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Pagelle Dinamo Kiev – Juventus 0-2
Pagelle di Alessandro Magno
Szczesny 6 Ma diciamo anche 6 – per almeno tre uscite approssimative in cui non si comprende perchè i compagni non gli lascino campo libero. Urlare di più? La parata più difficile la fa su una punizione in cui si apre la barriera ma la palla gli arriva comunque fra le braccia.
Cuadrado 7 Ottimo nelle due fasi. Ad oggi è l’unico giocatore che consente a Pirlo di avere questa difesa ibrida a 3 e 4 perchè ha abbastanza corsa da spingere e rientrare. Mette un paio di cross al bacio e su uno di questi Morata raddoppia.
Bonucci 6 Serata tranquilla, qualche lancio sbaglito di troppo ma abbastanza bene nel sbrogliare in difesa e nel gestire Demiral.
Chiellini Sv Sfiora il gol poiesce per un infortunio muscolare che si fa da solo. Si sarebbe dovuto ritirare invece ancora pure risponde alle chiamate in nazionale. Io gli voglio bene ma nelle sue condizioni un giocatore cosi fragile ormai per la squadra è deleterio.
Danilo 6 Diligente senza infamia e senza lode ma visto che per la prima volta (almeno con Pirlo) viene utilizzato a sinistra direi intelligente a non strafare.
Ramsey 6,5 Un poco mezzala e un poco trequartista nel primo tempo fa fatica a farsi vedere dai compagni ma nel secondo tempo riesce a smarcarsi meglio e a concludere verso la porta. Gli manca forse la giocata decisiva ma una buona prestazione.
Bentancur 6 Tanti bei recuperi e tanti palloni persi per tocchi semplici che questa sera è una cosa di tutti i centrocampisti. In più si prende il solito giallo da sciocco insomma potrebbe fare di più.
Rabiot 6 Abbastanza scolastico anche lui con buon palleggio buoni recuperi e anche lui tanti troppi palloni persi.
Chiesa 7 Una spina nel fianco degli ucraini. Punta sempre l’avversario e non ha paura di andare a tiro anche se a volte sbaglia. Caparbio cerca sempre di esser decisivo nelle azioni. Il ragazzo c’è.
Kulusevski 6,5 In questa Juventus di ibridi in cui tutti fanno almeno due ruoli anche lui è un poco mezza punta un poco trequartista e un poco centrocampista nel centrocampo a 5. Nel primo tempo questo non gli giova perchè finisce spesso fuori giri anche se vedo che ci mette una grande abnegazione. Poi una bellissima intuizione per un gol sfiorato di tacco e credo questo gli aumenti di parecchio la fiducia.
Morata 8 Senza Dybala e senza Ronaldo si prende la Juve sulle spalle come già fatto a Crotone. Questa volta la doppietta è buona perchè nessuno gli toglie il secondo gol. E’ una serata non facile perchè la Juventus è ordinata ma non è che costruisca tantissimo. Pero’ lui si fa trovare pronto.
Demiral 6 Anche lui sarebbe da 6 – per un giallo assolutamente evitabile. In fase difensiva in ogni caso è molto attento e inizia ad essere una garanzia, in fase propositiva invece i piedi sono ancora da educare.
Dybala 6 Aveva ragione Pirlo che non è pronto. Anche io smanio dal vederlo in campo però onestamente entra e ne ha esattamente per 10 minuti. Da recuperare.
Arthur Sv
Bernardeschi Sv
Juventus 6,5 Più ordinata del solito con Cuadrado che è davvero in una serata buona. Nel primo tempo così così poi quando la si sblocca per mezz’ora c’è solo la Juve in campo. Nel finale però troppo arretrati e troppe mischie consentite a una squadra che era già morta e sepolta. Diciamo una Juve fra alti e bassi ma in progresso.
Pirlo 6,5 Troppi ibridi in campo per i miei gusti : il modulo, Cuadrado, Danilo, Kulusevski, Ramsey. Troppa gente che deve fare troppe cose e credo che oggi sia andata bene perchè contro c’era la Dinamo Kiev ma contro una squadra più forte si può andare in confusione. Inoltre a questa squadra manca davvero un giocatore pensante nel mezzo che forse potrà esser Arthur. Benta e Rabiot davvero sono un centrocampo troppo scolastico. Tuttavia vince nettamente la prima senza patemi quindi bene.
Arbitro 6,5 Non si inventa nulla la partita è semplice da arbitrare e lui non fa il fenomeno.
Una Juve non lucida.
Articolo di Alessandro Magno
Credo ci sia poco da aggiungere a questo titolo. Una Juve che appare sofferente di ansia che si fa colpire alla prima azione con un gollonzo degno della Gialappa’s band, che reagisce e pareggia con un colpo del Campione che nel momento in cui può ragionare e vincere facile si fa prendere dalla frenesia e alla fine produce uno spettacolo poco edificante. Vince poi grazie a una fiammata quasi nel momento migliore dello Sporting, quando erano 10 minuti che i nostri avversari tenevano palla e noi non si riusciva a riconquistarla.
