Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 170

Lazio – Juventus 0-3.Sintesi.

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Intervista a Massimiliano Marchio Istruttore delle giovanili FC Juventus.

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Intervista Di Alessandro Magno

 

Oggi per il Blog intervistiamo Massimiliano Marchio, un passato da giocatore della Juventus dai Pulcini fino alla Primavera, un esordio con la Juventus di Marcello Lippi in Coppa Italia e poi una buonissima carriera fra serie D e Lega pro. Laureato in scienze motorie e con patentino di allenatore Uefa B. Oggi allenatore delle giovanili della Juventus classe Esordienti FB 2003.
1 – Ciao Massimiliano e intanto grazie per la disponibilità. Intanto volevo chiederti: sono rimasto estremamente colpito da un tuo racconto su una giornata ”tipo” da allenatore delle giovanili della Juventus, potresti riassumermi quel tuo pensiero per i nostri lettori?

Preferirei non rivangare un episodio in particolare come quello, vorrei limitarmi a dire che in più di una occasione i giocatori che alleno sono stati oggetto di scherno e insulti; considerato che siamo in Italia e che rappresentano la Juventus non ci sarebbe nulla di particolare se non fosse che i giocatori in questione sono bambini di 11 anni.

2 – In quel famoso discorso parlasti di genitori-tifosi di due squadre di seria A ed io stesso sono stato testimone di un episodio imbarazzante dove alcuni genitori-ultras proprio di una di queste due squadre (curioso) entrarono gratis con prepotenza in un torneo in cui giocava uno dei miei figli, con la motivazione che venivano da lontano e avevano già speso troppi soldi per il viaggio. Il biglietto costava poi 5 euro. Beffa delle beffe per non aver problemi con la SIAE gli si è dato pure il biglietto senza pagare. Ma non ci dovrebbe essere un codice comportamentale per i genitori almeno nelle squadre professioniste, io sapevo che Torino e Juventus una volta lo avevano è ancora così o no? Che genere di provvedimenti prende la Juventus contro i genitori-ultrà?

Nelle squadre professioniste è più raro trovare un genitore che vada fuori dal seminato; sanno che se sgarrano i loro figli possono essere allontanati ed è la società ad avere il coltello dalla parte del manico. Quando siamo ospiti di amichevoli nei centri sportivi di club professionisti, davanti ai loro responsabili, tutti hanno un atteggiamento cordiale e corretto, le cose ahimè cambiano quando si tratta di realtà dilettantistiche o di tornei.

3 – All’assemblea degli azionisti il Presidente Agnelli ha detto che la Juventus è attaccata da tutti perchè è antipatica. Io credo che il Presidente, di cui ho grande stima, in quest’occasione, abbia esageratamente minimizzato. Credo che la Juve sia odiata che è peggio di essere antipatica. Perchè l’odio genera violenza. Credi che la Juventus faccia bene a usare un basso profilo in queste occasioni o pensi come chiedono molti tifosi che dovrebbe essere più incisiva in difesa di se stessa?

Credo che sia giusto smorzare i toni e mantenere un profilo basso. Magari condannare, ma non rispondere alle provocazioni. Siamo la Juve dobbiamo fare la differenza dentro e fuori dal campo.

4 -In tutto questo clima quanto ha influito Calciopoli?

Ero da poco uscito dalla Primavera ai tempi dei fatti. Eravamo già antipatici prima di Calciopoli, ma soprattutto le campagne mediatiche a seguito, hanno amplificato questo sentimento.

5 – Sai che ho lanciato una petizione-provocazione perchè la Juve abbandoni il campionato italiano per un campionato estero. Aldilà del fatto che sia fattibile o meno, perchè all’estero non sono così malati di moviole e perchè in Italia solo quando si perde (a tutti i livelli dai giovani alla serie A) è sempre o per colpa dell’arbitro o per colpa dell’inettitudine del proprio mister? E’ proprio così dura per l’Italiano medio accettare la sconfitta di fronte a un avversario che è stato più bravo?

In Italia non esiste cultura sportiva, se perdi devi sempre badare a giustificare perché ti senti in difetto; il guaio è che i bambini assorbono le cattive abitudini dei loro educatori. Ho visto bambini perdere con dieci gol di scarto e dire che è colpa dell’ arbitro, non mi fa sorridere, mi mette tristezza.

