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Presentazione Scuola Calcio Roberto Stefano e Ivano Sorrentino.

Lunedi 29 Febbraio 2016 dalle ora 15 alle ore 17,30 presso il campo sportivo dell’USD Gassino San Raffaele sito in Via Diaz 56 a Gassino Torinese sarà inaugurata la Scuala Calcio di Roberto Sorrentino e dei suoi figli. Sarà presente anche Stefano portiere del Palermo vi aspettiamo numerosi. INGRESSO GRATUITO VI ASPETIAMO NUMEROSI.

Per informazioni su orari e costi dei corsi:

usdgassino@yahoo.it – tel 011 9606746 – cell. 344 3819243 – www.gassinosanraffaele.it

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Di Alessandro Magno

 

Intervista a Roberto Sorrentino

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Intervista di Alessandro Magno

Roberto Sorrentino ex portiere di serie A negli anni 80 , papà di Stefano portiere del Palermo e di Ivano che gioca in Svizzera. Una lunghissima carriera da calciatore prima e da allenatore poi, partendo da preparatore dei portieri di Juventus e Torino e poi tantissime squadre allenate nelle serie minori fino alla serie A albanese oggi al Gassino San Raffaele squadra Piemontese di Eccellenza.

1 – Possiamo dire una vita sui campi di pallone. Oltre ovviamente a una grande passione, cosa altro l’ha spinta a stare per tantissimi anni cosi nel mondo del pallone? Le piace così tanto il calcio Mister Sorrentino?

Difficile dire cosa mi spinga. Diciamo che sono un po’ matto. Indubbiamente il calcio mi piace d’altronde sono in questo ambiente da 46 anni fra calciatore e allenatore, ho due figli che giocano, mi sono tolto le mie soddisfazioni ad esempio non tutti sanno che gli ultimi due anni ho allenato nella serie A albanese arrivando terzo e dovendo rinunciare ai preliminari di Europa League solo per gli scontri diretti. Quest’anno dovevo andare al Dolny Kubin serie B Slovacca ma non me la sono sentita. In verità per il clima e poi a 60 anni direi che andare in giro puo’ bastare così. C’ è stata allora la possibilità di incontrare questi amici del Gassino e devo dire non sempre a livello dilettanti si trovano delle situazioni ottimali, invece qui mi sono trovato a mio agio in una società piccola ma seria, con un bel progetto giovani, e sono contento di questa nuova avventura.

2 – Le piace insegnare calcio?

Be si mi piace. Mi piace inventare e cercare di trovare i ruoli giusti ai giocatori. Qui ad esempio ho trovato Fassina che era difensore e ora fa il mediano, i miei due vecchi che ho portato Dell’Aquila e Saraceno erano due terzini ora il primo fa il centrocampista centrale e il secondo l’esterno alto. Devo dire che è un’intuizione che mi riesce bene visto che Marchese giocatore che ho allenato al Toro da ragazzino e che era trequartista oggi sono 15 anni che gioca difensore centrale fra serie A e serie B , ruolo che gli avevo dato io.

3 – Ho tantissimi amici Juventini di Catania e mi confermano che Lei è un mito assoluto in quella città, per esser stato il Capitano della storica promozione in serie A della squadra etnea che mancava da molti anni, ma ho scoperto esser assolutamente osannato anche dai tifosi del Palermo puo’ raccontarci perchè?

A Catania sono stato Capitano per 4 anni e abbiamo centrato due promozioni, prima dalla C alla B e poi alla A , con la città e i tifosi c’è un legame sempre forte ogni tanto mi chiamano per andare a ritirare qualche premio come miglior portiere o miglior giocatore della storia del club, in piu’ mio figlio Ivano è nato a Catania quindi è un rapporto con questa città che mai si interrompe. Per quanto riguarda il fatto di esser osannato a Palermo la storia è questa: ci fu un derby disputato da noi in cui noi stavamo vincendo 3-1 e io fui centrato da un sasso lanciato dalla curva ospite che mi colpì al ginocchio e me lo fece sanguinare. Erano gli anni in cui se venivi sostituito vincevi a tavolino e le varie monetine di Alemao, le lattine dell’Inter eccetera insegnano. Io , credo con molta correttezza, non mi feci sostituire, la partita fini 3-3 per demerito nostro perchè il Palermo fece un gran secondo tempo e fui un po’ criticato dalla mia società e dai miei tifosi, mentre gli avversari evidentemente apprezzarono questo mio gesto di Fair Play. Alla fine per un paio di anni il Palermo tentò anche di acquistarmi mentre ogni volta che andavamo a giocare li da loro io venivo applaudito dal pubblico a differenza dei miei compagni, sia quando scendevo dal pulman che prima della partita . E devo dire gridavano il mio nome dalla curva palermitana e in un certo senso ” mi costringevano” a salutarli che da avversario era una cosa bella. Una bella forma di rispetto. Poi ho un figlio che gioca nel Palermo e quindi anche oggi a Palermo sono apprezzato. E’ bello questo anche se per me Catania arriva sempre prima.

