Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 205

L’infortunio di Pepito Rossi complica le scelte di Prandelli.

E’ notizia di pochi giorni fa del nuovo infortunio patito da Giuseppe Rossi. Rottura del legamento crociato, lo stesso che si era già infortunato a inizio stagione e per cui il giocatore aveva già subito un lungo stop. Un vero fulmine a ciel sereno per la Nazionale italiana e il suo selezionatore Cesare Prandelli, perchè proprio Rossi sembrava l’unica vera certezza dell’attacco italiano. Un attacco che oggi pare avere come unico sicuro partente per l’avventura europea, Sebastian Giovinco, giocatore che Prandelli ha spesso chiamato e utilizzato, ma che certo non doveva ancora avere nella mente del ct, i gradi da titolare. Sembra allora naturale che per i tifosi azzurri le scommesse euro 2012 siano già aperte da un pezzo, non fosse altro che per cercare di indovinare chi beneficierà degli spazi venutisi a creare a seguito dell’infortunio di Rossi e di altri avvenimenti che hanno caratterizzato questa stagione calcistica. Cassano difficilmente sarà chiamato per questa avventura visto il problema cardiaco patito questo inverno, Balotelli avrebbe tutti i canoni per essere della partita ma le sue continue intemperanze mettono a dura prova i nervi del ct, e mettono anche lui fra i punti interrogativi. Osvaldo non pare ancora così maturo, mentre qualcuno fra i ”vecchietti” Di Natale, Totti e Del Piero potrebbe anche essere chiamato fra i 22, ma è difficilissimo se non proprio impossibile immaginarli fra i titolari. Gilardino e Borriello non paiono papabili, Matri e Pazzini forse, ma sicuramente non stanno passando un buon momento neppure nei loro club. Questo dell’attacco dell’Italia è un rebus che dovrà risolvere il ct in brevissimo tempo visto che l’Europeo e alle porte. Certo un Italia così incerottata non gode dei favori del pronostico e questo è un elemento che non deve essere sfuggito ai bookmakers internazionali quali Paddypower-Italia, infatti le quote pronostico sulla vincente del campionato continuano a variare di settimana in settimana. Le premesse per un grande Europeo comunque ci sono tutte non è la prima volta che l’Italia tira fuori il meglio di se nelle difficoltà. I Mondiali 2006 insegnano.

Piermario Morosini riposa in pace

E’ di oggi la notizia che il giocatore del Livorno Piermario Morosini di soli 25 anni è deceduto durante l’incontro Pescara Livorno. In questi momenti non è semplice trovare le parole giuste per descrivere una tragedia di questo tipo e infatti preferiamo non dire nulla se non pregare in religioso silenzio. L’unica cosa che mi sento di dire a nome di questo Blog è che condividiamo il fatto che il Campionato sia stato fermato, e condividiamo la scelta della Federazione di posticipare tutte le partite.
Davanti a tali tragedie non ci frega nulla della partita della Juve o dello scudetto o se il Milan recupera qualcuno o meno o lo recupera la Juve. Sono discorsi che ho più o meno letto sul web in queste ore e da cui mi sento di prendere assolutamente le distanze.
Non chiedo a chi ci legge di pensarla come me, non l’ho mai fatto e non lo farò ora. Chiedo solo che venga rispettata la memoria di questo sfortunato ragazzo di 25 anni.
Troppe volte abbiamo assistito e abbiamo subito il ”The show must go on”. No meglio così. Meglio che per una volta ci si fermi tutti a riflettere che ci sono cose molto più importanti di un calcio ad un pallone.
Qualcuno obietterà che tutti i giorni muoino ragazzi di tutte le età e nessuno ne sa niente. E’ vero meriterebbero tutti un pensiero, ma ci viene difficile avere un atto di pietà per un qualcosa di cui non ne siamo a conoscenza, mentre questa morte così , avvenuta in diretta, davvero non possiamo fare finta di non vederla.

