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Di Enzo Ricchiuti

 

Si racconta che Conte sia stato accolto con freddezza a Torino come un qualsiasi mister di nazionale e non come ex-di successo. Giusto sbagliato e tua idea sugli stage.

Giusto. Gli stage ? Conte ha detto che non li fa per giocare a carte. Li fa per riprovare i movimenti e farli memorizzare. Considerando che i giocatori sono quelli che già conosce e che i movimenti sono sempre quelli (stop & go, una volta sei quello che fa stop e una volta sei quello che fa go), sarebbe meglio se facesse gli stage per giocare a carte.

Pogba. Tenerlo o venderlo?

Tenerlo. Non sono un cultore dei bilanci in genere e dei soldi degli altri in particolare.

Cassano, Osvaldo, Zaza. Chi prenderesti e perché e chi prenderà la Juve?

Osvaldo, perché serve una prima punta esperta. La Juve prenderà Zaza perché è una cosa che vien bene in televisione e figurarsi Marotta se può andare in tv.

LA SOSTA PER LE CHIACCHIERE.

di Davide Peschechera

La sosta per le Nazionali è tradizionalmente un periodo morto per noi tifosi e appassionati di calcio. Ci si annoia e si pensa, magari vedendo qualche highlights, all’ultima partita giocata dalla nostra squadra del cuore e a quella che verrà. Io ho utilizzato questa pausa per riflettere, ragionare, metabolizzare alcune sciocchezze che si sono dette in assenza del calcio giocato, quello vero. Naturalmente il calcio italiano non può che offrirci ipocrisia, fomentata mediaticamente, dove questa sembra essere veramente l’unico valore di questo sport. Partiamo dalle parti di casa nostra? Bene. Oltre alla solita doppia intervista a Gigi Simoni prima di Inter Juve, dal ritiro della Nazionale non si può che parlare di Balotelli, autore di un’altra piccola gaffe (eufemismo), che ha disertato il discorso del ministro per l’integrazione Kyenge sul razzismo, arrivata a Torino, per impegni istituzionali. L’attaccante del Milan ha scelto di rimanere a dormire invece di presentarsi al saluto informale che la federazione aveva organizzato nella hall dell’hotel. All’incontro, non obbligatorio per i calciatori ma “vivamente consigliato”, come ha ricordato Abete, hanno partecipato, tra gli altri, il capitano Gianluigi BuffonGiorgio Chiellini, Ogbonna e El Shaarawy. Va detto anche che l’ex City si è poi scusato con un sms ma ciò non ha impedito allo stesso Abete di lanciargli una frecciatina attraverso i microfoni di Radio Uno: “Non era obbligatorio presentarsi, però sono sicuro che al ministro avrebbe fatto molto piacere“. Tuttavia non ci sarà alcun richiamo ufficiale nei confronti del giocatore. Il 6 agosto, il ministro aveva detto che Balotelli era un esempio da seguire. A distanza di un mese, ecco il ringraziamento di Mario. Attenti a criticarlo per questo, potreste passare voi stessi per razzisti. Altra notizia di pseudo razzismo è che secondo Peters Peters, il direttore finanziario dello Schalke 04, Boateng sia andato via dall’Italia “a causa dei numerosi episodi di razzismo avvenuti durante la sua permanenza in Italia”. Vuole dire che in Germania non c’è razzismo?

Poi in casa Juve c’è Pavel che non sa mentire: “Nessuna paura di perdere Conte, c’è grandissima sintonia tra lui e la società. A fine stagione valutazioni reciproche.” Non che Conte non possa andare via dalla Juve, ma addirittura si è detto che lo farebbe per nostalgia di Giaccherini e quindi andrebbe al Sunderland ma vista la situazione delle squadre maggiori, tutte attrezzate di buoni allenatori, in lista ci metterei anche WBA e Norwich per il mister, no?

