La Juve perde la partita ma ritrova l’orgoglio.

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Articolo di Alessandro Magno

 

Una bella e combattiva Juve maltrattata da un arbitro non all’altezza di una partita così. La Juve meritava assolutamente la vittoria, per qualità e quantità di gioco espresso. Probabilmente anche il pari stava stretto. L’arbitro e il guardalinee hanno condizionato pesantemente l’incontro non tanto per il rigore che c’è, anche se Buffon comunque ha anticipato Ramos e la palla era già sua, quanto per un espulsione assurda di g per una sceneggiata indegna di Ronaldo. Vergognoso. Uno che è fra i migliori del mondo certe scene se le dovrebbe risparmiare. La Juve è uscita fra gli applausi, loro son stati fischiati. In casa loro dal loro pubblico e questo la dice lunga più di ogni disamina.

Resta il rammarico per non aver messo sempre questo piglio. Copenaghen, Galatasaray e Fiorentina si potevano battere. Ora lo sappiamo e giochiamo sempre così. Ci toglieremo ancora delle soddisfazioni.

Ultima considerazione la voglio fare sul modulo, premesso che Conte un po’ di casino con le sostituzioni l’ha fatto tipo Asamoah per Pirlo che non ho ben capito, ho finalmente potuto apprezzare un benedetto cambio di modulo. La Juve ha giocato col 4-3-3 e lo ha fatto egregiamente. Conte a fine partita ha dichiarato che questa squadra sa interpretare bene 3 moduli, oltre al sopracitato e il classico 3-5-2 anche il 3-3-4 (parole di Conte). Bene, finalmente, lo prenderei bonariamente a bastonate perché è due anni che lo dico e ricordo molto bene Conte giurare e spergiurare che senza Pepe il 4-3-3 non si poteva fare. Meglio tardi che mai.

In definitiva la Juve perde la partita ma esce a testa alta, altissima, la strada per la qualificazione è quasi ormai compromessa del tutto ma abbiamo capito e dimostrato di essere ancora un ottima squadra. Una squadra che va al Bernabeu e se la gioca alla pari col Real, ed esce fra gli applausi. In un processo di crescita scusate se è poco.

Real Madrid – Juventus 2-1 Sintesi.

http://www.dailymotion.com/video/x16cguf

Real Madrid – Juventus:

pogbaScritto da Cinzia Fresia

Un Real Madrid, simulatore e come dire .. affannato con la complicità di un arbitro mostruosamente di parte, ha battuto la Juventus che valutate tutte le attenuanti, ha perso con dignità. La nostra formazione con il morale sotto terra ha affrontato con orgoglio i madridisti cercando di buttarsi e di puntare comunque al pareggio che non è arrivato.

Come dicevo, il Real ha giocato in 12, l’arbitro più tutta la terna, e questo signore  non ci ha fatto mancare niente, anche l’espulsione del povero Chiellini la cui ingenuità gli ha tirato  un brutto scherzo. Cristiano Ronaldo ha brillato in disonestà, talmente lo è stato, da far cancellare l’ottima prestazione e il bel gol segnato con la collaborazione di Di Maria. L’altra oscenità è stato il rigore che sì, poteva esserci, ma è altresì vero che Buffon aveva parato, sì   che Chiellini ha atterrato Sergio Ramos, ma detto in tutta sincerità è stato un rigore concesso un po’ troppo alla leggera e si poteva non dare.

Stasera non mi sento di criticare troppo i nostri, d’altronde in 2 giorni i problemi nè si risolvono nè si guariscono, ho riconosciuto la grinta, una certa lucidità recuperata ed anche ottimismo e desiderio di riuscita, la condizione fisica di alcuni però  è arrivata ai minimi termini.

La Juventus ci ha provato, e ci stava riuscendo, il gol continua a rimanere la nostra peggiore incognita sebbene  ci abbiano  provato tutti, l’unico che è riuscito è stato Llorente, che al posto giusto nel momento giusto ha tirato ed è entrata. Tutto il resto è la ripetizione di errori fatti in sequenza tra una domenica e l’altra. Prendere il primo gol da freschi con un errore macroscopico della difesa, quello di lasciare smarcato Ronaldo sembra diventato un appuntamento fisso. Questa volta Buffon non c’entra, ma la difesa sì.

