Probabile e possibile

Scritto da Cinzia Fresia

Sembra impossibile che solo un paio di giorni fa abbiamo visto la Juventus come una  una mosca impazzita che stava perdendo con la  terz’ultima in classifca in lotta per la salvezza, al di là di ogni previsione il tanto desiderato primo posto al camp Nou è stato ottenuto.

Di fronte ad una grande squadra come il Barcellona non si poteva che armarsi e partire con l’unica  parola d’ordine: crederci, crederci sempre. Ed è la filosofia che Andrea Pirlo cerca di trasmettere  ai suoi e il match  contro il Torino, brutto, mal giocato e vinto di disperazione  insegna che  se si vuole si può.

Pirlo questa volta non sperimenta ma  schiera   un semplice ma efficace  4-4-2 con gli uomini posizionati secondo il ruolo naturale e lo stato di forma fisico e mentale e ottiene esattamente quello che vuole una squadra  ben amalgamata  che gioca e guarda verso la stessa direzione. Un 10 a tutti anche alla panchina che ha sostenuto chi era in campo fino alla fine .

Rifilare tre gol al Barcellona al Camp Nou, non è cosa da tutti i gioni, i catalani non sono certo in “grande spolvero” ma rientrano  tra i giocatori migliori al mondo e sebbene reduci da una sconfitta in Campionato  nulla è scontato,

La mitica sfida tra Ronaldo e Messi l’ha vinta a pieni voti il portoghese, ma chi ha calamitato l’attenzione è stato l’astro nascente Weston Mc Kennie, autore di un gol rocambolesco e favoloso,  il texano si sta rivelando un ottimo affare, fortissimo fisicamente e veloce che  si infila dappertutto beffando i difensori che a quanto pare hanno occhi solo su  Ronaldo.   A centro campo molto bene Ramsey e  Artur che ha effettuato una buona prova magari con un pizzico di emozione nel giocare contro ai suoi compagni nel suo ex stadio. Sempre ottimo Cuadrado e assolutamente imprescindibile e con un fiuto eccezionale quando si tratta di confezionare assist.

Reparto difensivo senza errrori, un peccato l’annullamento del gol a Bonucci il quale avrebbe con quello segnato al Toro avrebbe fatto l’en plein.  Pirlo può ritenersi soddisfatto anche della difesa e del “vecchietto” Buffon ancora arzillo con le sue belle parate.

Fino adesso e considerati i risultati, la Juventus primeggia in Champions League mentre fa una fatica immensa in campionato a causa di un gioco carente e di una gestione spesso discutibile: due facce della medesima squadra che   non si guardano. Un motivo potrebbe essere che l’approccio in Champions nonostante l’eccellenza delle squadre viene vissuto nelle prime fasi con una minore intensità, tutti hanno da perdere, il Campionato è tutta altra atmosfera, le squadre di media e bassa classifica si scatenano  contro il vertice creando tensione e danni.

Comunque  l’impresa che sembrava sulla carta impossibile è riuscita, la Juventus regala ai suoi tifosi una bella vittoria in trasferta contro una delle squadre più blasonate  d’Europa, ma da domani come ha ribadito Mr. Pirlo testa al Campionato.

 

 

 

  1. Cinzia
    Penso che in CL ci sia un pathos diverso che aumenti l’efficacia dell’approccio e l’intensità visto il palcoscenico e la posta in gioco.
    L’altra sera non si azzeccava un passaggio ieri una tecnica buona. Gli interpreti erano quasi gli stessi. Cazziatone dopo il toro? Probabile, ma si tratta anche di altro.

  2. Buongiorno, Cinzia.
    Fermo restando che la formazione ieri ieri sera era per 6/11 diversa rispetto a quello col Torino; fermo restando ciò, dicevo, comincio il discorso dalle ulte parole dette da Pirlo in conferenza: “Voglio vedere la stessa intensità contro il Genoa”.

    La stessa intensità di concentrazione di squadra, di tenacia, di abnegazione, aggiungo io.
    Perché non è che il gioco sia stato trascendentale (le zucche non diventano carrozze d’oro dalla sera alla mattina), ma la Juve, forse per la prima volta in stagione è apparsa una squadra, tesa con tutte le sue forze verso un traguardo.

    Il resto, diciamocelo, lo ha messo un Barca abbastanza dimesso. Basta guardare la sua classifica nella Liga per capire che sono in uno dei punti più bassi della loro storia.

    Ecco perché è già tempo di moderare le fanfare e cominciare a pensare al Genoa che incontreremo domenica sera. Le grandi squadre pensano sempre che la più bella vittoria sia … la prossima!

  3. Buongiorno Cinzia,
    A differenza delle altre partite ieri sera si è vista una squadra. Ordinata, reattiva e con le idee chiare.
    Il Barcellona che ci aspettava in vestaglia e pantofole è stato sorpreso dal nostro approccio e non hanno fatto neanche in tempo a mettere gli scarpini che eravamo già 2-0.
    Il giorno prima avevano dichiarato di essere tranquilli, che la Juve non avrebbe mai fatto 3 gol. Errore fatale, contro la Juve o contro chiunque.
    Messi c’ha anche provato, ma le volte che è andato a concludere l’abbiamo costretto a farlo in maniera forzata.
    Da parte nostra finalmente un atteggiamento da big. Propensione offensiva, squadra corta e alta finché si è potuto.
    Ma quello che ha fatto la differenza rispetto alle precedenti, più che il gioco, sono state la determinazione e la consapevolezza di gruppo dove tutti si aiutano.
    Quando vai in campo con la testa giusta tutto risulta più facile, anche mantenere le distanze tra i reparti che finalmente non si sono allungati come in altre partite. Negli spazi più stretti il Barcellona ha fatto più fatica, anche quando ha iniziato a giocare.
    Una volta tanto in Champions fila anche tutto liscio dal punto di vista degli episodi, a conferma del “aiutati che Dio t’aiuta”.
    Ora a Pirlo il compito di fare mantenere la giusta concentrazione alla squadra. Il risultato estremamente gratificante deve accendere l’entusiasmo ma senza eccessive esaltazioni. La rotta è stata individuata ed il morale finalmente è alto. Vediamo di divertirci un po’anche in campionato!

