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La verità

napoli-juventus-serie-a-2013-2014Scritto da Cinzia Fresia

Risultato che non mi stupisce, anzi me lo aspettavo.

Spero solo una cosa, che sia stato deciso prima, perchè una Juventus così non credo di averla mai vista. E’ vero che erano stanchi, è vero che tra squalifiche ed infermeria si salvi chi può, ma fino ad oggi non ho mai visto niente del genere.

Se Conte ha detto loro di stare calmi e di pensare alla salute, lo capisco. Siamo talmente in emergenza che un regalo simile è comprensibile, a noi non cambia niente, nessuno si è fatto male, almeno per quanto ne so e  il Napoli fa festa almeno una settimana, la Juventus torna a Torino senza ammaccature  e soprattutto con la testa sul collo e con il ghigno di De Laurentis,  beh ..lasciamolo fare con i suoi miseri punticini in classifica, non può che permettersi solo questo.

Piccola precisazione, spero che Andrea Agnelli si rifiuti prossimamente  di andare a Napoli a far giocare la Juve, perchè non è possibile, non si può, dire che la tifoseria è incivile, otterremo dalla nostra solo una grassa risata,  una presa di posizione del nostro Presidente il quale si rifiuta di andare a Napoli, Firenze e Roma, per non idoneità di ambiente sereno di gioco, mi farà  stappare  una bottiglia di champagne che berremo alla sua salute.

Prendiamo atto che in certe città non si può andare, e anzi non si deve andare, sono i tifosi del Napoli? Sì, lo sono, ma la città comunque accetta questa situazione, e non si indigna dei comportamenti aberranti circa i suoi tifosi, è altresì vergognoso che quando la Juventus si sposta in trasferta per andare là,  si debba  chiamare i  rinforzi di polizia, tra un po’ scomoderemo l’esercito, e parafrasando Vasco Rossi,   tutto questo un senso non ne ha, e non si capisce perchè   nessuno intervenga, per quale motivo si  lascia  campo libero alle aggressioni, la prossima volta penseranno ad un lancia fiamme, così  l’autobus della Juve prenderà fuoco definitivamente, altro che uova.

Tornando alla partita, i casi sono due: caso 1  o hanno deciso di non giocarla, con l’appoggio dell’arbitro che ha fatto finta di non accorgersi che un gol era in fuori gioco,  allora la disamina parla da sola, caso  2, non si sono attrezzati bene per battere il Napoli quasi non lo conoscessero considerando la buona fede della risposta 2, la Juve senza Tevez, ha giocato malissimo, un primo tempo assente, nessun tiro in porta, o forse 1 ma niente di che, secondo tempo un po’ più dinamico, ma niente più.

A parte Buffon, il resto non passa l’esame Napoli, mi spiace, ma hanno giocato veramente male, e per evitare danni hanno rinunciato a correre e ad attaccare,  a parte una misera azione da gol il resto .. nulla. Poi, i cambi, a parte la carta Vucinic che era l’unica, tutti hanno fallito, a partire da un attacco penoso, e anche da Pirlo che quest’anno non lo sopporto. Lasciamo stare Isla, che ha sbagliato di tutto e di più e mi chiedo perchè Conte lo metta dentro quando si sta perdendo. Capisco che la quotazione debba alzarsi, ma ..andare incontro al suicidio ..non so.

Comunque, ci siamo levati una seccatura, poteva andare peggio, cioè tornare con i cerotti o visto il clima con le gambe rotte, si è perso, ma è andata bene così. L’unica cosa che chiedo a Conte se si dovesse trovare in questa situazione,  di non far finta di giocare, se gli altri devono vincere meglio dargliela a tavolino così evitiamo  umiliazioni e di far correre rischi alla squadra ad andare a Napoli, che non è il caso.

