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Prepartita Inter-Juve, per noi è una partita come le altre.

30a Giornata inter juve 1

Articolo a firma di eldavidinho

Dopo la pausa per le nazionali, si torna in campo. Quella contro l’Inter, a San Siro, nel Sabato di Pasqua, è la prima di un mese lungo, intenso e decisivo. Martedì infatti c’è l’attesissimo match di Champions a Monaco contro il Bayern.

Curiosamente, le ultime cinque vittorie della Juventus a Milano hanno avuto tutte lo stesso punteggio: 1-2. È una serie che parte dal 1996 e arriva fino allo scorso campionato, in linea con una tradizione che vuole questo punteggio come la vittoria tipica della squadra bianconera, verificatosi in otto gare (a grande distanza vi è lo 0-2, capitato tre volte). Il primo 1-2 è datato 12 dicembre 1954: la Juve a San Siro si porta sullo 0-2 con Bronèe e Boniperti, prima che Brighenti accorci le distanze sul finale. Identico copione si ha nel 1969, con uno scatenato Pietro Anastasi autore di una doppietta nei primi dieci minuti. A siglare il punto della bandiera è un ex bianconero, il roccioso terzino Tarcisio Burgnich. Nel 1984 si conferma la regola: uno-due della Juve firmato da Cabrini e Platini, rete inutile dei padroni di casa ad opera di Altobelli. Si arriva al 1996. E anche questa volta la formazione guidata da Lippi si porta su un rassicurante 0-2 grazie a Lombardo e Conte, mentre Ganz cerca di riaprire i giochi a dieci minuti dal fischio finale. Quinto 1-2 nel 2000, quinto andamento della gara identico: doppietta di Kovacevic e gol nerazzurro di Seedorf. Davvero straordinario è il sigillo di Darko su prodezza aerea, saltando più in alto di Peruzzi. Il quadro cambia nel 2006: Ibrahimovic porta in vantaggio la Juve su assist di Camoranesi e l’Inter risponde con Samuel. A fare la differenza è Del Piero con una magia su punizione che lascia annichilito Julio Cesar spedendo il pallone all’incrocio dei pali. Nel 2008 si torna alla vecchia regola: Juve in doppio vantaggio con Camoranesi e Trezeguet e gol dell’1-2 di Maniche. È questo il primo Inter-Juventus giocato a San Siro dopo il ritorno in A: nonostante i nerazzurri si avviino a conquistare lo Scudetto, la lezione di gioco è netta. Infine, l’ultimo Inter-Juventus. La squadra di Conte passa in vantaggio con Vucinic, che raccoglie un pallone calciato da Matri e respinto da Castellazzi. Dopo il pareggio di Maicon, è Marchisio con un tiro dal limite a garantire la conquista dei tre punti.

Non c’è molta differenza di rendimento tra casa e trasferta per l’Inter 2012/13. A San Siro i nerazzurri hanno ottenuto tre punti in più (25-22), segnando lo stesso numero di gol (22) e incassandone tre di meno (17-20). Il bilancio complessivo è di sette vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte. L’andamento è stato tutt’altro che lineare. All’inizio ci sono stati molti problemi. L’uscita dalla crisi è avvenuta con tre successi di fila ma l’altalena di prestazioni è proseguita. Varato il giro di boa, l’Inter ha continuato il suo cammino accidentato tanto che il terzo scivolone interno è avvenuto proprio con il Bologna, vittorioso grazie a una deviazione in profondità di Gilardino, due settimane fa.

Su 28 incontri disputati in campionato (ai nerazzurri manca la gara dell’ultima giornata con la Sampdoria, rinviata al tre aprile), il giocatore più presente è il capitano Zanetti con 27 presenze. Con una in meno c’è il connazionale Cambiasso, seguito da Handanovic e Gargano a quota 25. L’Inter ha finora maturato tre cartellini rossi con Chivu, Nagatomo e Juan Jesus, giocatore che con 10 gialli è il più ammonito della rosa. I goleador dell’Inter sono Milito e Palacio, entrambi con nove reti. Seguono Cassano con sette, Guarin con quattro, Cambiasso con tre, Ranocchia con due e una schiera di uomini con una realizzazione a testa: Chivu, Pereira, Alvarez, Samuel e Schelotto. Alla lista vanno aggiunti Sneijder e Coutinho, trasferitisi all’estero, anch’essi con un gol a testa. Mentre prezioso è risultato il contributo di tre autogol a proprio favore.

Rientrati i Nazionali Kovacic, Ranocchia, Palacio, Guarin, Gargano e Alvaro Pereira, Stramaccioni contro la Juve non potrà contare sullo squalificato Juan Jesus, intanto migliorano le condizioni di Stankovic, Silvestre, Alvarez e Samuel quest’ultimo già rientrato fra i convocati nella gara, poi rinviata, contro la Samp. Infine da verificare le condizioni di Kuzmanovic che ha accusato un fastidio muscolare in ritiro con la sua Serbia.

A Vinovo allenamento di scarico per tutti i Nazionali rientrati dai rispettivi impegni, invece il resto della squadra ha vinto 1a0 (gol di Quagliarella) in amichevole contro il Mantova. Intanto per la gara di sabato Conte dovrà rinunciare certamente a Caceres, Pepe e Bendtner, mentre restano da valutare le condizioni di Chiellini ancora dolorante alla caviglia. Il tecnico potrebbe non rischiarlo in vista della gara di Champions League contro il Bayern Monaco, così come potrebbe concedere un turno di riposo a qualche titolarissimo.

Per il secondo anno consecutivo, sarà Nicola Rizzoli l’arbitro di Inter-Juventus. Il fischietto bolognese aveva già diretto la gara giocata a San Siro nello scorso campionato, il 29 ottobre 2011 e vinta 2-1 dai bianconeri, con le reti di Vucinic e Marchisio, inframmezzate dal momentaneo pareggio di Maicon. Per Rizzoli sarà la 23° direzione di gara con la Juventus e i precedenti parlano di otto vittorie bianconere, nove pareggi e cinque sconfitte. In questa stagione ha già diretto la squadra di Conte in due occasioni, entrambe nel 2012: il 29 settembre, ne l successo casalingo per 4-1 contro la Roma, e il 25 novembre, nella partita contro il Milan giocata a San Siro e vinta 1-0 dai rossoneri. Sabato pomeriggio Rizzoli sarà coadiuvato dagli assistenti Niccolai e Giordano e dagli arbitri d’area Bergonzi e Valeri. Quarto ufficiale sarà il signor Padovan. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Bologna, manteniamo le distanze.

