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E così è arrivato quel giorno, il giorno del saluto.

Se ripenso al 1995, quando avevo 9 anni, quando ho iniziato a seguire la Juventus e vedevo il calcio con gli occhi di un bambino, mi sono calcisticamente innamorato di un piede che faceva magie e che disegnava arcobaleni che finivano dritti sotto l’incrocio.

Il piede di Alessandro Del Piero, stava nascendo un mito, una leggenda. Ti ho visto nascere Alex. Dopo aver vinto la Champions nel 1996 la prima cosa che ho fatto è stata andare a comprare con Papà la maglia di DEL PIERO, con quel numero 10 stampato su una maglia blu con due stelle sulle spalle, nasceva il mito, nasceva il nome.

Col passare degli anni sei diventato il mio idolo, il gol al River Plate, vederti segnare negli stadi maggiori europei, quel gol dopo 20 secondi a Manchester, quelle sgroppate contro napoli e inter, quei continui tiri alla Del Piero, punizioni, rigori, dribbling, esultanze e vittorie, la migliore stagione nel 1998 ed un pallone d’oro sfiorato, ingiustametne non vinto. Quel bimbo contento che ammirava il suo idolo, anche perchè era nato a novembre come lui, era dello scorpione come quel bimbo. Guai a chi mi toccava Del Piero, neanche dopo quel grave infortunio che ha fatto crollare la Juventus. Gli anni successivi tutti aspettavano Del Piero, tutti a criticarti ma io ho sempre creduto in te Alex, non ho mai smesso, sempre difeso. E quel gol nel 2001 al Bari…

Vederti nel 2001 con la fascia di Capitano è stato un grande orgoglio, una grande rivincita la tua, conclusasi con lo scudetto del 5 maggio 2002 e poi lo scudetto 2003, altra grandissima stagione, il gol per l’avvocato, il tacco nel derby e il gol al Real Madrid in semifinale.

Tra dolori e gioie sportive non ho mai smesso di vederti con occhi particolari, sempre con gli occhi di quel bambino del 1995. Soffrivo vederti in panchina ma sapevo che la partita l’avresti risolta o sbloccata o anche fatto un solo gol ininfluente per il risultato. Solamente leggere il tuo nome mi faceva sorridere. Gli scudetti 28 e 29, vinti sul campo.

Quel gol ai mondiali 2006, perchè un tuo gol in nazionale per me valeva di più… E poi la serie B, sentire il boato della gente perchè ti eri solamente affacciato dalla finestra dell’hotel, non scorderò mai quel momento, vederti ed emozionarmi. Vederti per la prima volta su un campo, un campetto, di B ed emozionarmi. Il 200° gol al “mio” Frosinone, il 300° e 301° gol in carriera con me presente allo stadio la prima volta a Torino.

Il ritorno in A, la doppietta al Real a Madrid, la standing ovation del Bernabeu che solo ai grandi va fatta, la standing ovation a Manchester per un’amichevole. Altre punizioni, rigori, dribbling, gol…la sofferenza insieme a te di questi 6 anni.

In quest’ultimo anno non aspettavo altro che il tuo primo gol ed è arrivato contro la Roma in coppa italia, uno dei tuoi sotto l’incrocio come solo tu sai fare, gioia, urlo e lacrime. L’emozione di un tuo gol per me è particolare, soprattutto quest’ultimo anno. La punizione alla Lazio, importante per il nostro campionato, per la vittoria finale. L’ottavo scudetto per te…

Il gol all’atalanta il 13 maggio 2012, lo meritavi, lo cercavi, la standing ovation dello Juventus Stadium, il tuo popolo, l’inchino a noi, il tuo grazie e il nostro grazie. Il momento più emozionante da quando sono Juventino.

Con te si chiude la mia prima epoca bianconera durata ben 19 anni (anche se i primi due anni non li ricordo bene), grazie per gli 8 scudetti vinti sul campo, grazie per la Champions e l’Intercontinentale, per il Mondiale, grazie per le gioie e sofferenze, per fortuna più gioie. Ci hai fatto gioire per 19 anni e piangere in un giorno… Adesso, quando sarò “grande” e mi chiederanno ‘chi era Del Piero?’, posso rispondere e raccontarti.

Sarai sempre il mio mito, per le tante emozioni che solo tu riesci a dare. Perchè mi hanno sempre chiamato “Del Piero” per una vaga somiglianza e ne ero contento. Perchè quando vedevo le tue interviste mi dicevano “eccolo che ora piange, eccolo con il suo amore” e gli occhi si illuminavano, perchè ti ho sempre visto e ti vedo sempre con quegli occhi di quel bambino del 1995.
Grazie Capitano, Grazie Alex.

Silvio Raponi

Farewell …Alex Del Piero.

“Il mio regno per un pallone!” sembra gridare Alex Del Piero a tutto il pubblico bianconero e a chi lo vuole “prepensionare”, no! Non ci sta Alex continuerà a giocare ma non alla Juventus.

