Archivio Autore: Alessandro Magno - Pagina 212
Doveva essere una passeggiata
Analizzando i numeri di Juventus Cesena verrebbe da farsi l’idea che è stata una partita semplice. 20 tiri a 1, 10 angoli a 1, 79% di possesso palla a 21% in favore della Juventus. In realtà non è stato cosi, il muro eretto dai romagnoli davanti al loro portiere ha resistito per lungo tempo e solo un colpo di genio del nostro ‘’principino’’ Marchisio ha consentito di fare breccia in quel fortino. Come spesso accade in questo genere di partite poi, è bastato un gol per vincere, e dopo di quello se ne potevano fare altri dieci. L’assenza di Pirlo devo dire è stata ben supportata dalla squadra; Pazienza non ci ha fatto rimpiangere il titolare, giocando con ordine e costanza, facendosi trovare pronto negli appoggi per i compagni e badando molto al sodo. In pratica, dimostrando una grossa intelligenza, ha fatto il Pazienza e non il Pirlo. Fin qui tutto bene, la difesa non ha avuto particolari patemi e Buffon è stato spettatore non pagante. Cos’è che non ha funzionato bene allora domenica nel gioco di Conte? Iniziamo parlando dell’attacco. Matri è stato la fotocopia sbiadita del gran giocatore che tutti noi conosciamo ed apprezziamo ogni domenica. Essendo ad oggi l’unico centravanti che abbiamo in squadra (almeno utilizzato), se ‘’manca’’ in campo si nota eccome. Forse per sopperire a questo difetto occorrerebbe portare almeno in panchina un altra punta (Luca Toni) rinunciando a un ala (Krasic o Giaccherini) tenendo presente anche, che l’esterno alto alla Pepe lo possono fare sia Quagliarella sia Del Piero. Devo dire che altre volte Conte ha utilizzato come centravanti Vucinic e che in questa partita il montenegrino è dovuto uscire a causa di un infortunio alla coscia quando non stava giocando male. Resta evidente come bisogna rendere partecipi alla nostra causa più giocatori possibili allargando il numero dei titolari, e questo Conte lo sa visto che nella conferenza stampa post-partita lo ha confermato. Per questo dico, menomale che arriva la Coppa Italia dove necessariamente bisogna provare delle alternative e far giocare quelli meno utilizzati fino ad ora. Altra cosa che non ha funzionato nel gioco d’attacco di domenica è la fase aerea. Nell’unico cross messo in modo decente in area, Pepe è andato vicinissimo al gol. Durante la partita, non so se per merito del Cesena o demerito nostro, i cross sono stati pochissimi e pessimi; persino nei calci d’angolo si è cercato di utilizzare degli schemi alquanto improbabili piuttosto che scodellare la palla in mezzo per la testa di qualcuno. Trovo questo alquanto strano visto che sugli angoli saltatori ne abbiamo, Chiellini e Bonucci su tutti. Un altro neo è stata la velocità della manovra. Non è un caso che il gol sia arrivato su un intuizione di Marchisio che ha stoppato a seguire, saltando così in un solo tocco il suo marcatore. Spesso facciamo troppi tocchi, siamo troppo lenti nelle ripartenze e facciamo in modo che la squadra avversaria abbia tutto il tempo per schierarsi in difesa. Molte volte quando la palla è già sulla fascia a Chiellini o Lichestenier, si preferisce ripartire da dietro ridando la palla a Bonucci o Barzagli. Non sempre questo è un pregio, molte volte permette agli avversari di riorganizzarsi come detto. Dalle dichiarazioni di Conte nel post partita si evince anche che il nostro mister è stato tentato più volte di sostituire uno dei due centrali di difesa in favore di un giocatore più offensivo e questa è un’altra considerazione che mi pare assai sensata, perché contro squadre che si difendono in otto e attaccano in due è abbastanza ‘’sprecato’’ giocare a quattro dietro. Sia chiaro, sono molto contento della prestazione della Juventus di domenica, anche se magari leggendomi non pare cosi. Siamo passati in pochi mesi dal subire “squadrette” come Catania e Chievo che l’anno scorso venivano a fare il bello e il cattivo tempo qui a Torino, a imporre il nostro gioco su ogni campo e a giocare per vincere sempre; con determinazione e grinta come non si vedeva da tempo e come anche domenica è stato. E’ evidente a tutti che i ragazzi si sono impegnati tantissimo anche contro il Cesena. Purtroppo ho la sensazione che contro squadre che la partita “non se la giocano” questa Juve abbia delle difficoltà, quindi credo che il mister su questo debba riflettere e lavorare. Fortuna che a Conte il lavoro non spaventa. Ultima considerazione sull’arbitraggio e sul giudizio dei “media”. L’arbitraggio è stato assolutamente penalizzante per la Juventus. Tutt’altro che casalingo. Non tanto negli episodi , quanto nel fatto che ha consentito al Cesena di picchiare indisturbato per tutta la partita. Il rigore ci può tranquillamente stare al di là di quello che ne pensa Paparesta . C’è un danno procurato evidente. Se Antonioli non abbatte Giaccherini, il nostro calciatore va in porta. Sull’espulsione possiamo anche eccepire visto che il portiere non si può smaterializzare, ma sul rigore non vedo scandali. Oltretutto al Milan quest’anno ne hanno dati di peggiori e arrivano anche con una certa frequenza. Per quanto riguarda il capitolo espulsioni mancano alcuni cartellini gialli, a Mutu , Guana e Rossi, che almeno per questi ultimi due sarebbero potuti diventati altrettanti cartellini rossi per somma di ammonizioni. Incredibile poi il mancato doppio giallo a Rossi per un fallo al limite su Chiellini e soprattutto per il calcio in faccia a Del Piero (8 punti di sutura). C’è anche qualcuno che ha obbiettato sui cartellini rossi dati ai giocatori della Roma nella partita contro la Fiorentina, mica per altro… Perché la Roma è la nostra prossima avversaria. In verità quei cartellini sono tutti sacrosanti, ma evidentemente iniziamo nuovamente a dare fastidio e ad essere antipatici.