Pirlo perchè?

Questa Conte me la deve proprio spiegare perchè non l’ho capita, e devo dire è stata una pessima idea.Dobbiamo prendere atto, che abbia disputato una buona partita, dove si è impegnato, mettendolo fuori ci si è privati di colui che ha più numeri sulla costruzione di azioni da gol, sì, ci hanno riprovato ma se mi consentite le punizioni le tira meglio Pirlo che Giovinco.

L’arbitraggio

Non so perchè, forse una leggera somiglianza, ma il sig. Arbitro, mi ricorda il sig. Moreno, ancora nella memoria noi italiani alcuni mondiali fa, non so se il Real Madrid gli ha portato a casa il cappuccino e la Brioche, ma non ho mai visto un arbitraggio così spudoratamente di parte in Champions league, ci ha fischiato un rigore di cui non sono ancora adesso convinta, ha espulso Chiellini ingiustamente e non ha sanzionato Ronaldo per simulazione (non l’ha manco toccato) dopo .. una pioggia di gialli continui per noi.Un elemento  da radiare, e condivido il gesto di Conte finale.

Conte

Sostituzione di Pirlo a parte, si è comportato abbastanza bene, l’ho rivisto nel ruolo, non come prima,  insisto che sta cambiando qualcosa anche se il Marotta cerca di tenere in piedi la recita per l’apparenza, noi che conosciamo il nostro tecnico comprendiamo che il suo sguardo di infinita tristezza sta guardando altri lidi. In ogni modo, anche se domenica scorsa è andata molto male, ci auguriamo che non abbandoni la squadra prima del dovuto, è indubbiamente un momento non solo difficile, di più .. tutto sommato con la buona volontà si è dimostrato che dandosi da fare e credendoci,  nonostante non si sia tutti al cento per cento, si possa combinare qualcosa di buono comunque. D’altronde è facile stare insieme quando va tutto bene .. proprio ora che la vita ha presentato il conto, c’è l’occasione per dimostrare che si vale veramente qualcosa.

 

Real Madrid – Juventus 23 ottobre 2013 – Stadio Bernabeu – Madrid – Champions League

real madrid - Juventus

Scritto da Cinzia Fresia

Il morale non sarà altissimo attualmente in Juventus, i ragazzi reduci da una terribile sconfitta dovranno scontrarsi con la squadra mito Real Madrid oggi guidata da Carlo Ancelotti. Sono trascorsi appena due giorni dalla disfatta di domenica e non si sta parlando d’altro che del tracollo juventino, saranno bastati due giorni per riallinearsi? Saranno bastati due giorni per recuperare la grinta necessaria ad affrontare la fazione madridista?
E’ superfluo dire che la vittoria è obbligatoria e necessaria, non tanto per recuperare l’attenzione dei tifosi, ma per “aggiustare” il girone che è scarso. Ovviamente anche il Real avrà i medesimi obiettivi, e se i nostri allenatore compreso non si svegliano, torneremo a casa con una sconfitta in più. Come ha scritto un eminente giornalista, se non si sbrigano le cose finiranno male perchè si sta facendo tutto più difficile e il tempo a disposizione si riduce.

Incrociamo le dita, e speriamo di vedere una bella partita, comunque vada appassionante e con una valanga di gol, la vittoria potrebbe non essere un’utopia, visto l’andamento attuale  del Real non proprio da prima della classe, l’unica cosa che non vorrò più rivedere è prendere 4 gol in 10 minuti.

 

C’era una volta…….