4 – Io mi ricordo di Lei giocatore come un ottimo portiere e i giudizi sono concordi con chi ha vissuto come me il calcio di quegli anni. Portiere di livello. Spettacolare nelle uscite. Para rigori. Mi ricordo della promozione del Catania dalla B terzo dietro Milan e Lazio insomma due squadroni. Come ricordo quel campionato e i tanti campioni che c’erano. Come erano gli avverari?

Si ero abbastanza spericolato come portiere. Audace. I miei figli mi prendono in giro dicono che ho preso gol da Platini, da Zico, Maradona, Paolo Rossi , Scirea , Rummenigge insomma mi sfottono perchè dicono che mi hanno segnato tutti. In verità io gli rispondo che io c’ero. In una serie A che era il campionato piu’ bello del Mondo io ero presente. E quelli erano giocatori fortissimi.

5 – Ricordo i due Brasiliani di quel Catania: Luvanor e Pedrinho ma anche i suoi compagni Claudio Ranieri, Cantarutti , Andrea Carnevale. Ci racconti di quel Catania?

Andrea Carnevale era un ragazzino faceva il militare e aveva una situazione famigliare complicata aveva perso la mamma da poco in non belle circostanze, si allenava poco con noi e non riuscì a darci una grossa mano poi col tempo si riprese e divenne un bel giocatore e sono stato felice per lui . Mi piace di quella squadra pero’ annoverare i vari Torrisi, Morra, Mosti fra gli altri, che erano degli ottimi giocatori , eravamo partiti anche bene solo che avevamo un campo, mi spiace dirlo, fatiscente, in terra battuta e poi onestamente non eravamo attrezzati per la serie A. La società fece una campagna acquisti non adatta a quella situazione . Luvanor era bravo, ma a 18 anni venire dal Brasile e prendere in mano le redini del centrocampo di una neo promossa non era pronto , uguale Pedrinho che era anche nel giro della nazionale . Peccato lui fosse un difensore Brasiliano abituato alla zona totale, mentre noi da buona provinciale giocavamo a uomo. E quello fu un grosso problema per noi perchè lui non marcava proprio e i casini venivano tutti da li. Con Ranieri e Cantarutti siamo rimasti in contatto e ogni tanto ci sentiamo e fa piacere. I rapporti con quei giocatori di quella squadra sono rimasti ottimi ed è bello così.

6 – Sempre riguardo alla sua carriera da giocatore, qualche rimpianto per non aver giocato in squadre piu’ importanti come la Juventus o le Milanesi o il Napoli dalle cui giovanili era uscito, la Nazionale o è piu’ la soddisfazione per esser arrivato comunque in serie A? (Traguardo non da tutti diciamolo).

Il rimpianto purtroppo c’è perchè l’anno della promozione in A sarei dovuto passare alla Juventus c’era pero’ una clausola nel mio contratto che mi impediva di lasciare Catania se fossimo stati promossi. Le clausole si possono anche rivedere pero’ il Catania la volle far rispettare, la Juve viro’ su Tacconi e la storia è andata così. Poi magari andavo alla Juve e mi cacciavano dopo 15 giorni dato che ero un po’ matto, pero’ mi sarebbe piaciuto provare. Rircordo che Trapattoni mi incontro’ in aeroporto una volta e mi disse di tagliarmi i capelli e di vestire ordinato che sarei andato presto da loro. E’ chiaro che sono contentissimo della promozione in A col Catania ma un po’ di rammarico c’è. Alla Juve ci sono poi stato da allenatore in seconda ma è chiaro che non è lo stesso.

7 – Il rapporto con Stefano suo figlio, oggi portiere anche lui di assoluto livello, è una sfida a chi è piu’ bravo fra padre e figlio nel ruolo di portiere o non c’è alcun dualismo? E con lui è stato piu’ papà o piu’ allenatore?

No dualismo non ce n’è mai stato un papà è felicissimo quando un figlio lo supera e io credo che lui mi abbia superato anche se ai miei tempi non c’erano preparatori e sicuramente Stefano è stato aiutato a diventare bravo piu’ del sottoscritto. Piuttosto mi dispiace lui non abbia vestito almeno una volta la maglia della Nazionale. Credo che almeno qualche convocazione la meritasse. Ci sono portieri diciamo bravi quanto Stefano che ci sono andati e Lui no e queste a volte sono le assurdità e le ingiustizie del mondo del calcio. Per quanto riguarda l’allenatore l’ho allenato a volte da piccolo anche se non è bene che i padri allenino i figli e poi lui non vuole esser allenato da me. Gli do dei consigli quando me li chiede. Il rapporto è ovviamente piu’ da padre a figlio anche se non gli faccio tantissimi complimenti. Pero’ qualche volta glieli faccio. Diciamo quando non ne posso proprio fare a meno. (sorride)

8 – Non è arrivato nemmeno per Stefano un top club anche se tantissima serie A. Sarà un allenatore anche suo figlio?