    • Azzzzzzz. Praticamente abbiamo detto le stesse cose nello stesso momento, Kris.
      La vera differenza della Juve di sera sera non è stata certo il gioco (ancora embrionale), ma la compattezza e l’abnegazione di squadra.
      La Juve che ancora al 90° andava a pressare alta i difensori del Barca, fa capire quanto Pirlo, almeno nelle intenzioni, sia lontano da un atteggiamento “italianista speculativo”.
      La strada è questa, non resta che percorrerla senza tentennamenti. E una volta tanto è una strada indicata dai giovani: Weston Mckennie su tutti.

      Ciao.

      • Siamo il linea Lui’😅
        La compattezza e l’abnegazione di cui parli sono le fondamenta anche per costruire un’identità di gioco.
        I catalani si sono detti sorpresi dall’atteggiamento della Juve e questo deve essere motivo d’orgoglio per noi.
        Pirlo è sempre stato chiaro sulle caratteristiche che cerca di imprimere alla squadra, ma in campo ci vanno i giocatori, e ieri sono stati da applausi per l’impegno.

  4. PRIMI NEL GIRONE

    Se non primeggia la mitica frase dell’importante è vincere e non vai con questa idea in testa non credo che si potesse mai arrivare primi.

    Ovviamente al 3-0 subito allo Stadium, Pirlo e la sua banda, avevano incluso un piccolo interesse, roba di poco conto, diciamo lo 0,01%, ebbene quella piccolissima percentuale era stata quasi riscossa…peccato che il solito Bonucci fa annullare all’ultimo istante il bonifico da risquotere.

    Buona giornata

  5. IL GOAL DI McKENNIE

    Rocambolesco non direi proprio…rocambolesco potrebbe essere un goal fatto in un batti e ribatti in area di rigore, un rimballo favorevole ma non certamente il goal del texano in semirovesciata dopo un dai e vai di prima con Cuadrado.

    A volte bisogna anche capirle certe cose, e se non si ha mai tirato un calcio a un pallone diventa ancora più difficile.

    Saluti

    • Acrobatico, col corpo orizzontale. Un bel gesto atletico.

    • Gran gol, non solo per il gesto tecnico ma anche per la preparazione. Portando a spasso la difesa da un lato all’altro e creando il buco in mezzo per l’inserimento dove ci sono andati addirittura in due liberissimi.

  6. alessandro magno

    La bellezza del calcio è questa. Che tutto può cambiare nel giro di poco. Oggi in campionato conduce il Milan di un allenatore che era già stato esonerato e sostituito con quello del Lipsia.

  7. Mi pare che ci sia certa unanimità sulla bella prestazione di ieri, però un piccolo dubbio mi è venuto…lo propongo perché mi piacerebbe sentire qualche opinione in merito.
    In una Juve come quella vista ieri, secondo voi, Dybala potrà ritagliarsi uno spazio da protagonista?
    Non so come stia l’argentino dal punto fisico e mentale, ma potrebbe esserci anche una questione di caratteristiche che cerca Pirlo.🤔

    • Kris,
      io ieri non ho visto ma ti rispondo comunque.
      Per me il problema è nella tua scelta delle parole: se dici protagonista significa che la squadra è fatta per lui. Che lui è il perno dell’attacco. Significa che gioca sempre, anche se gioca male.
      La risposta quindi è no. Abbiamo già un giocatore così che non è sostituibile. Era una scelta che si sarebbe dovuto quando è arrivato e quando si è deciso di dargli un ingaggio da top player. Le mezze misure valgono il tempo che trovano. Mia opinione

      • Condivido l’osservazione furino, non é un caso che abbia usato il termine protagonista. Perché uno col 10 sulle spalle e con quello stipendio non puó solo fare le rotazioni con Kulusesky o Chiesa. Anch’io sto iniziando ad orientarmi sul “no”, nonostante la stima per il giocatore.

        • Mo non esageriamo, per me Dybala è un ulteriore valore aggiunto e ieri al posto di Ramsey ci sarebbe stato sicuramente (e, mi avventuro,) pure meglio. Sarebbe stata la partita ideale per esaltare le sue qualità, dove qualche spazio a disposizione in campo c’era.
          Io non sono mai volubile e boccio o promuovo in relazione alla situazione attuale, Dybala è un campione a tutto tondo che va solo aspettato, non deve più dimostrare a nessuno quello che è in grado di fare.

    • Beh, Kris, la domanda è impegnativa.
      Perché uno spazio “da protagonista” è un compito impegnativo che solo i Campioni con la C maiuscola possono accollarsi.
      Il nostro Paulo, a dire il vero, anche nelle migliori stagioni ha patito una certa discontinuità, a parte il solito infortunio invernale😢.
      Quest’anno invece, per una serie di concause che non sto qui ad elencare, il ragazzo (col n.10 sulle spalle!) non riesce ad inserirsi in modo serio neanche nelle rotazioni. Purtroppo per lui e per noi.

      Continuasse così credo che purtroppo la Juve a fine stagione tirerebbe conclusioni drastiche 🥺.

      • PS a proposito di uomo-squadra, è indubitabile che Ronaldo sia il leader tecnico di questa Juve. Ma l’uomo-squadra è a mio parere, Morata. È lui il regista d’attacco. E quando non c’è si sente eccome.

  8. QUELLA SERA ALLO STADIUM

    Beh che dire se ieri sera erano in pantofole quelli del Barça, gli juventini lo erano la sera allo Stadium…con Ronaldo già sotto le coperte…poi senti l’intervista a sky di Ronald Koeman, allenatore Barcellona: “Questa è stata la nostra miglior partita della stagione. È una grande vittoria contro un’importante squadra europea…

    Ieri sera tutto un tratto il Barça dimesso, sullo 0-2 hanno iniziato ad allacciarsi gli scarpini…e intanto la Juve gli mollavs gli sganassoni e tante amenità sparse.

    Mo mi domando io: ma gli specchi a casa no?
    Saluti

    • Mi perdoni Maestro se ho arrecato offesa ai suoi occhi con le mie volgari amenitá. Mi faccio umilmente da parte affinché possa esporre le sue.

      Un saluto Baró, con la faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo… 😉

    • Ahahahahah
      Ogni squadra si specchia (e specula) sui difetti dell’avversario.
      È naturale che la Juve non sia più quella dell’andata a Torino, quando venne messa sotto in modo brutale dal palleggio blaugrana. Pirlo ha detto infatti di aver studiato bene quella partita (a differenza di qualche altro fannullone) …

      Ma io spero che il percorso non si fermi e che questi ragazzi -giusto mix tra vecchi e nuovi-, ci facciano innanzitutto divertire e portino pure a casa qualche trofeo!