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Articolo di ”Nonno” Andrea Renda

 

Cominciano così tutte le favole, e la favola della Juve imbattibile e vogliosa di vincere è arrivata allo epilogo.
Abbiamo fatto due splendidi anni spinti dalla voglia di riemergere dopo quattro anni d’inferno.
Ora tutto si sgonfia, la squadra era stata ricostruita sfruttando la voglia , la determinazione e la fame di successi.
La dirigenza ha tirato i remi in barca centellinando gli acquisti necessari per ricostruire una grande squadra che durasse nel tempo.
Ora ci troviamo con dei giocatori che hanno tirato la carretta spremendosi tutte le gocce di energia rimaste , non inserendo nuove forze, escluso due buoni attaccanti, ma cedendo tanti ottimi giocatori che avrebbero potuto inserirsi gradualmente negli schemi, schemi che ,oramai , sono a conoscenza di qualunque squadra ci affronti e non abbiamo saputo rinnovarci negli schemi e negli uomini.
Non voglio pensare che siamo al tracollo , ma al collasso SI e se non si corre ai ripari rischiamo di avere giocatori demotivati e impauriti. Le continue voci che sono messe ad Arte per indebolire il gruppo , cominciano a fare effetto sul morale dei giocatori e ,sotto sotto, pensano di cambiare aria anche perché le voci di trasferimento non vengono smentite dalla società , ma anzi avallate.
Le favole finiscono sempre a lieto fine e noi fans della juve non vogliamo rinunciarci.
Meditano coloro che sono preposti a risolvere i problemi tecnici con in testa l’allenatore , che mi sembra incapace di cambiare modulo e si fossilizza nello unico che conosce, pur non avendo più i giocatori adatti.
Si è rotto il giocattolo e bisogna correre subito ai ripari necessari.
Non si può accettare uno stato confusionale come si è visto ieri pomeriggio, sebbene le avvisaglie ci siano state dallo inizio della stagione.
PER FAVORE SVEGLIATEMI DA QUESTO BRUTTO SOGNO

Fiorentina-Juventus 4-2: dieci minuti di ordinaria follia

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Articolo di Alessandro Magno

E’ assolutamente vero che la Juventus di quest’anno ha qualche problema. Non so se sia mancanza di appetito, o problemi di limiti di età, vedansi Pirlo e Buffon, però non è un mistero dire che le cose non vanno come dovrebbero andare. Al tutto aggiungiamoci che la Roma viaggia a un ruolino di marcia infernale e il Napoli come noi, e va da sé che il terzo scudetto di fila diventa oltremodo difficile.

Sono convinto che a Firenze potevamo fare bene. Se andiamo ad analizzare la partita è palese che per 70 minuti la Fiorentina non è esistita, surclassata in tutto e per tutto. Tuttavia è bastato un rigore inventato dal Killer Rizzoli, uno che quando ci arbitra ne commette di tutti i colori, per invertire l’inerzia della partita. Lungi da me dare la colpa della sconfitta a Rizzoli. Nessuno ci ha ordinato dopo aver preso un gol di prenderne poi altri tre. Questo va detto perché noi siamo diversi dagli altri e per le nostre sconfitte non cerchiamo facili alibi.

Probabilmente, ed è un errore che abbiamo commesso anche in altre partite di quest’anno, ci siamo troppo specchiati nella nostra bravura e invece di chiuderla con il tre a zero abbiamo giocherellato a fare i fenomeni. Forse dal momento che c’era Llorente in campo bisognava fare qualche caxxo di cross in più. O forse Conte avrebbe dovuto inventarsi qualcosa subito e non sul 4-2 ( 3 punte), quando ormai la partita era compromessa.

Io non ho la ricetta per venirne fuori, so solo che da un po’ di settimane che scrivo che la Juve non mi sembra più quella di prima, nonostante rispetto agli anni scorsi abbia un Tevez in più. Sto continuando a scrivere che Conte deve rivedere il modulo almeno in qualche frangente, in quanto ormai questo collaudatissimo 3-5-2 è anche super studiato e super conosciuto dai nostri avversari. Non so se riusciremo a ripeterci in campionato. Penso che per la Champions non siamo attrezzati, così come penso che nell’insieme non siamo più deboli di Napoli e Roma. Certo se gli altri faranno più punti di noi li applaudiremo. Ai tifosi più umorali voglio dire solo di ritenersi fortunati a tifare Juve. Noi queste scoppole le prendiamo una volta ogni morte di Papa, gli altri ne prendono diverse all’anno.