Sempre rimanendo in casa Juve, come ben sapete ospiteremo la Nazionale allo Juventus Stadium. Pare che l’incompetente Abete abbia chiesto di levare i simboli recanti il n.31 allo Juventus Stadium. Io credo che la Juventus debba togliere lo stemma con i 31 scudetti dallo stadio… per mettere quello con i 32 e riservare una bella accoglienza ad Abete, Lega, Figc, Nazionale, Balotelli. Un’accoglienza che riassuma gli ultimi 7 anni di vergogna: Calciopoli, calcioscommesse, incompetenza del Consiglio Federale e del TNAS del CONI a decidere sullo scudetto di cartone, incompetenza a decidere sull’incasso della Supercoppa della Corte di Giustizia Federale, cambio regole in corsa pur di condannare, come la radiazione degli imputati di calciopoli; si inventano reati nuovi, come il famoso illecito strutturato di farsopoliana memoria; si nega l’ascolto di testimoni a discarico che invece sono concessi ad altri, come per Carobbio, protetto fino alla fine dalle domande della difesa. Assegnato in via prioritaria alla Lazio a titolo di risarcimento per un ipotetico mancato guadagno, la Juventus quindi dovrà accontentarsi di ciò che è rimasto dell’incasso. E’ curioso che si rifacciano ad ipotetiche norme dello Statuto e del Regolamento senza né elencarle né tanto meno citarle senza neanche entrare nel merito delle disposizione per giustificare e motivare la in-competenza. Sembra quasi che fosse una decisione scontata e che sia superfluo motivare le decisioni per la giustizia sportiva. Non bisognerà aspettarsi una decisione avversa alla Lazio neanche nella futura decisione della giustizia del CONI, che verrà a breve chiamata a giudicare. Negli ultimi anni la sola decisione “favorevole” alla Juventus emessa dalla giustizia sportiva è stata quella relativa alla vicenda che vedeva coinvolti Pepe e Bonucci. Assolti per il semplice fatto che la giustizia ordinaria li aveva pienamente scagionati da ogni addebito. Altrimenti ci saremmo trovati con due calciatori in meno in rosa. Altri che scritta 31, tutte le coppe scudetto dovrebbero essere posizionate di fianco alle sedie dei vertici federali, con opportuno antifurto, visto che tra un aperitivo e un’oliva, al Coni amano in genere candidare Roma all’Olimpiade, invece di risanare una giustizia sportiva da terzo mondo, fortemente punitiva e vendicativa.

Poi non può mancare mai la gazzetta quando si parla di chicchere da bar. A parte il fatto che la vittoria dell’Italia di Basket, unica squadra imbattuta dopo quattro turni agli Europei, visto che anche la Slovenia padrone di casa perde l’imbattibilità con la Croazia, è a pagina 36, dopo la F1, la Nazionale di calcio, la A, la B e la Lega Pro, non può passare inosservata l’inchiesta che fotografa le spese del calcio italiano in questa stagione attraverso l’analisi del monte stipendi delle squadre di serie A. Ebbene, emerge che oggi siamo sotto, come monte-ingaggi-lordo, al miliardo (non succedeva dal 2009/10): 745,2 milioni di euro (lordi) per la paga base che con il sistema dei bonus viene stimato in 912 milioni di euro. Un anno fa la serie A aveva dichiarato un costo del lavoro lordo di 1.039,5 milioni di euro lordi, già inferiore rispetto ai 1.100 milioni del 2011 che rappresentano la punta più alta del fenomeno. La dieta c’è e comincia a dare i suoi frutti, anche se il sistema dei bonus rende difficile ogni valutazione anche perché spesso si tratta di premi molto semplici da raggiungere che mascherano veri e propri costi fissi a bilancio delle società. A parte quindi la conta farlocca di questi “bonus”, concentrandomi sulla Juve, la Gazzetta ha contato, però, ingaggi troppo più bassi di quanto in realtà non siano. Tevez 4,5M€ (in verità 5,5M€), Pirlo 3,5M€ (in verità 4M€), Llorente 3,5M€ (4,5M€), Ogbonna 1,7M€ (800.000). In più alla Gazzetta parlano di 115M€ lordi totali per la Juve, ma se si fa la somma degli stipendi netti pubblicati si arriva a soli 49,8M€. Come nella conta dei 31 Scudetti tolgono il 6% dal momento che ne riconoscono solo 29, la Gazzetta fa risparmiare almeno il 15% sugli stipendi dei tesserati. Però in fondo cosa vuoi pretendere su cifre, stipendi, dati esatti da un giornale che non sa manco contare fino a 31? Ecco perché poi si legge di “stipendi in calo” e Inter e Milan a dieta.

