Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 215

Giovinco e la storia della discriminazione Juventina.

Questa mattina apro il giornale e come capita spesso trovo la solita intervista di Seba Giovinco, in cui parla male della Juventus. Ormai è una consuetudine, ogni volta che va in Nazionale viene fuori questa storia. Le dichiarazioni di quest’oggi sono grosso modo: “Sono arrabbiato con la Juve perché qualcuno li non ha creduto in me”. Non so voi ma io di queste dichiarazioni ne ho piene le scatole. Oggi voglio scrivere di Giovinco per chiarire un poco a chi non è della provincia di Torino (come lo siamo io e Giovinco) come è quanto deve Giovinco alla FC Juventus.
Partiamo da questa premessa: ritengo Giovinco un buonissimo giocatore, non un fenomeno ma sicuramente un buonissimo giocatore. Un giocatore che sicuramente nella Juve di Conte ci potrebbe stare bene. Ritengo anche che la Juventus in questi anni non abbia preso giocatori tanto più forti di Giovinco e l’ho scritto proprio quando hanno preso Elia. Ma questa è una nota di demerito della Juventus non è certo la certificazione che in giro giocatori meglio di Giovinco non ce ne siano. Se avessimo preso Aguero o Rossi non credo che qualcuno oggi avrebbe rimpianto Seba. Lo stesso Quagliarella  (a posto) a parere mio è più forte di Giovinco e lo dicono le statistiche dei gol realizzati. Concludo la premessa aggiungendo che è anche vero che Marotta con la cessione in comproprietà di questo giocatore al il Parma ha commesso un grosso errore di cifre, e dico questo perché la metà del cartellino è stata praticamente regalata al club emiliano. Mi pare di aver detto tutto. Ora veniamo alla (molto) presunta discriminazione che Giovinco avrebbe subito.
Innanzitutto Giovinco ha avuto la fortuna di fare quasi tutte le giovanili nella Juventus. Non è da tutti. Sicuramente aveva delle doti fuori dal comune, ma se pensate che sia stato l’unico bambino bravo che ha giocato nelle giovanili della Juve vi sbagliate di grosso. Qui a Torino arrivano ragazzi da tutta Italia e vi assicuro che hanno tutti doti fuori dal comune. Giovinco non solo è stato cresciuto nelle giovanili della Juve, è stato amato, coccolato, vezzeggiato e pure viziato. Chi è di Torino sa benissimo che si parlava di Giovinco già quando aveva 16-17 anni. La Juventus gli ha fatto il primo contratto da professionista e lo ha dato in prestito poi all’Empoli, facendogli giocare il campionato di serie A a 19 anni. Grazie alla sua bravura è al fatto di giocare nella Juventus, Giovinco ha potuto frequentare tutte la Nazionali fin dalla Under16. Grazie alla Juventus è potuto rientrare alla casa madre e giocarsi le sue opportunità in prima squadra, cosa che non capita a moltissimi del settore giovanile. La Juventus dopo qualche tempo gli ha rinnovato il contratto portandolo a un milione di euro l’anno rendendolo oltretutto un giovane ragazzo ricco. Non sono informatissimo sul contratto che la Juve ha stipulato con il Parma, ma non mi stupirei se parte di quei soldi il Signor Giovinco li percepisce ancora dalla Juventus. Grazie alla Juventus, Giovinco ha esordito nella Under 21 diventandone anche un punto fermo. Grazie alla Juve, Giovinco è stato ceduto in prestito (e ora in comproprietà)  al Parma, squadra di seria A e non al Caltagirone o al Canicattì, e grazie al Parma, dove appunto lo ha mandato la Juventus , ha potuto rilanciarsi e arrivare anche alla Nazionale. Tra l’altro è certo che la nuova Juventus di Conte lo rivolesse indietro quest’anno per dargli la seconda opportunità – cosa che nella storia della Juventus è capitata a pochissimi giocatori – ma un po’ per qualche problema fra le società e un po’  per la sua poca voglia di ritornare e rimettersi in gioco, questo non è potuto avvenire.
In definitiva tutto quello che Giovinco ha fatto e\o vinto è stato fatto con la Juventus, eccetto l’approdo in Nazionale maggiore che è avvenuto con il Parma.
Con cosa è stata ripagata la Juventus di tutto questo investimento verso questo ragazzo?

34 presenze e 3 gol .

Ripeto per chi non avesse capito, 34 presenze in maglia bianconera e soli 3 gol ( e in verità anche una manciata di assist) per un ragazzo su cui la Juventus ci lavorava da 6-7 anni?
Altro che lamentarsi, Giovinco ci sarebbe da chiedergli i danni.
Mi sbaglierò, ma a parere mio è più Giovinco che deve alla Juve di quanto la Juve debba a Giovinco.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Intervista a Domenico Laudadio

 

Oggi intervistiamo per il Blog di Alessandro Magno, Domenico Laudadio tifoso Juventino conosciuto soprattutto per essere il creatore della ‘’Sala della Memoria Heysel’’ un vero museo virtuale e multimediale sulla tragedia che il 29 maggio 1985 si verificò allo stadio Heysel in occasione della finale di Coppa dei Campioni fra Liverpool e Juventus.

 

Prima di chiederti notizie sulle cose a te più congeniali facciamo una piccola presentazione. Chi è Domenico Laudadio?

Non è facile rispondere seriamente a questa domanda, soprattutto se hai già 47 anni ed il primo tempo della vita alle spalle. Facciamo così: un uomo  sensibilmente creativo, di professione libraio, con un decennio di teatro amatoriale alle spalle, come autore, regista e attore, padre di un meraviglioso cucciolo. La parte oscura la lasciamo all’oscuro…

Ti interessi ancora, oggi, alle partite, al calcio giocato, alla Juventus che scende in campo la domenica ?