Ciao Alex, è stato bello averti tutti questi anni,  per me e mi auguro per tutti gli juventini non cambierà niente, ammireremo l’atleta e l’uomo che è in te.

 Ed è con queste parole che saluto Del Piero, non volevo scrivere un necrologio perché non è morto nessuno, dall’inizio dell’anno che siamo tormentati da questo abbandono annunciato “Del Piero se ne va..”, non mi sembra ancora vero vi dirò, figura imprescindibile dalla Juventus, sarà difficile non vederlo più, anche se quest’anno ha giocato poco o niente,  era là e a noi bastava. Ma le favole non durano per sempre, anche per l’uomo Del Piero, che oltre a lasciare la Juventus, andrà via da una città che era diventata la sua, dove si è sposato e diventato padre.

Ma d’altronde si appartiene a se stessi e non al posto di lavoro, 19 anni sono tanti, e Alex stesso non trovando più le condizioni favorevoli per rimanere è corretto vada incontro a nuove esperienze, stimoli e crescita personale.

Nella vita ci sono momenti in cui bisogna essere uomini con la U maiuscola, esattamente come lui, che ha accettato tutto senza mai lamentarsi, cercando pubblicamente di difendere e rappresentare l’ azienda e il suo pubblico dalle brutture di questi ultimi anni, ha accettato la serie B senza battere ciglio, mai un gesto feroce, mai un colpo di testa, non ha contestato le decisioni che lo hanno visto in panchina per quasi tutto questo ultimo periodo.

Sarà un grande dirigente un giorno, o chissà anche presidente di cosa vorrà lui.

L’ultima giornata disputata è stata un autentico “Del Piero day”, sembrava esserci solo lui in campo, gli occhi, gli sguardi e le lacrime solo per lui.

Non ci sarà mai un adeguato addio, una festa che possa tributare questa chiusura quando una persona ha rappresentato così tanto,  non solo un idolo casalingo, ma un vero patrimonio sportivo italiano, penso non ci sia stato uomo e campione più amato e ringraziato  quanto lui.

Asciughiamoci gli occhi e regaliamogli un sorriso, facciamo spazio al buon umore e lasciamo la tristezza alle spalle perché niente è finito, tutto  ricomincia.

Luna23

Neanche il cielo

Brutta cosa, la speranza.

L’ineluttabilità di certi momenti dovremmo metabolizzarla prima che essi accadano, dovremmo cercare di guardare la realtà prima che si presenti nella sua forma più crudele.

Dovremmo…

Bella cosa, la speranza.

Ti fa vivere anche l’ultimo istante con la convinzione che qualcosa possa ancora cambiare, che il tempo possa contraddire se stesso e offrirsi ai desideri.

Desideri….

Protagonisti e spettatori dell’eterno duello, Sturm und Drang contro classicismo, finito contro infinito, dicotomia contro antinomia, nessun Pirandello ad unire flussi e forme.

L’ultimo atto va in scena, nessun ripensamento, un amore folle spezzato, ha vinto la luna, ma tu sei il cielo, o forse di più.

Caro Andrea, ieri non mi hai privato di un calciatore, mi hai strappato un sogno.

 

Massimo Gizzi

Juventus-Atalanta 2012 – Dalla gioia al dolore

Nessun Juventino potrà mai dimenticare il 13 maggio 2012, una festa attesa e ritornata, lunga un giorno, strepitosa, sentita, mai vista ..dopo una stagione così, si dimentica tutto, il brutto viene messo da parte, conta solo il presente e il nostro futuro.

Nonostante il campionato vinto in anticipo, l’Atalanta non ci stava a passeggiare, se l’è giocata ugualmente, e noi per mantenere l’imbattibilità ci siamo dati da fare,  producendo un bellissimo 3-1, strepitoso il gol di Marrone, una fantastica  partita per lui, ma il gol del Capitano ha fatto impazzire lo stadium. Iniziando il primo tempo non bene, con una botta infertagli da un avversario, ha tenuto duro per i suoi tifosi regalandoci un gol, la sua  uscita è stata un apoteosi, i tifosi in piedi hanno applaudito per minuti il capitano, Alex sorrideva e ha fatto un giro del campo, passeggiando ..per godersi tutti i sorrisi e l’amore dei tifosi, ma Alex Del Piero non ha visto solo quello, si è accorto delle lacrime e dello strazio della sua gente: tutti abbiamo sperato, non so chi non  ha atteso  un cenno,  un cambio di rotta,  un ripensamento dell’ultimo minuto,  di  sentire un annuncio completamente diverso, ed invece no. Il suo addio puntuale ed annunciato è arrivato lasciando il pubblico senza parole. E’ tutto il campionato in cui ci hanno  bombardato  con questa eventualità, non c’è stata settimana con la quale dovevamo fare i conti con il tormentone “Vai o resti?”, nulla è valso, le richieste dei tifosi, la raccolta delle firme, le lettere, le suppliche, niente. E’ andata come doveva .

Il gol di Barzagli metterà la parola fine a questo campionato,  la cerimonia di premiazione vede il nostro presidente, ancora incredulo a ringraziare e a citare per nome, tutti i suoi collaboratori, unendoli in un grande abbraccio virtuale, Presidente Andre Agnelli,  congratulazioni, oggi hai vinto anche tu.

