Una prova di carattere e Dusan Vlahovic sempre più protagonista

Dusan Vlahovic

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus soffre.
Soffre con le piccole, con le medie e con le grandi.
La Juventus soffre.

Empoli – Juventus
La Juventus è sfortunata.
E non c’è limite alla sfortuna quando un giocatore appena arrivato subisce un infortunio muscolare.
E con questo sono 9 i giocatori in infermeria.

Un altro caso di infortunio muscolare: escluso Mc. Kennie e Kajo Jorge, gli episodi sono troppo ricorrenti da pensare che si tratti di casualità. Si suppone che lo staff di preparatori atletici non sia qualificato e andrebbero presi provvedimenti al più presto.

I bianconeri sono riusciti a vincere, nonostante la pressione della squadra toscana un risoluto Vlahovic ha detto no, confezionando una prodigiosa doppietta.

Vlahovic è diventato la star juventina che sta destando maggiore interesse. È l’artefice del quarto posto, colui che porta il sogno Juventino del recupero dello scudetto e del sogno della Champions.
Dusan appena ventiduenne deve sopportare l’inopportuno peso del paragone continuo con Ronaldo, (che l’averlo nominato DV7 sia stata una buona idea?) e dal passare alle stelle alle stalle a seconda delle prestazioni: una bella responsabilità.

Una vittoria obiettivamente meritata in merito alla reazione.
La squadra ha mantenuto il primo vantaggio, (partita sbloccata da Kean) per pochi minuti.
La Juventus ha subito un gol dato causato da errori stupidi dei difensori e del portiere.

Detto ciò la squadra deve reagire nella completezza e non confidare esclusivamente sul Top di gamma, abbiamo già fatto questo errore in passato non continuiamo su questa strada.
Non è normale che una squadra della qualità della Juventus fatichi a portare a casa il risultato con l’Empoli.

La vittoria non era scontata data l’immane sofferenza generata dalle assenze e da uno stato di identità e di forma che la Juventus non ha ancora raggiunto. Consideriamo questa prova una reazione di carattere che compensa gli errori sul campo.
Su consiglio dello stesso Vlahovic procediamo una partita alla volta.

  1. E si, qui la domanda vera è come mai quando si arriva all’apice della stagione ci ritroviamo sempre incerottati. La verità andrebbe cercata, soprattutto se sono vere le dichiarazione che kulu appena giunto da conte aveva un kilometraggio ridotto ed ora sembra soprattutto dal punto di vista fisico un altro calciatore. Insomma che tutti gli anni ci ritroviamo con le pezze al culo nel momento più importante della stagione non può essere solo sfortuna, anche perché questo stato di cose va avanti già dal primo allegri comprendendo sarri e pirlo.

    • E’ così.

      Poco da aggiungere.

    • Quindi che bisogna fare?
      Agguerriti come siete almeno un bel che minimo consiglio potreste suggerirlo.

      • Barone non lo so. Ci sono fior fiori di professionisti pagati profumatamente per fare queste cose, io faccio solo una costatazione anzi almeno con l’empoli mi sembra che si arrivava sempre secondi sul pallone. Capisco che gli impegni sono tanti e ravvicinati, ma se vuoi portare a casa gli obbiettivi in questo periodo dovresti avere la possibilità di contare sulla rosa al completo e avere una brillantezza atletica quanto meno accettabile.

        • luigis,
          permetti, una partita di calcio non è una gara di atletica in cui vince chi corre di più o più veloce per arrivare primi sul pallone, questo per dire che 3 gol la Juve li ha fatti grazie alla qualità delle sue giocate e alla capacità dei suoi calciatori di sfruttare gli spazi lasciati dai “corridori” dell’Empoli. Poi ognuno è libero di guardare le partite come vuole, ma visto che hai parlato di portare a casa gli obiettivi non credi anche tu che vincere ad Empoli e magari anche le prossime partite siano quelli più immediati da raggiungere?

  2. Esatto Luigis

  3. Chi ha i contatti web con me sa la foto che mi rappresenta…ho avuto la fortuna, dopo tanti anni, di incrociarlo sul lungomare di Sabaudia dove lui trascorre un pò di giorni estivi…
    È stato il più grande difficilmente raggiungibile per tutto quello che ha vinto e non solo.

