La scomparsa di Giampiero Boniperti

Giampiero Boniperti

Scritto da Cinzia Fresia

Se n’è andato in punta di piedi, in silenzio e senza clamore. Boniperti uno dei “grandi vecchi” della Juventus è morto a causa di un’insufficienza a cardiaca a 92 anni.
Una vita all’insegna della Juventus da giocatore prima e da dirigente poi, con una parentesi in politica da parlamentare europeo per conto di Forza Italia.
Se si osserva la carriera di Boniperti ci sono state tre squadre: Barengo, Momo e Juventus.
Ma sono cose di tanti anni fa e la fedeltà ad una squadra e ad un’azienda sono peculiarità che non esistono più.
Il mondo cambia e di conseguenza il calcio anche.

Ci resta il ricordo di un grande Campione che ha contribuito alla costruzione della Juventus leggendaria di cui è stato fedele fino alla fine.

Che la terra ti sia lieve.

  1. GIAMPIERO BONIPERTI, UNA VITA IN BIANCONERO

    Attaccante-Centrocampista, Presidente e Amministratore delegato

    Nato a Barengo(Novara) il 4 luglio 1928

    Nella Juventus dal 1946-47 al 1960-61 da calciatore

    Presenze: 460

    Goal: 179

    Palmares: 5 Scudetti (’49-’50, ’51-’52, ’57-’58, ’59-’60, ’60-’61); 2 Coppe Italia (’59-’59, ’59-’60)

    Nella Juventus dal 1971-’72 al 1989-’90 da Presidente e dal 1991 al 1994 da amministratore delegato

    Palmares: 9 Scudetti (’71-’72, ’72-’73, ’74-’75, ’76-’77, ’77-’78, ’80-’81, ’81-’82, ’83-’84, ’85-’86); 3 Coppe Italia(’78-’79, ’82-’83, ’89-’90)); 2 Coppe Uefa (’76-’77, ’92-’93); 1 Coppa delle Coppe (’83-’84); 1 Supercoppa Europea (’85); 1 Coppa dei Campioni (’84-’85); 1 Coppa intercontinentale (’85)

    Qualche racconto di Caminiti di cui apprezzavo gli scritti…

    Capitano della Nazionale e unico ITALIANO schierato con la rappresentativa del Resto del Mondo a Wembley.
    È il 1953. Boniperti incanta, segna due reti e si porta a casa la maglia, eterno ricordo di quel pomeriggio inglese.
    Non ama molto allenarsi. Quando può, schiva l’ostacolo.
    Una seduta al giorno, al massimo. Fino al venerdì. Dalle tre alle cinque e mezzo.
    Riscaldamento, corsa, qualche scatto e poi la palla.

    Arrivano altri trionfi con Charles e Sivori nel frattempo arrivati alla Juve.
    Nel ’58 ecco lo Scudetto della Stella, quindi altri due campionati con due Coppe Italia a far da delizioso contorno.

    Non gioca più con il 9. Si è spostato qualche passo indietro.
    Decisione saggia, come molte.
    Come quella delle mucche gravide, da lui scelte come premio partita.

    Chiude all’improvviso nel 1961. A 33 anni, ancora in forma e vincente.
    Consegna le scarpe al magazziniere. Definitivamente.

    Lassù lo aspettavano Sivori e Charles…mettiti gli scarpini, ti stavamo aspettando!

    Una Prece.

  2. SENZA BANDIERE

    È il maggio del 1949, il paese e l’intero mondo del calcio sono scossi dalla Caduta degli Eroi granata in quel di Superga.
    Un afflato spontaneo giunge dall’Argentina: il River Plate di Antonio Liberti, in piena sintonia con il patròn granata Ferruccio Novo, offre di portare i suoi Millonarios a Torino, gratuitamente, per un’amichevole in onore di Mazzola e compagni.
    I vertici del club sabaudo salutano l’iniziativa con entusiasmo, e accettano il gesto d’affetto.

    Viene così composta una squadra improvvisata, selezione del meglio della Serie A di allora, denominata Torino Simbolo, e guidata dall’icona juventina Giampiero Boniperti, impegnato sul fronte offensivo insieme a un’altra stella dell’epoca, il milanista Gunnar Nordahl.

    La gara termina sul punteggio di 2-2: dell’interista Nyers e del milanista Annovazzi le reti del Torino Simbolo, a cui rispondono Labruna e, per il definitivo gol del pari, niente meno che Alfredo Di Stefano.

    Mitico!

  3. “LA JUVE NON È SOLTANTO LA SQUADRA DEL MIO CUORE, È IL MIO CUORE”!

    Ora strumentalizzate anche questa.
    Saluti

    • Barone

      Per quanto mi riguarda credo di non aver fatto alcuna strumentalizzazione, chi fra i tifosi juventini lo ha fatto e continua a farlo con banali giochi di parole, dovrebbe invece rispedire al mittente le lodi fatte da un serP.ente inK.appucciato che ricorda con piacere quello che disse Boniperti dopo calciopoli.

  4. Barone50, Tranfaglia

    Non credo ci sia niente da aggiungere, le mie parole iniziali sono state una dedica ad un “Presidente che rimarrà per sempre nella Storia della Juventus”, quelle che tu Barone hai riportato dicono anche che Boniperti ha anteposto se stesso alla Juve e quel 29 scudetti è per rispetto ai calciatori che li hanno vinti sul campo e sono rimasti alla Juve anche in serie b. Vero poi che ha vinto tanto ma è altrettanto vero che la Storia vincente della Juve è continuata anche dopo di lui e non sto qui a riportare tutti i trofei vinti dalla Triade perchè tutti abbiamo l’età per ricordarli, ma tutti sappiamo anche chi e in che modo ha inter-otto quella Storia, allora se di un complotto si è trattato meglio evitare di dire come disse in un’intervista alla Stampa a Beccantini che non c’è stato alcun complotto contro la Juventus, ma può darsi che non aveva ancora capito che quelli che hanno architettato quella porcata erano gli stessi che vent’anni prima accusavano lui, Boniperti, di comprarsi gli arbitri e gli dicevano che lui era l’arbitro in campo, da Viola che istigava gli animi dei romanisti a Sensi, a quelli che gli dicevano che la Juve rubava perché nessuno voleva fare uno sgarbo alla FIAT. Insomma che la Juve era già “ladra” ai suoi tempi Boniperti se lo sarà sentito dire tante volte, dunque un po’ Moggi si dev’esser sentito anche lui, ma se nel 2006 è successo quello che è successo da persona intelligente quale era aveva sicuramente capito anche come e perchè è potuto accadere.