Meglio cosi. Siamo Amici di Nessuno e ci piace così.
Quando il gioco si fa duro… la Juve c’e
Il godimento è iniziato già nel pomeriggio quando è arrivata la notizia della mancata convocazione di Cavani. Col senno di poi era meglio se fosse mancato Bonucci e avesse giocato Cavani, ma queste sono sottigliezze , il fatto è che a molti tifosi del Napoli sarà passato per la testa “Era meglio se l’altra volta non rinviavamo la partita”, vuoi mettere la soddisfazione nostra? Adesso valli a sentire “se c’era Cavani”… peccato se ci fosse stato lui non ci sarebbe stato Pandev per cui 1 meno 1 fa sempre zero… Comunque chi di rinvio ferisce, di infortunio perisce: fare i furbi è peccato, ma credersi tanto più furbi degli altri è una malattia che a Napoli è cronica.
Il clima è stato fin troppo caldo fin da subito. I tifosi napoletani hanno cercato di intimidire in tutti i modi la nostra squadra già dal prepartita. Il pullman su cui viaggiava la Juventus
infatti è stato fatto oggetto di un vero e proprio agguato mentre sopraggiungeva nella zona dello stadio. Gruppi di tifosi, o presunti tali, a bordo di motorini hanno accerchiato il mezzo dei nostri facendolo oggetto di una sassaiola. Il parabrezza del pullman è stato infranto e la polizia di scorta al veicolo è dovuta intervenire. De Laurentis probabilmente ci dirà che ciò avviene in ogni città o che forse girare con un pullman di questi tempi di recessione, è una provocazione (cit.). De Magistris magari aggiungerà forse che a Napoli non c’e’ un problema delinquenza e Napoli è sicura e non e’ la capitale del crimine… Mi spiace per costoro, ma a Torino queste cose non succedono. Per la cronaca il bis della sassaiola è stato concesso a fine partita al momento di lasciare lo stadio sempre per gentile concessione dei tifosi napoletani. Bisogna andare con due pullman a giocare a Napoli uno per l’andata e uno per il ritorno. Ovviamente il Napoli Calcio di queste cose non pagherà nulla, abbiamo già detto nell’altro articolo come c’è chi le regole le subisce e chi le interpreta. D’altronde come giustificare ancora il De Laurentis imbufalito che ripete, nel dopo partita, che secondo lui e’ finita 4-3 per loro perché i rigori non si ripetono… Perché non c’è un regolamento che parla chiaro c’è quello che è giusto per lui, punto e basta. E non dategli torto (infatti in TV nessuno lo fa), perché se lo fate si prende la palla e se la porta a casa, così vedete non gioca più nessuno.
Evidentemente il copione che aveva studiato per la serata gli è rimasto parecchio sullo stomaco.
Piccolo particolare, alla Juve non stava bene quel copione. Non ci stava proprio a fare la parte del cattivo che alla fine del film muore. Qualcuno spieghi a De Laurentiis che la vita reale non è il cinema. E lo spieghi anche a tutti gli antijuventini d’Italia che ieri hanno assistito alla partita con lo spirito di “chissà quante ne prende stasera la Juve”.
Cosa dire sulla partita che non si e visto in campo?
La partita l’ha fatta nel bene e nel male la Juve (7 minuti di possesso palla in più), il Napoli ha giocato fin dal primo minuto esclusivamente di rimessa. I nostri pur commettendo un sacco di errori difensivi ci hanno creduto sempre ribattendo colpo su colpo. Non so cosa abbia detto loro Conte nell’intervallo, non so se i nostri han paura di affrontare Conte dopo una sconfitta. Magari li mena… Certo è che nel secondo tempo son scesi in campo 11 leoni e se sul 2-0 crederci era difficile, sul 3-1 era impossibile. In uno stadio che era esageratamente ostile. I nostri ad ogni tocco di palla erano sotterrati di fischi. Fischi assordanti, non certo robetta che non si sentiva. Qualcuno al posto loro se la sarebbe fatta sotto. Non questi. Non gli uomini di Conte. Un pari che ha il sapore di una mezza vittoria sopratutto per il morale. Questa squadra ha tanti limiti ancora da limare, ma ha carattere, voglia di fare, propensione al sacrifico… Non molla mai. In una sola parola ha cuore. Fa bene Conte a coccolarsi questi ragazzi. Ad esserne orgoglioso. Ripeto che non so dove arriveremo ma sicuramente daremo fastidio a tutti. Erano tanti anni che non vedevo questa maglia portata in campo con così tanto onore. Grazie Conte.
