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Io ho un sogno

I have a dream. ( Io ho un sogno).

 

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande battaglia per la libertà nella storia della Juventus. Cinque anni fa un grande incubo, dalla cui ombra ancora oggi ci dobbiamo svegliare, è arrivato a turbare le nostre vite . Vi era stato fino ad allora un principio fondamentale, ed era che i campionati si vincono sul campo. Da allora non fu cosi. Cento anni di storia bruciati in 15 giorni di follia e di ingiustizia. Una grande dirigenza, la più grande della storia del calcio. Quelli che tutti chiamavano con un pizzico di invidia e con molta riverenza “La Triade” veniva cancellata dalla storia con ignominia e disprezzo. Bettega, Giraudo e Luciano Moggi il direttore generale, forse il più bravo di tutti e tre. Colui che è diventato il capro espiatorio di tutto questo male. Per cinque anni noi Juventini abbiamo difeso queste persone, condannate soltanto per il fatto di essere i migliori di tutti. Sono stati cinque anni di lotta , di discriminazione televisiva, cinque anni in cui i giornali ci hanno voltato le spalle dando solo le notizie che ritenevano di dare. Cinque anni dopo, gli Juventini vivono ancora in un’isola solitaria. Tutto intorno a loro un vasto oceano di bugie. Per questo oggi parlo, per rappresentare la nostra indignazione. Quello che è uscito dai tribunali sportivi e civili non è giustizia. La legge non è uguale per tutti. E’ovvio, che chi doveva giudicare è venuto meno ai suoi doveri. Guido Rossi che prese uno scudetto vinto con 91 punti teste di caz. (cit. Mughini) e lo tolse per darlo alla sua squadra, arrivata 15 punti indietro. Il procuratore Palazzi che per la Juve decise in 15 giorni e per gli altri ci mise 5 anni. La federazione, che prima ha radiato Moggi e poi si è autodefinita non competente a restituire lo scudetto spudoratamente sottratto alla Juve. Il tribunale di Napoli quando ha omesso tutte le testimonianze a favore della difesa basando un giudizio solo su 40 telefonate. Ora questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o ci si abbandoni alla rassegnazione. Questo è il momento di continuare le nostre battaglie. Il 2011 non è una fine ma un inizio. E coloro che sperano che gli Juventini abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi saranno appagati, avranno un rude risveglio. Voi che pensate che tutto passerà come se niente fosse successo, vi sbagliate. Non ci sarà nel Campionato Italiano di calcio né serenità né tranquillità fino a quando agli Juventini non sarà restituito quello che gli è stato ingiustamente tolto. Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste. Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di vendetta bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde all’ingiustizia con la forza dell’anima. E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti senza voltarci. A chi ci chiede quando ci riterremo soddisfatti risponderemo:”Non saremo mai soddisfatti finché non ci sarà restituito tutto il maltolto con tanto di scuse. Non saremo mai soddisfatti finché chi ha sbagliato nei nostri confronti non paghi la sua pena. Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono – Io il campionato non ho rubato e in B non sono stato -. Non potremo mai accettare questo da chi in B non ci è andato perché prescritto e di campionati ne ha rubati cinque di fila”. Ritornate ai vostri Forum, ritornate ai vostri Blog, ritornate tutti ai vostri posti di combattimento, sapendo che in qualche modo questa situazione cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella disperazione. E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno bianconero, che un giorno questa squadra si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni. Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti i campionati sono stati vinti sul campo. E sono 29. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sul prato verde dello Juventus Stadium Luciano Moggi e gli  eredi degli Agnelli, sapranno sedere insieme al tavolo della conciliazione. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino la FIGC, uno organo colmo dell’arroganza e dell’ingiustizia, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia. Io ho davanti a me un sogno, che i miei due figli piccoli godranno un giorno di una squadra nella quale non saranno giudicati per le moviole indirizzate da antijuventini, ma per le qualità in campo dei loro Campioni. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno in ogni valle ,su ogni collina e su ogni montagna si mostrerà e tutti gli uomini, quello che tutti sanno bene già oggi e cioè che la Juve era la più forte. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il mio posto. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di lottare insieme, di andare insieme allo stadio, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno della nostra più grande vittoria.

Liberamente ispirato dal discorso di Martin Luther King a Washinton il 28 Agosto 1963

Alessandro Magno (Benedetto Croce) per CalcioGp

Intervista a Stefano Discreti

Oggi per il Blog di Alessandro Magno intervistiamo Stefano Discreti, grande juventino , opinionista in trasmissione televisive e radiofoniche come ”Ieri , Moggi e domani” e ”Tutti pazzi per la Juve”, editorilaisti per Tuttojuve.com nonchè autore di Libri
di successo come ”Conte l’ultimo gladiatore”e ”Montero l’ultimo Guerriero”.

 

 

1 – Ciao Stefano come stai?  Come vanno le tue trasmissioni radiofoniche e televisive?

Tutto bene. Le trasmissioni sono al momento ferme in attesa della soluzione migliore per tutti noi.

Non mi piace partire tanto per esserci. I contenuti vanno sempre privilegiati su tutto.

2 – Ti confesso di esser molto sorpreso della tua dipartita da Rai e Mediaset quando ti ho visto ospite gli anni scorsi a Controcampo e a Quelli che il calcio,  ho sinceramente creduto che volessero finalmente  dare la parola a qualche Juventino,  invece cosa è successo ?

Ma non pensiamo sempre a male. A Controcampo ad esempio hanno chiamato uno che la storia della Juve l’ha fatta in campo e in società, Bobby goal Roberto Bettega.

3 – Poi quella di LA7 sulla docu-fiction su Calciopoli, ci ha chiarito definitivamente le idee, non c’è spazio per la verità?

Beh, andare ad attaccare Inter e Telecom a casa loro forse era effettivamente un pensiero troppo libero.

4 – Ti piace questa Juve di Conte ? Ora siamo a un quarto di campionato , facciamo un primo bilancio. Dove può arrivare questa Juve e dove invece deve necessariamente migliorare?

Mi piace lo spirito che Antonio ha trasmesso alla squadra. Bisogna pedalare con umiltà a testa bassa. Poi a Marzo-Aprile vediamo dove stiamo e parliamo dei possibili obiettivi. Parer mio un terzo posto sarebbe già un piccolo miracolo del Mister.

5 –  Sei stato allo Juventus Stadium?

Ancora no ma spero presto di colmare questa lacuna.

6 – Parliamo un pò della tua attività di scrittore. Hai scritto due libri ‘’Montero l’ultimo guerriero’’ e ‘’ Conte l’ultimo gladiatore’’. Sono due Biografie o sono anche  qualcosa di diverso?

Sono un po’ tutto. Ci sono interviste esclusive, biografia, parte romantica e romanzata mescolata con i sentimenti del tifoso. Insomma non manca niente.

7 – La prima curiosità che mi viene da chiederti è questa , so che sono libri scritti a quattro mani con Alvise Cagnazzo , personaggio alquanto diverso da te , ecco volevo sapere se è semplice scrivere un libro a quattro mani, scriverlo con Cagnazzo  e come vi siete divisi i compiti?