E’ stato due volte in procinto di andare alla Juventus, una quando giocava nell’ Aek Atene e l’altra mentre era al Chievo , credo la Juve avesse anche un opzione, poi per un qualche motivo non si è mai concretizzato. Non credo voglia fare l’allenatore credo voglia giocare ancora 2-3 anni poi a suo dire farà il Direttore Sportivo. Credo abbia le caratteristiche per fare il Mister perchè è uno che non si tira indietro se c’è da prendersi delle responsabilità e metterci la faccia ma è una decisione che prenderà lui.

9 – Il suo rapporto da Campano con il clima di Torino non sarà affatto facile eppure per svariati motivi questa città è la sua seconda casa visto che Stefano ha militato nelle giovanili del Toro e Lei ha lavorato in passato per Juve e Toro. Il suo rapporto con la nostra città con noi ”Torinesi”, che poi siamo tutti acquisiti come Lei?

Sono un Napoletano assolutamente atipico nel senso che sono orgoglioso di esserlo ma non ho la necessità impellente di tornare sempre a Napoli. Ormai sono 25 anni che per un motivo o per un altro sto a Torino quindi posso dire che questa è la mia seconda città anche se poi sono stato a Catania sono stato a Cagliari, Bologna, in Albania, mia moglie è Romana, Stefano gioca a Palermo e Ivano in Svizzera. Quindi siamo piu’ o meno sempre tutti in viaggio. Anche i miei figli spesso sono a Torino. Direi che sono cittadino del mondo con base a Torino. A Torino si vive bene e i Torinesi sono a posto.

10 – Come ci è arrivato ad allenare al Gassino San Raffaele in Eccellenza?

Sono arrivato per caso. Conosco Sebastiano Filardo che è il Presidente degli allenatori del Piemonte e ora è il Direttore Sportivo qui a Gassino. Mi invitarono a vedere una partita contro il Saluzzo, sono venuto poi la cosa finì li. Mi colpì l’impianto davvero molto bello. Dopo una settimana ci furono le dimissioni del Mister della prima squadra e mi telefonarono per chiedermi di dargli una mano. Devo dire che all’inizio non volevo accettare. Non conosco la categoria molto bene e venivo dall’aver appena rifiutato una squadra nella serie B Slovacca. Non era un fatto di scendere o meno di categoria mi appassionano le sfide, ma principalmente non avevo mai allenato una squadra dilettantistica . Sono matto ma mi piace esser preparato per le cose che faccio. Mi convinsero la grande serietà di queste persone e di questa dirigenza.

11 – Sorrentino allenatore con i suoi giocatori è piu’ un martello tipo Capello e Conte o è piu’ un amico tipo Ancelotti e Bearzot?

Mi piace esser un mix fra le due cose nel senso che se mi parte l’ignoranza so esser un bel martello e allora non faccio prigionieri ma con tutti i miei giocatori cerco sempre di parlare molto e avere un dialogo aperto. La cosa su cui non transigo è la serietà. Quella non deve mancare mai. Mia nei confronti dei ragazzi e viceversa. Con loro sono molto sincero se ne mando uno in tribuna non gli dico ”sono contento di te”, gli dico ”stai facendo bene ma evidentemente non è abbastanza perchè c’è chi fa meglio di te per cui fai di piu’ ”. Mi vanto nel mio piccolo di non esser mai stato mandato a cagare da un mio giocatore nè ad alti livelli nè a questi.

12 – Ho avuto il piacere di seguire qualche suo allenamento e devo dire l’approccio con i ragazzi mi piace veramente tanto. Molto schietto come Lei dice. Volevo chiederle : Cosa vuol consigliare a questi ragazzi dell’Eccellenza ma anche del settore giovanile a proposito del giocare a pallone e del fatto che probabilmente nessuno o quasi nessuno di loro arriverà a giocare in serie A?

La cosa che consiglio a questi ragazzi è di impegnarsi nella scuola chi va a scuola e nel lavoro chi lavora. Il calcio dilettantistico non ti da da vivere per cui è puro divertimento e così deve essere. Questi ragazzi sono ammirevoli perchè si allenano con tanta serietà la sera dopo la scuola dopo il lavoro e questo è molto bello. Allenarsi la sera dopo una lunga giornata per me è l’anticalcio per questo va apprezzata assolutamente la voglia che ci mettono. Devono continuare a giocare solo per il gusto di farlo senza pensare ad altro. Poi in campo devono giocare bene e divertirsi che è fondamentale.

13 – E’ arrivato al Gassino San Raffaele prendendo una squadra ultima in classifica in grande difficoltà e in un momento di rifondazione. Oggi la squadra da filo da torcere a tutti e ha iniziato una rimonta per cui oggi non è piu’ ultima. Immagino chiaramente sia orgoglioso del lavoro fin qui svolto. Se la squadra si salvasse come tutti speriamo, il futuro di Mister Sorrentino è ancora a Gassino o dove?