La famiglia al completo è stata sempre al suo fianco, Andrea Agnelli è stato sostenuto fino alla fine, i suoi collaboratori non hanno tradito.

Ma purtroppo, malgrado la forte intensità, la mancanza di Del Piero si fa sentire, un dolore immenso ci pervade, credo che la maggior parte di noi, lo vedesse quasi come un parente, tanto era la sua popolarità, oggi nel giorno della rivincita siamo orfani. Alex andrà via. Lo potemo vivere ancora domenica in finale di coppa Italia e dopo basta, cala il sipario.

La vita ci insegna che qualunque cosa accada bisogna andare avanti, Del Piero, la nostra identità juventina, con la Juventus ha finito, ma d’altronde anche questa Juventus non è quella dell’avvocato, nè quella del dottore, e dopo Alex ci sarà qualcun’altro. Per il momento godiamoci quel che ci resta ..e salutiamoci domenica.

Luna23

Omaggio agli Uomini veri.

La consegna del tapiro d’oro al nostro immenso Capitano Alex Del Piero.

 

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Un video che realizzai nel 2006 e mi pare ancora molto attuale.

 

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Del Piero-Agnelli. Proviamo a fare ordine!

Sono rimasto molto sorpreso dalle reazioni scaturite alle dichiarazioni del Presidente Andrea Agnelli su Del Piero. Personalmente non ci ho trovato nulla di annormale, ha detto una cosa che tutti sapevamo gia’ da mesi,esattamente da quando insieme a Del Piero avevano messo la firma sul contratto e cioe’ che questo sarebbe stato l’ultimo anno del Capitano.
Non si e’ incavolato nessuno allora (anzi erano tutti contenti) non capisco l’incazzatura di adesso. Forse e’ stato solo un problema di inopportunita’, una gaffe. Forse e’ stato un modo per non iniziare una nuova telennovelas Del Piero-contratto, visto che qualcuno cominciava a vociferare che se andiamo in Champions Del Piero non smette. Forse e’ stato un modo per Andrea Agnelli di riappropriarsi della Juventus perche’, sicuramente questo ragazzo che non amo ancora ma stimo, non avra’ le classe di suo padre e di suo zio ma sicuro ne ha la determinazione. I fratelli Agnelli non han permesso mai a nessuno dei propri giocatori di diventare piu’ importante della Juve, ne a Sivori ne a Platini, Baggio o Zidane, Boniperti, Scirea o Zoff…….e neppure a Del Piero.
Alex e’ gia’ diventato il migliore di tutti e questo gli viene riconosciuto in tutti i frangenti, dall’inaugurazione dello stadio al cda.
Deve bastagli questo ……che non e’ poco.
Lo dico a malincuore perche’ sono il suo primo tifoso ma apriamo gli occhi prima o dopo (quest’anno o fra dieci) Del Piero smettera’ , e la Juve deve continuare ugualmente.
Facciamocene una ragione.
Se Andrea Agnelli ha voluto lanciare un segale nel senso che sta’ gia’ pensando al dopo Del Piero, io dico menomale che qualcuno gia’ ci pensa perche’ non sara’ facile.
Veniamo a Moggi.
Ho tantissima stima e ammirazIone per il Direttore pero’ mi sa’ che quello che l’ha fatta fuori dal vaso e’ proprio lui. Mi riferisco al fatto che ha criticato il Presidente su queste dichiarazioni. Ora Moggi e’ un gran Direttore e quando era alla Juve ha venduto di tutto di piu’, dai Zidane ai Vieri, Inzaghi,Ravanelli,Davids, Peruzzi, DiLivio, Vialli ecc…ecc… (mi fermo se no riempio l’articolo). Anche Buffon al Milan ma salto’ proprio per farsopoli. Ha liquidato Conte e Tacchinardi ritenuti vecchi senza battere cicglio, con una stretta di mano. Il suo motto era ” alla Juve nessuno e’ incedibile”. MAI e sottolineo mai ha sostenuto che alla Juve fossero tutti incedibili tranne Del Piero. Se lui oggi lavorasse per la Juve e gli direbbero che non c’e’ piu’ posto per Del Piero sono sicuro che non avrebbe nessuna difficolta’ a comunicarglielo. Se qualcuno avesse mai offerto per Del Piero quello che hanno offerto a suo tempo per Zidane , Del Piero non sarebbe alla Juve da un pezzo.
Proprio lui che e’ stato un direttore sportivo…. su. Se poi Moggi ha fatto queste dichiarazioni per ingrazziarsi i tifosi, gli mando a dire che non e’ proprio il caso di fare queste azioni di “paraculaggio” siamo gia’ tutti dalla parte sua da 5 anni a questa parte. Eviti.
Ora veniamo a Del Piero.