Alessandro Magno

Meno male che Ale c’è

Il cuore batte forte perche’ ancora ci credo, lo faccio perche’ in troppi han detto che non potevo. Sono vivo! Per un pelo. Sono un divo! Per un pelo! Sono recidivo fino al giorno che crepo. (J-Ax ft. Jack La Furia)

Ogni partita e’ una guerra lo avevamo detto, un attentato alle nostre coronarie. Certo bisognerebbe raddrizzare un poco la mira sottoporta. Bisognerebbe che i portieri avversari non si esaltassero ogni volta come fa Marchetti che diventa paratutto, salvando anche l’impossibile. Bisognerebbe che le squadre che giocano contro di noi decidessero di giocare a calcio e non di fare catenaccio come puntualmenrte avviene ed e’ accaduto anche contro la Lazio. Mercoledì sera sembrava davvero una notte stregata. Meno male che Alex c’e’. Menomale che questo genio del calcio e’ ancora con noi.Ma ad Alex voglio lasciare la chiusura del “pezzo”, parto dal dopo partita perche’ e’ qualcosa di comico. Il redivivo Paparesta ha il coraggio e la sfacciataggine di far rivedere al replay gli unici due calci d’angolo della Lazio, alla ricerca di un qualcosa che non c’e’, e nemmeno una il rigore reclamato dalla Juve per fallo su Vucinic.
Davvero forte questa cosa se si pensa che la Juve di angoli ne ha battuti ben 11. Evidentemente a Paparesta l’han istruito bene se vuol lavorare a Mediaset, tiene famiglia. Mi chiedo dove lo avevano “conservato” fino ad ora, dato che non si vedeva dal rigore regalato al Milan per fallo di Pato su Manfredini in Atalanta-Milan. La risposta la conoscete, la battuta e’ scontata. Per non parlare del fallo su Pepe, invertito dall’arbitro, da cui nasce il gol laziale. Scherziamo mica son cose da far vedere queste.

Altra curiosità da demandare poi ad Allegri, che dice che i mass-media ce l’hanno con il Milan, è il fatto che Paparesta riesce così a condizionare Reja, che il mister della Lazio presentatosi alle interviste Mediaset ammettendo la superiorità della Juve e la vittoria leggitima, poco dopo va in Rai e si avventura in un : “E’ un peccato perché meritavamo il pari”. Evidentemente Paparesta l’ha convinto di aver subito un danno.
Ora i numeri sono questi: 72% di possesso palla a 28 per la Juve. 20 tiri a 4 della Juve di cui solo 2 della Lazio in porta, e perdonatemi ma io il secondo proprio non me lo ricordo. Nessun tiro della Lazio in porta nel secondo tempo. Dei calci d’angolo abbiamo già detto. Se questi sono numeri per un pari io sono Babbo Natale. Diciamola tutta, la Lazio meritava una batosta ben più pesante, che ha evitato per 80 minuti solo grazie al catenaccio e alla fortuna. Reja e Paparesta se ne facessero una ragione.
Certo il calcio è strano e credo pure io che se a un certo punto, non l’avesse sbrogliata Del Piero, probabilmente si sarebbe pareggiato. Ma sarebbe stato un pari molto fortunato per loro, “meritato” è un altra roba.