Certamente, ma con moltissimo più disincanto per i suoi protagonisti. Questa generazione di calciatori è lontana dalle Juventus e dagli uomini che mi hanno cresciuto… Mi è rimasto il batticuore quando vedo la maglia esposta in un negozio, quando sento gli inni e leggo le poesie che la riguardano o rivedo i vecchi filmati di repertorio. L’emozione più grande resta sempre quella del goal abbracciando forte mio figlio che mi cerca puntualmente e mi butta le braccia al collo appena mi sente esultare.

Cosa ne pensi della attuale squadra guidata da Conte e di Conte medesimo ?

Una scelta “politica” di Andrea Agnelli, ma condivisibile.  Conte è un allenatore giusto per la Juventus in questo momento storico. Perchè senza il recupero della mentalità juventina non si può diventare una grande squadra neanche acquistando i grandi giocatori. Farà benissimo, perchè ha il crisma della Signora sul cuore… L’ho amato molto da giocatore. Da allenatore ha vinto in serie B due campionati e non è affatto semplice, da sempre. Ha idee, gioco, e sta dimostrando anche una discreta duttilità sugli schemi. Certo, la squadra è una incompiuta… Bisognerà lavorare molto tatticamente, ma soprattutto sulla testa dei giocatori. Bisogna innestare in futuro altri tre o quattro giocatori di spessore internazionale superiore. Nella mediocrità di fondo del campionato nazionale e senza le coppe la Juventus potrebbe anche lottare per lo scudetto. Purtroppo, penso che la difesa così sguarnita ed insicura ci costerà carissima fino a Gennaio. E’ il tallone d’Achille della squadra. Ci vogliono subito due grandi difensori centrali per ritornare competitivi ai massimi livelli e Chiellini deve tornare alle sue origini tattiche…

Sei venuto al nuovo Stadio, conti di venirci ? Che te ne pare ?

E’ una vera meraviglia, davvero. Commovente la cerimonia d’inaugurazione. Indimenticabile. Balich ha fatto un capolavoro, pur in qualche fraseggio della manifestazione rasentando l’ermetismo a scanso della retorica nella rappresentazione dei simboli.  In primavera conto di fare un salto su a vederlo. A Torino ho tanti amici…

Siamo pronti in Italia per gli stadi senza barriere ?

Assolutamente no, ma tu dimmi in cosa siamo veramente pronti in Italia ?  Viviamo una situazione economica, ma soprattutto sociale e politica deleteria. Non mi è più tanto difficile essere d’accordo con la parte sana degli ultras. Abbiamo bisogno di esempi, non di prediche. E da chi, poi ?  Quella ipocrita tessera del tifoso, per carità… Viviamo uno dei periodi etici più squallidi della società civile di questo meraviglioso paese. Ed il mio è un discorso politico a 360°… Non partitico.  Viene in mente quella canzone di Franco Battiato: “Povera patria ! Schiacciata dagli abusi del potere… Di gente infame, che non sa cos’è il pudore… Si credono potenti e gli va bene… Quello che fanno; e tutto gli appartiene… Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni ! Questo paese è devastato dal dolore…”

Stai seguendo le vicende relative a Moggi cosa pensi accadrà? Ci sarà un Moggi bis alla Juve o finirà tutto alla ‘’………..scordammoci o passato’’ ?

Calciopoli è stato lo stupro scientifico della vecchia Signora, altro che farsa. Lacrime amarissime, non risa.  Sinceramente, io non mi sono mai sentito rappresentato nella mia juventinità da Luciano Moggi. E non l’ho mai ritenuto un modello di stile per i suoi comportamenti in tal senso. Farsopoli, però me lo ha reso addirittura più simpatico, quasi subito… Lo ritengo un grandissimo dirigente calcistico e gli riconosco senza dubbio il merito di aver reso imperiale la rosa della Juventus durante la sua gestione, ma allo stesso tempo non condivido questo “processo” di beatificazione al quale lo stiamo elevando un po’ tutti. Alcuni suoi atteggiamenti pubblici e nei confonti della  nostra tifoseria, in passato, mi hanno anche molto irritato. Ne’ santo, nè demone, un uomo di calcio… La Juventus può imparare a vincere anche senza Luciano Moggi, a condizione che recuperi la cattiveria e la fame della tigre a digiuno. In campo ci vanno calciatori e allenatore… Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria mi sembra veramente una barzelletta  il procedimento penale a suo carico. Auguro al direttore di essere assolto con formula piena e di tornare ad una scrivania di un club prestigioso. Se fosse la Juventus, nessun problema. Sarà il benvenuto e, nonostante la sua bella età, sarebbe ancora in grado di fare la differenza…

Bene Domenico, veniamo alle domande che più mi incuriosiscono su di te e che penso incuriosiscano i nostri lettori.

Come è nata l’idea di realizzare una sala della memoria sull’Heysel e perché è nata? Hai forse perso qualcuno di caro in quella tragedia ?

Non in quella partita, ma già tre anni prima, nel 1982 sono rimasto orfano di mia madre, stroncata a 53 anni da un tumore maligno in quattro mesi. Questa esperienza mi ha reso particolarmente sensibile al tema della morte, al distacco e alla memoria come forma d’amore perpetuato attraverso la rievocazione dei ricordi. Il sito nasce per chiedere perdono ai caduti ed alle loro famiglie di aver esultato anche solo con un pugno al cielo, incrociando una macchina con la bandiera fuori dal finestrino che strombazzava per Bari, come se nulla fosse successo. Non me lo sono mai perdonato. L’idea è venuta impellentemente davanti al muro di gomma che mi si è presentato negli ultimi cinque anni proponendo alla società una Sala della Memoria nel nuovo stadio di Torino e rivendicando una pagina in memoria sul sito ufficiale della Juventus. Ho pensato, allora: “La faccio io !.” La capa tosta e l’orgoglio pugliese hanno fatto il resto. Conte viene dalla terra degli ulivi come me…

E’ stato difficile realizzare il sito, sei stato aiutato da qualcuno ? Al tuo sito si sono interessate anche le famiglie delle vittime o hai fatto tutto da solo ?

