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Alla faccia di tutti è arrivato il quarto titolo consecutivo

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Articolo di Alessandro Magno

 

La partita contro la Samp è stata un pro-forma. A noi un punto poteva bastare. Loro a dispetto delle ”minacce” del loro colorito presidente e del loro mister non sono scesi in campo proprio per niente. La partita è stata giocata a un ritmo blando alla non facciamoci male che a noi andava di lusso vista la testa al Real. Loro da un po’ di giornate raccolgono poco e non mi frega nulla sinceramente di sapere perchè. La partita è durata piu’ o meno fino al gol di Vidal. Gran cross di Lichtsteiner di sinistro ( quando mai) e inzuccata di giustezza dove Viviano non puo’ arrivare. Nel secondo tempo la Juve va in controllo del match senza problemi e non rischia quasi nulla ma anzi siamo ancora noi ad avere un paio di palle buone per raddoppiare.

E così iniza la festa. Nonostante le sparate di Garcia e di Benitez. Nonostante i discorsi surreali di De Laurentis sui bilanci. Nonostante le tabelle di recupero della Lazio i sogni di gloria morti e sepolti già a Novembre di Milanisti e Interisti. Nonostante il becero mestierare di alcuni giornali e giornalisti più tifosi che cronisti.  Chi non ricorda la sparata di Garcia già a Ottobre su un sicuro successo finale da parte loro. Oppure i giornali in estate dopo l’addio di Conte. Lo sgarbo di averci soffiato prima Iturbe e poi Naingollan. Il mancato arrivo di un top player. Di Cuadrado. Chi non ricorda chi già sognava il sorpasso fra l’altro mai avvenuto quando Juve e Roma distavano un paio di punti forse nell’unico momento di flessione nostro?

E’ stata in verità una cavalcata trionfale fin dall’inizio. In un paese come il nostro dove la sportività è un optional , si fa a gara a inventarsi complotti per giustificare le proprie pochezze. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La Juventus domina da 4 anni con una continuità di rendimento spaventosa che non lascia dubbi. Si sono celebrate le squadre che hanno vinto 4 e anche 5 scudetti di fila, si è celebrata anche qualcuna come il Milan di Capello che di scudetti ne vinse 3. Una squadra zeppa di campioni rispetto alla Juve attuale. La Juve dei 4 scudetti di fila no. La Juve ruba. Si preferisce rosicare . Farsi venire il fegato marcio. Distinguere se i nostri scudetti reali siano veramente 33 o 31. Detto da gente che la propria squadra magari non arriva a contarne neppure 3.

Ma va bene così. Vi siamo superiori in tutto. Siamo talmente avanti che persino i festeggiamenti sono stati gioiosi ma sobri. Abbiamo appena vinto uno scudetto, il quarto di fila ma abbiamo già una semifinale di Champions da giocare. Una finale da conquistare. Un altra da giocare. Questa è la Juventus. La squadra piu’ forte di Italia a dispetto di metà degli Italiani. Noi che abbiamo piu’ di metà squadra costituita da giocatori italiani. Che abbiamo ancora una proprietà italiana.  Noi che a causa della vostra invidia abbiamo subito un’ ingiustizia che ci ha portato sull’orlo del precipizio. Che se l’avesse subita qualsiasi squadra italiana sarebbe fallita. Noi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato per risorgere. E in pochissimi anni siamo tornati.  Piu’ forti di prima. Non era riuscito a Trapattoni né a Lippi di vincere quattro scudetti di fila. Non era riuscito a Platini e Zidane o Del Piero.