Alessandro Magno
In casa giochiamo Noi!
Sabato sera ero allo stadio Olimpico di Roma a seguire la nostra Signora, settore ospiti ovviamente. Impressioni dal vivo? Le stesse che si hanno in tv. Una squadra che ha saputo tenere bene il campo, una squadra che sa soffrire, una squadra che subisce l’avversario senza timore e con sicurezza nei propri mezzi. I complimenti vanno fatti anche alla Lazio che ha giocato da squadra tosta quale è, ne è uscita una bella partita divertente. Noi non potevamo aspettarci una partita tipo quella con il Palermo, ma questi 0-1 a volte valgono doppio.
Ma vorrei spendere due paroline per i tifosi, i nostri grandi tifosi. E’ stata la prima partita di quest’anno che ho seguito dal vivo e vedere tutta quella nostra gente in massa in una trasferta è spettacolare. Settore ospiti completamente esaurito e metà curva Sud era nostra. Dall’interno abbiamo fatto un gran tifo e chi ha visto in tv ha confermato che ci siamo sentiti.
Gli ultras hanno diretto l’orchestra magnificamente, incavolandosi a volte con chi non cantava. Un tifo molto caloroso, grintoso che viaggia passo dopo passo con la squadra. Cantare il coro per Gigi Buffon e vedere un suo cenno “aspettate, adesso non posso saltare” oppure il saluto di Simone Pepe quando è stato sostituito o ancora il ringraziamento di Antonio Conte, fantastico.
Il coro che abbiamo cantato maggiormente è stato IN CASA GIOCHIAMO NOI e si vedeva, si percepiva, ci sentivamo padroni del campo e degli spalti. Grande tifo. Dobbiamo continuare così, remare sempre con la squadra, sempre nella stessa direzione, sostenerla in qualsiasi momento. Abbiamo una grande tifoseria.
Silvio Raponi
Primo Round Juve
Nello scorso articolo ho parlato di una serie di quattro trasferte molto insidiose (Lazio,Napoli, Roma e Udinese) che ci dovrebbero dire finalmente chi siamo. La prima è andata, e si è vinto per fortuna. Non è stata per niente una partita semplice. I biancocelesti di Reja non si trovavano in cima alla classifica per caso. Sabato sera c’è voluta più che una buona Juve per portare a casa il risultato. La partita è stata giocata all’arma bianca da entrambe le squadre che non si sono risparmiate. Il gioco si è svolto a folate con momenti di supremazia per l’una o per l’altra. I portieri hanno dovuto sfoderare le migliori parate del proprio repertorio per resistere agli attacchi avversari. Entrambe, a parere mio, hanno avuto un uomo in meno in attacco. Loro Klose, reduce da un infortunio, e noi Vucinic, che dormicchia e ormai lo conosciamo. Fortuna il nostro si è fatto trovare sveglio nella ripartenza che ha portato al gol di Pepe.
La partita è stata bella, senza dubbio. Poteva finire pari, poteva pure vincere la Lazio… Ha vinto la Juve, meritatamente. E’ stato per noi ad oggi il test più severo, soprattutto per la nostra difesa, molto spesso criticata, nonostante i numeri dicano che è una delle migliori del campionato. Bonucci ha fatto un solo svarione (grave), ma ha fatto anche alcune chiusure tempestive, soprattutto nel secondo tempo. Tutti gli altri sono stati superiori alla media con un plauso particolare a Buffon, immenso in alcune parate, e Pirlo stoico, generoso, preciso, con una gamba e mezzo non ha sprecato neppure un pallone. Un esempio per tutti gli altri. Non mi è piaciuto particolarmente nemmeno Giaccherini che ha sbagliato per eccessiva foga gol molto semplici, ma siamo alle sottigliezze in una prova maiuscola di tutta la squadra. Certo mi chiedo se al posto del Giak ci fossero stati o Elia o Krasic, o Del Piero, se magari la partita si sarebbe potuta chiudere prima. Conte ha comunque tutta la mia stima, ha riportato dentro questo spogliatoio uno spirito che mancava davvero da tempo. Sono tutti pronti a dare tutto l’uno per l’altro. Non so oggi dove arriveremo ma certo sarà difficile batterci per chiunque.