A digiuno di conoscenze di linguaggi di programmazione, ho chiesto aiuto alla mia compagna che ha realizzato la pagina sommario. Da quel momento in poi è nata una operazione forsennata di artigianato informatico individuale. Un lavoro non difficile di per sè, ma esigente in termini di tempo e attenzioni. Il sito museo ha subito due ristrutturazioni. La prima nel 2010. Ora è in completamento la seconda, quella probabilmente definitiva. Le famiglie delle vittime non hanno mai ispirato questa iniziativa. Ovviamente nel tempo, scoprendola, se ne sono compiaciuti.

Mi hai detto spesso in passato che il libro che si avvicina di più alla verità su quella tragedia è ‘’Heysel, storia di una strage annunciata’’ di Francesco Caremani. Mi sapresti dire perché ti sei fatto questa idea se ci sono altri libri che non conosco che meritano di essere letti e perché invece altri libri non sono particolarmente veritieri ?

Sono tutti buoni e utili i libri che sono stati scritti sulla tragedia dello stadio Heysel. Ognuno ha un taglio diverso nella narrazione. La verità non è mai stata lontana dal campo, ma non si è voluta guardarla con gli occhi.  Troppo dolore e troppa vergogna. Francesco Caremani oltre ad essere un valente giornalista è coinvolto direttamente nel dramma. Roberto Lorentini, il medico morto a Bruxelles nel tentativo di rianimare un bambino, era un caro amico della sua famiglia. Credo fosse costretto a dare emotivamente un tributo più umano alla causa. Francesco ha raccontato le vicende scomode prima, durante  e dopo il processo, ma il suo merito più grande è quello di aver diluito nell’inchiostro la prorompente energia e il grido orgoglioso di giustizia di Otello Lorentini, il Presidente fondatore dell’”Associazione fra i familiari delle vittime”, sciolta al termine dell’ultimo processo nel 1991. Per questo il libro di Francesco resterà sempre “La Bibbia dell’Heysel” come lo ha definito Emanuela Casùla, sorella di Andrea e figlia di Giovanni, caduti insieme a Bruxelles. Francesco ci ha anche molto pianto scrivendolo. Sono quelle lacrime a fare la differenza e si avverte nel sottotesto, leggendolo…

Sei in contatto con le famiglie delle vittime ?

I miei rapporti con alcune di loro sono rigorosamente e volontariamente ispirati al rispetto e ad un sano e consapevole pudore. Non ho mai varcato questo confine e credo sia giusto così… C’è molta dolcezza, sicuramente…

Si è parlato (e abbiamo fatto una raccolta firme insieme) di realizzare una sala della memoria vera nel nuovo stadio della Juve. Sai dirmi in proposito a che punto siamo?

Ci sarà certamente un “angolo della memoria” nelle sale del museo del club attualmente in allestimento. Penso sia pronto per la primavera del 2012.  E’ l’unica certezza di cui dispongo al momento. Sento di dividere con altri il successo dell’iniziativa. Il forum vecchiasignora.com che è stata l’incubatrice della petizione popolare e del mio sogno sin da subito. La spinta affettuosamente mediatica dell’amico Nicola De Bonis e della sua trasmissione “Stile Juventus” ha costruito virtualmente molti dei mattoni necessari a erigere quella benedetta “Sala”.  Ma senza la discesa in campo di Beppe Franzo e di Annamaria, la cara Miss RadioJuveWeb del gruppo Orgogliogobbo, senza il loro aiuto concreto, disinteressato e appassionato alla causa, compattando nella medesima lettera inviata alla società tutti i gruppi Ultras delle due Curve, i principali Siti e forum bianconeri sul web, senza il prezioso aiuto dietro le quinte di Claudio “Il Rosso”, e di alcuni familiari delle vittime, non credo ci sarei mai riuscito. Un soldato senza esercito non vince mai le battaglie da solo, ma anche i comandanti sono importanti… A onor del vero è risaputo che la Juventus Football Club a me personalmente non ha mai risposto in privato, neanche formalmente, alla proposta della Sala, dal 2008 ad oggi… Ma va benissimo anche così…

Hai fiducia a riguardo, nella nuova dirigenza e nel Presidente Andrea Agnelli ?

Il Presidente Andrea fino ad ora sta mantenendo tutte le promesse riguardanti l’Heysel. Per il 25° ha scritto ai familiari delle vittime ed  ha  officiato una cerimonia di commemorazione in sede a Torino, purtroppo parallela a quella della tifoseria. Mi aspetto da lui che si mescoli al popolo bianconero in futuro e che ci sia “un unico giorno della memoria” da celebrare insieme, familiari delle vittime, tifosi, ultras e società. Certo, dopo 25 anni di semi indifferenza e irritante distacco e silenzi della Juventus, di tutte le dirigenze da Boniperti a Blanc, non è poco… Sta crescendo insieme alla sua Signora. Lasciamolo lavorare serenamente. Ha il sangue giusto per impalmare la Signora e farla felice…

Hai mai parlato con Andrea Agnelli? Che impressione ti ha fatto? Ho saputo che ha invitato le famiglie delle vittime all’inaugurazione del nuovo stadio e durante l’intervallo è andato a trovarle personalmente e lontano dalle telecamere, gesto che hanno particolarmente apprezzato. Ma ho saputo che l’invito pare non sia arrivato a tutti tu sai se è cosi e perché ?

