Coppa Italia: giovedì 2 febbraio 2023 Juventus-Lazio ore 21.00 Allianz stadium Torino

Un po’ di vintageScritto CinziaFresia

E’una stagione strana, in Coppa Italia viene eliminata la Roma, e in Campionato la Juventus perde e il Milan incassa  5 gol,

La Juventus punta all’unico titolo stagionale la coppa Italia. Bisognerà vedere come sarà l’umore in campo. La Juventus con quello che sta passando non è lucida. Perde malamente e scende in campo demotivata. La condizione di attesa mette i bianconeri in una specie di ansia che giocare una partita è’ uno stress insopportabile.
Si parla di B e addirittura di C. Si parla di un organico di calciatori distrutto, e di tifosi in preda al panico..
Eppure la tempesta non sembra placarsi.
“il Palazzo” non vuole mollare  nemmeno a costo di mandare in fallimento tutte le emittenti coinvolte. Per caso senza la Juventus saranno tutti migliori?
I ragazzi dovrebbero star per conto loro e non pensare a niente e nessuno se non la partita. La missione prima di tutto sempre.

 

  1. Oggi c’è la coppa Italia, e gli interessi dei tifosi, sono divisi su diversi punti di attenzione.
    C’è il fronte giudiziario interno dal quale arrivano solo brutte notizie non tanto per il fatto che siamo arrivati ad annusare la serie B, ma per il modo da “santa inquisizione” che assume il tutto dopo la lettura delle motivazioni. Motivazioni che non fanno altro che rendere ridicolo il tutto, talmente ridicolo da certificare l’arroganza di un potere politico che vuole solo colpire la Juventus per interessi propri.
    C’è il fronte delle televisioni e dei diritti tv. E qui si muove qualcosa in senso positivo. Evidentemente la giustizia ha fatto danno ed il calo di interesse per un campionato che ha poco da dire, unito al peso sempre maggiore delle disdette tv ha avuto il suo peso. La risposta di Gravina, non fa altro che sottolineare la pochezza di un personaggio che pare sempre più inadeguato, il suo intervento è stato sicuramente un boomerang. Gli interventi di De Siervo, Abodi e Salvini, a stretto giro di posta invece sottolineano come qualche telefonata da Dazn e Sky deve essere arrivata.
    C’è inoltre il fronte della Superlega, strettamente legata ai diritti tv, e qui le notizie sono ottime e potrebbero essere dirompenti. L’intervento del tribunale di Madrid che vieta sanzioni da parte dell’UEFA alle squadre che vogliono organizzare manifestazioni sportive al di fuori dell’ambito UEFA. E questa è una bomba, bomba perché sancisce il diritto di formare la Superlega, bomba perché ammonisce l’UEFA sul monopolio e sulla posizione dominante che in Europa, non in Svizzera, non viene ammessa. Anche qui Gravina inciampa, quando parla di territorialità, ignorando che nell’EU, ciò che decide il tribunale mercantile, vale per tutta l’EU. D’altro canto i giudici sbagliano a tradurre le fatture dal francese compensation viene tradotto con compensazione dal nostro solerte giudice e di qui la prova dell’ agire mafioso! Purtroppo per lui la traduzione è compenso, perché la parola è su una fattura.
    C’è poi il fronte Michele Padovano, assolto dopo 17 anni di tribolazioni e qui son contento per lui, ma una notizia del genere dovrebbe avere, in un paese civile, una risonanza totale, con tanto di denunce parlamentari e dimissioni dell’intero organo giuridico. Passerà in secondo piano, un trafiletto. Ma la notizia è ottima o pessima?
    Alla fine ed in ultimo c’è la partita contro la Lazio. Inutile nascondere che si respira aria di smobilitazione all’interno dello spogliatoio, almeno per quanto si è visto contro il Monza. La notizia dell’ennesimo infortunio di Pogbà ha scocciato un po’ tutti.
    Intanto sul campo Allegri pare un uomo sempre più solo al comando, di chi, è da capire.

  2. Buongiorno e buona giornata a tutti i partecipanti attivi e passivi del blog. X quanto la partita interesse zero tanto non le vedrò più nemmeno una. Spero solo che il calcio italiano chiuda il più presto possibile. Mi dispiace x chi ancora è appassionato ma x me è così.