Non è semplice per niente.

Però se trovi una persona con cui ti capisci al volo poi è tutto più semplice. E’ un po’ come assimilare i nuovi schemi di gioco quando arriva un allenatore nuovo.

8 – So che sei amico di Mughini , che ne pensa lui di come scrivi , gli sono piaciuti i tuoi libri , e a proposito che fine ha fatto?

Giampiero ha sempre avuto parole belle per me ed io di questo ne vado orgogliosissimo.

L’ho visto qualche giorno fa. E’ sempre il grandissimo juventino che tutti noi ricordiamo a Controcampo.

9 – La cosa che mi colpisce dei tuoi due libri e che hai scelto due personaggi diversi dallo stereotipo di grande campione . Due campionissimi per carità, ma di quelli brutti cattivi e sudati , due che potremmo definire  gregari o comunque antieroi. Hai una particolare affetto per questi personaggi diversi , diciamo più umani , rispetto agli ‘’dei’’ Zidane, Platini, Del Piero ecc… o è stata una scelta casuale magari dettata dal fatto che nessuno o pochi avessero già scritto di loro?

E’ stata una scelta dettata dal fatto che da sempre vado pazzo per i “cattivi”, per i “leader” ancor più che per i “fenomeni”

10 –  Conte e Montero hanno gradito i tuoi scritti ? Ci si sono ritrovati?

Beh penso che gli abbia fatto piacere. Tu che dici?

Di certo con me non si sono mai lamentati.

11 –  Di Montero so che nel privato è un personaggio assolutamente diverso dal calciatore, un uomo gentile e molto umano , molto attaccato alla propria famiglia e alle sue amicizie. Conte com’è nella vita privata?

Riservatissimo ed attaccato tantissimo ai suoi affetti che protegge con tutta la sua forza.

12  – Il prossimo sarà un altro antieroe che so ‘’la stella di Davids’’ , oppure magari è la volta che scrivi di Del Piero?………sarai in buona compagnia , prevedo enciclopedie sul Capitano?

Magari tutti e due. Perché dover scegliere?

13  – A proposito di Del Piero, so che sei un suo grande ammiratore come lo sono io , come va a finire questa storia …….rinnova con noi , va all’estero? Io mi sento di  poter escludere che possa andare a una squadra italiana.

L’hanno scaricato. Così va la vita…

14 – Hai sentito Moggi ultimamente, so che siete grandi amici e fate anche delle trasmissioni insieme?
Certo che l’ho sentito. L’ho ovviamente chiamato il giorno dopo la sentenza per sentire come stava.

Gli amici si sentono nel momento del bisogno, no?

15  – Tornerà Moggi alla Juve?

Assolutamente no. La Juve ha ormai definitivamente scaricato anche lui.
Morte tua, vita mia.

16 – Che ne pensi di queste iniziative intraprese dal presidente Andrea Agnelli in difesa della Juventus? Questo TNAS che non riesce a decidere se è competente a decidere.

Io vorrei un giorno sentire dal presidente se ha condiviso le strategie processuali della Juve dal 2006 al 2009.

E soprattutto capire perché in quegli anni mai una volta ha speso una parola in difesa della Juventus e dei suoi tifosi…

17 – Oggi trovi che sia cambiato qualcosa in FIGC  per la Juventus rispetto al 2006 o come pensano in  molti non abbiamo ancora nessuna voce in capitolo?

Il calcio è sempre lo stesso. Hanno solo fatto fuori Moggi a tutti i costi e qualche personaggio che ha avuto solo la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

18 – Tornerà la Juve ad essere quella che è sempre stata?

Se mi parli di una Juve vincente, credo proprio di si. Ma ci vorranno ancora anni.
Se mi parli di una Juve unica, quella di Gianni e Umberto invece ti rispondo con certezza di no.
Quella Juve è finita con la morte di loro due. I loro eredi hanno forse il 5/10% della passione che avevano i loro nonni e genitori…

19 –  E’ vero che smetterai di occuparti di Juve quando finirà questa storia di Calciopoli come avevi dichiarato una volta?
Vorrei tornare a fare solo il tifoso che si emoziona per un goal bianconero senza dover pensare a processi, sentenze, polemiche. Ci proverò.

20 – Penso di averti chiesto tutto, c’è qualcosa che non ti ho chiesto e di cui avresti voluto parlare?

Se mi viene in mente te lo dico alla prossima intervista ok?

21 – Allora a presto Stefano e sempre Forza Juve .

Sempre forza Magica Juve!!

CalcioGp – Farsopoli 29 articoli come 29 scudetti

Ci sono ache io con un articolo a pagina 6 dal titolo”ABBIAMO UN SOGNO”

Questa è la presentazione che fa CalcioGP dal suo sito

Un’iniziativa costruita sull’orgoglio e sulla ricerca della verità sportiva: 29 autori per 29 articoli tutti in un unico magazine online dipsonibile a partire da lunedì mattina… l’onda lunga della sentenza di primo grado espressa (all’unanimità??) dal Tribunale di Napoli… il valore storico di uno spaccato, quello 2004-2006, in cui il campo ha parlato sempre in modo eloquente… il racconto dei cronisti che hanno vissuto tutto questo sulla propria pelle… il rilancio propositivo di chi in questi 5 anni si è adoperato (per la maggioranza delle volte gratis…) affinché non passasse soltanto la versione ufficiale

29 contributi “liberi, personali, sinceri. in pieno stile “democrazia juventina”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E i ringraziamenti , sempre del giornale.

 

Grazie a tutti coloro, e sono 29, che hanno contribuito a questo mosaico in tema. Crediamo sia in qualche modo un’opera unica, li citiamo in ordine sparso: Giancarlo Padovan (ovviamente), Luca Momblano (ovviamente), Romeo Agresti (ovviamente) e un altro prezioso collega che porta il nome di Alberto Zanello. Gli altri, più bravi di noi: Antonio Corsa (Uccellinodidelpiero.com), Antonello Angelini, Massimo Zampini, Francesco Ceccotti (Vecchiasignora.com), Nino Ori (Ju29ro.com), Mario Sironi, Giuseppe Andriani, Paolo Bertinetti, Nicola Negro, Marco Venditti, Alessandro Banfi, Giacomo Scutiero, Nicola De Bonis, Ermenegildo Loffredo, Ivan Scalise, Gianni Volpi, Principio Paolino, Franco Leonetti, Nicol Pozzi (Canalejuve.it), Emilio Targia, Roberto Buonfiglio (Orgoglio Bianconero), Piero Pizzi (un umile lettore!), Benedetto Croce (forse, il più originale), Claudio Zuliani (unico e inimitabile) e Paolo Bergamo con un’intervista dell’aprile scorso che riletta oggi fa una certa impressione… Ancora, grazie.