bologna juve 1

Articolo a firma di Eldavidinho

La classica vittoria della Juventus a Bologna in incontri di campionato è il successo per 0-1. Un evento verificatosi già in 10 circostanze, a partire dal 15 dicembre del 1929. In quella gara, nel primo campionato a girone unico, il match-winner è il numero 10 bianconero Munerati. La vittoria di stretta misura senza incassare reti torna dopo molto tempo, nel 1953-54. Anche questa volta, come nell’occasione precedente, la sfida viene decisa nella ripresa. Il marcatore è l’asso danese Praest con un diagonale di sinistro rasoterra, imprendibile per il portiere di casa. Due anni dopo, è nientemeno che un esordiente, Angelo Caroli, a decretare la vittoria della Juventus. Il giovane bianconero diventerà poi un giornalista-scrittore, brillante penna de La Stampa e di tante pagine dedicate alla squadra del cuore. Il 9 gennaio 1966 si gioca con la neve in campo e qualche sporadico fiocco durante la gara. Gli occhi sono tutti puntati sul 10 del Bologna, quell’Helmut Haller che diventerà poi un beniamino del pubblico torinese. Ma è il 10 della Juve, il brasiliano Cinesinho, a segnare in una mischia in area. Nel 1976-77 a Causio bastano 3 minuti per portare in vantaggio la Juve. Il resto lo fa una difesa granitica, fatta da autentiche leggende come Zoff e Scirea. Passano molti anni e nel 1990-91 l’ex mister bolognese Maifredi ottiene il bottino pieno grazie a un rigore calciato da Roberto Baggio. Nel 1997 è Boksic, con una delle sue discese travolgenti, a regalare i 3 punti alla Juventus, depositando il pallone alle spalle di Antonioli con un’insolita freddezza. Nel 2004 la vittima è Pagliuca e il carnefice è Iuliano. E’ il mese di febbraio e dieci mesi più tardi sarà Pavel Nedved con una folgorante punizione a conquistare una vittoria nei minuti conclusivi dell’incontro. Nel 2006-07 Bologna-Juventus si gioca in serie B. Segna Zalayeta, in una gara che vede entrare in campo la Juventus listata a lutto per la scomparsa dei due ragazzi del vivaio, Alessio Ferramosca e Riccardo Neri.

6 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte: dei 35 punti raccolti finora in campionato, il Bologna ne ha raccolti 23 in casa. I gol segnati rispetto alle gare lontano dal Dall’Ara sono addirittura il doppio (27-12) e anche il rendimento difensivo è migliore (16-20).

Nessun giocatore del Bologna ha giocato tutti i 28 incontri di campionato. I più presenti sono stati gli attaccanti, Alberto Gilardino con 27 apparizioni e Alessandro Diamanti con 26. Già 4 gli espulsi della squadra: Morleo, Guarente, Perez e Taider. Il greco Kone è invece il giocatore più ammonito con 7 cartellini gialli. Il bomber della squadra è Gilardino, che ha già superato la doppia cifra con 11 realizzazioni. Dietro di lui vi sono Diamanti con 7, Kone e Gabbiadini con 5, Pasquato e Taider con 2, Cherubin, Motta, Sorensen, Christodoulopoulos e Guarente con 1

Torna arruolabile Konè dopo la squalifica, il greco si allena regolarmente dopo il fastidio al ginocchio accusato la scorsa settimana. In difesa potrebbe giocare Naldo dall’inizio: il brasiliano ha sorpreso tutti, inoltre Sorensen lamenta un problema alla caviglia e dovrebbe mancare. Infine oggi rientro in gruppo per Curci, Morleo, Perez e Gilardino che fino a ieri avevano lavorato in differenziato, in quanto usciti acciaccati dalla gara contro l’Inter.

Contro i felsinei torna Vidal dopo la squalifica, Conte in difficoltà sul tener fuori un Pogba in forma. Il tecnico in avanti potrebbe preferire Matri su Giovinco come partner di Vucinic. Indisponibili Pepe, Bendtner e Caceres.

Per Bologna-Juventus di sabato sera è stato designato l’arbitro Mauro Bergonzi di Genova. Il direttore di gara ligure trova i bianconeri per la seconda volta in questa stagione dopo il precedente di un mese fa: la gara vinta in casa del Chievo (1-2) dello scorso 3 febbraio. La gara di Verona ha fatto salire a 16 il totale dei precedenti della Juventus con Bergonzi. Tra questi non ce ne sono con il Bologna, quindi quella di sabato sarà una prima assoluta. Il bilancio bianconero è di 11 vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Sabato sera, al Dall’Ara, gli assistenti saranno Gianluca Vuoto e Alessandro Costanzo. Il quarto uomo sarà Fabio Pietro Galloni. Gli assistenti d’area saranno Gianluca Rocchi e Davide Massa. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Catania, continuiamo sulla nostra strada.

Italy Soccer Serie A

Articolo a firma di Eldavidinho

Per pensare ai quarti ci sarà tempo, quasi un mese da qui alla gara d’andata, fissata per il 2 o il 3 di aprile. Tempo da dedicare quindi al campionato, entrato in una fase più che mai decisiva. Dopo il pareggio di venerdì scorso a Napoli, allo Juventus Stadium arriva il Catania di Maran, una delle formazioni rivelazione della stagione. Una sfida difficile, impegnativa sul campo e fuori. Cosa è successo fuori dal campo, all’andata, lo ricordiamo tutti. È più attuale che mai. L’aggressione verbale subita da mister Alessio in conferenza stampa è uno di quegli episodi che altrove verrebbe menzionato e punito, tranne che in Italia.

Però ora passiamo ai numeri. Otto vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. È questo il bilancio degli incontri disputati a Torino tra Juventus e Catania. Lo scorso anno il successo della formazione di Conte fu sofferto, sebbene il punteggio certifichi con il 3-1 (pennellata di Pirlo, stacco imperioso di Chiellini e gol di rapina di Quagliarella) la superiorità dei padroni di casa. Le altre vittorie dal divario netto si sono registrate molto tempo fa. Il 4-1 del 1960/61, con Nicolè protagonista di una doppietta. Il 4-2 del 1964, nonostante il vantaggio degli isolani con Danova al primo minuto e il raddoppio di Battaglia al quarto. Ancora un 4-1 nella stagione successiva, con Menichelli nella parte del mattatore con la realizzazione di una tripletta. Infine, il risultato più netto nella stagione d’esordio di Bettega in maglia bianconera, il 1970/71: il 5-0 vede proprio Roberto andare a segno tre volte, in una gara messa in discesa dal gol di Haller dopo pochi secondi e che vede nella lista dei marcatori anche un giovane Franco Causio.

Il giocatore irrinunciabile di Rolando Maran è il portiere argentino Mariano Gonzalo Andujar, l’unico sempre presente in tutti i 27 incontri di campionato. Dietro di lui vi sono il connazionale Castro con 26 gare disputate e Gomez con 25. Il cannoniere della squadra è Bergessio con otto reti. Seguono Lodi e Gomez con cinque, Castro e Barrientos con quattro, Almiron con tre, Legrottaglie e Marchese con due, Spolli e Keko con uno.

A Vinovo Conte monitorare le condizioni degli infortunati, difficili però i recuperi per Caceres ed Anelka. Per la sfida contro il Catania sicuro assente Vidal squalificato, il tecnico ha già pronto Pogba per rimpiazzare il cileno. In avanti infine Giovinco-Vunicic è il tandem offensivo scelto da Conte.

Maran ritrova a disposizione Bellusci che ha scontato il turno di squalifica, invece il tecnico rischia di perdere Bergessio per la sfida allo Juventus Stadium. L’attaccante argentino nella seduta di mercoledì ha ravvisato un fastidio muscolare, in forte dubbio la sua presenza per domenica. Il tecnico potrebbe rimpiazzare l’ariete argentino optando per Castro al centro dell’attacco ed utilizzando poi un modulo (3-5-2) a specchio contro quello dei bianconeri. Infine ancora assente Legrottaglie che deve scontare il secondo turno di squalifica dopo l’espulsione rimediata a Parma, così come assente Barrientos indisponibile.

