Catania-Juve per l’immediato riscatto.

 

di eldavidinho

La Juve si catapulta nel campionato. Non si sa per quale motivo ma da sempre soffre la sindrome da Champions e il senso d’impotenza di Coppa e, puntualmente, torniamo a parlarne, quasi fosse qualcosa di stregato. Terzo pareggio su tre partite e sicuramente qualche riflessione costruttiva da fare per il futuro. Tipo l’ormai consueto e solito primo tempo d‘attesa e sotto tono con la manovra ceduta nelle mani degli avversari a far possesso, movimenti negli spazi e palleggio corto. Giovinco sì attivo e ancora una volta in palla ma inconcludente, Vidal fuori dal gioco. Quando si spreca un tempo, però, può capitare, prima o poi, che si metta subito in salita il secondo se non si comincia ad imporre il proprio gioco. Detto fatto. Questa volta a passare in vantaggio sono stati gli avversari a causa di uno stupido fallo di Chiellini e una malmessa barriera. Il vizio di aspettare gli avversari ci ha punito e in Champions, competizione in cui nessuno ha timore reverenziale di nessuno, se giochi col freno a mano tirato prima o poi ti va male. Senza gli inserimenti di Marchisio e gli spunti di Vucinic(prima del suo ingresso), si è tornato a sviluppare un gioco monotematico e troppo rinunciatario, semplicistico per la Champions e che ti porta ad essere poco aggressivi e poco pressanti. Se poi effettui  tanti cross(molti dei quali  non proficui) e 17 corner ma nessuno riesce a segnare di testa, il problema di fondo è anche strutturale. Qui devo spezzare una lancia non a favore di Conte che se avesse cominciato ad inserire prima, in gruppo, giocatori come Bendtner e Isla, forse oggi avremmo gente già nuova e fresca da far giocare, soprattutto il danese meriterebbe più spazio dato che è allo stesso livello degli altri attaccanti in rosa e qualche cross in più rispetto Matri lo raccoglierebbe. È vero che la squadra, in fin dei conti, ha creato una gran mole di gioco, tantissime occasioni specie nella ripresa e che avrebbe meritato la vittoria (abbiamo tirato 30 volte verso la porta danese, una volta ogni tre minuti, di cui la metà  dei tiri, 15, indirizzati verso la porta del portiere Jesper Hansen, non a caso eletto migliore in campo dalla Uefa per le sue grandi parate che, di fatto, hanno negato alla Juventus una vittoria che sarebbe stata meritata), ma è stata evidente l’assenza di cattiveria agonistica, di mentalità, d’incisività. Sbagliati sono stati atteggiamento e approccio. Questi fattori vanno al di là del modulo e del modo di giocare dato che una squadra più coperta dello scorso anno equivale a dire che si vogliono risparmiare e ponderare le energie. Ma la squadra ha ancora tanto da imparare per diventare più maliziosa, sportivamente parlando. Non so se sia ancora il caso di continuare a parlare di volontarietà nello scendere in campo con una leggerezza tale da potersi permettere di giocherellare per un tempo in modo così pacato e accondiscendente. La testa credo che coincida con l’interpretazione attuale che abbiamo del modulo. Testimoni dell’atteggiamento mostrato sino ad oggi in Champions ci sono proprio le prime tre gare in cui siamo sempre passati in svantaggio. Sempre. E non è accettabile nonostante la squadra sia sempre stata in grado di rimontare e di non perdere. È altesì vero che, a favore della tesi che il problema non è di testa ma puramente tattico, c’è il fatto che i pareggi ottenuti sino ad oggi sono stati raggiunti con squadre di svariato blasone e con qualità differenti (Fiorentina, Nordsjaelland, Chelsea e Shakhtar) ma con l’unica componente comune: il paziente e lento possesso palla a scombinare(per metà) i nostri piani di 3-5-2.

Riguardo la tribuna di Quagliarella: credo sia stata per una scelta tecnica, non altro. Tanto meno per le dichiarazioni su Zeman. Spero. Col Napoli ha giocato male. Magari la società ha voluto punirlo visto che in panchina gli hanno preferito un Vucinic non al meglio e un Bendtner sino ad oggi oggetto misterioso. Chissà. Da parte sua è già arrivata una correzione ufficiale delle precedenti dichiarazioni.

Ma non facciamone un dramma. Non torniamo a parlare del passato, di pessimisti antijuventini, di Del Piero. Rimaniamo terzi nel girone, a un punto dal Chelsea, sconfitto a Donetsk dallo Shakhtar. Ora , davvero, per passare il turno, non si potrà fare altro che vincere. Con qualche critica costruttiva per il futuro prossimo.

E il futuro prossimo si chiama Catania che affronteremo al Massimino, alle 12:30, domenica 28. Non ci sono squalificati. Juve e Catania si ritrovano in campionato per la 29esima volta nella storia. Il bilancio dei precedenti 28 scontri diretti è a favore dei bianconeri che si sono imposti in 14 occasioni contro le 5 degli etnei. Il risultato di parità si è registrato in 9 circostanze. Il Catania ci ospita per la 15° volta nella storia. Il bilancio delle precedenti 14 sfide è di 6 successi ospiti a fronte di 3 sconfitte e 5 pareggi, l’ultimo ottenuto lo scorso anno con gol di Krasic. L’ultima partita vinta al Massimino dai bianconeri è stata giocata il 5 dicembre 2011 quando, guidati da Luigi DelNeri, ci si impose per 3-1 con doppietta di Quagliarella e rete di Pepe. Per gli etnei a segno Morimoto. Il Catania, dunque, non ci batte in casa da 47 anni: l’ultimo successo è datato 27 settembre 1964, gli etnei s’imposero 3-1 con reti di Danova, Calvanese e Rambaldelli, per i bianconeri gol di DaCosta.

Il Catania è una squadra che fonda molti dei suoi principi sul possesso palla, una manovra d’attacco ma paziente e volta a divertire il pubblico, figlia dell’esperienza dello scorso anno con in panchina Montella(i cui principi di gioco sono rimasti quasi inalterati). La folta colonia di argentini che da anni caratterizza la squadra siciliana dà l’idea di che clima ci si trovi ad affrontare ogni volta che si “scende” al Massimino. Con una media del 46% di possesso palla e un 78% di possesso “vincente”, il Catania si dimostra squadra moto pericolosa. Per il 45% attacca per vie centrali, sfruttando le fasce solo per allargare le difese avversarie. Ha una media di 4 tiri in porta a partita.

Gli etnei sono vogliosi di riscatto dopo il K.O. di San Siro. Maran dovrebbe confermare l’11 sceso in campo contro l’Inter, anche se in difesa Alvarez non ha convinto. A centrocampo Biagianti scalpita per una maglia, ma Izco, Lodi ed Almiron danno al momento le giuste garanzie al tecnico. In avanti tridente tutto argentino Barrientos-Bergessio-Gomez, con poi Castro pronto a subentrare.

Conte, invece, recupera Asamoah, il ghanese ha ripreso ad allenarsi in gruppo e ha smaltito la contusione alla caviglia rimediata in un contrasto di gioco con Maggio nel match di sabato scorso. In attacco Quagliarella é leggermente favorito sui compagni di reparto per affiancare Mirko Vucinic, invece a centrocampo potrebbe esserci una chance dal 1′ minuto per Pogba.

Ad arbitrare sarà il signor Gervasoni. Bilancio positivo col fischietto della Sezione di Mantova: nei 9 precedenti un solo pareggio, 8 vittorie e nessuna sconfitta. Forza Juve.

“Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94

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