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VINCENZO RICCHIUTI: UNO 1
RICCARDO GRAMAZIO: CLICHÉ NOIR
MARCO SANTARELLI: L'AMORE OLTRE
CARLO AMEDEO COLETTA : JERRY COMANO
CARLO AMEDEO COLETTA: CHARLIE JUMP
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Certo! Avere un centravanti che abbia voglia di giocare è tutta un’altra cosa.
Lenti, prevedibili e confusionari contro la 13ma della serie b del campionato scorso, nel primo tempo con Koopmeiners, Gonzalez e Miretti a centrocampo hanno fatto un altro sport, Kelly in difesa è una sciagura, hanno preso gol che neanche in quarta serie e non sarà il ritorno di Bremer a rendere la difesa meno perforabile. Sarà anche calcio d’agosto ma quella vista ieri è parsa una Juve modesta che anche nella prossima stagione farà fatica a fare gol e a non subirli.
Sono amichevoli dopo qualche giorno di lavoro e lasciano il tempo che trovano me di contro non occorreva una amichevole per certificate che la Juve fosse la più scarsa di sempre.
60 partite bella scorsa stagione lo hanno detto e la rosa è rimasta quella invece di essere rasa al suolo.
Il punto non è perché dopo i carichi di lavoro e perché un’amichevole estiva…sottolineavo gli errori in difesa, vedi Kalulu, gli stessi sempre uguali errori del campionato passato.
Mauro Berruto: “È Giustizia la giustizia sportiva? Troppe cose non tornano”
Leggetevi l’intera intervista e soprattutto l’ultima frase di Berruto. Altra cosa: nel momento in cui lo posto qui, ci sono 4 commenti. 3 sono di interisti! Chissà xchè…😁
https://www.tuttosport.com/news/calcio/2025/08/03-142341699/mauro_berruto_giustizia_la_giustizia_sportiva_troppe_cose_non_tornano
Questo è il link
La Ferrari partita in pool position arriva quarta perché dai box hanno detto a Leclerc di risparmiare benzina per il prossimo gran premio🤣😂😅
Anche i doppiati girano più veloci delle 2 Ferrari e c’è chi si emoziona a vederle ancora girare in pista.
IL QUARTO ASSO A 10 GIRI DALLA FINE
Da primo a quarto e nemmeno ho voglia di guardare più.
Sto ragazzo deve lottare da solo contro 4 macchine le due McLaren e le due Mercedes…aggiungo anche contro il suo Box per non parlare dell’inglese.
E veder lottare due dilettanti allo sbaraglio per la vittoria rende questo sport ancora più ridicolo.
Ci tocca vedere un somaro conclamato che sbaglia a ogni gara, compresa questa ma dispone di un missile tale per chi sbagliare diventa un vantaggio nella strategia.
Che F1 insulsa è diventata, forse dai tempi di Damon Hill (che pure era meglio di Norris e anche di Piastri) non si vedeva uno squilibrio tale tra piloti e macchine.
Secondo Vasseur la Ferrari sul passo gara era simile alla McLaren.. continua a fare quello di Charlie Hebdo impunemente. A ogni gara i piloti sono palesemente imbufalitii come mai si è visto in un team di F1 e rinnovano il contratto a Vasseur.
Il povero Charles ha commesso l’errore della sua vita andando e restando in Ferrari e lo paga vedendo vincere questi somaro telecomandati e a non essere ascoltato da un team guidato da un francese di merda.
Vasseur manco era al corrente dek problema al telaio.
Ahahah se riuscito a ricordare Damon Hill forse la più grande pippa ( al secondo posto Villeneuve junior ed al terzo Rosberg sempre junior) che riuscì pure a stravincere un mondiale. Sono molti anni che la formula 1 premia piloti più fortunati che bravi. 😉
Come questi due mai.
Quindi la causa sarebbe un telaio che regge fino al cambio gomme?.. no perché parlano anche di pressione delle gomme dell’ultimo cambio e di risparmio benzina.. boh.. sarà che Leclerc parla monegasco e col francese non si capiscono.
La causa è chi ha partorito questo scempio, ormai ridicolo agli occhi del mondo perché i piloti nemmeno lo vogliono nascondere.
Una barzelletta che forse nemmeno la Juve di Giuntoli (e forse del francese appena arrivato).