Per Juventus-Catania di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Antonio Danilo Giannoccaro di Lecce. Si tratta di una novità: il direttore di gara pugliese non ha mai diretto una partita allo Juventus Stadium. Non sarà invece la prima assoluta con la Juventus. Il ruolino di marcia dei bianconeri con Giannoccaro è di tre gare con un bilancio di un pareggio e due sconfitte. L’ultima sfida risale al 2011, quando diresse un ko per 2-1, con l’Udinese, all’Olimpico. Per la sfida di domenica, gli assistenti saranno Riccardo Bianchi e Nicola Andrea Nicoletti, il quarto uomo sarà Maurizio Liberti. Gli assistenti d’area Daniele Doveri e Sebastiano Peruzzo. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Celtic, ripartiamo da zero a zero.

Ottavi Di Finale CL Ritorno Juve Celtic 1 immagine partita precedente e andata

Articolo a firma di eldavidinho

La Juventus ha giocato due volte a Torino contro il Celtic e sono state entrambe sfide estremamente appassionanti. Nel 1981-82 i bianconeri sono chiamati a ribaltare il gol di svantaggio patito a Glasgow. Trapattoni schiera la seguente formazione: Zoff, Gentile, Cabrini; Furino, Brio, Scirea; Marocchino, Tardelli, Bettega, Brady, Virdis. L’impresa riesce grazie a un primo tempo che vede la Juve andare avanti di due reti. Splendide le segnature. La prima è opera di Virdis, che si fa molti metri palla al piede prima di battere il portiere Bonner con una conclusione che gli piega le mani. Il raddoppio di Bettega è una rete di grande raffinatezza, con controllo di ginocchio e girata al volo di destro. In mezzo alle due prodezze, c’è anche un tiro da fuori area di Marocchino che colpisce il legno della porta. Vent’anni dopo si ha la “rivincita”. Al Delle Alpi si gioca la seconda giornata del girone di qualificazione. Tra gli scozzesi gioca Lennon, attuale allenatore del club, anche se la stella è l’attaccante svedese Larsson. Marcello Lippi opta per il seguente undici: Buffon, Thuram, Montero, Iuliano, Zenoni, Tacchinardi, Davids, Pessotto, Salas, Trezeguet, Del Piero. La gara è avvincente e mette in mostra un superlativo Trezeguet. Il bomber francese colpisce due volte: poco prima del riposo e dieci minuti dopo l’inizio della ripresa. Il primo è un gol frutto di una straordinaria azione di Salas. Sul secondo il cross è di Del Piero e David colpisce di testa. Il doppio vantaggio non basta, però. Il Celtic riesce a pareggiare con Petrov e con Larsson su rigore. E sempre dagli 11 metri arriva il gol di Amoruso, che in piena zona Cesarini regala alla Juve la conquista di 3 punti.

Il verdetto dell’andata parla chiaro: la Juventus ha dimostrato di avere la capacità di saper colpire al momento giusto, all’inizi del match con Matri e nella sezione finale dell’incontro con Marchisio e Vucinic. I numeri della sfida del Celtic Park offrono un ritratto interessante su quel che è capitato. I padroni di casa hanno concluso il doppio dei bianconeri, 16 conclusioni (più del 50% da fuori area) contro 8, ma hanno concentrato i loro sforzi offensivi quasi interamente nel primo tempo, in particolare nel minuti immediatamente successivi al vantaggio juventino: 13 i tiri verso Buffon, ben 6 nel primo quarto d’ora. La Juve nella ripresa è stata straordinariamente efficace, capitalizzando con 2 gol i 4 tentativi effettuati. I dati rivelano una sostanziale parità del possesso palla (51-49%), con la Juve superiore nella ripresa e decisamente migliore nelle verticalizzazioni (160 contro le 123 degli scozzesi). Non è stata premiata la supremazia territoriale del Celtic, che ha trascorso il 67% del tempo nella metà campo avversaria. Una pressione poco produttiva, come testimonia il numero dei palloni giocati presso l’area avversaria, solo 4 in più per la squadra guidata da Neil Lennon L’andata ha visto grande correttezza da entrambe le parti, con 12 falli per ognuna della due squadre. Ai biancoverdi è riuscita la tattica del fuorigioco (6 volte ci sono cascati i nostri giocatori), anche se non è stato sufficiente per evitare le soluzioni in profondità che hanno determinato l’ampio successo della formazione di Antonio Conte. Contrariamente alla tradizione del calcio di stampo britannico, il Celtic non ha effettuato molti cambi di gioco (2 contro i 3 di Pirlo e compagni).

Un dato: 99,4 per cento. Ecco le probabilità che, secondo un calcolo di EuroSport , avrebbe la Juventus di passare il turno e conquistare l’accesso ai quarti di finale di Champions League. Però. Un dato figlio dell’analisi statistica di centinaia e centinaia di partite disputate sino a ora nelle Coppe europee: c’è soltanto un precedente di un club riuscito a ribaltare, nel ritorno in trasferta, uno 0-3 incassato in casa. Vale a dire a compiere l’impresa che dovrebbe realizzare il Celtic. Si è verificato nell’Europa League 2009-2010, playoff per accedere alla fase a gironi: la Dinamo Bucarest reduce da uno 0-3 a tavolino (inflittole a causa di invasione di campo da parte dei tifosi) ribaltò il risultato nel ritorno, in casa dello Slovan Liberec. Altro 0-3, poi supremazia ai rigori. Curiosità: tecnico della Dinamo era Dario Bonetti , bianconero dal 1989-1991. Ebbene, a parte questo caso, non risulta nessun altro precedente di scivoloni così clamorosi nel proprio stadio. Le imprese, le storiche rimonte del calcio europeo sono semmai state compiute nelle gare di ritorno disputate nel proprio stadio. Ad esempio, tra le più note, spicca il capolavoro compiuto dal Deportivo La Coruña, che all’Estadio Riazor – quarti di ritorno della Champions League 2003-2004 – riuscì a ribaltare una sconfitta per 4-1, imponendosi con un perentorio 4-0. A farne le spese fu il Milan di Carlo Ancelotti e di… Andrea Pirlo. Lo stesso Andrea Pirlo che ha vissuto una storica rimonta anche ad Istanbul, il 25 maggio del 2005, nella finale di Champions giocata contro il Liverpool. Ai gol, nel primo tempo, di Maldini e Crespo(doppietta), risposero nella ripresa, Gerrard, Smicer e Xabi Alonso su rigore.

Pare che Conte stia pensando ad attuare un mini turnover, lasciando a riposo i tre diffidati LichtsteinerMarchisio e Vidal(squalificato, però, anche per la prossima di campionato). Spazio quindi a Isla Pogba. Lunedì Chiellini non si è allenato a causa del persistere del fastidio alla caviglia ed è in forte dubbio. Peluso è pronto. Rispetto alla gara di Napoli a sinistra dovrebbe rientrare Asamoah. In attacco la coppia dovrebbe essere formata da Matri e Vucinic, con Giovinco che partirà dalla panchina. Lunedì si sono allenati a parte Caceres e Anelka, che continuano nel lavoro differenziato per smaltire la lombalgia accusata la scorsa settimana. Arbitrerà il turco Firay Aydinus. Forza Juve.

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Prepartita Napoli-Juve, sotto a chi tocca.