  5. Dispiace non averlo visto giocare. E pur così l’ho sempre visto come un simbolo di quel calcio che ho iniziato ad amare da bambino. Era la Juve che ho iniziato a tifare e lo è stato fino alla fine. Ciao Preside’

  6. MASCHERATO UNO A CENTRALE MASCHERATA…PASSO

    Fai gli elogi a Boniperti sapendo chi era e per chi batteva il suo cuore e poi gli dici di aver indossato, anche per una sola volta, la maglia del Toro?

    Che male c’è averla indossata? Nulla specialmente dopo Superga…ma detto da una Madre fa veramente tanta pena.

    Buonanotte

  7. Età il mio primo album Panini.
    Stadio=Comunale
    Presidente= Giampiero Boniperti
    Allenatore= Rino Marchesi.
    Con te se ne va un pezzo di infanzia.
    Ciao Presidente.
    Si VINCERE NON È IMPORTANTE. È L UNICA COSA CHE CONTA.
    Fino alla fine…..

  8. Fu il mio primo poster in camera, la camera di un ragazzino, poster in bianco e nero accanto a quello di una Lamborghini Countach, ed alla bandiera bianconera del 13° scudetto.

    Andando a scuola, arrivavo in fondo alle scale e raccolta la copia de “la stampa”, che il postino consegnava puntualmente alle 6:30, cercavo avidamente due articoli, quello con le dichiarazioni di Boniperti e quello con le dichiarazioni del Trap.

    Il resto lo leggevo con calma al rientro a casa.

    Boniperti!

  9. Che bei ricordi, Luca. Io lo conoscevo come un uomo austero e vero padre di famiglia più che il presidente della Juve. Mio padre mi diceva che era lui la Juve e che insieme a Charles e a Sivori aveva dominato il mondo. C’era l’Avvocato dietro ma era lui che veramente gestiva e comandava, il buon Moggi ebbe la strada spianata quando arrivó in quel modello di efficienza.
    Io ebbi modo di vederlo dal vero solo una volta quando la sede Juve era al centro di Torino ed andai a ritirare il biglietto di una partita di coppa dei campioni negli anni, 80. Uscì da una stanza insieme al Trap sorridente e quel sorriso è il ricordo più bello che ho.

  10. MARCO BERNARDINI

    “Il quattro di luglio che verrà, giorno del suo compleanno, rinuncerò con dolore ad una abitudine ormai radicata.
    Appena sveglio, prendere il telefono e chiamarlo a casa per fargli gli auguri.
    Conversazioni diventate nel tempo sempre più brevi seppure cariche di emozioni.
    L’ultima, l’anno scorso. Ciao presidentissimo, come va? La sua voce di sempre, squillante: “Un leone. Lo sai Marco che ho fatto un patto con il Padreterno. Lui mantiene la sua parola”.
    Poi lo sgomento. “Per favore mandami una tua fotografia, ti prego”. Sapeva con chi stava parlando, ma non riusciva più a memorizzarne la figura.
    Pensai che, probabilmente, quel “patto” celeste era ai titoli di coda e provai un senso di smarrimento.

    Intendiamoci, novantatrè anni rappresentano una bella età e il fatto di doversene andare deve essere messo in conto tutti i giorni.
    Eppure rispetto a Giampiero Boniperti veniva da immaginare che fosse in grado di polverizzare ogni record umano e di abbattere persino la realtà della provvisorietà umana.
    Perché era unico. E’ stato unico. E per il calcio come personaggio e per la Juventus come presidente irripetibile. Ecco perché la prima delle cose che la società bianconera avrà il dovere di fare e anche in fretta sarà quella di intitolare ufficialmente lo stadio a lui prima che cominci il prossimo campionato rinunciando con dignità all’attuale sponsor. Una piccola cosa in confronto alle grandi cose che Boniperti ha fatto per la sua Juventus.

    Dire di lui, ricordandolo, è l’impresa più semplice e più complicata allo stesso tempo che possa esistere. Un uomo illustrato da milioni di eventi e imprese, anche soltanto minimaliste.
    Non basterebbe un volume enciclopedico per narrarle. Fu e sarà la Storia del calcio. Oppure sarebbe sufficiente soltanto un “Grazie presidentissimo” per chiudere il cerchio. Una frase semplice e secca che racchiude l’intera summa bonipertiana. E lui, credo, sarebbe felice così perché non amava i fronzoli e detestava ogni forma di inutile chiacchiericcio. Lo voglio rispettare, come sempre ho fatto, rinunciando alle pomposità che la circostanza sembrerebbe richiedere.
    A dire di lui sono le cose rimaste del suo lavoro e del suo impegno in un mondo che soltanto alla fine prese direzioni opposte e diverse ma che continuerà per sempre a essere tracciato dalla sola filosofia che conta: il successo figlio del lavoro competente e dell’onestà intellettuale. Il resto è fumo.
    A resterà il ricordo di un grande amico, nel bene e nel male. Nelle sue sfuriate e nei suoi slanci di amore. Nel suo essere un silenzioso benefattore per i più deboli, nel suo diventare spietato nei confronti di chi tentava di gabbarlo. Nella sua grande dignità di sapersi fare da parte senza fare piazzate come quando venne cancellato dalla ”nuova” Juventus, nella forza e nel coraggio di rimanere punto di riferimento per coloro che ancora lo cercavano per imparare. Nel suo essere marito, padre e nonno esemplare “dentro e fuori dal campo” come amava dire.
    In una parola, nel suo saper essere il “presidentissimo”.

    L’unico, senza possibilità di ristampa”.