6 – Passiamo alle non professioniste. Non so se hai letto di quel genitore di un bambino dei Pulcini che ha sparato alle serrande del negozio di un proprio dirigente perchè il figlio giocava poco; questo è avvenuto a Settimo Torinese. In puglia invece la settimana scorsa sempre un genitore ha invaso il campo e picchiato un arbitro di 17 anni. Tutto questo viene minimizzato ma succede ogni Domenica. Sempre qui in Piemonte un arbitro sempre di 16-17 anni è dovuto fuggire fra il primo e il secondo tempo durante una partita del campionato Giovanissimi. Cosa possono fare le società dilettantistiche per arginare questo fenomeno?

E’ il discorso di prima rovesciato. Nelle società dilettanti i genitori pagano per iscrivere i bambini alla scuola calcio e si sentono in dovere di dire e fare qualsiasi cosa. Ma non è solo questo. Per i propri figli si farebbe di tutto, ma bisogna capire che un eventuale fallimento calcistico non è un fallimento nella vita.

7 – Quanto è difficile per voi istruttori educare i genitori?

Da noi è più facile c’è una società forte alle spalle, altrove penso sia molto difficile.

8 – Educando i ragazzi al rispetto delle regole e al fair play quanto si perde del lavoro svolto da voi in campo quando poi il ragazzo va a casa e trova un genitore-ultras?

Sicuramente può complicare il nostro lavoro. Il tempo che il ragazzo passa a casa è superiore rispetto a quello che passa con noi, credo però che l’ allenatore possa incidere.

9 – Come uscire da tutto questo Max se è possibile uscire da tutto questo?

Non lo so se è possibile. Come detto gli educatori possono incidere nel creare dei futuri adulti con una maggiore cultura sportiva, ma se penso a con chi e che cosa i ragazzi si relazionano all’ esterno dell’ ambiente sport ( e non parlo solo di genitori ), non mi sento ottimista.

10 – E veniamo anche alla parte ovviamente positiva del tuo lavoro: i ragazzi. Cosa vuol dire per te poter esser un istruttore dei ragazzi della Juventus?

Ho sempre avuto il pallino di allenare, inizialmente pensavo agli adulti, poi mi sono innamorato del calcio giovanile. Poter svolgere questo mestiere alla Juventus e con ragazzini di qualità…beh è un privilegio.

11 – Quanto siete preparati per poter allenare dei giovani. Intendo vorrei sapere se c’è una preparazione specifica o basta essere un ex calciatore per cui si può allenare dei bambini delle scuole calcio?

Per lavorare in Juventus, anche nell’ attività di base, bisogna aver conseguito il patentino da allenatore Uefa B, molti di noi sono laureati in Scienze Motorie e quasi tutti hanno avuto esperienze lavorative con i bambini, non è obbligatorio aver giocato a livello altissimo, ovviamente sto parlando di scuola calcio. Ah dimenticavo spogliarsi di ogni ambizione di carriera.

12 – So che tutti si aspettano che io ti chieda se ”sogni” di trovare il nuovo Messi o il nuovo Del Piero in realtà io ti chiedo una cosa molto più interessante secondo me. Come si fa a dire a dei ragazzi che hanno giocato magari diverse stagioni nelle giovanili della Juventus che non sono più all’altezza di restare e devono trasferirsi? Non è un colpo molto duro anche se è una selezione naturale. Vi avvelete di personale specializzato per questo?

No nessun personale specializzato solo i responsabili e gli allenatori. Non bisognerebbe viverla come una tragedia e poi la storia del calcio è piena di “scartati” di successo. Detto questo è sicuramente un momento difficile, il genitore ti guarda come un nemico e non capisce che se la società ritiene non pronto un ragazzino che hai allenato magari per due anni, il primo a sentirsi sconfitto è l’allenatore stesso.

13 – La Juventus di questi ultimi anni sta investendo moltissimo nel settore giovanile prendendo spunto soprattutto dalle squadre tedesche che hanno degli ottimi vivai. Quanto tempo ci vuole secondo te perchè colmiamo il gap fra le nostre squadre e alcune realtà straniere magari proprio con il grosso contributo dei vivai?

Penso che si stia lavorando, e tanto, per formare giocatori di alto livello, purtroppo non esiste una fabbrica di calciatori, dietro i numeri straordinari di certi club ci sono ragioni non strettamente legate alla metodologia di allenamento.