 

 

 

Juventus-Udinese – Domenica 1 dicembre 2013 – ore 18,30 Torino Juventus Stadium

Juventus-UdineseScritto da Cinzia Fresia

Rieccoci alle prese con il campionato, dopo il mercoledì di Champions eccoci qua alle prese con la neve a preparare la partita di domani in un insolito orario delle 18.30, sempre domani pomeriggio a causa della squalifica dei gruppi di tifo organizzato, le curve ospiteranno i bambini delle scuole calcio e relativi famigliari, un’idea  sostenuta dal Presidente Andrea  Agnelli e dal direttivo della Juventus tutto, iniziativa benedetta dal Comune di Torino a cui ha concesso il patrocinio all’iniziativa “Gioca con me .. tifa con me” saranno presenti 9500 ragazzi.

Nel frattempo l’allenatore Antonio Conte dovrà impostare una squadra senza la disponibilità di Lichsteiner, Isla, infortunati e Asamoha squalificato, ma  si prospetta  un rientro di Barzagli i cui segnali sembrano di positività. Come sta l’Udinese? direi bene vista la vittoria contro la Fiorentina di domenica scorsa, ma  un po’ meno buona è la  posizione in classifica: metà verso il basso.

La squadra del Friuli è un’altra “brutta bestia” non solo per la Juve ma un po’ per tutti, guidata da un allenatore che sa il fatto suo e con la presenza di un bomber come Di Natale se in giornata può “guastare le feste” a chiunque.

La Juventus da ora in avanti finchè non incontra la Roma, sebbene prima in classifica non può permettersi di perdere punti, perciò dovrà vincere se desidera mantenere il primato in campionato e tenere a bada la Roma che è sempre a due “passi” dalla vetta.

 

 

 

RITORNO AL PASSATO.

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di Davide Peschechera

Questa Juve è un giallo. No, non la maglia. Mentalità, atteggiamento, approccio timido, impaurito e provinciale. Sembriamo ubriachi da sabato. Probabilmente una partita preparata così, sulla falsariga di quella disputata con l’Inter, senza la voglia di portare troppa pressione, aspettando l’avversario. Nonostante la lezione danese della scorsa stagione. 1-1 col Nordsjaelland, 1-1 col Copenaghen. A distanza di un anno, non abbiamo ancora capito con che atteggiamento giocare in Champions? Se infatti la scorsa stagione si potevano accampare scuse legate all’inesperienza, alla desuetudine a giocare certe partite, questa volta scusanti non ce ne sono. Non può essere una scusante la stanchezza, visto che siamo appena ad inizio stagione. Avversari modesti ma convinti e vogliosi contro bianconeri molli, senza dinamismo e cattiveria. Si vede che la nostra Juve non è ancora matura, non ancora cresciuta, è rimasta quella dello scorso anno in Europa. Il divario tecnico sembrava enorme, ma in campo si è vista una squadra, la nostra, lenta, impacciata e perennemente sotto ritmo, a tratti addirittura assente di testa oltre che di gambe, incapace di organizzare un’azione degna di nota. “Abbiamo avuto una dozzina di occasioni, il loro portiere ha fatto miracoli“. Diciamola tutta: “A quello (il portiere, ndr.) abbiamo tirato sempre addosso. Il risultato è molto, ma molto peggiore di quello ottenuto lo scorso anno su questo stesso campo, perché è stato ottenuto all’esordio contro la peggior squadra del girone, destinata a perdere le restanti partite. Il pari contro il Nordsjaelland arrivò alla terza giornata, non alla prima. Ma attenzione. La Juve non ha giocato bene, nonostante il gioco macinato, le occasioni sprecate, la sfortuna e il portiere. E l’1-1 sta pure stretto. Ce la siamo cercata con ostinato masochismo. Ma alcuni errori Conte li ha commessi, principalmente uno: Ogbonna centrale difensivo, all’esordio assoluto in CL, spaesato ed a tratti osceno, e Bonucci che, spostato a destra, oltre a veder limitato il proprio apporto in fase di costruzione(in confusione lì a destra sembrava quasi imprecasse di tornare al centro ad impostare), ha faticato tremendamente a rincorrere l’uomo. Pacchetto arretrato inedito anche se obbligato anche dal recente stop di Caceres, ma troppo fragile e troppe lacune in fase di impostazione. Il centrocampo ha faticato ad imporsi. Non fa più possesso, non ha ritmo, non s’inserisce più senza palla. è apparso piuttosto scolastico e lento, con le due solite opzioni “palla spalle alla porta alle punte” o “appoggio all’esterno”. Forse col rientro di Marchisio si ritroverà anche la brillantezza che favorisca l’intera transizione offensiva con un Pogba meno lezioso.

