico e primario del livornese, un ottimista per natura. Che cerca di non ingombrare la mente dei giocatori con eccessive questioni tattiche, piuttosto cerca di trovare loro una posizione. La vittoria è il suo obiettivo, e tenta di raggiungerla fregandosene dell’estetica e di tutto il resto.
    La difesa è il pilastro di ogni sua impostazione tattica … E centellinare le energie è quasi la sua ossessione…
    Allegri è un furbo … ma a certi altissimi livelli -dove lui è, beninteso- la furbizia in alcuni casi può diventare un limite, perché tende ad impedirti di rischiare, mentre a volte, soprattutto in una partita secca bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo… chi non risica non rosica recitava un proverbio popolare.

    Perché -esempio pratico-, se la Champions si giocasse in un mini torneo con andata e ritorno tra tutte le migliori squadre europee, la Juve, con Allegri in panchina, avrebbe non molte, ma moltissime chance di vincere quel torneo e quindi la Champions.
    E con questo credo di aver detto (quasi) tutto. Ma non pretendo certo di aver demolito la draconiana ossessione di alcuni, irti come punte di cancelli a difesa dell’uomo di Livorno 😉.

    Buona serata

    • Ma vedi Luigi, io invece credo che l’ossessione sia solamente tua.

      Ciao.

    • … questa è la migliore della serata ! Ihihihihihihih

    • Ps
      “Ma non pretendo certo di aver demolito la draconiana ossessione di alcuni, irti come punte di cancelli a difesa dell’uomo di Livorno 😉”

      Esempio di come si possano prevedere in anticipo certe risposte ossessive 😅

  6. TALE E QUALE A TAITA

    Luigi, come ti dicevo.

    “La Juventus è imbattuta dal 10 dicembre 1933 (Milan-Juventus 3-1), ma tutto ha una fine.
    E allo stadio di Roma, contro la Lazio di Silvio Piola, Levratto e di Blason, l’imbattibilità si esaurisce dopo 25 partite: 5-3 per i laziali.

    Sono giorni di deliri sparsi e c’è chi delira più pericolosamente del solito.

    E’ l’alessandrino Carlo Carcano.

    Edoardo Agnelli chiama a rapporto Mazzonis, Gola, Tapparone.
    Cosa c’è di vero in questa storia delle licenze del tecnico con i suoi giocatori ?

    E’ vero che lo spogliatoio è pieno di chiacchiere ingiuriose per la dignità del sodalizio ?
    “Qualcosa c’è di vero, purtroppo, commendatore…” sibila Mazzonis.

    Non sono bastati quattro scudetti a riparare l’alessandrino Carcano dall’accusa di indegnità morale.

    Non è finito il mese di novembre, anzi siamo agli inizi del mese e dopo quel Lazio-Juve la squadra viene affidata al fumaiolo vivente Bigatto.
    Combi è promosso dirigente tecnico.
    Alterne vicende di un torneo che vede la Fiorentina ad un certo punto solitaria al comando.
    I meriti di quel mediano forse insuperato di Mario Pizziolo si sposano con la condizione ideale del complesso, le parate di Amoretti fanno il resto, fino a tre giornate dalla fine il campionato è una lotta a tre.
    La spunteranno l’orgoglio ed il mestiere della Juventus, che corona trionfalmente il suo inseguimento andando a vincere proprio a Firenze il 2 giugno del 1935, ultima giornata di un torneo che con le 16 squadre ha avuto qualche palpito in più.

    E’ il quinto consecutivo.
    La gioia può fare leggenda.

    La Leggenda della Juventus. Cinque scudetti uno dietro l’altro, in un momento dell’Italia egualmente irripetibile”.

    Inutile dire che Allegri abbia superato Carcano perché, purtroppo per lui, quel campionato non lo finì.

    Buona serata

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