Alex Del Piero per me e’ il miglior di tutti. Ho solo due maglie della Juve che metto quando gioco a calcetto. Di Del Piero e di Nedved. I miei bambini stravedono per lui. Quando fece quella famosa dichiarazione su Urra’ Juventus , il famoso “restiamo uniti” all’indomani della condanna in B, ho consumato non so quante schede telefoniche per divulgarlo via sms.
Nel 2006 ho preso questo nikname (Alessandro Magno) che non e’ chiaramente il mio vero nome in suo onore e ancora oggi lo uso e continuero’ ad usarlo.
Quando l’ho incontrato di persona gli ho stetto la mano e l’ho ringraziato per quanto fatto per noi. Poi gli ho chiesto se lo potevo abbracciare e l’ho fatto. Credetemi e’ veramente un ragazzo per bene. Un figlio, un fratello che tutti vorremmo avere. Si lo confesso sono Del Pierista. Toccatemi tutto ma non il Capitano.
Fatta questa premessa vengo al dunque.
Alex non farti trascinare in questo casino. Hai avuto una carriera splendida. Piu’ di qualsiasi sogno che tu stesso avresti potuto fare da bambino.
Sei diventato il giocatore piu rappresentativo della squadra piu’ grande d’Italia, Una delle 10 squadre piu’ forti del Mondo. Hai vinto tutto. Non hai vinto il pallone d’oro…….e sai che ce ne frega a noi?……(cit. Vasco Rossi).
Tu vali dieci palloni d’oro Alex, non uno.
Sei per noi tutti il  migliore Capitano che mai avremmo voluto avere.
Te lo dico col cuore che piange.
Smetti quest’anno.
Hai 37 anni e io ne ho 39, ho giocato fino a 32 io Alex, e ho smesso quando non stavo piu’ dietro a quelli di 19-20. So che e’ cosi, e io non ero bravo come te.
Tu oggi sei ancora bravissimo. Non aspettare che i ventenni ti facciano fare figure barbine.
Non fare come Maldini che ha voluto insistere fino a quarant’anni e gli ultini due sembrava un morto in campo. Io non voglio vederti a fare figure cosi.
Oppure come il tuo amico Pippo Inzaghi che oggi gioca cinque minuti ogni sette partite. Che oggi e’ la riserva di El Sharawi e Ganz. Che Allegri manda spesso in tribuna e non ha nemmeno messo nella lista Champions. Ma te lo immagini Alex se non ti mettono nella lista Champions dell’anno prossimo?
Oppure ti ci vedi a fare la riserva di Immobile o Pasquato? (che son bravissimi).
Non andare nemmeno a fare l’accattone in Quatar, come l’altro tuo amico Cannavaro, non ne hai bisogno sei gia’ un uomo ricco.
Il tuo posto e’ alla Juve. Tu devi essere quello che e’ Gigi Riva per la Nazionale.
L’ambasciatore della Juventinita’ nel mondo.
Da qui alla fine del campionato sono sicuro che ci farai ancora vincere delle partite . Non vedo l’ora di abbracciare i miei figli,allo stadio o davanti alla tv , al tuo prossimo gol su punizione, perche’ solo tu le sai battere alla Del Piero. Ti confesso ancora oggi m’incazzo quando sei in campo e le batte Pirlo. Eh eh.
Leggendo questo mio scritto (perche’ te lo inviero’), sorriderei.Penserai “questo mi sta’ dando del vecchio”. Eh eh . Ti sto dicendo quello che penso Alex, come lo direi a mio fratello. Ho pensato meglio che te le dico io queste cose che sono Del Pierista che tutti quei (pochi) stronzi Juventini che son contenti che smetti.
Perche’io non son contento per niente.
Mi fa un male cane.
Solo so che purtroppo e’ cosi.
Alex, hai avuto una carriera da “Del Piero”….. ma ci scherzi?
Portaci in Champions Capitano e finiamo questa storia alla Alex Del Piero.
Con immensa stima e affetto
Alessandro magno.

Agnelli ci fa o ci sa fare?

Questo articolo avrebbe dovuto essere semplicemente una risposta all’articolo del mio amico AlessandroMagno riguardante Andrea Agnelli ed il punto interrogativo che pone alla fine: Andrea Agnelli è per noi l’interlocutore giusto o no? Ecco il link: http://www.ilblogdialessandromagno.it/?p=761#comments

Per mia incapacità nell’essere laconico ho composto una risposta molto molto prolissa che si è trasformata improvvisamente, in un articolo riassuntivo di ciò che Agnelli ha fatto e detto in questi ultimi giorni tanto da suscitare curiosità o sgomento con tanto di pareri e commenti a caldo in noi tifosi ed irritazione in ‘altri’.

Tanto per cominciare, credo che egli sia il nostro interlocutore giusto e lo ha dimostrato nelle ultime due interviste rilasciate: alla Gazzetta al termine del CDA che ha registrato l’aumento di capitale e alla presentazione delle nuove maglie nel nuovo stadio dove si è anche soffermato sull’esposto di Palazzi.

