Un’illusione durata 45 minuti.

torna a livornoScritto da Cinzia Fresia

Senza parole ..

Non so cosa dire se non esprimere profonda indignazione per i punti  regalati  alla Roma, anzi  buttati. Non abbiamo perso solo perchè l’Inter è scarsa e non gli sembrava vero di riuscire a punire la Juve, ma il secondo gol ed anche il terzo  era lì a portata di mano.

Allora, se questo è il nostro allenatore, avevo ben ragione  di  preoccuparmi, perchè la fortuna caro sig. Allegri sta finendo. Io non so i nostri cosa abbiano  visto: dopo un primo tempo strepitoso, dominato a tutti gli effetti, sono sprofondati in  una confusione da squadra della parrocchia che li ha resi irriconoscibili.

Anche se il commentatore lodasse a dismisura Pogba, gli consiglierei di mettersi gli occhiali perchè il centrocampista  ha commesso un mare di errori tra cui il più grave quello che ha permesso ad Icardi di fare gol. Difesa inguardabile, abbiamo rischiato di perdere la partita per ben tre volte, idem Pirlo, a parte l’assist per il gol  pure  Vidal è crollato.

Errori in fase realizzativa, errori di tutti i tipi, soprattutto in difesa.

Io non so cosa è accaduto alla squadra del primo tempo, che faceva la partita che era sempre nella metà campo avversaria e tentava di segnare. Che dovessero chiuderla subito  è assodato, ma cosa è successo dopo  per farsi travolgere da una squadretta degna di oratorio? Non so che dire, non so rispondere. Gli uomini artefici delle vittorie passate della Juve non sono più come prima, Vidal e Pirlo restano lucidi per un tempo soltanto e anche Pogba alterna a prestazioni eccellenti a negative. Tevez ha segnato un bellissimo gol, ma è rimasto imballato in tutto il secondo tempo se non farsi vedere durante le ultime battute.  A Tevez manca il  Vidal dell’anno scorso che formavano  una coppia perfetta sul campo, quest’anno si sta facendo troppa fatica, e questo indica che  non abbiamo  uomini sufficienti  e Tevez da solo non ce la fa.

E Allegri? Mi stavo chiedendo cosa pensasse di fare, quale strategia utilizzare, praticamente nessuna, ha inserito Morata che pronti via gli hanno dato un giallo rischiando di prendersene un altro, ed inserito Pereyra al posto di Vidal che però non ha fatto la differenza. Devo dire che mi ha sopreso il fatto che a parte qualche urlo, non ha fatto niente di che, di gente che non andava stasera ne avevamo, e Pirlo è stato uno di questi.

La loro “liason” tutt’altro che tranquilla, mette ansie all’allenatore che evidentemente non lo toglie per non essere attaccato, lo capisco, ma comprendo altresì che Pirlo non ha giocato come da sua media abituale e ha fatto tanti errori esattamente come  Pogba, e la lentezza di Llorente non ha aiutato.

Questo però non giustifica un risultato ridicolo, soprattutto se il potenziale è stato di segnare almeno 5 gol, sprecati per mancanza di concentrazione.

D’accordo che abbiamo ancora un punto sulla Roma ma accontentarsi di questo non ha senso e spero non lo dica nessuno. Serve un’analisi lucida della realtà, che suona un campanello di allarme, ed andando avanti così lo scudetto sarà regalato alla prima dietro di noi, non importa se Roma o qualcun altro.

Comunque, stasera ho notato della fragilità di questa Juventus che risulta molto forte  sulla carta, ma attaccabile sul campo, il tempo per i recuperi è passato e la Juve se non appiana ciò che l’assilla dovrà affrontare una fase di lavoro molto complicata.