E chiudiamo questa rassegna con le uscite poco felici di Florentino Perez e Zidane. il Presidente del Real Madrid, anche lui ha avuto una pesante caduta di stile in questa settimana di chiacchiere parlando del suo ex dipendente Mesut Ozil: «Mesut Ozil – ha dichiarato Perez a “abc.es” – non è un buon professionista. E’ ossessionato dalle donne: la notte usciva sempre con le amanti e praticamente dormiva pochissimo». Figuriamoci Crisitiano Ronaldo, allora. Ma lamentarsi dopo essersi intascato 50 mln. dalla cessione del calciatore è una cafonata al pari del De Laurentiis di turno che dà dei “cafoni” ai giornalisti che parlano sempre di soldi, minaccia querele da 100 milioni di euro contro il Comune di Capri e poi la querela la riceve, s’intasca 30+64 milioni dal P.S.G. per le cessioni di Lavezzi e Cavani e poi critica gli arabi (e i russi) che usano i propri club come giocattolini. E di essere scorretti perché spendono troppo, dimenticandosi che i suoi conti sono in regola proprio grazie a loro. Coerenza.

Un’altra uscita infelice che si ricorda del Real è quella che l’ex presidente Calderon fece parlando di Cassano e Florentino Perez: “Mi fa pena vedere un ex presidente che appare durante un momento di crisi della squadra ma d’altro canto ha sempre insidiato l’attuale dirigenza e non mi sorprenderebbe vederlo in posa per i fotografi con un altro giocatore, che ha preso quattro milioni di euro dal Real Madrid e che, secondo quanto ha detto lui stesso, li ha utilizzati per accrescere la natalita’ e rilanciare la prostituzione nelle avventure notturne nella capitale spagnola”. E Zidane che, dichiarato giorni fa: “100 milioni per Bale? Incomprensibile. Nessun calciatore vale così tanto”, sebra soffrire di Alzheimer perché è poi è andato a ritirare la busta paga a Valdebebas: “Bale 100M€? I grandi campioni vanno pagato tanto!”. E vabbè. Tanto il campionato ricomincia tra pochi giorni…

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Juve-Lazio, ancora un risultato tennistico.

 

di eldavidinho

Game. Set, match. Risultato e vittoria tennistica. In ambito calcistico. Stiamo parlando della Juve che a Pescara ha vinto 6-1 e pare aver ritrovato veramente quella cattiveria agonistica e quella fame che l’ha caratterizzata lo scorso anno e sta riprendendo forma in questa creatura. Il ko contro l’Inter ha fatto bene alla Juventus, facendole riscoprire il suo lato più feroce. Il rischio di essere eliminati dalla Champions anche e la prestazione sfoderata mercoledì l’ha dimostrato. A Pescara, senza spingere neanche troppo, sono persino arrivati 6 gol. Dieci in quattro giorni. La squadra di Conte all’Adriatico ha passeggiato, vincendo per palese superiorità contro una squadra che ha fatto ciò che poteva. Forse il momento più difficile della serata, lo squillo che ci ha avvisati di non doversi fermare perché sazi, è stato prima il palo su punizione di Quintero, poi il gol di testa di Cascione, infine il salvataggio sulla linea di Marchisio. Segnali “del destino” direi. Questa Juve non può fermarsi, è nata per spingere. E allora sotto col 6-1 che trasforma una partita di pallone in pura accademia, in un allenamento di fine settimana. Senza infierire si preferisce mantenere energie per la sfida di sabato contro la Lazio dove non ci sarà Pirlo, diffidato ed ammonito. Chi prenderà il suo posto si vedrà. Caso tanto unico quanto raro, sono giunti 4 gol dal parco attaccanti e “solo” 2 da quello dei centrocampisti. Una Juve che pare una formalità, tanta è la maestosità. E la semplicità con cui gioca. Eppure è semplicemente una squadra di calcio che ha nella coesione del gruppo, nella chiarezza tattica e mentale il suo segreto. Tant’è che anche la cura Giovinco credo stia funzionando. Come avvenne per Vucinic lo scorso anno. E Bonucci. Il segreto? Responsabilizzarli, dare fiducia e farli giocare. Il sistema di Conte ormai è questo. Lo si nota anche nelle sostituzioni che avvengono spesso a secondo tempo inoltrato. Piena fiducia va riposta sempre nei titolari e in chi viene scelto prima dell’inizio della partita. In una squadra collaudata, anche chi ha bisogno di più tempo per inserirsi, dunque, è fortunato perché ne ha di tempo e tranquillità per farlo. A limitare i danni tanto c’è sempre il centrocampo. E, come sempre, uno di loro due segna e la firma la mette sempre. Se non è Vidal, è Marchisio. Se non è Marchisio, è Vidal. Sono il vero motore di questa “macchina umana”. Che continuerà a stupirci anche nelle prossime 3 gare.