La versione di George Russell al termine della gara: “Credo che fossero molto al limite con l’usura del fondo e per questo hanno dovuto usare delle pressioni delle gomme un pò più alte per alzare la macchina” e le prestazioni sono calate a causa della maggior resistenza all’aria ma certo non di 2 secondi a giro e allora qualcosa non va nella progettazione, come la nuova sospensione posteriore che serve appunto per abbassare l’assetto e renderlo più competitivo, ma un assetto troppo basso provoca maggior usura del plank che se non rientra in certi parametri ai controlli dopo gara porta alla squalifica.
Ci sono molte variabili che non ti danno l’idea del perché Leclerc va forte fino al secondo cambio gomme . Intanto continuo a ripetere che la Ferrari non è equilibrata bene ed è tutto merito del monegasco che rischia grosso , se ha qualche exploit.
Sarà pure a fine corsa Hamilton, ma vederlo lottare nelle retrovie ad essere addirittura doppiato è uno smacco che sin ora, non aveva ancora provato .
Secondo il mio modesto punto di vista in quel pollaio vi sono troppi galli che vogliono comandare e non ha neppure tante colpe Vasseur che probabilmente è il capro espiatorio. Come fecero negli anni delle ultime vittorie di Schumacher che diedero in mano la gestione tecnica a Ross Brown avrebbero dovuto prendere a volo l’opportunità con il fuoriuscito dalla red Bull e metterlo a capo ( come aveva chiesto) del reparto corse.
Elkan si sta affidando a troppi dilettanti allo sbaraglio che lo spennano e che non portano alcuna soddisfazione.
VIA MIRETTI
Ai dettagli Miretti al Napoli, quasi 20 milioni, e percentuale sulla rivendita.
Dopo Weah
Buffo no?
Koopmeiners e Lookman storie identiche, ma per Koopmeiners il prezzo lo fa la Dea e Giuntoli cede, nel secondo caso il prezzo equo lo fanno Lookman e l’Inter.
Al netto del fatto che un ricatto del genere può accadere solo se lo conduce la squadra Immacolata che piace a chi conta, resta anche a posteriori la dimostrazione dell’idiozia di Giuntoli.
Io direi di aspettare perché se un certo quadro si va a delineare, ci potrebbero sorprese alla Bremer.
Le m. Erde non sono non hanno liquidità ma stanno giocando con i Percassi con “cambiali” a lunga scadenza che tutti i media faziosi ed appecorati ovviamente non dicono.
C’è una società che ancora sta aspettando il pagamento di un calciatore che stanno cercando di rivendere per poter chiudere i conti. Anche di questo particolare è vietato parlarne perché le m.erde oltre al lo e-smoking bianco hanno bilanci floridi ed attivi con milioni, ma cosa dico, miliardi di tifosi che vivono di emozzioni . Emozzioni dei larussa che non si possono certo riportare rapportare a qualche centinaia di milioni di debiti. Quindi secondo questo ragionamento una società “ amica” e sottolineo, amica, ha l’obbligo di accettare queste “cambiali cabriolet” che poi non sono equivalenti neppure alla valutazione che ha il giocatore.
Possibile che non ci sia ancora nessuno che inizia a dire che questo “ re è nudo”, altro che vestito invisibile .
C’è poco da aspettare, loro possono fare quello che vogliono.
Cio’ non toglie che Giuntoli sia un idiota.
Perché pensi che aver riscattato Conceicao per 42 mln sia stato più intelligente che riuscire a scippare Lookman per la stessa cifra?
La Juve non fa operazioni intelligenti da anni.
La quotazione di Lookman però la fa l’Inter e solo all’Inter è concesso di acquistare al prezzo che unilateralmente decide.
Il problema per Marotta è dove prendere i soldi per pagarlo visto che Oaktree finanzia solo acquisti di giocatori giovani sui quali poter fare plusvalenza futura, Lookman ha 27 anni e a 50 mln e un contratto di 5 anni per il fondo non è un giocatore che rientra in quest’ottica.
28 anni ad ottobre
IL PEZZOTTO
I ladri sono coloro che utilizzano il pezzotto non quelli che rubano in figgiccì.
Così parlò Ezio Simonelli:
“Bisogna far capire che chi si affida al Pezzotto sta rubando, quindi è un ladro”.
Credo invece che chi si abbona a dazn, sky e prime per vedere campionato e coppe abbia un mensile da nababbo o soldi da buttare.