 

 

 

 

 

 

Dopo Doha, ripartire

juve napoli

di Davide Peschechera

La sconfitta (intesa come la mancata conquista del trofeo) è stata bruttissima, proprio per il numero di volte in cui abbiamo ogni volta pensato di avere la gara in pugno, convinti di averla vinta. Troppe volte, considerando la doccia fredda che ci siamo beccati alla fine. Ma, appunto, per quanto brutta la sconfitta possa essere niente cambia il fatto che fosse una partita secca di Supercoppa, un trofeo che non ha nulla a che vedere con il coronamento di una stagione, a maggior ragione a dicembre. Ovviamente dispiace non aver portato a casa un trofeo. Che sia minore, che ci voglia una sola partita per portarlo a casa. Sempre un trofeo è. Complessivamente ha meritato il Napoli, specialmente perché la Juve ha avuto un numero molto grande di occasioni per chiudere la partita e non lo ha fatto. Loro ne avevano meno di noi, dovevamo sbagliare meno nei tocchi a centrocampo, i famosi “errori tecnici”. Il vantaggio di Tevez, il 2-1 di Tevez e il doppio match-point ai rigori. Vero è che durante i 90 minuti siamo stati fortunati, il Napoli ha prodotto molto e colpito 2 pali. Abbiamo fatto di tutto per riaprire una partita chiusa dopo il gol di Tevez e il primo tempo in discesa. Nel secondo, invece, il Napoli ha alzato la linea di pressione. è la mediana che non ha funzionato. Difesa non protetta, loro nell’1vs1 hanno sfruttato gente valida, soprattutto nel secondo tempo mentre la loro mediana ha funzionato bene con Gargano e David Lopez prima, Jorginho poi sulla linea dei trequartisti.

Brutta idea quella di non attaccare una difesa come quella del Napoli per 70′ e poi farlo gli ultimi 10 rischiando il contropiede. Calati di tensione, ci siamo cullati troppo. Poca lucidità e personalità, scarsa attenzione nei momenti clou della gara. Poteva resistere l‘1-0. Doveva, invece, il 2-1. Perché gestirla e non chiuderla? Problemi di ritmo, intensità, atteggiamento, non modulo o stanchezza(almeno non in maniera assoluta, anche se l’aver disputato la Supercoppa dopo la prima parte di stagione sulle gambe ha influito). Ci siamo fermati perché era saggio arrivare al 60esimo con energie? Eviterei comunque ogni discorso sul modulo(almeno in questa partita) e più che di testa parlerei proprio di atteggiamento e di approccio a questo tipo di partite. Vanno aggredite e non studiate. Non sciupando, sprecando, dilapidando un doppio vantaggio e tre bonus sui rigori. E’ stato qualcosa di testa che, invece, ha riequilibrato la partita: il Napoli non l’ha mai persa, la Juventus l’ha usata troppo. Perché andare in controllo quando hai l’avversario potenzialmente alle corde? Perché interpretarla come fosse campionato? Diciamo che anche con Conte questa squadra aveva un atteggiamento chiaro a buttare via partite già vinte – in quelle dentro o fuori – e la seconda metà di stagione ci si limitava a segnare e mantenere il vantaggio. Obiettivo Scudetto sì ma con molti punti di vantaggio sulle altre non si è migliorato a livello di gioco e le altre competizioni sono state “sacrificate”.

è mancata la gestione della partita nei momenti chiave. Quando abbiamo preso il pari abbiamo ripreso a giocare. Una volta in vantaggio, di nuovo campo e palla a loro, quando sarebbe stato più semplice tenere la palla(altro concetto caro ad Allegri) facendola girare in difesa con un possesso fine a se stesso, senza doverci necessariamente abbassare. Loro hanno fatto di tutto per vincere e noi di tutto e di più per perdere. Giusto così. È un grande rammarico perché quando la Juve ha giocato ha messo a nudo i difetti del Napoli e quando ha cercato di gestire non è stata in grado di farlo.