Probabilmente una delle più brutte Juventus della stagione. Sicuramente peggio che con la Lazio dove però si era perso. Curioso come anche i momenti sfortunati continuino a imperversare. È vero si prende gol in modo troppo semplice ma può lo Sporting Clube de Portugal passare in vantaggio nell’unica occasione che crea e su autogol? Insomma la squadra non gira ma nemmeno la sorte. E menomale si è vinto perché con un pareggio sarebbero ancor più gravi i processi. Strambo anche il tabellino: 13 angoli a 0 8 tiri a 1. A leggerli parrebbe che ci sia stata una sola squadra in campo. In verità è stato un dominio molto sterile. Di questi tiri in porta almeno la metà sono stati passaggi al portiere.
Non c’è molto da salvare. Sicuramente i 3 punti. Sicuramente il secondo posto nel girone. Bisogna tuttavia migliorare e in fretta perché onestamente non credo che con questo atteggiamento si possa andare a Lisbona a vincere. Men che meno, Dio ce ne scampi, andare lì a giocare per il pari. Non è un buon momento, bisogna venirne fuori. Fortunatamente i risultati non sono poi così brutti in termini di punti. Allegri è chiamato a fare qualcosa a dare una scossa. Lui è pagato per risolvere i problemi. Ad oggi sembra abbastanza confuso anche lui. Ma altre soluzioni non ce ne sono. Guai a pensare di cambiare mister in corsa. Sarebbe perdere un anno e non credo sia la scelta piu’ salutare. Cosa cambia ad oggi rispetto alla partita con la Lazio? In campionato mancano 30 partite e c’è tutto il tempo per recuperare, nel girone di Champions ne mancano 3 ogni errore potrebbe esser fatale.
Juventus-Olympiacos: un passo indietro nel gioco, uno in avanti nel girone.
Articolo di Alessandro Magno
La Juventus non ha giocato bene contro l’Olympiakos soprattutto rispetto alla prestazione contro il Torino. L’approccio non è stato dei migliori, distratti, lenti a tratti confusionari. C’è voluto molto tempo per venire a capo della situazione. In coppa ci può stare di avere qualche difficoltà, le insidie sono sempre molte, tuttavia non ci sta di patire così tanto una squadra mediocre come l’Olympiakos. Sembrava che noi perdessimo tempo a studiare chissà che cosa, mentre loro sapevano benissimo quello che dovevano fare. Nella prima mezz’ora, per assurdo, mentre noi cercavamo di capire il da farsi, loro sono stati 2 o 3 volte molto pericolosi con dei contropiedi soprattutto dal lato di Sturaro. Si può accettare di non esser sempre al Top giocando ogni 3 giorni, tuttavia si è rischiato troppo. Allegri ha dovuto sopperire all’assenza dell’ultima ora di Pjanic che si è verificata essere alquanto pesante, in quanto Bentancur seppure valido in interdizione non ha le giocate di Miralem. Alla fine mancava proprio un po’ di luce in campo.
La partita è andata avanti per circa un’ora stanca mente qualche colpo di testa di Mario Mandzukic ha cercato di destarla e tenere impegnato il portiere avversario che è stato bravo in qualche occasione. Il primo tempo è scivolato via quasi inguardabile si è salvato solo 10-15 minuti finali. Fortunatamente nel secondo tempo la Juve ha alzato i ritmi in modo che i difensori dell’Olympiakos potessero essere messi in difficoltà. Le chiavi di volta sono state la sostituzione di Cuadrado al solito volenteroso ma poco incisivo, con Higuain. Il Pipita è entrato in partita con la grinta giusta e a contribuito a schiacciare l’Olympiakos nella propria metà campo. Su una delle tante mischie che si sono create a causa dei cross di Costa e di Sandro l’ha sbloccata lui, da lì in poi la Juve ha trovato un più ampio respiro e l’ha gestita meglio. Anche Douglas Costa si è giovato del cambio del colombiano. Infatti cambiando di fascia a destra ha trovato più costantemente i suoi scatti e i suoi cross. Credo potesse essere la partita di Bernardeschi per molti motivi. Avremmo potuto metterci a tre a centrocampo ma avrebbe potuto anche sostituire Manzo in fascia che un bel momento appariva veramente stanco. Tuttavia su una delle tante percussioni proprio Mandzukic raddoppiava e chiudeva la partita.