14 – Quali sono le prosepettive di carriera per un allenatore che come te parte dalle giovanili della Juventus? Il tuo lavoro viene valutato solo in base ai risultati o anche ad esempio per il gioco espresso piuttosto che sulla crescita dei singoli ragazzi eccetera?

Ho anticipato la risposta. Prospettive non deve averne, scherzando, ma non troppo, si dice che possiamo fare solo danni. Gratificazioni da altri difficilmente ne ricevi, se la squadra cresce collettivamente e individualmente è perché è stato bravo chi ha scelto i giocatori o perché hanno doti naturali innate, se invece li fai giocare male o non migliorano…allora sei un mister scarso. Ho estremizzato ma non mi sono discostato tanto dalla realtà. Ovviamente i risultati non sono importanti perché si lavora sul giocatore. Le motivazioni e le soddisfazioni sono un qualcosa di interiore.

15 – Che consiglio daresti a genitori come me che hanno figli che giocano nelle squadre dilettanti?

Che il calcio è divertimento, ma come tutti gli sport è anche una scuola di vita, sta a noi adulti dare gli insegnamenti giusti.
Grazie della tua disponibilità Max e grazie per averci delucidato sugli aspetti dell’ istruttore di giovanili di una squadra professionista. Grazie ancora e i miei migliori auguri per il proseguimento di questa tua attività. Ciao e alla prossima.

Un saluto a tutto il popolo bianconero…fino alla fine…

Juventus Parma 7-0: ammazza che ripassata

 

 

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articolo di Alessandro Magno

 

Juventus Parma 7-0. Grandi, grandissimi. In una giornata di festa, nel giorno del quarantesimo compleanno del mitico e indimenticato Capitano dei Capitani Alessandro Del Piero, giustamente omaggiato a più riprese da tutto lo Stadium (e chi storce il naso è ora che si facesse una vita propria), la Juventus ci è andata giù pesante. Una prestazione veramente senza possibili controrepliche. Non ricordo una sola parata di Buffon se ce n’è stata qualcuna.

Ha ragione Allegri a fine gara, quando si gioca con questo piglio, poi non è importante come si schiera la difesa se a 3 o a 4 o a 2. Ieri i nostri avversari sono stati letteralmente presi a pallonate. Bombardati in primis da un Pogba versione cannoneggiatore che a più riprese ha provato la sua specialità il missile da lontano. E’ poco c’è da dire sui soliti cultori dei ”se” e dei ”ma” che hanno avuto da ridire su due respinte di Mirante tramutate in gol rispettivamente da Llorente e Tevez. In un campo reso viscido da una pioggia incessante e con questi palloni moderni è normale che un portiere non rischi la presa. Meno normale per il Parma è che su tutte le respinte ci arrivavamo sempre prima noi. Ma questi son problemi loro che a noi non riguardano. Qualcuno ha anche fatto notare che sul 3-0 forse c’è un fuorigioco di Tevez. Certo cambiava tutto! Ma se non c’è stata mai partita.

Juve Parma l’abbiamo chiusa subito di brutto nel primo tempo con un secco 3-0 che poteva già essere anche più tondo. Una bella sassata di Lichtsteiner autore di una prova maiuscola fra gol e assist vari, e una doppietta di Llorente (due gol fra l’altro di pregevole fattura). Nel secondo tempo arriveranno ancora i pregevolissimi gol di Morata (fantastico l’assist di Coman) e la doppietta di Tevez. E qui siamo veramente alla ciliegina sulla torta.

Il primo gol di Tevez è qualcosa di semplicemente mostruoso. Nel giorno del compleanno di Alex Del Piero, Tevez disegna un capolavoro che dimostra ancora una volta e se ce ne fosse ulteriormente bisogno, che è assolutamente degnissimo di indossare la gloriosa casacca numero 10 del mitico Capitano. In questo gol c’è tutto. C’è potenza, controllo di palla, velocità, rabbia, tecnica, dribbling, tenacia, estro (guardare l’ultimo dribbling palla da una parte giocatore dall’altra a 1000 all’ora), c’è precisione e c’è freddezza. Questo è un gol che se lo avesse segnato Messi o Cristiano Ronaldo o Ibrahimovic o anche solo Totti (ammesso che sia ancora capace di correre quanto Tevez) i giornalai italiani avrebbero fatto a gara a mettere foto e replay su Tv e giornali. Si sarebbero sprecati in titoloni. Ci si sarebbe potuti stancare di paragoni scomodi e celebri. E invece no perché è Tevez. E gli brucia che il gol dell’anno lo ha segnato ‘sto Juventino di ”emme”.