La prima di queste è un attesissimo Juve-Lazio, che, in assenza di partite infrasettimanali a causa dello stop per le nazionali, ha dato modo di soffermarsi su altri temi fuori dal campo. Uno di questi è stata la video chat organizzata dalla comunicazione-Juventus tra Conte e i suoi tifosi che hanno potuto interagire e mandargli delle domande attraverso un’hashtag di Twitter. Grande successo e grande iniziativa da parte della comunicazione juventina che avrà fatto arrabbiare non poco tutti quei giornalisti che attendevano d’intervistare, prima o poi, il mister. Chissà che questo nuovo modo d’interagire non possa esser l’inizio di una interazione nuova, sana tra squadra e tifosi, estranea a giornalisti infami e corrotti. Infatti, altri giornalisti aperti all’innovazione e al progresso hanno guardato con un occhio interessato questa mossa, conseguenza del clima venutosi a creare in queste settimane tra la Juventus e il mondo esterno della comunicazione. Tuttavia, neanche tra le “mura amiche” è stato possibile discettare senza problemi: sempre lui, Cassano, sentendosi tirato in causa dal mister quando ha ripreso il tema “soldatini” e giudicato quaquaraqua giocatori poco professionali, ha risposto al mister parlando di moralità e dell’omessa denuncia che ha squalificato il mister, quasi fosse una pezza a colori, oramai, per e in ogni tipo di argomento. Ha fatto tutti lui, in pratica, come è suo solito fare. Spettacolarizzando sempre le sue interviste con l’aiuto del giornalismo nostrano che, puntualmente, lo innalza e lo pontifica, ha parlato ancora nonostante Conte non lo avesse mai nominato e mai pronunciato la parola “moralità”. Tipico. Come, stando alle motivazioni TNAS uscite in questa settimana,  la presunta omessa denuncia da parte di Conte l’8 Marzo che era venuto a conoscenza da Stellini di una presunta combine in Albinoleffe Siena dell’anno precedente. Ma nei verbali, Conte dice di esser venuto a conoscenza di una lite tra giocatori a fine partita… cosa avrebbe dovuto omettere? La lite? Anche in questo caso, gli sono state messe in bocca altre parole non sue. Per fortuna, nel caso di Cassano, è arrivata pronta, tempestiva, diretta e rapida la risposta del mister sul sito ufficiale della Juventus con una nota che ha messo a tacere, con i fatti e le “biografie”, l’effimera parola del barese. La verità è che lui non è un giocatore da Juve perché la differenza tra noi e loro(che da una settimana in qua parlano e straparlano) è una: noi scegliamo gente che vinca. Loro gente che parli.

In attesa di Juve-Lazio, dunque, in settimana si è parlato di questo. E tornando a Juve-Lazio, cominciamo con le statistiche: 43 vittorie, 17 pareggi e otto sconfitte, ecco il bilancio della Juventus negli incontri con la Lazio disputati a Torino. L’ultimo precedente si è concluso 2-1 a favore dei bianconeri ed è stato un incontro al cardiopalma. La Juve è passata in vantaggio con una straordinaria rovesciata di Simone Pepe, ma prima del riposo la netta supremazia della formazione di Conte è stata annullata da un colpo di testa di Mauri. La svolta decisiva è arrivata a sette minuti dal termine con la punizione vincente di Del Piero, che ha permesso ai bianconeri di conquistare un primato mantenuto fino al termine del campionato. L’ultimo pareggio è del 2010, un 1-1 con rete di Del Piero su rigore e pareggio di Mauri, entrambi i gol realizzati nella ripresa. L’ultima sconfitta è invece datata 2003, un 1-2 determinato da una doppietta di Fiore segnata dopo il gol in apertura di Nedved. Il 2-1 è il risultato verificatosi più volte nel corso del tempo, ben in 11 circostanze, seguito dal 3-1 (sette volte). Alessandro Del Piero detiene, in coabitazione con Giampiero Boniperti, il record di presenze nella sfida, avendone giocate ben 13.

