
Devo dire la verità non ho potuto vedere la partita perchè era in contemporanea con la mia di mdnsport che curiosamente questa domenica abbiamo giocato dalle 17. Almeno noi abbiamo vinto 3-2 in trasferta e ci stiamo riuscendo a salvare. Per quanto concerne la Juve ho visto un poco in giro le pagelle dei maggiori quotidiani e mi pare non si sia salvato nessuno i voti sono bassi per tutti. Per alcuni Vlahovic e Fagioli molto bassi. Il turn over non ha fatto bene a nessuna squadra che è impegnata nelle coppe a quanto pare.









Ben almeno la tua squadra si salverà…,qui non si salva nessuno…
hanno giocato come la maglia che indossavano oggi…
Non lo so mancano due giornate e siamo quartultimi se il campionato finisse oggi sarei salvo perché non farei il playout. Vediamo. Siamo un neopromossa ed è stato fino ad ora un campionato difficile
COME LA MAGLIA. BRUTTISSIMA
L’emblema di chi ha la testa altrove…nell’ultima azione nell’ultimo minuto di recupero la palla che scivola in fallo laterale sul lato sx del numero 7.
L’unica cosa buona le parole dell’allenatore a fine partita verso Fagioli.
Allegri dixit: alcune partite non vanno giocate, vanno vinte. Secondo me questo è un mantra di allegri che ci accompagna da anni, e che sta diventando la causa dei problemi della squadra. Finché non si entra nell’ottica di proporre gioco non penso se ne esca facilmente.
Concordo.
È così!
https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2023/04/16-106514996/calciopoli_inter_perch_le_telefonate_segnalate_sparirono_dallindagine_
Purtroppo l’impressione da fuori è sempre uguale, sembra sempre una squadra lenta, flemmatica, che attende qualcosa che non arriva mai, quasi che non abbia voglia di sporcarsi le mani per vincere, che non sappia cosa fare con la palla e senza palla.
Detto questo, in ogni partita sempre attaccanti che non sono MAI in condizioni ottimali, mai. O hanno problemi fisici (milik, chiesa) o tecnici (kean) o psicologici (vlahovic) o sono rientrati da infortunio poco tempo prima o molto tempo prima, insomma non danno mai una mano alla squadra quando è in difficoltà come ieri.
Fagioli si è messo a piangere ma come puoi addossare le colpe a lui, è impossibile. Attaccanti come quelli di ieri hanno molte più responsabilità nel produrre una partita di melma come quella. Mai un guizzo, mai un gol, mai una giovinezza, niente.
Contento per Barbieri, è ottimo, già adesso va meglio di un desciglio a casaccio, insistere con lui, per favore.
Non è un caso che quello che risalta sempre sopra agli altri è Rabiot, l’unico giocatore con una fisicità di livello europeo e mondiale, corre come un cavallo, gioca, corre corre e corre, le occasioni, toh, che li ha sempre? Lui.
Nella Juve risalta come fosse un diamante, in una qualunque squadra top europea sarebbe uno dei tanti. Da noi, se paragonato ai morti viventi che abbiamo in attacco, Rabiot sembra Maradona nel napoli degli anni ottanta…
RITENTA SARAI PIÙ FORTUNATO
Hai provato già una volta con Moggi in tribunale e mi pare che l’hai prese e di brutto.
Tu non dimentichi? Figuriamoci noi!
Gianfelice Facchetti (figlio di Giacinto) nella mattinata odierna ha voluto sfogare tutta la sua rabbia riguardo quello che definisce “l’ennesima opportunità offerta di mistificare, buttarla in caciara e mescolare le carte, sulla ormai famosa brutta storia di “Calciopoli”, dove questa sera se ne riparlerà durante la trasmissione ”Report” (Rai 3).