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Fiorentina – Juventus . Sintesi.

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“Il giocattolo si e’ rotto”

conte che urlaScritto da Cinzia Fresia

Dimentichiamoci pure di scudetto e Champions, la Juventus di quest’anno non e’  più forte dell’anno scorso, anzi sta precipitando ogni giornata di campionato, saremo contenti se arriveremo quarti o quinti.Un disastro ..Non ci sono parole per esprimere la delusione per  una sconfitta evitabile con una Fiorentina, insignificante a cui abbiamo spalancato non solo la porta, un portone.

Sopra di 2 gol, dominando il match quasi da subito, rovinare tutto in dieci minuti e permettere all’avversario di rimontare di 4 gol e’ paradossale.

Difesa disastrosa e attacco insufficiente, come e’ possibile? Lasciando stare i nuovi arrivi, Tevez e Llorente,  e’ pur sempre  la Juventus dell’anno scorso, e di quello  precedente, quella che vinceva e che non dava tregua all’avversario, tutti sono regrediti, compreso Buffon che  non e’ piu’, vuoi per eta’ ed acciacchi vari, quello di prima. Gli errori di questo pomeriggio non erano da lui, da un professionista ci si aspetta un approccio diverso,  e’ vero che la Fiorentina e’ forte, ma mediocre, ma con la Roma o Napoli, come faremo? Potevamo vincere .. Si poteva stravincere. E questa débacle non e’  giustificata.

Il giocattolo si e’  rotto, la fiducia della squadra verso il suo tecnico e’ venuta meno, la societa’ pare non interessarsi, è assente, offre risposte vaghe e poco convincenti, e lo stesso rapporto di idillio con Conte pare terminato o profondamente in crisi. Nel calcio attuale, con le dirigenze di oggi, niente e’ per sempre, un rapporto di lavoro dura lo spazio di una stagione o al massimo due. Non c’e’ autocritica, non c’e’ sacrificio, ma soprattutto manca la valorizzazione delle persone. E l’esempio Del Piero ne e’ una prova.

Ma era cosi’ forte questa Juventus? O la Juve di Conte del biennio passato ha vinto sulle disgrazie altrui? il fatto certo  e’ che la Juventus non ha migliorato in attacco come sperava, e la difesa e’ sprofondata. i due neo attaccanti ispanici, Tevez e Llorente, non sono quello che ci si auspicava. Tevez e’ un giocatore sopra la media ma senza colleghi che supportano non fa la differenza, a riguardo di Llorente, non pervenuto, non si e’ ambientato, non riesce ad uscire fuori. Ma probabilmente il motivo vero della  regressione juventina  e’ la  spaccatura nel centro campo, Pirlo non funziona come il primo anno, lentamente ha perso colpi, e non e’ affatto presente. La Juventus di Conte e’ stata  costruita intorno a lui, che dirigeva e dettava legge, producendo un insieme funzionante e molto unito. Ma forse il tecnico lo aveva predetto, che il giocattolo durava poco e che si sarebbe dovuto spendere probabilmente troppo per le casse della Juventus.

Oggi qualcosa non va, Pirlo non va, Marchisio non va, ecc ecc. e Conte fa fatica a tenere lo spogliatoio, la stampa ha voluto calamitare l’attenzione sul ritardo di Vidal  ma dietro c’e ben altro.

Resta la rabbia e il dispiacere, spero i nostri a Firenze rientrino nelle proprie case sani e salvi, mi auguro non siano stati aggrediti dalle fazioni avversarie, sicuramente in delirio per questa inaspettata vittoria. Per giocare cosi’ prepariamoci ad un’altra sconfitta, quella a Madrid.

Fiorentina-Juventus Domenica 20 ottobre 2013 ore 15 – Stadio Franchi – Firenze

thScritto da Cinzia Fresia

La partita con la Fiorentina non ha bisogno di presentazioni, sappiamo in anticipo che non sarà una partita, ma una rissa dove tutto è permesso o quasi. La novità per noi è che abbiamo l’infermeria piena dei nostri pezzi migliori, ed in ultimo, Vidal ha deciso di perdere l’aereo e presentarsi in ritardo al ritiro, episodio che ha fatto infuriare la società la quale ha imposto provvedimenti seri in quanto recidivo.