In entrambe le interviste è stato molto esaustivo e chiaro e non ha gettato al vento le solite frasi di retorica prive di significato e molto spicciole. Forse sul mercato bianconero avrebbe dovuto essere più chiaro ma, in fondo, questo compito spetta a Beppe Marotta. Da lui pretendiamo altro e questo altro si chiama Calciopoli: la lotta per la verità.

Alla Gazzetta ha detto chiaramente, soffermandoci solo ed esclusivamente in ambito Calciopoli, che la Juve si sarebbe mossa per la revoca dello scudetto all’Inter solo al termine del processo penale e dopo che questo avesse emesso le sentenze, chiarendo che vuole aspettare il terzo grado del giudizio penale (praticamente altri 4 o 5 anni) per agire ex articolo 39 in sede Figc. Tutto questo senza però tralasciare l’aspetto più importante: quello di ricevere risposte in tempi brevi dalla Federazione sulla questione in atto nel rispetto della giustizia affinchè essa sia uguale per tutti. Concetto ribadito ancora una volta dopo che lo ha fatto anche nei mesi precedenti, a campionato in corso. Naturalmente i tifosi hanno interpretato queste esternazioni in due modi completamente differenti: o come una perdita di tempo o come una netta presa di posizione. Per accontentare tutti, giustizialisti e garantisti, si sa, servono subito i fatti e secondo me i fatti ci sono: l’esposto inviato alla Figc oltre un anno e mezzo fa e analizzato da Palazzi qualche giorno fa è un fatto acclarato che ha comportato delle conseguenze piuttosto importanti: potremmo vederlo sotto molti aspetti (mediatico, economico, politico, d’immagine) ma le cose sono cambiate. Palazzi nell’esposto (senza soffermarci nei particolari perché per questi potrebbe esserci un altro articolo) ha ritenuto anche l’Inter colpevole di aver commesso illeciti sportivi con le telefonate di Facchetti e le ammissioni di Moratti che ne era al corrente e tutto questo grazie ad un misero esposto che, seppur con 14 mesi di ritardo, ha emesso un parere molto simile ad un verdetto, quasi fosse una pietra tombale.

Inoltre alla Gazzetta è tornato a parlare anche della Calciopoli 2006, definendo il processo “un processo sommario, istituito in tempi brevissimi, in un clima di clamore mediatico che ne condizionò l’esito. Fu proprio la Gazzetta a innescarlo rivelando le intercettazioni. La Procura federale aprì il procedimento sulla scorta di quanto aveva appreso dai giornali”.  Colpo basso, e chi se lo aspettava? Accusa pubblicamente la Gazzetta. Chi altro lo avrebbe fatto volontariamente? La Gazzetta, nella domanda successiva, cerca di rimediare, accusando la Federazione di aver nascosto le intercettazioni alla Magistratura ma Agnelli rincara la dose e incolpa sia la Gazzetta che gli altri giornali di non averle trascritte tutte le intercettazioni sui loro giornali, informando male l’opinione pubblica.

Alla presentazione delle nuove maglie, invece, Agnelli ha aperto il pomeriggio con un discorso di quasi 15 minuti attenendosi ai documenti e leggendo un passo dell’esposto della Juve che si basava, all’epoca, sulla “parità di trattamento” e puntando la mira sui “comportamenti poco limpidi” dell’Inter naturalmente nell’ambito della questione dello scudetto 2006 discussa da Palazzi il giorno precedente. Ha ribadito di volere RISPETTO dalle Istituzioni esprimendo il proprio timore che si decida di non decidere, ovvero che si sorvoli sulla questione per mancanza di volontà nel tornare su un argomento vecchio ma di estrema attualità. Per passare all’azione, anche in questo caso, Agnelli ha ribadito che bisognerà attendere la decisione del Consiglio Federale del 19 Luglio. Prima di allora va solo monitorata la situazione senza emettere sentenze o commettere mosse sbagliate.

Si può continuare ad avere pareri discordanti sul Presidente che tiene sempre una linea di strategia ben precisa ma estremamente criticabile e giudicabile. Prima che s’insediasse lui uno che parlasse così non lo avevamo di certo. Anzi. Reputo Cobolli Gigli una persona a modo che sa il fatto suo e che, se non avesse effettuato  il ritiro del ricorso a Tar, all’epoca, sarebbe rimasto alla Juve per tanti anni. Capacità dirigenziali ne aveva. Purtroppo bruciò, con quella mossa, quanto di buono avrebbe potuto fare. Blanc, invece, l’uno e trino e presidente ad interim è da apprezzare per il lavoro portato avanti sul nuovo stadio e per essere un ottimo contabile ma niente più. Sul piano sportivo si è dimostrato inadeguato. Non voglio giudicarlo né incompetente né incapace ma semplicemente inadeguato per il semplice fatto che il campo nel quale compete è diverso.

Teniamoci Agnelli. Per il nome che dà garanzie. Per ciò che ha detto e smosso in questi mesi. Per ciò che farà. Non abbiamo molte possibilità visto che, dopo di lui, c’è ancora una volta il vuoto. Agnelli è tra due baratri: il primo ha spazzato via i primi 5 anni di Juve post-farsopoli, il secondo potrebbe spazzare il futuro della Vecchia Signora se solo non ci fosse Agnelli che riesce ancora a tenerci a galla con l’argomento Calciopoli in attesa che i risultati sportivi tornino a darci ragione.