 

Alessandro Magno

Napoli – Juventus, un diluvio di chiacchiere

Sono assolutamente d’accordo nel rinviare le partite di calcio laddove ve ne sia una reale necessità. Nessun problema e nulla da dire nel caso di Genoa – Inter dove era evidente una grave situazione di calamità , niente da dire in altri casi laddove c’era una impraticabilità di campo conclamata. Certo mi piacerebbe che quando piove , piova per tutti e non a convenienza . Come non andare con la memoria a Perugia dove ci giocammo uno scudetto sotto un nubifragio (vero) o a Poznan dove ci giocammo un passaggio del turno sotto una tormenta polare?

A Napoli invece abbiamo assistito forse per la prima volta alla sospensione di una partita per stanchezza della squadra di casa. La situazione sulla decisione di rimandare la partita è un assoluta stortura , nonostante da Napoli tentino di farci passare la cosa come legittima. Non esiste in nessun posto del mondo che viene indetto un vertice fra le parti e al suddetto vertice non vengano invitate due delle parti in causa, in questo caso Juventus e Lega Calcio .

Il prefetto fra l’altro continua , con le sue dichiarazioni , ad alimentare i nostri dubbi e le nostre perplessità, oggi ha dichiarato che sapevano che il tempo sarebbe migliorato. Pensate un pò voi?

Ci sono già molti video su Youtube e su Facebook che testimoniano quando la situazione fosse assolutamente normale per una città come Napoli dove ogni temporale crea disagi. Il campo era in perfette condizioni cosi come gli spogliatoi , cosi come le vie di accesso che portano allo stadio. Si parla di alcuni sottopassi allagati , ma comunque di sottopassi che molte volte vengono allagati dalle piogge durante l’anno in una città come Napoli con particolari caratteristiche geologiche. Non mi pare si sia mai rinviata qualche partita per un sottopasso allagato, si chiude il sottopasso, si chiamano i vigili del fuoco a svuotarlo e tutto rientra nella normalità.

La cosa che ci ha fatto più pensare male è l’adoperarsi del Direttore Sportivo del Napoli Bigon . Non si comprende perché Bigon fosse presente al vertice con il Sindaco e il Prefetto, e Marotta no. Non si comprende perché a Marotta e alla Lega Calcio non solo non è stato consentito di partecipare al vertice ma non siano stati nemmeno avvisati degli esiti e della conclusione del vertice. Entrambi hanno dovuto apprendere del rinvio della partita dalle televisioni ( Sky).

Che poi Bigon si sia anche affrettato a dichiarare la data del recupero della partita nel 14 Dicembre ( favorevole al  Napoli),  quando cerano evidentemente altre due date almeno possibili ( sfavorevoli al Napoli) , quella del giorno dopo e quella del 30 Novembre e quando,  non è compito suo fare date , credo sia la prova schiacciante che il Napoli non aveva nessuna voglia di giocare.

Diciamo che quanto hanno visto che c’era da prendere questa bella palla al balzo, non solo l’hanno presa senza problemi ma l’hanno cavalcata alla grande.

Ora non mi aspetto 3-0 a tavolino ( i tavolini lasciamoli agli altri) ma una bella squalifica o almeno pesante ammenda per Bigon e per lo stadio di Napoli si . Non si può decidere di rinviare una partita senza consultare la Lega Calcio e l’altra squadra, cosi unilateralmente .

Per la Juve la consapevolezza che iniziamo di nuovo a fare paura e la speranza che questo rinvio al Napoli non gli sia servito a nulla se non a far fare ulteriore brutta figura alla propria città.

Sarà ancora più bello battervi sul campo. Magari recuperiamo Quagliarella e vi segna proprio lui.

 

”Ma non vedi che diluvia?”

Immagine anteprima YouTube

Alessandro Magno

Il processo all’uomo solo

La Juventus sta collezionando diversi pareggi che per nostra fortuna non sono sfociate in ipotetiche sconfitte, visto il lavoro della difesa e del portiere. Siccome il pubblico ha bisogno di un mostro da processare questo ha un nome ed è Milos Krasic, “il mostro del Kosovo”  ritenuto responsabile di tutte le disgrazie Juventine, in questo modo è facile distogliere l’attenzione dagli autentici problemi della Juve, quelli che miseramente si trascina dal dopo B a questa parte.

Siamo tornati in A: finchè c’è stato Pavel Nedved è andata abbastanza bene, dopo, è stata una catastrofe continua , pensavamo di vedere un po’ di luce quest’anno, a parte gli exploit iniziali che ci consentivano di ben sperare ma i problemi si sono ripresentati puntuali come cambiali in scadenza, con l’aggravante che il nostro migliore difensore, migliore non è più.  Ma dove sbagliamo?

Vorrei tornare dall’inizio, arrivò Amauri dal Palermo ed ecco gridare “Amauri salvaci tu” nonostante tutta la disponibilità della società e allenatori vari Amauri non ci salvò, fu il turno di Diego, un giovanotto dalla faccia simpatica che si agitava parecchio “Diego salvaci tu” niente da fare, in questo caso la società se ne liberò senza tanti complimenti, poi Quagliarella, mentre ci stava salvando,  un infortunio lo mise fuorigioco ..la solita sfortuna, Krasic oggi il mostro juventino da giustiziare al più presto, ci salvò difatti una stagione poi basta .. quest’anno il salvatore sarà Pirlo ..ma se si sloga una caviglia chi ci salverà? In tutto questo frattempo di pareggi, succede l’affair Del Piero che , con una difesa problematica, un portiere che un po’ va un po’ no, uno di riserva che non è proprio il massimo, un centro campo che può solo fare affidamento su Pirlo che garantisce stabilità di gioco,  non ci voleva.

Allora, mi piacerebbe avere delle risposte da Conte perchè di Juve – Geona non ho capito tante cose, lasciando stare il rendimento di ognuno,  ho notato che la squadra che ha schierato ha subito due momenti di crisi appena il Genoa ha cambiato assetto è arrivata la rimonta puntuale come uno orologio svizzero, i nostri difensori si sono fatti “Fregare” alla stessa maniera ben due volte, poi, per quale motivo, i nostri calciatori per 20 minuti sembrano dei diavoli incontenibili e scatenati salvo   collassare e girovagare senza obiettivo in campo subito dopo, questi “punti deboli” i nostri avversari li conoscono a memoria e li sanno sfruttare sempre,  ma mi chiedo, con tanto di allenatore giovane ed esperto più rinnovato staff atletico perchè succede? Altro particolare i cambi di sabato sera? Perchè trattenere per quasi due tempi  un giocatore appena arrivato e logicamente in confusione? Perchè tenere un centrocampista che ha giocato per la squadra avversaria tutti i due tempi? Perchè sostituirlo con uno che non sta funzionando e buttarlo sulla graticola ulteriormente per 10 minuti? Perchè Del Piero a 6 minuti dalla fine? Ordini dall’alto?  Perchè vista la situazione non schierare due punte nel secondo tempo tentando il tutto per tutto? Queste domande non avranno alcuna risposta logica, dall’intervista del dopo partita emerge un commento di circostanza, strano da uno come Conte che non si nasconde dietro ad un dito. Abbiamo ancora  un altro problema, che Pirlo è di un altro livello al quale nessuno al momento è in grado di allinearsi.

Insomma, non riusciamo a risolvere anche un solo inconveniente che ci portiamo dal passato, non riusciamo ad abbandonare definitivamente il gioco dell’oca.