Prescritti e Scippatori, Impuniti da 117 anni.
TUTTI IN CAMPO PER LOOKMAN
Dalla calzetta al corrierino di zatterino, dalla Nigeria a Gnazzio e infine il giocatore stesso sui social.
La stessa cosa accadde per Koopmeiners?
Forse Gnazzio chiedeva qualcosa di più da pagare e senza emozionarsi alla Juventus.
Dal web
https://www.facebook.com/share/v/1B3hmgUbrU/
EIH TU, BAUSCIA APRI LE ORECCHIE
#selafregnachetececa
https://www.facebook.com/share/v/1FGFVdg3B9/
TOH ANCORA TU, CALCIOPOLI
https://www.facebook.com/share/v/1ArQEYTp3r/
Mi pare di capire (e si era notato anche la scorsa stagione) che oltre al fardello della peggior rosa di sempre che è invendibile, sul mercato gravi il fatto che il modulo di Tudor limiti parecchio le idee in entrata. Quel maledetto sistema 3-4-2-1 non consente di incrementere più di tanto il potenziale offensivo e/o i giocatori di talento in tutti i ruoli (ammesso ne stiano seguendo).
LA DEA COMANDA
https://www.facebook.com/share/r/16d7BHBhco/
Cosa dice oggi la Pravda della m.erda e zazzarone sul giornalino di appoggio alle m.erde stesse?
Sono curioso ma certamente non li andró a comprare. Da juventino vero mi leccheró i baffi constatando la loro delusione per aver fallito nella loro azione di persuasione nei riguardi di Percassi. Avevano preparato ( con il giocatore già d’accordo) prima di contrarre la trattativa ricattatoria con la società Atalanta tutto l’apparato, convinti pure di riuscire a prendersi il giocatore con lo sconto che volevano e, cosa divertente, pure mettendoci dentro 3 milioni di bonus sulle vittorie di squadra e non del calciatore . Un po’ come prendere per i fondelli gli interlocutori onde riuscire ad ottenere un ulteriore sconto. Nessuno dei media accondiscendenti ne parlavano ( in piena omertà come nelle cosche mafiose) ma spingevano per far capire che le cambiali cabriolet a data da stabilirsi proposte erano un grande affare per l’Atalanta. Neppure fossero con l’anello al naso. Roba che solo loro ( abituati a farla franca sempre) potevano proporre. Non hanno liquidità e spero che presto saltino del tutto anche sul campo, forza chivu, pensaci tu.
DAL TRIPLETE ALLA SECONDA STELLA
Tutti sapevano ma nessuno ha punito l’inter
🔴Repubblica: Una linea ininterrotta parte dal triplete e arriva alla seconda stella dell’inter. È il debito che le proprietà del club si sono passate come un testimone nella staffetta: da Moratti a Thohir fino a Zhang. Ora tocca a Oaktree.
🔴E i debiti, come i problemi, se non li elimini crescono. Il bond da 415 milioni quotato a Lussemburgo che grava oggi sull’inter è stato emesso nel 2022 per ripagare quello da 300 milioni del 2017, che rimborsava un finanziamento da 230 milioni concesso nel 2015.
🔴A monte, il buco lasciato dal calciomercato nell’ultimo periodo di Mancini allenatore e nel biennio di Mourinho. Che sono anche i primi anni del fair play finanziario Uefa.
(dal web)
TUTTOSPORT (pag.11)
Giustizia Sportiva
La Corte Europeadice di cambiare
L’attività sportiva viene equiparata a un’attività economica e quindi i diritti e le garanzie di chi si difende devono essere quelle dello Stato
se quelle prese in ultimissima
istanza dal Tas di Losanna, deve
essere sempre possibile poter ri-
correre alla Giustizia Ordina-
ria. Nello specifico, in estrema
sintesi, la Corte ha ritenuto l’esclusione di tale possibilità contraria alle norme comunitarie
e in particolare all’art.47 della
Carta dei Diritti Fondamenta-
li dell’Unione Europea, consi-
derando l’esercizio dell’attivi-
tà sportiva equivalente ad una
«attività economica nel territo-
rio dell’UE» e la decisione arbi-
trale (che deve essere confor-
me «ai principi e alle disposizioni che fanno parte dell’Ordine Pubblicodell’Unione») soggetta al preventivo ed effettivo controllo di un giudice dello Stato membro interessato. Non solo, ma in presenza della negazione del diritto a sottoporre al giudiversari; l’affidamento di duplici
e triplici incarichi dalle Federazioni a un numero ristretto di studi legali, spesso chiamati anch’essi a fungere dacontrollori
e controllati.