Intanto mi faccio una grattatina che non guasta. Si c’è stato molto da fare abbiamo dovuto sfoltire la rosa dovendo scegliere fra quelli che ritenevo piu’ adatti e motivati al mio progetto. Ho dovuto mandare via 13 ragazzi, tutti ottimi ragazzi, ma come dicevo meno funzionali di quelli che ho tenuto e ne ho fatti arrivare solo 4, dove ritenevo di dover puntellare. In piu’ abbiamo perso il figlio di Bettega che rientrava nei nostri piani ma ha preferito trasferirsi quindi la squadra è stata un poco rivoluzionata. In piu’ dei 4 nuovi che ho preso due avevano smesso, Saraceno e Dell’Aquila, uno era fermo per infortunio Boero, ma erano tutti giocatori che avevo avuto in passato e che hanno avuto piacere di tornare con me e sposare questa causa. Oggi rimessi in condizione ci stanno dando quel tasso tecnico e di esperienza che per forza di cose mancava agli altri che sono tutti giovanissimi. In piu’ abbiamo preso Infantino che è un 96 che ci serviva e che aveva giocato con mio figlio Ivano e me ne aveva parlato benissimo. Sorrentino dovrebbe restare perchè nel calcio il condizionale è sempre d’obbligo. C’è un bellissimo progetto riguardo a una Scuola Calcio a mio nome che dovrebbe partire in Marzo qui a Gassino con l’intento di far crescere i giovani di questa società con l’aiuto mio e di altri professionisti che portero’ di volta in volta qui a dare una mano. La società è molto seria e ha degli ottimi propositi io mi trovo a mio agio come detto per cui dovremmo poter continuare insieme senza problemi.

14 – Chiudiamo in bellezza lotta scudetto chi vince il campionato?

Ti sembrerà strano che io essendo nato a Napoli non tifi per il Napoli. Da ragazzino ero Interista poi avendo fatto di questa passione un lavoro e avendo militato in diverse squadre oggi non tifo proprio per nessuno. Praticamente riesco a vedere la cosa con distacco mi piace vinca il migliore , chi gioca bene, chi se lo merita. Certo ti resta l’affetto per le squadre in cui hai militato ad esempio quando ero alla Juve guai a chi mi toccava la Juve. Diciamo che se lo dovesse vincere il Napoli sarei contento piu’ che altro per Sarri uno che è arrivato li dov’è per meritocrazia, avendo fatto tanta gavetta e sempre bene in ogni squadra che ha allenato. Se vincesse la Juventus c’è poco da dire, la Juve è fortissima, è attrezzatissima, è funzionale a tutti i livelli dirigenza, allenatore , società, calciatori. Ci sono stato 12 anni è so bene come funziona. La Juve è una macchina da guerra in cui tutto è incentrato all’ottenimento del risultato finale che non puo’ che esser la vittoria e questa differenza con le altre si vede nelle situazioni di difficoltà e di gestione delle cose delicate. A poche squadre sarebbe potuta riuscire questa rimonta che ha fatto la Juventus. Direi che il campionato è limitato a queste due, le altre pretendenti mi sembrano avere qualcosa in meno. Dato che la Juventus ha ripreso in questi ultimi anni la sua caratura Europea potrebbe succedere che la Juventus vince la Champions e il Napoli il campionato. Sarebbe difficile ma non impossibile.

15 – E’ stato un vero piacere fare due chiacchiere con Lei Mister la ringrazio di cuore per il tempo dedicatomi è un uomo di spirito con cui fa veramente piacere fare due chiacchiere. Le chiedo un ultima cosa un saluto speciale per gli amici gobbi e non di Catania che altrimenti non me la perdonerebbero mai. Un grazie da me e da tutti gli amici del Blog ovviamente forza Gassino San Raffaele e forza Juve.

Un saluto a tutti e grazie a voi. Facciamo così ti faccio una dedica scritta. Per la foto metti una foto d’epoca non mettere una foto da vecchio rimbambito mi raccomando.

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Catania – Juventus 0-1. Sopravvisuti tutti.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Ammazza che partitaccia! Vista da uno alieno poteva sembrare una partita fra le prime due della classe e non della prima contro l’ultima. Un clima di guerra fomentato in primis da quella persona poco ( o forse troppo) intelligente del presidente del Catania Pulvirenti. Già le dichiarazioni pre -partita del presidente in questione erano state alquanto sgradevoli, per usare un eufemismo, il resto lo hanno fatto i tifosi. Pensate che il pulman della nostra squadra, nel tratto che porta allo stadio, è stato circondato e bloccato sulla strada da un centinaio di ultra del Catania e poi preso letteralmente a bastonate. Pare che le forze dell’ordine, data l’esiguità del numero, non hanno potuto far altro che assistere inermi. Mi chiedo, se bontà loro, a questi teppisti poi non veniva voglia di farci proseguire, cosa sarebbe potuto succedere? Già questo fatto è di per se di una gravità assoluta e verrà minimizzato e neppure sanzionato, ma se cio’ non bastasse allo stadio si è giocato in un clima intimidatorio da caccia all’uomo, con tifosi fomentati e schizzofrenici che ululavano ad ogni banale fallo, che protestavano e inveivano per qualunque battito di ciglia. In tutto questo l’arbitro Damato non ci ha capito una mazza e ha arbitrato un poco alla ” ‘ndo  cojo cojo”.