Tornando alla faccenda Del Piero temo stia andando sul piano personale tra il giocatore e il presidente parecchio criticato nelle ultime ore, tanto che tutto il “cuginamento” Agnelli  si è mobilitato in sua difesa come spesso accade in queste famiglie, peccato che a farne le spese sarà la Juventus, chissà  che qualcuno consigli la presidenza di limitare iniziative sconsiderate per evitare ulteriori conflitti.

In vista delle prossime partite dove ce la dovremo vedere con la Fiorentina e l’Inter (due passeggiate) mi auguro  si  tiri fuori qualche coniglio dal cilindro che sistemi la difesa.

Luna23

Meglio guardarsi le spalle che guardare avanti, vero Bergamo?

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati quest’estate: Agnelli convoca una conferenza stampa a sorpresa, piuttosto anonima ma molto attesa da tutti: l’oggetto sono sempre loro, gli scudi vacanti che da qualche anno vagano in acque torpide neroazzurre lontane dalla casa madre. Ricapitolando, al termine della conferenza nella quale Agnelli si è portato appresso una schiera di avvocati e legali pronti a difendere la Juve, ha annunciato ricorso al Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) per ottenere l’illegittimità delle decisioni del CF e per avere un risarcimento economico, ha inoltrato l’istanza al Procuratore Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per valutare l’illegittimità degli atti della Federazione, sul piano erariale, per un’altra richiesta di danni economici; ha inoltre presentato esposti al Prefetto di Roma, al Ministero dell’Interno, al Delegato sul Controllo per la Gestione presso il Coni e all’Executive Commitee dell’Uefa. Agosto è stato, a scapito delle calde e afose condizioni climatiche, un mese freddo, tipo la guerra: un mese di studio e di riflessione, lontano dall’ospitare udienze in tribunale ma molto vicino a microfoni e strategie degli imputati perché sia la Juve che Moggi hanno elaborato un’ accurata serie di mosse da mettere in atto durante l’inverno. Quelle della Juve le ho già elencate, quelle di Moggi, invece, partono con il solito pallino fisso: la radiazione non avvenuta e chissà se mai avverrà, di Preziosi. Gli avv. Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi hanno inviato un’altra richiesta, nella speranza che sia l’ultima, al tribunale del Tnas per cercare di chiarire una volta per tutte questo giallo meschino. La partita continua con un altro acerrimo rivale di questi anni, autore di mille battaglie, il Tenente coll. Auricchio che vedrà recapitarsi da Moggi una denuncia al termine del Processo di Napoli. Dulcis in fundo, la battaglia di Moggi sarà colmata dal solito sbobinamento d’intercettazioni sino ad oggi ignote.

Torniamo alla Juve e al suo ricorso al Tnas, il primo step di un lungo percorso. Già mesi fa era nell’aria la notizia che l’Inter si sarebbe costituita come parte nell’arbitrato chiesto dalla Juventus e non sarebbe venuta da sole al processo ma in dolce compagnia della Federcalcio, inseparabile coniuge, con la motivazione comune di dichiarare “eccezioni di incompetenza presumibilmente orientate(Inter e Figc) a considerare l’Alta Corte di Giustizia del Coni come l’approdo naturale della controversia in corso.”  Eccezionalità di competenza che ormai va di moda se si pensa che solo pochi mesi fa proprio il CF si dichiarò incompetente sulla richiesta della Juve e incompetenza che, pochi giorni dopo, ha utilizzato anche lo stesso Tnas per respingere le pretese della Juve dopo essersi dichiarato, in un primo momento, tramite il presidente del tribunale De Roberto, favorevole ad accogliere le motivazioni della Juve. Voltagabbana. Questo è stato il pretesto, per Agnelli, di lasciare definitivamente la giustizia sportiva ed accasarsi a quella penale, precisamente all’Alta Corte: passo più volte dichiarato ed ostentato ed ora intrapreso realmente.

Non è stato un bel mese di Settembre per l’Inter che, andata in confusione con Gasperini, è stata chiamata in causa ancora una volta dalla Juve ma questa volta per una denuncia presentata il 2 Settembre all’Uefa di Platini che ha fatto partire un’indagine molto simile a quella scattata in Turchia per il Fenerbache: sotto l’occhio degli investigatori, naturalmente, le ultime intercettazioni della “Calciopoli 2” ed i comportamenti poco limpidi dell’Inter pre e post Farsopoli.

Platini, da quando è presidente dell’Uefa, ha riservato gioie e dolori ai tifosi bianconeri assicurandosi, dalla società, la parola d’onore sull’attuazione del tanto pubblicizzato “fair-play finanziario”, un’arma a doppio taglio se solo alcune società dovessero rispettarlo. La Juve è stata costretta ma si sarebbe aspettata anche più riconoscenza da “Le Roi”. In una delle ultime interviste rilasciate, poteva risparmiarsi la battuta sull’esposto che la Juve ha presentato all’Uefa riguardo alla questione dello scudetto 2006.  “ESPOSTO? Se Andrea (Agnelli, ndr) mi ha mandato un esposto, beh, avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Fifa e Uefa diranno una parola sulle questioni interne: non abbiamo niente da dire né da fare . Non che scudetto 2006 e Fair Play abbiano qualcosa in comune ma rispetto, discrezione ed un minimo di riconoscenza sarebbero state il minimo sindacale che Platini potesse dimostrare davanti ai microfoni nei confronti di una squadra che l’ha reso IL MIGLIORE AL MONDO e continua a sostenerlo, nel lavoro attuale, come un cane fa adoratamente col suo padrone. In fondo, se la Juve fosse stata ancora quella del pre-Calciopoli dubito che oggi si sarebbe messa a seguire in modo così adulatorio la confusa decisione dell’Uefa, poco credibile e molto nelta nel suo intento di salvare il calcio dal male economico.

Eppure, il sarcasmo delle parole pronunciate da Platini non hanno avuto un effettivo riscontro dal momento che l’Uefa ha mandato comunque una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza chiede all’Inter con quali modalità si è deciso di arrivare alla non-competenza del 18 Luglio appena trascorso e con che criterio, allora, fu assegnato lo scudetto 2006. Tanto immobile, la Uefa, non è rimasta a quanto pare. Il prossimo 19 ottobre è la fatidica data di consegna delle motivazioni-Inter. Non molti i giorni per spiegare cosa è successo in questi 5 anni e soprattutto in quei 3 mesi Bollenti del 2006.

In questo connubio tra Inter e Figc, naturalmente, a prendere la parola è stato Abete che ha parlato di “atto dovuto” da parte della Uefa cercando di nascondere la preoccupazione per la pressione derivante persino da un organo calcistico di potere non italiano, consapevole che questa vicenda si sta espandendo a macchia d’olio, senza alcun controllo, in zone troppo pericolose. Platini ha comunque dimostrato di essere interessato a questa questione, soprattutto per l’aspetto riguardante la Champions che l’Inter sta disputando e che potrebbe mettere a serio rischio se solo fossero confermati dei comportamenti “poco limpidi” come accaduto per il Fenerbahce.

