Vittoria sofferta ma buona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Alla faccia dello ”Scansulo” ci ritiriamo dalla partita contro i neroverdi con una vittoria sofferta e con i cocci rotti. Oggi gli accertamenti hanno stabilito che Dybala ne avrà per qualche settimana mentre McKennie e Chiesa non hanno nulla di grave ma sarà difficile vederli impegnati contro il Genoa in coppa Italia, per lo meno a livello precauzionale. Il Sassuolo ha giocato una gran partita forse un poco eccessiva nella durezza in alcuni dei suoi uomini, se n’è accorto anche il var che li ha lasciati in 10. Nonostante l’inferiorità numerica si sono fatti valere e grazie anche alla nostra mollezza, seppure in 10, hanno raggiunto il pareggio. La cosa un poco assurda invece, non è tanto la distrazione del pari che c’è stata ed è grave, la cosa non tanto concepibile è il palleggio che quelli del Sassuolo ci hanno imposto per svariati minuti nonostante appunto l’inferiorità numerica.

Di contro c’è da dire che Pirlo fra le varie assenze anticipate e quelle che si sono poi proposte con il passare dei minuti ha dovuto mischiare le carte con quello che aveva. La Juventus del primo tempo ad esempio con Bentancur, Arthur e McKennie, nonostante non avesse creato molto, sembrava una squadra più ordinata di quella con Rabiot, Ramsey e Kulusevski. Nel secondo tempo è venuta fuori una bella partita con molte occasioni sprecate da parte nostra, ma anche con tante possibilità date agli emiliani per farci lo scherzetto. L’ho già detto e lo ripeto non amo questo tipo di calcio preferisco sempre concedere poco.

Vorrei sottolineare la prova di tre giocatori. Arthur che trovo assolutamente imprescindibile. Ha ordine e giocate verticali e non ha paura di impostare guardando in faccia il proprio avversario; di conseguenza non viaggia a ritroso verso Szczesny. Il secondo giocatore che voglio menzionare è Danilo: accolto come un pacco postale e vituperato al cospetto di Cancelo, con cui si sono scambiati la maglia neanche Cancelo fosse Garrincha. Ad oggi Danilo è uno dei due o tre migliori della stagione e ieri amio modesto parere è stato il migliore in campo. L’ultimo è Kulusevki. Oggi Kulu come lo chiamano i compagni è un giocatore che non si può tenere in panchina. La sua fisicità ci serve come il pane, perchè questo giovane ragazzo oltre ad avere dei piedi buonissimi ha proprio nel fisico l’arma che serve a questa Juventus un poco molle. Credo che sia oltremodo necessario oggi far giocare i migliori e non i nomi. La Juve ha vinto e ancora una volta non ha proprio convinto. Continuiamo a guardare avanti ora che siamo indietro, perchè proprio ora più che mai, vincere è l’unica cosa che conta.

  1. Benedetto, hai scritto 2/3 cose da “scomunica”. Mi riferisco a Danilo e all’ultima frase…😬🤣🤣🤣😉

    • alessandro magno

      E si :mrgreen:

    • Ah, dimenticavo…il…ti piace concedere poco🤭

      • Alessandro Magno

        Io credo ci sia un enorme differenza fra esser tifosi ed esser sportivi. io quando guardo una partita della juve la prima cosa mi auguro che vinca. poi se assisto anche a una bella partita bene. una bella partita da tifoso è tipo juve parma.
        da sportivo è diverso se giocano tottenham liverpool e non me ne puo’ fregare di meno di chi vinca se fanno 6-5 si posso esser pure contento di aver visto 11 gol , a parte che da conoscitore ed ex praticante di calcio sicuramente resterei basito delle cagate fatte dalle due difese ma sicuramente non resterei mai deluso se perdesse una piuttosoto che l’altra. se non si comprende questa differenza possiamo discutere da oggi fino alla notte dei tempi 😉

        • Benedetto, è quello che ho sempre scritto. Anche a me da neutro piace vedere una partita che finisce 5-5 ecc ecc. Da neutro xrò.

  2. Ci sarà molto bisogno di tutti in questo periodo dove tanto per non far vedere dove finisce il fondo continuano a cadere tegole sulla testa di molti titolari.
    Ora bisogna continuare, come dici a martellare e portare vittorie a casa. Purtroppo siamo un pó indietro nella tabella di marcia ed è arrivata l’ora di mettersi sotto pressione.
    Neppure a me piace vedere la Juve che attacca ma che prende pure imbarcate pericolose e preferirei giocare sul velluto, ma se per vincere oggi significa accettare momenti di confusione, mi tappo volentieri il naso .