Partita a ritmi bassi e intensità minima, praticamente da amichevole estiva per scelta e per necessità. Non era neanche mai successo di giocare una finale a questo punto della stagione. Agonisticamente location e contesto tutto non hanno aiutato. L’ impressione è che non si sentissero sicuri del loro stato di forma, c’era netto il timore di non averne per 90′ o 120′ nonostante i giocatori ne avessero ancora perché lo hanno dimostrato nei supplementari. Per questo 90 minuti a non prenderle. Insomma, si possono fare tante ipotesi. La Juve ha preferito contenere per evitare le ripartenze del Napoli che, quando è riuscito a ripartire, puntualmente ha creato azioni pericolose.

I gol sono arrivati(per fortuna o per sfortuna) da due errori tecnici sui quali Allegri insiste dicendo sempre che bisogna migliorare tecnicamente e fare in campo la cosa giusta. Sbagliare un passaggio o un gesto tecnico perché si è costretti è un conto, sbagliarlo perché si fa la scelta sbagliata è un altro e la Juve spesso, in alcuni frangenti della partita, fa la cosa sbagliata. La più difficile e non la più facile, ad esempio. Allegri ha capito che a volte ci complichiamo la vita da soli.  Juve di coppa, per spiegare il malinteso al limite dell’area tra Bonucci e Buffon, con miracoloso rimedio del portiere su Callejon, e l’atavica avversione della Juve per partite secche e gare di Coppa?

Detto ciò, negli scorsi anni la squadra aveva un calo fisiologico a gennaio, quest’anno mi pare che il calo sia avvenuto a dicembre, mentre a novembre abbiamo visto le cose migliori, compresa la reazione veemente contro l’Olympiacos e un mese di sole vittorie, alcune molto larghe e convincenti. Non escludo dipenda dalla preparazione: c’è chi dice che dal warm – up pre – partita abbia notato che gli anni precedenti c’era molto contatto con la palla e prove di scambi veloci, quest’anno molta cura fisica, scatti ed esercizi.

La difesa della Juve è una delle meno battute in Europa eppure ci sono dubbi e perplessità sulla tenuta individuale e di reparto dei difensori. Io credo che questa difesa a 4 della Juve sia una difesa molto “artigianale”, che funziona bene perché abbiamo difensori intelligenti che la linea a 4 sanno farla ma è evidente che il miglioramento del cambio di modulo deve vedersi in attacco dove si guadagna un uomo in più nel reparto e una migliore dislocazione in campo dei giocatori. Per vedere automatismi ben oleati come quelli della difesa a 3 di Conte credo che ci voglia tempo anche se non è detto che Allegri punti alla stessa, ossessiva, perfezione. Nonostante lo scorso anno col Real Madrid c’è stata la dimostrazione che si poteva già fare la difesa a 4 Conte preferiva una squadra “italiana”, coperta, compatta (passò a 3 dietro per proteggere Pirlo e far giocare contemporaneamente Barzagli, Bonucci e Chiellini), frutto del pressing del primo anno e dell’organizzazione rimasta sempre marchio di fabbrica della squadra, distintasi per coraggio, grinta e corsa, non certo per razionalità e malizia(vedi in Europa) in questi anni. Allegri preferisce rischiare qualche contropiede in parità numerica ma cercare di imporre la qualità e la tecnica di squadra appena possibile, vuole una Juve più razionale ed abile a gestire i vari momenti della gara con lucidità e cinismo ma capace allo stesso momento di decidere la gara con un gesto tecnico o una giocata. Questa è una Juve nata per tenere palla, non per contenere e lasciare il pallino del gioco agli avversari. Sia con Conte che con Allegri quando ha deciso di difendersi lo ha fatto ma spesso soffrendo. Che abbiamo la miglior difesa del campionato è un dato di fatto ma i gol li prendiamo sempre quando ci abbassiamo, cerchiamo il palleggio e perdiamo regolarmente il controllo della partita. Su questo bisogna migliorare perché è una precisa scelta del mister, è una sua convinzione. Tenendo palla si corrono pochi rischi e si fanno correre gli avversari. Concetti semplici perché Allegri non è un rivoluzionario.