Le punte: smarrito Llorente, ricomparso Giovinco assente da Maggio, Quagliarella che a conti fatti doveva partire ma fa un gol, colpisce una traversa e non gioca per 45 minuti. Appurato che ogni allenatore ha il diritto di optare per le scelte che ritiene maggiormente redditizie, appare assai curiosa la gestione del centravanti di Pamplona. Quando arriverà il momento di Llorente? 16 calci d’angolo ed una trentina di cross piovuti dalle zone di Wiland. Niente da fare, non siamo riusciti a vederlo nemmeno stasera. Poi la partita di Tevez, che deve far riflettere. Perfetto in ricezione e impostazione, fallimentare in quella realizzativa. Poco lucido. E quindi? Matri e Quagliarella osceni con lo stop di palla e sua protezione, Giovinco in quella realizzativa. Tevez un grande, ma non può fare tutto lui. In molti criticano Vucinic ma quando non c’è sono dolori. Quindi deve affiancarlo uno che sappia segnare. Costa qualcosa provare, appunto, Llorente? Quanto indietro è questo giocatore rispetto agli altri per non giocare? Ad oggi, sembra che per Conte Llorente sia più scarso di Matri e invece non è così.

Giusto fare turnover col Copenaghen, anche se visto come la Juve si comporta in Europa, forse dalla prossima è meglio fare turnover in campionato e scendere in Europa, contro qualsiasi tipo di avversario, con la squadra titolare. E poi il Conte intervistato a fine gara giustifica così l’ingresso di De Ceglie e non di Asamoah, per Peluso, al 75’: “Contro squadre fisiche come questa il pericolo di prendere gol su palla inattiva è altissimo, e per questo quando ho tolto un corazziere ho preferito metterne un altro, De Ceglie, invece di Asa”. Sì, decidendo per “attitudine fisica”, non tattica e tecnica, e subendo comunque un gol da calcio piazzato nell’unica azione dei padroni di casa, e preoccupandosi della difesa in una partita che devi vincere. Salvo poi inserire, a proposito di centimetri, Giovinco e non Llorente: “Perché non ho schierato lo spagnolo? Ho preferito puntare su Quagliarella e Giovinco, attaccanti svelti, rapidi, brevilinei” In due minuti è riuscito a contraddirsi. Così l’ingresso di Isla e non, ad esempio, di una punta: “Ho cambiato per portare un po’ più di vivacità a destra”. A 4 minuti dalla fine? Stanchezza non può essere, cambio tattico neanche: esterno per esterno, non cambia nulla. Non può averlo fatto per perdere tempo, ne per turnover, allora? Boh. E De Ceglie che, freschissimo, da solo, dal limite dell’area, fa un retropassaggio di 50 metri a Buffon come si spiega?

Il calcio è una materia opinabile ma sembra che stia mettendo il suo ego davanti all’interesse della squadra per far guerra a Marotta, ai microfoni sembrava quasi innervosito ed irritato dalle domande dei giornalisti, rassegnato, sereno, non oserei dire “felice” del pareggio. Lui stesso senza fame. Ho la sensazione che Conte a volte pensi più a mandare segnali di fumo alla società che a vincere, come se riesca a tenere tutto sotto controllo e sia sicuro di vincere la prossima “spaventando”, intanto, la società. Come se questo risultato, per lui, non complichi tremendamente le cose. Persino derisi con sombreri e torello a fine primo tempo e, per non perdere palla, azioni sempre più lente e prevedibili. D’accordo con l’ingresso di Giovinco, ma se inserisci esterni per crossare e fai uscire pure Quagliarella, perché non metti Llorente? Abbiamo giocato una partita alla rovescia. 60 minuti di lanci lunghi quando la difesa avversaria giocava alta e poteva essere sorpresa palla a terra in velocità(come ha ammesso Conte in conferenza), ma ha giocato 30 minuti finali di forcing palla a terra e movimenti spalle alla porta contro un catenaccio, con esterni per i cross, Llorente in panca. Assalto finale condotto con Tevez-Giovinco che in due non ne fanno uno. Vuole dimostrare che senza Matri e Giaccherini non si può vincere? E gli esterni allora in base a cosa li cambia? Solo in nome di un turnover fine a se stesso, con tabelline dei minuti alla mano, o necessario e funzionale alla partita?