Se poi, come abbiamo avuto modo di leggere, la stessa Commissione dei 12 esperti (saggi?) preannunziata dal Presidente del Coni anziché essere un organismo completamente indipendente sarà,
a detta dello stesso Buonfiglio,
“guidata” dal Coni (che ne desi-
gnerà i componenti) e vedrà la
presenza “di due presidenti fe-
derali”, sorge spontaneo il dub-
bio che, in luogo di una vera e
profonda riforma della giustizia
sportiva, sarà partorito il solito gattopardesco topolino partorito dalla montagna, all’insegna del «tutto cambia perché
Lnulla cambi».
Fortunatamente, però, ci sarà sempre un giudice da qualche parte dell’Europa (non solo a Berlino).
*ex magistrato
Piero Calabrò*
Che il nostro sistema di
giustizia sportiva fosse,
a dir poco, inadeguato e
palesemente sbilanciato,
per usare un eufemismo, a favo-
re dell’accusa, ho avuto modo
di evidenziarlo in più occasioni. In particolare, che le fortissime restrizioni del diritto ad una
compiuta difesa e della possibi-
lità di ricorrere alla giustizia ordinaria fossero in evidente ed
insanabile contrasto con mol-
teplici principi consacrati nella
nostra Costituzione e nelle nor-
me dell’Unione Europea (vin-
colanti per gli Stati aderenti),
credo non potesse essere negato nemmeno dai più accesi ed interessati difensori dello status quo.
Come ricordato da Mauro
Berruto in una recentissima in-
tervista a questo giornale, molti
dei candidati alle ultime elezio-
ni presidenziali del Coni han-
no collocato nei loro program-
mi denunzie e progetti di rifor-
ma della Giustizia Sportiva e
lo stesso neo presidente Lucia-
no Buonfiglio ha preannuncia-
to in questi giorni l’istituzione
di una commissione composta
da 12 esperti al fi ne di avviare
proposte motivate di cambia-
mento delle regole dei processi
sportivi.
Dunque, la problematica era ben presente sul tavolo degli addetti ai lavori quando, come un fulmine a ciel sereno, è sopraggiunta la sentenza datata 1.8.2025 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-600/23), che ha stabilito erga omnes – vale a dire nei confronti di tutti i Paesi UE – un principio sacrosanto, ma fino ad oggi negato (soprattutto dal nostro sistema di giustizia sportiva): contro le decisioni del giudice sportivo, comprece ordinario dello Stato di appartenenza l’anzidetto controllo, la Corte ha negato alla decisione o lodo arbitrale «valore probatorio» e «autorità di cosa giudicata, nel territorio dello stesso Stato membro, nei rapporti tra le parti di detta controversia e i terzi».
Occorre rammentare che analoghi principi, seppure declinati in problematiche e con motivazioni giuridiche solo apparentemente diverse, sono stati recentemente sanciti dalla giustizia europea in svariate materie (quale ad esempio, da ultima, l’immigrazione), ma la ratio sottostante è pur sempre
quella, sancita dal 1948 dalla
nostra Costituzione: la violazio-
ne o la compressione dei diritti
soggettivi individuali deve esse-
re sempre sottoposta alla possi-
bilità di ricorrere al giudice ordinario (naturale, indipendente
e precostituito per legge).
Nella giustizia sportiva, in particolare in quella italiana, non solo tale diritto è esplicitamente negato, ma a questa aberrazione se ne
aggiungono molte altre, certa-
mente non meno gravi, quali:
la nomina di inquirenti e giudi-
canti da parte delle Federazioni
e del Coni (cioè, da coloro che
sono anche parti interessate e
che, da “controllori”, potrebbe-
ro anche divenire “controllati”);
la quasi assoluta discrezionalità
nella scelta dei componenti de-
gli organi della giustizia spor-
tiva; la possibilità, denunziata
più volte dagli stessi addetti ai
lavori, di incidere, mediante l’uso della giustizia domestica, sulle carriere e sulle stesse candidature di reali o potenziali av-
Abusando della giusta indipendenza, la giustizia sportiva ha creato dei mostri.