Non so se al momento dei tiri di rigore Evra si sia defilato o se altri come Pereyra, Chiellini e Padoin si sentissero più sicuri tanto da sostituire Evra. Io credo che il francese sia però più tecnico ed esperto degli altri e non riesco a credere che non se la sia sentita o si sia spaventato uno che ha fatto 4 finali di Champions. Ed è stato un suicidio l’ordine dei rigoristi così stilato dopo il quinto. È andato chi se l’è sentita? Allegri ha dettato solo la lista dei primi 5?

Vero che uno come Pirlo, soprattutto in vista dei rigori, non dovrebbe mai essere sostituito ma Allegri ha giustificato il cambio dicendo che serviva più copertura(già detto che la mediana non ha funzionato) laddove Pirlo veniva preso in mezzo da Gargano e David Lopez. Si affondava. Eppure abbiamo preso gol nel momento in cui avevamo trovato un equilibrio con l’ingresso di Marchisio. È il calcio. Pereyra Ha costretto a riposizionare la squadra, con Marchisio in regia e Vidal mezzala destra, con un effetto domino su assetto e certezze infatti il gol è arrivato proprio da destra con Pereyra spaesato. Peccato.

Pereyra gran bel giocatore se non ci fosse il problemino del gol che ha manifestato in questa prima parte della stagione. è veloce, ha tecnica, salta l’uomo e sa crossare. Ma non vede la porta. Un trequartista deve fare almeno 7-8 gol a stagione o basta che il trequartista sia uno che serva i compagni tra le linee, che il gol lo crei e lo costruisca, che salti l’uomo in ogni punto del campo, da fermo o in movimento?

In quella posizione, Allegri ha provato anche Vidal che ha mostrato di sentirsi, secondo me, limitato nelle sue caratteristiche migliori di corsa, pressing e inserimenti. Allegri sta cercando di riproporre ciò che fece con Boateng ma a Vidal mancano il timing e l’elasticità che gli sono consuete. Non dà qualità, non ha spazio per inserirsi, rimane solo l’interdizione. Aldilà di testa e fisico è chiaro che Allegri chiede a Vidal qualcosa di diverso da ciò che chiedeva Conte. Qualcosa che, al momento, gli riesce male. Altri equivoci sono la centralità di Tevez(che in un 4-3-1-2 potrebbe allargarsi spesso), i pochi cross, le poche apparizioni di Coman e Morata, visto il loro valore. Morata non è giocatore che aiuta la squadra o apre le difese, è giocatore da contropiede e ripartenze. Non tiene palla come Llorente e anche Tevez ha espresso preferenza per Fernando ma Allegri continua a ribadire che deve migliorare tecnicamente. Staremo a vedere. Poi i gol dei centrocampisti. Con le stagioni, Vidal, Pogba, Marchisio erano diventati peggio degli attaccanti, per chi li doveva affrontare. Soprattutto il cileno, che viaggiava con fatturato da centravanti. Anche se i gol non sono tutto. Vidal, Pogba e Marchisio: la scorsa stagione, arrivarono sotto l’albero con 18 gol, ora siamo a 10. Si confida nell’anno nuovo.