Ha fatto semplici cambi conservativi. Non si può essere prigionieri di numeri e modulo solo perché si vince. Serve più dimestichezza alcune volte. Così sembra che la mentalità sia quella di non prenderle. Conte ha paura di perdere? Preferisce coprirsi bene, affidarsi più che può ai suoi soliti pupilli, ai soliti, efficaci, principi di gioco, seppur ridotti ormai all’osso, e urlare/sbraitare da bordo campo come sempre? Non è bella la mentalità che lentamente si sta facendosi strada. Sembra quasi che non volesse vincerla. Invece di osare e finire la partita con gli uomini migliori in campo, l’abbiamo finita con gli uomini peggiori. Ricordate Juve-Catania con gol di Giaccherini al 90esimo? Dentro Matri, Quagliarella, Giaccherini, per Vucinic, Giovinco, Asamoah. Spregiudicatezza giustamente premiata con una vittoria scudetto. Io ieri, sull’1-1, avrei messo dentro Giovinco per Peluso, Llorente per Quagliarella, Isla per Lichtsteiner . 3-4-3 mascherato, con Pogba esterno, ma 352 propositivo a conti fatti. Perché 511 passaggi, 58% di possesso, 26 tiri, 12 nello specchio, una sola rete e l’impressione di non averci provato abbastanza, non è qualcosa di logico. Per non parlare dei calci d’angolo battuti corti(e i colpi di testa che non si vedono neanche da calcio d’angolo), mai un tiro da fuori area o un calcio di punizione dal limite. Mai il gol “semplice” che ti cambia la partita”. 30 gol totali nel martedì di Champions ma la Juve che crea più occasioni di tutte nell’unico match finito pari. Vincitori morali?

Secondo me è riemersa anche la differenza abissale che c‘è tra i panchinari ed i titolari. Nelle altre big d‘Europa questa differenza non si nota. Mi spiego. Non che i nostri panchinari siano più scarsi di altri, ma nelle altre big non si notano differenze in campo tra titolari e panchinari. Magari Conte deve fidarsi di più di certi giocatori inserendoli anche prima dell‘ 80esimo se si sta vincendo, per amalgamare meglio il gruppo.

Amo Conte e amo la Juve. Il mister lo adoro e non lo cambierei con nessuno per ciò che abbiamo vissuto in questi due anni. La Juve un cantiere sempre aperto a livello di gioco e quasi sempre vincente nel complesso. E’ un pari che fa male più per come è venuto che per il pari in se. Lo dico perchè alla Champions io PERSONALMENTE non credo, forse neanche il mister e se avessimo realizzato anche solo la metà delle occasioni, parleremmo comunque di un’altra partita. Ma è insopportabile sentire che Conte non si puó criticare. Nessuno nasce già imparato. Perché non si può criticare Conte o la squadra? Per lui nutro una specie di venerazione ma non è corretto non criticarlo per paura di perderlo. Criticare nel merito sì, processare no. Criticare squadra e allenatore dopo aver buttato via una partita come quella di stasera non solo è utile, ma doveroso. E pure questa volta, anche lui sa di aver sbagliato, ancora.

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Nel segno della fatica, del sudore e del mercato/2.

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di Davide Peschechera

Seconda parte, con particolare attenzione alle novità tattiche provate dal mister in queste prime uscite amichevoli e con particolare attenzione, questa volta, al mercato in uscita, dopo essermi soffermato ed interessato, nella prima parte, delle novità nella preparazione fisica, dell’affiatamento dello staff di Conte e del mercato in entrata.