  11. L’ETÀ FA BRUTTI SCHERZI

    Tra i tanti ricordi di Luciano Moggi nel ricordare Giampiero Boniperti c’è anche la storia di Del Piero al Parma:
    “Ci fu anche un diverso modo di vedere le cose calcistiche tra me e lui, e avvenne quando, entrato alla Juve nel 1994, trovai Del Piero, che si trovava a New York con la nazionale italiana per i Mondiali, ceduto al Parma.
    Mi affrettai a partire per l’America per tentare il recupero del giocatore.
    Ci stavano già Tanzi e Pastorello, presidente e Ds dei gialloblù.
    Dopo lunghissime trattative, riuscii a riportare a Torino in cambio di Dino Baggio”.

    Direttore, mi dispiace, la devo correggere, guardi che si sbaglia, Del Piero ai Mondiali americani non è mai andato.

    Saluti

  12. BEPPE FURINO

    Beppe Furino, ex centrocampista e capitano della Juventus, ricorda Giampiero Boniperti, suo presidente in bianconero. Ecco quanto dichiarato ai microfoni di “Sky Sport”: “Io credo che oggi, come allora, le qualità morali siano fondamentali per chi vuole fare il professionista in una disciplina che sta diventando sempre più complessa. Queste doti erano di valore allora e lo sono ora.
    Boniperti conosceva il calcio e sapeva anche che per vincere occorre avere sostanza, attributi e capacità, non solo tecniche ma anche morali.
    Queste doti sono fondamentali per i giocatori. La Juve di allora fu fatta ad immagine e somiglianza di Boniperti, una squadra con gli attributi.
    Una Juve non solo capace a giocare ma ad orientare il timone anche nelle difficoltà, riusciva a trovare sempre la retta via. Questo è un valore che si deve riconoscere a Boniperti. Il nostro rapporto? o ero di poche parole come lo era lui, io preferivo parlare sul campo e penso di aver avuto la stima di tutti i miei compagni.
    Ho avuto dei compagni fantastici, primo fra tutti Roberto Bettega, forse uno juventino tanto quanto me.
    Questa squadra fu formata strada facendo da Boniperti, tutta italiana, ed in quel periodo non era così semplice.
    Ed aveva un carattere ed una mentalità come Boniperti, pochi fronzoli.

    I contratti? Lì c’erano tante cose da poter raccontare, quella dei contratti era anche una favoletta, in quel periodo sapeva già perfettamente cosa fare. A lui piaceva intrattenersi con i giocatori perché parlava di calcio e della stagione appena passata”.

    Ha segnato Alvaro sul filo del fuorigioco…buon per la Spagna che non è la Juve.

    Buona serata

  13. A questo punto, e senza retorica sterile e senza andare a fare i utili distingui, fatemi dire che rimane una vaga speranza che Boniperti rappresenti un esempio per le generazioni future. Per condurre un club, un’azienda, una nazione, bisogna avere una componente anche sentimentale, semplicemente un amore. Se questa componente nasce, i risultati sono più facili da raggiungere rispetto a qualsiasi gestione puramente professionale o mercenaria. Non è facile e nemmeno scontata, ma è così. Ciao Presidente, grazie.

  14. L’ITALIOTA SERIE A

    Qualcuno sa per caso a quanti goal è a questo momento dell’Europeo la ciurma della serie A ?

    Ma anche quelli della Juve a quanti goal sono?

    Buongiorno ☕ e buona domenica

    • Sinceramente non lo so, e ti confesso che non ho voglia di andare a guardare.
      La sensazione generale è che stiano facendo bene, qualcuno benissimo.

      Viste le prestazioni nelle nazionali e viste le prestazioni nei club che soprattutto negli incontri internazionali sono scadenti punterei il dito sui nostri allenatori.

      Mancini a parte naturalmente.

      Il problema è sempre il solito, il gioco in italia, non diverte e non rende, troppa tattica soffoca il talento e fuori dai confini non si vince.

      • Luca ti consiglierei di andare a vedere quanti goal hanno segnato in questo Europeo tutti gli stranieri e italiani che giocano nel nostro Campionato…
        Ciao

  15. NOTIZIA DEL TUTTOSPORT DI OGGI

    – Arrivano conferme: la Juventus dovrebbe varare un aumento di capitale nel prossimo autunno/inverno.

    “Se ne parla e se ne scrive da tempo e ieri si è aggiunto al coro delle indiscrezioni “Il Sole 24 Ore” che ha ipotizzato in un suo articolo una ricapitalizzazione per il club bianconero dai 300 ai 400 milioni di euro.
    Un’iniezione di denaro fresco per contrastare i devastanti effetti del Covid che ha bruciato buona parte dell’aumento di capitale da 300 milioni, effettuato nel gennaio del 2020. (…)

    Ora il club sta per chiudere un bilancio con un forte passivo (la semestrale ha chiuso con una perdita netta di 113,7 milioni), dopo che anche il precedente esercizio si era chiuso in rosso.
    La situazione debitoria è sotto controllo (le banche danno pieno credito al club, che ha immobilizzazioni solide e convincenti), ma ha raggiunto (a fine 2020) i 357,8 milioni. (…)

    Per il mercato, e non solo…
    Ma questi soldi serviranno per il mercato? In modo indiretto si può anche rispondere sì, ma sarebbe fuorviante sostenere che i 350/400 milioni in arrivo possono essere il fondo per dare l’assalto ad Haaland o Mbappè. Intanto perché arriveranno dopo la campagna acquisti, ma soprattutto perché l’idea è quella di dare solidità economica alla Juventus per portare avanti il progetto del nuovo ciclo, improntato ai giovani e a una maggiore sostenibilità del monte ingaggi.
    Detto ciò è chiaro che se nei prossimi mesi arrivasse la conferma ufficiale dell’aumento di capitale, il segnale sarebbe forte anche sul fronte del calciomercato, dove potrebbero non essere necessari sacrifici tecnici dolorosi, ma potrebbero proseguire gli investimenti”.