Veniamo alle note di demerito dei media. Ieri, amici abbonati a Sky mi hanno informato del “mitico” (per gli antijuventini) Caressa che si sarebbe dilungato nel criticare l’atteggiamento di alcuni dei nostri giocatori rei di aver protestato troppo contro il guardalinee e definendo tale atteggiamento “intimidatorio” (secondo alcuni Caressa pare abbia riportato, invece, il labiale dell’arbitro nei confronti dei calciatori). Certo il ‘’buon’’ Fabio farebbe bene a occuparsi di più dell’atteggiamento intimidatorio adottato in questi anni, verso arbitri e avversari, da alcuni dei giocatori di quella squadre a strisce nere e blu per cui fa il tifo lui e il suo amico-collega Bergomi. Parlo di atteggiamenti di due difensori soprattutto uno brasiliano e l’altro argentino che non sono proprio degli stinchi di santo. L’altra cosa che mi ha dato noia è stato il piagnisteo di Reja a fine partita per un rigore alquanto presunto per un mani di Barzagli. Quello non è rigore nemmeno alla play station visto che i giocatori sono distanti fra loro meno di un metro e la palla schizza da Buffon sul braccio di Barzagli. Nemmeno Rocchi (il giocatore) autore del tiro si accorge di nulla o protesta per alcunché. Ho avuto sempre stima di Reja considerandolo un “maestro di calcio” e non sarà questa piccola caduta di stile a farmi cambiare idea. Capita a tutti di sbagliare soprattutto dopo una partita persa senza demerito. Certo Cesari che dà ragione a Reja, cambiando idea al suo cospetto pur di non contraddirlo, dopo aver detto un minuto prima che non c’era alcun rigore , è un caso grave di sdoppiamento della personalità.
L’ultima considerazione la voglio dedicare per l’avvocato Taormina che in settimana aveva detto che sfavoriscono il Milan per aiutare la Juve (episodio del gol annullato a Seedorf). Innanzitutto andrebbe considerato il fatto che il Milan ha più di un gol in fuorigioco assegnato in suo favore. Già solo in quel di Lecce non ci sarebbe stata nessuna rimonta se non fossero stati assegnati al Milan tre gol abbastanza irregolari. Fra l’altro, mentre sto scrivendo, hanno appena dato un rigore inesistente a Pato che di fatto chiude la sfida Milan-Chievo. La seconda considerazione da fare è che la Juventus dopo 11 partite non ha avuto nemmeno un rigore a favore. La terza considerazione è che le partite della Juventus finiscono in contemporanea con la tabella dei minuti di recupero del quarto uomo e non un minuto dopo come ad esempio quelle del Napoli. Quarta e ultima considerazione è quella relativa alle ammonizioni. Al nostro Marchisio è stata comminata un’ammonizione, molto severa se non proprio inventata, che gli farà saltare la trasferta di Napoli. Ci sarebbe anche una regola che dice che dovrebbe saltare la partita con il Cesena, ma sono sicuro che salterà proprio Napoli. Lavezzi pare sia stato anche ammonito a Bergamo, almeno cosi appare sul sito della Figc ma vedrete che giocherà. C’è chi le regole le interpreta e chi le subisce. Marotta nel frattempo, su queste cose dorme più di Vucinic, ma questo è un problema nostro, si sa. Mi pare ci siano abbastanza ingredienti per affermare con assoluta sicurezza che dall’inizio del campionato ad oggi chi sostiene che la Juve è stata favorita dagli arbitri, dice una grossa cavolata. Per tutto il resto parlerà come sempre il campo. Suona il gong, sotto con il secondo round.
Alessandro Magno
Due giorni di bufera a Napoli
Mentre a Genova nubifragi, alluvioni ed esondazioni creavano il panico tra la povera popolazione, a Napoli sono stati due giorni di bufera nonostante la posizione geografica piuttosto sfavorevole a questo tipo di clima. Direttamente coinvolto nel bel mezzo della bufera è stato tutto l’ambiente juventino degli ultimi 6 anni: squadra, dirigenti, tifosi, ex dirigenti e rispettivi avvocati. Tutti ce la siamo fatta fare sotto il naso sia al chiuso che all’aperto, sia tecnicamente al S. Paolo che nell’aula 216 del Palazzo di Giustizia: in due giorni, abbiamo probabilmente perso la vetta della classifica anche se provvisoriamente, continuità negli ultimi felicissimi risultati sportivi ma soprattutto credibilità a livello manageriale. Da un lato. Dall’altro abbiamo probabilmente perso quella battaglia che rappresentava la più importante degli ultimi 5 anni, proprio nell’aula 206 della Sezione Penale di Napoli; hanno dovuto far alzare bandiera bianca a Moggi e a quasi tutti gli imputati maggiori. Dopo anni passati a fare controinformazione, la sentenza del tribunale di Napoli è parsa molto simile a quella sulla radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini di qualche mese fa quando si giudicò tutto a “sentenze rese” ovvero con un nuovo procedimento penale (che ha allungato, o meglio, spostato, i tempi di prescrizione) fatto su fatti già commessi e senza che gli imputati avessero la possibilità di difendersi, proprio