E veniamo ad Alex. Cosa si può dire ancora che non abbiamo detto? Cloniamolo. In passato ho scritto che non avrei voluto vedere il declino di Del Piero perché gli voglio troppo bene, ma davvero questo uomo sovverte ogni pronostico.
Ieri è stato immenso per classe, per grinta, per voglia. La squadra con lui in campo si rinvigorisce, inizia a crederci di nuovo. Pure lo stadio ci crede di più quando Alex è in campo.
Io ci penserei molto a non rinnovargli il contratto. Un campione di Juventinità. Uno che gioca 1 minuto o 100 e non si lamenta mai, uno che gente come Vucinic ha solo da imparare vicino a cotanto Campione. Uno che solo delle magliette che vende si ripaga il contratto, perche’ la gente della Juve lo ama all’inverosimile (almeno la maggior parte, gli altri che non lo amano o non capiscono di calcio o sono degli irriconoscenti). Uno che persino Pirlo, che non è l’ultimo dei fessacchiotti, decide che la punizione la batte Alex. E sì, perché solo Alex puo tirare fuori questo coniglio dal cilindro. Questo uomo merita di sentire ancora la musica della Champions allo Juventus Stadium (cit. Discreti). La punizione è di una bellezza rara, di una furbizia disarmante. E’ il proiettile di un cecchino, è un fulmine che squarcia il cielo di Torino, e’ una genialata di Leonardo Da Vinci, la pennellata di Caravaggio (ma quale Pinturicchio, Pinturicchio e’ riduttivo), è un apostrofo bianconero fra le parole: “Crepate gufi”. Alex ce l’abbiamo noi. MenomAlex.

Alessandro Magno

Juventus – Lazio 2-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8352878/

La sorpresa di Pasqua

 

Liberi di sognare piu leggeri della realtà Liberi di sognare che prima o poi qualcuno ce la fa. Liberi di sognare guarda qualcuno sta volando già perché è libero di sognare…Fino all’alba del giorno che verrà. (Gianluca Grignani)

 

Sabato mattina ho avuto uno scambio di sms con un carissimo amico mio di Firenze, chiaramente viola e mi scriveva: ”Non ti aspettare sorprese dalla Fiorentina che siamo in mezzo a una strada”. Gli ho risposto che invece le sorprese me le aspettavo (magari anche solo un pari) perchè il Milan poteva essere stanco delle fatiche di coppa e la viola invece si giocava tutto, visto che il Lecce è notoriamente la bestia nera della Roma (chi ha qualche anno come me si ricorderà di Barbas e Pasculli). Chiudevo l’sms dicendo che il Milan poteva perdere punti solo in questa occasione e alla penultima nel derby. Sono stato buon profeta, anche se come detto, la vittoria dei viola è stato davvero un qualcosa in più anche rispetto alle mie rosee previsioni. Dulcis in fundo il gol vittoria di Amauri. Non ho mai avuto niente di personale contro Amauri anche se so come è andata la sua vicenda qui a Torino e so di quanto ha sbagliato lui nei confronti della società a non voler ridiscutere il contratto. Se lo avesse fatto, Conte lo avrebbe anche tenuto e datogli un’ opportunità; lui ha voluto continuare a prendersi uno stipendio da top-player che non è, ed è diventato schiavo del suo favoloso contratto. Tuttavia come detto non ho nulla contro di lui, dico solo che è un poco ridicolo che uno che è soprannominato ”il Cristo di Rio” sia risorto a Pasqua. Buon per noi comunque e buon per loro che si devono salvare. Il Milan fra l’altro non si può proprio lamentare, dopo poco che non riusciva a sbloccarla, ha avuto il solito regalo di Natale, anche se siamo in un altra festa. Se tanto mi da tanto e il rigore di Nesta a Barcellona ha suscitato tante lamentele, questo di Maxi Lopez è da nascondere la testa sotto la sabbia. Se avessimo avuto noi rigori di questo tipo, saremmo già matematicamente Campioni d’Italia, perchè non dimentichiamo che noi stiamo facendo un campionato , completamente senza rigori. Ce ne hanno dato uno solo quasi al 90mo di un Juventus – Cesena e sul 1-0 per noi, quindi per nulla determinante. Noi dal canto nostro a Palermo siamo scesi in campo, con la giusta determinazione anche se avevamo, nel primo tempo, un poco di ”braccino”. In effetti abbiamo sbagliato gol molto facili per troppa precipitazione. La voglia di vincere c’era come e più di sempre, ma anche a perer mio, una certa tremarella. Menomale l’ha sbloccata Bonucci su un calcio d’angolo, (per fortuna una volta la dea bendata ci assiste e sbatte sul palo ed entra) altrimenti non so davvero se si andava per le lunghe se potevamo andare nel pallone. E’ normale, quasi nessuno di questi nostri ragazzi ha ancora vinto un campionato di serie A e Conte dovrà tenerli molto molto concentrati. Mettiamoci poi che il Palermo, a differenza di quanto fatto contro il Milan dove già il suo presidente li dava per spacciati, e infatti nel primo tempo contro di loro perdeva già 4-0, contro di noi è sceso in campo col modulo 8-1-1 con ben otto giocatori nella propria area e Ilicic a fare da suggeritore a Miccoli, una scelta alquanto strana per una squadra che di un punto non se ne faceva proprio nulla. Anche questo è un dato da ricordare perchè in questo campionato tutte le squadre contro la Juve giocano alla morte e contro il Milan accettano di buon grado di farsi asfaltare. Strano per una squadra come quella milanista che al contrario di quello che pensano gli addetti ai lavori non è così piena di fenomeni come scrivono. Ha si tanti giocatori in rosa ma di veramente sopra la media ha solo Tiago Silva e Ibra ( ma solo nel campionato Italiano) . Che dire poi della gomitata dello svedese a Camporese? L’ho vista forse solo io? Nessuna prova tv? Certo che Zlatan potrebbe evitare di fare certi gesti sui ragazzini. Il solito forte con i deboli e debole con i forti. Per finire, per quello che riguarda il campionato ora non bisogna farsi illusioni, non è vinto e non sarà facile vincerlo. Ora siamo si padroni del nostro destino ma bisognerà esser più forti delle ombre. Più forti di tutto e tutti come sostiene il presidente Agnelli. A questo punto bisogna provare a vincerle tutte. Bisogna crederci e giocare le ultime sette partite come fossero sette guerre. D’altronde chi ha più fame di noi?