27a Giornata napoli juve 1

Articolo a firma di Eldavidinho

Se il fiore all’occhiello nelle foto doc delle sfide sono le magie del ‘Pibe de Oro’ e del ‘Roi’, sono tante le immagini che rimangono scolpite e riguardano le imprese, tra gli altri, di Vinicio, Altafini, Sivori, Baggio, Careca, Zidane, Del Piero in Napoli-Juve. Anche se venerdì sera sarà Cavani-Hamsik contro Vucinic-Giovinco. Al San Paolo, scocca l’ultima ora per le speranze scudetto del Napoli, che riceve i bianconeri avanti di 6 punti. Gli azzurri hanno a disposizione un solo risultato per tenere vivo il loro campionato. All’andata l’attuale capocannoniere Cavani – che ai bianconeri ha segnato già tre volte – andò in bianco. Lo scorso 20 ottobre la Juve vinse 2-0 con le reti nella ripresa di Caceres e Pogba. Ora i partenopei cercano la rivincita nella sfida che è diventata un classico del calcio italiano.

C’è grande equilibrio negli incontri di campionato tra Napoli e Juventus disputati al S.Paolo. Il pareggio è il risultato più frequente, verificatosi 25 volte (numero al quale va aggiunto l’1-1 del 2006-07 in serie B); i partenopei hanno vinto 21 gare, i torinesi una in meno. Il successo più frequente della Juventus è l’1-2. La serie è partita nel 1931 e la rete decisiva venne segnata da Vecchina a dieci minuti dal fischio finale. Anche nel 1951-52 è un gol nella ripresa, ad opera del danese John Hansen, a spezzare la situazione di equilibrio. Nel 1954, la Juve ribalta il vantaggio determinato da Jeppson (scomparso pochi giorni fa). A firmare la vittoria sono Ricagni e Boniperti. Tre anni dopo, una Juve giovane riesce a ottenere l’intera posta con un gol di Conti nelle ultime battute dell’incontro. Più netto l’andamento del 1968 con i gol di De Paoli e Cinesinho (in porta per il Napoli c’è Dino Zoff), con Juliano che accorcia le distanze quando ormai non c’è più tempo per una possibile rimonta. Nel 1977-78 la vittoria bianconera nasce da una felice intuizione di Trapattoni. Sull’1-1, mette dentro Virdis al posto di Fanna e il sardo non tradisce le attese finalizzando un assist in profondità di Causio. Nel 1997-98 i 3 punti arrivano sul filo di lana. Il merito è di un ex del Napoli, Daniel Fonseca, con un sinistro maligno che sorprende Taglialatela, tradito da un rimbalzo. Infine, l’ultimo 1-2 apre il campionato 2000-01. E’ un ribaltone totale quello che si verifica al S.Paolo, che festeggia all’intervallo per il gol di Stellone. Ma nella ripresa, prima un colpo di testa di Kovacevic, poi un tiro a giro di Del Piero, regalano ai bianconeri una piacevole “vendetta” nei confronti dell’allenatore sulla panchina partenopea, Zdenek Zeman.

Ci sono 3 giocatori che Walter Mazzarri ha sempre utilizzato in tutti i 26 incontri di campionato. E se la fedeltà di Morgan De Sanctis e di Marek Hamsik non stupisce essendo due veterani dell’allenatore, colpisce che sia sempre stato in campo (sebbene con 1000 minuti in meno rispetto ai colleghi) Lorenzo Insigne, spesso e volentieri utilizzato a partita in corso come risorsa aggiuntiva dello scacchiere offensivo. Il Napoli non ha ancora ricevuto un cartellino rosso. Valon Behrami, con 9 gialli, è il giocatore più ammonito. . Il goleador del Napoli, capocannoniere del campionato, è l’uruguayano Cavani con 18 reti. Seguono Hamsik con 9, Inler, Maggio e Insigne con 4, Pandev con 2 e una nutrita schiera di giocatori a quota 1 gol: Campagnaro, Cannavaro, Gamberini, Dzemaili e Mesto

9 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta: è questo il bilancio del Napoli al S.Paolo, con una netta differenza di punti conquistati rispetto alle trasferte (30 e 22) e di gol realizzati (30 e 16), mentre curiosamente ha incassato più reti (11-10).

Probabili formazioni. Azzurri a secco di marcature da due gare: Mazzarri recupera Gamberini in difesa, mentre sulle fasce tornano dal 1′ minuto Maggio e Zuniga. In avanti il tecnico pare intenzionato a schierare dall’inizio Pandev assieme a Hamsik e Cavani.

Nella Juve, permane in difesa il dubbio legato all’impiego di Chiellini: Conte deciderà solo in extremis se schierarlo dal 1′ o se preferirgli Peluso. Per quanto riguarda l’attacco sono in risalita le quotazioni di Giovinco(in conferenza il mister ha detto di aver votato per la “Lista Giovinco”, scherzando, in questa settimana elettorale), il quale contende a Matri la maglia da titolare al fianco di Vucinic. In mediana fa il suo rientro Vidal; out Caceres ed Anelka.

Sarà Daniele Orsato l’arbitro di Napoli-Juventus, sfida clou dell’ottava giornata del girone di ritorno. Dopo l’ostracismo, da parte del Napoli e della stampa(in particolare il Corriere della Sera), nei confronti del fischietto Rizzoli, sarà Il fischietto di Schio a dirigere la gara. Ha già diretto i bianconeri 14 volte in carriera con un bilancio di quattro vittorie, sette pareggi e tre sconfitte. Orsato in questa stagione ha già arbitrato una gara dei bianconeri in campionato: quella contro la Lazio dello scorso 17 novembre, terminata 0-0. L’arbitro veneto è però anche quello che, con il triplice fischio dello scorso 6 maggio a Trieste, sancì la fine della sfida contro il Cagliari, vinta 2-0 dalla Juve: era la partita che consegno ai bianconeri lo scudetto. A Napoli Orsato sarà coadiuvato dagli assistenti Tonolini e Cariolato e dagli arbitri d’area De Marco e Celi. Quarto uomo sarà il signor Niccolai.

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Prepartita Juve-Siena, ennesima prova.

26a Giornata Juventus Siena

Articolo a firma di Eldavidinho.

Dopo Roma bisogna ripartire. In settimana il mister ha avuto il tempo per ricaricare le pile mentali e fisiche dei propri giocatori con test atletici, riunioni mattutine ed accorgimenti tattici. Col Siena è d’obbligo riprendere la marcia.

Juventus-Siena è una sfida che ha una tradizione recente, fatta di incontri disputati tutti nel nuovo millennio, quando i toscani sono approdati per la prima volta in serie A. Il bilancio parla a favore dei padroni di casa con 5 successi, 2 pareggi e nessuna sconfitta. Non mancano gli spunti degni di nota. L’unico punteggio ripetutosi due volte è il 2-0: si è registrato nel campionato 2004-05 (con gol di Cannavaro e Trezeguet) e nel 2007-08 (stesso copione, con una rete per tempo: prima Salihamidzic, poi il solito David). Grande protagonista è stato Alessandro Del Piero: firma una tripletta nel primo Juventus-Siena del 2003-04 (giocato sotto la neve e in campo c’era anche Antonio Conte, una sua incursione determinò il rigore che sbloccò il risultato). Apre la sfida dell’anno successivo con uno splendido colpo di tacco e la chiude dal dischetto (in mezzo, nel 3-0, c’è il gol di Emerson). E’ lui a decidere la partita del gennaio 2009 con un calcio di punizione. Infine, realizza i suoi gol numero 300 e 301 nel rocambolesco 3-3 della gesatione Zaccheroni, quando la Juve si vede vsfilare la vittoria nonostante conduca per 3-0 dopo appena dieci minuti. L’ultimo Juventus-Siena è terminato 0-0: i toscani erano allenati da Sannino.