La prima udienza di Settembre del processo di Napoli è partita con un colpo di scena: Penta, consulente di Moggi, ha rivelato gli strafalcioni del maresciallo Di Laroni ovvero una serie di telefonate ritenute rilevanti ai fini della vicenda, appuntate, a seconda della gravità, con due o tre BAFFI ROSSI e segnalate ai Carabinieri. Alcune partite analizzate sotto la lente da Di Laroni sono state la famosa Inter-Samp 3-2 diretta da Bertini, Messina-Milan 1-4 con ancora Berini arbitro, Reggina-Milan 1-1 arbitro Racalbuto, Parma – Milan 1-1 Pieri. Ecco, ognuna di queste partite presenta delle inesattezze che sarebbero, secondo l’accusa, a favore della Juve e della Cupola ma in tutte queste partite sia Milan che Inter vincono con una grande differenza reti. Tra l’altro, la partita in questione tra Inter-Samp è quella preceduta da una telefonata tra Facchetti e l’arbitro Bertini nella quale Facchetti raccomanda a Bertini di fare 5-4-4, ovvero  di vincere per portare a 5 lo score delle vittorie con l’arbitro designato. Non dimentichiamo un’altra intercettazione uscita negli ultimi giorni con protagonisti gli ex designatori Bergamo e Pairetto che parlano dopo un Juve-Milan del 18/12/2004. L’intercettazione è del 19/12/2004 ore 14:52. È stato appurato che le intercettazioni con i baffi rossi sono centinaia, volendo tutte sbobinabili e nessuna di queste presa in considerazione dai carabinieri. Ma il punto è un altro: queste telefonate segnate come GRAVI con 3 baffi rossi all’epoca erano sparite. E solo ora Moggi le ha ritrovate. La cosa grave è questa, non il resto! A chiarire un po’ la situazione ci ha pensato Narducci, il grande ex del tribunale di Napoli ora assessore sempre della stessa città gestita da De Magistris che, il 13 Settembre scorso, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ritornando sull’argomento Calciopoli che tanto lo ha tenuto impegnato in questi anni: riguardo alle intercettazioni dell’Inter, mai spuntate fuori nel processo del 2006 ma “rispolverate” dalla difesa di Moggi, Penta&Co., nonostante Penta abbia continuato a sostenere che tutto il materiale in suo possesso fu consegnato alla Figc, Narducci controbatte  sottolineando che la Federcalcio non ha mai ricevuto “quelle altre” telefonate”, che consegnarono tutta la documentazione a Rossi e Borrelli e che tornarono a concentrarsi sulla loro indagine. Quindi, le intercettazioni devono essere state manomesse o selezionate prima: chi può averlo fatto?

In questi giorni, restando sempre in tema di telefonate che paiono non finire mai (ed alcuni tifosi interisti ce ne fanno anche una colpa per il tempismo col quale le presentiamo in tribunale, ovvero durante la fase della “discussione finale” invece che in quella “dibattimentale” –ma io dico, che colpa ne abbiamo se anche Facchetti chiamava così tanto?-) Moggi e il suo legale Penta ne hanno sbobinate altre veramente compromettenti, tutte riguardanti quell’ Inter-Juve 2-2 arbitrata da Rodomonti. Già nei mesi scorsi abbiamo ascoltato varie intercettazioni trattanti tutte questo match come quelle tra Mazzini e un organo della Figc, Facchetti e Mazzei nella quale Facchetti si preoccupa che venga sorteggiato l’arbitro giusto, Collina e Bergamo che parlano della prestazione dell’arbitro e del “rosso” su Toldo che c’era tutto secondo Collina, Facchetti e Bergamo, Carraro e Bergamo con Carraro che spera che non vengano commessi errori a favore della Juve (e qui ci sarebbe da discutere sulle interpretazioni dell’intercettazione in questione che nuovi avvocati neroazzurri stanno divulgando sul web, su un loro personalissimo blog –e questo è un grosso passo avanti- ispirati dalla serietà del lavoro del blog di Antonio Corsa, probabilmente loro mentore)

Le ultime uscite, quelle tra Bergamo-Rodomonti e Bergamo-Fazi, però, hanno qualcosa di speciale. Sono intercettazioni capaci di unire il filo di tutto il discorso che alterò l’esito di quella gara. Parliamo, purtroppo, sempre di Inter-Juve. Vi riassumo in breve ciò che Antonio Corsa è stato capace di spiegare benissimo in un suo articolo sul blog dell’uccellino, giusto per non lasciare niente al caso. Nella chiamata che fa Bergamo a Rodomonti si sente come Bergamo si preoccupi perchè Rodomonti non sbagli in favore della Juve avendo ricevuto pressioni da Facchetti il giovedì precedente, giorno adibito al sorteggio degli arbitri domenicali. Basti ricordare che Facchetti già sapeva, prima del sorteggio, i guardalinee della partita e gli arbitri presenti in griglia da sorteggiare in sede. Bergamo subì pressioni anche dallo stesso Carraro che, per non scatenare le ire di Moratti e Facchetti, cercò di rassicurarsi dal designatore che l’arbitro non sbagliasse, o almeno non facesse errori, contro L’inter. E che nel dubbio, avrebbe dovuto favorire l’Inter, la squadra più dietro di 15 punti. Ecco, per mettere in chiaro che significato avesse  questo scambio di battute:

Carraro: “(Incomprensibile) deve fare la partita correttamente, ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perchè sennò sarebbe un disastro”.
Bergamo: “Sì”.

Bisogna tornare indietro all’intercettazione tra Facchetti e Bergamo, di soli pochi giorni prima appunto, e non lasciarsi andare a facili conclusioni come quelle tratte dagli esperti avvocati-web interisti:

Facchetti: “Senti, per domenica allora?”.                                                                                                                     Bergamo: “Ma tutti internazionali, Giacinto, così perlomeno non c’è discussione…perché c’è dentro…Collina, Paparesta, Bertini e c’è dentro Rodomonti”.                                                                                  Facchetti: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino. Anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini…”.                                                                                                             Bergamo: “Semmai, sfortunatamente fosse così (dovesse essere sorteggiato Bertini, ndr), ci parlo, perché anzi, semmai è meglio, ti devo dire, capito?…”.

Non ci sono telefonate in cui i designatori facciano o provino a fare pressione su un arbitro per favorire la Juve, questo dimostra come la cupola sia stata interpretata in modo scorretto, anzi “contrario” visto che se un arbitro avesse sfavorito la Juve sarebbe stato lontano da molto tempo dai campi e invece Rodomonti è l’esempio palese di come molti arbitri abbiano continuano a rimanere in orbita internazionale arbitrando molti big math: una cerchia ristretta di “favoriti” e “corrotti”, o meglio, addestrati a dovere.

È evidente che l’avv. ssa Elena Nittoli sia l’ultimo monito vivente al quale aggrapparsi per gli interisti. è giusto che sia così, che anche loro tentino di difendersi dagli attacchi che stiamo sferrando ora noi a loro. In guerra non interessa chi ha ragione e chi ha torto, chi lotta per e chi lotta contro… Si combatte alla pari. Adesso, sul web, con gli avvocati e le an. tattiche ma con l’unica differenza che noi, la nostra battaglia, l’abbiamo cominciata molto prima di loro e non a priori contro di loro. I diversamente onesti, prescritti e tarchiati a vita con questo nomignolo. Per cosa poi?