Così, oltre agli “ammaccati” abbiamo i “puniti”, e pare che Isla si schieri a fianco di Padoin. La Fiorentina si trova quinta con 12 punti, ed è una candidata a dare “noia” alle aspiranti -scudetto, quindi occhi aperti e antenne drizzate .. nella condizione in cui siamo, critica, il fatto Vidal, non ci voleva. Le regole sono tali e se non si fanno rispettare è inutile redigerle, perciò Arturo partirà dalla panchina. E’ superfluo dire che bisogna vincerla a tutti i costi se si vuole tenere il passo di Roma e Napoli, siccome siamo conciati “male”, sarà “improbabile ma non impossibile”.

Cosa accadrà? Speriamo il tutto non si riduca in  un incontro di gladiatori  e non finisca a pugni e sangue, il telegiornale ha annunciato che la polizia piantonerà la panchina per la  sicurezza di Antonio Conte, e un supporto di  forze dell’ordine saranno impiegate per garantire l’ordine pubblico. Consiglierei altresì l’uso dei carri armati con l’ausilio del battaglione San Marco, non si sa mai.

Mi dispiace che a Firenze versi sempre lo stesso stato d’animo,  quello della guerriglia, e mi sento profondamente vicina a tutti i tifosi della Juventus di Firenze, condannati a vivere in totale clandestinità la loro passione sportiva in questa loro città per alcuni anche  di origine.
Strano per una città governata da un così giovane, attivissimo e mediaticissimo Sindaco, il quale dovrebbe ricordare ai tifosi della sua squadra, che il 1400 è finito da un pezzo.

 

Come si gestisce Pirlo?

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di Davide Peschechera

Altra pausa per le Nazionali, altra pausa di riflessione. Altra pausa per pensare al futuro. Prossimo, immediato e lontano. Sotto la lente d’ingrandimento ci va proprio colui il quale ha risolto la partita contro il Milan col gol del pareggio e propiziando il terzo di Chiellini. Per mettere in dubbio le qualità di Andrea Pirlo e gettare un’ombra su un giocatore unico, servirebbe una dose di coraggio tale da tracimare nella cecità di giudizio. Altro discorso è sostenere che questo Pirlo possa essere un giocatore da gestire, se non proprio centellinare. Il suo impiego deve essere dosato. La fatica gli toglie lucidità, però il regista vuole giocarle tutte. Il campione, in quanto tale, non accetta di essere messo da parte e vuole rispondere con i fatti alle critiche ma il credito verso certi giocatori non deve essere illimitato. La risposta al “caso”, se di caso si può parlare, infatti, Pirlo l’ha già data, sul campo. Non serve parlare quando sai giocare a pallone. Pirlo scrive ancora coi piedi: fondamentale nella Juventus, indispensabile per il calcio italiano. Ci mancherebbe che sia Pirlo a chiedere di giocare a gare alterne. Anzi è in virtù dell’ambizione che lo nutre, e della costanza mostrata allenamento per allenamento, che l’azzurro si è costruito un percorso calcistico da assoluto fuoriclasse. Il problema è che eravamo stati abituati troppo bene, tutti: tifosi, avversari, appassionati, curiosi. E lui stesso. Pirlo non sbagliava, Pirlo non usciva, Pirlo giocava 38 partite su 38, più la Champions, più la Nazionale. A 34 anni non potrai mai essere come a 28. Negli ultimi giorni l’ha accettato lui, ora tocca a noi. Ci tocca per onestà. Perché il vero e unico caso che riguarda Andrea Pirlo è che non c’è ancora il suo erede. Pirlo è Pirlo, anche se dicono che non sorrida più e lo dicono come se prima invece lo facesse.