    “Cosa ripeto sempre ai miei nipoti? Non ripeto mai, le cose si dicono una volta, l’insegnamento poi sta nella testimonianza che dai. A casa mia l’educazione era nell’aria, certe cose intuivi da te che non si potevano fare. Ora si tende a proteggerli i giovani, pure troppo. Sembrano padroni del mondo con i loro strumenti tecnologici, invece temo che conoscano poco, purtroppo, la vita reale…
    Papà Mario? Era concreto, giusto. I suoi insegnamenti sono scolpiti in me. Come quella volta per esempio che dissi di essere stato ”sorpreso da un tiro”. Rispose secco: “Mica fai il farmacista? Se stai in porta e per parare!”. Guai a cercare alibi.

    La delusione più pesante è stata nel 1978: dopo il Mondiale venni massacrato. Avevo 36 anni e per via dei gol subiti dalla distanza contro Olanda e Brasile scrissero che “non ci vedevo”. Un insulto pesantissimo, come se dicessero a un giornalista che non sa la grammatica. Attaccato alla mia serietà professionale, pensai di ritirarmi. Quattro anni dopo vinsi il mondiale? Non ho mai vissuto di ripicche o rimpianti, il senso del poi non mi appartiene.

    Napoli mi ha cambiato la vita? Vero. Ci arrivai quasi per caso e fu la mia fortuna. A Napoli sono cambiato, mi sono tolto un po’ di quella eccessiva timidezza che sembrava scontrosità. Ricordo che all’inizio i miei compagni mi dicevano di salutare il pubblico all’ingresso in campo. Facevo fatica, perché mi sembrava un gesto ruffiano. La prima volta che alzai timidamente il braccio risposero con un boato fragoroso…

    Se mi guardo indietro? Penso a Gaetano Scirea, a Bearzot e agli altri che non ci sono più.
    Ma solo bei ricordi, niente tristezza”.
    (GdS)

    Solo bei ricordi, come quello che hai lasciato tu con la strepitosa parata su Oscar contro il Brasile.
    Come quello che hai lasciato tu alzando la coppa dorata al cielo con quella fantastica maglia grigia che è già storia.

    Già, la storia. Quella che hai scritto tu, insieme ai meravigliosi “Signori del calcio” che ti hanno accompagnato in quell’indimenticabile estate di quarant’anni fa.

    Buon ottantesimo, Dino.

  4. La prossima partita è Fiorentina Juventus andata di coppa Italia. Personalmente Vlahovic non lo rischierei ed il motivo è inutile che lo scriva…

    • Condivido anche se il ragazzo non pensa ai suoi trascorsi…

      • Max mi riferisco più al fatto che lo meneranno di sicuro. No che il ragazzo abbia paura, anzi, tutt’altro. Ma visto i tanti infortuni se posso evitare al ragazzo una partita molto a rischio sotto questo punto, lo farei

  5. LA SOFFERENZA

    La Juve soffre in ogni luogo…soprattutto soffrono le teste di alcuni tifosi che vorrebbero avere le loro soddisfazioni ma la Vecchia Signora gliele rimanda sempre alla prossima.

    Arrivati a questo punto cruciale della stagione bisognerebbe essere più uniti e remare tutti nella stessa direzione…invece.

    Per quanto riguarda gli infortuni non mi metto a tirare le pietre contro lo JMedical…ad esempio Bonucci non ha avuto mai uno starnuto in tutti gli anni alla Juve…ora gli resta difficile tornare normale…problemi al polpaccio.
    Credo manchi il ritembrerarsi nell’iniziativa della preparazione come si faceva una volta in alta montagna…purtroppo, invece di quella vecchia e sana preparazione ora ci sono i tornei acchiappasoldi con trasvolate oltre oceani.

    Forse Zakaria non si era ripreso dalla botta ricevuta in una delle partite precedenti e che per la causa hanno tentato di farlo scendere in campo a Empoli?

    Altra rogna da scorticare quella contro la Viola peggio di quella con il Toro…con gli uomini contati e senza lamenti.

  6. “INDEGNI DI QUELLO SCUDETTO”
    (di Zlatan Ibrahimovic)

    La Stampa ha pubblicato alcuni estratti, dove Ibrahimovic va a gamba tesa sull’inter e lo Scudetto assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo Calciopoli:

    “Continuerò a sentire miei i due scudetti che ci hanno tolto. Come è stato possibile darne uno dei due a qualcun altro? E come hanno fatto gli altri ad accettarlo. Se squalifichi quello che ha vinto e dai a me la sua medaglia, io non la voglio. Anzi, mi offendi se me la dai. Se io vado in giro con quella medaglia al collo e dico “Ho vinto!”, è indegno“.