Sono solo 6 i punti guadagnati dal Siena in trasferta (esattamente come quelli di penalizzazione che hanno zavorrato il suo mandamento: senza il gap da scontare a inizio campionato, i bianconeri di Toscana sarebbero attualmente salvi). 1 vittoria, 3 pareggi e 8 sconfitte, con 12 gol fatti (15 in casa) e 21 subite (13 all’Artemio Franchi): il bilancio parla di una chiara difficoltà che finora il Siena ha accusato lontano dal suo stadio. L’unico successo risale al 2 settembre 2012 ed è un’impresa importante oltre che meritata: la squadra – all’epoca affidata a Serse Cosmi – ottiene 3 punti a San Siro, battendo l’Inter 0-2, con le reti Vergassola e di Valiani nella ripresa.

C’è un giocatore che ha disputato tutti i 25 incontri di campionato: è il portiere Gianluca Pegolo, spesso protagonista di prestazioni salutate da buonissimi voti in pagella. Dietro di lui, con una presenza in meno, vi è Simone Vergassola, veterano del centrocampo. Il Siena è una squadra corretta: 2 le espulsioni ricevute (Paci e Felipe i colpevoli). Il difensore brasiliano è anche il giocatore più ammonito con 8 cartellini gialli. Il cannoniere della squadra è lo svizzero-nigeriano Innocent Emeghara, autore di 4 reti nelle ultime 3 gare del Siena. Insieme a lui vi è Calaiò (passato però al Napoli al mercato di gennaio). La lista dei marcatori prosegue con Reginaldo con 3 gol; Vergassola, Valiani, Paci, Bogdani e Paolucci con 2; Ze Eduardo, Neto e Sestu con 1.

Non ci sono giocatori squalificati per Juventus-Siena di domenica prossima. I tre bianconeri ammoniti durante la gara contro i giallorossi non erano infatti in diffida. Ci entrano ora Pirlo, alla settima sanzione, e Matri, alla terza, mentre Lichtsteiner ha rimediato all’Olimpico il sesto cartellino giallo. Tornano a disposizione, dopo aver scontato sabato il turno di squalifica, Peluso e Marchisio. Nessuno squalificato anche tra i toscani.

Tornano a disposizione Peluso e Marchisio, quest’ultimo prenderà il posto di Pogba nel ruolo di mezz’ala sinistra. In attacco probabile il rilancio di Giovinco al posto di Vucinic o del diffidato Matri, da non escludere inoltre qualche variazione in difesa ed a centrocampo dal momento che anche Barzagli, Pirlo e Vidal sono a rischio squalifica in vista del match contro il Napoli. Vicino al rientro Chiellini, stagione terminata invece per Pepe. Allenamenti a porte chiuse per i bianconeri, ma per domenica allo Juventus Stadium saranno tutti a disposizione di Iachini eccetto il brasiliano Angelo. Il tecnico potrebbe confermare la formazione scesa in campo contro la Lazio, panchina per Pozzi.

Per Juventus-Siena di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Domenico Celi di Bari. Il direttore di gara pugliese (ma che in passato era sotto la sezione di Campobasso), torna allo Juventus Stadium dopo che era stato protagonista della prima storica gara ufficiale di un anno e mezzo fa, quella con il Parma, vinta 4-1. Dopo quella sfida, Celi ha diretto la squadra di Conte anche nelle vittorie di Bergamo con l’Atalanta (0-2) e di Novara (0-4). È invece alla prima stagionale. In totale sono sette i precedenti, con sei vittorie e un pareggio. Tra questi non ci sono confronti diretti con il Siena. Per il match di domenica, i guardalinee saranno Francesco Altomare e Andea Crispo. Il quarto uomo sarà Giancarlo Rubino, gli assistenti d’area Carmine Russo e Maurizio Ciampi.

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Prepartita Roma-Juve, non sarà come a Glasgow.

25a Giornata Roma Juve 1

Articolo a firma di Eldavidinho.

Con la Roma non sarà come a Glasgow. Affrontare una trasferta nella Capitale non porta mai ad un risultato scontato, c’è sempre da faticare. Col Celtic è stato più facile del previsto ma a Roma troveremo una squadra che, dopo l’esonero del boemo, vorrà riscattarsi proprio contro di noi dalla pesante sconfitta subita a Genova dalla Sampdoria.

5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte per un totale di 18 punti su 34 che compongono attualmente la classifica della Roma. 26 le reti fatte (contro le 24 in trasferta), mentre è maggiore la solidità della squadra davanti al proprio pubblico (19 i gol incassati su 45 totali).

A causa del successo a tavolino con il Cagliari, la Roma ha disputato 23 incontri sul campo. L’unico giocatore sempre presente è il giovane Alessandro Florenzi, classe 1991, grande sorpresa della stagione. Una partita in meno è stata giocata dal capitano Francesco Totti, che rispetto al compagno di squadra ha però un minutaggio molto più corposo (1921 minuti contro 1561). Ben 6 i cartellini rossi già maturati da 6 interpreti diversi: Marquinhos, De Rossi, Pjanic, Destro, Osvaldo e Tachtsidis (leader delle ammonizioni con 8 cartellini gialli). I goleador della squadra sono Lamela e Osvaldo con 11 reti. Seguono Totti con 8, Destro con 4, Florenzi con 3, Marquinho e Pjanic con 2, Nico Lopes, Bradley, Perrotta, Castan, Burdisso e Tachtsidis

E’ un bilancio in grande equilibrio quello fra Roma e Juventus negli incontri disputati nella Capitale: 28 i successi dei padroni di casa, 26 i pareggi e 24 le vittorie bianconere. Il successo tipico della Juve è di 1-2, punteggio verificatosi in 6 circostanze. Nel 1935 è una doppietta di Borel a capovolgere lo svantaggio determinato da Scaramelli. Ed è proprio il giocatore soprannominato Farfallino, peraltro, il capocannoniere juventino degli incontri disputati a Roma con ben 7 centri. Nel 1942-43 l’andamento è diverso: la Juve va avanti di due reti grazie a Magni e Meazza, i giallorossi (campioni d’Italia in carica) accorciano le distanze con Cappellini solo a un minuto dalla fine. Il primo marzo del 1964 il grande protagonista è Stacchini, autore di una doppietta che trafigge il portiere Cudicini, destinato poi a brillante carriera con il Milan. La rete della bandiera della Roma è opera del brasiliano Sormani. L’1-2 più importante della storia è quello che chiude il campionato 1972-73. E’ un incontro epico, perché la Juve – staccata di un punto dal Milan – va all’intervallo sotto di un gol (marcatore Spadoni), proprio mentre i rossoneri stanno perdendo malamente a Verona. Nella ripresa tutto cambia: Altafini pareggia con un colpo di testa; Zoff salva il risultato con un intervento prodigioso; infine, Cuccureddu con una staffilata sotto la traversa determina il successo bianconero e la conseguente conquista del quindicesimo scudetto della Vecchia Signora. Dieci anni dopo, il copione si ripete. Stavolta è la Roma lanciata alla conquista del suo secondo scudetto. Ma la Juve non si fa piegare neanche stavolta e risponde al gol di Falcao con una splendida punizione di Platini e un colpo di testa vincente di Brio, sempre servito dal numero 10 francese. L’ultimo 1-2 si registra il 5 marzo 2005. Succede tutto nel primo tempo, con gol di Cannavaro, pareggio di Cassano e rete dagli undici metri ad opera di Del Piero.