      Ciao raga’🤗

  9. DOPO SETTE ANNI

    Se dico impresa quella di ieri sera fatta dalla Juve al Camp Nou non penso di esagerare.

    Ma si sa io sono un italiota che delle percentuali non ne capisce nulla…metto avanti solo il fatto che è sempre il campo a dare giudizi e non trovo scritto da nessuna parte che il tifoso che vede “giocare” la sua squadra e perde si mette a fare i salti di gioia…aggiungo ed è proprio per questi tifosi che in questo momento si stanno sistemando le macerie fatte anni addietro (leggo che a Paratici serve il girello perché da solo non sa camminare e che Nedved è solo un ex giocatore ma alla dx di Andrea serve solo per un pò di corsa sulle colline di Torino).

    Tornando alle cose più che serie, mettendo da parte il “mio” alunno capriccioso che non vuole fare le bastoncelle ma vuole solo scarabbocchiare il quaderno a righe…pensa un pò quando passeremo a quello a quadretti per fare di conto cosa succederà,…dicevo che il Barça erano 7 anni che non perdeva al Camp Nou, l’ultima volta perse con il Bayern di Monaco il 1 maggio 2013 in semifinale dopo 38 partite di cui 34 vinte e 4 pareggiate (di cui uno 0-0 con la Juve).

    Il Bayern vinse 3-0 proprio come la Juve e poi andò a vincere la Champions aggiungendo Campionato e coppa di Germania.

    #finoallafine

    • Ahahahahahah 👍🏼
      Il ragazzo non si applica, potrebbe fare di più😅

      Però oggi ho studiato e voglio darti un’allegria con un ulteriore merito della Juve. Il Barcellona non arrivava secondo nel girone dal 2006!

  10. Cosa strana, ma non al sottoscritto, Moustafa se la fa con “TRE-CCANI”.

  11. Diamo a Cesari quel che è di Cesari

    L’ex arbitro Graziano Cesari ha analizzato la moviola del match, di ieri sera spiegando le scelte attuate dall’arbitro del match.
    Si è parlato molto, durante il post partita, del primo rigore concesso alla Juventus, con Cristiano Ronaldo che si invola in area di rigore avversaria spalla contro spalla dell’avversario per poi franare al suolo. In molti hanno immediatamente pensato ad un contatto normale, consentito insomma tra i calciatori in campo, ma visionando meglio le immagini non si può far altro che dar ragione all’arbitro. Cesari infatti ha evidenziato come Araujo, difensore del Barcellona, con il piede tocca il polpaccio di Cristiano Ronaldo, quindi non si tratta più di un semplice contatto spalla contro spalla.

    https://www.sportface.it/video-e-podcast/moviola-barcellona-juventus-araujo-su-ronaldo-era-rigore-video/1215796

    • Gioele
      Non solo, ma ci sono le mani del “barcarolo” che non sono sui remi ma impegnate a tirare la “rezzetella” di Ronaldo.
      Ciao

  12. Vado un po’ contro corrente, fermo restando che vincere a barcellona non è mai facile e scontato. La partita senza il pathos della diretta che ho rivisto ha mostrato un primo tempo a ritmi lenti, quasi d’amichevole, soprattutto il barcellona si è svegliato quando ha subito il secondo gol. Il pallino del gioco è stato lasciato o preso dai catalani che hanno cominciato a giocare nella nostra trequarti, tant’è che buffon ha dovuto fare qualche parata di rilievo. Noi siamo spesso ripartiti sbagliando molte palle e in alcuni casi anche il tempo e la scelta del passaggio. Il terzo gol ha fatto il resto portando il barca ad una pressione maggiore ma ormai quasi privo di convinzione. Insomma la prestazione c’è stata anche se contro il barcellona più scarso di questi ultimi 15 anni.
    Una vittoria che fa sicuramente morale, ma che deve essere accompagnata da maggiore ritmo perché in italia non ti lasciano tutto quello spazio per giocare e da una maggior ferocia agonistica come avvenuto con il torino.

    • Tutto giusto luigi …
      Analizzandola a mente fredda, non è stata certo la partita perfetta ieri sera. Ci sono ancora palloni che vanno impunemente in fallo laterale e/o ripartenze buttate al vento per scelte sbagliate. La squadra deve crescere ancora: la partita di Barcellona non è certo un punto di arrivo, ma un punto di partenza sì. Perché si è vista la “squadra”, il mutuo soccorso tra i compagni, soprattutto su Messi: sontuoso un recupero in area di CR7 su di lui …

      Ma premesso questo, prendere ad esempio la partita col Torino mi sembra riduttivo. Noi contro questo Torino che naviga meritatamente in fondo alla classifica, eravamo 1-1 al novantesimo. E abbiamo vinto, bada bene, con due gol-fotocopia, che molto raramente si vedono in serie A, perché le colpe della difesa sono state macroscopiche.
      Insomma a Barcellona la Juve non è stata perfetta, ma col Torino è stata molto molto rivedibile.

      Buona serata.

  13. Leggo di una Juve fortunata a sbloccare il risultato dopo 10 minuti con un rigore, ma chi l’ha scritto evidentemente non ricorda la differenza con il balbettante approccio della deludente prestazione dell’andata e non s’è accorto che ieri sera la Juve per una buona mezz’ora ha attuato un pressing fatto di continue riaggressioni successive alla perdita del pallone, grazie anche all’occupazione dinamica e intelligente degli spazi da parte di McKennie e Ramsey alle spalle dei due costruttori di gioco avversari De Jong e Pjanic, movimenti che con l’avanzata a turno di Alex Sandro e sinistra e Cuadrado a destra hanno permesso di spostare in avanti il baricentro. Primi 30 minuti caratterizzati dunque da un predominio territoriale confermato dalla percentuale del 55% di possesso palla della Juve, un possesso mai fine a se stesso ma finalizzato all’occupazione con più uomini degli spazi nell’area avversaria, difficoltà questa spesso evidenziata in questa prima parte di stagione. Ma quando dopo la prima mezz’ora il Barcellona ha alzato la linea del pressing ed il baricentro riuscendo a riprendere il controllo del gioco con un possesso palla vicino al 60%, s’è vista la Juve che tutti vorremmo vedere, scettici compresi, la rapidità nei ripiegamenti e nelle chiusure con le linee vicine per ridurre i tempi d’intervento e contrasto all’azione avversaria. Insomma tutte le caratteristiche di una grande squadra che sa come gestire tempi e modi della gara anche contro altre grandi squadre comè lo è il Barcellona che sarà nell’immediato la vera sfida per Pirlo e la sua squadra, dare continuità a quella che potrebbe essere stata la partita della svolta della stagione della Juventus.