    – “Spesso mi chiedono: “Ma alla Juve non ti sei accorto che gli arbitri erano diventati improvvisamente più buoni?”. Rispondo: “Non, in campo mi accorgevo che eravamo i più forti. Vincevamo per questo”. Quando entro allo Stadium a Torino e vedo il numero 38 accanto allo scudetto tricolore, io non penso a un errore, penso che quello sia il numero esatto e che quella sia la vera giustizia“.

    E così sia per ogni saecula et saeculorum

  7. La Juve non ha mai il diritto di lamentarsi, anche quando subisce un torto arbitrale, quando ha qualche giocatore cui spaccano le gambe, quando perde perchè non in forma e via dicendo, anzi come dicevano in una ormai vecchia canzone meglio se “gli buttano le pietre”.
    Ormai siamo arrivati con quasi più calciatori in infermeria che in campo e cambi per far riposare qualcuno non ce ne sono più, ma le partite incombono. Poi sento in tv lo zio che parla della sua povera squadra che ha tutti in forma , che poveracci, sono giù di condizione perchè hanno giocato troppo in questo ultimo mese. Ovviamente sorrido d’avanti a tanto provincialismo intellettuale ( eufemismo per non dire idiozia vera e propria), ma quello che mi importa è la situazione attuale della Juve non delle altre che godono di grande salute e si lamentano pure per giustificare qualche partita andata a vuoto.
    Ho già dato la mia vera cura, perchè sono stato il primo ad evidenziare questa moria di calciatori falcidiati da strani malori muscolari. Checchè ne dicano i miei amici Gioele e Luca che spulcia nelle statistiche, questi preparatori non sono buoni, questa è la realtà e la situazione non è normale.
    Faccio un paio di esempi esemplificativi per chiarire meglio.
    Rugani è un panchinaro che ha nelle gambe un decimo delle partite sin ora disputate dalla Juve, è normale che si strappi nella fase di preparazione di una delle poche partita in cui partirebbe titolare?
    Tutto è plausibile, ma lo stesso Zakaria ha avuto il benestare dello staff medico solo un mese addietro, quando è stato acquistato dalla Geemania, possibile che nel giro di pochi giorni già abbia un problema muscolare?
    Poi sento dire che Ramsey, si quello che abbiamo visto con il contagocce in 3 anni di Juve gioca e segna pure nella sua nuova squadra e mi girano le eliche. Quello è guarito in men che non si dica mentre nella nostra squadra non riusciva a fare una partita completa.
    Per carità, (così come dice come intercalare un altro caro amico) licenziate subito dottore e preparatore atletici perchè questi fanno solo guai. Meno male che dovevamo arrivare a febberaio/ marzo con le pile cariche. Arriviamo sempre dopo gli avversari e questo piano b di Allegri tenendosi in difesa per partire in contropiede sfruttando il fuoriclasse che hanno appena acquistato sta tenendo in corsa per almeno il quarto posto la squadra. Presto, con questi chiari di luna, lasceremo il Villareal andare ai quarti in champions e staremo qui a discutere che la squadra non gioca bene, non è stata fortunata, e via dicendo trovandoci tutte le giustificazioni e gli alibi possibili.
    Non voglio essere una Cassandra, ma credo di non dire un eresia se appuro che la rosa dei giocatori al completo della Juve in un anno solare non è mai stata al completo. DI CHI LE COLPE?
    Basta con questi professionisti che fanno solo “esperimenti “sui calciatori della Juve senza valutare situazione x situazione quali siano le potenzialità muscolari ed atletiche di ognuno, per capirne i veri limiti.