    Buona giornata

  16. Buona domenica di mare per chi puó oggi goderselo e in generale a tutti. Buon divertimento x questa sera per chi ha gusto di guardare l’Italia ed anche per chi la vive con distacco. Ieri buona Germania che ha bastonato il Portogallo di Cr7 che una volta di più chiarisce che i fuoriclasse possono aiutarti ma da soli non vanno da nessuna parte se non hanno accanto una squadra che li possa supportare.
    La Spagna è in fase calante mentre l’altra sera, e mi rivolgo gli amici che amano il calcio anglosassone ho visto, nel derby Inghilterra-Scozia il classico “vai alla w il parroco” dove le loro stelle Kane e company sono addirittura scomparsi.
    C’è troppo entusiasmo attorno all’Italia ma se non dovesse finire bene ho paura che ci sarà sempre quello che avendo un intelligenza superiore, aveva previsto, che sarebbe finita così e magari lo giustificherà pure.
    Sono questi, i veri italioti, Barone, quelli che sputano nel piatto in cui mangiano perché ritengono che anche la migliore cucina fa schifo.
    😉

    • Si parla di calcio inglese riferito ai club.
      In UK da un po offrono lo spettacolo migliore.
      La premier è il calcio più seguito a livello mondiale, è il calcio più ricco ed ultimamente anche in CL ed EL cominciano a vincere trofei.
      Il nostro checché se ne dica a livello internazionale ha poco da dire.

      Se guardiamo alle nazionali, quella di Mancini è super, le altre dall’ultima di Lippi a Ventura hanno fatto vedere poco.
      Agli ultimi mondiali non ci siamo neanche arrivati.

      • Certo Luca. Io volevo solo evidenziare quale fosse la vera forza dell’Inghilterra come Naziinale. L’unica Nazione con oltre 50 milioni di abitanti, e che si fregia pure di aver inventato il football che ha nel carnet solo una vittoria mondiale tra l’altro giocata in casa e letteralmente rubata ( dai tabloid).
        Quanto all’Italia dimentichi un altro campionato europeo in cui Conte diede spettacolo con una formazione in cui anche le verdure tirarono fuori del sangue.
        Ventura fu una vera sventura, purtroppo, ma non puoi dare una penna in mano ad un porco.

  17. Alessandro Magno

    mi ricorda la Juve con cui sono cresciuto e quell’inno ”Juve Juve”

    • Si è la Juve con cui siamo cresciuti, e l’inno Juve Juve resta il migliore ad oggi.

      • Juve, juve o cara squadra senza età
        Juve, Juve cara gloriosa società
        Mille bandiere bianconere intorno a noi
        Ci fan sentire in campo undici eroi
        Perciò cantiamo tutti in coro
        E la Juventus
        È un inno che la forza ci dà
        E la Juventus
        E nostra la vittoria sarà
        Forza Juve, il comunale grida già
        Forza Juve, è bianconera la città
        Mille bandiere sempre ovunque intorno a noi
        Ci fan sentire in campo undici eroi
        Perciò cantiamo tutti in coro
        E la Juventus
        È un inno che la forza ci dà
        E la Juventus
        E nostra la vittoria sarà

        • Me la sono ricantata tutta, grazie Melara. Avevo il disco quando ero ragazzino è chissà se non riesco a ritrovarlo 😀

        • Ciao Melara,ho un dico 45 giri,tutto graffiato dal mangiadischi e dall’usura da ascolto…è proprio “l’inno “…anche se storia di un grande amore non è malaccio

          • Tecnicamente Storia di un grande amore è forse un’altra cosa.

            Ma Juve Juve che comincia con i tamburi ed il coro dei tifosi è proprio l’inno.

            Per noi malati naturalmente.

      • Condivido. Lo cantavo in continuazione.

  18. l’Italia si conferma anche con le seconde linee e passa in carrozza alla fase in cui il gioco si fa duro.
    Solo applausi per questi ragazzi che non abbassano mai il ritmo e non smettono di cercare il gol.

  19. Bella Italia anche se non al livello delle prime 2 partite anche se i molti csmbi un pochino hanno inciso. Xrò una cosa bisogna dirla: visto i risultati delle altre 3 nei loro rispettivi incontri.. credo che la più forte di loro sia abbastanza scarsa. Detto questo, l’importante è che si dia passato il turno. Continuiamo a sognare.

  20. VINCERE SEMPRE

    Il tg1 omaggia Giampiero Boniperti:
    https://www.facebook.com/groups/2111051612296622/permalink/4132450663490030/

    Dovete andare a cogliere le banane…
    Buona serata.

  21. ANCHE IL POSTINO CI HA LASCIATI

    È morto Luis Del Sol, il postino di Puskas.
    R.I.P.

  22. Da Tuttosport:

    Il succo della Superleague ben spiegato da Laporta.

    Come fare a non dargli torto?

    Superlega, l’affondo di Laporta: “Abbiamo ragione, andremo avanti”
    Il presidente del Barcellona contro la Uefa: “Non può essere che i club perdano soldi e loro guadagnano”

    BARCELLONA (SPAGNA) – “La Uefa ha ritirato il procedimento disciplinare che ci permette di giocare la Champions League. Abbiamo ragione e andremo avanti con la Superlega”. Il presidente del Barcellona Juan Laporta è un fiume in piena e nel corso dell’assemblea dei soci del club, torna a parlare del progetto della Superlega, ribadendo la volontà di andare avanti “Se vogliamo che il calcio sia più attraente e sostenibile, dobbiamo fare questa scommessa. Il progetto e’ vivo La Uefa non ha voluto accettare il dialogo e noi non lo capiamo. Non dobbiamo scusarci per voler essere padroni del nostro destino. Non pagheremo sanzioni, abbiamo ragione”.

    Laporta contro la Uefa: “Noi perdiamo, loro guadagnano”
    Il Barcellona, con Juventus e Real Madrid, sono gli unici club a non aver mollato il progetto. “Se confrontiamo i soldi della Superlega con quelli della Champions, non c’e’ paragone. Si parla di 180 milioni contro 400 – ha confermato Laporta -. Il format sarà più appetibile per tutti e vogliamo portarlo avanti partendo dal dialogo con Uefa e Fifa. La Fifa è più vicina al nostro approccio, non come la Uefa. Sono convinto che riusciremo a convalidare questo torneo”. Gli altri club fondatori hanno fatto un passo indietro. “Rimaniamo in contatto con i club che se ne sono andati e sappiamo che, se l’azione che stiamo intraprendendo in base alla sentenza del tribunale avrà successo, il contratto che hanno con la Uefa non resterebbe in vigore. Sarebbe una lega con meritocrazia, solidarietà e regole, stiamo creando qualcosa di nuovo”. Laporta chiude con un attacco diretto a Ceferin e alla Uefa. “Non può essere che i club perdano soldi e la Uefa guadagni. Stiamo lavorando per rendere compatibili tutte le competizioni. Dobbiamo lavorare per poter dialogare con la Uefa, ma non sarà facile perchè si sta smantellando un monopolio che hanno costruito”.