Un’ultima postilla: Il serio lavoro di tante persone che ci mettono tutta la loro professionalità per riportare a galla la verità viene bistrattato e calpestato dall’indifferenza di certa gente che della verità non se ne fa proprio nulla e non rispetta la volontà degli altri di volerla a tutti i costi. In realtà la verità non dovrebbe essere un optional ma un serio dovere del cittadino di pretenderla. Solo a volte le bugie fanno bene ma non in questi caso. Se l’incolumità di questo paese è in mano a gente come Rossi, Montezemolo, Nicoletti, Auricchio, Gualtieri, Pandolfi, Narducci, Moratti , Nicolai, Platini, Abete il futuro è già presente perchè non c’è. I tribunali, poi, ci mettono sempre il loro con questi rinvii ed attese snervanti e incomprensibili: se anche il presidente del collegio del Tnas la lasciato l’incarico, ufficialmente per motivi personali, significa che il senso di responsabilità di questo paese è pari allo zero, come i punti in classifica dell’Inter qualche settimana fa. L’unico dialogo che si può impostare con loro è quello da stadio, fatto d’insulti e urla. Lo stadio nuovo aiuta tanto in questo senso.

eldavidinho94

Inaugurazione JUVENTUS STADIUM

L’inaugurazione.

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le parole del presidente Andrea Agnelli

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Del Piero – Boniperti

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Pubblicità Trofeo Berlusconi.

Amici bianconeri, sto inviando questo messaggio a tutti coloro che seguono le vicende calcistiche della Juventus ma soprattutto quelle extracalcistiche riguardanti il tema scottante di Farsopoli. In tutti questi anni ci siamo persino documentati in ambito giuridico delle “regole” che hanno punito ingiustamente la nostra squadra del cuore e siamo abbastanza preparati per poter seguire e studiare le carte dei processi di cui puntualmente ci forniamo.

Avrete sicuramente visto in tv la pubblicità del trofeo Berlusconi che riporta 27 scudetti per la Juventus invece di 29. Francamente qualcosa di assurdo, pubblicità giusta sulla carta ma errata nella sostanza. Mi chiedevo, allora: non si potrebbe scrivere una lettera a Mediaset o fare una querela? Oppure non c’è una legge o qualcosa del genere che recita che, processi e procedimenti in corso, non è possibile trasmettere in tv pubblicità così dettagliate e nello specifico? La pubblicità è stata impostata male, non avrebbero dovuto presentare tutti i trofei se non c’è la certezza della verità effettiva su di essi!!!

Grazie per l’attenzione. Peschechera Davide.

Eldavidinho94

Un grazie al Presidente Agnelli,firmate con noi.

Gentilissimo Presidente Andrea, le sue parole in conferenza stampa le aspettavamo da quel lontano 2006 e finalmente, dopo aver atteso lungo la riva del fiume per cinque lunghissimi anni, sono arrivate. Quelle parole avremmo voluto ascoltarle in quell’estate caldissima, quando il gioco del momento era il tiro al piccione nei confronti della società Juventus e tutti si affannavano ad agitare il cappio da stringere al collo della Vecchia Signora, in primis quei pennivendoli che oggi con un’abile esibizione di trasformismo si affrettano ad abbandonare il padrone di turno alla ricerca di nuove scarpe da lustrare. Lei in quella tragica stagione non ricopriva ruoli ufficiali in seno alla società, quindi nessuno può muoverle colpe di immobilismo o di lassismo nel difendere i nostri colori, ma siamo sicuri che in cuor suo avrà sofferto molto per il vile attacco subito dalla creatura messa in piedi da suo Padre Umberto e da suo Zio Gianni. Siamo tutti coscienti del fatto che, se fossero stati in vita i suoi illustri parenti, questa triste vicenda avrebbe assunto una diversa piega, infatti, una convergenza di poteri forti ha subdolamente approfittato del vuoto di potere e carisma lasciati da Umberto e Gianni Agnelli per architettare un piano doloso e fraudolento, al fine di imporre la propria egemonia sul calcio italiano. Con il suo arrivo le cose sono cambiate, lei ha mosso tutti i passi che la legge le consente per ristabilire quella parità di trattamento alla base di qualsiasi competizione sportiva ed ha pungolato e sensibilizzato la componente mediatica, che riveste un ruolo fondamentale nell’indirizzare e creare quei famosi “sentimenti popolari”. Non si può nascondere il fatto che queste battaglie, prima ancora che nelle aule di tribunale, si combattono sulle pagine dei quotidiani, nelle televisioni, sul web e di questo dobbiamo dargliene atto, la sua prima vittoria , quella mediatica, l’ha abbondantemente ottenuta. La lettera scarlatta P (prescrizione) è ormai stata marchiata a fuoco sulle strisce degli ex onesti checchè ne dicano saggi, abeti e palazzi di turno. Tutto ciò che sta venendo fuori dal processo di Napoli, grazie allo splendido lavoro dell’eccellente team di Moggi, richiede delle risposte che attendiamo da anni, e chi ha manipolato dovrà pagare. Siamo sicuri che lei non avrà pace finchè ciò non sarà avvenuto. In lei abbiamo creduto anche quando da altre parti la hanno frettolosamente bollata come attendista senza polso. Mi lasci dire che merita delle scuse dopo le parole pesanti come macigni della conferenza stampa e soprattutto dopo le azioni concrete intraprese ed annunciate nei confronti della Figc. Tutto ciò che era nelle sue possibilità, l’ha fatto e non si preoccupi che continueremo a sostenere la sua battaglia, come abbiamo sempre fatto da cinque anni a questa parte, finalmente il nostro “esercito” ha trovato il suo degno Generale con il quale si potrà combattere fianco a fianco per raggiungere la vittoria costituita dal ristabilimento della verità. Con l’augurio di poter festeggiare a breve nella nostra nuova casa nuovi trionfi, le diciamo un semplice ma sentito “GRAZIE”.

 

Diciamo proprio tutto come sta?


Agnelli convocherà una conferenza però prima facciamo un passo indietro.