In definitiva, è stata una Juve nel primo tempo insufficiente, nel secondo tempo migliore ma ancora non bellissima, certo con un’altra mentalità che si poteva avere fin da subito considerando la poca caratura dell’avversario. La Juve vince ma non convince. Un poco una costante di questo inizio di stagione. Peccato perché col Toro si erano viste belle trame. Ottimo risultato e benissimo il non aver preso gol. Tuttavia resta da migliorare il gioco soprattutto contro squadre che si chiudono a riccio e non giocano a calcio. In questo bisogna fare veramente un passo avanti perché vedere un primo tempo giocato sotto ritmo senza idee con passaggetti all’indietro che non portano a niente è veramente un brutto spettacolo. Bene, molto bene il ritorno al gol del Pipita a cui un poco di riposo evidentemente ha fatto bene.
Juventus 3 Borussia 0: cialtroni italiani sotto zero.
(Nella foto il comunicato sul sito del Borussia Dortmund . Da notare la somiglianza con i comunicati sui siti delle squadre italiane quando perdono contro la Juve)
Articolo di Alessandro Magno
Borussia – Juventus 0-3. Metà degli italiani dovrebbero andare a scuola da Klopp e dai Tedeschi ma anche buona parte degli Juventini. Loro hanno perso 3-0 e hanno finito sotto la curva fra gli applausi dei tifosi. Klopp a complimentarsi con i nostri e ad ammettere in sala stampa di essere usciti meritatamente. Addirittura la moviola di Cesari, che si affretta a fare notare all’allenatore tedesco che il secondo gol della Juve è regolare, completamente snobbata. In Germania non c’è la cultura dell’alibi. Non gli frega una mazza della moviola. Non sono malati come gli Italiani. Non sono così cialtroni. Perdi solo per due motivi: o perché l’avversario è più forte o perché non sei stato all’altezza. Niente scuse. Niente presidenti che twittano stupidaggini e frustrazioni, niente allenatori che fanno ironie o accusano chi fa loro le domande o peggio non rispondono, niente squadre che si complimentano solo quando vincono e neppure allenatori che si fregiano di titoli a Ottobre senza neppure averli vinti. Niente giocatori che alimentano dubbi e polemiche per coprire le proprie magagne. Neppure amministratori delegati che polemizzano sulle prospettive o siti ufficiali di squadre che taroccano immagini con photoshop o tifosi che per avvalorare tesi sconce sul fuorigioco tracciano righe col righello sulla televisione.
Niente di tutto questo, niente piangine. All’estero non se la prendono con gli arbitri. Gli arbitri italiani poi che quando arbitrano partite di Coppa (ieri Barcellona-City) sono lodati incredibilmente da tutti. Come sarei felice di non giocare nel campionato italiano. Ieri al solito, soli contro tutti, la Juve ha giocato una partita autorevole e perfetta. Nonostante mancasse Pirlo e Pogba esca dopo 25 minuti. Nonostante Barzagli non giochi da una vita. Nonostante 10 minuti di sbandamento nella fase centrale del primo tempo. Nonostante tutto si è vinto alla grande con pieno merito. Alla faccia dei gufi. Alla faccia di quelli che dicono che la Juve ruba. Alla faccia di quelli che dicono che la Juventus in Europa non conta omettendo per ignoranza o per stupidità che abbiamo 11 Coppe Internazionali. Che siamo fra le squadre più titolate del mondo e quindi dell’Europa.
Non ci sono squadre italiane in Champions, sappiatelo. C’è solo la Juventus. E la Juve rappresenta solo se stessa. Fegati marci e spappolati che il giorno dopo fanno gli sportivi non ne vogliamo. Qualcuno dirà che questo Borussia non era poi così forte. Sempre col senno di poi mentre il giorno prima diceva che uscivamo. Chissà quanti soldi hanno perso alle scommesse. Cercate di capirli povera gente. Il treno che gli è entrato nel deretano ieri sera fa male. Ahi se fa male. Cercate di capirli speravano che Tevez fosse un bidone e gli è andata male, speravano che la Juve fosse Conte e gli è andata male. Speravano che senza Pirlo non fosse uguale, che Pogba non valesse poi quello che vale, che Morata fosse un pacco, che Allegri fosse un pacco anche lui. Speravano infine che fossimo appagati e invece non lo siamo. Non vinceremo la Coppa ne siamo consapevoli. Non siamo Garcia noi non parliamo prima. Se dovesse capitare al limite festeggeremo poi. È difficile davvero perché altri oggi sono più forti di noi. Ma comunque vada noi ci stiamo divertendo e voi no. Comunque vada noi siamo la Juve… e voi non siete un caz..
Prepartita Lazio-Juve, come se niente fosse.