Una volta è entrato in libreria, dove lavoro. Qualche settimana prima dell’elezione a Presidente. Si aggirava da solo a curiosare fra gli espositori, non l’ho disturbato… Il suo sguardo durante la cerimonia d’inauguarazione del nuovo stadio, mentre i 39 palloncini bianchi salivano in cielo, era specchio fedele del suo animo sensibile. Ho saputo dell’incontro con i familiari in tribuna. Gesto bello perchè lontano dalle telecamere, ma indubbiamente doveroso… Gli inviti sono stati generosi nelle intenzioni, ma purtroppo la macchina organizzativa dello staff ha commesso degli errori, per dirla alla Moratti “antippatici”, ma certamente in buona fede… Un errore simile, a sensazione, non credo che il Presidente Andrea lo permetterà mai più in futuro, ma è un argomento troppo delicato e non sono io la persona giusta per affrontarlo. Il passato colpevolmente “manchevole” della società nei rapporti con le famiglie dei caduti ha alimentato in alcuni casi specifici molta diffidenza e rancore…

C’è stato un lungo processo dopo l’Heysel, forse più di uno, puoi dirmi come sono andati a finire, se ci sono state delle condanne ?

6 anni e 3 gradi di giudizio. Molto in sintesi, in cassazione questo il verdetto finale: 9 hooligans condannati a 4 anni, con la condizionale e 60.000 franchi di ammenda. Altri 3 condannati a 5 anni con la condizionale e 60.000 franchi d’ammenda. Ad Hans Bangerter, Segretario dell’ Uefa, 3 mesi con la condizionale e 30.000 franchi di ammenda. Assolto il Presidente Jaques Georges. 3 mesi con la condizionale e 500 franchi di multa al maggiore Michel Kensier della Gendarmeria. Assoluzione per il capitano Mahieu della Gendarmeria, Hervè Brouhon, Sindaco di Bruxelles, Vivianne Baro, Assessore allo sport, Albert Roosens, Segretario dell’Unione Calcio Belga. Secondo il reddito dichiarato le somme di risarcimento delle famiglie delle vittime dei feriti variarono da 14 a 400 milioni in lire, ripartite fra Stato e Federazione Belga e Uefa. L’aspetto più eclatante è l’inaspettata condanna della UEFA, in cassazione. Per merito di un anziano signore aretino, che risponde al nome di Otello Lorentini, ferito nel cuore dalla morte precoce e assurda di un figlio, dal 1991 l’Uefa è responsabile della sicurezza degli impianti sportivi durante le competizioni internazionali di calcio… Per la sicurezza degli stadi la comunità europea ed il calcio devono questo alla tenacia ed alla disperazione di un piccolo grande uomo, così…

Boniek, in polemica per la mancata assegnazione della stella nello stadio, ha detto che lui è l’unico che ha devoluto il premio di quella sera alle famiglie delle vittime. Ti risulta? Altri giocatori si son mai interessati alla vittime di quella tragedia ?

Boniek dice sempre tante cose, a volte anche troppe. Non ci sono affatto prove documentali a riguardo e comunque sia ciò non toglie e non aggiunge nulla al fatto che lui come tutti i suoi compagni ha festeggiato   indecorosamente in campo una coppa dei campioni che rispetto alle vite dei poveri tifosi caduti valeva in quel momento quanto un portaombrelli… I calciatori di quella Juventus sono sempre restati a debita distanza e hanno rimosso, chi prima, chi dopo, l’evento. Un lutto mai elaborato, si direbbe in psicologia. Bisogna allo stesso modo menzionare il gesto molto bello di Michel Platini e di Stefano Tacconi, ritornati a Bruxelles due giorni dopo la finale a trovare i feriti in ospedale. Rosalina Vannini, vedova di Giancarlo Gonnelli, morto all’Heysel, quel giorno era a Bruxelles al capezzale della figlia Carla, salvata miracolosamente dalla morte dalla respirazione artificiale di un tifoso del Liverpool. Mi ha scritto di “abbracciarli” da parte sua, nel caso li avessi incontrati al 25° a  Torino…

La Juventus si è mai interessata alle vittime di quella tragedia. E il Liverpool ?

In un primo momento ci fu subito una raccolta di denaro dei calciatori e della Fiat. Poi è calato il lungo inverno. Qualche messa in suffragio, qua e là. Una stele “bonsai” in sede, voluta da Giampiero Boniperti con un epitaffio di Giovanni Arpino. A parte il 2005, per la partita con il Liverpool, il ritorno della Juventus ad una cerimonia di commemorazione pubblica lo si deve al presidente Giovanni Cobolli Gigli, intervenuto ad Arezzo durante l’intitolazione del Piazzale antistante lo stadio comunale alla memoria di Roberto Lorentini. Pensa che al ventennale di Bruxelles la Juventus inviò a rappresentarla Riccardo, il figlio di Gaetano Scirea, ma dimenticò d’inviare una corona di fiori… Per quanto riguarda il Liverpool, solo cose positive. Il sito ufficiale del Liverpool ha una pagina di commemorazione con i 39 nomi delle vittime mentre quello della Juve no… Due targhe ad Anfield Road, una dentro al museo, l’altra sul muro dello stadio. Un tentativo di riappacificazione nel 2005, in occasione della partita di andata dei quarti di finale di Champions League fra Liverpool e Juventus, a vent’anni esatti dalla tragedia, con la cerimonia voluta sottobanco dall’Uefa e con la consegna di una targa in memoria che ora è integrata al monumentino in sede. Ricordiamo nella medesima sera la scritta “Amicizia” composta da tasselli bianchi e rossi apparsa in Kop prima del minuto di raccoglimento. Ricordiamo la rinuncia al gemellaggio con la Fiorentina ad Anfield per “rispetto” della tifoseria bianconera…  C’è, però,  un grande equivoco di fondo. Il Liverpool, società e tifosi, ha sempre dato la colpa al muro che è crollato. Non ha mai riconosciuto la causa reale della tragedia nell’aggressione criminosa degli hooligans. Qualcuno timidamente sostiene che vi furono provocazioni prima dello sfondamento, si parla di accoltellamenti fuori allo stadio, di un bambino inglese picchiato a cui fu sottratta una bandiera.  Leggende metropolitane e realtà si mescolano da ventisei anni. Ad ogni modo la verità inconfutabile è che la tecnica adottata dalla massa dei reds per occupare il settore Z fu di tipo militare e comandata da un ufficiale reduce dalla guerra delle Falkland… Di cos’altro dobbiamo parlare ?  Hanno aggredito selvaggiamente persone innocenti, deboli ed inermi, questa è l’unica verità storica incontrovertibile. E non ci sarà mai pace e amicizia con loro se non lo vorranno prima i familiari delle vittime che sono gli unici a poterli perdonare. E secondo me loro dovrebbero chiedere perdono, in modo solenne. Magari, in ginocchio, o faccia a terra, davanti a loro.  Oviamente, nel mio sito, mi farò garante sempre del dialogo con vecchi e nuovi reds, ma senza ipocrisia…