  3. Nessuno parla dello share che hanno avuto ieri e l’altro ieri le partite andate sulle reti mediaset della coppa Italia. Mi sa che pur essendo in chiaro, non sono riusciti neanche a soddisfare lo sforzo economico degli sponsor.
    Se la Juve decide di cambiare campionato il calcio in Italia fallisce rovinosamente, ed i buoni bonolis e quel semianalfabeta di presidente della fiorentina potranno continuare a divertirsi nei giardini delle case di riposo.

    • Se come ho scritto sopra sono intervenuti De Siervo, Abodi e Salvini, allora il gioco si fa pesante.
      Attenzione a gennaio, il mercato ha segnato 30mln di scambi!

      • Qualcuno se nè accorto, come zazzaroni ( il minuscolo è d’obbligo) che dopo aver sparato sulla Juve onde influenzare l’odio popolare, oggi dice che sarebbe il caso di girare ad una multa il resto nei confronti della Juve quello che verrà fuori dal prossimo giro inquirente dove ci sono gli stipendi traslati a bilancio successivo.
        Quello che invece mi ha letteralmente fatto ridere è il giudizio dell’opinionista “cicciobello” ( paolo condò) di sky che si è meravigliato ( dopo averlo sempre spinto) della velocità della giustizia sportiva che, avrebbe dovuto mandare anche in seri c la Juve ma a bocce ferme, alla fine del campionato. Quindi non ci sarebbero state le innumerevoli disdette all’emittente che lo fa mangiare e tutti sarebbero stati felici e contenti.
        Lo giustifica ipocritamente con il campionato “falsato”, ma sotto sotto crede che i tifosi Juventini siano proprio scemi. Il suo ragionamento di procrastinamento avrebbe messo nelle condizioni la Juve di avere le mani bloccate e senza tempo per potersi difendere onde far passare un’altra farsopoli con la pulizia del calcio italiano ( secondo i puristi di questa melma).
        Oggi Abodi e qualcun’altro del governo si stanno rendendo conto che la quarta azienda italiana è prossima al fallimento.
        Forza ragazzi e per chi ancora non l’ha fatto, disdettiamo questi abbonamenti alle pay tv, è l’unico strumento di protesta legale che abbiamo a disposizione.
        Per ciò che mi riguarda senza la Juve il calcio non esiste, se lo godi e se lo paghi a chi invece fa comodo che la Juve non ci sia.

  4. Secondo Tancredi Palmieri (a riproposito di ossessionati… che squadra tifa?🤔) aumentano i bisbigli di una revoca della penalizzazione xchè Elkann di sarebbe mosso in maniera forte. Ora, premesso che alla revoca non credo nella maniera più assoluta (sarebbe un po’ di giustizia ma solo un po’…), dunque: se la Juve viene condannata con una sentenza che definirla ingiusta è eufemismo, confermata con motivazioni fuori di testa (eufemismo) va bene. Se dovessero (condizionale obbligatissimo) revocare sarebbe solo x pressioni e politica. Che magari eventualmente si sarebbero accorti della porcata di sentenza che hanno emesso no eh? Tra l’altro, se veramente Elkann si fosse mosso (visto che non lo smuovi nemmeno col caterpillar…) il dubbio che veramente sia stata fatta una gran porcata non viene? Cmq tranquilli che già si parla di una richiesta di Chinè di almeno 20 punti di penalizzazione x la manovra stipendi.

    • Palmeri è romanista!

      Detto questo, il danno è fatto, la potrebbero aggiustare con dimissioni, cambi al vertice.

      Ma soprattutto con una riforma vera nella quale Elkan ci metta la faccia e la Lega A diventi indipendente dalla Figc.

      Penso però che non succederà mai e la riconquista di un pubblico deluso (per non dire peggio) sarà lunga e dolorosa.
      Intanto vedo una serie A fortemente ridimensionata, il problema è infatti non la vendita del prodotto, ma la qualità del prodotto che è sinceramente molto bassa.

