Sabato 15 ottobre 2022 Torino-Juventus ore 18 stadio Olimpico – Torino

Torino – Juventus

scritto da Cinzia Fresia

Notte prima degli esami .. notte di polizia .. certo qualcuno te lo sei portato via …Ed Ecco il derby.
Si è parlato talmente tanto della Juventus e dei suoi insuccessi che la si da per spacciata prima ancora di scendere in campo.
Il Toro non vede l’ora: conta i minuti, i secondi, le frazioni di secondo. è già la’ .. perché per l’altra squadra di Torino è una vera occasione, vietato buttarla.

La Juventus che perde con dei dilettanti non è cosa da tutti i giorni .. meglio approfittarsene.
Cosa dice Max Allegri? nulla ..
il tecnico della Juventus ripete le stesse cose ogni conferenza stampa: che si tratta di un brutto momento, che bisogna stare uniti .. che c’è tempo per recuperare .. in campionato.

Frasi fatte, ripetute, riscaldate.
Nega ogni congiura o atteggiamento di ribellione da parte dei suoi giocatori,
L’evidenza però è un’altra.
La Juventus si è trasformata in un gruppo anarchico dove ognuno si sente libero di fare quel che vuole ignorando le direttive dell’allenatore.

Se l’approccio alla partita è il medesimo del Maccabi Haifa, i fischi saranno la conseguenza minima.
I tifosi sono esasperati, increduli e delusi .. un’altra sconfitta sarà una bella mazzata.

  1. LA SPERANZA MUORE PER ULTIMA

    La signora è già avanti ha già cambiato stemma si torna all’antico.

    Come all’antico vorrei tornare magari a quel lontano 2015 quando anche lì il toro poteva incornarci dopo tante sconfitte e l’ultima, appunto, la notte prima degli esami, contro il Sassuolo.
    Arriva il toro dopo la sconfitta col Maccabi spero sia come il dopo Sassuolo del 2015.

    Che sia la svolta nel bene e nel male…

  2. IL 15 OTTOBRE DEL 67 MORIVA LA FARFALLA GRANATA

    Aveva 24 anni Gigi Meroni quando la Lancia guidata da Romero, poi presidente del Toro, tragicamente lo investì.

    Il numero 7 che a quei tempi avrei voluto giocasse nella Juve.

    Era un patrimonio del Toro sul quale la Juve gli aveva
    puntato gli occhi.

    La mobilitazione popolare, compreso il boicottaggio degli operai della Fiat che si rivoltarono contro Agnelli bloccò il trasferimento di Meroni alla Juve nell’estate precedente, proprio quella del 1967.

    Oggi ricorre il 55° anniversario della morte di Meroni e la Juve deve affrontare proprio il Toro e Allegri propone una difesa a tre inedita: Danilo-Bremer-Alex Sandro…in attacco riposa Milik e gioca Kean.

    Credo che Meroni andasse onorato meglio.

  3. @luca967

    C’è da dire però che negli ultimi 15 mesi la rosa è stata completamente cambiata, che diversi giocatori non li ha voluti Allegri, da Ronaldo in primis, a Ramsey, ad Arthur, a McKennie, a Zakaria, sono scelte fatte da altri. Quest’anno poi fra la cessione di De Ligt e l’addio di Chiellini, con Bonucci e Cuadrado alla frutta, Rugani e Alex Sandro inaffidabili, Bremer a parte, si può dire che la Juve è praticamente senza difesa. Hai voglia poi a dire che ne hanno cambiati 12 se in mezzo al campo si vedono svarioni da giocatori di categorie inferiori, di professionisti con ingaggi da capogiro che sbagliano passaggi a pochi metri, lancano palloni alla viva il parroco o sulle tribune, commettono errori da principianti come i cambi gioco da brividi in orizzontale rasoterra. Ecco di tutto questo come si può dire poi che il principale colpevole è l’allenatore?.. e come si può in mezzo a questo sfascio continuare a dire che è perchè mancano organizzazione e schemi? non scherziamo su, il calcio non è il subbuteo dove si spostano le statuine dei calciatori con un tocco della punta del dito, chi scende in campo deve saper scegliere con la propria testa qual è il movimento o la giocata migliore da fare in sinergia con i compagni. Difficile se non impossibile capire allora quali siano i veri problemi, o forse a questa squadra non serve più un allenatore ma uno psicologo per capire quali siano. Dall’esterno si possono ipotizzare che le cause siano nella mancanza di fiducia dei giocatori nei confronti dell’allenatore o viceversa, probabilmente tutte e due insieme, e se così fosse l’unica soluzione praticabile è quella descritta nell’ultima parte del tuo post.

  4. MARINO BARTOLETTI

    Il derby d’ottobre di quel maledetto campionato 1967-68 Gigi Meroni non lo giocò mai. Lo giocarono i suoi compagni senza di lui, guardando il cielo e segnando quattro gol: uno lo segnò persino la sua maglia numero 7, indossata dal giovane, incredulo Alberto Carelli .
    Oggi è la prima volta che un derby di Torino si gioca nell’anniversario della sua morte: esattamente 55 anni dopo
    Gigi era arte, estro, calcio, follia, amore, emancipazione. Certamente il campione più talentuoso della sua epoca (e probabilmente di molte a venire). È quasi doloroso immaginare i suoi mancati traguardi . Avrebbe certamente giocato e vinto in maglia azzurra con la generazione dei fenomeni il Campionato europeo di otto mesi dopo. Ed essendo il più “brasiliano” dei giocatori italiani, chissà cosa sarebbe potuto accadere nella finale mondiale del 1970.
    Ma i sogni applicati ai ricordi non servono e non valgono. La verità è che quel maledetto giorno di 55 anni fa, un destino stupido, distratto e ingiusto ci portò via un ragazzo libero e meraviglioso. Speriamo che oggi sul campo e sugli spalti sappiano ricordarlo (ed onorarlo) TUTTI!

  5. Oggi va tutto in neretto?😂😂😂
    Sono contento per i torinesi che almeno oggi non si sentiranno quel fiatone dei bovini inferociti.
    Non è la Juve che mette tranquillità e questa vittoria potrà essere buona per il morale, ma non è una squadra tranquilla che sa come muoversi in campo.

  6. Oh! Finalmente una partita vecchio stampo con la vecchia Juve che controlla il match e non subisce gol o pericoli.
    Non mi ricordavo più una partita combattuta e alla fine portata a casa con buona sicurezza come successo stasera.
    Peccato McKennie che cmq sembra sempre scarso sia quando si vince che quando si perde, significa che è scarso davvero.

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