E noi ora siamo qui. Di nuovo davanti a tutti. E le vostre squadre sono in mano ad Americani o Cinesi o Tailandesi. Nella palude (per non essere volgari). Mentre noi spendevamo in modo oculato senza fare il passo piu’ lungo della gamba rinunciando anche a campioni che evidentemente non potevamo permetterci, investendo su ragazzi che poi campioni lo sono diventati come Bonucci, Pogba, Vidal, voi spendevate e spandevate come fossimo ancora negli anni 80. Avete le squadre che hanno i bilanci in profondo rosso come un sole che tramonta. Infatti state tramontando. Non vedrete per molto tempo la luce. Noi abbiamo uno stadio di proprietà. Gli unici in Italia come è la nostra unicità.

Quando è arrivato Allegri ho pensato ad un anno sabbatico. Conte con le sue parole mi aveva convinto che fossimo un po’ bolliti. Niente di piu’ sbagliato. Forse il bollito era lui. Alla Juventus c’è una cultura del lavoro elevata all’ennesima potenza. I nostri giocatori sono in primis uomini straordinari e professionisti esemplari. E chi non lo è lo mandano via. Abbiamo perso qualche partita, Genoa, Torino, Parma. A differenza degli altri non abbiamo mai accampato scuse: gli arbitri, gli infortuni, il bilancio, la sorte. Abbiamo una cultura del lavoro che ci insegna che se abbiamo perso è perchè non abbiamo giocato bene. Non cerchiamo una scusa, un colpevole. Noi a differenza di tutti gli altri cerchiamo la soluzione. Per questo a differenza degli altri la troviamo.

Dicevo che con il cambio mister pensavo in un anno di transizione. Ora vedendo noi e tutti gli altri non rinuncerei a scommettere che magari non si potrà vincere anche il quinto e il sesto di fila. Chissà. Un altro record. Ah vero aspettate che faccia giustizia il Real. Siete come quelli che non si sanno difendere da soli e allora mandano gli amici, gli zii, i parenti. Effettivamente chi vespa mangia le mele e chi non vespa piu’  guarda gli altri vespare e si fa le pere.

 

 

Juventus – Palermo 1-0 Sintesi

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E con questo son 31 tutti gli altri son nessuno.

 

Articolo di Alessandro Magno

 

E’stato uno scudetto trapattoniano. Uno scudetto, probabilmente, più juventino nel vero senso del termine. In testa dalla prima all’ultima giornata, con un lavoro di demolizione degli avversari degno delle Juventus del Trap. Probabilmente in questo senso è stato anche meno emozionante di quello dell’anno scorso, dove si partiva per ricostruire e poi ci si è ritrovati a combattere contro un Milan veramente forte e con varie vicissitudine a volte primi e a volte secondi, fino all’apoteosi finale. L’anno scorso emozionante in quanto non programmato e a un certo punto anche insperato. Emozionante anche perché era il primo per molti (anche molti tifosi). Era l’ultimo di Del Piero, il più grande di tutti sotto tutti i punti di vista senza se e senza ma e chi lo nega non capisce una mazza di juventinità. I primi auguri ai suoi ex-compagni sono stati i suoi e con parole sentite, serve altro?

Quest’anno invece le emozioni forti le abbiamo lasciate agli altri. Noi siamo stati dall’inizio alla fine un caterpillar che ha schiacciato tutto e tutti. Mi pere di poter dire: siamo diventati grandi. Non grandi nel senso di grandezza ma grandi nel senso di età. Questo è lo scudetto della maturità. La maturità di questo gruppo straordinario di giocatori (non tutti fenomeni) che dopo aver vinto uno scudetto si rimette a lavoro con più lena e coraggio del solito. Questo è lo scudetto probabilmente del sudore e del lavoro: della professionalità. I soldatini e non i quaraquaquà. Dell’unità di intenti. Qui non c’è nulla di casuale, e se l’altro è stato emozionante perché più sorprendente, questo è stato anche più difficile. Perché lo si doveva vincere per forza. Perché c’era la coppa. Perché si era giù un po’ sazi. Perché la Nazionale, che non ci ama ma ci vuole, ci ha restituito spesso giocatori infortunati (vedi Chiellini). Se l’anno scorso lo scudetto è stato quello di Conte e della vecchia guardia, i Buffon, i Del Piero, i Pirlo (inteso come grande vecchio), quest’anno è stato lo scudetto del nuovo che avanza: Vidal e Pogba su tutti. Una solida base su cui costruire il futuro. Lo scudetto dei vice allenatori Carrera e Alessio degni sostituti del mister anche loro buttati nella mischia loro malgrado e con la schiena dritta a dispetto dei santi.