Nelle prime uscite, si è vista una Juve appesantita dai carichi di lavoro. In evidenza Mattiello, Motta e Vucinic nella prima uscita stagionale contro il Saint Vincent, con quest’ultimo entrato in campo con mille motivazioni e col piccante effetto che l’arrivo dei nuovi bomber ha avuto su di lui, brillante e volitivo come chi vuole ricordare (e ricordarsi) di essere un campione pure lui, senza mollare il dischetto del rigore nel 4-3-3 che lo ha visto affiancato da Matri e Quagliarella. Ogbonna(parso disinvolto, maturo e adeguato al ruolo di regista difensivo designato alterego di Leonardo Bonucci), Isla, Fausto Rossi e Buchel, invece, in evidenza in un deludente trofeo Tim che ha visto anche Lichtsteiner e Vidal affaticati, Asamoah schierato sino ad ora da interno di centrocampo e apparso meno “furioso” del solito. Rispetto alle ultime due stagioni il programma di Conte non è cambiato e quindi nessun allarmismo. In queste uscite il mister sta insistendo sulla coppia Tevez – Llorente e allenando la loro cattiveria e la loro intesa. Devono essere una cosa sola. I gol sono importanti, ma Conte dagli altri attaccanti si aspetta sponde, aperture di spazi e dialogo con i centrocampisti. Certi movimenti che a Tevez vengono più naturali perché abituato a muoversi intorno all’area, a Llorente centravanti risultano più difficili. Pur senza tralasciare la partecipazione alla manovra, a Fernando viene chiesto di stare a contatto con il difensore, quasi una marcatura al contrario che faccia emergere la fisicità dello juventino quando arriva la palla da scaricare sulla mezzala. Un’altra cosa che Llorente deve evitare è la prevedibilità: un giocatore così alto non può avere gli stessi guizzi di un compagno agile, però è fondamentale che si muova in continuazione e faccia molte finte. In certi momenti dell’allenamento Conte si mette alle spalle di Fernando e lo sposta fisicamente a destra e a sinistra. Una scena anche divertente vista la differente stazza tra i due. Poi il tecnico mostra allo spagnolo come andare incontro e come scegliere la soluzione di passaggio ideale. A Tevez l’allenatore chiede di usare il talento e la facilità nella lettura delle situazioni di gioco per assecondare gli inserimenti delle mezzali e per muoversi intorno a Llorente. Una combinazione importante sarà quella che dovrà portare Tevez alla conclusione dal limite, una specialità della casa. Conte pretende da Carlitos grande reattività nelle gambe: il baricentro basso e la forza esplosiva sono caratteristiche che il tecnico vuole esaltare. Anche l’Apache è chiamato a finte e contro finte. Nei piani di Conte, è Tevez, in fase di non possesso a rimanere in attacco in appoggio al compagno di reparto che si abbassa per recuperare il pallone. In fase di possesso, è il giocatore più tecnico tra i due di reparto ad abbassarsi per venire a ricevere palla o direttamente dal centrale difensivo che verticalizza, o dal regista o dall’esterno. Insomma, Tevez e Llorente sono ancora abbastanza lontani dal completare l’integrazione nell’ingranaggio. Dettami e indicazioni di Conte, geloso da buon stratega delle sue metodologie di lavoro e strategie. Con rigore, autorità e autorevolezza sa che a volte abbassare la voce serve almeno quanto alzarla, se non di più, se si intende calamitare le menti a sé. Poi torna l’insegnante paziente e soddisfatto che dispensa complimenti. Perfetto a livello didattico, perfezionista e professionista, prende letteralmente per mano i suoi nel dimostrare i movimenti da fare, li piazza e li sposta di peso, si concede persino qualche scatto per far vedere che tipo di movimenti fare. Conte telecomanda la manovra, indica il tocco di palla, il movimento da eseguire, il passaggio da fare. Per non essere mai banali e sempre innovativi. Bisogna crescere sempre a livello tattico, mai fermarsi ed inserire sempre novità. In questo senso vedremo nelle prossime settimane e soprattutto in Supercoppa cosa significa in realtà 334.