Articolo a firma di Eldavidinho
Poche ore dopo la partita contro il Genoa la Juventus è già tornata in campo. La stangata da parte del Giudice Sporivo Tosel era ampiamente prevedibile: 2 giornate a Bonucci, 1 giornata a Chiellini, 2 giornate a Conte e inibizione fino al 18/2 per Marotta. Il pareggio contro i rossoblu ha lasciato l’amaro in bocca ma il modo migliore per smaltire la delusione è focalizzare l’attenzione sul prossimo obiettivo. Un obiettivo delicato e importante: la semifinale di ritorno contro la Lazio, a Roma. Si partirà dall’1-1 dell’andata, altro risultato andato stretto alla squadra di Conte, che ha tutte le intenzione, dopo i due pareggi consecutivi, di tornare alla vittoria e centrare l’accesso alla finale. La Juve ha iniziato a preparare l’appuntamento già domenica mattina. Anche in casa Lazio E’ iniziata la missione Juventus. Certi i rientri di due tenori come Hernanes e Mauri, utilizzati da Petkovic contro il Chievo con il misurino. Una mossa studiata: il tecnico biancoceleste crede nella finalissima. Brutte notizie per Conte, che non recupera Pirlo e perde Marchisio per influenza. Bocciato Quagliarella, al suo posto Giovinco. Nella Lazio ancora fuori Klose, con Floccari che è pronto a sostituirlo.
Queste dovrebbero essere le formazioni: Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Dias, Biava, Radu; Ledesma; Candreva, Hernanes, Mauri; Gonzalez; Floccari. A disposizione: Bizzarri, Ciani, Cavanda, Stankevicius, Scaloni, Kozak, Rozzi, Klose. Juve (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Caceres; Isla, Vidal, Pogba, Giaccherini, Padoin; Giovinco, Vucinic. A disposizione: Buffon, Caceres, Lichtsteiner, Marrone, Quagliarella, Vidal, Matri.
4 sconfitte, altrettanti pareggi e 2 vittorie: è questo il bilancio della Juve a Roma negli incontri di Coppa Italia con la Lazio. La prima volta le due formazioni si affrontano il 14 settembre 1958 e i biancocelesti vincono 2-0 grazie al secondo tempo, dove si registrano le reti decisive di Tozzi e Fumagalli. Le altre bocciature per i bianconeri sono datate 2000 (2-1, con rete di Del Piero in mezzo a quelle dell’ex Boksic e di Simeone); 2004 (doppietta di Fiore nella finale d’andata, in un’edizione che si aggiudicherà la Lazio allenata da Roberto Mancini); 2009 (2-1: Pandev e Rocchi a ribaltare il gol di Marchionni, una sconfitta amara anche perché a Iaquinta venne annullato un gol per posizione di fuorigioco assolutamente inesistente). I 4 pareggi hanno visto questi punteggi: 0-0 nel 1974; 1-1 nel 1983-84 (un botta e risposta nel giro di 60 secondi a inizio ripresa: autogol di Boniek e risposta di Cabrini di testa su invito dalla sinistra di Paolo Rossi). Stesso risultato si verifica 4 anni dopo: la Lazio si porta in vantaggio subito con l’ex Galderisi. Nella seconda frazione di gioco è Mauro a infilare il portiere Martina. Infine, nel 1998, Lazio-Juventus è esattamente come oggi la semifinale di ritorno. A fare la differenza è Nedved, all’epoca in forza alla squadra capitolina. Dopo il gol di Fonseca, Pavel segna una doppietta nel giro di 4 minuti. L’autogol di Favalli nei minuti di recupero modifica il risultato ma non il verdetto, ad andare in finale sono i padroni di casa. I due successi della Juventus si verificano in epoche diverse. Il primo è datato 1987 e sono il giovanissimo Buso e Serena a determinare lo 0-2. Decisamente più importante è il match della semifinale d’andata del 1995: la partita viene decisa da Ravanelli ed è un risultato importante in quella che è l’ultima edizione di Coppa Italia vinta dalla Juventus.
Sarà Luca Banti l’arbitro di Lazio-Juventus, semifinale di ritorno di Coppa Italia in programma martedì alle 20.45 all’Olimpico di Roma. Per il fischietto livornese sarà la 16° direzione di gara con i bianconeri e i precedenti parlano di 11 vittorie della Juventus, due pareggio e due sconfitte. Banti ha arbitrato già due partite di Coppa Italia con la Juve, uscita vincente in entrambi i casi con identico punteggio: 3-0. Si tratta delle sfide contro Catania e Roma, entrambi disputato a gennaio, la prima nel 2009, la seconda nel 2012. In questa stagione Banti ha diretto due volte i bianconeri, nelle goleade contro Pescara, 6-1, e Udinese, 4-0, questa recentissima e datata 19 gennaio. Martedì all’Olimpico Banti sarà coadiuvato dagli assistenti Marzaloni e Cariolato. Quarto uomo sarà il signor Giannoccaro. Forza Juve.
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Prepartita Lazio-Juve, POG-BOOM!