Gianfelice Facchetti, le sue dure parole
“Me la porto come una medaglia sul petto, una di quelle cose di cui andare orgogliosi: essere stato tra i pochi testimoni (“de relato”) nel processo di Napoli che ha portato alla sbarra e condannato, la cricca (i nomi metteteli voi!) che la faceva da padrone nel calcio nostrano. Lo faccio oggi, una volta di più, mentre assisto all’ennesima opportunità offerta di mistificare, buttarla in caciara e mescolare le carte. Niente di nuovo sotto il sole in questo strano Paese, dove ci si indigna per 24 ore e poi si dimentica per ricominciare daccapo perché tutti tengono famiglia (i vecchi amici sono sempre pronti a darsi una mano). È un vizio atavico, smemorati senza cura che siamo, di cosa ci sorprendiamo? Gli scandali tornano puntuali e ciclici perché nel mondo dorato del pallone nessuno ha mai voglia di andare a fondo, oggi come allora. I testimoni diretti a quel tempo si rimangiarono tutto! “E se non mi fanno più allenare?”, “E se non mi fanno più scrivere? E se non mi richiamano in TV?””, “E se poi non trovo squadra….?”…. Uomini piccoli…dov’eravate? Io c’ero e non dimentico”.
questo dovrebbe solo stare muto . Solo in Italia si può ribaltare la verità in questa maniera. Ci sono pure i premi alla memoria di fACCHETTI mamma mia
Ma questo lo sa che ci sono delle intercettazioni di suo padre? Che spieghi quelle invece di cadere sempre su della facile retorica che non ha riscontri nella realtà
STASERA REPORT
Se Luciano Moggi è presente in studio sarebbe inter-essante seguire il programma al contrario, se non è in studio, è tutto acchittato.
JUVENTINOVERO
Premessa: questa è una delle telefonate che, benché identificate come rilevanti dai carabinieri al momento dell’ascolto, non entrarono, insieme a tante altre, nelle informative che servirono a condannare la Juve alla serie B nel 2006, sulla base del teorema di una presunta “cupola Moggiana”.
Contestualizziamo: l’allora arbitro De Santis il 20 aprile 2005, 32sima giornata di campionato, aveva arbitrato Juventus-Inter 0-1 ed ammonito i due diffidati Appiah e Ibrahimovic, che saltano Lazio-Juve. “Pum pum”, verrebbe da dire, e da parte di un arbitro ritenuto della cupola. Ibrahimovic, che aveva risposto ad una provocazione di Cordoba a palla lontana, con una prova televisiva basata su immagini Mediaset riceve due ulteriori giornate di squalifica, che gli impediscono di giocare la partita scudetto Milan-Juventus. La Juventus decide di attuare un silenzio stampa, per tante ragioni (tra le altre un filmato di Cannavaro che si fa una flebo ai tempi del Parma tirato fuori con chirurgico tempismo).
Proprio quel 29 aprile la CAF respinge il reclamo della Juventus: Ibra con il Milan non ci sarà.
Prima di Milan-Juventus, però, i rossoneri devono giocare a Firenze ed hanno tre giocatori diffidati: Seedorf, Rui Costa e Nesta. Leo Meani, ex guardalinee e ora “addetto agli arbitri” milanista, si preoccupa, sente De Santis che deve arbitrare con la Fiorentina, gli raccomanda di non ammonire Nesta e ci mette il carico, avvisando che “i nostri giornalisti… tutto l’ambiente è li che ti aspetta, che se viene fuori una cosina su Nesta ti ammazza”. Come un fratello, disinteressato.
“I nostri giornalisti…” dice Leo, una autentica potenza di fuoco nota a tutti, la redazione sportiva di Mediaset, di cui ora, grazie ai social network, conosciamo la scarsa obiettività quando si tratta della Juve. E sì che nel 2006 si ebbe l’ardire di sanzionare il “potere mediatico” della Juve perché Moggi telefonava a Biscardi lamentandosi per il suo “Processo del Lunedì”.