  23. IL BARONE INCAZZATO

    Il 25 novembre quassù proprio in questo blog è stato ricordato e scritto di più…non sono certo io che da patenti di juventinità…quella ve la date da soli…

    Detto questo, anche ieri sera all’Olimpico i dirigenti e allenatore non si sono comportati con il dovuto rispetto per una Icona Nazionale come Giampiero Boniperti.

    Non so il regolamento che cosa dice, se non dice che i dirigenti e l’allenatore non devono mettere il lutto al braccio vuol dire che Gianluca Vialli ha sbagliato.
    Era l’unico della dirigenza in panchina ad aver omaggiato Boniperti con la fascia del lutto al braccio.

    Gli altri tre, tre pezzi di merda iniziando da lele oriali(volutamente piccolo).

    Buonanotte

  24. 22-6-1986
    (Baró, m’hai fatto pensare a Diego)

    Nel testo allegorico della sua canzone racconta Piti Fernández che quella sera, dopo aver propiziato l’1-0 col divino intervento di mano, Gesú disse ai giocatori argentini: “Io ora vado via, il mio l’ho fatto e di tattica non ne capisco. Ma un consiglio ve lo posso dare: il pallone sempre al Diez, che si produrrá un altro miracolo!”

    E fu allora che…

    El Diez susurró a su oído:
    “Novia eterna, ven conmigo
    Te llevaré de paseo
    Que nos verá todo el mundo
    Y sabrán cuánto te quiero”.
    La pelota enamorada
    Blanca piel inmaculada
    Se entregaba sin pudor
    A suelas de terciopelo
    De su eterno gran amor.
    El fut y gran as de baile
    Comenzaban su paseo
    Sobredosis de talento convertía a los rivales
    En estatuas de cemento
    Gran amante por doquier
    Danza el diez con su mujer
    Caricias besos y abrazos
    El diez haciendo el amor
    Y el orgasmo fue un golazo!

    (El Diez sussurró al suo orecchio:
    “compagna di sempre vieni con me
    Ti porteró a passeggiare
    Cosi ci vedrá tutto il mondo
    e saprá quanto ti amo”.
    La palla innamorata
    bianca pelle immacolata
    si consegnava senza pudore
    alle suole di velluto
    del suo eterno grande amore.
    La palla ed il gran ballerino
    iniziavano la passaggiata
    l’esplosione di talento trasformava gli avversari
    in statue di cemento.
    Gran amante per definizione
    danza el Diez con la sua amata
    Carezze, baci, abbracci
    El Diez faceva l’amore
    e l’orgasmo fu un golazo!)

    https://www.youtube.com/watch?v=lHnRvUyXHKc

    Muchas gracias señor Dios
    Muchas gracias señor Diez

    • Grazie Kris,
      ogni tanto è salutare prendere una boccata d’aria fuori dall’orticello … C’è vita oltre la siepe 🤗.

    • Mi vuoi continuare a rompere i coglioni?
      Non ci metto nemmeno un secondo a mandarti a fare una passeggiata a te e l’altro nel vostro orticello.
      Muchas gracias a stocaz

  25. Ho avuto modo di vedere più volte dal vivo Maradona ( contro la Juve almeno in 3 occasioni) e sarei stupido se dovessi dire che non fosse stato un grande fuoriclasse, ma quanto a celebrarlo in un blog juventino dove nello stesso periodo ce ne era un altro di fuoriclasse che a mio modesto parere gli era superiore, beh proprio non ci sto.
    Il periodo storico per Maradona ha ampliato la sua immagine e popolarità, non dimentichiamoci che è è stato per il Napoli il tanto agognato scudetto ( raddoppiato poi) mai vinto dalla squadra partenopea, sino ad allora. Questo rappresenta per Napoli, i napoletani e la Campania in genere un evento che anche per ragioni sociali ha una valenza superiore a qualsiasi altra situazione storica. Per la Juventus uno scudetto in mezzo a tanti altri non può e non potrà mai essere valutato allo stesso modo. E su questo credo che non ci piova.
    Idem con patate quel mondiale che una modesta Argentina vinse in un modesto campionato in cui la sorte volle che dovesse battere la squadra di calcio dell’Inghilterra. Quell’Inghilterra appena uscita vincitrice di una guerra per il dominio delle isole Falkland,dove gli Argentini belligeranti avevano fatto una figura da Paese da terzo mondo per quanto fossero disorganizzati militarmente e politicamente nonostante una popolazione 4 volte più numerosa della nazione Europea.
    Se sappiamo dare il giusto risalto alle situazioni contingenti capiremo che il mito di Maradona e sovradimensionato molto più di quanto dovrebbe essere. Molte volte, si è paragonato Maradona a Pelè, paragone che non ha motivo di esistere perchè calciatori di epoche differenti.
    Io, ripeto, e non è solo perchè sono tifoso della Juve, ma perchè amante della classe pura, ritengo che Platini sia stato meglio di Maradona giocando nello stesso campionato e nello stesso periodo temporale. Non sono un pragmatico dei numeri ma in quel periodo il buon Michel segnava e faceva segnare più dell’argentino, poi lasciamo stare il modus vivendi discutibile oltre il terreno di gioco, anche perchè questo sarebbe stato motivo di declassamento solo e soltanto se il calciatore avesse vestito la maglia bianconera. Così come accade anche oggi, quando cercano di tirare le pietre addosso persino a cr7 che è il prototipo del professionismo nell’accezione massima.
    Caro kris, per Luigi era una boccata fuori dall’orticello e vi capisco pure perchè nella vostra regione si respira aria di Maradona oltre piè sospiro, ma a noialtri scusami, che riposi in pace dopo una vita spericolata, ma non ci tange minimamente a poesia su Diego.
    Spero di non essere stato un eretico nei vostri riguardi, ma ho altri stereotipi di personaggi cui inneggiare le doti.