      • No Luca questo è lo scemo del villaggio che manda in giro Criscitiello per fare spettacolo. Mi sembra tanto la versione di Paolo Villaggio quando interpreta Fantozzi e dice :” Si muove il direttore generale ( nella fattispecie Elkan) ecCrescono i bisbìgli su una probabile revoca della penalizzazione alla Juventus. Nelle camere del potere la famiglia Elkann Agnelli si starebbe muovendo poderosamente, smuovendo la politica scesa in campo prepotentemente. Anche così si spiegano le uscite di Salvini e Abodi”.
        Ora qualsiasi idiota dice la sua.

    • Tra l’altro sta affermando che la giustizia sportiva sia manovrabile. Quindi perché dovremmo fidarci di questa giustizia?
      Che credibilità ha un organo di giustizia manovrabile?
      Decida quello che decida il CONI saremo autorizzati a pensare che sia frutto di manovra politica, sia a favore o contro la Juve.

  5. MIRKO NICOLINO

    I soldi possono comprare i tifosi, eccome!
    Nel mercato di gennaio la Serie A ha speso quanto la Serie B inglese: la Superlega c’è già, altro che “money can’t buy fans”

    Si è chiusa da meno di 48 ore la sessione invernale del calciomercato e per la prima volta le tre big Juventus, Milan e inter hanno chiuso la sessione praticamente senza sussulti. Basta dare uno sguardo ai numeri (che non mentono mai) per avere un quadro ben definito della questione. Lo scorso anno, nella sessione invernale del mercato 2022, furono spesi in Serie A circa 185 milioni di euro per acquisti, mentre stavolta i club nostrani si sono fermati a circa 31 milioni. Si sono registrate, invece, vendite per oltre 60 milioni, con gli unici “soldi veri” arrivati dall’estero.

    Calciomercato: la Serie A al livello della B inglese
    Per fare un paragone e capire quale sia lo stato di salute dei club del massimo campionato italiano, basti la Premier League inglese ha speso nella stessa sessione qualcosa come 830 milioni di euro, 300 dei quali solo da parte del Chelsea. Il campionato italiano, in questo momento, è una sorta di serie B britannica, se si pensa che la seconda serie inglese, la Championship, ha investito 28 milioni di euro, più o meno quanto la Serie A. Sarà un caso, ma senza gli investimenti da parte della Juventus (oltre 100 milioni dei 185 spesi nel gennaio 2022), il mercato italiano si è letteralmente piantato.

    E non è ovviamente casuale nemmeno la preoccupazione che traspare in ambienti sportivi e politici sul destino del calcio italiano che potrebbe perdere la Juve, il brand italiano con maggiore visibilità nel mondo sui social network, nel caso di altre pesanti sanzioni dai processi sportivi. In attesa di capire quale sia la portata dell’iniziativa delle disdette alle pay TV (i 500mila abbonati che avrebbero lasciato, secondo il quotidiano il Giornale, non sembra essere un dato riscontrato al momento), c’è ovviamente il sentore che il calcio italiano vada verso un ulteriore impoverimento. I diritti TV, che rappresentano la principale fonte di introiti per la maggior parte dei club, dovranno presto essere rinnovati per il prossimo triennio o addirittura quinquennio. E al momento le indiscrezioni parlano di una proposta al ribasso dei broadcaster. Che diventerebbe “molto” al ribasso se non ci fossero le partite della Juventus.

    Verso un calcio italiano sempre più povero
    Il prodotto calcio italiano attraversa dunque una crisi che all’orizzonte dovrebbe ulteriormente aggravarsi, a conferma che né le istituzioni sportive né quelle governative abbiano in questi anni capito realmente i bisogni di quella che è la settima industria del Paese. Prima di Calciopoli, nel 2006, il calcio italiano era il più bello, il più difficile e il più ricco d’Europa. Ora è relegato addirittura al 5° se non 6° o 7° posto tra le leghe continentali perché nell’ultimo ventennio non si sono mai colti segnali provenienti dall’esterno e si è rimasti indietro sotto ogni aspetto. A partire dalle strutture, uno dei miei cavalli di battaglia, spesso obsolete, non a misura di famiglia e in troppi casi fatiscenti poiché costruite oltre 100 anni fa. Inoltre, la mancanza di regole certe e i processi sportivi che si concludono con disparità di trattamento inspiegabili, poiché basate prevalente su emotività e sentimento popolare, non fa altro che disamorare i supporters. E se dirottano i loro soldi altrove, lontano dagli abbonamenti alle pay TV, bisogna farsene una ragione.