Ma torniamo a noi. Siate seri. L‘obiettivo principale è lo Scudetto, sempre. Coppa Italia e Supercoppa sono un contorno, in Ucl disputare i quarti. Serve equilibrio. Sarebbe un peccato non raggiungere i quarti di Champions con questo Borussia in difficoltà, sarebbe un peccato non vincere lo Scudetto contro questa Roma chiacchierona. Vero è che vincere è l’unica cosa che conta e che la Supercoppa vale un trofeo stagionale in gara secca ma proprio per questo perderlo non deve far strappare i capelli. Comunque, anche Bayern e Real Madrid hanno perso Supercoppe in gara secca. Può succedere. Ma hanno poi centrato gli obiettivi principali. Non sto disprezzando perché l‘ho persa. Sono incazzato. Ma non c‘è neanche da tirarsi i capelli, secondo me. C’è amarezza che deve trasformarsi in linfa vitale per il prosieguo della stagione. Chiamare la Supercoppa un “traguardo” è di per sè quasi contraddittorio, è più che altro un trofeo che viene assegnato a chi vince la singola partita secca e, come è sempre successo, questo tipo di partite possono andare bene e possono andare male. Ovvio che non dovrebbero andare male esattamente perchè si decide tutto in una partita, ma può succedere, c’è poco da fare. Tuttavia, di tutti i trofei “perdibili” questo rimane il meno importante, lo è anche meno della Coppa Italia. Fallire la vittoria dello scudetto sarebbe davvero un fallimento, proprio perchè non sarebbe dettato da una partita giocata male ma da un’annata sputtanata alla grande. Piuttosto è giusto soffermarsi sul fatto che abbiamo un evidente, storico, problema di mentalità, come confermato, per un verso, dalle enormi difficoltà a livello europeo con squadre di basso livello, e, per un altro, dall’incapacità, in Italia, di chiudere le partite dopo essere andati in vantaggio con squadre inferiori. La Juventus è forse la squadra che maggiormente, nella storia del calcio mondiale, ha somatizzato e rispecchia (non solo per la lunga gestione) il carattere, la mentalità, il DNA del proprietario: la Juventus è una catena di montaggio, una fabbrica di scudetti frutto di professionalità, abnegazione, caparbietà, austerità. Ma poca brillantezza, pochi momenti “magici”, pochi picchi di “irrazionale” valore nella sua storia. In Europa vince quasi sempre la razza eletta, quella del genio che si accende quando il momento, l’attimo, fanno entrare nella storia. In fabbrica non funziona così, conta (come detto) la prussiana (o sabauda) metodicità, l’applicazione, la concentrazione, la continuità. Dopo 38 partite vince chi primeggia in questo.

Le brutte prestazioni di Sassuolo, Genova in campionato e Madrid, Atene in Champions altro non sono state che lo scotto, il passaggio, la conversione al modulo e alle idee di Allegri. Nuove idee su scelte ereditate. Un effetto positivo dell’arrivo di Allegri è, al momento, il miglioramento tecnico e in termini di personalità di gente sottovalutata (o mal sfruttata) come Ogbonna e Padoin. Persino Chiellini sembra più giocatore di quello di Conte, perchè ognuno fa quello che sa fare. Invece la forza e il limite della Juve di Conte era proprio il fatto che i difensori impostassero nella metà campo avversaria, i centrocampisti attaccassero e gli attaccanti difendessero (considerate le dovute proporzioni). A Conte proprio non andava giù, ma diceva sempre che la sua Juve era una squadra da corsa, quella di Allegri invece è esteticamente elegante e imperiale nell’incedere, nonostante la presenza di autentici manovali. Il lato “un po’ sfacciato e un po’ fatalista” di Allegri è probabilmente la cosa al momento più diversa rispetto al passato. Fin dall’inizio della stagione, fin dalla sua prima conferenza a Vinovo. Credo che noi, inteso come tifosi ma sopratutto come squadra, avessimo bisogno di consapevolezza. Prima di tutto, prima ancora della difesa a 4. E trovare un allenatore che viene da “fuori” e che ci ha riconosciuto una forza che ci possa permettere di arrivare nelle top 8 è stato sicuramente importante. Ha sempre ripetuto in conferenza che avremmo passato il turno, forse costretto un po’ dal ruolo un po’ dalla storia ma rispetto al passato è un altro cambiamento. Rischiando (perché, in fondo, con l’Atletico è stato biscotto), però intanto abbiamo iniziato con la convinzione di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Senza pensare che gli altri hanno Di Maria e noi no, ma pensando che noi abbiamo Pogba, Vidal, Tevez, Pirlo e Marchisio e che gli altri dovrebbero preoccuparsi.