    • Antony

      L’Atalanta ha fuori per infortuni muscolari titolari come Zapata, Muriel, Gosens, Miranchuck, Ilicic, Hateboer che sempre per infortunio muscolare è fermo da tempo è ancora in Olanda e non si sa quando rientrerà e per finire Romero che prima di essere ceduto in Premier è stato fermo 80 giorni (fra metà novembre e i primi febbraio) per un infortunio alla coscia. Ho fatto l’esempio dell’Atalanta perchè nel suo staff ha come responsabile il miglior preparatore atletico della serie A (Domenico Borelli) ed il molto apprezzato Jens Bangsbo (di cui parlava in un suo post luca967) che cura la parte aerobica e che dal 2018 ha praticamente cambiato la storia calcistica dell’Atalanta con i suoi metodi rivoluzionari.
      Come vedi dunque sotto questo aspetto nessuno è perfetto, neanche quelli ritenuti tali, poi si può dire tutto e il contrario di tutto e come scrivono alcuni persino che l’Atalnata è indiscutibilmente favorita nella corsa al 4° posto, piazzamento a cui (sostengono) sarà impossibile da raggiungere per la Juve del bistrattatissimo Allegri. Ecco questo è quanto si continua a leggere nel web (e bada bene sono tifosi juventini a scriverlo) quando se non vado errato mancano 10 o 11 partite alla fine del campionato con più di 30 punti a dispozione e ammesso ma non concesso che l’Atalanta raggiunga in classifica la Juve vincendo sia la partita di stasera contro la Samp che quella da recuperare contro il Torino. Ecco appunto i recuperi e concludo con l’anomalia della data che non è stata ancora fissata per la disputa di queste benedette partite rinviate (ormai da mesi) per covid, un’anomalia che ha come premessa la vergogna, di chi e per cosa è facile intuirlo, chii?.. gli “onestoni” per cosa?.. per avere la vittoria a tavolino nella partita da recuperare contro il Bologna. Fin qui niente di strano dirai, le richieste di vittorie a tavolino fanno parte del loro status immacolato di “onesti” del calcio italiano, il successivo ricorso alla Corte Sportiva d’Appello per non averla ottenuta è invece l’espressione più autentica del loro concetto di onestà sportiva in oltre un secolo di storia del calcio.

      • P.S.: Gosens ovviamente non è più un giocatore dell’Atalanta ma è stato indisponibile fino al momento della sua cessione a gennaio.

  8. Il discorso Atalanta è un fenomeno diverso Giò. Lì hai a che fare con un tipo di sperimentazione vera e propria perchè i calciatori utilizzati dalla Dea sono tutti dei calciatori di media qualità spinti a diventare dei fenomeni grazie ad un allenamento ed ad un gioco veloce e di ritmo che andrebbe a compensare le qualità tecniche dei singoli. Nella Juve hai il contrario, calciatori di alta qualità tecnica, quindi hai il compito di personalizzare i carichi e le qualità aerobiche in relazione alle caratteristiche fisiche individuali.
    Ho letto è sentito qualcosa pure io, e mi sembra che il buon senso sarebbe quello di cercare di capire quali siano le potenzialità di ogni fisico prima di procedere per trovare le performance migliori. Ai miei / nostri tempi, un atleta mediterraneo come Mennea non avrebbe avuto alcuna speranza contro fisici molto più possenti dei neri americani, ma l’agilità del grande corridore Barlettano unito alla sua grande volontà psicofisica fece sì che riuscì ad avere per oltre 20 anni un record mondiale assoluto e gli consentì di vincere le olimpiadi. Alla Juve i preparatori tecnici stanno fallendo da almeno 7 anni perchè abbiamo il clou di calciatori aut soprattutto in questo periodo per problemi di stiramenti muscolari. Io sinceramente mi sono rotto di questi guru alla mago othelma, che alla fine fanno solo danni.
    Che poi nel calcio inglese, come ha scritto Luca ci siano più rotti di quanti ne abbiamo in Italia, mi interessa poco, perchè lì giocano soprattutto un calcio atletico e di forza piuttosto che un calcio tecnico. Noi in Italia abbiamo , piaccia o non piaccia, sempre avuto un calcio tattico e confacente alle caratteristiche fisiche degli autoctoni . Pure quando giocavamo a pallone noi ci piaceva il dribbling piuttosto che il takle, e dobbiamo esaltare il nostro calcio non prendere in prestito quello che non ci compete e che magari distrugge i nostri muscoli.

    • Gli infortuni muscolari a differenza di quelli traumatici hanno motivazioni precise e sotto questo aspetto non c’è differenza fra le squadre di qualità tecnica superiore rispetto ad altre o viceversa. C’è da dire anzi che sono diverse le squadre con calciatori soggetti a questo tipo di infortuni, quelle che oltre alle coppe europee hanno giocatori impegnati con le rispettive nazionali e a questo proposito non dimentichiamo che la stagione scorsa s’è chiusa a luglio inoltrato per la disputa dei Campionati Europei, competizione che ha comportato per molti calciatori delle nostre squadre che vi hanno partecipato un notevole stress muscolare. Per scendere ancor più nei particolari di questo tipo di infortuni c’è da dire per esempio che quello ai flessori è il più presente proprio perchè i tempi di recupero fra un impegno e l’altro sono troppo brevi così come quello per gli allenamenti settimanali ed in primis la non trascurabile rilevante contrazione dei tempi della preparazione estiva. A questo proposito e con questo concludo sperando di essere stato esaustivo sull’argomento, riporto testualmente le parole di un professionista del settore (Marco Rota ex preparatore atletico dell’Atalanta) che spiegano appunto quali sono state le possibili cause degli infortuni di questo tipo: “Non poter lavorare con tempistiche corrette ha fatto si che fosse impossibile poter gestire certi carichi per prevenire così gli infortuni e aiutare a intervenire nella fase di stress e di recupero”.