    • Antò, non risparmio nemmeno a te…non hai vissuto Boniperti giocatore come non l’ho vissuto io, smise di giocare che avevo una decina d’anni, ma lo hai vissuto come tutti da Presidente della Juve…non ho visto un granché dei tuoi scritti sul Mito Bianconero al contrario di come sono stati fatti per Maradona.
      Ora dico io: che cazzo c’entri Maradona con Boniperti non lo capisco proprio.

      Buon appetito

      • Baró io rispondo ad altro. Su Boniperti ho già parlato prima ed ho chiuso il mio ricordo. Dei personaggi insulsi della nazionale non mi interessa, sono gentaglia che non già rispetto neppure verso chi ha insegnato loro a vivere

  26. Oddio, per carità, se parliamo di Maradona, possiamo calcisticamente dire poco. Capisco, mi adeguo, e sto abbottonato.
    Ma tutta la sua sfera mi lascia non indifferente ma in disaccordo. Grandissimo, nel Napoli poi, superlativo, grazie ad una squadra adeguata messa su da Luciano Moggi.
    Il fatto sta che non è stato creato niente calcisticamente, nei prosieguo. Nessun ciclo, una semplice boutade che non ha creato nessuna consecutivo. Dell’orticello me ne frega una cippa, ma in tutta onestà gli exploit, pur se ammirevoli non mi tangono.

    E poi sta storia Dell’orticello. Che palle, che pretesto per fare i superiori, di che poi non lo so. Questo è un angolo bianconero, non dispreziamo il resto, ma non ritengo superiore a niente di juventino il file pretestuoso per fare gli snob a uffo di
    Maradona. Grandissimo, ma non unico, alla Juve non è mai stato concepito e va bene coso. Se devo valutare delle mancanze per la Juve, Maradona non mi viene proprio in mente. Non ci sono orti qui e quelli che vogliono fare gli snob ingiuriandodi chi manco li nomina, pur apprezzando, certi giocatori, può andare a fare snobismo altrove
    Orticello un cazzo. Se va stretto cazzi non miei.

    • Tino, il 25 novembre ho scritto molto e di più di Maradona, bene e male…
      A questo punto credo faccia bene Gioele con la sua insuperabile COERENZA.

      Ciao

  27. Non consecutivo, consecutio.

  28. Barone
    Io rispetto il parere di tutti. Ma non me lo faccio menare con battute sarcastiche. Nel blog vanno accettati i pareri ed io li accetto. Non accetto battute dileggianti, in nessun modo.
    Orticello.. Puahu!!!!

  29. Ragà,
    Tranquilli, solo ricordavo che esattamente 35 anni fa si segnava uno dei gol più emblematici della storia del calcio…😅

    • Che dire Kris, leggo solo ora il “terremoto” provocato dal tuo post, che fare se non sorridere? … La storia insegna che è stato sempre così: a smuovere le acque stagnanti si rischia l’anatema.
      Ma Platone, col Mito della Caverna, lo aveva capito ben 2.400 anni fa.
      Meglio vedere ciò che accade riflesso su una parete, mentre la voce narrante ci racconta il film …
      Uscire dal cinema per vederla da soli la realtà era faticoso 2.400 anni fa ed è ancora più faticoso ora che le “voci narranti” sono molto più subdole.

      Ciao.

      • Mi dispiace ma qui se c’è un subdolo sei tu…io direi anche basta…quando ho torto lo faccio, fallo anche tu.

      • Per me ha fatto incazzare il tuo orticello. Evita il sarcasmo ed il dileggio, fai meglio. Il riflesso sulla parete.. Acque stagnanti… Ma x favore.. Scendi dal pulpito

    • Tu Kris non ricorda i un cazzo, mi davi semplicemente addosso.

      • Barone, ma che dici? Te l’ho scritto pure nella parentesi.
        Il mio post si basa su un ricordo del 22 giugno di 35 anni fa’. Perché dovrei darti addosso?

        • Comunque sto vedendo che praticamente tutte le testate hanno ricordato quel gol oggi 22 giugno. Non facciamoci sopraffare dalle paranoie.

          • Azz…a me sembra che il paranoico sei tu con Maradona…
            Il 22 giugno 776 a.C. ci fu l’inaugurazione a Olimpia della prima edizione dei giochi olimpici.

            Nel 207 a.C. – la battaglia di Metauro nella quale i Romani sconfiggono i cartaginesi…a pallebincatenate lo aggiungo io.

            Fate i bravi che il Barone non è ancora rimbambito…

        • Dovresti ricordare tutti i 22 giugno della Juve allora non solo il 22 giugno per prendere per il culo il Barone…per favore.

  30. NAZIONALE BOOM!

    Se in campo la Nazionale di Mancini ha costruito tre successi su tre partite, conquistando il primo posto nel girone senza subire nemmeno una rete, altrettanto ha fatto nei dati sui piccoli e grandi schermi: ieri pomeriggio, ancora una volta, gli Azzurri sono stati seguiti da tantissimi milioni di tifosi e appassionati.

    Complessivamente, sommando i dati di Rai 1 e Sky Sport 1, la partita tra Italia e Galles è stata vista da oltre 13 milioni di telespettatori, con uno share che è arrivato a sfiorare il 69%.
    Nello specifico, su Rai 1 la gara è stata vista da 11.460.000 persone (60% di share), mentre su Sky si sono collegati in media 1 milione 672 mila spettatori, per l’8,75% di share.

    (TuttoJuve.com)
    ~~~

    Continuando, come tutti speriamo, di questo passo, si rischia già sabato sera contro l’Austria a Wembley, di abbattere il muro dei 15 milioni di spettatori televisivi.

    Hoorah!