Se mi avessero chiesto di scegliere tra Ottavi di Champions e Supercoppa avrei scelto la prima a occhi chiusi. Solo perché i due obiettivi sono stati molto ravvicinati. Ma una Supercoppa estiva per cominciare bene la stagione va vinta senza se e senza ma. Brucia il c***, ma non si può avere tutto. Le partite bisogna vincerle tutte. Con l’Inter bisogna vincere, a Cagliari bisogna vincere… purtroppo capita di perdere. Rabbia e insoddisfazione devono trasformarsi in nuovi stimoli. Bisogna dimostrare di non voler smettere di crescere e di essere ancora in grado, dopo tanti trionfi, di cogliere con umiltà l’aspetto educativo di una sconfitta. E adesso sotto con Inter e 2015. Forza Juve.

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martedì 6 gennaio 2015 Juventus-Inter ore 21 Juventus Stadium Torino

Ju intscritto da Cinzia Fresia

L’arrivo dell’Epifania che  tutte le feste si porta via,  ci restituisce il campionato, la Juventus si scontrerà con  l’Inter rinforzata dall’arrivo di Podolsky, mentre noi sfoggeremo la probabile formazione di titolari (quelli disponibili) tanto cara ad Allegri.

Mancini è avvisato: “Ti batterò ..” dichiara Allegri, e noi ci speriamo di dimenticare la sconfitta, nonchè perdita della super coppa prima di Natale.

Se non abbiamo messo niente sotto l’albero, speriamo in qualcosa dentro la calza della befana che non sia carbone.

 

ricchiuti106

Di Enzo Ricchiuti

Si chiude un anno come è stato questo 2014 per la Juventus, anno diviso a metà fra Conte e Allegri?

Ottimo direi. Non si poteva fare meglio. La sconfitta col Benfica non era evitabile, il divario che crea l’esperienza lo colmi col tempo non in 90 minuti. Riguardo l’addio di Conte, alla fine si possono dire solo banalità. Come per le storie d’amore. Non c’è molto d’intelligente da dire di una storia d’amore. E’ tutto un pucci pucci fino al vaffa finale.

Propositi della Juventus per il 2015 i tifosi attendono sempre un salto di qualità. .

Fanno bene, è il loro mestiere. Io mi attendo una conferma in Italia. L’attendo ferocemente come sempre.

Intanto il primo trofeo è stato perso abbastanza scioccamente.

S’è perso perché ci sono elementi che non sono all’altezza. Per riscattare in parte l’insuccesso bisogna vincere la Coppa Italia. Fossi Agnelli metterei un premio apposito ma non sono Agnelli. Se lo fossi la Juve non si occuperebbe di edilizia degli altri ma si prenderebbe tutto facendo terra bruciata per gli altri. Non chiederebbe pubblicamente di costruire per gli altri. Chiederebbe segretamente di distruggere gli altri.

 

Sondaggio Natalizio .. 10 domande per Voi

th_013Scritto da Cinzia Fresia

E’ finita la prima parte del campionato che sta osservando una giusta pausa per far rifiatare i giocatori. La Juventus si è congedata perdendo la super coppa a Doha in Qatar, perdendo ai rigori contro il Napoli.

Ed è ora per noi di tirare le somme e dire la nostra, approfittando della pausa natalizia, analizziamo insieme  su cosa è stato fatto fino adesso e  se questa Juve ci convince o ci lascia perplessi sul proseguo di questo campionato sempre più interlocutorio.

1) La Juventus prima in classifica, è perchè .. è la più forte? Più fortunata?

 Gli altri sono scarsi? oppure …?

 

2) Conte-Allegri: differenze negative e positive

3) Pensi che Allegri abbia portato novità?