La cosa curiosa del tifo di casa che era così ”preparato” che non si è neppure accorto che ci hanno annullato un gol regolare dopo pochi minuti e che Berghessio sarebbe dovuto essere espulsi già all’ottavo minuto. E’ sempre la Juve che ruba. Che cosa poi gli abbia mai rubato a questi non è dato sapere. Non ci siamo mai giocati nulla con loro se non i tre punti. In questo clima surreale mi ha fatto veramente male vedere giocare Osvaldo , che considero un ottimo giocatore, con una sufficienza disarmante, tanto che ne ho invocato più e più volte la sostituzione. Colpi di tacco a capocchia, tiki taki sbagliati, piroette senza un reale perchè, un tiro al volo ciccato in malo modo per fare non so quale giocata di fino. E no! Non ci siamo proprio. Forse non ha capito che per noi ogni partita è una guerra e Catania , Bologna , Verona, diventano Beirut, Caracas , Kinshasa. Forse non ha capito che alla Juve per essere da Juve devi essere in primis molto concreto e senza tanti fronzoli. Mi spiace per lui ma con un attegiamento e un approccio così alla partita, ha dilapidato un occasione colossale per fare bella figura, e Conte notoriamente non è che di occasioni ne concede molte. Fortuna vuole che riesce a dare un perchè alla sua prestazione servendo bene l’assist a Tevez. Meglio tardi che mai. Carlitos invece, che trascinatore. Lui si ci mette sempre l’impegno necessario per se e per la squadra. Un gol pesante ieri.

Concludo facendo i complimenti alla città di Catania e i suoi tifosi e il suo presidente (sempre volutamente minuscolo) per la pessima figura fatta agli occhi nostri e di chi vuol vedere. Complimenti anche ai tifosi per essersi fatti prendere per i fondelli da Pulvirenti che fa la vittima ma quando arriva la Juve fa un bell’incassone e se lo mette in saccoccia alla faccia vostra e della Juve. Complimenti ancora di più ai giocatori  per aver fatto la partita della vita in una circostanza come questa che a loro non servira per niente. Il risultato è stato il medesimo e cioè che avete perso.  0 punti in classifica ed energie psicofisiche sprecate massime. Vi consiglio vivamente di mettere queste forze in campo contro squadre come Bologna , Sassuolo, Livorno piuttosto che contro la Juve, forse oggi non sareste ultimi. Così come consiglio ai tifosi di riempire lo stadio in quelle circostanze, forse la squadra ne avrebbe più bisogno allora.  Ad ogni modo vi auguro una buona serie B e a non rivederci. Almeno il prossimo anno non ci torneremo in questo stadio e in questa città. Saluti . Non ci mancherete per niente.

LWikipedia: L (named el) is the twelfth letter of the ISO basic Latin alphabet.

Catania – Juventus 0-1. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x1j94kn

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Genoa – Catania – Parma considerazioni su questo tritico.

9 punti dovevano essere e 9 sono stati. Non ci sono considerazioni da fare ed è un bene che sia così. Le considerazioni nascono quando non si vince. Auguro a tutti noi di non dire niente per il resto della stagione.

Pulvirenti

Ha sicuramente voglia di farci sapere che nel calcio italiano gli han promesso un posto che conta. Una volta i presidenti dei piccoli club non parlavano mai quando subivano o credevano di aver subito torti. Erano più gatte morte e affaristi di piccolo taglio che studenti di morale come l’attuale presidente etneo. Non ne parlavano dei torti pubblicamente perché si riservavano di parlarne in privato per farli pesare su qualche trattativa o per avere qualche spicciolo in più. Se ne parlavano, lo facevano in modo da sembrare molto ignoranti e quindi inoffensivi oppure come Rozzi parlavano di massimi sistemi cioè di nulla. Pulvirenti parla in modo da sembrare ignorante solo che vorrebbe non essere considerato inoffensivo. Forse ha ragione lui, ce ne accorgeremo se lasceranno andare o meno la sua squadra in B.

Stai seguendo il processo di appello a Moggi sei andato all’ultima udienza. Sensazioni e/o anticipazioni.

Sensazioni ? Moggi è ottimista. E il suo ottimismo va rispettato perché è sua la vita che è stata messa all’asta.