    • Gioele
      Praticamente sembrerebbe come aver vinto senza convincere e non come quelle invece vinte dal precedente presunto allenatore che ti faceva sollazzare per lo spettacolo…così leggo non solo qui su.

      • Barone,
        evidentemente per qualcuno saranno state più convincenti le 2 prestazioni contro il fortissimo Lione, ma sai nel calcio come nello sport l’importante non è vincere ma fare “belle” figure anche quando si perde 😆

  14. Nota di servizio.
    L’Atalanta approda per il secondo anno consecutivo agli ottavi di Champions e si aggiunge a Juve e Lazio.
    Dopo aver pareggiato in casa 2-2 con l’Ajax è andato a vincere questa sera in Olanda per 0-1 con rete di Muriel all’85’.

    • Alessandro Magno

      peccato due secondi posti di lazio e Atalanta ci occupano delle slot in cui potevamo incontrare squadre abbordabili se un altro posto lo prende l ‘inter ci va a finire che passiamo primi e finiamo di beccare l’atletico madrid 🙂

  15. 😀 un bel record direttamente a casa 😛

  16. FUORI DALLA CHAMPIONS E DALLA EUROPA LEAGUE

    Parlava di biscotto e il biscotto sel’è fatto da solo…per pensare solo al campionato…

    Quindi niente biscotto ma solo frittata.

    Potrebbe esserci un ripescaggio?
    Chiedo pe ‘nemico!

  17. Quindi potremmo incontrare: lipsia, siviglia, porto, gladbach e atletico che sarebbe una bella rogna.

    • Pensa alle rogne della seconda di Milano che dalla prossima settimana ( causa covid) non potranno andare neanche al cinema il mercoledì.
      Non preoccuparti ora chi dovrai incontrare, almeno altre 2 partite te le puoi vedere ancora😉

    • Ero troppo piccolo ma le tue imprese le conosco benissimo.
      Addio Pablito.

  18. L’eroe di Spagna ’82 non è più.
    Paolino Rossi ci ha lasciati.
    R.I.P.

  19. L’indimenticabile “Pablito”, eroe dell’estate spagnola quando, con sei gol, trascinò l’Italia alla vittoria del suo terzo titolo mondiale. La notizia è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì

    Un’altra drammatica notizia per il mondo del calcio, e non solo, a pochi giorni dalla scomparsa di Diego Armando Maradona. È morto a 64 anni Paolo Rossi: la leggenda della Nazionale italiana del Mondiale 1982. La notizia è trapelata nella notte tra mercoledì e giovedì, dal profilo Twitter del vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale. Poi la conferma della moglie che ha scritto in un post sul suo account Facebook: “Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto”. Pablito era nato a Prato il 23 settembre del 1956. Inevitabile accostare il suo nome alle grandissime emozioni che regalò nella caldissima estate spagnola quando, da capocannoniere con sei reti, trascinò l’Italia alla vittoria del terzo titolo mondiale. È l’unico calciatore, insieme a Mario Kempes e a Ronaldo ad aver raggiunto questi tre traguardi nello stesso anno. Per anni protagonista anche come amato commentatore di Sky Sport, anche nel Mondiale 2006.

    sky sport

  20. Che brutto periodo, veramente.
    Non se ne può più.
    Ciao grande Paolino, e chi ti dimentica?

  21. Affio Pablito eroe mundial.

  22. Sono affranto. Paolo Rossi era uno dei calciatori cui ero molto legato nei miei ricordi giovanili. veramente una gran perdita.R.I.P.

  23. Che brutta giornata questa. La dipartita di Paolo Rossi è una notizia che mi ha letteralmente abbattuto. Rappresentava un periodo che almeno per me è stato il più bello della vita. R.I.P.

  24. Non si vedeva in TV da qualche tempo … Paolo Rossi non ce l’ha fatta: pochi sapevano della sua malattia, è morto a Roma nella notte per un tumore.
    L’eroe dei Mondiali del 1982 ha raggiunto i suoi simili che già riposano nell’olimpo dei grandi.🙏

  25. Un altro campione che ha regalato orgoglio e grandissime emozioni ci saluta.
    Mia madre non aveva ancora finito di cucire la bandiera e in quell’estate rubai dagli armadi tutti i vestiti bianchi rossi e verdi per decorare il balcone e celebrare i tuoi gol. Gracias Pablito!

  26. Torno tra amici per condividere una notizia triste e tanti ricordi di gioventù.

    Paolorossi si scriveva così, tutto attaccato, perché sul campo era un refolo di vento. Si muoveva leggero, si alzava repentino. E stoccava.

    Lo vidi dal vivo per la prima volta a Udine. Era la primavera ’82, la sua prima partita ufficiale in maglia bianconera, al termine della lunga squalifica legata al calcioscommesse. Non si sapeva in che condizione si sarebbe ripresentato. Bearzot lo stava aspettando, insieme a tutti noi. Segnò un magnifico gol con un colpo di testa in tuffo, vincemmo 1-5. Due mesi dopo, smaltendo le ruggini dell’inattività, sarebbe stato per tre volte di fila l’hombre del partido e ci avrebbe fatto vincere la Coppa.

    Chi ha avuto la fortuna d’essere adolescente, e tifoso, in quegli anni, sa di cosa parlo. La nazionale era infarcita di campioni bianconeri, ma lui era Pablito, era l’Eroe del Sarrià e del Mundial. Ci aveva trasportato in un’altra dimensione ed aveva unito l’Italia intera in un solo, grande carosello.

    Minuto, gambe magre ma caviglie d’acciaio che gli consentivano partenze brucianti. Guadagnava mezzo secondo su qualunque difensore. Ma non era soltanto quello. Aveva coordinazione, controllo di palla, sensibilità di piede, precisione nel tiro da qualunque posizione, intelligenza nei movimenti. Insomma, in una parola sola: classe.