come accaduto nel 2006 nel processo sportivo. Con questa sentenza, siamo già a 3 precedenti di sentenze molto, molto simili tra loro nel procedere e nel giungere a conclusione con una pecca comune. Non si è voluto attualizzare il processo sulla radiazione (che tra l’altro, è ancora in corso a Roma) ma non si sono volute utilizzare neanche intercettazioni uscite sui giornali ma già dal 2006 nelle mani della Federazione e che, nel 2006, si decise, nel processo sportivo, di “occultare”. Tra l’altro, non è stato preso in considerazione neanche e soprattutto il teorema delle sim svizzere (come si potrà vedere tra le motivazioni) più volte confutato (non per assurdo ma con prove accertate). Per questo c’è Fabiani assolto. Un altro assolti di lusso che fa rumore è la Fazi ma qui è merito della Morescanti, una dei migliori avv. del processo. Persino il “rapporto di esclusività” che avevano i designatori Bergamo e Pairetto con la presunta cupola è stato smontato poiché i contatto con i designatori non erano vietato e lo stesso Bergamo ha più volte ammesso che Moggi non era il solo a rivolgersi con certe pretese e che era la stessa Figc a invogliare il dialogo tra rappresentanti delle società e della federazione. Tra le sentenze stilate velocemente dalla Casoria è emerso ancora che “Moggi viene condannato e assolto per gli stessi motivi”: assolto per metà dei capi d’imputazione e condannato per gli stessi motivi per i quali ha già scontato, a partire dal 2006, la pena: sotto questo punto di vista ha fatto sorgere dubbi pure Lotito, presidente della Lazio, colpito e affondato come Moggi da punizioni già scontate in questi anni. Moggi viene condannato soprattutto per alcune intercettazioni nelle quali sarebbe protagonista per aver salvato la Fiorentina dalla retrocessione ed è il motivo principale per il quale (altra stranezza emersa dalle sentenze) la Juve, parte civile di questo processo, ne è uscita del tutto pulita e non dovrà pagare alcun risarcimento, persino estranea ai fatti e assolta per “Dissociazione organica” (e quest’altra parola da dove l’hanno pescata? Si sono inventati un’altra cosa simile “all’ illecito strutturato”?). Come dire che Moggi lavorava per la Fiorentina (che, insieme alla Lazio, non è né estranea e né esentata dal pagare danni economici) e non per la Juve (Meani dixit) poiché la società ne era del tutto estranea. Mettiamoci poi l’ormai famoso “urlo d’esultanza e di gioia” di Vitiello, avv. Juve, fuori dalle aule del tribunale ed il conseguente comunicato posto dalla Juve stessa sul proprio sito (nel quale si prendono ufficialmente le distanze da Moggi e da ciò che continuerà a fare in sede penale) e le conclusioni sono tirate: hanno voluto separare volutamente le strade di Juve e Moggi. Hanno indirizzato questo processo in questa direzione istigando, indirettamente la Juve, a prendere le distanze da Moggi. Non ce la faceva più nessuno a sopportare l’idea che, un giorno, Juve e Moggi sarebbero potuti tornare forti insieme, puliti e assolti. La Juve continuerà a lottare per non perdere credibilità ai nostri occhi (sempre che non l’abbia già persa) ma l’unica battaglia che può ancora condurre è quella per la parità di trattamento che astutamente, Agnelli, sa di potersi giocare soltanto con questo benedetto “Tavolo della pace” con Petrucci, Abete, Moratti. Le altre, Tnas ed esposto a Platini, le abbiamo già perse. Proprio il Tnas, dichiarandosi incompetente, non ha lenito il dubbio elementare che assale tutti noi tifosi interessati a Calciopoli: ma qui, chi è competente? È assurdo, nel vero senso della parola, che nessuno sia in grado di decidere o prendersi delle responsabilità: tutti dietro la lavagna! L’esposto al Tar e alla Corte dei Conti, invece, non sono altro che pura formalità di una prassi già cominciata dalla Juve e che, giustamente, deve portare a termine. È notizia di pochi giorni fa che l’esposto all’Uefa è stato archiviato. L’idea del tavolo della pace poi (sperando che assuma i connotati di una tavola rotonda in stile re Artù, per lo meno) non porterebbe a nulla se ognuna della parti chiamate in causa (Figc, Inter, Coni) non si presentasse disponibile al dialogo: Moratti che ha già parlato di coltelli, Abete che resta sulla sue e Petrucci che chiede solo di dimenticare tutto ciò che non è calcio giocato non fa presume nulla di buono se non un tentativo di chiudere la questione almeno dal punto di vista umano dal momento che, i tribunali, non ne sono pienamente capaci. Deve far riflettere che la proposta l’abbia lanciata proprio il presidente Agnelli, la cui posizione è quella di parte lesa e non di manovratore. Faccia tosta Abete che parla di un Agnelli inopportuno nel fare ricorso al Tar nel giorno della commemorazione di Facchetti: “Il bello del calcio”, salvo poi ascoltare noi tutti la notizia della non competenza del