 

ps. Sabato sera mi è arrivato un altro sms dal mio amico fiorentino : ” Mi devi un caffè”. Ho risposto : ” Se vinciamo il campionato ti devo una cena”.

 

Alessandro Magno

 

Palermo – Juventus 0-2 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8333524/

Palermo Juventus – presentazione .

Palermo-Juventus e’ l’incontro che tutta la Sicilia aspetta da un anno. I rosanero la vivono come la partita dell’anno, forse anche più del derby con il Catania che, a dire il vero, quest’anno sta disputando un campionato superiore agli uomini di Mutti.
D’altro canto gran parte dell’isola è “feudo” bianconero e quindi è prevedibile che molti Siciliani, convergeranno verso Palermo al seguito dell’una o dell’altra squadra.
Per quel che concerne il recente passato, c’e’ da dire che il Palermo si e’ tolto molte soddisfazioni contro i bianconeri, soprattutto in occasione degli incontri fra le mura amiche. Quest’anno pero’ l’impresa appare piu’ complicata, non fosse altro per il fatto che la Juve arriva al “Barbera” ancora imbattuta. Questa imbattibilita’, che dura da ben 30 giornate, rappresenta certamente un elemento che non deve essere sfuggito agli operatori di  quote calcio. Nonostante non partano col favore del pronostico, Miccoli e compagni ce la metteranno tutta, ma la truppa di Conte appare non meno carica, ora che il Milan, impegnato in casa contro la Fiorentina, conduce di sole due lunghezze. Anche per questi motivi, bookmakers internazionali quali Paddy Power continuano a limare le proprie quote pronostico sulla vincente del campionato di settimana in settimana. Le premesse per un finale di stagione incandescente ci sono tutte dunque, ed il match del “Barbera”, in questo senso, sembra promettere non meno spettacolare delle gare che l’hanno preceduto.
Per la Juventus invece, inizia ora, la prima di 8 finali.