Nel progetto tattico di Conte, però, potrebbero non rientrare alcuni calciatori. Lo stesso Marotta, con particolare attenzione al reparto d’attacco, ha annunciato che una delle 6 punte attualmente presenti in rosa partirà. Ma chi? Gli investimenti della prima parte di mercato tra acquisti (Llorente, Tevez, Ogbonna e Zaza) e riscatti ( Asamoah e Peluso ) hanno fatto uscire dalle casse bianconere 37,3 milioni di euro (al netto dei bonus a rendimento). Un importo simile nelle prossime settimane dovrà rientrare attraverso gli addii. se non un pareggio tra entrate e uscite, a fine mercato si dovrà registrare al massimo una perdita non superiore ai 5 milioni. I principali esuberi da piazzare sono Ziegler(Turchia o Germania), Motta(Italia o Zenit), De Ceglie(Sampdoria, Bologna, Stoke City in prestito per l’alto valore dello stipendio, 1,5mln. percepiti), Quagliarella(West Ham e Norwich le ultime ipotesi anche se il giocatore vorrebbe rimanere in Italia) o Matri(Bigon ha chiamato Marotta che ha fissato il prezzo di 20mln. trattabili), posto che Isla dovrebbero rimanere e Felipe Melo è stato ceduto. Partiamo proprio dal brasiliano che, nonostante il rapporto d’amore-odio instaurato con la tifoseria, prima del definitivo addio ha voluto salutare i tifosi e tutto l’ambiente della Juventus attraverso una lettera pubblicata sul proprio profilo Facebook. Ufficiale al Galatasaray per 3,75mln. Minusvalenza di 3mln. (circa), azzerata dalla plusvalenza su Giaccherini. In 4 anni, la Juventus ha pagato 12mln. in stipendio a Felipe Melo, tutti nelle 2 stagioni trascorse da titolare (78 gare). A conti fatti, quindi, Felipe Melo ci è costato come Martinez (saldo costo reale-ricavo da cessione di 12 mln.) e meno di Iaquinta, paragonandolo ad altri due pesi gravosi di mercato. Ricapitolando la vicenda Felipe Melo, al Galatasaray il primo anno abbiamo chiesto 13mln. di riscatto dopo un prestito oneroso di 1,5mln. e pagato 3,731mln. il costo per l’esercizio 2011/2012. A giugno 2012 la Juve allunga di un anno il contratto del giocatore, portando la scadenza a giugno 2015 per abbattere il costo del’ammortamento annuo, spalmandolo su un ulteriore anno di contratto. Si passa quindi da 5,2mln. a 3,5mln. Col nuovo prestito oneroso accordato al Galatasaray per 1,75mln. il costo vivo che la Juventus subisce per il secondo anno consecutivo per un calciatore che non utilizza è di 1,735mln. In due anni, dunque, sostiene un costo di 5.466mln. Quest’anno, il Galatasaray pur ritenendo congruo il prezzo di riscatto che era stato fissato a 6,5mln., lo acquista a titolo definitivo e la Juve ci rimette circa 5mln. negli ultimi due anni nei quali non ha comunque usufruito delle prestazioni del mediano brasiliano, limitando al massimo i danni.

Ora passiamo alla dolorosa cessione di Giaccherini, non strettamente necessaria e indispensabile seppur ragionevole. L’esterno tuttofare arrivò a Torino in comproprietà nell’estate del 2011 pagato 3mln. con un contratto quadriennale con scadenza 2015. Fu riscattato nel giugno 2012 versando al Cesena altri 4.250.000 euro cash. In totale 7 milioni e 250 mila euro da spalmare su quattro bilanci. Significa che al 30 giugno scorso l’acquisto di Giaccherini era stato ammortizzato per 3,6 milioni di euro e altrettanti ne restavano da smaltire. Cedendolo a 8 milioni la plusvalenza è di poco meno di 4,4 milioni di euro che potranno diventare quasi 6,5 grazie ai bonus. A Giaccherini, per giocare titolare nell’anno che porta al campionato del mondo in Brasile, andrebbe secondo i rumours un ingaggio di circa 2mln. a stagione per 4 anni, circa il doppio di quello che percepiva alla Juventus. Un’operazione che ha convinto entrambe le parti.