Articolo a firma di eldavidinho
4-0 la prima Juve di campionato senza Pirlo e Marchisio. E la mini, presunta crisi, cacciata via. La Juve gioca un’ottima gara contro l’Udinese, crea parecchio, ma nel primo tempo pecca un po’ di cinismo e fatica a sbloccare il punteggio. Poi trova la classe sfrontata di un predestinato: Paul Pogba. La Juve si rialza e vince. Di prepotenza, con forza e convinzione. vittoria netta, fortificata poi dai gol di Matri e Vucinic. Ma prima della doppietta dell’ex Manchester, i bianconeri avevano palesato gli stessi difetti di sempre: tanta corsa, tante occasioni, zero palloni buttati in rete. A volte i bianconeri sono parsi un po’ troppo leziosi, con Vidal Giaccherini e Vucinic. Solito difetto che probabilmente, nelle ultime settimane difficili, si è ingigantito parendo più evidente ma che in realtà abbiamo da sempre, con la partita che avremmo dovuto chiudere già nel primo tempo e senza un colpo di genio di rara bellezza del francese. Quello che è mancato è stata la necessaria precisione nell’ultimo passaggio e un po’ di cattiveria sotto porta. Come sempre. Solito canovaccio. Dopo le solite occasioni sprecate nel primo tempo, nel secondo l‘Udinese ha cominciato ad impensierirci, con la squadra stanca gìà alla mezzora. Ma ho visto una squadra che ha comunque reagito bene rispetto alle ultime uscite e in settimana ha lavorato bene, senza lasciarsi distrarre da voci e questioni esterne allo spogliatoio. Tuttavia, i bianconeri hanno giocato ad un ritmo molto alto lasciando pochi spazi all’Udinese. Padroni del campo, in fin dei conti. Lo ha ammesso anche il mister dell’Udinese, Guidolin, a fine partita. La chiave della partita porta il nome di Pogba. Una combinazione di tecnica, istinto, irrazionalità, talento, classe, forza e quant’altro esplosa tutta in due destri micidiali. Un pizzico di follia dettata dai 19 anni e dalla sfrontatezza che non ha mai nascosto. Spensieratezza, naturalezza, pazzia. Doppietta con due eurogol dalla distanza che hanno infuocato e surriscaldato le tribune e le curve dello Juventus Stadium. Gol da fuori area, a 100 km/h, frutto dell’invenzione dei singoli che non si vedevano da tanto tempo da queste parti. Non a caso la Juve difetta proprio nel realizzare gol da fuori area o di testa, provenienti da cross o calci d’angolo. Sperando che denaro e ambizione non lo rovinino. Bisognerà tenere a bada le voglie del suo procuratore. Ma questo si sapeva già. Raiola va gestito e con lui bisognerà temporeggiare. Si dovrà puntare sulla volontà del giocatore di crescere ancora qui e diventare perno di questa squadra. È normale che, attualmente, Pogba non possa giocare titolare: è giovane e discontinuo, inesperto, spesso si “perde” con la squadra, come a Parma, altre volte è molle. Marchisio e Vidal no, sono indispensabili. Hanno tracciato, con Pirlo, la strada verso uno scudetto vinto da imbattuti. Non si possono sostituire da un giorno all’altro. Tutto questo senza tralasciare il fatto che, potenzialmente, ha tutte le carte in regola per poter diventare un leader. Pogba impressiona perché sa giocare a calcio e usa sempre il cervello con grande freddezza e personalità. Restare umili sarà la prossima sfida. Pogba è un diamante grezzo in cui si sfaccettano istinto, classe e genio. E poi c’è l’inedita coppia Vucinic-Matri che, per una serata, è stata davvero prolifica: due gol e 1 assist, in due, in metà tempo. Non mi sarei aspettato mai un‘intesa così prolifica da parte loro. Forse, in fatto di numeri, meglio di qualsiasi altra coppia. La Juve ha superato i problemi legati ai richiami di preparazione e ha ripreso a correre. Matri è parso tonico, il ritorno di Vucinic, finalmente lasciato in pace(in parte…) dal suo tendine d’Achille, ha fatto molto nella fluidità dell’attacco. Non si allena, ma fa un gol e un assist. Nonostante il 4-0, non bisogna sbilanciarsi troppo. Martedì abbiamo la Lazio e sarà difficilissima. Sarà un match che testerà ancora a livello fisico e mentale, a distanza di pochi giorni, questa squadra tornata a vincere, macinare gioco e convincere.