Per quanto possa avere le mani legate dal vero proprietario Elkann, Agnelli è libero di parlare e di dire ciò che vuole. Ha il benestare di Elkann e questo è già un passo in avanti rispetto al passato. Sino ad oggi, le parole bastano per alimentare i sogni. Con le sole parole molte persone si sono sentite colpite e tirate in causa. I fatti faranno il resto

In fondo, se in questi giorni Moratti è nervoso è soprattutto ‘colpa’ di Andrea.

Eldavidinho94

Dopo Strasburgo c’è l’America.

 

 

 

 

Eccomi qui, dopo alcune settimane di pausa. A dire la verità, aspettavo qualche argomento interessante da commentare per tornare a scrivere dopo la fine del campionato: a Giugno, si sa, c’è il solleone e il tempo della pacchia è incombente. Al di là del mercato che riserva sempre i prevedibili intrighi, accordi, segreti ed imbrogli, un avvenimento davvero importante (per i pochi interessati al caso, rimasti vigili dal 2006 sino ad oggi senza stancanti ripensamenti) è stato quello che ha visto la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini da parte della Disciplinate presieduta dal dott. Sergio Artico, presidente della Commissione Nazionale che ha disposto la radiazione di Moggi & co, in seguito ai fatti ed a ciò che è emerso e accaduto nel 2006. Tra le motivazioni, si accusa Moggi per “l’intrinseca gravità dei fatti commessi e delle aberranti conseguenze che hanno determinato”. Vi starete chiedendo come io possa non prendere in considerazione il nuovo scandalo del calcio scommesse: tuttavia, sotto il solleone anche questo è stato un avvenimento rilevante. Beh, reputo che quest’ultimo scandalo sia solo una diretta conseguenza di Calciopoli, vista la giustizia sommaria che è stata fatta e la possibilità data , ormai, di agire come meglio si crede per scopi personali; non a caso se “prima si truccavano le partite per conseguire il risultato sportivo, adesso abbiamo dei criminali che usano lo sport per arrivare a facili guadagni” (Abete dixit) e neanche tanto ‘scandaloso’ come vorrebbero far credere, quindi. Per questo motivo, la questione della radiazione è di primissima importanza e fanno discutere i modi con i quali è stata predisposta e il tragitto che ha percorso prima di arrivare a destinazione. Innanzitutto, Abete prima di creare l’impalcatura per questo mini-processo ha dovuto chiedere il parere della Corte di Giustizia Federale (che ha preso il posto delle vecchie CAF e Corte Federale che giudicarono Moggi & co. nel 2006) e poi quello dell’ Alta Corte di Giustizia del CONI. Insomma, un passaparola gigantesco per ottenere, da qualcuno, il permesso di agire. Eh sì, ha dovuto chiedere il “permesso”, come fanno i bambini con loro mamme quando in palio c’è qualcosa di rischioso o “non proprio corretto” (usiamo un eufemismo…). Un tragitto non molto arduo né lungo ma scontato quanto inaspettato sul finire. Sono molti, infatti, i misteri che lo avvolgono. Ho riflettuto su come impostare questo articolo, se basarmi sulle sensazioni (non quelle dei PM) o sui dati emersi con documenti alla mano e motivazioni annesse: come sempre, alla fine è inscindibile l’unione tra le due cose. Partiamo basandoci sulle sensazioni: nonostante tutto, la radiazione sarebbe stata inevitabile pur avendo lottato in questi anni nel tribunale penale di Napoli per riportare alla luce tante verità nascoste. L’ottimismo della vigilia è stata spazzata via dalla sentenza arrivata con un giorno in anticipo e dal procuratore Palazzi che, in ogni caso, l’avrebbe scampata su noi poveri mortali a prescindere. E infatti, la conferma è arrivata poche ore dopo la sentenza proprio dalle sue parole, ammettendo che “la commissione disciplinare incaricata di decidere sulla proposta di radiazione si è  basata solo sugli eventi del 2006 e non sulle carte dei processi fatti in seguito a quella data“. Una “radiazione a sentenze rese”, appunto, come recita il comunicato scritto della sentenza. Quest’ultima, è stata accolta di buon grado sia dal principale protagonista Moggi che dagli altri due protagonisti, Giraudo e Mazzini, sicuri tutti e tre di essere comunque radiati in primo grado. Moggi ha promesso guerra e battaglia contro una decisione ingiusta per lui e per noi suoi strenui sostenitori, convinti dopo aver visto l’evolversi della vicenda durante questi anni che le stranezze incombono che è una bellezza tutta italiana e mediterranea e non si può chiudere un occhio, 59 mesi dopo i 5 anni di inibizione ovvero 59 mesi di ritardo, uno a farne 60 prima che Moggi & co. potessero rientrare nel calcio (sempre se lo avessero voluto loro in primis…). La radiazione è stata