La verità è che la Juve non è antipatica come ha detto Agnelli minimizzando. La Juve è odiata che è peggio. Perché l’odio genera odio e genera soprattutto rancore e rosicamento. E non si celebra mai come si dovrebbe né la Juve né i suoi Campioni.

Ma noi a questo siamo abituati. Siamo abituati ad avere tutti contro. Godiamoci questa vittoria perché ci aspetta un periodo di partite assai difficili. Con l’auspicio che si giochi così molte volte e soprattutto in Europa. Questo 7-0 oggi ci dà morale. Finalmente ho rivisto la Juve come la voglio vedere. Ieri siamo stati così belli che quasi quasi sembravamo fossimo il Bayern contro la Roma.

LA JUVE VADA A GIOCARE ALL’ESTERO: FIRMA LA PETIZIONE

Juventus – Parma. 7-0 Sintesi.

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Buon compleanno Capitano. Unico e solo e inarrivabile Capitano.

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Juventus-Olympiakos: quelli che in Europa si complicano la vita da soli

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Articolo di Alessandro Magno

 

Juventus-Olympiakos. Bene la rimonta,  bene i tre punti, bene la voglia, bene la grinta, bene Pirlo (finalmente)e bene anche il cambio di modulo (era ora), ma ammazza che polli. Ma è normale soffrire tanto contro un avversario così?  Ma è normale prendere due gol in questo modo da questi che si sono presentati nella nostra area tre volte? Diciamolo chiaramente era una partita che si poteva e si doveva vincere 2-3 a zero in scioltezza. Abbiamo la squadra zeppa di nazionali con talenti come Pogba che tutto il mondo ci invidia e ci tocca sudare sette camice contro una squadra che da sempre fa la squadra arrabattando qua e la gli scarti di mezza Europa. E va bene (anche se non va bene) sbagliare centomila gol per farne tre, a questo siamo abituati, come va bene che la difesa schierata a 4 non abbia gli stessi automatismi di quella a tre ma cacchio marcare la gente a uomo sui calci d’angolo è chiedere troppo? Si prendono gol da fessi in Europa con una costanza disarmante. Abbiamo subito 4 gol in Champions subendo 5 tiri in porta ma vi pare normale?

Tutti oggi parlano di rimonta e di grande Juve va benissimo menomale s è vinto, godiamo alla faccia dei gufi che ci avevano preparato il funerale ma una Juve così con l’Atletico non basta e a Malmoe se non si migliora subito, farà grande fatica.

Viva Dio che ieri Allegri ha buttato nella mischia Llorente per tempo, il fin troppo bistrattato Llorente, e viva Dio che abbiamo trovato un gol del pari su un gollonzo che non ricordo neppure da quanto tempo non ci girava un episodio a favore in Europa, che forse giocava ancora Vignola, altrimenti chissà quale risultato staremmo commentando ora.

Questa Juve attuale ha una rosa (soprattutto nell’11 titolare) che è assolutamente da quarti di Champions League. Peccato che per mentalità e sfiga sia invece una squadra da Europa League. Io ricordo tempi in cui Greci e Svedesi ma anche Spagnoli, venivano a Torino a cercare di prenderne pochi. Non so cosa bisogna fare per tornare a quei tempi ma fatelo. E fatelo subito. Ne va delle nostre coronarie.

Juventus – Olympiacos 3-2. Sintesi

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Empoli-Juventus: siamo ancora convalescenti ma del buono c’è

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Articolo di Alessandro Magno

Empoli-Juventus. La Juventus ieri non mi è piaciuta quasi per niente. Prendiamoci i tre punti ma al solito un’ora regalata agli avversari e scampoli di gioco dove non riuscivamo a fare tre passaggi di fila. L’Empoli invece in certi frangenti, mi sembrava il Barcellona di Guardiola. Questo stranamente soprattutto fra il nostro 1-0 e l’ingresso in campo di Tevez. Il vantaggio per assurdo, invece di darci tranquillità, ci ha fatto arretrare incredibilmente il baricentro e non è un caso che Buffon ha dovuto salvare con un miracolo il gol del possibile pari. Almeno stavolta, dall’altra parte, non abbiamo trovato noi un portiere avversario in versione Superman.