Poi Zaza e Gabbiadini, due classe ’91, due acquisti di cui parlo qui per il semplice fatto che non faranno parte della rosa della prossima stagione. La cessione per 11 di Gabbiadini alla Sampdoria ha determinato di fatto una plusvalenza istantanea di di 1,375mln. La compartecipazione di Zaza al Sassuolo, invece, per 2,5mln., un’ altra istantanea plusvalenza pari a 1,5 mln. L’esborso quindi complessivo di 6,5ml. assicura alla Juventus il controllo su due giovani attaccanti di prospettiva, Gabbiadini e Zaza, di proprietà attualmente di Sampdoria e Sassuolo, garantendosi al contempo 2,875mln. di plusvalenze nel bilancio di quest’anno. I lati negativi di queste operazioni sono il fatto che con la Sampdoria, rispetto all’Atalanta, sarà più difficile trattare il riscatto di un giocatore, Gabbiadini, che resta anche un’incognita ipervalutata, anche se il fatto di cederlo in comproprietà, a differenza di un prestito secco, significa che la Sampdoria, avendo pagato per assicurarsi le sue prestazioni sportive, sarà sicuramente più propensa a farlo giocare e crescere, facendone aumentare il valore, per poi eventualmente ricavarci una plusvalenza rivendendone la sua metà(ad esempio Giovinco al Parma, preso per 4ml. e rivenduto alla Juve a 11). Zaza, invece, tra un anno non sarà più un giocatore in scadenza e sarà quindi sottovalutato rispetto al suo reale valore di mercato, poiché il guadagno sulla prima rata sarà molto basso nel rapporto costi/benefici. Discorsi tecnici di mercato comunque complessi per due giocatori che non dovrebbero mai rientrare nel progetto tecnico tattico di Conte.

Da segnalare anche l’addio di Iaquinta, finalmente svincolatosi dall’oneroso e annoso contratto che lo legava alla Juventus e la cessione di Immobile in comproprietà per 2,5mln., affare concluso separatamente a quello che ha portato Ogbonna alla Juve, attraverso il meccanismo di partecipazione ex art. 102 bis N.O.I.F. che consta di due contratti: cessione e accordo di partecipazione. Il primo contratto trattasi di una cessione a titolo definitivo di un calciatore, che comporta la cessione del diritto alle prestazioni sportive e, nella maggior parte dei casi, genera una plusvalenza(la Juve ha ceduto Immobile per 5,5mln. pagabili in 3 anni). Il secondo contratto consiste in un accordo di partecipazione con cui la società che ha ceduto il diritto alle prestazioni sportive mantiene il 50% dei diritti economici sul cartellino del calciatore(per un importo di 2,75mln. pagabili sempre in 3 anni).

E Isla? Juve ed Inter ci hanno messo due mesi a trovare l’accordo senza sapere che poi l’Udinese avrebbe preteso garanzie per l’obbligo di riscatto? Conte voleva ovviamente subito un sostituto di Isla, ma la sua cessione era soprattutto una questione monetaria (ed una richiesta del giocatore), non una richiesta di Conte. Il problema è che l’Inter non se l’è sentita di pagare il prestito di Isla alla Juve(visto ch il regolamento della FIGC sui trasferimenti prevede che Udinese e Juve, comproprietarie del cartellino del cileno che hanno rinnovato la compartecipazione sul calciatore, possono lasciarlo partire solo in prestito) e poi anche la metà all’Udinese, pagando interamente un giocatore che non sarebbe stato del tutto suo. L’Inter non ha voluto pagare Isla sia a noi che all’Udinese, ecco. Colpa dell’Inter, non di Conte come dicono i giornali. Conte pur non avendo mai bloccato la sua cessione, l’ha sempre considerato un giocatore facente parte del progetto a tutti gli effetti. Sulle fasce, restano comunque caldi i nomi di Zuniga e Kolarov, con la pista Biabiany che pare non sia mai stata praticata. Ma dà più garanzie Kolarov o Zuniga? Entrambi quasi ventottenni, entrambi abituati a giocare sulla fascia sinistra, entrambi più centrocampisti che difensori, entrambi valutati dalle società di appartenenza una decina di milioni di euro. Differenze, l’uno è destro(Zuniga), l’altro è sinistro(Kolarov, come Asamoah). L’uno è extracomunitario che milita già nel campionato italiano(Zuniga), l’altro no(Kolarov).