4) Ritieni che Allegri allo stato attuale possa vincere lo scudetto?

5) Champions .. miraggio o obiettivo fattibile?

6) Cosa manca alla Juve?

Giocatori, mentalità, o spirito di sacrificio?

 

7) Meglio un difensore o un altro attaccante a rinforzare la rosa?

8) Sei convinto di questa dirigenza?

9)  Ipotesi Nedved Presidente .. ti piacerebbe?

10) Con la Roma super aiutata da tutti, arbitri, federazione ecc. ecc., la Juventus potrà imporsi ugualmente in campionato?

 

Buon Natale a tutti.

buon-natale

Juventus-Napoli: una Supercoppa persa da fessi

supercoppa-editoriale

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Supercoppa regalata al Napoli in modo veramente sciocco. Credo che per chiunque abbia visto la partita sia saltato subito all’occhio che fra le due contendenti la Juventus sia la squadra più forte. Credo di poter pronosticare che loro arriveranno decisamente staccati dalla Juve in Campionato. Loro hanno un attacco notevole ma in mezzo e dietro hanno diversi problemi. Noi siamo assemblati meglio coperti bene in tutti i reparti.

Avremmo potuto fare solo un errore ieri, lasciare l’iniziativa ai loro attaccanti. Puntualmente lo abbiamo fatto. Sull’1-0 e sull’2-1. Non sono un fanatico del calcio ultra offensivo certo si può difendere decisamente meglio un risultato. Si fa possesso palla, si addormentata il gioco. Noi invece in entrambi i casi ci siamo arroccati in area e abbiamo iniziato a buttare palle in tribuna. Tutto questo senza una reale motivazione visto che a parità di risultato la Juventus faceva tranquillamente la partita e il Napoli aveva grandissime difficoltà.

Anche Allegri ci ha messo del suo togliendo Pirlo e non Vidal particolarmente impreciso e confusionario. Dulcis in fundo con Buffon che para tre rigori riusciamo a sbagliare ben due rigori decisivi. Ma d’altronde quale folle farebbe mai calciare un rigore a Chiellini? Noi abbiamo fatto pure questo.

Allora quando sprechi tutte le chance che il destino ti da (loro hanno preso anche due pali nei 90), allora non puoi dirti sfortunato. Puoi dirti solo fesso. Spero serva di lezione per un’altra volta. Le partite vanno sempre giocate dall’inizio alla fine e non solo quando si è in risultato di parità. Spiace sempre perdere quando poi dai l’impressione di essere più forte, a me spiace di più. La Supercoppa non è di per sé un trofeo estremamente importante, tuttavia poteva essere il primo per Allegri. Peccato.

 

 

Juventus – Napoli lunedì 22 dicembre 2014 – 18:30 Al Sadd – Jassim Bin Hamad Stadium- Doha

supercoppaScritto da Cinzia Fresia

Poco il riposo per la Juventus, che dopo Cagliari è volata a Doha in Katar,  ad  affrontare il Napoli per la finale della super Coppa.

Le due squadre italiane si ritrovano per il medesimo obiettivo: vincere la super coppa, traguardo ambitissimo da Massimiliano Allegri, per lui sarebbe la prima vittoria in bianco nero. Giocare contro il Napoli anche su campo non italiano darà adito alle solite polemiche, la Juventus dovrà restare impassibile e concentrarsi sull’obiettivo da raggiungere.

Allegri schiererà con maggiore probabilitià la formazione che lui ritiene titolare, Tevez e Llorente la coppia consolidata in attacco.

Oltre a vincere, che fa sempre piacere, ci auguriamo che questo incontro non crei problemi a i nostri e rientrino a casa senza danni.