Prove di 3-5-2 per la Roma. In difesa provati Piris, Burdisso e Marquinhos, con Torosidis e Balzaretti sugli esterni. Per quanto riguarda l’attacco Andreazzoli potrebbe optare per il tandem Lamela-Totti, con Osvaldo inizialmente in panchina. Out Destro, Dodò e Castan.

Conte ha nuovamente a disposizione Asamoah, di ritorno dalla Coppa d’Africa: il ghanese è pronto per riprendersi la maglia da titolare sulla fascia sinistra del centrocampo bianconero al posto dell’infortunato De Ceglie, con Pogba mezz’ala in sostituzione dello squalificato Marchisio. Turno di stop anche per Peluso, nel terzetto arretrato fa il suo rientro Bonucci.

Sarà Gianluca Rocchi della sezione di Firenze l’arbitro di Roma-Juventus, anticipo della sesta giornata, in programma sabato sera all’Olimpico. Per il fischietto toscano sarà la 21° direzione con i bianconeri e il bilancio finora parla di 15 successi, tre pareggi e due sconfitte. Rocchi in questa stagione ha già arbitrato la Juventus in due partite, entrambe favorevoli alla squadra di Conte: la sfida contro il Genoa a Marassi dello scorso 16 settembre, vinta 3-1, e il derby del 1° dicembre, vinto 3-0. All’Olimpico Rocchi sarà coadiuvato dagli assistenti Di Liberatore e Manganelli e dagli arbitri d’area Orsato e Damato. Quarto ufficiale sarà il signor Tonolini. Forza Juve.

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Prepartita Celtic-Juve, vinciamo anche scalzi.

Ottavi Di Finale CL Andata Celtic Juve 1

Articolo a firma di eldavidinho.

Contro la Fiorentina, dunque, una Juve in versione Europea. Martedì, contro gli scozzesi del Celtic, si torna a giocare proprio in Champions League per l’andata degli Ottavi di Finale. 43 vittorie in campionato, 35 Coppe di Scozia, 14 Coppe di Lega e, soprattutto una Coppa dei Campioni: il Celtic è senza dubbio una delle società più blasonate del calcio europeo. Fondata nel 1888, rappresenta la minoranza cattolica di Glasgow e, dopo il fallimento degli storici rivali dei Ranger, squadra della parte protestante della città, è la regina incontrastata del calcio scozzese. In Champions, per arrivare alla fase a gironi, la squadra del tecnico nord-irlandese Neil Lennon ha dovuto superare due turni preliminari: il primo contro l’Hjk Helsinki, battendo 2-1 i finlandesi all’andata in casa e 2-0 ad Helsinki al ritorno. Il secondo contro l’Helsingborg, con doppio successo per 2-0, il primo fuori casa, il secondo tra le mura amiche. Nella fase a gironi il Celtic ha chiuso al secondo posto nel gruppo vinto dal Barcellona, totalizzando 10 punti, frutto di 3 vittorie (3-2 a Mosca sullo Spartak e doppio 2-1 in casa su Barcellona e Spartak Mosca), 1 pareggio (0-0 in casa contro il Benfica) e 2 sconfitte (1-2 a Barcellona e 1-2 a Lisbona dal Benfica). In casa gli scozzesi sono degli schiacciasassi: nelle ultime 12 uscite nelle coppe europee, il bilancio è stato di 9 vittorie, 2 pareggi ed 1 sola sconfitta (0-1 dall’Atletico Madrid, il 30 novembre 2011 in Europa League). In trasferta segnano da 7 partite di fila, per un totale di 11 reti.

Punto di forza del Celtic è sicuramente la punta greca Samaras (con trascorsi nel Man. City), vero punto di riferimento offensivo; da non sottovalutare l’inglese Gary Hooper, che ultimamente è stato accostato alla Juventus. Altro giocatore da prendere con le molle è il capitano Scott Brown, il recupera palloni di centrocampo ed il portiere Forster, che in Inghilterra aveva indossato la maglia del Newcastle.

Un passaggio del turno nella Coppa dei Campioni, una vittoria a testa nel girone di Champions con la Juve che andava a giocare in Scozia già con la certezza della qualificazione al turno successivo. Sono questi i precedenti bianconeri con il Celtic di Glasgow. Le due sconfitte dei bianconeri sono arrivate sempre in Scozia, dove si giocherà l’andata degli ottavi di finale: nel primo scontro assoluto, nella Coppa dei Campioni 1981/1982 (16 settembre 81), i bianconeri cadono per una sfortunata autorete di Gaetano Scirea ma poi ribaltano il risultato al ritorno a Torino, passando il turno con le reti di Virdis e Bettega. La Juve di Lippi perse di nuovo al Celtic Park nel 2001, il 31 ottobre: era l’ultima gara del girone, con i bianconeri già qualificati che vennero sconfitti 4-3: non bastò un capolavoro su punizione di Del Piero e la doppietta di Trezeguet, gli scozzesi vinsero con il gol di Valgaeren, il rigore di Larsson e le due zampate di Sutton. All’andata a Torino era finita 3-2: altra doppietta di Trezegol, poi il pareggio firmato Petrov-Larsson (r) e un altro penalty decisivo per il tris Juve, trasformato al 90′ da Amoruso con i bianconeri in 10 per l’espulsione di Davids.

Il Celtic ha già scaldato i motori in attesa della sfida di martedì, spazzando via l’Inverness in campionato. La vittoria fuori casa per 3-1, con reti di Commons, Gershon e Miku, garantisce il primo posto al Celtic nella Scottish League.

Sono cinque i giocatori che Neil Lennon ha utilizzato in tutti gli incontri della prima fase di Champions League. Due di essi non hanno saltato neanche un minuto: il portiere Fraser Forster e il difensore Kelvin James Wilson. Gli altri tre sono lo svedese Mikael Lustig, Kris Commons e Charlie Mulgrew. Il Celtic non ha ricevuto espulsioni finora, mentre il giocatore più ammonito è stato Victor Wanyama, centrocampista del Kenya. Gli scozzesi hanno finora dimostrato di essere particolarmente abili sui calci d’angolo, con due reti di testa a opera di Wanyama in Celtic-Barcellona e di Samaras in Benfica-Celtic. Da rilevare che la squadra è stata finora anche abbastanza fortunata, usufruendo di due autogol a proprio favore (autori Kombarov dello Spartak Mosca e Mascherano del Barcellona).

È lo spagnolo Alberto Undiano Mallenco l’arbitro designato dall’Uefa per dirigere questa gara. Forza Juve.

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Prepartita Juve-Fiorentina, chi ci ama ci insegua.