Che tu sai le famiglie hanno mai avuto un risarcimento. Dallo stato italiano, dalla Juve, dallo stato belga o dal Liverpool ecc…da qualcuno insomma ?

Dai testi che ho consultato risulterebbero: 6 milioni di contributo CEE, 5000 sterline dal governo britannico, 3 milioni dal Governo Italiano e altri milioni dalla fondazione “Edoardo Agnelli” che raccolse 18.078.000 lire dalla Juventus Football Club. 100 milioni a testa versati alle vittime dalla Fiat e dall’Ifil.7 milioni a testa da ciascuno dei calciatori della Juventus. 639 milioni da privati e gruppi juventini. 0 lire dalla Lega e 0 lire dalla Federcalcio Italiana.

C’è una figura direi poco chiara dietro a questa tragedia ed è Giampiero Boniperti. Sapresti spiegarmi il perché è vista cosi ?

Io sono molto legato a Giampiero Boniperti e gli voglio bene. Devo purtroppo lamentare che avrebbe dovuto ritirare la squadra negli spogliatoi al termine della partita ed impedire quei festeggiamenti prolungati. Vietare il rientro in campo e sotto gli spalti con la coppa in mano a Michel Platini. Lui non aveva giocato, doveva mantenere lucidità… Quella coppa poteva restare in quella cassetta di legno nella quale giaceva al momento della consegna alla chetichella da parte di un dirigente Uefa alla Juventus negli spogliatoi. Per sempre nella sua bara di legno. Come i nostri poveri angeli dell’Heysel. E l’errore più imperdonabile fu commesso dal Presidente a Caselle. La coppa non andava mostrata alla discesa dall’aereo in segno di lutto. Cannavò aveva ragione… A mio parere, la macchia più grave della nostra cara storia juventina fu scritta proprio quella mattina infausta. Altro che calciopoli… In seguito, con l’avanzare dell’età, Boniperti ha rilasciato sempre dichiarazioni lievemente farneticanti sul significato di quel trofeo. “Quel sangue” appartiene solo ai familiari delle vittime, caro Presidente…

Bisogna comunque concedergli come attenuante l’assurdità e la drammaticità di quanto vissuto in meno di un giorno.

Sento dire spesso da amici miei della curva che han fatto più loro per le famiglie che chiunque altro. E’ una frase fatta o è vero ?

Certe storie di solidarietà non le metto certo in piazza. L’unica verità è che effettivamente gli Ultras sono stati d’esempio sull’Heysel, gli unici a non tradire mai la memoria delle vittime e la solidarietà alle loro famiglie.

Cosa ti spinge a continuare questo impegno a distanza di 25 anni ?

Amore.

C’è qualcosa che non sai che ti sfugge e che vorresti assolutamente sapere su quella tragedia ? 

E’ un mosaico di cui abbiamo recuperato oramai quasi tutte le tessere, qualcuna magari è un pochino scheggiata… L’immagine che ne risulta è inequivocabile. Quelle poche mancanti sono irrecuperabili perchè giacciono in fondo alla coscienza degli uomini di quel 29 maggio 1985. Solo Dio conosce tutta la verità. Che vuoi che ne sappia, io, sono solo il custode di un museo…

Concludo con una domanda che faccio a tutti prima di salutarci.

C’ è qualcosa di cui avresti voluto parlare e che non ti ho chiesto? E se si, dimmi pure?

No, va benissimo così… Sull’Heysel bisogna imparare a parlarne mai a vanvera e sempre nelle occasioni giuste. Tutto il resto è memoria, preghiera e silenzio…

Grazie Domenico alla prossima allora.

Di nulla, un onore per me. Grazie a te onore ai 39 angeli e dell’Heysel.

 

 

http://www.saladellamemoriaheysel.it/

Determinati battono Presuntuosi 2-0 (e lo Juventus Stadium gode)