Tnas proprio il giorno seguente. Bella roba. E, nonostante la Juve, dimostrandosi del tutto estranea ai fatti di questo processo voglia attestare la propria lealtà, probabilmente continuerà a vedere i 2 scudetti sottratti dal binocolo perché, regola fondamentale per tutto l’ambiente sportivo, è quella di non DIMENTICARE MAI. E torchiare a vita tutti. Idem Moggi che ha praticamente già perso la battaglia per la radiazione. Nonostante non debba essere così, Napoli non potrà non influire nelle scelte future di altri tribunali. Nonostante si fa peccato a pensar male, non si può negare che sia stato molto più conveniente salvare oggi la Juve per tenere calmo il presidente Agnelli che non all’epoca di Cobolli Gigli quando si ebbe persino il coraggio di ritirare il ricorso al Tar. Ecco, tutto ciò è emerso in questo processo, svoltosi su due binari paralleli: da una parte, l’accusa che si sbriciola da sola (con teste criticabili come Nucini, Zeman e De Martino) o viene sbriciolata dalle prove della difesa; e dall’altra i procuratori capo che hanno dovuto per forza mantenere i termini del processo su una certa linea, quella tracciata inizialmente dall’accusa. Hanno vinto Palombo, Galdi, Piccioni, Monti della Gazzetta, Capuano , figlio di quei Narducci e Beatrice andati via dal tribunale per altri impegni, quest’ultimo che dice che non è stato un processo farsa ma un processo mediatico condotto per distruggere loro, i PM stessi. I giornalisti Rai che fanno la trasmissione “Speciale su Calciopoli” (Civoli, Mazzola e il loro esperto giudiziario). Per ora, anche Moratti, Tavaroli, Montezemolo, e tutto il gruppo delle telecomunicazioni Telecom (il cui processo, per fortuna, è ancora in piedi e anche qui, nonostante verità prima indiscutibili che stanno emergendo, non è detto comunque che l’esito finale del processo sia favorevole se tutto dovesse andare avanti come qui a Napoli) che ha diretto questa farsa. Hanno vinto la Melandri, Ruperto, Rossi e Sandulli. PER ORA. Col senno del poi, hanno sbagliato tutti quei tifosi che hanno riposto tutte le loro speranze in una giudice, la dott. Casoria, che per quanto possa aver dimostrato di essere in gamba, pulita, intraprendente, ha comunque dovuto giudicare col suo collegio non del tutto in maniera armoniosa e colloquiale visti i precedenti disguidi giuridici avuti con le due giudici a latere che più volte hanno rischiato di far naufragare il processo facendo di tutto per mandarlo in prescrizione. La Casoria si è trovata condizionata nella scelta oltre che in inferiorità numerica dopo aver superato 3 richieste di ricusazione e la volontà del dott. Lepore di sostituirla e cacciarla dal processo. Io voglio volutamente credere che la Casoria non sia stata libera di scegliere per l’assoluzione. Se le ricusazioni le ha scampate tutte, che altro possono averle detto? Che pressioni possono averle fatto in camera di consiglio? Una camera del tutto ostile alla Casoria ha emesso una sentenza alquanto discutibile e i ‘’rumors’’ (nel vero senso della parola) susseguitisi in questi giorni hanno parlato di una camera di consiglio veramente chiassosa, scomposta, urlante, si è parlato addirittura di un litigio furioso: insomma, “scolastica” (se mi lasciate passare il termine) un tutto contro tutti che non lascia adito a dubbi. È stata emessa una sentenza INEVITABILE in primo grado ma CAPOVOLGIBILE in appello qualora lo si volesse, prescrizione e intoppi permettendo. Che permettano a Moggi di difendersi con le nuove prove non prese in considerazione a Napoli e cioè intercettazioni ”ad personam” tagliate, dunque sabotate, e spionaggio industriale venuto fuori dal processo Telecom. Moggi è condannabile per comportamenti etici e morali (che hanno poco a che vedere con il calcio, in fin dei conti) e, non a caso, pochi giorni fa, è stato condannato giustamente dal tribunale di Torino per aver minacciato Baldini, ma non per scorrettezze lavorative ancora, del tutto, opinabili. Mostro l’hanno dipinto e mostro rimarrà agli occhi di tutti il nostro Direttore. Per sempre, nonostante la controinformazione fatta in questi 5 lunghissimi e faticosi anni, passati comunque con la speranza nel cuore e la convinzione nei propri sforzi. Ma non sarà mai un mostro per noi. Noi che la pensiamo come Ibra. Hanno confermato tutto l’impalco accusatorio dei pm-spazzatura (ebbè, siamo a Napoli), Narducci, Capuano e Beatrice. Non so se dobbiamo farcene una ragione ma la giustizia, quella vera, non c’è più. Anche se dubito nel credere che in Italia ci sia mai stata. 