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36 anni dalla tragedia dell’Heysel

36 anni da quella tragedia del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel si perpetrò un massacro premeditato di 39 persone in  maggioranza cittadini italiani , 4 belgi , 2 francesi ed un irlandese .
Quella sera Bruxelles si portò via sotto gli occhi bendati di una Europa sorniona , che guardava altrove , non voleva leggere i segnali di pericolo che ci sono stati prima . In quei attimi di paura , quando cercavi di salvarti la vita e non finire schiacciato contro quel muretto , chi cadeva in ginocchio non si alzava più . Quelli che attacavano erano conosciuti in tutto il mondo , talmente erano ubriachi da non rendersene conto che facevano paura alla gente normale con bambini e donne a seguito , famiglie . Imagini indelebili .
Come Comitato Per Non Dimenticare Heysel ogni anno onoriamo la memoria delle 39 vittime che anche dopo 36 anni scandire uno ad uno i loro nomi è una ardua impresa , l’emozione è tanta e non diminuisce col passare degli anni . Il monumento alla memoria dei caduti Heysel si trova nel Parco di Via G. Matteotti , unico nel suo genere ed è opera dello scultore fiammingo Vanlessen . Una opera molto fragile che non era stata concepita per essere esposta all’esterno ma nelle sale , riparata al coperto . Noi ci prendiamo cura affinchè nulla possa succedere come in un passato recente . Constantemente monitorato .
Da quest’anno la Regione Piemonte ha istituito la Giornata della Memoria 29 maggio 1985 così come per Heysel anche per Superga il 4 maggio 1949 . Tutti ciò grazie al Presidente Alberto Cirio e dal suo esempio anche altri Presidenti potrebbero istituire giornate di memoria , una giornata Nazionale di raccoglimento .
Perché solo uniti si può portare avanti un progetto PER NON DIMENTICARE .
Morire per una partita di calcio è inammissibile !
Non dimenticare è troppo poco , bisogna fare molto di più . Dare l’esempio con una cultura sportiva forte perchè lo sport dev’essere fair play non di parole ma di fatti , un filo conduttore e portatore di positività . Solo così una società si può riconoscere come civile . Perchè portare l’odio in quei luoghi di spensieratezza non giove a nessuno .
Nessuna persona è morta finchè vive nel cuore di resta +39RISPETTO
COMITATO PER NON DIMNETICARE HEYSEL DI REGGIO EMILIA
PRESIDENTE Iuliana Bodnari .

Fiori ai caduti di Superga da parte del Comitato Heysel di Reggio Emilia.

Ben vicepresidente del Comitato per non dimenticare Heysel di Reggio Emilia e sua moglie Rosy portano un mazzo di fiori in onore dei caduti di Superga del Grande Torino.
Da molti anni sono amico di Iuliana Bodnari e di suo marito Rossano Garlassi che sono il Presidente e il tuttofare del comitato Heysel di Reggio Emilia. Da qualche anno mi hanno anche concesso l’onore e l’onere di esser il vicepresidente di questa associazione che ricordiamo è assolutamente no profit ed è mossa solo esclusivamente dal sentimento per i caduti dell’Heysel e dal desiderio di tenere vivo e funzionale il monumento a loro dedicato sito in Reggio Emilia. Andando a Reggio Emilia  il 29 di ogni anno in occasione della commemorazione ho conosciuto Domenico Beccaria e Gianpaolo Muliari che sono i responsabili del museo del Grande Torino che con mia grande sorpresa venivano alla nostra commemorazione, ne è nata una stima reciproca che ha fatto si che io promettessi a Domenico di portare dei fiori a Superga a nome del comitato.
Si è tentato di farlo il 4 Maggio in occasione della loro commemorazione ma non è stato possibile in quanto forze interne alla tifoseria granata non ci vogliono. Poco male. Non vogliamo creare problemi a nessuno . Non sono gesti questi che si fanno per avere un qualche tornaconto, si fanno perchè si sentono dentro e basta. Il messaggio che vogliamo dare è fondamentalmente uno ed è quello in primis di rispettare i defunti di ognuno e non metterli nel calderone del tifo. Il secondo segnale se si riuscisse, ma questa è più che altro al momento uno speranza, è quello di togliere dal tifo l’odio e tornare ad essere con tutti avversari e non nemici. Lo sport dovrebbe esser vettore di segnali positivi invece troppo spesso in Italia tira fuori il peggio da ognuno. La strada è lunga e difficile ma abbiamo gettato un seme. Intanto se cominciassimo a lasciare fuori i morti dalle nostre beghe sarebbe già un punto guadagnato.
BEN

 

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