E’ una settimana che insisto con tutti quelli che incontro che contro il Milan avremmo vinto . L’ho scritto anche sulle mie pagine online . L’ho ripetuto a tutti i milanisti amici miei che incontravo in settimana e che erano convinti di venire qui a vincere facile. Non che avessi la palla di cristallo ma le sensazioni erano positive. Gli ingredienti c’erano tutti. La nostra non bellissima partita a Catania, il turno infrasettimanale del Milan, le difficoltà di Chiellini e i recuperi di Boateng e Ibra , fino alla designazione di Rizzoli, arbitro notoriamente ‘’portafortuna’’ dei rossoneri. Il quadro diceva prepotentemente Milan e infatti questo è il bello e l’imprevedibile del calcio. Quando tutti dicono che vinci facile …….vincono gli altri. Ieri Ibra non è pervenuto,  come spesso capita quando viene a giocare da queste parti. Possiamo dire che  si è notato solo per la pettinatura da ‘’femminiello’’, Boateng invece si notava per i fallacci , Cassano per la ‘’panza’’. L’unico che si è salvato nella penuria generale milanista è stato Tiago Silva autore di tante buone chiusure (forse senza di lui avremmo davvero dilagato).  Dall’altra parte c’è la Juve che ci aspettiamo di vedere sempre a Torino. Volenterosa , grintosa , determinata. Come dice Conte : ‘’Che mangia l’erba’’. Non è ancora una Juve feroce. Quella che chiamavamo la ‘’signora omicidi’’. L’inizio è stato piuttosto timido. I nostri ragazzi hanno ancora dentro vecchie paure. Paure di non essere all’altezza del compito per cui vengono pagati. In questo Conte sta facendo un lavoro egregio e queste vittorie servono proprio all’autostima. Dicevamo di questo inizio timido e di questo timore reverenziale verso un Milan non eccelso ma che comunque è Campione d’Italia in carica. La partita si è giocata praticamente a una porta , Buffon ha dovuto fare un solo intervento difficile (su Boateng) per il resto ha fatto da spettatore. Nonostante questo , nonostante 17 tiri verso la porta contro i 2 del Milan la Juve è riuscita a passare in vantaggio solo con un gol rocambolesco e ha raddoppiato su una papera di Abbiati. In questo bisogna migliorare tantissimo . Bisogna essere cinici . A volte le partite si vincono anche con una sola palla gol figuriamoci a produrne tante cosi . Bisogna metterne almeno dentro un 30%.  Grande merito va dato a Conte poi per aver  azzardato e indovinato lo scacchiere difensivo, dimostrando grande coraggio e un pizzico di incoscienza. Sfido chiunque di noi a riproporre Bonucci centrale e Chiello terzino dopo anni, proprio contro il Milan. Diamogliene atto perché si sta dimostrando anche un tecnico preparato . Gli abbracci a fine gare proprio a Bonucci e Pazienza ci fanno capire quanto è interessato a cementare il gruppo. Anche il riproporre Krasic in campo e difenderlo in conferenza stampa nonostante una prova deludente secondo me sono azioni che il mister fa in questa ottica. Credo che presto vedremo sia Quagliarella che Elia che Estigarribia. Sta nascendo la squadra di Conte e i ragazzi di Conte ci vuole solo un po di pazienza. La sua esultanza dopo i gol non ha prezzo. Chiudo parlando di Pirlo. Ieri pur non facendo la migliore partita della sua vita ,  Pirlo ha fatto la sua bella figura da 6,5 – 7 in pagella , che per uno che ha militato dall’altra parte per un infinità di anni non è proprio poco. Non ha tradito nessuna emozione particolare ,il suo viso è stato sempre la solita maschera impenetrabile. Si è sciolto un poco solo al gol del vantaggio , andando a gioire con i suoi nuovi compagni di squadra. Una gioia sobria , chissà se hanno gradito a Milano? Noi si, molto. Sicuramente rimpiangono più i Milanesi Pirlo di quanto noi possiamo rimpiangere Nocerino. Al festival della presunzione rossonera, nelle dichiarazioni prepartita Allegri aveva dichiarato che non avrebbe previsto nessuna marcatura particolare su Pirlo. Che possiamo dire? …………Grazie , fate sempre cosi quando giocate contro di noi.

 

Alessandro Magno per Juvemania.it

Juventus – Milan 2-0

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Conte 1 – certi tifosi 0

Una Juve pallida nel primo tempo e coraggiosa nel secondo non va aldilà del pari al Massimino di Catania. Solite amnesie difensive (gravi quelle di Chiellini soprattutto sul gol e su Suazo nel finale) e solito cuore e carattere con Vidal e Del Piero che sprecano malamente le palle per la possibile vittoria. Un Krasic in crescita e un Pirlo un po’ in tono minore, marcato in modo estenuante da Del Vecchio. A complicare il tutto anche il tempo non ci da una mano. Un grosso temporale si abbatte sullo stadio per tutta la durate del secondo tempo, sfavorendo sicuramente la Juve che doveva recuperare un gol, ed era anche più interessata alla vittoria finale rispetto al Catania che giocava di rimessa. Si poteva perdere o vincere ma soprattutto ancora una volta, fatto non trascurabile,  si è provato a vincere. Dette queste poche considerazioni  sulla partita, la cosa che mi ha dato più fastidio è leggere considerazioni ‘’pesanti ‘’ durante tutto l ‘incontro sui vari Facebook, Forums e siti vari Juventini. Ho letto commenti di tifosi (anche amici miei) sul quanto saremmo ridicoli, sul campionato del cavolo che ci aspetta sul fatto che questa Juve fa schifo, che siamo come l’anno sorso ecc ecc… Ora neppure a me è piaciuto il primo tempo e nemmeno le amnesie difensive del secondo, ma non mi aspetto neppure che dopo solo quattro partite di campionato tutto fili liscio. Conte non ha la bacchetta magica e ha ereditato una Juve piena di giocatori nuovi e di altri che l’anno scorso son arrivati settimi. Un solo Campione nuovo, Pirlo. Oltretutto il Mister non ha fatto alcun tipo di proclama, anzi ha sempre predicato prudenza e lavoro fin da inizio ‘’mandato’’. Ora chiedo a questi tifosi ipercritici se si son accorti che siamo primi in classifica? Sapete a volte sfugge. E vorrei anche chiedergli se a inizio campionato l’idea di  andarsi a giocare il primo scontro diretto contro il Milan da primi in classifica li avesse mai sfiorati? Quindi c’è da migliorare, ma non è il caso di stracciarsi le vesti per due pareggi. Se oggi Conte ha una colpa è quella invece di aver ascoltato tanti ‘’rumors’’ esterni , anche quelli di molti tifosi che ora criticano la squadra. Quanti di questi è da Agosto che dicono che il modulo è sbagliato e che Conte debba giocare con il 4-3-3 o con il 4-2-3-1? Quanti di questi è da Agosto che dicono che Vidal , Marchisio e Pirlo debbano giocare contemporaneamente? Quanti di questi è dall’inizio del campionato che rompono i maroni che debba giocare questo o quello o quest’altro, magari Elia?  Perché è giovane forte ed è costato tanto. Eccovi accontentati , il mister ha cambiato modulo nel primo tempo e fatto giocare l’olandese dall’inizio e i tre centrocampisti tutti insieme come volevate. Bel risultato vero?  A Catania nel primo tempo si è vista la peggiore Juve di questo nuovo corso . Un minimo di autocritica la dovrebbero fare questi tifosi invece di criticare la Juventus per un pari a Catania che ci può stare. Lasciamo a Conte certe scelte, lui allena la squadra ogni giorno e sa chi è più pronto e chi meno, come sa che il 4-4-2 è il modulo che tutti conoscono meglio. Che poi lo si voglia chiamare 4-4-2 o 4-2-4 perché agli esterni è richiesta più propulsione offensiva, sinceramente me ne frega poco. I numeri che mi interessano sono solo quelli dei punti in classifica.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Catania – Juventus 1-1