5 anni e 4 mesi rispetto ai 5 e 8 mesi chiesti dai Pm precedentemente equivale ad una presa in giro bella e buona. VERGOGNA. Non è servito a niente smontare cupole, teorema delle sim svizzere e sbobinare tantissime intercettazioni ‘oscurate’ nel 2006 e nel processo ‘farsa’ sportivo. Poco importa cosa rappresenti Moggi per noi, bisogna continuare a lottare per far si che non sia il capro espiatorio per gli altri. Gazzetta e Mediaset in primis. è stato subdolo, qualche giorno prima, rinviare anche il big match della 11esima giornata di campionato. Questa volta, rinvio moralmente corretto (forse, dipende dai punti di vista in ogni caso) ma scorretto nella prassi. Ha fatto tutto il Napoli con la città di Napoli: assemblea e componenti napoletani, a tutti gli effetti (De Laurentiis dei film di Natale e De Magistris quello tifoso assai). Ha vinto, per la prima volta, l’incertezza sui regolamenti ufficiali: d’altronde, Napoli è abituata a far parlare di sé, fa parte di uno Statuto quasi Indipendente. La sensazione, dall’esterno, è che si sia deciso sull’onda emotiva di quanto accaduto a Genova. Il pensiero, è che si poteva evitare di confrontare la triste realtà di Genova con quella di Napoli. Almeno per dimostrare rispetto e un po’ di dignità. Perché, stando alle dichiarazioni degli addetti ai lavori e della gente coinvolta, le motivazioni sono svariate e nessuna coincide con la verità assoluta. Il Napoli ha annunciato, dalla sua, che il rinvio è stato dovuto per impraticabilità del campo (che è sempre stato in ottime condizioni sin dalle prime ore del mattino); De Magistris, invece, si è attenuto ai problemi di ordine pubblico e di viabilità che si sarebbero presentati in serata (anche se a Napoli c’è sempre traffico e l’acqua del San Paolo avrebbe potuta aspirarla sin dal primo pomeriggio) e perché “tutto il personale è impegnato su altri fronti.” Il Prefetto, invece, dice che sapeva che il tempo nel pomeriggio sarebbe migliorato ma si è optato per il rinvio per non mettere in allarme la sicurezza delle persone senza considerare “motivi d’impiantistica” assolutamente non all’ordine dei problemi. Il problema è stato quello di aver trascurato le altre componenti sportive, senza aver portato un minimo di rispetto e senza aver avvisare Marotta della riunione in Prefettura. Eh sì, perché qui casca l’asino: sul fatto che in Prefettura, all’ormai famosa riunione, né Marotta né la federazione sono stati chiamati per decidere (o per lo meno assistere a) cosa si sarebbe scelto di fare. Il popolo juventino del web, per niente stupido ma sempre vigile e attento ha naturalmente risposto a questo tentativo del Napoli di pressare la regione Campania al rinvio dell’incontro (anche perché, in provincia, pochissime partite sono state rinviate) con i numeri, i fatti, le leggi: “l’art 32 dello Statuto della Lega recita che Le gare non iniziate devono essere recuperate il giorno successivo a quello fissato, salvo CASI PARTICOLARI nei quali non rientra l’incontro Napoli-Juve. La sensazione che si sia montato ad arte un teatrino c’è stata quando Bigon ha fatto pressione per recuperare la partita il 14 Dicembre, dribblando ancora una volta le norme calcistiche che prevedono il recupero di un match alla prima data utile per entrambe le squadre, ovvero il 29 Novembre (nel caso in questione). Il quadro non può che essere chiaro: a Napoli, domenica, c’era un sole “che è na b’llezz” e rinviano Napoli-Juve 10 ore prima che abbia inizio su pressione di De Laurentiis e Bigon, gli unici presenti in Prefettura al momento della riunione. Di Marotta (che ha appreso la notizia da Sky) neanche l’ombra. “A Napoli splendono sole e convenienza”, in Campania tutta e in provincia non hanno rinviato neanche una partita. La paura era che la città potesse andare in tilt a causa del traffico (che a Napoli, comunque, c’è sempre) all’arrivo dei tifosi ma non sono arrivate conferme ne di allagamenti intorno allo stadio, ne all’interno di spogliatoi e campo. E il rinvio non è stato neanche per lutto perché sui campi di A non si è fatto nessun minuto di silenzio. Alla riunione, il Prefetto si è assunto le responsabilità di “guai potenziali” prima di optare per il rinvio? Una decisione presa “troppo alla leggera”. Il Napoli Calcio ha pensato ai propri interessi dopo l’impegno di Champions, la città di Napoli, invece, ha fatto ancora una volta una magra figura davanti all’Italia tutta. E la volpe di Bigon ha svelato la propria identità nel cercare di manipolare la Figc sulla scelta della data del recupero, insistendo per il 14 dicembre, data a loro congeniale. Anche qui, il regolamento non è stato possibile interpretarlo: il recupero avviene alla prima data utile per entrambe le squadre. To’; martedì 29 Novembre, a cavallo tra la 13° e 14° Giornata. Saranno scintille tra Savoia e Borbone. A Napoli vinciamo. Ma prima c’è la capolista che vola anche senza Olimpia.
Ps. Una riflessione: la sensazione è che la Juve sia entrata in un vortice dal quale non ne uscirà mai più, sia a livello sportivo che giuridico. Niente sarà più come prima, la Juve ha subito qualcosa d’irreversibile sulla quale è meglio ricostruire che tamponare.