24a Giornata juve fiorentina 1

Articolo a firma di Eldavidinho

Juve-Fiorentina, la partita che, dopo quella con i partenopei, fa parlare poco il campo e molto la gente fuori dal campo. Odio calcistico? Antipatia calcistica? O entrambi senza l’aggettivo pallonaro? L’odio tra le due società ha raggiunto il top quest’estate quando, a dire dai viola, la Juve si inserì nell’affare Berbatov quando il giocatore svincolatosi dal Manchester United stava per imbarcarsi alla volta di Firenze con tanto di biglietto pagato dal club toscano per firmare il contratto. A Torino, naturalmente, hanno rispedito al mittente le accuse sostenendo che il campione era libero. Fermato a Monaco alla fine il bulgaro, vero fuoriclasse nel cambiare idea, è tornato in Inghilterra e raggiunto Londra per firmare con il Fulham. Questa pare sia stata l’ultima goccia d’acqua che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione tra i due club. Più da parte viola che bianconera, comunque. Dopo Pradè, dunque, anche Della Valle pare sia ancora offeso: “ Dopo ciò che è successo nell’ultimo periodo non ci sono i presupposti per avere dei rapporti con la Juventus». Poi c’è quel Jovetic per il quale i dirigenti Viola avrebbero pensato di inserire una clausola nel contratto del giocatore che impedirebbe una sua cessione alla Juventus. Clausola poi smentita dallo stesso presidente  viola, Cognini, che ha parlato di “professionale distacco dalla Juve”.

47 vittorie, 20 pareggi e sei sconfitte: il bilancio degli appuntamenti torinesi tra Juventus e Fiorentina parla decisamente a favore dei padroni di casa. Il dato che si impone è contraddittorio: perché il risultato più frequentemente verificatosi è l’1-0 (ben 12 volte), ma fino al 1965 la gara non aveva mai visto la Juve segnare meno di 3 gol. Di diverso peso sono i gol e i marcatori che sono risultati decisivi nelle vittorie di stretta misura. Nel 1965 è Stacchini a risolvere la sfida con una rete nel primo tempo. Nel 1972 a colpire è Roberto Bettega con un impetuoso colpo di testa. Una rete importante, l’ultima di una stagione per lui sfortunata perché un’infezione polmonare lo costringe a saltare il resto del campionato, dopo un girone d’andata disputato alla perfezione. Nel 1981 si ha il momento topico degli Juventus-Fiorentina finiti 1-0: il gol di Cabrini determina l’assegnazione dello scudetto numero 19 della Vecchia Signora (il Bell’Antonio si ripeterà anche nel 1987). Tre anni più tardi le emozioni si concentrano al novantesimo, quando Vignola si presenta al dischetto e realizza un rigore importante nella corsa tricolore. Anche Sergio Brio, nel 1985/86, iscrive il suo nome nel tabellino dei marcatori che decidono Juventus-Fiorentina. Bianconeri e viola si affrontano alla prima giornata del torneo 1991/92. La sfida è risolta da un colpo di testa di Casiraghi, che lascia impalato il portiere Mareggini. I due Juventus-Fiorentina successivi al pirotecnico 3-2 del 1994/95 vedono la squadra di Lippi prevalere con due colpi di testa: nel primo caso ad opera ancora di Del Piero (che deciderà anche la sfida del 2000), nel secondo è Padovano a superare Toldo dopo soli 9 minuti. Nel primo anno di Capello è Olivera, con una deviazione sotto porta, a determinare la sconfitta della Fiorentina, nella quale gioca un giovanissimo Giorgio Chiellini. Infine, l’1-0 del 2009 vede protagonista Claudio Marchisio, bravo a sfruttare un geniale assist di Alessandro Del Piero. La squadra viola, all’epoca, era guidata dall’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli.

È lo spagnolo Borja Valero, finora interprete di una stagione di altissimo profilo, l’unico giocatore dei 21 utilizzati da Montella ad avere disputato tutti i 23 incontri del campionato. Con una presenza in meno c’è il colombiano Cuadrado. Due finora le espulsioni maturate: i colpevoli sono Rodriguez e Aquilani, mentre con 10 ammonizioni è David Pizarro il giocatore che ha ricevuto più gialli. Il goleador della squadra è Jovetic, con nove centri. Dietro di lui vi è l’ex juventino Luca Toni con sette reti. Seguono Rodriguez con cinque, Aquilani con quattro, Roncaglia ed El Hamdaoui con tre, Savic con due e una nutrita schiera di uomini con un gol: Cuadrado, Pasqual, Migliaccio, Romulo, Pizarro. Borja Valero e Ljajic.

Tre vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte: il bilancio della Fiorentina lontano dalla propria città non è all’altezza del rendimento casalingo, dove ha conquistato 27 punti su 39. I viola in trasferta segnano di meno (17 gol contro i 24 al Franchi) e subiscono il doppio (18 gol contro i 9 di Firenze). I tre successi sono tutti riferiti al girone d’andata. Genoa, Milan e Palermo. I tre pareggi sono stati maturati a Parma e all’Olimpico di Torino. I cinque stop sono partiti da Napoli, poi Inter, Roma, Udinese e  Catania. Con il successo sul Parma di domenica scorsa, ottenuto davanti al proprio pubblico, Jovetic e compagni sono tornati a conquistare i tre punti dopo che nei primi quattro turni del ritorno avevano raccolto solo un punto sui 12 a disposizione.

Per Juventus-Fiorentina di sabato pomeriggio è stato designato l’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo. La Juventus trova il direttore di gara lombardo per la quarta volta in questa stagione. I tre precedenti hanno portato tre vittorie in altrettante competizioni diverse: con il Napoli in Supercoppa a Pechino, a Siena in campionato e in Coppa Italia con il Milan. In totale, sono 12 le gare dei bianconeri con Mazzoleini, con bilancio di sette vittorie, quattro pareggi e una sconfitta. Tra questi non ce ne sono con la Fiorentina. Per l’anticipo dello Juventus Stadium, gli assistenti saranno Giulio Dobosz e Mauro Tonolini. Il quarto uomo Riccardo Di Fiore e gli assistenti d’area Daniele Doveri e Gianpaolo Calvarese. Forza Juve.

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Prepartita Chievo-Juve, basta giocare col fuoco e risolviamo i problemi.

23a Giornata chievo juve 1

Articolo a firma di Eldavidinho.

Alle spalle la sconfitta con la Lazio che è costata l’eliminazione dalla Coppa Italia, la Juve si prepara alla sfida di campionato a Verona contro il Chievo, fresco giustiziere proprio dei biancocelesti. La partita, in programma alle 12.30 contro il Chievo, arriva dopo quattro gare in notturna. Per la difesa, che non avrà né Chiellini né Bonucci, favorito il trio Barzagli-Marrone-Caceres. A centrocampo fuori ancora Marchisio per una contusione all’anca sinistra, Pirlo dovrebbe riprendersi il posto da titolare, mentre davanti, con Vucinic squalificato, ballottaggio Quagliarella-Matri per affiancare Giovinco. A meno che Conte non voglia tentare la carta Anelka già dall’inizio.