    Fuori dal campo, un uomo mite. La sua gioia appariva sempre lievemente malinconica, come se avesse qualche pudore nel manifestarla. Un toscano riflessivo, mai caciarone.

    Mi riscopro commosso. Ciao Pablito.

  27. Io e PaoloPablitoRossi:

    Io che il 2 maggio 1982 ero attaccato alla radio x il suo ritorno in campo in attesa che Ameri…e l’intervento di Ameri arrivò. Pablito era tornato a segnare e farci sognare.
    Io che durante il Mundial, prima della sua esplosione, l’ho difeso contro tutto e tutti, compreso mio padre.
    Io che anni dopo comprerò e conservo ancora, la riproduzione della sua num 20 e anche la num.1 di Zoff
    Io che a marzo 2019 in quel di Parma, ho la fortuna di incontrarlo x una partita della Nazionale, chiedergli una foto ed avere la sua disponibilità. Ciao Paolo. Riposa in pace🙏

  28. Il mio primo ricordo di Paolo Rossi.
    Lo vidi la prima volta al via del mare allo stadio in un Lecce-lanerossi Vicenza di serie b. L’anno in cui divenne per la prima volta capocannoniere e quando si parlava solo di lui come il nuovo astro nascente del calcio italiano.
    Segnò prima il Lecce ma dopo neppure 10 minuti una sua serpentina si rivelò fatale e fece uno dei goal più belli che gli ho mai visto fare.
    Poi l’ho ammirato molte volete nella Juve degli anni migliori, per me il più grande centravanti tecnico del mondo. Grande calciatore di tecnica ed intelligenza tattica .Pallone d’oro non per caso, quel 1982 fu la sua apoteosi.

  29. “No, il televisore nuovo all’orto non ce lo porto!”.

    Ricordo perfettamente la discussione di quella mattina, noi bambini facevamo il tifo per mio zio. La partita dei mondiali di per sé era gia una festa, vederla all’orto sarebbe stato il massimo per noi. Alla fine mio padre cedette ed i grandi armeggiarono tutto il giorno per sistemare l’antenna ed allestire una rudimentale platea laddove le piante di uva fragola avrebbero alleviato la calura delle ore pomeridiane.

    Per noi piccoli il fatto stesso che ci fossero i mondiali significava che sicuramente saremmo stati campioni. Quando lo dicevamo mio zio ci sorrideva con l’aria di chi non vuole svelare la veritá su Babbo Natale. Ma quando parlava dell’Italia coi suoi amici spesso bestemmiava.

    In quei giorni era apparso qualche tricolore sui balconi del paese, a casa nostra ancora no. Il mercatino per comprare le stoffe non ci sarebbe stato fino all’indomani e “tanto stasera il mondiale finisce” diceva mia madre, un po’ per scaramanzia ed un po’ per iniziare a prepararci alla nostra prima grande delusione calcistica.

    In quegli anni quando prendevamo a calci qualsiasi cosa per strada il ritornello era sempre lo stesso : “Pelé, Pelé…Pelé, goool!”, il mito sopravviveva anche nell’immaginazione di chi non l’aveva visto giocare, ed aggiungeva, semmai ce ne fosse stato bisogno, qualcosa di magico a quella formazione giá zeppa di nomi altisonanti. Si avvicinava l’ora della partita, arrivavano amici e parenti, l’emozione era grande, ma il messaggio che trapelava da chi ne sapeva piú di noi era che contro quel Brasile non ce l’avremmo fatta.

    Quel pomeriggio le foglie della vite non sortirono l’effetto sperato, mio zio ed i suoi amici, tra l’agitazione ed il vino, sudavano quasi come i giocatori in campo. Mio padre era un po’ in apprensione per l atele nuova, la prima a colori.
    “Alzate il volume!”, “girala un po’ di qua!”, “e non passate davanti, cazzo!”, neanche il tempo di sistemarsi per quell’improvvisata curva da stadio ed il primo boato lo regala, di testa, uno che praticamente neanche conoscevo. Ma doveva essere uno importante visto che tutti lo chiamavano per nome e cognome. Un po’ come Dino Zoff.

    Alcuni ricordi di quel pomeriggio sono nitidi, altri sfocati. Ma l’altalena di emozioni chi se la dimentica! Ora siamo fuori, ora siamo dentro, ed intanto Paolorossi ne aveva fatto un altro.
    Era bellissimo vedere come il comportamento degli adulti col passare dei minuti fosse sempre piú simile a quello di noi bambini. Il sogno adesso era di tutti, i mostri verdeoro incutevano meno paura.

    L’ultima mezzora fu convulsa, mia sorella rimproverava a nostra madre di non aver preparato la bandiera, e mentre io mostravo orgoglioso a mio cugino uno strappo sulla canottiera simile a quello della maglia di Zico, tutti saltarono in piedi urlando. Qualcuno mi afferró riempendomi di baci e sollevandomi da terra, ma Martellini aveva urlato “Pareggio!” e non ci capivo piú nulla!
    Ci volle qualche secondo per realizzare che stessimo vincendo e che sempre quello, che io non conoscevo, ne avesse fatto un altro!

    Nessuno tornó a sedersi, si iniziava a stare abbracciati, sempre piú vicini al televisore. Alcuni si allontanavano ogni qual volta i brasiliani si avvicinassero alla nostra area, per poi riavvicinarsi dopo il sospiro di sollievo dei coraggiosi che non stavano perdendo neanche una virgola dell’incontro. Non c’era piú differenza tra adulti e bambini, potevamo perfino urlare qualche parolaccia tanto il rimprovero delle mamme si perdeva nel frastuono generale.
    Poi di colpo il silenzio. Pochi interminabili secondi, quelli che non sembrano passare mai e fanno scorrere davanti agli occhi mille scene di quello che poteva essere e non é stato. Una sensazione strana nello stomaco, brevissimi istanti ma sufficienti a darti il tempo di cercare con lo sguardo il conforto dell’adulto. Ed allora vidi Zoff in televisione e mio zio nell’orto fare lo stesso identico gesto del “no” con il dito. Mio zio era solo piú rosso in viso e piú sudato. Esplode la festa!