Juventus – Catania. Da Corso Re Umberto a Carlito’s way.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Che scrivere di una partita che non ha mai avuto storia? Per la disamina basti guardare Juve – Genoa che tanto più o meno il copione è quello, solo un poco meno occasioni da gol per noi, un poco più di precisione sottoporta e soprattutto non c’era per gli altri un Perin in stato di grazia . Allora tanto vale dare un poco di numeri.
Iniziamo dal 10 di Carlitos Tevez un 10 portato alla grandissima. Se si cercava un degno erede del Capitano questo argentino è di più: è degnissimo. Se continua di questo passo presto lo dovremo mettere nella bacheca fra i gradi 10 della storia: Platini, Sivori , Baggio, Del Piero. Benissimo. 6 come i gol di Carlitos in campionato e i chili di sovrappeso con cui si sarebbe presentato in ritiro. Cazzate. 3 come le cose determinanti fatte da Tevez col Catania: l’assist a Vidal, la punizione procurata a Pirlo, il gol. Scusate se è poco. 23 come i gol su punizione di Pirlo che scavalca Del Piero al secondo posto a 22 nella classifica di sempre e mette nel mirino Mihajlovic primo a 28. 4 come i gol di ieri e le pere che si porta a casa il presidente Pulvirenti. 4 come i neuroni che ci mette il presidente Pulvirenti ogni volta che si presenta a parlare della Juve. Come se quello capitato a Berghessio non fosse una cosa che purtroppo può accadere e di cui l’argentino ha già scusato e perdonato Chiellini. 4 come le uniche parole che conosce Pulvirenti a proposito di Juve : ”Io odio la Juve”, 9 come: ” Quanto è bello però l’incasso di Catania – Juventus”, perchè quello è un incasso sicuro da tutto esaurito, a volte l’unico che fa il Catania durante l’anno. Spero vai in B cosi quell’incasso te lo sogni anche se mi spiace per i miei amici gobbi catanesi che hanno un occasione in meno per vedere la Juve. Zero come i gol subiti ieri e 2 come le partite di seguito che non subiamo gol che in questo momento mi pare una cosa buona. Zero come le partite che se non fa delle pippe Chiello le fa Bonucci e ieri ne ha fatte parecchie, menomale che in difesa c’è un certo Barzagli e menomale che Leonardo ha segnato chissà che si rassereni un poco. 3000 come grossomodo quegli imbecilli che hanno fischiato Motta. Io mi chiedo a che serve e se questi hanno del sale in zucca o meno. 6000 schiaffi ci vorrebbero, almeno due per ognuno. 1 come il primo assist di Llorente per il terzo gol quello di Tevez alla faccia di quello che era una pippa che con i piedi non era buono. Uno come la prima volta che vedo uscire dei giornali sportivi con un titolo e foto che accusano (più o meno) di ladrata una squadra che non è la Juve. Meglio tardi che mai ma di voi non mi fido comunque. Infine 1 come primo Novembre 1897 il giorno in cui nasceva la nostra amata Juventus. Da quel giorno che facciamo rosicare mezza Italia. Per noi domani 116 anni di storia per gli altri 116 anni di bile.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ilbianconeronews.blogspot.it

 

Juventus – Catania 4-0. Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x16mb7l

Juventus-Catania mercoledì 30 ottobre 2013 – ore 20.45 Juventus Stadium Torino

catania juveScritto da Cinzia Fresia

Ancora freschi dalla vittoria a Torino contro il Genoa, la Juventus con le valige pronte volerà a Catania per l’anticipo di domani alle 20.45, Antonio Conte insieme alla Juventus ha adottato il silenzio stampa, dopo lo sfogo e la querelle dello stesso tecnico nei confronti dei giornali, principali colpevoli di “tentata destabilizzazione dell’ambiente Juventino”. Pare che la coppia in attacco Tevez e Llorente sarà nuovamente in campo domani sera, il duo sta appassionando la tifoseria e per la strategia di Conte pare convincente.

Su Tevez non credo ci sia nulla da dire, mentre  lo spagnolo sebbene migliorato, non sembra ancora al 100 per cento, e le sue prestazioni non sono come ci si aspetterebbe da lui. Tuttavia, Llorente si impegna e tanto, questa “strana coppia” lavora molto per armonizzare con il resto della squadra, e speriamo domani si riesca a ripetere il successo di domenica scorsa. Sappiamo quanto possa essere insidioso il Catania soprattutto in casa, siamo consapevoli che c’è Legrottaglie che ci aspetta .. insomma la solita strada in salita per la Juventus di questi anni.

La Juventus non può permettersi di perdere altri punti, quindi dovrà vincere, una botta “di ottimismo” è arrivata domenica, con un modulo efficace e produttivo che ci auguriamo venga ripetuto anche domani. Sperando di assistere ad una bella ed appassionante partita che  dovrà essere  giocata fino all’ultimo minuto.

 

Prepartita Juve-Bologna, manteniamo le distanze.