Infine c’è l’offerta giunta dallo Zenit per Sorensen, in comproprietà a favore del Bologna che non ha soldi per riscattarlo e vuole il rinnovo della comproprietà, bloccando di fatto la sua cessione per 10mln., una cifra alla quale non si può rinunciare. E se la Juve comprasse tutto il cartellino per rivenderlo e guadagnarci una plusvalenza? Può farlo, ma dipende a quanto lo vendono.

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Martedì 22 gennaio 2013 Juventus-Lazio Semifinale Coppa Italia Juventus Stadium- Torino “Ecco cosa succede a non chiudere le partite”

Juventus FC v S.S. Lazio - TIM Cup

Scritto da Luna23

 

E’ pieno lo Juventus stadium in  questo gelido martedì sera di gennaio, gli Juventini ormai non possono prescindere dalla loro squadra del cuore che va sostenuta anche in un torneo secondario com’è la coppa Italia, le coreografie sono fantastiche e le telecamere indugiano sugli spettatori, i tifosi sono allegri, ridono e cantano, e canta anche lei, Donna Allegra Agnelli, mamma del nostro presidente e  soprattutto grande tifosa: appassionnata, è la prima a coinvolgersi nei cori, negli applausi, nel tripudio generale .. una presenza rassicurante la sua.

Si può dire che questa partita è stata giocata dal  63 mo in poi,  quando un gol effettuato da un imprevedibile Peluso, difensore neo acquisto, ha sbloccato un match che fino a quel momento aveva visto la Juventus tentare senza riuscirci di andare in gol. Tutto sommato la formazione delle riserve di domenica scorsa stava funzionando, ha giocato nella globalità della partita sempre bene, purtroppo ..c’è sempre un però, per una partita giocata alla grande, come contro l’Udinese sabato scorso, la successiva si chiude   senza l’happy end , nessuno dei nostri Peluso a parte, è riuscito a battere la piovra Marchetti che le ha parate come sempre tutte. Meriti  portiere a parte, l’attacco della Juventus ha le sue responsabilità:  dopo l’1 a 0, la formazione ha collezionato una serie di errori di cui 3 gol falliti a porta vuota, mettiamo anche il rigore negato su Vucinic atterrato in malo modo da Biava che Damato fa finta di non vedere,  stasera tra Vidal e Matri .. le occasioni da gol le abbiamo proprio buttate.

Peccato perchè si è giocato bene, ho visto finalmente Isla un po’ meglio delle altre volte, e non riesco a trovare difetti a nessuno se non questa tragica inconcludenza in area. E c’è ben poco da aggiungere dicendo che ci mancano le punte che sappiano interpretare e finalizzare quello che è un lavoro da grande squadra. Anche Storari ha una parte di responsabilità insieme ai difensori per il pareggio laziale. E’ “solo” la coppa Italia, ma farsi rimontare così, fa arrabbiare.

Al posto dell’allenatore  tra indisponibili, acciaccati e squalificati, Conte ha tirato fuori dal suo cilindro una squadra che mi è piaciuta lo stesso,  ha saputo contenere il pressing della Lazio  che non dimentichiamo è tra le più forti di questo attuale campionato, di contro  le sostituzioni non hanno migliorato l’assetto, nel caso specifico di De Ceglie che ha lasciato troppo libero Mauri consentendogli di segnare. Vucinic e Pogba il cui ruolo è quello di alzare il ritmo cercando di rimediare ad un match caduto in crisi,  non hanno fatto la differenza, e l’avversario nelle sue possibilità ha segnato.

Sebbene ci ritengano la squadra più forte del campionato, siamo sempre alla ricerca di un assestamento, le prestazioni sono al massimo e la volta dopo sprofondano al  minimo,  senza un perchè. Mi viene da pensare che l’impatto psicologico nel calcio sia un fattore davvero importante, e le aspettative di Conte aumentano l’ansia da prestazione.

Comunque, niente di male, andremo a Roma per vincere se si vorrà continuare, nel frattempo sabato c’è il Genoa che ci aspetta, squadra ostica che può giocarci brutti scherzi, quindi è bene tenere gli occhi aperti e non sedersi troppo sugli allori, potrebbero riservare delle spine!

 

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