Alessandro Magno

Tacciono i tenori, stonano i tromboni

Ebbene sì, il Milan è in piena crisi di nervi. Non è bastato ai rossoneri aver una serie infinita di aiuti arbitrali fra cui almeno 4 rigori completamente inventati su 8, per staccare la Juventus e questo crea molta ansia. Allegri e Galliani nelle ultime ore, hanno riversato davanti ai microfoni tutta la bile che avevano dentro, e non era poca. Come abbiano fatto ad essere assolutamente certi che la palla salvata sulla linea da Marchese fosse dentro, è un mistero. Probabilmente hanno entrambi la vista bionica come Superaman (pare l’abbiano anche Maxi Lopez e Aquilani). Eppure è strano perché da nessuna ripresa televisiva quella palla sembra proprio entrata e la decisione sembra assolutamente corretta. Persino una ricostruzione tridimensionale della cosa fatta alla Domenica Sportiva, dimostra che la palla non è tutta dentro e quindi non è gol. Neppure a Mediaset riescono a risolvere l’enigma e si nascondono dietro un aziendale ”non si capisce”. Ma al Milan non è importante la verità, ma come la si racconta. Così i fuorigioco che si possono sbagliare valgono solo quando sono per gol annullati a Pepe e Matri (e quelli erano gol veri) mentre diventano motivo di lamentela se Ibra e Boateng vengono fermati ingiustamente a 50 metri dalla porta. Così come l’ormai celebre gol -fantasma di Muntari diventa più importante del gol annullato a Matri nella stessa partita perché avviene prima (addirittura vale un campionato), mentre il gol ingiustamente annullato a Gomez sparisce dalle disamine  perché diventa più importante il non gol di Robinho con salvataggio sulla linea di Marchese. Insomma se è il prima o il dopo non interessa, il più importante è sempre quello che non sta bene al Milan. Aggiungo che si sta lavorando così pesantemente sui media e sull’opinione pubblica per cui i due episodi a favore del MIlan (gol di Matri e gol di Gomez) stanno veramente scomparendo dagli annali. Se nessuno ne parla e ne parlerà è come se non fossero mai avvenuti. Questo è lo stile Milan. Lo stile di un Mister di un antipatia e arroganza senza limiti che non da mai merito ai propri avversari, che continua a parlare male degli altri accusando gli altri di parlare male di lui. Lo stile di una squadra che innaffia il campo con la scivolina quando va ad affrontare la squadra più forte del momento. Lo stile di una squadra che sul proprio sito tarocca la foto del salvataggio di Marchese, in un modo così squallido e indegno che mio figlio di 8 anni sapeva fare meglio. Hanno allungato e schiacciato così tanto quella foto che il sedere del giocatore del Catania pare quello dell’incredibile Hulk, la porta è diventata una porta di calcetto, la palla si è ovalizzata a tal punto che sembra quella dei cartoni di Holly e Benji. Il tutto pur di far apparire un po’ di ”luce” fra la linea e la palla. Risultato – una colossale porcheria che se avessero allungato ancora un poco di più l’immagine, in quello spazio ci parcheggiavo il motorino. Una bufala così pacchiana che offende l’intelligenza degli stessi tifosi del Milan. Il terrore del Milan è quello che da un improbabile triplete a cui aspiravano, rischiano seriamente il molto più probabile ”triplete del nulla”, lo zero titoli. Allora lo scudetto diventa una necessità e questa Juve che non molla, pare proprio la famosa massaia che rompe le uova nel paniere. Hanno deciso già a Giugno che questo scudetto è del Milan e così deve essere. Logiche di spartizione post-Farsopoli. Forse non sono memori del 5 Maggio. Hanno deciso senza la Juve, già… questa Juve.