Non ci sono neppure i Iuliano o Muntari o Turone che tengano. Nessun appiglio dove arrampicarsi per gli arrampicatori di specchi antijuventini. C’è un arbitraggio discutibile a Catania nel girone di andata, discutibile da ambo le parti però, anche se Pulvirenti ha fatto un casino inaudito. C’è un rigore ed espulsione di Spolli per un cazzotto a Pogba oltre che anche questioni favorevoli al Catania sui gol, ma c’è anche un rigore regalato al Milan all’andata, rigore decisivo ai fini del risultato per fallo di mano involontario e che nemmeno è tocco di mano ma di anca. C’è un rigore clamorosissimo negato alla Juventus contro il Genoa in casa sempre per un fallo di mano di Granqvist che addirittura farà giurisprudenza e da quel momento in poi nessun fallo di mano in area involontario verrà sanzionato con il rigore quando solo pochi mesi prima agli arbitri, nell’assemblea di inizio stagione, si era raccomandato l’esatto contrario.

Per sfavorire la Juve si va addirittura ad assolvere il Napoli e i loro calciatori nel filone del calcio scommesse che li riguarda. Unici e soli. Tutti ma proprio tutti i calciatori e le squadre coinvolte, vengono in qualche modo sanzionate. Il Siena probabilmente non si salverà per queste sanzioni. Conte prende una delle squalifiche più pesanti e assurde, il famoso: ”Non poteva non sapere”, certo se questa fosse legge, tutti i genitori di un figlio delinquente dovrebbero essere messi in carcere. Ma tornando al Napoli, pur di non svaforirli nella lotta contro la Juventus il pentito che li accusa diventa ”non credibile”, l’unico pentito! Gli altri invece sono credibili. Gli vengono restituiti i punti quando sono in piena corsa. Lo fanno apposta per tenerceli vicini. Il Napoli verrà pesantemente battuto in casa nostra senza nessun attenuante mentre da loro finirà in pari. La squadra che ci vuole contendere lo scudetto e che per molti è più forte della Juve, eccetto la finale di coppa Italia dell’anno scorso contro di noi non vince mai. O perde o pareggia. Sempre e ridico SEMPRE, contro di noi, si difende dal primo all’ultimo minuto giocando di rimessa come una piccola provinciale. Sarà anche il modo di giocare di Mazzarri ma questo dovrebbe far riflettere sui reali valori in campo.

Nonostante questo la Juve vince il suo 31mo campionato checché ne dica Pistocchi che prima di parlare di Farsopoli è meglio si informi su condanne e intercettazioni varie e che sulla libertà di espressione si informi ancora meglio, perché non c’è legge che obblighi un condannato, anche in via definitiva, a tacere sulla sua presunta innocenza. Siamo alla libertà più elementare della persona. La vergogna non è la società Juventus che mette 31 sul pullman. La vergogna è quella di personaggi come questi che vogliono fare i depositari di una morale tutta loro in funzione di una laurea da giornalista e di un posto a Mediaset. Direi che è meglio che Pistocchi si occupi di fuorigioco ammesso che ne sia capace e lasci perdere i discorsi sull’etica. Questo è il 31mo godetene tutti, alla faccia di tutti questi rosiconi. Non vi curate di loro e andate fieri di questa squadra, di questo allenatore e di questa bandiera.

Con questo son 31 tutti gli altri sono nessuno.

 

 

Gli articoli di Alessandro Magno escono su:
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Tutto torna.