Ascoltando questa telefonata e paragonandola con altre di Moggi che sono state trascritte ed enfatizzate nelle informative che servirono a spedire al Juve in B, condite con gli abusati “allarmante” ed “inquietante”, abbiamo solo la conferma di quello che è stato il “metodo” applicato sin dall’inizio dell’indagine, che oggi è ben chiaro a molti.
Questa telefonata, con i parametri del tribunale speciale del 2006 ed il “sentimento popolare” abilmente creato, come sarebbe stata giudicata se sottoposta alla valutazione delle corti sportive?
Tralasciando la valutazione dal punto di vista del processo penale, è inaccettabile che tante intercettazioni rilevanti sul piano della giustizia sportiva non siano state sottoposte al vaglio della stessa, di fatto alterando i processi sportivi e le sentenze del 2006, di fatto danneggiando solo alcune squadre e favorendo i successi sportivi ed economici di altre poi prescritte.
Ed in quelle 180 mila intercettazioni ce ne sono tante tenute nascoste: altri dirigenti ed altre squadre “sfuggite” e tuttora silenti.
https://fb.watch/jZ9z9oab5M/
NOI LE SAPEVAMO GIÀ
La verità sta in bella mostra sul portone di casa: il numero 38.
Negare alla figc lo Stadium per gli europei in Italia è cosa buona e giusta.
“Come padron de casa avrei diritto
de commannà: ma invece nossignora;
ma da ‘sto giorno in poi, per dinanora,
a l’inquilini illustri nu’ j’affitto”.
CARO RANUCCI BASTAVA CHIEDERE
https://fb.watch/jZUWKZyquF/
ALLEGORIA ALL’HOTEL VESUVIO
Tifosi napoletani che a tre ripetizioni sparano i botti, l’ultima batteria sparata alle 4,30 di questa mattina.
E Francesco Modugno insieme a Massimo Ugolini si accodano ai festeggianti…allegorici patetici.
JUVENTINOVERO
Rivedere Calciopoli si può?
Come ben sappiamo in relazione alla questione delle plusvalenze, la procura federale della FIGC può promuovere la revisione di una sentenza già emanata.
E come i telespettatori italiani hanno potuto vedere ieri sera, almeno quelli privi di paraocchi da tifo, la sentenza della Camera Arbitrale del Coni, l’ultimo grado del processo farsa del 2006, è stata viziata da una serie lunghissima di errori e omissioni che hanno caratterizzato Calciopoli, più o meno voluti, da chi o come, ora non importa. Quello che importa è che la Juventus è stata punita in modo iniquo e sproporzionato finendo addirittura in serie B con penalizzazione. Gli scudetti del 2005 e del 2006 sono stati vinti regolarmente sul campo e grida particolare vendetta quello del 2005-06, che è bene ricordare non fu minimamente sfiorato da alcuna inchiesta. In quella stagione alla guida del settore arbitrale non c’era nemmeno più la coppia Bergamo – Pairetto, c’era un designatore nuovo e non entrato in Calciopoli (Maurizio Mattei). Eppure l’albo d’oro della Federcalcio riporta come vincitrice l’inter, giunta sul campo a distanza siderale dalla Juve (-15, numero di attualità…) ma premiata per un assunto, quello che non avesse contatti con il mondo arbitrale, poi risultato del tutto fasullo.
Insomma, difficile trovare nella storia del calcio italiano un caso di “slealtà sportiva” più grave di uno scudetto assegnato a chi non solo non l’aveva manco lontanamente vinto sul campo, ma nemmeno aveva lontanamente i titoli per invocarne l’assegnazione.
Chiediamo pertanto al procuratore Chinè @FIGC
di proporre al @Coninews una revisione della sentenza del 2006 e ripristinare il principio di lealtà sportiva leso così spudoratamente in un albo d’oro ufficiale.
Abbiamo visto come sa attivarsi all’uopo, quando vuole.