    In questo momento, la Serie A è lontana anni luce dalla Premier League, che rappresenta la vera Superlega. Se ne facciano una ragione gli inglesi stessi, che scesero in piazza opponendosi alla Superleague al grido “Money can’t buy fans”, ovvero “i soldi non possono comprare i tifosi”. Ipocriti! Senza i soldi di sceicchi, fondi e altri colossi, Manchester City, Chelsea, Newscastle e compagnia non avrebbero potuto costruire gli squadroni che mettono su ogni anno, aumentando inevitabilmente il proprio seguito di sostenitori nel mondo. A parte qualche rarissima eccezione, nel calcio vince generalmente il più ricco, quello che si può permettere i grandi campioni. E i grandi campioni sono inevitabilmente i più seguiti dai tifosi. I soldi comprano i tifosi, piaccia o non piaccia.

    • Ma i soldi attirano i tifosi? O i soldi vanno dove ci sono più tifosi?

      E comunque premiano chi lavora meglio.

      Per chi avesse voglia di leggerlo la storia economica della Premier League fatta riassumendo tre video di Giovanni Armanini che si possono guardare su You Tube:

      Nel 2015 la Premier League compie il passo decisivo per diventare la più ricca lega europea.
      Contratto faraonico diritti pay venduti a sky e BT, sia per i diritti in chiaro che vengono confermati su BBC con una crescita di oltre il 70%, ma com’è stato possibile tutto ciò?
      Andiamo indietro nel tempo, lo possiamo fare perché non farlo.
      Siamo negli anni 80, il calcio inglese è praticamente fallito. Messo in ginocchio dagli hooligans, dal costo crescente della sicurezza negli stadi, dall’aumento dei costi di gestione e dalla diminuzione degli incassi.
      Per salvare il calcio il Taylor Act prescrive tutta una serie di interventi per garantire la sicurezza dei tifosi negli stadi. Obiettivi però che i club non possono raggiungere entro la data stabilita.
      Nel 1992 infatti la maggior parte dei club non ha i soldi per poter pagare i debiti alla prossima scadenza.
      L’ancora di salvataggio arriva dalle televisioni, i maggiori club inglesi fuoriescono dalla Football League e fondano la Premier League con l’obbiettivo di gestire in proprio i diritti televisivi, che la FL voleva distribuire in modo più democratico, mentre i club vogliono concentrarli nei club di primo livello.
      Dopo 3 anni la Premier League diventa a 20 squadre. I diritti tv vengono gestiti da Sky e BT sport, mentre in chiaro vengono gestiti da BBC. La genialata però sta nel vendere il prodotto Premier League, non le singole partite dei singoli club. La Premier League infatti trasmette in tv solo il 45% degli incontri, sia quelli di cartello che gli altri. Le sponsorizzazioni vengono così suddivise in maniera più armonica tra i vari club. Ed anche il pubblico. La legge inglese inoltre proibisce la visione delle partite il sabato pomeriggio tra le 15 e le 17. Se vuoi vedere il calcio in quegli orari devi andare allo stadio.
      Personalmente l’ho sperimentato sulla mia pelle, non è neanche male, così un paio di volte sono andato a vedere il Wolverhampton allo stadio, ed oggi se ci sono i Wolves in tv li guardo. Capito?
      L’ottima gestione delle partite in TV, ha effetti benefici sugli stadi di proprietà che diventano il fulcro dell’attività del club. I tifosi sono anche e soprattutto clienti, negli stadi inglesi c’è tutto, pub, ristoranti shop.
      I club inglesi sono strutturati, anche il più piccolo è una piccola Juventus attuale, gestisce il marketing, le diverse entrate, lo stadio ed il merchandising con negozi ufficiali del Club.
      Nel 2015 la Premier League può vantare 12 mln di iscritti alle Pay Tv, l’Italia per fare un esempio è ferma a 4 mln.
      Questo permette alla Premier di strappare un contrattone da 7mld per tre anni di diritti.
      L’effetto per le altre leghe europee è letale, le squadre inglesi sono adesso ricchissime, ma non basta.
      Se pensiamo che chi investe molto in un evento, e meno in un altro, difficilmente andrà a mettere in concorrenza i due prodotti la dove ha pagato di più, anzi avrà tutto l’interesse a sfruttare l’evento più costoso, sono regole di mercato.
      Ma nel triennio 20/22 a crescita dei diritti interni si arresta, nonostante l’aumento delle partite trasmesse che passano dal 44% al 50%.
      La soluzione viene trovata nell’aggressione dei mercati esteri e questo porta per la prima volta in Europa al sorpasso dei guadagni esteri rispetto a quelli interni.
      Oggi è chiaro che chi investe sia questa una tv, uno sponsor o un proprietario di un club, lo farà nel calcio inglese. Calcio che attira i migliori allenatori ed i migliori calciatori.
      Ed il calcio italiano?
      Purtroppo nel 2006 la forbice del fatturato rispetto agli altri club europei ha cominciato ad allargarsi a dismisura, e sappiamo tutti cosa è successo.
      Purtroppo nel 2023 la forbice è destinata ad aumentare, ci sarà un ridimensionamento dei diritti tv in calo mentre altrove crescono, in UK in modo smisurato e tenderanno a crescere ulteriormente, e sappiamo tutti cosa è successo.
      La soluzione?
      Si chiama Superlega, in fondo basta copiare e lavorare con un progetto ben studiato e strutturato.