 

 

Venti di guerra

3-1Scritto da Cinzia Fresia

Ha avuto ragione Allegri nel chiedere “Garcia ..chi è?” e ci ricorderemo anche quando Conte affermò, che il calcio italiano stava benissimo anche senza di lui. La risposta all’anatema è arrivata stasera con un bel 3-1 prendi e porta a casa. Siamo d’accordo che il Cagliari sia stato ben poca cosa, e che la Juve si sia in parte molto divertita ed allenata in vista del super match di lunedi contro il Napoli, ma tre gol e’ la risposta sul campo che fa tacere tutti.  Per la Juve e’ stata una passeggiata, con svista difensiva, ma che dire .. Un errore ci puo’ stare, il Cagliari mai pervenuto, a parte una presa di posizione con calci e pugni, subito calmata dall’arbitro che ha ammonito meta’ squadra,

A parte i tre punti, la partita e’ stata terapeutica per alcuni dei nostri in ombra da settimane, considerando che non ci sia stato niente di diffcile, ho rivisto un po’ piu in forma Arturo Vidal, autore di un gran gol confezionato da Pirlo, Tevez, meno stanco e piu’ lucido Evra, e strano ma vero un ottimo Ogbonna. Per Morata ancora no, una prestazione non convincente da parte dello spagnolo che dimostra di essere in defaillance e fa sorgere dubbi circa La sua permanenza in squadra.

A riguardo di Zeman, dico solo una cosa, che e’ datato e che probabilmente non e’ piu’ adeguato per la serie   A, resta comunque  sicuramente un personaggio folkloristico  che colora il campionato ma le squadre che allena falliscono miseramente.

Tornando alla Juventus, la pausa natalizia dovrebbe portare consiglio, in attesa dei recuperi e chissa’ di nuovi arrivi, un po’ di rigenerazione non fara’ male per rimettersi in corsa per lo scudetto e champions league.

 

 

Cagliari – Juventus. Zemanfrana.

LLORENTE

 

Articolo di Alessandro Magno

 

Tutto persino più facile del previsto. Partita messa in discesa dopo 3 minuti e in cassaforte dopo 15. Non so se sia stato un buon allenamento forse no, sicuramente è stato un allenamento. Non immagino se poi in Supercoppa si tornerà vincitori anche se me lo auguro ma questa di Cagliari è la partita che vorrei prima di ogni incontro difficile. Zero problemi, zero patemi, zero ammoniti , zero infortuni. Insomma una specie di amichevole estiva forse anche meno. E dire che il signor Zeman dichiarava di avere sempre grandi motivazioni contro la Juve. Credo che il pubblico più che altro si sia addormentato. Più o meno come alle sue interviste.

E’ difficile persino da commentare una partita senza storia di sifatte dimensioni. Loro con una specie di catenaccio (altro che calcio champagne), noi a prenderli a schiaffoni fin da subito. Buffon con una parata degna di nota su Ekdal giusto per mettere il voto al fantacalcio e un Vidal redivivo anche se la pochezza dell’avversario non ne fa un test attendibile. Il resto, come diceva Califano, è noia. Se Zeman ci avesse avvertito prima che erano così poca cosa forse ci venivamo con la squadra primavera. La prossima volta teniamolo in considerazione.

Con questa partita si chiude un anno con un altro piccolo record, 95 punti nell’anno solare , battuto il precedente di 94 sempre della Juve. Un anno dove oltretutto si è stati sempre in testa alla classifica, ed è un privilegio davvero per pochi. Dall’altro lato è difficile capire come un allenatore come Zeman abbia ancora credito. E’ evidente come in Italia fare il personaggio paga più che allenare bene. Parlare male della Juve poi, aiuta moltissimo in questo senso. Tranquillo signor Zeman oggi ancora una volta ha fatto vedere come si fa giocare una squadra in modo disastroso. Ma ancora una volta ci sarà chi avrà voglia di credere che in carriera non ha allenato ad alti livelli per colpa di qualcuno. Pensi che peccato il Barcellona poteva prendere lei e invece ha preso Guardiola. Pensi che peccato davvero. Pensi come si sarebbero divertiti….. quelli del Real Madrid.

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