Se anche la posizione della Gazzetta sulla questione dell’esposto della Juve è cambiata (dopo che lo aveva già fatto con Narducci, voltandogli le spalle in seguito alla sua decisione di entrare a far parte della giunta di De Magistris con tanto di dissenso di Palamara, presidente ANM), spostandosi dal giustizialismo sfrenato al garantismo invocato spesso dai tifosi bianconeri, significa che realmente qualcosa è andato storto in quella famosa estate del 2006 oppure non tutto è chiaro e limpido come hanno voluto presentarcelo perché, per ammetterlo la Gazzetta, ce ne vuole. E lo ha fatto con un doppio articolo di Palombo prima e dopo che Palazzi scrivesse e consegnasse ad Abete quella relazione di 3 pagine sulla “parità di trattamento” e la revoca dello scudetto che la Juve attendeva ormai con ansia da 14 mesi e pretendeva di ricevere in tempi brevi. La Gazzetta (ovvero l’opinione pubblica d’informazione dell’accusa) ha tirato i remi in barca e le somme di quanto successo in questi 5 anni “d’informazione deviata” e pronta controinformazione. Eppure, il Consiglio Federale si è espresso negativamente nei confronti dell’esposto juventino, confermando lo scudetto all’Inter attraverso la delibera che ha dichiarato che “non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello Scudetto 2006 all’Inter” provocando un grosso colpo al cuore a tanti tifosi bianconeri e appassionati sostenitori calcistici che ne escono frastornati da questa vicenda, dubbiosi su cosa il calcio sia diventato veramente e cosa offra in cambio della popolarità. Quindi la Gazzetta, questa volta, non ha preso la difesa della parte più potente, quella del Palazzo.

Facciamo un passo indietro. Prima di ascoltare con ansia la conferenza di Andrea Agnelli nella quale svelerà, probabilmente, le prossime azioni giuridiche da intraprendere e tutte le sue motivazioni, torniamo alla relazione di Palazzi e a tutto ciò che è accaduto nei giorni seguenti. Nonostante abbia sentenziato nei provvedimenti che Zamparini e Foschi fossero irrilevanti e Moratti e Facchetti prescritti, suscitando, in un primo momento, l’ira dei tifosi bianconeri, nelle motivazioni ha fatto emergere tutt’altro. Palazzi, con questa nota: “non essendo emerse dalle risultanze istruttorie e dai contatti telefonici in atti fattispecie di rilievo disciplinare procedibili, non coperte da giudicato ovvero non prescritte ai sensi dell’art. 18 del codice di giustizia sportiva vigente all’epoca dei fatti”, parla di fatti non punibili a causa della prescrizione e non parla di lealtà da parte dei soggetti coinvolti nelle sue motivazioni tanto che, soprattutto Moratti e Facchetti, ne sono usciti prescritti e non irrilevanti. Soprattutto Facchetti, ormai defunto, è stato ritenuto “colpevole di illecito sportivo” vigente nell’art. 6 CGS così come la società Internazionale, beneficiaria delle conseguenze di questi illeciti. Insomma, per l’Inter si parla di illecito e non di slealtà (art. 1) per la quale è stata condannata la Juve alla serie B con un illecito strutturato ovvero una somma di tanti articoli 1. Illecito strutturato mai esistito ai fini della legge. Tra le motivazioni, spiccano alcuni passaggi come “i gravi e reiterati comportamenti dell’Inter.” Oppure “le conversazioni citate intervengono spesso in prossimita’ delle gare”… ”In relazione a tali gare “il presidente Facchetti si pone quale interlocutore privilegiato…”. Nonostante ciò, rimane attorno a questa faccenda un alone di mistero perché Palazzi disse a chiare lettere che le indagini partirono oltre un mese prima dell’esposto della Juventus: se le indagini sono partite prima dell’esposto, non c’è prescrizione, i quattro anni sono scaduti nel luglio 2010 e non prima! Altro mistero che attesta la difficoltà nel capire affondo la verità di questa vicenda.

Ormai è uno slogan, come una filastrocca imparata a memoria di quelle che si fanno fare all’asilo: “L’archiviazione per prescrizione non vuol dire assoluzione”. Moratti e Facchetti irrilevanti ma coperti dalla prescrizione, sono direttamente proporzionali al fatto che i “presupposti etici” del 2006 non sono stati rispettati. E comunque, Abete non aveva detto che lo scudetto 2006 non sarebbe mai andato in prescrizione, così come l’etica? Anche Agnelli l’ha ammesso davanti all’intervista offerta alla Gazzetta poche settimane fa: il processo del 2006 si aprì sulla base di quelle intercettazioni coperte da segreto e illegalmente divulgate dai giornali.

Piccola precisazione fuori percorso: le telefonate di cui parliamo sono telefonate che Auricchio aveva manomesso e che hanno portato “alla prescrizione per alcuni soggetti e ad una condanna per altri”.(ci,.) La prescrizione, logicamente, è giunta per i soggetti coinvolti nelle telefonate dell’Inter poiché proprio i fi­le delle telefonate dell’ Inter intercet­tate e ritenute “molto rilevanti”, segnalate dai carabinieri  non sono mai arrivate ai Pm e quindi mai divulgate ai giornali nell’estate del 2006. Sono rimaste nascoste. è notizia di questi giorni che ci siano i file delle telefonate ma che siano rimaste nascoste per tutto questo tempo non è di certo una notizia nuova. Chi le ha potuto occultare? Forse Rossi e Nicoletti che s’incontrarono a Napoli, in Procura, il 18 Maggio 2006, una settimana prima che arrivasse Borrelli per raccogliere il materiale da divulgare ai giornali. Naturalmente materiale manomesso e COPERTO DA SEGRETO. Quello di cui parlava Agnelli. Poco dopo fu la la Gazzetta che rivelò che le intercettazioni trasmesse dalla federazione alla magistratura giacevano da mesi in un cassetto. Federazione parassita e Forza Penta. –

Ergo, Palazzi ha discusso, nel suo esposto, solo delle nuove intercettazioni emerse in questi anni(partenti dal 13 aprile 2010) e dei rapporti intrattenuti dai dirigenti con i designatori. è stato anche detto che l’iniziativa del dottor Palazzi era svincolata dall’esposto juventino e frutto di un “iter autonomo intrapreso dalla procura”  e partito dalla serie d’interrogatori da affiliare all’inchiesta sull’ormai nota Calciopoli 2. Ecco, già il fatto che sia stata rinominata così deve far capire che ci sono altri colpevoli e non può passare tutto inosservato. Questa è una nuova storia che non ha niente a che vedere con quella del 2006. Qui i protagonisti sono completamente cambiati. È una nuova serie che comporta un altro finale. La Juve non perse tempo quando affermò, con una nota, che il palmares non si prescrive proprio come l’etica di Abete.

Persino Pardolesi e Aigner hanno ceduto sotto i colpi ricevuti in questi anni dalla difesa e hanno confidato che fu Rossi a prendere la decisione di assegnare lo scudetto all’Inter, disdicendo il parere ’consultivo’ della commissione che non era al corrente (e in seguito contraria) della sua decisione ammettendo che la proposta era quella di revocare lo scudo alla Juve ma di non assegnarlo all’Inter. A proposito di commissione dei 3 saggi, ritengo che Abete abbia fatto una magra figura nel dire che “non ha bisogno delle stampelle per decidere” visto che nel 2006, queste stampelle si rivelarono fatate nel levare dagli imbrogli della giustizia sportiva molte persone e nel lasciare così tanti dubbi oggi.