  3. Ben scusa se riporto quello che già avevo scritto nel tuo topik precedente.
    Ciao

    Contro il Sassuolo credo bisogna fare un quadro a Danilo…un goal d’altri tempi, una sassata di quelle che ti colpiscono ma che non ti fanno male, anzi…

    Gran bel goal e sempre perfetto in fase difensiva, con un lancio stupendo per il terzo goal di Ronaldo.

    Ricordate le critiche mosse dopo lo scambio Cancelo-Danilo?
    Avvalorate ancora di più dopo la sua prestazione nel campionato scorso.
    Ma quanti giocatori sta tirando su questo giovane allenatore?

    In superiorità numerica per la Juve non cambia di una virgola…dopo il vantaggio c’è il solito rilassamento totale e le buschiamo con chiunque, anche se sono in 10…manco fossero, gli avversari, il Real Madrid.

    Poi per fortuna ci sono i cambi, l’arma vincente della squadra di Pirlo che in questo momento risultano determinanti, come Kulusevski, che ha cambiato la maniera di stare in campo di tutta la squadra.
    Se l’allenatore saprà gestire i 90 minuti senza questi evidenti cali di tensione che per me sono inaccettabili, soprattutto se sei in superiorità numerica e in vantaggio, la Juve dirà anche quest’anno la sua…ne sono sicuro.

    Purtroppo per Dybala gennaio è già finito…peccato.

    Buona serata

  4. Vittoria sofferta ma meritata, come recita la grafica che hai riportato 23 tiri totali di cui 17 da azione manovrata contro i 10 del Sassuolo, dicono che la Juve ha creato un alto numero di occasioni in proporzione al possesso palla, contro un Sassuolo arrembante e aggressivo che non ha mollato fino alla fine arando il campo in lungo e in largo, ma sopratutto le caviglie dei nostri. Da parte della Juve sono emerse le consuete debolezze, troppi spazi lasciati a centrocampo ai loro palleggiatori e domenica contro l’inter sarà fondamentale concederne meno possibile ai loro contropiedisti, vedremo allora come Pirlo intende correggere questo che sembra essere il vero tallone d’Achille della sua Juve, perchè questa credo che sia la cosa più importante per poter continuare a vincere.

  5. Corsi e ricorsi di chi conosce la Storia in bianco&nero…

    Dal 1897 al 1918 la conduzione della squadra era di solito guidata dai giocatori più esperti, da fine febbraio-inizio marzo 1919 la Juve fu affidata a Giuseppe Milano nominato trainer della 1ª Squadra.
    Pirlo non è il solo ad aver assunto la guida della prima squadra senza il brevetto da allenatore, il 1° fu Armando Picchi, grande difensore dell’inter degli anni ’60, giusto 50 anni fa campionato 1970-71. Giampiero Boniperti è a capo della Juventus dal novembre dell’anno prima, la squadra è da rifondare e quell’anno viene esonerato Luis Carniglia mal sopportato dalla rosa bianconera, Boniperti e Italo Allodi acquistano la “meglio gioventù” disponibile sul mercato per una rosa che risulterà composta in buona parte da “Under 21”. Manca il nome dell’allenatore. Italo Allodi propone quello di Armando Picchi che ha smesso l’anno prima di giocare. Picchi, 35 anni, è la persona giusta per creare un gruppo vincente e per aprire un ciclo di vittorie. Una scelta azzeccata, pensano Allodi e Boniperti, tuttavia, le polemiche non mancano. Intanto Armando non ha il patentino di prima categoria. Ma qui la Juve (e Allodi) fanno valere la loro forza, con un escamotage di abile costruzione. “Il corso abilitativo non si è tenuto per via dei concomitanti mondiali messicani; verrà fatto in futuro e a quello parteciperà il nostro Picchi”. Stop e fine delle trasmissioni. Armando Picchi è il mister di una squadra tutta nuova, fresca e sbarazzina. Ci vuole pazienza, ma intanto mette in campo per uno spezzone di partita Causio, giocatore che a lui piace molto, per evitare un suo possibile trasferimento alla riapertura delle liste in ottobre. Purtroppo il suo lavoro si interrompe a febbraio, quando il male che lo aveva già aggredito da qualche tempo, non gli dà più la forza di continuare, Armando Picchi morirà a 36 anni il 26 maggio 1971 dopo aver messo le basi per una nuova grande Juve, giovane e vincente.

    Corsi e ricorsi di chi non dimentica la Storia in bianco&nero

  6. Ho visto personalmente Picchi nel 68-69 allenare il Varese in B da giocatore-allenatore.

    L’anno dopo nel 69-70 fu chiamato ,alla settima giornata,ad allenare ,sempre in B ,il Livorno in quel momento in piena zona retrocessione che con lui alla guida concluse la stagione al nono posto finale.

    Nel 70 arriva da noi.

Lascia un commento


NOTA - Puoi usare questiHTML tag e attributi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Plugin creado por AcIDc00L: bundles
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: seo valencia