    Tutti saltavano e si abbracciavano, coi miei amici liberammo le galline facendole svolazzare ovunque, mio padre faceva segno di vittoria con il pugno ma non si allontanava dalla tele per proteggerla, qualcuno inizió ad allestire il trattore per il carosello. Per noi piccoli in 90′ Paolorossi era passato da sconosciuto ad uno di famiglia.
    Dopo la festa, come spesso capitava in quelle torride estati, ci portarono a dormire in spiaggia. Quella sera, oltre al cuscino sotto il braccio, c’erano anche le angurie, la chitarra, tanti amici in piú, ed un nuovo campione con cui sognare.

    Grazie Pablito!

    • Ottima prosa kris, veramente 👍godibilissima.

      Peccato che predichi bene e razzoli male.

      • Grazie Tino, mi fa piacere che l’abbia apprezzato!
        É il primo emozionante ricordo che ho di Pablito ed ho voluto dedicarglielo condividendolo con tutti voi.

        • Obiettivamente, non potevo dire altro.
          Bella.
          Compresa però l’osservazione finale in linea con la mia sincerità abituale.

          • Mi dispiace che ti sia fatto quest’idea, ma evidentemente qualche colpà ce l’avró. O forse il semplice fatto di non conoscersi adeguatamente favorisce le incomprensioni.
            Noto l’astio di alcuni nei miei confronti, ma faccio fatica a comprenderne le cause. Ci rifletteró di piú.
            Ciao

            • Astio? No.
              Le opinioni non collimano sempre. Sinceramente forse un poco di sarcasmo, diverso dal l’ironia.. , ma tutto risolvibile. L’ironia è difficile da applicare. Passi facilmente nella derisione. Il tuo post ha reso perfettamente, invece, l’atmosfera ed il contesto che volevi rendere, anche con capacità descrittiva.quindi…

    • Kris
      Visto che lo vuoi condividere con tutti io vorrei condividerlo con te…un bel racconto sincero e appassionante.
      Grazie.

    • Bellissima nota di colore, Chris.
      Si sente il profumo della vite e della terra nel tuo racconto, tra un gol e l’altro di Pablito: un tralcio giovane, uno di noi … che troppo presto ha velato di commozione i nostri ricordi …

    • Grazie Max e Luigi, è un piacere poter ricordare Pablito insieme a voi ☺️

  30. Vorrei ricordare che Pablito faceva parte soprattutto anche di quella Juve che qualcuno ritiene essere la Juve degli italioti…
    Quindi al loro posto mi asterrei dal fare del falso moralismo.

    Saluti

  31. MAI CRITICATO SEMPRE OSANNATO

    Era come mio fratello del ’56, e come tale lo trattavo…lo vince la Juve alle buste e Trapattoni lo fa esordire il il 2 Maggio 1982 a Udine contro l’Udinese dove segna il suo primo goal in bianconero…la Juve vinse lo scudetto della seconda stella.

    Lo viddi per la prima volta dal vivo a Torino in coppa Campioni novembre 1982 contro lo Standard di Liegi 2-0 segnati da Paolo rossi.

    La sua storia, il suo amore con la Juve è stato complesso e tormentato ma molto sincero.
    Il colpo di fulmine quando era un ragazzino, magro e con le ginocchia fragili.
    Gioca nella Cattolica Virtus, a Prato, fa l’ala dx.
    È un fenomeno. Somiglia a Garrincha, dicono molti, compreso Italo All’odio che non ha dubbi e va a parlare con i suoi genitori per portarlo a Torino.
    In casa Rossi l’aria è pesante.
    Sono ancora scottati per Rossano, il primogenito.
    Anche lui bravo, anche lui preso dalla Juventus, e poi abbandonato.
    Entra nel vivaio bianconero poi il prestito a Como a 20 anni per una stagione anonima.
    Quindi Vicenza e il boom di Paolo Rossi che diventa Pablito.
    Le buste e la valutazione record.
    Lo strepitoso mondiale di Argentina. Quindi Perugia e la squalifica, lui innocente per il calcioscommesse.

    La Juve lo riprende quando ancora è in “quarantena”. In attesa della rinascita.
    E che ha, appunto, una data 2 maggio 1982 contro l’Udinese.

    Poi il mondiale di Spagna lo consacra definitivamente vincendo anche il Pallone d’oro.

    Inutile ricordare la grandezza di Pablito in quel mondiale e di quello chebha fatto alla Juve.

    Paolo Rossi è stanco, le ginocchia faticano.
    Va al Milan, quindi al Verona, poi smette.

    R.I.P. CAMPIONE!

  32. Il mio ricordo più bello di Paolo Rossi è legato proprio a quel pomeriggio del 5 luglio 1982, ero in viaggio con un collega per lavoro. Sul treno che macinava km su km in direzione Milano, affacciati ai finestrini per ascoltare la radiocronaca di quella storica partita, con la voce del radiocronista che andava e veniva più con la nostra immaginazione che nella realtà.
    Quando poi dopo un paio d’ore, a partita ormai finita, da qualche parte trapela la notizia della vittoria dell’Italia per 3 a 2 accade qualcosa che mi rimarrà impresso per sempre nella memoria, “Rossi Rossi Rossi” si sente gridare per 3 volte e un’onda lunga di gioia dilaga lungo tutta la nostra carrozza e tutti ma proprio tutti, i passeggeri seduti negli scompartimenti, quelli in piedi lungo i corridoi, il personale ferroviario, si abbracciano e si complimentano a vicenda, come in una grande festa di famiglia di perfetti sconosciuti uniti da nord a sud isole comprese, nel nome dell’Italia calcistica del suo piccolo grande eroe mondiale Paolo Rossi.
    Addio Paolo R.I.P.

    • Bella! Sempre emozionanti queste scene di gioia collettiva, anche quando motivate da un semplice gioco come il calcio.

      • Grazie Kris, complimenti anche a te per come hai fedelmente riprodotto in una narrazione coinvolgente immagini molto lontane nel tempo ancora presenti nella tua memoria.