ingiusta perché (e adesso veniamo alle vere motivazioni) non sono state prese in considerazione scoperte e retroscena usciti dai processi di questi anni e cioè che Moggi non ha mai parlato direttamente con gli arbitri a differenza di altri personaggi del mondo del calcio; che ha vinto la causa nel tribunale di R. Calabria sul caso Paparesta (mai stato chiuso nello spogliatoio); che gli arbitri ‘cupolari’ fanno fare alla Juve una media punti inferiore rispetto a quella ottenuta con gli arbitri ‘nemici’ e subiscono torti invece che le famose ricompense delle quali si è tanto discusso nel 2006, che lo stesso Bergamo ha ammesso che non ci è mai stata una cupola viste le molteplici cene che ci sono state con Moratti a Forte dei Marmi o con Collina ad un ristorante di Lodi senza dimenticare la cena avvenuta tra Sacchi e i designatori a casa Tanzi a Parma su testimonianza di Baraldi e i colloqui che ha intrattenuto. Un secondo motivo dell’ingiustizia subìta è la rapidità con cui si è istituito questo processo e si è arrivati ad emanare la sentenza, rapidità che, seppur giusta, è quasi una beffa a dispetto d’altre faccende d’ordinaria importanza come l’esposto della Juve sul quale non si hanno ancora risposte (Abete ha detto che le darà entro la fine di Giugno, mah, comunque a distanza di 13 mesi dal suo invio in Federazione il ritardo e la lentezza di Palazzi restano). Il progetto di radiare i 3 era in cantiere ma non è mai stato preso realmente in considerazione dal Palazzo sin quando la Federcalcio con a capo Abete, non ha avuto questa possibilità passati i 5 anni di squalifica. Il processo innalzato in fretta e furia non ha ricevuto neanche  il consenso dell’Alta Corte del CONI (di cui parlavamo all’inizio) alla quale Abete aveva chiesto un parere e che, tra l’altro, viene ribadito che l’atto finale di questa vicenda sarà girato proprio dall’Alta Corte, «ultimo grado della giustizia sportiva» che deciderà sulle radiazioni inflitte dalla Disciplinare. L’ avv. Tortorella ha detto, a caldo, che “Non poteva essere scritta sentenza migliore da appellare” e che il ricorso sarebbe stato depositato subito, senza perder tempo, entro sette giorni (quindi dovrebbe esser stato già depositato) ricordando che resta comunque il dubbio sulla legittimità del nuovo procedimento FIGC (la corte di giustizia che ha preso il posto della CAF, appunto) dal momento che il Consiglio federale non avrebbe il potere di emanare delle norme che non passino attraverso il vaglio della Giunta nazionale del Coni altrimenti il parere chiesto al CONI (e neanche preso in considerazione) che importanza ha avuto? A cosa è servito? Anche Moggi, nel suo consueto appuntamento web-TV su Libero e in diretta su 7gold Stadio ha ribadito che la battaglia finale si svolgerà a Strasburgo visto che è questa l’unica possibilità di vincere la causa poiché (altra stranezza del caso) in appello sarò la stessa Commissione disciplinare nazionale della FEDERCALCIO a decidere sulla sentenza già data in 1° grado (e senza alcuna certezza d’imparzialità nel giudizio, a questo punto…).  Non ci resta che continuare a sostenere Moggi perchè, non dimentichiamoci che, nel 2006, non subì il processo sportivo a causa delle sue dimissioni ma beccò una squalifica (poi divenuta radiazione, appunto) NON ESECUTIVA poiché si attendeva, all’epoca, la decisione e il verdetto della giustizia penale. Il processo penale di Napoli, come sappiamo, è ancora in corso e nonostante sia alle battute finali rischia di slittare direttamente a Settembre a causa dei problemi di alcuni PM o addirittura ricominciare da zero in caso la Casoria dovesse essere ricusata (da alcuni rumors pare che il rischio sia scampato, per ora). Per questo Abete ha deciso bene di rispolverare dal cassetto il “rischio-radiazione” passati ormai i 5 anni d’inibizione forzata. E poi c’è sempre un precedente a favore del “trio” ovvero un altro motivo secondo il quale la radiazione è ingiusta: quello riguardante Walter Sabatini che venne squalificato il 23 Marzo 2000 per 5 anni con rischio di radiazione. L’allora presidente federale Franco Carraro lo radiò con 38 mesi di ritardo ovvero il 15 marzo 2003, a 3 anni di distanza dalla squalifica: con questa motivazione (i troppi mesi passati tra squalifica e radiazione effettiva) Sabatini riuscì a vincere la causa davanti all’Arbitrato del Coni e la Figc fu costretta a reintegrarlo nel mondo del calcio facendo una magra figura. Oggi sappiamo tutti che sabatini è il nuovo DS della Roma degli americani. 38 mesi erano tanti per Sabatini: dovrebbero esserlo anche i 58 passati per Moggi, Giraudo e Mazzini…