  31. 23 giugno 2006
    Calciopoli, spettro C per la Juventus

    “Juventus, illeciti reiterati
    Quella dei bianconeri è decisamente la posizione più grave perché, deferita per violazione degli articoli 6 e 1, viene aggiunta la reiterazione degli illeciti, ovvero non si tratta di un solo tentativo riferentesi a una singola gara, ma a una serie di partite che il club torinese ha cercato di girare a suo favore. E in questo conta la responsabilità diretta dell’allora amministratore delegato Antonio Giraudo e dell’ex direttore generale Luciano Moggi per «le loro condotte finalizzate ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza degli appartenenti al settore arbitrale nell’interesse della Juventus», precisa Palazzi nel deferimento. Sono loro, in particolare Moggi con la cupola da lui creata, a far si che la Juventus possa subire una doppia penalizzazione di campionato: retrocessione nell’attuale e, per la reiterazione, ulteriore passo indietro in C1. Con ovvia revoca degli scudetti conquistati nel 2004/05 e 2005/06 che non dovrebbero essere assegnati. Per quanto riguarda Giraudo, possibile la squalifica di 5 anni con richiesta di radiazione.
    […]
    Non solo società nel mirino di Palazzi, ma anche i singoli tesserati, a cominciare dall’ex presidente federale Franco Carraro (violazione articolo 6 e 1) con previsione di radiazione, stessa punizione che toccherà anche all’ex vicepresidente Innocenzo Mazzini, ai designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, all’arbitro Massimo De Santis, tutti facenti parte della bella compagnia che, secondo le indagini di Borrelli, hanno orchestrato gli illeciti e condizionato il corso delle partite. Deferimento anche per Cosimo Maria Ferri, giudice del Tribunale di Massa Carrara, operante nell’Ufficio Vertenze Figc e per ben 7 arbitri, oltre all’ex presidente Tullio Lanese: Bertini, Dondarini, Messina, Paparesta, Rocchi, Rodomonti, Tagliavento. A questi vanno aggiunti anche gli allora assistenti Mazzei e Puglisi e il commissario Ingargiola, quello che andò a chiudersi in bagno quando il duo Moggi-Giraudo chiuse a chiave Paparesta nello spogliatoio di Reggio Calabria.”

    • Bravo a ricordare questi messaggi di un giornale che allora era il paladino di un’onestà da smoking bianco. Peccato che questo era pure pieno di falsità volute come tabellini ricostruiti in modo artefatto e quanto altro potesse interessare e manipolare il popolo bue.
      Se esiste, così come aveva immaginato Dante un posto dove scontare le proprie pene terrene, chissà in quale cerchio oggi si troverebbe quel direttore di giornale ed i suoi scribacchini.

      • Purtroppo Antony quello era il tono con cui i media prezzolati avevano già emesso le loro “sentenze” nei confronti della Juventus, prima ancora della fine del processo sportivo, le loro certezze assolute senza l’uso del condizionale sono la testimonianza diretta di accuse inventate ad hoc e infarcite di menzogne come la leggenda di Paparesta chiuso nello spogliatoio di Reggio Calabria, fino a quel “bella compagnia” da querela, riferito agli arbitri che alla fine del processo furono tutti assolti.

        23 giugno 2006 – 23 giugno 2021, sono passati 15 anni, i veri juventini non dimenticheranno mai e i mandanti prima o poi pagheranno i loro misfatti con la stessa moneta (più gli interessi).

  32. La Juve avrebbe chiesto Audero alla Sampdoria, da utilizzare come secondo portiere.
    Prezzo chiesto dalla Samp, 20 milioni.
    Mah …

    • A questo punto meglio richiedere il fratello di Donnarumma che credo oggi disoccupato e si potrebbe far avanzare come secondo portiere quel ragazzo amico di Cr7. Così si farebbe contento Rajola che ci riporterebbe Pogba. 😆 😆 😆

  33. Fatto curioso, e “polemico” a Napoli, dove la statua di Giuseppe Garibaldi, sita in piazza Mancini, è stata “ornata”, nella prima mattina di oggi, da una maglia della Juventus. Sulla maglia è apparsa la scritta “Garibaldi era juventino”, in segno di “protesta”, e di disprezzo, se vogliamo, contro l’eroe dei 2 mondi, visto da alcuni come colui che ha distrutto il regno borbonico delle Due Sicilie per consegnare il meridione d’Italia alla monarchia Sabauda. Lo riporta “L’Occhio di Napoli”.

    Niente di nuovo, il movimento meridionalista ha un sacco di simpatizzanti.Uno pseudo giornalista come teorico e vai col tango. Secondo loro stavano meglio con i Borboni, l’unita ha usurpato la loro “fiorente economia” incamerata dallo stato Sabaudo con una mossa politica. La loro cultura “fervida” danneggiata dai Savoia. Basta infatti paragonare il livello di analfabetismo dell’epoca, nonostante la grande Università in citta. Questione di gusti. Con i piemontesi regole precise, servizio militare e tasse, con qualche legalità che risultava inaccettabile lotta al brigantaggio intollerabile, i bersaglieri non scherzavano.
    Insomma, danneggiati. Ecco il risorgimento visto nel 2000 dc dai meridionalisti.
    Poi, anche tifosi del Napoli, e ti saluto Teresina.

    • 😂😂😂😂🤣😂🤣😂

    • Partecipo, perchè guardo da anni con preoccupazione questo fenomeno.
      Purtroppo i neoborbonici sono un esempio della crisi culturale di questo paese. Sotto il tetto della “libertà d’opinione” si lascia campo aperto a tesi culturali che non hanno fondamento e che si autoreferenziali. Credo che il motore sia un interesse economico, ma ancora di più sociale: alimentare un’anti-italianità che giustifica ogni comportamento asociale o addirittura illecito. Si arriva ad esaltare i Briganti. Purtroppo questo paese nel disperato tentativo di monetizzare ogni voto elettorale trovano sponda anche nel Parlamento.

      Il meridione, molto sinteticamente, è stato oggetto di sciacallaggio da parte della dominazione spagnola e successivamente da quella borbonica che nel timore di perdere la propria autorità ha avallato una politica bigotta, reazionaria che ha sostenuto la strategia terroristica del brigantaggio.

      Purtroppo siamo – ancora – una Nazione allo sbando

      https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/analisi/983664/quando-i-neoborbonici-sbarcano-tra-i-ragazzini.html

      • Vero, furino, i neoborbonici sono un fenomeno antistorico che vellica, in modo strumentale, pulsioni antiunitarie.

        Uno dei pochi che ha parlato di meridionalismo senza retorica e senza sconti è stato Giustino Fortunato.
        Leggerlo sarebbe salutare per tutti.

      • Certamente, ma ci vedo anche un cavalcare l’onda di un sentimento comune di fare ammuina.
        Il signore che conosciamo sta vendendo pubblicazioni schizzofreniche a carretti. Sono offeso, perche si tratta di una manipolazione,io rispetto il sentimento risorgimentale e poi economicamente si è fatto di tutto x il sud.
        Immotivato e immorale.