Sin qui, la Lazio ha raccolto 9 punti su 22 in trasferta segnando 7 gol sui 19 complessivi e incassandone 10 su un totale di 17. I biancocelesti non hanno ancora pareggiato lontano da Roma, vincendo tre volte(contro Atalanta, Chievo, Pescara) e perdendo altrettanto(contro Napoli, Fiorentina, Catania). La Lazio è reduce dalla vittoria nel derby per 3-2. Un successo meritato perché ha avuto il doppio delle occasioni rispetto alla formazione di Zeman. Ci sono due giocatori che il tecnico Petkovic ha impiegato in tutti gli incontri di campionato: l’ex juventino Antonio Candreva (che ha accumulato 1066 minuti in campo) e il centrocampista Stefano Mauri. Klose è il cannoniere della squadra con sette gol. Ma non va trascurato il contributo di altri giocatori, a partire da Hernanes con cinque. Seguono Candreva con tre, Mauri con due, Ederson e Ledesma a quota uno.

Il giudice sportivo ha fermato, tutti per un turno, Pirlo da una parte, alla sua quarta ammonizione, Mauri, espulso nel derby, e Lulic, anch’egli caduto in diffida, dall’altra. La Lazio si appresta dunque ad affrontare la Juve con Brocchi e Radu al loro posto. Pienamente recuperato Ederson; in dubbio Sergio Floccari, il quale durante l’allenamento del mercoledì pomeriggio ha riportato una frattura dell’incisivo dell’arcata dentaria superiore. Conte sostituirà Pirlo con Pogba o Marrone, il prescelto coadiuvato ai lati da Vidal e Marchisio. Sulla fascia destra di centrocampo possibile conferma per Isla. In prima linea dovrebbe rivedersi dal 1’ Vucinic. Recuperato Pepe, rimane in dubbio De Ceglie. Arbitra Orsato della Sezione di Schio. Forza Juve.

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Inghilterra-Italia europeo 2012 : Grazie Buffon!

Sebbene i commenti molto patriottici, dove si è magnificata la prestazione dell’Italia, e nonostante un Inghilterra obiettivamente poco preparata a livello tattico, ci hanno bloccati. Fortuna o sfortuna, chiamatela come volete, meno male che c’è quella vecchia volpe di Buffon a salvare l’accesso alle semifinali.

La partita è stata indubbiamente bella e coinvolgente, e l’Italia si è proposta in modo continuativo, senza perdere mai  un’occasione, ma niente da fare, in fase conclusiva scivoliamo su numerose “bucce di banana”, persino nei supplementari non abbiamo concluso.

Ora, l’Inghilterra è stata bravissima a difendere e contrastare i nostri tentativi, certo non meritava di vincere, rispetto alle occasioni da gol che abbiamo creato. Ma oltre alla creatività, bisognerebbe puntare alla concretezza, e mi chiedo se Prandelli abbia notato che la coppia Cassano-Balotelli non funziona.

Meglio accoppiarli con altri, sebbene si siano dati entrambi molto da fare, nessun azzurro è stato inferiore alle aspettative, quei due si annullano, forse per motivi caratteriali o incompatibilità di gioco, questa non coppia ha delle lacune e un futuro scarso.

Mentre il centrocampo ha brillato di luce propria, eccezionali Pirlo e anche De Rossi, buona la difesa, con qualche errore che ci ha fatto venire i brividi, ma con  la “saracinesca” riparatrice Buffon non è passato nulla, c’è da meditare un po’ sul nostro attacco: carente.

Tempo non ne abbiamo, i festeggiamenti finiranno tra poche ore, perchè va fatta urgentemente una lista dei feriti e di cosa ci resta per la semifinale che si giocherà giovedì, io azzardo che, anche la comunicazione abbia un po’ di responsabilità, si conoscono tutti, ma in pochi giocano insieme, e i malintesi tra Balotelli e Cassano, confluiti in un battibecco alla fine del primo tempo, non giovano al gol.

Come dire, ora siamo in ballo, e che si balli, ma possibilimente nel miglior modo possibile, perchè la fortuna prima o poi ..finisce!

Luna23

 

Italia-Irlanda Campionato Europeo 2012 – Polonia-Ukraina – La tenerezza del Trap

Immagino che in molti di noi abbiano provato una certa tenerezza nell’osservare  Giovanni Trapattoni assisitito da Marco Tardelli, seduto in panchina dietro di lui, era come vedere un pezzo di Juve, un po’ della nostra memoria, cosa dire del Trap? Che fa tenerezza, e che la sua voglia di non arrendersi al ritiro fa invidia, ci chiediamo chi glielo faccia fare alla sua età con i tanti soldi guadagnati, insistere alla soglia dei non così lontani 80 anni a dirigere ancora una panchina.