Ed ecco che Palazzi, sbrigata questa faccenda e scritte le sue motivazioni, ha passato la patata bollente al Consiglio Federale della Figc, l’unico vero organo che avrebbe dovuto decidere sulla scottante questione dello scudetto del 2006 sotto l’afa che ha colpito e messo sotto scacco mezza Italia. Il consiglio federale, cavalcando l’onda della radiazione di Moggi per la quale non si era reputato competente per decidere o per arrogarsi il potere di emanare delle norme che non passassero al vaglio della giunta nazionale del Coni, ha cercato di saltare anche quest’altro impegno, definendosi non in grado di poter scucire quello scudo dalle maglie dell’Inter non avendo la veste giuridica per farlo essendo solo un’istituzione politica. Provocatoriamente, l’ avv. Prioreschi ha chiesto la prescrizione per la radiazione di Moggi dal momento che è stato giudicato con la nuova procedura del codice di giustizia ma su fatti vecchi (a “sentenze rese”) e puniti con la vecchia normativa che avrebbe visto già i presunti reati prescritti. Stessa formula, ovvero stessa prescrizione(con de4cadenza quadriennale) che vorrebbero utilizzare per lo scudetto del 2006 in modo da lasciarlo all’Inter.  Ed è qui che casca l’asino: se nel caso di Moggi sarebbe dovuta scattare, per regolamento, la prescrizione(con decadenza di 8 anni secondo l’attuale C.G.S., entrato in vigore nel 2007, all’art. 25 che ha preso il posto dell’ormai vecchio art.18), Abete annunciò che in caso di illeciti(come dice Palazzi) o comportamenti poco limpidi(come dice Agnelli) la questione si sarebbe dovuta riaprire e discutere. E non evitare come un ostacolo difficile e rognoso. Senza dimenticare che, in ogni caso, l’illecito sportivo secondo l’attuale codice è prescritto solo dopo otto anni. Non essendo i consiglieri della Figc dei giudici e non essendo l’ordinamento sportivo un ordinamento giuridico ma “politico-amministrativo costruito su basi-giuridiche”, l’Inter è punibile, in teoria, per aver commesso illecito sportivo senza alcun pericolo nè di prescrizione, nè di archiviazione. Perché anche qui si dovrà discutere un fatto vecchio con il nuovo regolamento, vero? Beh, se la giustizia è uguale per tutti, questa volta il regolamento è a nostro favore e mi dispiace fare ragionamenti qualunquistici e di basso valore culturale…

Lo scudetto puo’  essere comunque revocato qualora intervenga una sanzione (ex art. 13 CGS) della giustizia sportiva. La revoca, infatti, è un atto giudiziario e non amministrativo. Mentre la richiesta di revisione delle sentenze sportive potrebbero essere accolta qualora s’intervenga ex art. 39.  Ed è anche per questo motivo che il presidente Agnelli ha minacciato di portare in tribunale la Federcalcio. A loro spettava solo il compito di “discutere se c’era o meno la competenza del Consiglio Federale a decidere e non a revocare lo scudetto”. Proprio come ha detto l’unico voto contrario della delibera: l’avvocato Dante Cudicio, membro dell’Associazione Allenatori.

Tra l’altro, non essendo stato quel titolo conferito da un atto ufficiale o formale, a loro giudizio, ma solo da un comunicato stampa e da una copia inviata all’Uefa con la nuova classifica ribaltata, per lo stesso motivo non potrebbe essere revocato. Se non c’è l’atto ufficiale allora lo scudetto dell’Inter è taroccato. È come i tanti pezzi di pizza che si comprano senza ricevere lo scontrino, durano il tempo di qualche morso e non per sempre. E bene, adesso è il momento che anche lo scudetto dell’Inter che gli è stato consegnato senza il proprio scontrino fiscale, sia restituito da chi non gli appartiene. È inutile che Abete affermi che “Anche in presenza dell’atto ufficiale o di una titolarità della Figc a decidere la Federcalcio avrebbe espresso comunque parere contrario alla revoca perchè rimane la separazione dei ruoli da parte del Consiglio federale rispetto agli organi di giustizia.” Copia e incolla. Più elementare di così non avrei saputo dirvelo. Significa che la giustizia sportiva è indipendente da quella ordinaria? E perché mai, allora, la giustizia ordinaria si sia permessa di mettere a disposizione di quella sportiva tutto il proprio lavoro nel 2006? Già la giustizia sportiva è di per sé lenta e fannullona, forse è per questo che preferisce non andare incontro ad un confronto con quella penale. Abete in questo è bravo, nelle parole che portano calma momentanea e fuoco per sempre come quando disse che si sarebbe aspettato dall’Inter la rinuncia alla prescrizione. Musica per le nostre orecchie.

Tutti si sarebbero aspettati che il consiglio mandasse l’Inter prescritta per le telefonate di Facchetti, le revocasse solo lo scudo ma senza sanzionarla per i noti fatti prescritti e invece si è deciso di non decidere nulla come aveva denunciato il presidente Agnelli. Niente deferimenti, tutto archiviato. 5 anni buttati nel cesso, 5 anni di presa per i fondelli. Eh sì, perché per 5 anni ci hanno intrattenuto per poi non fare nulla.

Da un lato, la Fiorentina ha preteso, nel proprio comunicato, che si spieghi perché siano state accantonate dagli inquirenti numerose telefonate influenti, in particolare dal colonnello Auricchio, titolare dell’indagine. Ad Auricchio si chiede di spiegare anche «perché vennero prese certe decisioni e chi era al corrente delle decisioni prese». Riguardo alla domanda «se i pm Beatrice e Narducci fossero tenuti all’oscuro delle intercettazioni arbitrariamente considerate irrilevanti», in questi anni si è saputo direttamente da Beatrice che quelle intercettazioni gli erano estranee, il che significa che ha fatto tutto Auricchio. Ma può un investigatore farlo, quando la direzione delle indagini, anche per le intercettazioni, come ha ricordato l’avvocato della Fiorentina nella sua arringa, è sempre dei pm (cit.)? Della Valle avrà forse deciso d’assumere i panni del bambino pentito che ha commesso un danno con quello cattivo ed avendo pagato solo lui lo prega di dire lòa veritaà? Dall’altro, la pretesa della Fiorentina sa tanto di furfanteria in quanto Della Valle intende sedersi ad un tavolo con Moratti e chiedergli una fetta della torta che si è preso tutta Moratti in cambio dell’omertoso e dannoso silenzio.

Sta di fatto che domani Agnelli convocherà una conferenza. Tra le “armi” che impugnerà per combattere questa nuova guerra in tribunale c’è l’acquisizione del verbale della riunione del Consiglio Federale del 18 luglio. Si può dire che, contemporaneamente, Moggi acquisirà un documento detto “Lodo-Preziosi” riguardante la misteriosa squalifica inflitta al presidente Preziosi in seguito ad un Genoa-Venezia e la sospetta radiazionecomminata e poi  tolta per mistero al ds Sabatini.

I metodi per vincere ci sono. Bisogna solo saperli utilizzare.

Ps: Il Garante del Codice di Comportamento Sportivo è l’organo preposto a segnalare ai competenti organi della Federazione Sportiva di appartenenza del tesserato, i casi di sospetta violazione del codice. Si è sparsa sul web la voce che, in caso lo scudetto dovesse rimanere all’Inter, la Juve o i tifosi stessi possano impugnare quest’ altra arma. Staremo a vedere.

eldavidinho94

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