Per un preciso segno del destino, a Trieste è finita come l’ultima volta a Bari, 0-2 in campo neutro la domenica pomeriggio del Maggio 2005-2006. Un romantico e sentito quanto voluto ritorno al passato si è avverato dando la sensazione che questo scudetto sia simile, almeno nelle coincidenze, a quello ingiustamente derubatoci. La partita col Cagliari è stata rognosa e maschia proprio come Ficcadenti, allenatore degli isolani ed ex Toro, aveva voluto che fosse interpretata dai suoi. E come accaduto in ogni partita della stagione, questi ragazzi hanno giocato con grande maturità, sacrificio e lucidità, senza mai perdere la bussola, affrontando di volta in volta l’avversario di turno. Neanche per il Cagliari c’è stato nulla da fare. Alla fine, ha vinto veramente il migliore. Abbiamo vinto noi, contro i pronostici(che ci vedevano sfavoriti ad inizio stagione) ma ci siamo dimostrati sul campo superiori a tutti, diventando veramente gli unici a poter perdere questo scudetto e non il contrario. E la gioia che sprizza da tutti i pori è qualcosa d’indescrivibile, d’impossibile da raccontare. Mai ho corso con così tanta facilità e felicità sino a spomparmi del tutto nel tentativo di raggiungere il centro del paese per i legittimi festeggiamenti. Una corsa solitaria e liberatoria, ricca di orgoglio e soddisfazione. Migliaia di tifosi juventini riversati in piazza a festeggiare, mamma mia da quanto tempo che non si vedevano e non si sentivano cantare! Un ritorno alla normalità dal sapore dolce e dalla prelibatezza unica, contorno d’antico e pensiero rivolto al 2006, a quel filo spezzatosi ed ora ricucitosi grazie ad un condottiero degno di quel Napoleone Bonaparte che conquistò e cambiò l’assetto dell’Europa grazie al genio militare di cui era in possesso. Conte ha cambiato la squadra col proprio genio tattico ed il suo carisma, con la bravura nel trasmettere al gruppo la voglia di vincere e la voglia di rivalsa. È stato lo scudetto di Calciopoli, tanto per intenderci, ed uno dei più belli per il modo in cui l’abbiamo conquistato: con zero sconfitte, da imbattuti, dopo quello scandalo. Questa volta veramente non può togliercelo nessuno e anzi, abbiamo il diritto di rivendicare la terza stella, questione che si protrarrà per tutta l’estate. Perché anche la Procura di Napoli ha detto che il campionato 2004-05 non è stato alterato e quello successivo non è stato investigato, come enunciato a più riprese dal presidente Agnelli. A decidere è stato un tribunale dello Stato, smentendo la giustizia sportiva che s’era tirata indietro al momento della richiesta di revisione del processo. Amen. Dov’è la scorrettezza per la quale la terza stella non si possa portare, dal prossimo anno, fiera e splendente sulla maglia addobbata anche del tricolore? In ogni caso, la Nike sta pensando ad un escamotage stilistico che prevede la terza stella sotto lo stemma, unita da corone di alloro con le altre due sopra lo stemma. Agnelli ha promesso sorprese, noi tifosi crediamo di meritare senza alcun se o alcun ma la terza stella. Abete spero che pur di non indispettire la folta colonia di juventini che parteciperà all’ Europeo, alla fine accetti la nostra proposta, capisca il motivo della nostra diatriba e il verdetto del campo, non quello dei tribunali. Anche perché quello dei tribunali, soprattutto quello sportivo, è molto contraddittorio e poco veritiero. Noi tifosi juventini abbiamo fatto il massimo fuori dal campo per tutelare la squadra in ogni dove, dentro al campo per sostenerla e incitarla a vincere e a portare a casa, con grande forza d’animo e spirito vincente, uno degli scudetti più sentiti, forti e meritati della storia. Proprio tornando alle emozioni, mai come in questi giorni credo sia lecito pensare che dopo la tempesta arrivi sempre il sereno: la sensazione è che tutto sia tornato come prima: Juve campione, squadra forte, allenatore vincente, precisa identità di gioco, stadio nuovo e gremito ad ogni partita stagionale, tifosi in delirio e assolutamente soddisfatti(non può essere altrimenti), bilancio economico in rialzo dopo esser tornati