L’addio al Milan dimostra proprio l’esigenza di Pirlo di sentirsi sempre parte importante di un progetto ambizioso. Al momento Conte non è ricco di alternative in panchina ed a gennaio si tornerà a parlare di un centrocampista. Nessun caso Pirlo ma una situazione che, prima o poi, si sarebbe presentata. Occorre intervenire sul mercato per affiancare un giocatore che possa raccoglierne l’eredità già a stagione in corso ma poi ci sarà un normale avvicendamento mascherato da turnover al momento opportuno.

Anche se non sarà facile, perché Pirlo è il tempo, il ritmo, le pause. Si passa da lui. E’ il genio della semplicità. È così che deve andare ed è così che va, con un tocco o con due, non di più. Con il passaggio in profondità che sembra una cosa tramontata e che riappare improvvisamente quando lui stoppa e poi mette dentro in verticale. Imbarazzante marcarlo ogni volta che tu gli vai addosso e lui s’è già liberato del pallone. Imbarazzante pensare che sono in pochi a poter fare quello che fa lui. È un talento che non nasce per strada, ma su un campo di calcio. Genio e regolatezza, non ci si stanca mai di lui e delle sue semplici giocate. Pirlo non è ciò che un bimbo vuol essere quando comincia a giocare, ma è ciò che sogna di essere qualunque giocatore quando sta per finire.

Fuori, però, per scelta tecnica a San Siro. Per scelta tattica col Verona. A riposo col Torino. Per scelta indigesta, sempre. Cerca di tenere sempre alta la tensione e non si lascia sfuggire mai l’occasione per scuotere la coscienza collettiva del suo gruppo il mister Antonio Conte, soprattutto in una stagione, questa, molto più difficile delle due precedenti. Ed è in questo senso e in quest’ottica che vanno visti il turnover ed il rispetto di regole che non c’è bisogno di appendere nello spogliatoio. Le conoscono bene tutti, in vigore da due anni, hanno contribuito sicuramente alle vittorie sino ad oggi ottenute e a quella compattezza di gruppo nata anche in questo modo. Regole precise da seguire dentro e fuori dal campo. Ma al di là del nervosismo comprensibile del regista bresciano contro il Verona, scortato per tutto il match dalla marcatura ossessiva di Jorginho (che di fatto si è disinteressato all’andamento della partita), l’episodio è andato un po’ in contrasto con la figura universalmente riconosciuta di “gruppo Juve” ma pare essere già acqua passata.

“Con Andrea non c’è stato nessun chiarimento perché prima non c’era stato bisogno di mettere una regola. Adesso c’è e va rispettata. Quindi Pirlo non ha fatto niente di particolare perché poteva farlo. Nella gestione di un gruppo ci sono delle norme da mettere, per cui quando vedi che qualcosa non va bene, ci mettiamo subito una bella regola che vale per tutti e siamo molto più tranquilli e sereni”. Una mossa strategica che gli ha permesso di dribblare il presunto caso che giornalisticamente si stava montando e le solite domande tendenziose, di evitare che, in un momento delicato come questo, Pirlo venisse punito o multato e respingere qualsiasi tipo di strumentalizzazione per l’uscita dal campo di Pirlo.

D’altronde, già in passato atteggiamenti sbagliati dei suoi giocatori gli avevano dato il pretesto per dettare qualche regola fissa che, via via, Conte aggiorna ispirato dalle situazioni. Tipo? Cominciamo col “caso Quagliarella”. Gli uomini dello staff vanno rispettati al pari di Conte. Chiunque abbia un comportamento poco educato o irrispettoso nei loro confronti viene punito come se lo avesse tenuto con l’allenatore. Proprio Quagliarella, infatti, sostituito lo scorso anno a San Siro, aveva alzato la voce con Alessio e non giocò per qualche giornata. Oppure c’è il “caso Elia”: la bilancia è come un giudice, massimo rigore anche in tavola. In ritiro, ma anche a casa. Niente pane, zucchero ridotto al minimo, e grande attenzione nel rispettare le indicazioni dopo le analisi periodiche. Chi pesa troppo non gioca. Elia in qualche caso non superò l’esame della bilancia e stette fuori. Ma non è finita qui perché c’è anche il “caso Pogba”. L’orario di allenamento viene comunicato al giocatore solo nel tardo pomeriggio del giorno prima attraverso un sms, per ridurre al minimo le divagazioni. Per i giocatori diventa difficile programmare il loro tempo libero con attività potenzialmente distraesti dall’impegno calcistico. Chi arriva in ritardo all’allenamento prende un’ “ammonizione”, al secondo scatta la “squalifica” con mancata convocazione per la partita successiva. Due ritardi consecutivi in una settimana portarono il francese a saltare la trasferta di Pescara, nonostante il momento particolarmente brillante. Infine, la “legge Pirlo”: se si viene sostituiti e non si è gravemente infortunati, si deve rimanere in panchina per il resto della partita. Chi va direttamente negli spogliatoi viene multato e messo fuori rosa per un mese. Senza montare nessun caso.