Contro la Lazio, reduce dal pareggio in campionato ottenuto sabato pomeriggio sul campo del Palermo, 4 successi, 2 pareggi e 3 sconfitte: è questo il bilancio degli incontri disputati a Torino tra Juventus e Lazio in Coppa Italia. Il primo precedente risale al 27 settembre 1942. I bianconeri vengono eliminati perdendo 2-3, nonostante per ben due volte Ventimiglia porti in vantaggio la Juve. Nel 1960 la squadra di casa accede alla finale proprio battendo sonoramente i capitolini. Un 3-0 che sa d’impresa perché dopo il primo tempo, chiuso in avanti di un gol per effetto del rigore calciato da Cervato, la ripresa vede la Juve giocare in inferiorità numerica per l’infortunio di Sivori. Ciononostante, Lojodice e Charles chiudono la sfida prima dell’ora di gioco. I bianconeri saranno poi bravissimi nel superare la Fiorentina ai tempi supplementari nella finale disputata a San Siro. Identico risultato si verifica nel 1974, con Bettega autore di una doppietta e Causio in rete per il sigillo conclusivo. Dopo uno 0-0 nel 1987 (epoca Marchesi), le due squadre si ritrovano nel 1995 nella semifinale di ritorno. La Juve si guadagna l’accesso alla finale con un 2-1: dopo l’autogol di Paulo Sousa, va in rete Marocchi e chiude i giochi un rigore trasformato da Baggio. E’ questa l’ultima edizione vinta dalla Juventus, la nona Coppa Italia messa in bacheca. Nel 1998 è di nuovo semifinale. Al Delle Alpi si gioca l’andata ed è un ex juventino, il croato Boksic, a decidere la gara. La Lazio accederà poi alla finale, che la vedrà primeggiare sul Milan. Due anni dopo, nei quarti d’andata, Zidane, Conte e Kovacevic sono implacabili in un primo tempo che rasenta la perfezione. I piani però vengono complicati dalla ripresa, dove un rigore di Ravanelli e un gol di Mancini fissano il risultato sul 3-2 e aprono prospettive nuove alla Lazio, che saprà cogliere nell’appuntamento successivo e che la vedrà, infine, conquistare la coppa. Nel 2004 la Lazio vince il trofeo proprio a Torino. I biancocelesti si presentano forti di due gol maturati all’Olimpico. Trezeguet e Del Piero riescono a pareggiare i conti, ma Corradi e Fiore firmeranno un pareggio che significa conquista della Coppa Italia. Infine, l’ultimo appuntamento è del 22 aprile 2009. Ancora una volta è a Torino che si stacca il biglietto per la finale. La Juve perde, il gol di Del Piero arriva troppo tardi, quando Zarate e Kolarov hanno già messo in cassaforte la qualificazione. Ed è questa la quarta volta (su 5 complessive) che la Lazio riuscirà ad aggiudicarsi la manifestazione dopo avere incrociato la Juventus sulla sua strada.
Capitolo formazione. Nella Lazio, da valutare la condizione di qualche giocatore: “Konko, Klose, Radu, Stankevicius, ci sono diversi dubbi. Giocherà solo chi è al 100%”. Lo ha detto Petkovic. Nella Juve, “Pirlo non ci sarà sicuramente. Marchisio dovrebbe farcela. Giovinco quasi sicuramente non ce la fa e Vucinic è da valutare bene”. C’è dunque un solo attaccante, nella Juventus, sicuro di giocare: Alessandro Matri. Con Vucinic da dosare a causa dell’infiammazione alla caviglia, Quagliarella, Giovinco e Bendner infortunati, Conte non ha alternative. Non si esclude una soluzione a sorpresa con Giaccherini o il primavera Beltrame seconda punta. Parola del mister.
Per Juventus-Lazio, semifinale d’andata della Coppa Italia Tim Cup, è stato designato l’arbitro Antonio Damato di Barletta. Il direttore di gara pugliese trova i bianconeri per la terza volta in questa stagione dopo le gare di campionato con Napoli (2-0) e Cagliari (3-1 sul neutro di Parma). Ma Damato ritrova anche Juventus e Lazio insieme dopo il precedente di Serie A della scorsa stagione, sempre giocato allo Juventus Stadium e vinto 2-1 dalla squadra di Conte. In totale le gare sono 17 con un bilancio di 10 vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. Negativo il computo in Coppa Italia, con due sconfitte in altrettante gare, con l’Inter nel 2010 e con la Roma nel 2011 (a segno andò però Mirko Vucinic). Allo Juventus Stadium, domani sera, gli assistenti saranno Riccardo Di Fiore e Claudio La Rocca. Il quarto uomo sarà Marco Guida. Forza Juve.
Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve
Prepartita Juve-Milan, Befana indigesta.