Mi sono piaciuti in pochi ieri. Non mi è piaciuto Pirlo pur segnando una punizione magistrale ha disputato una partita per me sconcia. Non mi è piaciuto Vidal, non mi è piaciuto Marchisio. Non mi è piaciuta in toto la difesa e nemmeno la gestione di Allegri. Non so se è una questione di preparazione ma siamo veramente in una fase involutiva. A volte mi pare che giochiamo in 8 o in 9 con 2-3 elementi grandemente al di sotto della loro media. Prendiamoci i tre punti e consoliamoci col fatto che abbiamo gli stessi punti della Juventus di Conte dell’anno scorso. Tuttavia c’è da lavorare. Consoliamoci anche col fatto che c’è chi sta peggio di noi. La squadra più forte del mondo e di tutti i tempi e di tutte le galassie e col gioco migliore der monno, ieri a Napoli ha preso una bella imbarcata che solo i pali e gli errori degli attaccanti di Benitez hanno fatto sì che non fosse delle dimensioni di quella presa col Bayern. Che dire della squadra che ha vinto già lo scudetto 2015 e prenotata la Coppa dei Campioni del 2016? Speriamo che lasci almeno l’Intercontinentale 2017 agli altri. Che dire al top-player dei presuntuosi Garcia che aveva il compito di cambiare la mentalità della Roma e dei Romanisti e invece è riuscito nella non difficile impresa di cambiare lui mentalità diventando egli stesso romanista a tutti gli effetti? E che gli vogliamo dire? Facci un’altra suonata di violino? Le partite (e i tornei) si vincono con i fatti, non con le chiacchiere. Con le chiacchiere già altri prima di lui come Zeman o Mazzarri (bella la doppietta di De Ceglie avessi detto Garrincha) sono gli allenatori più bravi dell’universo.

Ma torniamo alla Juve. Giovinco se pure ha propiziato la punizione realizzata da Pirlo e ha disputato una gara volitiva e sicuramente positiva, ha perso un’occasione. Contro squadre come l’Empoli, dove è giusto che il mister ti dia una chance, devi essere molto ma molto più incisivo. Altrimenti poi è inutile mandare in giro il procuratore a fare minacce di addio. Con l’Empoli un Giovinco che si vuol proporre da titolare nella Juve non deve solo giocare bene, deve spaccare. Seba ieri non ha spaccato. Chi ha spaccato ieri invece è stato Morata.

Questa è la nota migliore della serata. Questo giocatore che non conoscevo e per me è una bella sorpresa, è dotato sicuramente di grande talento. Al momento è molto grezzo e si vede che viene dal calcio delle giovanili che per forza di cose non è quello della Juventus prima squadra. Predilige ancora le azioni personali e la palla lunga e pedalare piuttosto che il fraseggio con i compagni, così come spesso preferisce la soluzione del tiro di potenza quando invece potrebbe piazzarla. Altresì ancora ho notato che calcia a testa bassa fidandosi della sensazione da bomber di ”sentire” dove si trova la porta piuttosto che vedere dove è realmente. Sono caratteristiche che non necessariamente in una punta sono dei difetti ma sottolineano chiaramente la sua giovanissima età. Morata oggi è un pezzo di marmo pregiato da dove con abilità e impegno si può tirare fuori Il Mosè di Michelangelo. Trovo in lui un indiscutibile talento e dei colpi importanti. La progressione che ha palla al piede ad esempio è veramente di pochi, così come l’abilità di calciare benissimo con entrambi i piedi. Io direi che questo è un giocatore da segnarsi e prendere appunti perché ne sentiremo parlare e bene. Se resta umile e lavora, nei prossimi due anni, può crescere veramente in modo esponenziale. Per movenze mi ricorda un giovane semi-sconosciuto Bosniaco-Svedese che Luciano Moggi portò alla Juventus prelevandolo dall’Ajax. Ecco non lo volevo dire ma l’ho detto. Vediamo se il tempo mi darà ragione.

LA JUVE VADA A GIOCARE ALL’ESTERO: FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

 

Empoli – Juventus 0-2- Sintesi.

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Genoa – Juventus 1-0.

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