    • Gasperini aveva dichiarato che gli infortuni riguardavano altre squadre perché la sua Dea ne era ormai uscita fuori…
      Non mi sembra a meno ché Muriel sia un di più…

      A ridosso del match di ritorno contro l’Olympiakos, valido per l’accesso agli ottavi di Europa League, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini dovrà ancora fare a meno di diversi uomini chiave causa infortuni. Oltre al caso Josip Iličić, alle prese con questioni personali, come si legge su La Gazzetta dello Sport, la Dea sarà priva di quasi tutto il suo parco attaccanti: Duván Zapata, reduce da una lesione all’adduttore sinistro, sarà lontano dai campi da gioco per diverso tempo; Luis Muriel, anche lui vittima di problema muscolare al flessore della coscia destra, non sente più dolore ma serviranno almeno un’altra ventina di giorni per evitare possibili ricadute; non lontano invece dal rientro Aleksej Miranchuk, che punta alla convocazione per la gara contro la Roma il 5 marzo.

      La frase: serviranno ancora una ventina di giorni per evitare possibili ricadute è molto interessante se non significativa.
      In effetti alla Juve per gli abili e arruolati ci vanno cauti.

  9. Gioele
    Se gli obbiettivi immediati da raggiungere possiamo raggiungerli solo così va bene, ma ho timore che poi il lione piuttosto che l’ajax di turno ti possono uccellare o magari arrivi 4 per merito degli altri piuttosto che tuoi.

  10. Molti calciatori venuti fuori dalla Dea, in altre realtà sono ritornati a diventare quelli medi che erano prima di giocare nella Dea stessa, un esempio su tutti, Gagliardini. Lo stesso Gosens che non è neppure un giovanotto alle prime esperienze erano un giocatore neppure preso in considerazione per la sua nazionale ,ma nella squadra di Gasperini sembra sia diventato un fenomeno. Gli auguro che possa guarire presto, ma ho dei grossi dubbi che riesca a stare sui ritmi cui era arrivato in questi 2 anni. Lo stesso Ililic o il Papu Gomez sono sempre stati un giocatori di talento, ma nella squadra atalantina sembravano trasformati in nuovi Maradona. Non voglio dire è ribadisco che non fossero forti, così come Zapata o Muriel, ma se non sono costati tantissimo perchè magari non avevano meravigliato prima, qualcosa vorrà pure dire. Certamente una squadra di provincia non se li sarebbe potuti permettere.

  11. E ribadisco, ( maledetto correttore) chiedo venia

  12. Mi scuso per il ritardo ma un tanti auguri alla ” sicurezza”. ( così lo chiamavo qualche anno addietro) il più grande portiere ( ed abbiamo avuto Buffon) di tutti i tempi, per gli 80 anni di Dino Zoff.
    La tua foto Barone, al mare con Dinone l’ho vista più volte sul tuo telefono, ma il mio ricordo più bello è quello di averlo visto tante volte tra i pali in calzoncini corti della nostra Juventus.

  13. X Gioele
    Sei sempre esaustivo nelle tue accurate ricerche e te ne sono grato, ma ripeto, e vedo che non mi hai risposto ulteriormente sulla differenza tecnica cui ho insistito nella mia disamina tra Juventus e Atalanta, che poi è la squadra più preparata fisicamente.
    Rimango dell’idea che probabilmente certi carichi sono produttivi per quei fisici che se lo possono permettere. Il grande Maradona ed il nostro grandissimo Platini non erano sottoposti a certi tipi di allenamenti, loro si allenavano a tirare in porta da tutte le parti non a correre per entrare in takle o per annullare il gioco avversario con pressing asfissiante. Il calcio è fantasia , ma oggi siamo portati a dire altro da provincialotti quali siamo, anzi quali sono, noi ci escludiamo. 😆 😆

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