Articolo scritto da Eldavidinho
Se contro il Cagliari c’era stato qualche segnale di avvertimento, poi ridicolizzato dalla grande rimonta, con la Sampdoria la Juve ha mostrato di essere perlomeno umana. Dopo questa sconfitta, persino Conte ha puntualizzato che questa non è una squadra di marziani. Non una bella consolazione proprio per il mister che incassa la prima sconfitta in campionato da quando è sulla panchina bianconera, la terza complessiva della sua squadra in stagione. Una Juve dai due volti, bella e spumeggiante nel primo tempo. Distratta e molle nella ripresa. Pesano sul risultato anche le incertezze di Buffon, soprattutto in occasione del primo gol. La squadra di Conte nel primo tempo ha dominato e se il direttore di gara avesse dato il secondo rigore per fallo su Matri con conseguente espulsione di Palombo al 36′, probabilmente la storia sarebbe stata diversa. Probabilmente Nessuno però poteva immaginare un crollo così nel secondo tempo. Con la Samp in dieci uomini dal 31′ per un fallo ingenuo di Berardi su Peluso che gli è costato il secondo giallo, la strada sembrava spianata. Anche perché fino a quel momento la Samp aveva fatto veramente poco. La cura Conte, doppia seduta quasi tutti i giorni, evidentemente non è riuscita a contrastare gli effetti collaterali della sosta. Sicuramente durante il prosieguo della stagione aiuterà, a livello fisico, l’aver iniziato la preparazione invernale prima di tutti gli altri, ma nell’imminenza dell’impegno con la Samp, proprio da alcun giocatori responsabili d’aver avuto un rapido e ripido calo fisico nel secondo tempo, il mister è stato tradito. E stavolta c’ha messo anche del suo per aver subito buttato nella mischia Peluso invece di spostare Bonucci a sinistra con l’inserimento di Marrone al centro. Senza volerlo giustificare, forse ha avuto la necessità d’inserire l’ex atalantino subito in squadra, forse ha solo rispettato i ruoli e le gerarchie, dando fiducia anche a De Ceglie, come promesso, con l’assenza di Asamoah. Senza Chiellini(già 3 gol subiti in due partite) e Asamoah passeremo brutti momenti. Forse troppo turnover. Troppe riserve. E non è la prima volta che la panchina stecca. Ho sempre più dubbi sul rendimento(non le qualità) di Pogba. Rispolverare Giaccherini. Col senno del poi si potrebbe dire che Caceres e Isla avrebbero giocato meglio di Padoin e Peluso ma sono panchinari anche loro e il turnover vale per tutti. Purtroppo si sta palesando una panchina non sempre all‘altezza della situazione, le lacune di molti giocatori sono nascoste dal nostro corale ed aggressivo modo di giocare che, in una stagione lunga come quella di quest’anno, non sempre può farci vincere. Lo noti se sei in vantaggio, per un‘ora in 10 vs 11, con tante occasioni sprecate per andare in rete, tra cui le due clamorose diVucinic. Come dicevamo, debutto da dimenticare anche per Peluso: Icardi sulla sua fascia ha fatto quello che voleva, realizzando la doppietta della rimonta. Il difensore era in ritardo in entrambe le occasioni e a cinque minuti dalla fine si è preso anche il giallo per un fallo ingenuo. Rimandato, come tutta la Juve di oggi. Da difesa ad attacco. Conte studierà, studierà, perché ci sono stati evidenti errori tattici da parte della squadra che, troppo sbilanciata in avanti nel secondo tempo, si è lasciata infilare troppo spesso da Icardi ed Eder che hanno giocato in verticale e creato non pochi problemi. Rammarico, incredulità e delusione. Pensare di avere in tasca il risultato, senza aver già chiuso la partita, è troppo, troppo rischioso. Non è da grande squadra. Quest‘anno stanno mancando un po‘ di fame ed umiltà, orientamento e lucidità in alcune partite. Troppa sufficienza, supponenza, superbia. Tornare sulla terra per la terza volta dall’inizio dell’anno farà bene. Così nessuno pensa che il campionato é chiuso, ad iniziare dai nostri giocatori. Un bagno d’umiltà che ci aiuterà in vista di mercoledì. A Torino arriva un Milan imprevedibile e fortunato. Tutte le partite che la Juve perderà quest‘anno in campionato le perderà solo per colpa sua. Questo è assodato. Ma mai commettere errori di superficialità. Forse è stata una partita stregata e l’immagine simbolo è quella di Marchisio che soffre per un colpo al piede, ma essendo finiti i cambi rimane in campo, stringe i denti e cerca anche la via della rete con due tentativi da fuori area, entrambi a lato. Quando a tempo ormai scaduto inseguendo un pallone Claudio crolla a terra dolorante (Gli accertamenti non hanno evidenziato lesioni, ma una forte contusione al ginocchio. Quindi, nulla di preoccupante e tempistiche di recupero riviste immediatamente), è chiaro che la gara è segnata.