Picconata dopo picconata, crolla il muro
Guido Vaciago
In principio, ma proprio in prin-
cipio, quindi parliamo della se-
conda metà dell’Ottocento, in-
sieme allo sport moderno na-
sce l’esigenza di regolarlo con una sua giustizia. Lo sport è un fatto elitario, lo praticano le classi più benestanti, riunite in circoli di gentiluomini. In quel contesto, quindi, è naturale che ci siano commissioni interne, probi viri, i
più esperti o saggi, che giudichino internamente le controversie.
Una giustizia privata e circoscritta all’ambito sportivo, con procedure più spicce e meno garanzie per chi veniva giudicato, perché così si usava tragentlemen, spesso sinonimo di sportsmen.
E per un secolo, o giù di lì, è parsa cosa buona e giusta, anche se lo sport cambiava e, fortunatamente, accoglieva tutte le classi sociali
e le donne. L’idea che la giustizia sportiva facesse mondo a sé continuava a essere universalmente accettato, anche per una ragione ancora oggi molto solida: un fallo su un campo da gioco, per esempio, non può essere oggetto di una denuncia penale per lesioni personali, anche qualora provocasse una frattura. Quello che accade in ambito agonistico non
può – salvo casi estremi – essere
giudicato come se accadesse in
un ambito di vita normale. E su
questo principio la giustizia sportiva, anche se non era più amministrata tra signori con la marsina e il cilindro, ha mantenuto la sua indipendenza.
Ma in nome di quella indipen-
denza la situazione è trascesa diventando anacronistica. Perché
negli ultimi cinquant’anni lo sport è diventato un’industria, le società sportive sono diventate aziende dai fatturati milionari, il profes-
sionismo ha pervaso qualsiasi livello. In questo nuovo scenario, la giustizia sportiva appare inadeguata in certi casi, pericoloso strumento di potere in altri.
Inadeguata perché le procedure sono troppo spicce, il diritto alla difesa è spesso azzerato, i meccanismi per nulla trasparenti (di recente la Juventus è stata condannata con un processo a porte chiuse,
per dire).
Pericoloso strumento di potere perché i giudici vengono
nominati dalle federazioni e così, dietro lo scudo dell’indipendenza e dell’inappellabilità presso la giustizia ordinaria, si possono perpetrare terrificanti vendette private ed è possibile usare giustizia come una clava per eliminare avversari politici o personaggi scomodi.
Sono almeno vent’anni che la
giustizia sportiva partorisce storture e, in certi casi, mostri giurisprudenziali, giustifi candoli sempre con l’idea che «i giudici seguono principi diversi rispetto al diritto ordinario, perché chi aderisce a una federazione accetta regole
e regolamenti, anche più stretti»
e la scusa che «la giustizia sportiva deve essere più veloce e fulminea» (e questa velocità brucia spesso i più basilari diritti di chi si difende).
Non può più essere così e se ne è accorta la Corte di Giustizia Europea che, dalla sentenza sulla Superlega in poi, sta
letteralmente picconando un si-
stema che non può durare anco-
ra a lungo.
In Italia se ne sta rendendo conto la politica (l’onorevole Berruto ne ha parlato a Tut-
tosport) e il nuovo presidente del Coni sembra voler agire in qualche modo.
Lo sport è una cosa serissima,
muove miliardi di euro, mette in
gioco la vita e la professione di milioni di persone: merita una giustizia vera, che sia terza e che garantisca i diritti della Costituzione.
Ne va della credibilità dell’intero sistema.
‘O NAPULITAN
Il tifoso napoletano inizia a capire: Barò, vir ca ‘o napul era interessato a Lookman, simm stat i primi e pe du vot avimm chiesto Lookman all’Atalanta…ci hanno detto di non fare burdell pecché l’accordo era per l’estero
…ok a chist punt ‘o napul si defila.
Invece quelli di Milano2 gli fa scrivere la lettera…
Tutti zitti, anzi no, tutti a prendere ke parti del giocatore.
Quando vedrò questa società di madre affondare nella sua merda solo allora potrò morire soddisfatto.
Possono comunque essere soddisfatti per la super plusvalenza realizzata con Osimhen grazie alla complicità di una giustizia che usa la clava per eliminare gli avversari e protegge gli spiantati e gli scippatori impuniti dal 1908.