Questa Juventus ieri ha sorpreso tutti. SI poteva immaginare di vincere ma così è tanta roba. I tifosi napoletani erano veramente convinti di venire allo Stadium a fare bottino pieno. Ora ho un immensa stima della squadra del Napoli e dei suoi 3 tenori. Ma questa sicurezza che sconfina nella presunzione dei suoi tifosi , proprio non la concepisco. Questa è una buona squadra con tre ottimi giocatori che fino ad ora non ha vinto una beata cippa. Ora andare in giro a ostentare tutta questa sicurezza nemmeno fossero il Barcellona, o sono degli incoscienti o sono dei non vedenti. Ieri il Napoli è stato oltremodo asfaltato dalla Juventus. Dopo un primo tempo di studio e grosso modo prudente ed equlibrato, la forza superiore della Juventus è emersa in tutta la sua evidenza. La partita è finita con 19 tiri in porta a 4 di cui 10 in porta per noi e zero per loro. Buffon non ha fatto neppure una parata. I tre tenori han fatto la figura di tre… Vidal si è fatto un gol con annessa preparazione di finta doppia e tripla finta che se l’avesse fatto Lavezzi, a Napoli avrebbero scomodato paragoni assai improbabili. L’ arbitraggio fra l’altro non mi è piaciuto, Orsato ha negato un rigore solare a Chiellini per spinta macroscopica di Cavani sull’1-0 per noi, giusto per non essere da meno con tutti i suoi predecessori. Già, perché checché ne dica Allegri la Juventus sta giocando un campionato intero praticamente senza rigori. Anche Conte ieri non mi è piaciuto molto con quel Borriello titolare. Borriello sembra Amauri, e se hanno mandato via Amauri va da sé che anche Borriello non mi entusiasma. Molto bene invece la difesa e il centrocampo. Vucinic un po’ alterno ma ha pur sempre fatto un gol (annullato forse ingiustamente) e mezzo, quello di Bonucci. Benissimo gli innesti dalla panchina Caceres, Quagliarella e Del Piero, già : ”ah come gioca Del Piero!”. Bellissimo poi lo stadio che canta a squarciagola ”O’ sordato nammurato” e non se l’abbiano troppo a male i tifosi del Napoli, lo sberleffo, la presa in giro ci sta, anzi fossero sempre questi i tifosi negli stadi. Non so cosa ci riserverà questo finale di Campionato, se riusciremo o no anche noi a portare a casa qualcosa, ma la Juve c’è e ci sta dando grandi emozioni. Chi vivrà vedrà.

Alessandro Magno

Juventus – Napoli 3-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/yt-VaxfgIT4liI/

Intervista a Maurizio Ariaudo (papà di Lorenzo)

Il blogdialessandromagno incontra …. Maurizio Ariaudo

Maurizio Ariaudo è il papà del più celebre Lorenzo, classe 1989 cresciuto nelle giovanili della Juventus, come difensore centrale, Maurizio è stato sportivo e pregevole motocrossista, non avrebbe sicuramente immaginato che i suoi due figli, Alberto e Lorenzo nati e cresciuti in un ambiente motociclistico, si sarebbero appassionati al calcio, tanto che Lorenzo riesce ad arrivare addirittura al top.
Oggi è qui per condividere insieme a noi la sua esperienza di padre di un ragazzo che si è impegnato raggiungendo l’obiettivo massimo nel calcio: la serie A.

Maurizio, intanto ti ringrazio per essere qui con noi .. raccontaci com’è iniziata l’avventura calcistica di tuo figlio Lorenzo, e soprattutto quando ti sei accorto che aveva talento?