campioni d’Italia, campagna acquisti(l’ultima) felice: non tutto è oro quel che luccica tra le cose che ho elencato, naturalmente, ma le vittorie hanno spazzato via anche quei dubbi sorti come d’abitudine negli ultimi anni. Non che non si possano ripresentare il prossimo anno, per carità, l’anno della riconferma che dobbiamo già sapere essere più difficile di questo, vinto sulle ali della gioia, della consapevolezza nei propri mezzi acquisita strada facendo, della rivalsa, della volontà di. E poi, la prima sconfitta arriverà di sicuro… Questa è la Juve che unisce i tifosi. Quella che vince. Quella che emoziona. Quella che fa urlare. Quella che mette tutti d’accordo. Quella che amiamo. Quella che aspettavamo ormai da troppo tempo e che ora è tornata. Increduli sino a qualche minuto prima del fischio finale del sogno che si stava realmente materializzando, ancora non del tutto coscienti dell’impresa, stoica, che abbiamo realizzato. Forse, a vedere i nostri giocatori, dai video divulgati sulla rete, di ritorno da Trieste, possiamo renderci conto di come siano più consapevoli loro, che noi, di cosa è stato fatto. Quella sensazione di vederli così piccoli lo scorso anno, settimi e spaesati, inesperti e ancora poco cinici, ma così grandi e sicuri ora, dopo dieci mesi di crescita lenta, difficile ma continua. Dal ritiro di Bardonecchia sino ad oggi. Perché questo sono ora i nostri giocatori: CAMPIONI, tutti, che il prossimo anno dovranno difendere il campionato e confermarsi in Europa. Gente che non aveva vinto mai nulla prima d’ora si ritrova a dover difender qualcosa conquistato con le unghie e con i denti.  Se contro il Palermo, al Barbera, c’è stata la svolta scudetto sentita addosso da tutti, a partire dai calciatori; a Cesena, col gol di Borriello, abbiamo veramente cominciato a credere in un sogno che stava diventando realtà. L’avvicinamento alla tappa decisiva, tanto vicina quanto lontana dopo il disgraziato pareggio col Lecce, è stato caratterizzato da un susseguirsi di emozioni che hanno attraversato la schiena con dei brividi e la mente con dei ricordi. Buffon, provato dall’errore col Lecce, si è unito al coro con Del Piero e Cheillini che ha dedicato lo scudetto a chi è salito dall’Inferno della B al Paradiso della vittoria-Scudetto. E non importa che il Milan abbia tentato nuovamente di vincere il derby con la tattica che meglio gli riesce: quella dell’imbroglio, prima col tuffo di Boateng e poi col replay del gol di Muntari, questa volta però a parti invertite con Cambiasso a fare da doppiatore. E non importa neanche che Allegri abbia dato la colpa della loro debacle agli infortuni, alle assenze, al sistema, al fatto che loro avessero l Champions e noi no. Può anche avere ragione, visto che i numeri sia del Milan che di Zlatan, nonostante siano migliorati rispetto alla scorsa stagione, non hanno fruttato alcun trofeo e alcun trionfo. Paradossalmente dico. Ma hanno preso il sopravvento e prevalso i motivi morali di questa Juve, affamata-unita-coesa-caparbia-grintosa-mai arrendevole-lucida-orgogliosa-vincente-intelligente-matura-cinica-straordinaria-stoica-strabiliante. Festeggiamo un altro giorno di Maggio in sequenza: dopo il 5, il 6. È il destino della Juve italiana che dà tutti i suoi giocatori italiani(quasi un’intera rosa) alla nazionale italiana: festeggiare per la trentesima volta nel mese di Maggio. Buffon che ringrazia Pepe d’averlo aiutato a capire cosa significa vincere è un’altra bella immagine che racconta cosa sia successo quest’anno. Uno scudetto che è di tutte le generazioni juventine, dai più anziani ai più giovani. Perché la Juve è di tutti e unisce tutti, grandi e piccoli, in un’unica famiglia che ha un proprio linguaggio con cui esprimersi; quello del bianconero nel cuore. Scudetto vinto con lavoro, col sudore e con la fatica. E ogni volta che ripenso a questo scudetto, la lacrima cade. Il cuore comincia a battere forte. La mente torna ai momenti chiave della stagione, una musica di sottofondo parte da sola. Troppo bello per il modo in cui è arrivato. Inaspettato ma meritato. Sì, abbiamo vinto noi.