Gioele, lungi da me parlare o mettere in atto la politica ma questa giustizia va come i reati rossi non sono comunisti invece i reati di destra sono fascisti…al muro entrambi da parte mia eh.
spiantati, chiagne e fotte
https://www.calcioefinanza.it/2025/08/05/marotta-laurea-honoris-causa-bicocca/?_gl=1*w4gdi7*_up*MQ..*_ga*MTA2ODc5NjYyLjE3NTQ0MTY0NDY.*_ga_NQLHKKD50K*czE3NTQ0MTY0NDUkbzEkZzAkdDE3NTQ0MTY0NDUkajYwJGwwJGgw
Ci mancava la laurea
SCOMMETTIAMO?
https://www.facebook.com/share/r/178LY4Sfvu/
C’è una sola società intoccabile in Italia, quella dei prescritti e scippatori, impuniti dal 1908.
GIACOMO CLAUDIONI DA RIMINI
Quando un uomo con la “chiavetta” incontra un uomo con la “valigetta” quello con la valigetta è un uomo di merda…e muore.😂⌛️⏳️⌛️⏳️
CORROTTI
https://www.facebook.com/share/v/1ZNS1bQ57z/
JUVENTUS_ONE
https://www.facebook.com/share/r/1CvQTbnxhy/
Come volevasi dimostrare: la Juve ha ceduto la fidanzata di Douglas Luiz prima di lui perché Luiz era un pacco a supporto della ragazza..altro che 10 gol e 10 assist in Premier 😀😫
MOZZARELLE
Lei si è appena trasferita al Como Women.
Lui, con molta probabilità, ritornerà in Inghilterra.
Un anno fa, sono arrivati a Torino con l’etichetta di campionissimi.
A distanza di un anno, entrambi lasceranno la Juventus.
Lei ha collezionato solo 22 presenze (pochi minuti giocati) con 2 gol.
Lui ha totalizzato 27 presenze (appena 877 minuti giocati, media di 32 minuti a partita) con 0 gol e 0 assist. Senza dimenticare tutte le sue vicende extra-campo.
Nel mezzo, c’è stata anche la fine della loro storia d’amore durata circa 4 anni.
Lei alla Juventus (arrivata a parametro zero) ha guadagnato circa 190 mila euro l’anno più 43 mila euro per ogni post sponsorizzato sulla sua pagina Instagram.
Lui alla Juventus (che ha speso 50 milioni di euro per il suo cartellino) percepisce attualmente un ingaggio di 5 milioni di euro netti a stagione.
Tanti soldi investiti dal club bianconero utili più per portare visibilità sui propri canali social (lei è la sportiva più seguita al mondo con quasi 30 milioni di follower) che per ottenere risultati sul campo.
Alisha Lehmann e Douglas Luiz: più due fenomeni mediatici che calcistici.
Guarda Max, lei non lo so perché non seguo il calcio femminile ma lui l’etichetta la aveva solo per Giuntoli, perché non lo conosceva nessuno.
Diciamo che almeno lei ha portato visibilità, l’altro con quei capelli ossigenati da ricchioncello solo vergogna.
Non sapevo si fossero lasciati, diciamo che lei rispetto a Luiz guadagna pure se si mette con quel bamboccione di Morata.
Non si capisce come mai la Juve fatichi a piazzare giocatori in Premier, dove per gente normalissima pagano vagonate di milioni.
O forse si capisce..quando dicevo che e la rosa più scarsa di sempre.
Se sei una società affiliata a cosa nostra puoi fare qualsiasi cosa, per esempio vendere il desaparesidos Onana per 55 milioni al M.Utd, il bidone Casadei al Chelsea per 20 milioni poi riprenderlo e cederlo al Torino per 15 milioni, fra le tante operazioni che hanno permesso di salvare gli spiantati dal fallimento.
Si ma non prendevo i massoni come riferimento, quelli sono inarrivabili.
Una via di mezzo.
Il “fenomeno” Casadei viene cdeuto dall’inter per 20 mln al Chelsea che nel 2023 lo gira in prestito in seconda divisione al Reading che retrocede, altro giro in prestito al Leicester sempre in seconda divisione allenato da Maresca, l’anno dopo il Chelsea se lo riprende e con Maresca allenatore lo rispedisce in Italia per 15 milioni.
Probabilmente perchè le vagonate di soldi te le danno per giocatori che l’anno precedente hanno fatto ottime stagioni.