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Articolo a firma di Eldavidinho

La classica vittoria della Juventus a Bologna in incontri di campionato è il successo per 0-1. Un evento verificatosi già in 10 circostanze, a partire dal 15 dicembre del 1929. In quella gara, nel primo campionato a girone unico, il match-winner è il numero 10 bianconero Munerati. La vittoria di stretta misura senza incassare reti torna dopo molto tempo, nel 1953-54. Anche questa volta, come nell’occasione precedente, la sfida viene decisa nella ripresa. Il marcatore è l’asso danese Praest con un diagonale di sinistro rasoterra, imprendibile per il portiere di casa. Due anni dopo, è nientemeno che un esordiente, Angelo Caroli, a decretare la vittoria della Juventus. Il giovane bianconero diventerà poi un giornalista-scrittore, brillante penna de La Stampa e di tante pagine dedicate alla squadra del cuore. Il 9 gennaio 1966 si gioca con la neve in campo e qualche sporadico fiocco durante la gara. Gli occhi sono tutti puntati sul 10 del Bologna, quell’Helmut Haller che diventerà poi un beniamino del pubblico torinese. Ma è il 10 della Juve, il brasiliano Cinesinho, a segnare in una mischia in area. Nel 1976-77 a Causio bastano 3 minuti per portare in vantaggio la Juve. Il resto lo fa una difesa granitica, fatta da autentiche leggende come Zoff e Scirea. Passano molti anni e nel 1990-91 l’ex mister bolognese Maifredi ottiene il bottino pieno grazie a un rigore calciato da Roberto Baggio. Nel 1997 è Boksic, con una delle sue discese travolgenti, a regalare i 3 punti alla Juventus, depositando il pallone alle spalle di Antonioli con un’insolita freddezza. Nel 2004 la vittima è Pagliuca e il carnefice è Iuliano. E’ il mese di febbraio e dieci mesi più tardi sarà Pavel Nedved con una folgorante punizione a conquistare una vittoria nei minuti conclusivi dell’incontro. Nel 2006-07 Bologna-Juventus si gioca in serie B. Segna Zalayeta, in una gara che vede entrare in campo la Juventus listata a lutto per la scomparsa dei due ragazzi del vivaio, Alessio Ferramosca e Riccardo Neri.

6 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte: dei 35 punti raccolti finora in campionato, il Bologna ne ha raccolti 23 in casa. I gol segnati rispetto alle gare lontano dal Dall’Ara sono addirittura il doppio (27-12) e anche il rendimento difensivo è migliore (16-20).

Nessun giocatore del Bologna ha giocato tutti i 28 incontri di campionato. I più presenti sono stati gli attaccanti, Alberto Gilardino con 27 apparizioni e Alessandro Diamanti con 26. Già 4 gli espulsi della squadra: Morleo, Guarente, Perez e Taider. Il greco Kone è invece il giocatore più ammonito con 7 cartellini gialli. Il bomber della squadra è Gilardino, che ha già superato la doppia cifra con 11 realizzazioni. Dietro di lui vi sono Diamanti con 7, Kone e Gabbiadini con 5, Pasquato e Taider con 2, Cherubin, Motta, Sorensen, Christodoulopoulos e Guarente con 1

Torna arruolabile Konè dopo la squalifica, il greco si allena regolarmente dopo il fastidio al ginocchio accusato la scorsa settimana. In difesa potrebbe giocare Naldo dall’inizio: il brasiliano ha sorpreso tutti, inoltre Sorensen lamenta un problema alla caviglia e dovrebbe mancare. Infine oggi rientro in gruppo per Curci, Morleo, Perez e Gilardino che fino a ieri avevano lavorato in differenziato, in quanto usciti acciaccati dalla gara contro l’Inter.

Contro i felsinei torna Vidal dopo la squalifica, Conte in difficoltà sul tener fuori un Pogba in forma. Il tecnico in avanti potrebbe preferire Matri su Giovinco come partner di Vucinic. Indisponibili Pepe, Bendtner e Caceres.

Per Bologna-Juventus di sabato sera è stato designato l’arbitro Mauro Bergonzi di Genova. Il direttore di gara ligure trova i bianconeri per la seconda volta in questa stagione dopo il precedente di un mese fa: la gara vinta in casa del Chievo (1-2) dello scorso 3 febbraio. La gara di Verona ha fatto salire a 16 il totale dei precedenti della Juventus con Bergonzi. Tra questi non ce ne sono con il Bologna, quindi quella di sabato sarà una prima assoluta. Il bilancio bianconero è di 11 vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Sabato sera, al Dall’Ara, gli assistenti saranno Gianluca Vuoto e Alessandro Costanzo. Il quarto uomo sarà Fabio Pietro Galloni. Gli assistenti d’area saranno Gianluca Rocchi e Davide Massa. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve 

 

Din don din don din don …. intervengo da Torino Giaccherini ha fatto gol…

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Scritto da Alessandro Magno

 

Mamma mia che sofferenza. Siamo Juventini, incontentabili. Per nostra natura vogliamo sempre vincere. Questa volta ci è andata bene. Non che il gol sia stato fortunoso in se, tutt’altro; l’azione è stata ariosa e l’inserimento di Giaccherini ottimo, tuttavia non si può trascurare che una partita sbloccata al 91mo quando sembrava ingessata è un fatto anche di buona sorte. Come bisogna dire che lajuvenon ha giocato affatto bene. Eccetto una difesa al solito rocciosa e un Pogba esuberante tutto il resto è stato molto anonimo. Non è colpa di nessuno, giocare ogni tre giorni brucia molte energie psicofisiche e dopotutto se pure Pirlo eccezionalmente gioca in modo opaco dobbiamo pensare che è fisiologico.