        • Beh, in casa l’abbiamo ricordata tante volte quella giornata.
          Poi magari quando muore qualcun altro vi racconto la finale!😅
          Speriamo più tardi possibile🤘🏼😀

  33. ACQUA PASSATA NON MACINA PIÙ

    L’avvocato Ruggero Distaso, esperto di diritto sportivo ha parlato del caso Suarez: “La Juventus avrà tanti legali che la difenderanno: i tifosi juventini stanno parlando del caso Recoba. E’ errato dal punto di vista giuridico, il Codice di giustizia sportiva è stato riformato 4 volte nel frattempo. Dal punto di vista penale, la Juventus rischia una serie di sanzioni di carattere amministrativo. Dal punto di vista sportivo rischia relativamente poco: coloro che cercano di raggirare la norma sul tesseramento degli extracomunitari vengono puniti diversamente se responsabilità diretta o oggettivi. Nel caso della Juventus è responsabilità diretta: nella peggiore delle ipotesi rischia al massimo due punti di penalizzazione. Il ruolo di Paratici porta ad una responsabilità diretta della Juve, se la caverà con poco. I legali della Juventus, si legge sui giornali, hanno chiesto di facilitare l’esame. Si rischia, secondo la legge 231/2001. Sono del parere che ai professori di Perugia è stato chiesto un esame farsa: dal punto di vista penale, la Juventus rischia di più che dal punto di vista sportivo”.
    (tuttojuve)

    Quindi è tutto diverso dalle malefatte di Oriali e il passaporto di Recoba perché da allora le norme sono cambiate?
    Può essere, ma il caso Suarez ha poco da assimilare al passaporto di Recoba.
    O no?

    • Barone

      Perdonami, ma vale la pena commentare le parole di un esperto di diritto sportivo che emette sentenze a catzum (quello di Moustafa tanto per capirci), uno che scrive “si legge sui giornali che…” e “sono del parere che ai professori di Perugia è stato chiesto….” è senza ombra di dubbio qualcuno con la stessa fede di tifo e attendibilità del p.erbenista k.artonato in servizio permanente di pulizia etica a senso unico.

  34. CALCIO FINANZA

    Grande prova della Juve al Camp Nou nell’ultima gara valida per la fase a gironi della UEFA Champions League.
    Un risultato che – dopo il 2-0 dei catalani a Torino – ha consentito ai bianconeri di guadagnare la prima posizione in classifica e di vincere il girone.

    Ma quanto vale per la società piemontese il passaggio alla fase ad eliminazione diretta in termini economici? I ricavi per la Juventus dalla Champions League 2020/21 hanno verosimilmente già superato i 70 milioni di euro.

    Tuttavia, la quota del marketpool non è attualmente calcolabile dato che la UEFA ha rivisto le cifre al ribasso a causa dell’emergenza Coronavirus. «La UEFA ha spalmato l’impatto finanziario delle perdite subite dalla stagione sportiva 2019/20 nelle cinque stagioni successive fino a quella 2023/24», ha scritto ad esempio l’inter nel bilancio di inter Media and Communication.

    I consigli per il prossimo turno
    «Sulla base del meccanismo di ripartizione dettagliato per il calcolo comunicato dalla UEFA, prevediamo una riduzione del 4% sugli importi contrattualmente dovuti nella stagione sportiva 2020-2021 (riduzione che sarà applicata a giugno 2021 sulla rata finale del montepremi dovuto per la stagione 2020-2021)».

    Dunque, senza considerare il market pool, ancora prima di scendere in campo la Juventus si era garantita ricavi per 44,4 milioni di euro: 14,5 milioni come bonus partecipazione per la fase a gironi e ulteriori 29,9 milioni derivanti dal ranking storico/decennale.

    Bonus partecipazione *14,5
    Ranking storico/decennale 29,9
    Bonus risultati 13,5
    Bonus ottavi 9,5
    Market pool 1 da calcolare
    TOTALE 67,4
    * dati in milioni di euro
    A livello di bonus risultati, la formazione guidata da Andrea Pirlo ha invece portato 13,5 milioni di euro: 2,7 milioni di euro per ciascuna delle cinque vittorie ottenute contro Barcellona, Dinamo Kiev (due volte) e Ferencvaros (due volte).

    La qualificazione matematica agli ottavi ha inoltre garantito un ulteriore bonus pari a 9,5 milioni di euro. Premio che porta così gli incassi della Juventus a quota 67,4 milioni (senza considerare appunto il market pool).

    Nella stagione 2019/20, con l’eliminazione agli ottavi di finale della competizione, i ricavi della Juventus per la partecipazione alla UEFA Champions League sono stati pari a 86,6 milioni di euro, considerando anche oltre 16 milioni derivanti dalle due quote di market pool.

    Ora provate a dire alla società che la Champions non vi interessa.

    Buona serata

  35. Kris che dire mi hai fatto commuovere, quando abbiamo vinto i mondiali avevo 11 anni, in un piccolo paesino di collina vidi quella partita con i miei genitori, ma non ho particolari ricordi se non quel nome che rimbombava un po’dappertutto ed era diventato più famoso di jeeg robot.
    Buon viaggi pablito.