Grazie a Voi, premetto che la tifosa juventina di casa è mia moglie nonchè mamma dei miei 2 figli; Alberto (del 1985) viene portato “quasi” a mia insaputa ad un provino della Juventus quando aveva 6 anni e viene arruolato nelle file dei piccoli bianconeri.
Lorenzo di conseguenza ha iniziato a vedere palloni per casa molto presto.
A ottobre 1993 chiedo a mia moglie di portare Alberto in una società di calcio più vicina a casa e così faccio rinunciare al mio primogenito al piacere di vestire i colori bianconeri!!!
Ci trasferiamo tutti alla CBS scuola calcio, che pur di avere tra le sue fila un bimbo ex juve, accetta anche Lorenzo sia pur solo di 5 anni e mezzo.
Dopo 2/3 anni i vari osservatori Juve e Toro hanno iniziato a seguirlo finchè a luglio 98 viene tesserato dalla Juventus.
Il suo talento è emerso sin dalle prime partite, in cui si rivelò un attaccante esplosivo, ma non sono stato io ad accorgermene data la mia ignoranza calcistica

Anche il tuo primogenito seguiva lo stesso percorso?

Come vi ho già detto Alberto è stato un talentuoso piccolo calciatore, oggi gioca in promozione dopo aver avuto buone soddisfazioni.

Ci racconti un po’ di Lorenzo ..quando era piccolo? Com’era?

Era un bambino instancabile, molto coordinato e otteneva buoni risultati in tutti gli sport che praticava senza trascurare gli impegni scolastici.

La Juventus sappiamo, è un’ottima scuola non solo di calcio ma anche di vita, qual è stato l’impatto nella crescita di tuo figlio e della sua infanzia?

L’esperienza bianconera, oltre a formarlo come calciatore, ha contribuito alla formazione del suo carattere volitivo e determinato infatti oltre ai “momenti di gloria” ha imparato a superare piccole e grandi difficoltà.

Seguire dei figli “in carriera” come lo erano i tuoi bambini ai tempi, ha implicato una certa adattabilità famigliare, è stato un grande impegno e sacrificio anche per voi come genitori?

Sì, è stato un impegno costante nell’ accompagnarli, seguirli e condividere la loro esperienza, ma anche un grande piacere.

Come hai gestito il tuo ruolo, immagino non semplice, assistendo alla crescita sportiva di tuo figlio che ha visto il suo debutto con una delle tre squadre più forti del nostro campionato?

L’evoluzione è stata  naturale e graduale che ci siamo trovati in tale situazione quasi senza accorgercene.
Alla fine comunque fortemente emozionati.

C’è stato un momento della carriera di Lorenzo in cui era diventato molto popolare durante la gestione di Claudio Ranieri per l’esattezza, in quella fase non c’era quotidiano sportivo che non parlasse di lui, come Lorenzo si è trovato ad affrontare una così improvvisa popolarità?

 Con grande semplicità, naturalezza e grande felicità.

Ora Lorenzo è felice al Cagliari, c’è stato nel suo apprendistato Juventino un collega o alcuni se di più a cui si è ispirato o gli hanno lasciato qualcosa di speciale che si porta nel cuore?

Nicola Legrottaglie e Giorgio Chiellini ai quali si è ispirato tecnicamente e che lo hanno accudito come un fratellino minore e con i quali ancora oggi mantiene rapporti di amicizia.

Maurizio, sinceramente, ti saresti aspettato, quando i tuoi ragazzi hanno iniziato, un traguardo di questo tipo?

Assolutamente no.

In ultimo, mi piacerebbe che tu dessi dei consigli, un aiuto psicologico a dei papà come te, che hanno figli che stanno giocando in società dilettantistiche e che promettono bene: “cosa fare ..” “cosa non fare” e quale sarebbe il migliore atteggiamento di un padre?

Costanza nel seguirli, evitando però che i sogni vadano troppo lontano.
Ho visto ragazzi molto promettenti la cui carriera non è decollata.
Il calcio per i giovani deve essere divertimento e i genitori non devono fare eccessive pressioni sui figli…..
Uno su mille ce la fa, ma ogni piccola conquista calcistica può, con amore, essere vissuta come un trionfo.

Cari saluti, rimango a Vostra disposizione.

Maurizio Ariaudo

Intervista gentilmente concessa dal Signor Ariaudo a Luna23

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