Con l’Italia a Napoli ha giocato 90 minuti spalancando la porta a Mario Balotelli con un gioiellino dei suoi. E la punizione-gol e quella stampatasi contro la traversa della porta di Christian Abbiati dimostrano che il piede del genio juventino è caldo. Quello contro il Milan è stato il suo settimo centro su palla inattiva. Negli ultimi tre anni meglio ha fatto soltanto Francesco Lodi (8), che non a caso è soprannominato “il Pirlo di provincia”. L’ex rossonero viaggia alla velocità di un assist a partita e il 60 per cento dei suoi passaggi (dati Opta) vanno a buon fine. Medie altissime. Finalmente nell’ultimo anno in Nazionale, Pirlo ha anche avuto un trattamento di riguardo. Prandelli lo chiama sempre anche se gli concede un minutaggio bassissimo “per fare gruppo”. Delle 17 gare che la nazionale ha giocato dall’ottobre 2012 al settembre 2013, Pirlo ne ha disputate 13 di cui solo 8 stando in campo dall’inizio alla fine. In tutto ha accumulato 1.032 minuti in azzurro di cui 811 (su 840′, cioè il 96,5%) in partite per la qualificazione al Mondiale o in quelle che contavano della Confederations. Quando ci sono stati in ballo i 3 punti ha sempre giocato o è stato sostituito per pochi minuti (16 in Armenia e 13 in Repubblica Ceca). Nelle amichevoli, invece, Prandelli lo ha fatto rifiatare: 4 presenze su 8, contando anche le sfide contro Brasile e Uruguay alla Confederations, la prima a qualificazione ottenuta e la seconda per il 3° e 4° posto, una sola volta per 90′ e accumulando in tutto 221′ sui 720′ possibili (29,3%). Un occhio di riguardo? Sì, decisamente.

Andrea Pirlo, trentacinque primavere il prossimo maggio, tornerà a discutere il proprio contratto con Marotta ed il proprio entourage, dopo i primi sondaggi non andati a buon fine (c’era distanza sulla sia sulla durata, sia sulla parte economica), nei primi mesi del 2014. Non si sa come andrà a finire, anche se per Marotta ci sono: “Porte apertissime, ascolteremo le sue esigenze. Saremmo orgogliosi di poter continuare con lui” e per Agnelli: “Di certe questioni si occupa Marotta, ma io posso dire che Andrea alla Juventus si può sentire tranquillamente a casa. Starà lui a decidere il suo futuro”.

Gli anni passano per tutti, anche se per il suo modo di giocare potrebbe tranquillamente andare avanti per un altro paio di stagioni. Va impiegato con giudizio. Conte e Prandelli stanno facendo benissimo quindi a dosarne le energie ed a provare squadre non “Pirlo-dipendenti”. Nelle ultime uscite, il regista bianconero ha perso almeno un paio di palloni pericolosi a partita, tanto da poter innestare le ripartenze della squadre, situazione che, se ci spaventa poco in Italia, in Europa potrebbe riservarci brutte sorprese. Allo stesso tempo ha pure illuminato in qualche circostanza la manovra con i lanci intelligenti e calibrati per i quali è riconosciuto fuoriclasse. Anche se “l’ultimo” Pirlo, stando alle statistiche, sta migliorando l’efficacia delle giocate, rispetto al passato, in passaggi riusciti, ma sta riducendo l’incidenza delle occasioni da rete.

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