      P.S. ho inserito qualche considerazione personale, of course!

  6. Lo so come andrà a finire.
    Le accuse, le sentenze, le difese, gli opinionisti, gli avvocati, i giudici, le disdette, i tifosi, il coni, il tar…non contano.
    Conta solo il “sentimento popolare”. Quello conta.
    Ecco perché dobbiamo creare un “club” privè solo per noi, magari abbonarsi alla TV Juventina e “costringere” la stessa a dare le partite in diretta.
    L’unica arma che abbiamo (come scrive il mio Amico Antony) è tagliare i viveri alla FIGC disdettando gli abbonamenti. Fatelo!!
    Se finiremo come nel 2006, stavolta, avendo a disposizione potenti e veloci mezzi di comunicazione tra noi, anche noi tifosi saremmo responsabili.
    Fino alla fine.

    • Esatto Enea. Alla dirigenza Juve le idee non mancano per creare opportunità onde accrescere i fatturati. Una tv privata con tutte le partite della juve ad un costo popolare renderebbe ancora più ricca e metterebbe ancora più in difficoltà tutti questi parassiti

    • C’è solo una via d’uscita ed AA lo sa molto bene e con lui anche John.

      Si chiama Superlega!

      Ma per capirlo bene bisogna capire come la Premier League è diventata quella che noi oggi conosciamo bene.

      • Luca, alla Juve non hanno permesso quello che invece hanno voluto permettere alle squadre inglesi che noi conosciamo bene…e non ti credere che a me quel calcio non piaccia.
        Mi “piacia” eccome!

  7. Luca:
    “D’altro canto i giudici sbagliano a tradurre le fatture dal francese compensation viene tradotto con compensazione dal nostro solerte giudice e di qui la prova dell’ agire mafioso! Purtroppo per lui la traduzione è compenso”

    Non ci posso credere alla gogna tutti.
    Ma che aspettiamo, meglio campionato sloveno.

    • Purtroppo è così!

      Pensa hanno usato google translator e lo hanno pure usato male.

      Fai una prova semplicissima

      Metti il traduttore francese italiano, scrivi compensation nel riquadro francese e viene fuori compenso.

      Metti invece il traduttore italiano francese, scrivi compensazione nel riquadro italiano e viene fuori compensation.

      E’ uno dei tanti bachi di un ottimo traduttore, ma che deve essere usato se già la lingua la sai, o per capire il senso della frase scritta. Assolutamente sconsigliato per fare un mestiere che richiede un certo livello di competenza.

      Io lo uso spesso, ma l’inglese ed il francese un po’ li so, e se devo scrivere una perizia, uso lo strumento, ma ci vado con i piedi di piombo e utilizzo periodi molto corti.

      Nel dubbio ci sono altri traduttori altri vocabolari a pagamento che ti danno diverse opzioni con esempi d’uso.

      Ma che ci vuoi fare, abbiamo membri di tale collegio che prendono i valori dei calciatori da Trasfermarkt!

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