In parte, perché poi a volte una stagione dipende da tanti fattori.
Se sanno invece che sei un bidone e fai pure una stagione da bidone non ne esci.
Per dire: qualcuno voleva Koopmeiners o Luiz a quelle cifre nell’estate 2024? Non mi pare. Solo la Juve.
Probabilmente non da Juve, però etichettarli come bidoni mi sembra eccessivo. Qualcosa di buono l’anno precedente l’hanno fatta, magari con pressioni diverse. Le qualità non sono del tutto assenti.
“Quello Scudetto di mer**a e di cartone dell’inter figura ancora nella loro bacheca appestando gli altri vinti da una delle più prestigiose squadre del Novecento”
“Quella porcata di Calciopoli, ossia una giuria messa in piedi da un ex membro del Consiglio di Amministrazione dell’Inter che assegna lo scudetto alla società nerazzurra, che in quel campionato era finita terza a 14 punti dalla Juve, è stata confermata dalle successive giurie che hanno giudicato “inammissibile” il ricorso presentato da Andrea Agnelli.
Giurie che non hanno mai avuto il coraggio di “giudicare” autonomamente le vicende di quel torneo, e seppure fosse successivamente venuto fuori che un alto dirigente dell’inter facesse ai designatori arbitrali le stesse identiche telefonate che faceva Luciano Moggi: ossia che fossero tenuti in gran conto gli interessi della squadra da lui rappresentata. Telefonate le une e le altre che io non giudico affatto illecite, fanno parte del gioco e dell’immenso business del calcio.
Quelle telefonate sono costate alla Juve due scudetti stravinti sul campo, non ho mai incontrato un giocatore o un allenatore in carne ossa che dubitasse di questo mio ultimo giudizio, la cacciata in serie B, la distruzione di una squadra di cui dieci giocatori su undici avevano disputato la finale del Mundial 2006, la distruzione di una società che non aveva più di che pagare gli stipendi di fine mese.
Il giudice sportivo ha successivamente giudicato l’inter altrettanto colpevole, solo che nel frattempo era arrivata la prescrizione. Sicché quello scudetto di mer… e di cartone figura ancora nella bacheca della società nerazzurra, appestando gli scudetti vinti da una delle squadre più prestigiose del Novecento, la Grande inter di Luisito Suarez e Mariolino Corso”
(Mughini a Dagospia)
IL TRADIMENTO
Il film “Giù la testa” ne è stata la testimonianza.
Tradire una giusta causa è imperdonabile.
inter-connection1908
La lunga storia degli impuniti
“La Stampa edicol@
giovedì 28 settembre 2006
Spionaggio, spunta la pista Inter
Una testimone: nel 2003 in Telecom mi chiesero i tabulati sulla Juve
Giovanna Trinchella
MILANO
CALCIOPOLI – NUOVE RIVELAZIONI DALL’INCHIESTA MILANESE SULLE INTERCETTAZIONI. NEL MIRINO ANCHE LA GEA E NUMEROSI CALCIATORI TRA CUI VIERI
Spionaggio, spunta la pista Inter
Una testimone: nel 2003 in Telecom mi chiesero i tabulati sulla Juve
Giovanna Trinchella
MILANO
Il bomber Bobo Vieri spiato dalla sua società, l’Inter. I tabulati telefonici intestati alla Juve, alla Ficg, al guardalinee Enrico Cennicola, finiti in un dossier chiamato ‘Como’. Il filone sportivo emerge con sempre maggiore evidenza dall’inchiesta sull’organizzazione che controllava l’Italia della politica, della finanza e dell’imprenditoria e che ha portato in carcere tra gli altri l’ex responsabile della security Telecom Giuliano Tavaroli, l’investigatore privato Emanuele Cipriani e il manager della Pirelli Pierguido Iezzi.