Come si può radiare una persona sulla base della RELAZIONE BORRELLI di 190 pagine che presenta enormi buchi ed interrogativi? I motivi per uscirne puliti ci sono, ripagati o rimborsati non si sa, soddisfatti solo se i fautori di questa trappola saranno puniti. Sta vincendo la forza perché la ragione non basta(cit.) ?

eldavidinho94

Restiamo uniti

Ragazzi, amici, fratelli bianconeri. Non ci credo come non ci credete voi, eppure lo han fatto. Lo scempio che non era nemmeno prevedibile è stato ancora una volta perpetrato. Non bastavano 5 anni di punizione no! Alla fine Moggi e Giraudo (e Mazzini) sono stati radiati. Gli viene impedito una volta e per sempre di ritornare nel mondo del calcio. Gli viene impedito per sempre di tornare a lavorare in un mondo dove erano e lo han dimostrato sul campo, di essere di gran lunga i migliori di tutti. Il procuratore Palazzi e tutta la FIGC teme che possano tornare, magari proprio alla Juventus di Andrea Agnelli, visto che erano uomini di suo padre, e che la Juventus possa tornare ai fasti di un tempo. Ora è chiaro, dal loro punto di vista tutto questo va evitato in ogni modo. La Juventus vincente pre-Farsopoli non deve tornare. Un proverbio dice ‘’errare è umano, ma perseverare è diabolico’’: bene, abbiamo la prova che sono diabolici. Questa radiazione è la prova che Farsopoli non è stato un errore giudiziario e nemmeno un processo svolto sull’onda di quel famoso ‘’sentimento popolare’’ di cui si parla anche nella sentenza. Se fosse stato un errore giudiziario si poteva porre rimedio. I signori della FIGC vogliono continuare a far passare il messaggio che la Juve rubava e ora il calcio è onesto.
Lo so che oggi regna lo sconforto e abbiamo tutti il morale sotto i tacchi, io stesso sto scrivendo sull’onda dell’emozione senza pensare troppo a cosa dire e cosa fare, ma ora voglio fare un invito a tutti i fratelli bianconeri a restare uniti. Il nostro Direttore chiaramente e sicuramente ricorrerà in appello e poi ci sono ancora i giudizi che la giustizia vera, quella penale e non ‘’sporchiva’’, deve dare.
Oggi più che mai non abbandoniamo Luciano Moggi, non accettiamo che buttino nella spazzatura e infanghino oltre un decennio della nostra storia. Abbiamo tenuto duro fino ad oggi, NON MOLLIAMO.
Io sono con il DIRETTORE.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Ciao Delneri, ciao ..

Forse con una giornata d’anticipo abbiamo avuto  l’annuncio: Delneri  è stato licenziato: lo sapevamo che sarebbe accaduto era una questione di giorni e di ore, sarebbe bello stappare una bottiglia di champagne e brindare  al futuro pieni di speranza,  in realtà non so come si sentano gli altri tifosi ma io sono triste,  perchè è stato un altro fallimento, perchè nessuno di noi voleva questo ma ciò che mi ha colpita è stata la sua indifferenza e presunzione,  nessun “mi dispiace, ho sbagliato”.

Siamo d’accordo che non esiste un solo colpevole, e che in questa vicenda,  tutti hannno ragione e tutti hanno torto, ma non  una parola, un pentimento, un desiderio di scuse, non è venuto fuori.

Leggendo le righe dell’ultima conferenza stampa a parte i soliti ringraziamenti e le frasi di circostanza, non c’è un momento di riflessione,  di senso di colpa, quasi come dire “chi non mi vuole non mi merita”, eh però gentile allenatore qualcosa non è andato nel verso giusto. Gigi Delneri è stato scelto e desiderato,  mai allenatore del dopo B è stato così  sostenuto, possibile che tutti abbiano sbagliato meno lui?

Considerarsi una vittima, un incompreso, è  preludio della colpa,  certo costa di più ammettere i propri limiti i propri errori,  eppure il sig. Delneri è stato lautamente ricompensato per costruire la Juventus e gli si chiedeva poi solo un quarto posto: “la Juventus non ha tempo” da questa risposta si evince che il primo da non essere da Juve fosse  proprio lui, che non aveva capito niente e  che la Juve non solo non ha  più tempo ma anche pazienza, era orgoglioso del gruppo? Ma quale gruppo .. non siamo mica ciechi?  non capisco  come giustifichi la squadra ridotta com’è,  in grado di reggere al massimo un pareggio.

Con un sospiro di sollievo, ci troviamo noi tifosi di nuovo a fare i conti con qualcun’altro che se ne va sbattendo la porta “Addio Juventus crudele”, mai accaduto nella nostra storia,  che ormai andrebbe  accuratamente riscritta.

E’ difficile  augurargli “buona fortuna”  come sarebbe di buona creanza, per noi tifosi della Juve,  che abbiamo avuto la fortuna di poterci affezionare ai nostri allenatori, di aver voluto bene a molti giocatori.

Meglio non parlare, meglio il silenzio,  anche questa volta ci troviamo ad assistere nuovamente al solito film, nella speranza che un giorno finisca ..così per trovare un po’ di pace.

Luna23

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