Questo non sminuisce di una virgola i meriti della Juve che ci ha sempre creduto soprattutto in alcuni elementi come Pogba o Giaccherini, Matri e Quagliarella che mi son sembrati subito frizzanti. Non dirò nulla questa volta sulla ”strana-coppia”, oggi sono buono e mi complimento con Conte per i cambi, visto che Giaccherini è entrato e siglato il gol vittoria. Curioso che Giak sia stato un poco dimenticato quest’anno, visto che è un nazionale e l’anno scorso si rivelò importantissimo per la conquista dello scudetto. Strano perché anche come finalizzatore io non vedo Giovinco così straordinariamente più forte. Non è una polemica ma una constatazione. Ho visto come Conte e Giaccherini si sono abbracciati a fine partita (anche con Quagliarella) e devo dire che l’immagine è quella di una grande serenità fra il mister e i suoi. Questo ovviamente mi fa molto piacere. Io predico solo il ”tutti utili nessuno indispensabile” a meno che non lo dimostri. Tutto qui. Si critica ma sempre e solo per migliorare.

Ora il momento è topico. Ora si può amministrare questo vantaggio e cercare di tenerlo invariato in modo da scoraggiare definitivamente gli inseguitori. Conte ha ritrovato anche una certa serenità a livello dirigenziale. Il mister non ha gradito lo ”stop” subito dalla società dopo la conferenza stampa ”particolare” post semifinale di coppa Italia. Conte quando si sente nella ragione non transige. Evidentemente i risultati hanno tranquillizzato lui e l’ambiente e l’invito più o meno duro a mantenere un contegno più da Juventus deve esser stato finalmente assorbito. 9 punti sul Napoli d’altronde sono un buon calmante per i nervi.

Sull’orlo di una crisi di nervi sono invece i nostri avversari. E bisogna capirli, hanno sperato tutto il pomeriggio che almeno la Juve pareggiasse e poi sul più bello ”din don ….”. Poveri sfigati. Mazzarri non è riuscito a vincere neppure con il rigore giusto che questa volta gli hanno fischiato e non avendo neppure un appiglio arbitrale ha lasciato il campo con la faccia di quello che ”il Chievo ha avuto culo”. Dalla sintesi mi pare che il Chievo ha meritato, ma ”merito per gli altri” sono parole che nel vocabolario di Mazzarri non esistono. ”Professionalità” invece è la parola che non conosce Varriale. Uno dei peggiori giornalisti sportivi di tutti i tempi a parere mio. Non credo di rischiare querele. Lui è un personaggio pubblico di un servizio pubblico che io pago, per cui posso dare il mio giudizio che non per forza debba esser condiviso. Varriale professionalità non ne ha. Comprendo che da tifoso del Napoli stia rosicando però arrivare a dire che il gol di Giaccherini è viziato da un fallo di mano è bizzarro. O non vede bene e necessita di una visita oculistica, oppure vede bene e si inventa le cose che è pure peggio. Io credo che non sia corretto da parte della Rai mettere un commentatore tifoso. Facciano come Mediaset e Sky, mettessero l’opzione-Varriale solo per i napolisti e ci mettessero a noi un altro. Almeno anche noi ce le cantiamo e ce le suoniamo fra noi.

In fondo mezza Italia sperava in questo scudetto al Napoli. Chi in questo anno non ha sentito almeno una volta: ”il Napoli è più forte”? Non si comprende come si possa affermare questo quando negli ultimi 6 confronti contro di noi il Napoli ha uno score di 3 sconfitte 2 pari e una sola vittoria fra l’altro contro la Juventus B; quella di coppa Italia. Eppure in primis i napolisti e poi tutto il mondo antijuventino si son fatti questo film nella testa. Desideri spacciati per fatti. Il Napoli lo scudetto lo merita. Capito? Gli scudetti non si vincono si meritano. Li danno a tavolino ai meritevoli. Ma dai. E non dimentichiamo i 2 punti regalatigli dalla Figc e i due giocatori Cannavaro e Grava restituitigli a differenza di tutti gli altri che hanno avuto punti di penalizzazione e\o giocatori e allenatori squalificati. Per non parlare a proposito del fatto che non hanno rigori contro praticamente da una vita o hanno vinto partite con rigori fuori area come contro la Sampdoria. Senza tutto questo ”interferire” dove sarebbe il Napoli ora? C’è una classifica del settimanale Panorama che gira. Guardatela. Non credo che Panorama sia filojuventino.

Comunque non siamo ancora all’allungo decisivo. La Figc fin qui ha tenuto vivo questo campionato (non parliamo dei punti regalati al Milan altro che rimonta). Ora però è possibile iniziare ad amministrarsi. Era già di per sé impensabile che con tutti gli aiuti che hanno avuto le inseguitrici oggi a dieci giornate dalla fine noi fossimo a questo punto. Indi per cui è bene non abbassare la guardia. Siamo vicini ma il discorso non è ancora chiuso. Per ora l’imperativo è: ” Vietato mollare”. E sempre … fino alla fine … Forza Juventus.

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