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La lunga strada di Antonio Conte.

Sono tante le cose che devo dire riguardo a ieri sera che non so se ho spazio e capacità di sintesi per dirle tutte in un articolo.

Innanzitutto lo stadio. Ieri ho avuto il mio battesimo nel nuovo impianto. E’ una cosa senza senso. Uno spettacolo nello spettacolo. E’ un colpo d’occhio degno delle aspettative di chi ci entra dentro per la prima volta come è capitato a me ieri sera. Un ‘’acustica’’ da cattedrale. Per la prima volta sento tutto uno stadio cantare e sostenere la squadra, non accadeva ne al Delle Alpi ne al Comunale, dove lo ‘’show’’ era peculiaritàdelle curve . Ieri ho visto uno stadio che è tutto una curva e sono sicuro che l’assedio all’arma bianca in inferiorità numerica è stato dettato soprattutto da noi tifosi dagli spalti. Penso sia un piacere per i giocatori avere un pubblico cosi vicino e caloroso.

Veniamo all’arbitro. Dire che è stato un disastro è un eufemismo. Non amo fare della ‘’piangina’’ e non amo lamentarmi dell’arbitro ma ieri Gava ne ha fatte di tutti i colori. Se potete vedere la sintesi della partita si vede chiaramente come l’arbitro ieri  è stato in totale confusione mentale oltretutto in una partita facilissima da arbitrare. Due episodi si vedono bene in tv. Sul nostro gol si avvicina a Pirlo per dirgli che fischia lui quando nessuno gli ha chiesto nulla , roba da arbitro di quarta categoria , mente sull’espulsione di Vucinic prima gli si avvicina con mano ”minacciosa” al taschino , poi cambia opinione facendo un gesto plateale con le mani come a dire ‘’questo è l’ultimo che fai non ne fare più ‘’ dopo cambia idea ancora (su richiesta della squadra bolognese) ed espelle Vucinic tra l’altro con un rosso diretto, roba da schizofrenia allo stato pure. Oltretutto il signor Gava ha dispensato per tutto l’incontro ammonizioni a senso unico consentendo però a Gillet di perdere un paio di minuti per ogni rimessa dal fondo, roba che solo il portiere bolognese da se ha perso 10 minuti. Per lui nemmeno un richiamo verbale.

La Juventus.

Ieri ho rivisto finalmente una Juve arrabbiata . Ho rivisto finalmente lo spirito di chi vuole emergere dalla mediocrità. Ho visto non buttare via la palla al novantaquattressimo minuto per l’ennesima perdita di tempo bolognese e ho visto Bonucci partire dalla panchina per andare a difendere i suoi compagni di squadra mentre si accendeva una rissa. Nonostante per giornali e televisioni Bonucci dovrebbe esser uno di quelli che si lamenta. Ho visto Pepe andare a saltare sull’ultimo pallone utile all’ultimo minuto e farsi male, come ho visto Pirlo dare lezioni di calcio e spettacolo, giocare come in una bolla d’aria, contro avversari e arbitro che non lo tutelava per niente. Ho visto Pirlo andare a battere i  calci d’angolo e raccogliere l’ovazione dei tifosi. Ho visto lo stesso Pirlo chiedere l’aiuto dei tifosi. A Milano lo stanno già rimpiangendo . Dio salvi Andrea Pirlo.

I singoli.

De Ceglie deve darsi una svegliata, ogni pallone fra i suoi piedi è un attacco di panico per lui e per tutto lo stadio. Abbiamo subito due gol uno dal Parma e uno ieri e in entrambi c’è il suo zampino. Non basta esser un bravo ragazzo volenteroso per esser il terzino della Juve. Cheillini gioca abbastanza bene ed è anche propositivo ma non può perdersi Portanova su un calcio d’angolo, proprio lui che del corpo a corpo è capo scuola e proprio Portanova che con tutto rispetto non è Rooney. Krasic ieri ha dato segni di risveglio e un paio di volte ha messo in difficoltà Gillet ma deve imparare al più presto quanto misura un campo di calcio perché non può portarsi sempre la palla oltre il fondo e oltretutto certi gol vanno segnati se no poi gli avversari trovano il gol e siamo qui a parlare di un pari invece che di una vittoria. La palla che gli ha servito Pirlo da solo davanti al portiere andava buttata in rete senza ‘’se’’ e senza ‘’ma’’.