A raccontare che il traffico telefonico della società bianconera e della Federazione Gioco Calcio era stato sviluppato grazie alle banche dati degli utenti Telecom, una segretaria del gruppo sentita dagli inquirenti milanesi il 14, il 21 e il 23 giugno. C. P., 39 anni, racconta che quella richiesta che riguardava anche la Gea World (la società di procuratori sportivi di Alessandro Moggi) e Football management (controllata in parte anche da Andrea Cragnotti, Francesca Tanzi e Chiara Geronzi) era arrivata a lei da Adamo Bove l’11 febbraio 2003, quindi molto prima che lo scandalo di Calciopoli ridisegnasse i campionati di calcio. La donna, a cui vengono mostrati documenti contrassegnati con numeri dal 112 al 119, spiega poi di non sapere cosa il manager, morto suicida a Napoli, abbia fatto di quella pratica: Un promemoria – dice la teste – solo a lui noto…
Sulla vicenda dell’ex calciatore nerazzurro la testimone appare più titubante: non dice a quale periodo fanno riferimento le richieste sui tabulati telefonici dello sportivo, ma spiega agli inquirenti come cercare quelle informazioni nel Cd relativo all’attività di trascrizione di tali tabulati su Pc anche con la data dell’elaborazione del file. E sulla società sportiva di via Durini, accusata anche dall’arbitro De Santis di spionaggio, arriva pure un’interrogazione al ministro dello Sport Giovanna Melandri. Quattro senatori di Alleanza Nazionale chiedono di fare chiarezza su alcune dichiarazioni rilasciate dal patron dell’Inter Massimo Moratti. Nell’interrogazione i senatori fanno notare che Giuliano Tavaroli riferiva al dottor Buora che oltre che dirigente Telecom risulta essere vicepresidente dell’Inter. Gli inquirenti avrebbero trovato comunque, come già rivelato sulle pagine di questo giornale, una fattura pagata dalla società sportiva milanese durante una perquisizione.
Il lungo racconto della dipendente del gruppo Telecom sfiora anche due figlie eccellenti. Sarebbero state fatte indagini, secondo C. P., anche sui tabulati in uscita su utenze cellelari forse della banca di Roma e tra gli intestatari c’erano le due figlie del banchiere Cesare Geronzi (anche lui spiato) Chiara e Benedetta (all’epoca responsabile marketing della Lega Calcio).
Ma i nomi eccellenti dello sport potrebbero non finire qui. Sono migliaia, addirittura sembra diecimila, le pratiche ancora al vaglio degli inquirenti. Tra i dossier operazione ‘Pilota’ e ‘Pilota1’, quattro operazioni ‘Napoli’, e quella ‘Treviso’ oppure ‘Golf’. Ma quante pratiche non verranno lette. Probabilmente tantissime se vero come racconta che la stessa segretaria (e lo aveva già fatto l’investigatore privato Marco Bernardini) di aver buttato via nel maggio del 2005 (dopo la prima perquisizione subita da Giuliano Tavaroli) su indicazioni di Fabio Ghioni (consulente informatico di Telecom indagato, ndr) le cartelline degli elaborati di Bernardini per non aver nulla che riportasse ai nostri rapporti con la Global (agenzia di investigazioni, ndr).
E intanto il filone sportivo dell’inchiesta sugli spioni interessa anche i magistrati romani titolari dell’inchiesta sulla Gea. I pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia hanno parlato con i colleghi milanesi. Al vaglio dei Pm romani ci sono eventuali iniziative da intraprendere (possibile richiesta di acquisizione di documenti) alla luce del recente decreto legge che impone la distruzione di verbali di intercettazioni illegali.”
Tutto sommerso dalle vagonate di sabbia dell’unico partito reale ed efficiente in Italia cresciuto grazie alla massoneria.
SCONCERTANTE
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BORUSSIA DORTMUND-JUVE
(domani ore 17,30)
Problemi muscolari alla coscia dx per Nico Gonzalez, Koop partirà dalla panchina e Gatti ancora fuori.
Quindi la probabile formazione di Tudor:
Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; Joao Mario, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Yildiz, Conceicao; David
Vediamo un pò come andrà a finire.
Artaq 70
Ma sai, in questo periodo storico non è che per essere da Juve ci voglia molto.
Io li definisco bidoni non in assoluto ma in rapporto al costo pagato da Giuntoli.
Cioè un mediano come Koopmeiners a 10/15 milioni non è un bidone, a 60 si.
Su Luiz il discorso è diverso: se 70 è il tuo anno di nascita ricorderai certamente Luis Silvio, arrivato alla Pistoiese quando riaprirono le frontiere con le stimmate del campione ma nessuno lo aveva mai visto e nessuno lo vide praticamente mai.
Perfetto. sulla questione delle ipervalutazioni siamo d’accordo. purtroppo non ricordo Luis Silvio alla Pistoiese, bensì ricordo Renato della Roma.
Ciao