Eldavidinho
Dove eravamo rimasti?
Ci eravamo lasciati 22 giorni fa con un primo posto in classifica e una bella vittoria contro gli innominabili . Ci avevano costretto poi a un turno supplementare di riposo , per un rinvio per lo meno affrettato in quel di Napoli, e tante erano le incognite sulla tenuta fisica e mentale di questa Juve. Oggi possiamo dire in assoluta tranquillità che questa pausa non ci ha fatto male. Ho trovato contro il Palermo la stessa Juve che avevamo lasciato: Determinata , organizzata e vogliosa di vincere. Le dichiarazioni del mister del Palermo Mangia, nel dopo partita per cui avrebbero meritato qualcosa in più, non trovano assolutamente riscontro. Il Palermo è stato semplicemente asfaltato e le uniche tre palle gol che gli son state concesse sono stati grossolani errori di disimpegno della nostra difesa, nella fattispecie di Leonardo Bonucci. Chi ha visto la partita ha visto una sola squadra in campo , anzi c’è un palo clamoroso di Pirlo che grida vendetta , altrimenti sarebbero stati quattro. A parte queste imperfezioni di Bonucci, un Vucinic sempre un poco a intermittenza e un Vidal un po’ pasticcione (ma quanti palloni recupera?) tutto il resto dell’orchestra ha suonato alla grande. Ho visto un Buffon e un Pirlo ‘’Mundial’’ , Barzagli , LIchesteiner e Chiellini in versione caterpillar (quest’ultimo poi che azzecca un cross come si deve, quello del gol di Pepe, non lo vedevo da anni) un Matri e un Pepe a tutto campo un Marchisio sontuoso. Conte meriterebbe un monumento già solo per il recupero di giocatori come Marchisio. Oggi abbiamo senza dubbio la mezzala più forte d’Italia; l’avevamo in casa e non lo sapevamo. Noi che ammiravamo De Rossi e/o Hamsik e pensavamo : ‘’avercene di gente così’’, ora non abbiamo più motivo di rimpiangere nessuno. Se Conte riuscirà nel recupero di altri giocatori che oggi, in forza dei risultati, sono stati costretti a un ruolo più marginale e penso sopratutto a Quagliarella ma anche a Krasic ed Elia, allora forse davvero ci divertiremo. Ieri era un vero spettacolo vedere lo studio di Mediaset premium con Sacchi , Pistocchi e Ferri tutti noti antijuventini , sperticare lodi alla nostra squadra. Anche questi sono piccoli grandi segnali. Noi non abbiamo forse il trascinatore stile Ibra, che da solo fa fare tanti punti, ma siamo più squadra di tutti gli altri, e in soli cinque mesi, non dimentichiamolo. La Juventus attuale gioca meglio di tutte le altre con la sola eccezione (forse) dell’Udinese. Se il lavoro del mister andrà in crescendo come credo, davvero stiamo costruendo una squadra molto solida. Ora godiamoci questo momento e voliamo basso; siamo primi con una partita in meno ed è una bella soddisfazione ma i prossimi impegni saranno determinanti per capire chi in realtà siamo e a che cosa possiamo aspirare. Ci saranno quattro trasferte pericolosissime ( Lazio, Napoli, Roma e Udinese) e da qui alla fine del girone di andata giocheremo sei partite lontano da casa su nove. Non ci sarà l’apporto dello Juventus Stadium che fino ad oggi si è dimostrato determinante. Sarà un periodo intenso e di crescita. Non ci dovremo disunire nel caso arrivi qualche sconfitta e mi riferisco alla squadra, ma anche alla tifoseria. A proposito, ieri c’è stata una piccola contestazione nei confronti del Presidente Agnelli: non ero allo Stadio e non ho potuto vedere con i miei occhi ma ho letto di due striscioni polemici. Mi farò raccontare qualcosa da qualche amico ultras e magari in seguito ne scriverò. Così, a sensazione ritengo che gli striscioni siano stati troppo duri e ingenerosi verso il Presidente che mi pare stia facendo tutto il possibile per difendere la Juve nelle dovute sedi. Capisco i tifosi che chiedono giustizia da anni e il loro disappunto per alcune scelte societarie che anche io spesso ho contestato, non condivido chi scinde il calcio giocato in campo da quello ‘’giocato’’ nei tribunali. Per me le due cose vanno di pari passo, è necessario vincere nei processi cosi come è necessario che torniamo a vincere quanto prima anche sul campo, proprio a ulteriore dimostrazione che quello che hanno costruito nel 2006 è una colossale bufala. Chi non vuole questo, secondo me fa male alla Juve e va a destabilizzare un ambiente che finalmente , dopo anni pare essere quello giusto. Detto questo, so che magari ora mi farò molti nemici e a qualcuno non piacerà quanto letto. Come al solito io non scrivo per compiacere qualcuno, né ho la presunzione di conoscere la verità . Scrivo solo quello che penso. Saluti a tutti e sempre forza Juve.
Alessandro Magno









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