Vucinic! Vucinic è genio e sregolatezza e la bella e la cattiva notizia di ieri sera . E’ evidente che ha un potenziale incredibile . Il gol è da centravanti di razza . C’è fiuto , cattiveria , prontezza e precisione, potenza balistica. Se avesse la testa di Klose sarebbe uno degli attaccanti più forti del mondo , ma non è tedesco purtroppo. Spero vivamente che la società lo multi per fargli capire che un campione deve anche sapersi controllare . Ieri in undici contro dieci vincevamo facile e invece.…

Mi chiedo :’’ dopo aver preso già un ammonizione per proteste è il caso di andare a fare un intervento da dietro in scivolata e a metà campo nei minuti di recupero del primo tempo?’’. Vorrei che Contegli facesse questa domanda e mi piacerebbe sentire la risposta di Mirko.

Chiudo raccontandovi un aneddoto. Ieri sera sono andato a vedere la partita con due miei amici rispettivamente di Rimini e di Riccione. Io ho la fortuna di abitare a meno di 20 km dallo stadio. Un po di coda in tangenziale e tutto passa , ma questi ragazzi si son fatti ( e si fanno) 900 km andata e ritorno per andarsi a vedere la Juve . Non male ! E c’è pure chi ne fa di più. Tutto questo amore , per andare a vedere la Juve giocare come ieri sera e magari pareggiare ma avendoci provato fino all’ultimo respiro. Perché può capitare pure di non vincere però bisogna imparare a onorare la maglia che si porta.  Sempre . Nedved diceva :’’ Non tutti hanno gli attributi per portare la maglia della Juventus”. Direi che i ragazzi visti ieri sera in campo, stanno imparando

Ieri i miei amici non erano contenti del risultato come non lo ero io ma della Juve vista si .

Per concludere , la squadra cresce e con lei lo spirito combattivo. Ci sono ancora molti errori dei singoli che vanno sistemati. Contepredica lavoro e prudenza e ha dichiarato che la strada è ancora lunga.  Non importa , aspetteremo.  L’importante è che finalmente , dopo tanto, si ha la sensazione di esser sulla strada giusta.

 

IL walzer di Pirlo

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Alessandro Magno per  Juvemania.it

Juventus – Bologna 1-1

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La vittoria che ci voleva.

Ieri non e’ stata una bella Juve e nemmeno una bella partita da vedere. La Juve di una settimana prima sembrava ben altra cosa a fronte di un Siena che non e’ meglio del Parma. Il gioco non e’ stato spumeggiante e alcune scelte di Conte, come l’insistere sulle fasce con Giaccherini e Pepe , lasciando ancora Elia e Krasic in panchina mi son apparse inopportune o quantomeno discutibili. Questo occorre dirlo per non farsi condizionare dal risultato ed e’ facile immagginare il giudizio dell’opinione pubblica (ma anche di molti tifosi) in caso di zero a zero.
Vucinic ieri  poi e’ stato cosi’ irritante da lasciar senza fiato.Un giocatore di tanta classe non puo giocare con quella sufficienza con cui ha giocato ieri, caraccollando per il campo e sbagliando passaggi che nemmeno nella Juve Allievi sbagliano. Torino non e’ Roma e gli Juventini non sono i Romanisti, lo impari presto. Fortuna vuole che proprio lui si  risvegli dal torpore, con un bel colpo di biliardo proprio sull’azione del gol, riscattando cosi almeno in parte  una prestazione da peggiore in campo. Il tutto proprio alcuni secondi prima che il mister lo sostituisca. Segni di un destino amico di Conte? Puo essere ce lo auguriamo tutti.
Contro il Siena non si e’ vinto con il gioco come vuole mister Conte ma comunque si e’ vinto che e’ l’unica cosa che conta.Fatta questa premessa devo dire che bisogna esser molto contenti di questa vittoria. Come detto nonostante il gioco ancora non c’e’ la ricerca di questo e’ evidente. Finche’ le gambe reggono la juve cerca di operare un pressing molto alto in fase dIfensiva cosi come la ricerca del possesso palla diventa per Conte e la squadra la priorita’ assoluta. Ho l’impressione che a Conte prema tenere molto lontani dalla nostra meta’ campo gli avversari,  un concetto non male secondo me.
Gli anni scorsi, in un passato recente, con altri mister, un idea cosi evidente di “sistema di gioco” non si era mai vista.
Matri (complimenti a lui per la zampata degna del miglior Trezeguet) ha dichiarato che partite come quella di ieri l’anno scorso si perdevano. Forse è presto per questo tipo di similitudini perche’ anche l’anno scorso partimmo anche bene. Sicuramente La Juve a Siena e’ apparsa piu compatta rischiando davvero pochissimo se non su qualche tiro da lontano e con la prima contro il Parma sono due partite che si rischia cosi poco.
Ecco , questa e’ una piacevole abitudune che vorremmmo si perpetrasse.
La vittoria risicata per certi versi puo esser un toccasana. Ci costringe a volare basso. Tutti. tifosi e giocatori.Le facili esaltazioni, i momenti di facile gloria lasciamoli agli altri, Napoletani in primis. Restiamo sereni e concentrati ,ricordiamoci che fummo noi l’anno scorso a vincere 2-1 (a Milano) contro i futuri campioni d’italia.
Sappiamo come e’ finita.
Peggio molto peggio sarebbe stato vincere di nuovo a mani basse, con il grande rischio di montarsi la testa e credersi fenomeni.
Son due anni che arriviamo settimi e i peggiori casini son arrivati, in entrambe le annate, quando si e’ iniziato a parlare di scudetto.
C’e’ una “freddura” che si racconta a proposito di Conte da quando e’ arrivato a Torino , si dice che il mister sia cosi’ ossessionato dal lavoro che risponde “bisogna lavorare” a qualsiasi domanda. Pure se gli si chiede l’ora. Bene. Continuiamo cosi. Questa e’ la strada giusta.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Siena – Juventus 0-1

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