  36. Tino,
    Ti rispondo qui per evitare il trafiletto.
    Mi dispiace che tu creda che mediante l’ironia pretenda deridere qualcuno. Però apprezzo la tua schiettezza perché mi dà modo di toccare l’argomento e chiarire che non è così.
    Se mi sento attaccato ovviamente posso rispondere in maniera sarcastica, ma è solo per evitare di cadere in espressioni che possano risultare più irrispettose per l’utente e per chi gestisce il blog.
    Qui si discute prevalentemente di pallone, quindi parto dal presupposto che le inevitabili divergenze di opinione, che sono il sale della discussione, non debbano trascendere in nulla di più antipatico.
    L’ironia, l’iperbole, le metafore fanno parte del mio modo di esprimermi ed in un certo senso di vedere la vita, soprattutto in argomenti leggeri come il calcio. Ma quando ironizzo su qualcosa non ho assolutamente l’obiettivo di deridere chi la pensi diversamente. Sai benissimo, per farti un esempio, quanto abbia difeso Sarri, ma ho anche ironizzato molto su di lui senza ovviamente avere l’intenzione di deridere me stesso.
    Mi rendo conto che spesso vengo mal interpretato, ma perché ho l’impressione che alcuni leggendomi partiate già dall’idea che il mio post abbia secondi fini. E non è mai così, quando ho qualcosa da dire mi rivolgo sempre all’interessato, in maniera seria o ironica, ma sempre chiara in modo che l’altro abbia la possibilità di controbattere.
    Per me scrivere sul blog equivale a fare una chiacchierata al bar, sarebbe assurdo che io partecipassi per deridere gli altri interlocutori. Apprezzo ogni partecipante, con i propri pregi e difetti, comunico con tutti e parto sempre dall’idea che la discussione possa svolgersi in maniera rispettosa. Scrivo qui da due anni circa e mi pento solo di un post diretto al Barone qualche mese fa. Mi è dispiaciuto molto, ma la discussione stava diventando esasperante. Non è possibile che si alterino tanto i toni per un allenatore, un giocatore o chicchessia.
    È da un po’che noto frecciate continue, cerco di scherzarci su o di lasciar perdere, ma alcuni a volte mi sembrate in trincea. I miei post sono tutti lì, non ci sono attacchi verso nessuno. Ma a volte non posso scrivere neanche sulla Juve o su altri argomenti che subito leggo messaggi di fastidio.
    Se non è ancora chiaro, ribadisco di non aver interesse a fare parte di nessuna fazione. Non voglio entrare in polemiche pregresse con altri utenti, né con altri blog. Scrivere per me deve essere un piacere, non una lotta continua.
    Ci sta che qualche post possa essere mal interpretato, ma la comunicazione serve anche a chiarire eventuali incomprensioni. Se si etichetta in partenza l’interlocutore, le possibilità di comunicazione si riducono drasticamente.
    Sono abituato ad esprimere il mio pensiero liberamente, e spesso lo faccio con tocchi ironici o scherzosi, fa parte di me e non lo cambio. Spesso il desiderio è di coinvolgere chi mi legge,e magari riuscire anche a strappare un sorriso. Ci sarà chi lo apprezza, chi meno, ma per favore toglietevi dalla testa che abbia l’obiettivo di ridicolizzare qualcuno. È offensivo sentire che qualcuno pensi questo, così come è fastidioso sentirsi etichettato o giudicato da chi non ti conosce nemmeno.
    Se qualcuno si sentisse attaccato può dirmelo direttamente, ma scivere un opinione contraria a quella di un altro non vuol dire scrivere solo per il gusto di rompergli le palle o ridicolizzarlo. Si tratta semplicemente di esprimere la propria opinione.
    PS. Ho parlato al plurale per coinvolgere anche al Barone ed eventualmente qualcun altro che possa pensare le stesse cose.
    Scusate la lenzuolata, spero non abbia tolto spazio al ricordo del campione che ci ha salutati oggi, ma credo che valga almeno la pena fare un tentativo di chiarimenti.
    Ciao

    • Non sta a me dare una risposta e chi vorrà lo farà, ma credo che in parte centri che qualcuno, poco inviso qui, riporti i tuoi post . 😆 😆

  37. Ma spero di no Luigis, siamo adulti. Spero di non essere giudicato dal fatto che scriva da un’altra parte😅. Anche perché si parla di Juve o di calcio, mica vado a spettegolare,🤣
    Sono leggibili i miei post…

    • Purtroppo ho scritto e inserito il mio prima di leggere questo tuo…ma non cambio di una virgola la penso come scritto.
      Ciao

  38. @Kris
    Ciao, non mi conosci a fondo, qualcuno ha potuto descriverti il mio carattere (stronzo all’eccesso…lo riconosco da solo perché so guardarmi allo specchio), tu mi hai potuto vedere, conoscermi in video…tale sono, come mi hai visto…schietto.

    La risposta al tuo plurale a cui ti sei rivolto te l’ha data, in parte luigis.

    Kris, qualcuno, se non lo hai capito tu, dovrebbe averti spiegato, “qualcuno”, lo storico dei blog dove abbiamo scritto e degli accaduti, delle diatribe avute con personaggi “furbi” e credimi non hanno cambiato di una virgola il loro essere.

    Quoto Kris, quotone Kris, sottoscrivo Kris…e Kris , perdonami, abbocca come il pesciolino da scoglio, tale boccalone si chiama dalle mie parti…e non solo il Kris.

    Sei molto intelligente e avrai capito.
    Alt, prima che me lo ricordi/ate: la libertà di pensiero e dove andarlo a esprimere non sono io a vietarlo…lungi da me tale operazione oppressiva.

    Chiudo con una battuta: la libertà, la libertà pur ‘o cane di Moustafa l’add’piglià.

    • Barone,
      Scrivo qui da un paio d’anni, non era difficile capire che esistesse un conflitto tra alcuni di voi ed altri “a distanza”.
      Ma pensa anche che io scrivo qui per dialogare, mica per essere quotato altrove. Non è che ogni volta che scrivo una cosa possa pensare che se poi un altro mi “quota” altrove, di riflesso si offendono quelli di questo blog.😅🤦🏻‍♂️
      Che poi magari questi “quoto” arrivano proprio perché vi fanno incazzare, no?
      Se non siamo d’accordo su una partita, o su un allenatore ecc. ne discutiamo, ma non è che ogni opinione contraria, anche espressa con ironia, debba essere presa come un attacco personale. Se faccio una battuta su Allegri, la faccio su Allegri, mica su di te.
      Poi non è che dico che dobbiamo dialogare per forza, ma almeno evitate di pensare che ogni cosa che scrivo sia per prendervi per il culo😩
      Ciao

  39. Kris
    Se la pensassimo tutti uguale sarebbe noioso. Il fatto che si sono formate addirittura delle FAZIONI e di conseguenza addirittura il conio di aggettivi di riferimento, in maniera continua e ossessiva.

    Questo ha creato tensioni. Parlo fuori dai denti, si è esagerato su Sarri da entrambe le parti. Se bisogna etichettare italioti che è un termine usato con disprezzo, non va bene. Il disco rotto era giornaliero. Inutile rivangare, ma l’etichetta era saltata. Poi arriva il dileggio. No eh..
    Pietra su, io non devo apparire perché me ne fotto. Si abbattino I muri e diciamoci quello che dobbiamo dire senza occhiolino, versetti ermetici e dialogando, non dileggiando, e non mi riferisco te.

    Poi mi girano perché non ho 20 anni. Tutto qui. Se devo parlare male di un personaggio che non gradisco devo poterlo fare,senza remore. e questo vale per tutti
    Scusa la forma ma devo andare.
    Cia Kris

    • Tino,
      Per non stancare il blog ti rimando ai post scambiato con Barone.
      Solo aggiungo che termini come italiota io non li ho mai usati, e che quando scrivo lo faccio per me, non come rappresentante o ponte con altre supposte fazioni.
      Ciao

Lascia un commento


NOTA - Puoi usare questiHTML tag e attributi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Plugin creado por AcIDc00L: bundles
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web