      • Azz peggio di quanto pensassi, quel link

  34. La crisi di Suning e il declino della “Cina da bere”: che cosa succede ora all’inter?

    “Da martedì 15 giugno il titolo di Suning è sospeso sine die dalle contrattazioni alla Borsa di Shenzhen. La decisione è stata presa dalle autorità di mercato dopo che il tribunale di Pechino ha ordinato il sequestro del 5,8% del capitale detenuto da Zhang – il cui patrimonio è stimato da Forbes in 6,6 miliardi di dollari – a garanzia dei creditori. Prima della sospensione, il titolo aveva perso oltre il 10% nella mattinata. E la voragine sembra senza fine: non è bastato cedere una parte del gruppo a due finanziarie pubbliche per 2,3 miliardi di dollari (ma a un prezzo inferiore del 70% rispetto ai prezzi del 2015) per mettere in sicurezza la casa madre, che entro l’anno dovrà far fronte a scadenze per 2,45 miliardi. La punta di un iceberg da oltre 6,6 miliardi, di cui due terzi in obbligazioni a breve, su un’esposizione complessiva per 30 miliardi.

    Tramontano così i sogni di gloria sportiva del gruppo che fu il fiore all’occhiello dello Jiangsu, la regione ove oggi primeggia JD.com, il colosso internet che oggi vale tre volte il fatturato di Suning. La prima ritirata, nello scorso settembre, ha riguardato Pptv, il network che si era assicurato l’esclusiva dei diritti di trasmissione della Premier League per 700 milioni di dollari. Ma la partita decisiva, ovviamente, si gioca attorno all’Inter. Il presidente del club, Steven Zhang, figlio del tycoon, ha garantito al sindaco di Milano, Beppe Sala, che Suning non intende cedere il controllo dei campioni d’Italia. “Zhang mi ha detto che non ha intenzione di mollare e mi ha garantito che la famiglia resterà alla guida dell’Inter”, ha assicurato Sala. Ma non sarà facile far fronte alle pressioni dei mercati finanziari.

    I conti dell’Inter

    Il prestito da 275 milioni elargito dal fondo Oaktree (noto per lucrare alti interessi da debitori a rischio; in questo caso, il 9% annuo, pari a 72 milioni nel triennio) è servito a coprire le esigenze più immediate, i buchi contabili del recente passato. Tra tre anni saranno necessari 340 milioni circa, tra capitale e interessi, per evitare di cedere il 68% dell’Inter detenuto da Great Horizon (interamente a garanzia del debito). Ma gli esami non finiscono qui: entro dicembre 2022 l’Inter dovrà far fronte a due bond da 375 milioni totali. In tutto, almeno 700 milioni che difficilmente potranno uscire dalla casa madre cinese. Insomma, al di là dei propositi dichiarati dalla famiglia Zhang, è possibile, se non probabile, lo scenario B: Inter in vendita per una cifra attorno agli 800 milioni (comprensivi dei debiti), passando da OakTree secondo lo schema Elliott/Milan. Difficile, salvo l’ennesimo miracolo dell’ad Beppe Marotta, conciliare questa strategia con il rafforzamento della squadra.
    Ma a che si deve la crisi di quello che appariva un gruppo più che solido, forte di 16 mila punti vendita e un quasi-monopolio per gli elettrodomestici nelle città chiave dello sviluppo cinese? Caixin, la più autorevole rivista finanziaria cinese, ha dedicato la copertina al declino di Suning. Il giornale descrive un ciclo perverso che ha portato a una grave crisi di liquidità. Per prima cosa, l’avanzata di Internet ha, in pratica, azzerato il valore della sterminata rete di vendita sul mercato interno, perché l’azienda non ha saputo reggere la concorrenza sui prezzi di Alibaba (che pure ha rilevato una quota del gruppo) o dei competitor online.”

    I debiti di Evergrande

    I debiti di Evergrande, una mega-holding che si è allargata a molteplici attività, hanno superato i 120 miliardi di dollari. Per ora, perché ogni giorno saltano fuori novità imbarazzanti: la Evergrande New Energy Vehicle, la controllata dedicata all’auto elettrica, è salita quest’anno dell’81% all’astronomica quotazione di 63 miliardi di dollari (più di Stellantis). La produzione? Zero. L’azienda non ha ancora sfornato un solo pezzo, ma questo non ha impedito a un gruppo di investitori di spingere il prezzo alle stelle con operazioni di vario genere ai limiti della legalità (o, forse, oltre).

    Le indagini hanno permesso di scoprire che gli investitori altro non erano che parenti o soci d’affari del boss, prima fra tutte la moglie di un proprietario di case da gioco di Macao. Messo alle strette, il patron di Evergrande ha fatto appello a un gruppo di investitori, tra cui Suning, per investire in Hengda, garantendo forti dividendi. Evergrande ha raccolto 130 miliardi di yuan (circa 16,65 miliardi di euro) con la promessa che, nel caso in cui l’affare non si fosse materializzato, gli investimenti sarebbero stati ripagati entro marzo 2021. Cosa che non è avvenuta, complice il veto della Borsa a quotare la società immobiliare. Zhang è rimasto con il cerino in mano, cioè con quasi 3 miliardi di cambiali.”

  35. Alessandro Magno

    Buon compleanno a zidane

  36. Alessandro Magno

    zidane e platini si passano due giorni anche se diversi anni

  37. Gioele
    In riferimento al tuo sulla data “storica” del 23 giugno 2006 su quello che poteva essere la sentenza di quel 2006 se certe inter-cettazioni fossero state considerate con certosina attenzione e a tempo debito, l’inter sarebbe stata retrocessa almeno in serie B, e la storia di quei “trionfi” nerazzurri sarebbe dovuta essere riscritta e sicuramente ricorretta la “traiettoria” agonistica della Juventus.

    A pagina 57 della lunga e articolata relazione di Stefano Palazzi espone il club nerobleau a una clamorosa figuraccia…senza se e senza ma.

    E poi gli incappucciati venivano a parlare di lezione di morale.

    Ma li mortè!

  38. Ma che palla ha dato Pogba a Benzema…

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