In settimana si è chiuso il mercato. Oltre alle già annunciate acquisizioni delle comproprietà, col Siena, di Buchel che rimarrà a giocare alla Cremonese e, con l’ Empoli, di Galinetta Alberto classe 1992, che rimarrà a giocare alla Feralti Salò, la Juve ha perfezionato anche le cessioni, sempre in comproprietà, di Filippo Boniperti col Parma, rientrato dal prestito a Empoli e, contestualmente, la cessione in comproprietà di Andrea Schiavone che terminerà la stagione con la Juventus. Altre operazioni: Reto Ziegler, rientrato dal prestito alla Lokomotiv Mosca, è stato ceduto, ancora a titolo temporaneo, al Fenerbache, dove aveva già militato nella passata stagione, sino al 30 giugno 2013. Manuel Giandonato, rientrato in prestito dal Vicenza, è stato ceduto al Cesena a titolo temporaneo, con accordo di partecipazione e controazione. Salvatore D’Elia, rientrato dal prestito al Venezia è stato ceduto a titolo definitivo al Vicenza. Nicolò Corticchia, rientrato dal prestito alla Carrarese, è stato ceduto a titolo definitivo al Vicenza. Raffaele Alcibiade è rientrato dal prestito alla Carrarese. Hadrien Ingrassia è stato ceduto a titolo temporaneo alla Pro Vercelli come giovane di serie. Con la Dinamo Dresda è stato raggiunto l’accordo per l’acquisizione a titolo definitivo delle prestazioni di Hasan Pepic, centrocampista montenegrino, classe 1993. Con il Vicenza è stato raggiunto l’accordo per l’acquisizione a titolo definitivo di Michele Cavion. Il centrocampista, classe 1994 è stato quindi ceduto in prestito alla Carrarese sino al 30 giugno 2013. Insomma. Niente botto dell’ultimo momento. Tentativi e assalti finali a Lopez, Pazzini, Icardi, Belfodil, senza alcun esito positivo. Il problema è aver chiuso il mercato con due giocatori mentalmente via dalla Juve, come Matri e Quagliarella, e moralmente sfiduciati dopo aver provato a piazzarli ovunque. Pessima mossa societaria. Non ti puoi ridurre l’ ultimo giorno di mercato e tentare di scaricarli come se fossero merce scaduta. Sta al mister, ancora una volta, continuare a motivarli e a integrarli negli schemi di giuoco per la sintonia con i compagni di reparto. Se pensiamo che persino tra Vucinic e Giovinco, i titolari, non sempre c’è sintonia… Mi chiedo se Estigaribbia e Borriello non sarebbero stati più utili dei vari Peluso, Isla, Bendtner e Anelka, acquistati quest’anno.

Tornando al prossimo match, sono nove i precedenti in campionato della Juventus a Verona contro il Chievo e le cifre parlano bianconero con cinque successi, tre pareggi e una sconfitta. Le vittorie della Juventus non sono mai state identiche a se stesse, registrando cinque punteggi diversi fra loro. Si parte dall’1-3 del 2002 (Lippi sconfigge Del Neri). Un anno dopo si ha il divario più netto (1-4, con tripletta di Trezeguet). È ancora David a decidere la sfida del 2003/04 (in rimonta, con pareggi dell’ex Legrottaglie e sinistro puntuale del bomber francese). Decide Olivera nel 2004/05, in un burrascoso finale. Infine, lo 0-2 del 9 novembre 2008, con Del Piero che festeggia il suo trentaquattresimo compleanno con una magistrale punizione, mentre la rete del raddoppio è di Iaquinta. I tre pareggi non sono mai stati ricchi di gol. Prima dello 0-0 della scorsa stagione (con rimpianti juventini per il palo colpito da Del Piero con una deviazione aerea), c’è stato l’1-1 del 2005/06 (Vieira risponde a Franceschini in un primo tempo estremamente vivace) e quello che chiude il 2010 (con splendida rovesciata di Quagliarella e pareggio in pienissima zona Cesarini di Pellissier). L’unico successo dei clivensi avviene nel campionato 2009/10. È un diagonale di Sardo a decidere l’incontro, la Juve guidata da Ferrara non riesce ad avere la giusta reazione per rimediare allo svantaggio.

Nessun giocatore del Chievo ha disputato tutti i 22 incontri del campionato. A quota 21 vi sono due leader della squadra: il difensore Dario Dainelli e l’attaccante francese Cyril Thereau. Tre finora gli espulsi: Andreolli, Vacek e Samassa. Con sette gialli, Luca Rigoni è il giocatore più ammonito. Il bomber della squadra è Alberto Paloschi con sette centri (l’ultimo dei quali ha determinato il successo del Chievo sul campo della Lazio). Seguono Pellissier con quattro, Thereau con tre, Stoian con due e Cofie, Rinaudo, Marco Rigoni e Luciano con uno.

Cinque vittorie, quattro pareggi e due sconfitte: è positivo il bilancio del Chievo al Bentegodi, dove ha ottenuto 19 dei 28 punti che compongono la sua classifica. La differenza l’ha fatta soprattutto la solidità difensiva, con 10 reti incassate a fronte delle 24 in trasferta, mentre il saldo dei gol fatti è positivo di tre unità (13 a 10). Le cinque vittorie hanno visto come vittime il Bologna, la Sampdoria, il Pescara, la Roma e l’Atalanta. I quattro pareggi sono arrivati con squadre che fanno parte tutte della parte sinistra della classifica, a eccezione del Siena contro il quale si è registrato l’unico 0-0 della stagione. Con la Fiorentina l’1-1 è frutto di un botta e risposta nel giro di un minuto nel primo quarto dell’incontro, con reti di Thereau e Rodriguez. Decisamente più avvincente il 2-2 con l’Udinese, con i padroni di casa per ben due volte in vantaggio e raggiunti sempre da un’incursione del difensore Angella. Infine, nell’ultimo incontro casalingo, l’1-1 con il Parma, una buona prestazione perché la squadra di Corini ha saputo meritarsi il punto, rimediato con il pareggio di Paloschi dopo il parziale vantaggio di Belfodil (e non sono mancate le opportunità per conquistare l’intera posta). Le uniche due sconfitte risalgono alle prime giornate del campionato, quando ancora la formazione veneta era affidata al tecnico Di Carlo (Corini non ha mai perso davanti al suo pubblico). Nettissimo lo stop con la Lazio (1-3, ma il punto della bandiera è arrivato solo a sette minuti dal novantesimo e i capitolini già dopo cinque minuti erano in vantaggio con una conclusione di Hernanes). Pereira e Cassano, con una realizzazione per tempo, hanno invece deciso la sfida con l’Inter.

Sarà Mauro Berzonzi di Genova a dirigere Chievo-Juventus, gara valida per la 4ª giornata di ritorno, in programma domenica alle ore 12.30. I bianconeri trovano il fischietto ligure per la prima volta in questa stagione dopo i tre fortunati precedenti della passata stagione. L’anno scorso, Bergonzi ha diretto tre gare vinte dai bianconeri, tutte senza subire un gol: l’1-0 di Lecce, il 5-0 di Firenze e il 4-0 casalingo sulla Roma. In totale il bilancio è di 15 precedenti, con 10 vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Tra questi confronti ce n’è un altro con i veneti al Bentegodi: quello del 19 dicembre 2010, finito 1-1 con rete juventina di Quagliarella. Per la sfida di domenica, i guardalinee saranno Giorgio Niccolai e Massimiliano Grilli, il quarto uomo Francesco De Luca e gli assistenti d’area Gianluca Rocchi e Dino Tommasi. Forza Juve.

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