Il Milan è giunto in questo quarto di finale battendo agli ottavi la Reggina per 3-0 con reti di Yepes, Niang e Pazzini. Lo scorso anno, il 20 marzo 2012, nell’ultimo Juventus-Milan di Coppa Italia, i due mister mandarono in campo queste formazioni: la Juve con Storari in porta, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie i 4 di difesa, Vidal, Pirlo, Giaccherini a centrocampo, Pepe, Del Piero, Vucinic in attacco con gol decisivo e spettacolare di quest’ultimo. Il Milan scese in campo con Amelia, Antonini, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Aquilani, Seedorf, Muntari, Emanuelson trequartista, Ibrahimovic, El Shaarawy in attacco.
Tra i precedenti, 4 vittorie, altrettante sconfitte e 3 pareggi, il bilancio dei confronti disputati in Coppa Italia tra Juventus e Milan a Torino. La serie prende inizio il 28 giugno 1942 e le due squadre si contendono proprio il trofeo nella gara di ritorno. All’andata si è verificata una situazione di parità, 1-1. Al ritorno i bianconeri prevalgono 4-1 grazie a una tripletta del bomber Lushta e a una rete di Sentimenti III dal dischetto, mentre per gli ospiti segna Boffi. Per la Juve è questa la seconda Coppa Italia, conquistata dopo quella del 1938. Nel 1967 le due squadre si trovano in semifinale e il Milan prevale ai supplementari per 2-1: sarà questa un’edizione vinta proprio dai rossoneri. Copione quasi identico nel 1972, con gol decisivo di Prati e manifestazione vinta da Rivera e compagni. La Juve torna al successo nel girone conclusivo del 1975, ma le reti di Scirea e Damiani nel 2-1 bianconero non impediscono l’eliminazione. Nel 1978 lo 0-3 è giustificato dalle tantissime assenze in casa Juve: ad andare in campo è la squadra riserve, essendo i titolari quasi tutti impegnati nel Mondiale argentino che si svolge contemporaneamente. Nel 1982 è una doppietta di Paolo Rossi a decidere la sfida, mentre per il Milan accorcia le distanze Joe Jordan, soprannominato Lo Squalo. Nel 1985 Virdis, ex bianconero, si prende la sua rivincita firmando la rete del successo. Nel 1990 Juventus-Milan termina 0-0, nonostante un assedio continuo con molte occasioni. Nella sfida del ritorno sarà Galia a determinare una vittoria che varrà la conquista dell’ottava Coppa Italia per i bianconeri. Nel 1992 al Delle Alpi si gioca la semifinale di ritorno. All’andata, a San Siro, il risultato è stato di 0-0. Al ritorno, la squadra di Trapattoni batte quella di Capello grazie a una rete di Schillaci. Baresi fallisce il rigore che poteva significare pareggio e qualificazione, mentre vengono espulsi Kohler e Tassotti in un finale decisamente convulso. Si arriva poi al 2002: all’andata la Juve espugna il Meazza col punteggio di 1-2. A Torino finisce 1-1, con rete dello spagnolo Josè Mari nel primo tempo e pareggio di Zambrotta nella ripresa ed è un risultato che basta per approdare all’ultimo atto, che vedrà la Juve superata dal Parma nei giorni successivi allo scudetto del 5 maggio. Infine, il precedente della scorsa stagione. La Juve si presenta nel proprio stadio forte del successo per 2-1 guadagnato a Milano, con Martin Caceres assoluto protagonista con una doppietta. A Torino la gara è straordinariamente emozionante. Il primo tempo si chiude con i bianconeri in vantaggio grazie a una magia di Alessandro Del Piero. Nella ripresa, però, Mesbah e Maxi Lopez ribaltano iol risultato e costringono le due formazioni a giocarsi l’accesso alla finale nei tempi supplementari. A decidere la sfida ci pensa Mirko Vucinic, con una conclusione dalla lunga distanza che termina la sua traiettoria all’incrocio dei pali.
La Juve dovrebbe schierarsi con Storari in porta, portiere titolare in coppa Italia, che torna dalla squalifica. In difesa dovrebbero giocare Caceres, Bonucci e Barzagli con Peluso in panchina. A centrocampo, come vice-Pirlo, come già anticipato in conferenza dal mister, fiducia a Marrone affiancato da Vidal, in panchina nell’ultima gara e Giaccherini che prende il posto dell’infortunato Marchisio. Sulle fasce agiranno due tra Lichtsteiner, Isla e De Ceglie con lo svizzero che potrebbe essere provato nell’inedito ruolo di esterno sinistro. In attacco Matri e Vucinic partiranno titolari con Quagliarella e Vucinic pronti a subentrare. Paolo Silvio Mazzoleni, sarà il fischietto di questa sfida. Sarà registrato il tutto esaurito. Un solo risultato per una partita ad eliminazione diretta e per ripartire. Forza Juve.
Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve

















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