Eldavidinho

E TRIESTE GRIDO’ …. JUVENTUS!

Juventus! Campione d’Italia 2011-12

Ebbene sì, non è un sogno ..ce l’abbiamo fatta! abbiamo vinto lo scudetto, il nostro 30mo .. perchè per noi sono trenta e lo saranno sempre, ma ci occuperemo della fine del campionato in seguito.

Parliamo piuttosto della partita contro il Cagliari giocata in campo neutro a Trieste, assediata da tifosi bianconeri, è stata per questa sera testimone di un grande evento: il ritorno a casa nostra dello scudetto 2011-12. Il Cagliari come volevasi dimostrare ha giocato la partita della vita, e non si è arreso mai. Il primo gol è arrivato da Vucinic, probabilmente in fuori gioco, ma assegnato ugualmente senza polemiche, accaduto  praticamente subito, ad inizio partita, dopo, è stato un andiriivieni di azioni, palle gol, e tentativi vari di raddoppio. Nel frattempo si era attenti a cosa succedeva a Milano, se l’Inter avesse vinto o pareggiato noi saremmo diventati campioni.

La tensione era altissima, e nonostante il secondo gol non arrivasse, la Juventus non voleva sbagliare, e comunque fosse andata tra Milan e Inter, non poteva essere che vittoria. Intanto un brutto colpo stende Lichtsteiner, scontrandosi con un collega, rimane a terra semi svenuto, coscente sarà trasportato all’ospedale per accertamenti. Entra Caceres al posto suo e si riprende, ma temiamo per Stephan, sebbene la notizia che sta bene ci rincuorerà tutti continuando a seguire il campo  di gioco.

Si proseguirà con la Juventus che fa pressing senza sosta, il Cagliari, annaspa ma non molla e si difende intercettando quasi tutte le azioni, ma alla fine, al 73mo quando ci si rassegnava al risultato dell’1 a 0, il Cagliari ci regala il secondo gol,  con un autogol del difensore Canini, e da quel momento è stato un tripudio di gioia, Conte ci ha finalmente regalato un sorriso .. in contemoporanea l’Inter conduceva per 4-2 ..era fatta ..al 90mo, l’invasione di campo, gli abbracci, le urla, i baci… la felicità che gridava “JUVENTUS SEI GRANDE”

Complimenti ragazzi ce l’avete fatta, contro tutti i pronostici, contro l’ordine precostituito, contro gli arbitri. Complimenti  ad Antonio Conte, al Presidente Andrea Agnelli, e ai grandi “vecchi”, Andrea Pirlo per quello che ha fatto nel primo anno di arrivo in JUVentus, a Gian Luigi Buffon e al nostro caro Capitano Alessandro Del Piero, che grazie a quel gol che ci ha permesso di battere la Lazio ha contribuito a questo risultato!

E ora … Festaggiamenti per un mese intero!

Luna23

 

JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA

ANCHE NOI DI QUESTO BLOG , COME IL MISTER, CAMPIONI D’ITALIA AL PRIMO ANNO.

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