Sarà il rifiuto di invecchiare, o non lo so, ma il Trap stasera mi ha commossa, per la sua dignità e professionalità tutto sommato all’altezza della squadra che allena.

La partita se l’Italia avesse voluto l’avrebbe vinta 10 a 0, ma .. sarà stato il caldo, o un Di Natale non in partita che di gol ne abbiamo fatti 2 con il fiatone. Perchè l’Irlanda ci ha fatto ballare in entrambi i tempi, non ci stavano a perdere gli irlandesi, nonostante l’eliminazione e l’inferiore preparazione tecnica, si sono buttati a capofitto nella partita, creandoci dei problemi. Per fortuna che l’attacco scarso non ha chiuso nel pareggio a cui loro aspiravano, una partita nervosa dove chi ci avrebbe perso di più sarebbe stata solo l’Italia, ma questa volta gli uomini scelti dal Prandelli, Cassano e Balotelli, non hanno deluso, e anzi, separatamente hanno fornito una prestazione migliore, realizzando due gol, quello di Cassano un po’ per caso, tiro..dove va va.. diverso quello di Balotelli, già con i nervi a fior di pelle ha tirato a tutta potenza centrando la porta! Questa volta bravo.

I cartellini gialli non sono mancati, nemmeno per Buffon, e nemmeno i falli, copiosi e tollerati per gli irlandesi.

E dai ..avanti di uno, abbiamo superato il turno, adesso si fa sul serio, incontreremo delle squadre toste, che non ci staranno a perdere mai, allineando tutte le risorse possibili ed immaginabili.

Purtroppo per noi, Chiellini stasera si è fatto male, pare qualcosa di serio .. se dovesse fermarsi Prandelli si troverebbe con un bel problema ..

Incrociamo le dita!

Luna23

L’infortunio di Pepito Rossi complica le scelte di Prandelli.

E’ notizia di pochi giorni fa del nuovo infortunio patito da Giuseppe Rossi. Rottura del legamento crociato, lo stesso che si era già infortunato a inizio stagione e per cui il giocatore aveva già subito un lungo stop. Un vero fulmine a ciel sereno per la Nazionale italiana e il suo selezionatore Cesare Prandelli, perchè proprio Rossi sembrava l’unica vera certezza dell’attacco italiano. Un attacco che oggi pare avere come unico sicuro partente per l’avventura europea, Sebastian Giovinco, giocatore che Prandelli ha spesso chiamato e utilizzato, ma che certo non doveva ancora avere nella mente del ct, i gradi da titolare. Sembra allora naturale che per i tifosi azzurri le scommesse euro 2012 siano già aperte da un pezzo, non fosse altro che per cercare di indovinare chi beneficierà degli spazi venutisi a creare a seguito dell’infortunio di Rossi e di altri avvenimenti che hanno caratterizzato questa stagione calcistica. Cassano difficilmente sarà chiamato per questa avventura visto il problema cardiaco patito questo inverno, Balotelli avrebbe tutti i canoni per essere della partita ma le sue continue intemperanze mettono a dura prova i nervi del ct, e mettono anche lui fra i punti interrogativi. Osvaldo non pare ancora così maturo, mentre qualcuno fra i ”vecchietti” Di Natale, Totti e Del Piero potrebbe anche essere chiamato fra i 22, ma è difficilissimo se non proprio impossibile immaginarli fra i titolari. Gilardino e Borriello non paiono papabili, Matri e Pazzini forse, ma sicuramente non stanno passando un buon momento neppure nei loro club. Questo dell’attacco dell’Italia è un rebus che dovrà risolvere il ct in brevissimo tempo visto che l’Europeo e alle porte. Certo un Italia così incerottata non gode dei favori del pronostico e questo è un elemento che non deve essere sfuggito ai bookmakers internazionali quali Paddypower-Italia, infatti le quote pronostico sulla vincente del campionato continuano a variare di settimana in settimana. Le premesse per un grande Europeo comunque ci sono tutte non è la prima volta che l’Italia tira fuori il meglio di se nelle difficoltà. I Mondiali 2006 insegnano.

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