Archivi Tag: Lippi
Ben è Uno contro tutti. Top Planet 31-03-2021
Bisogna reagire e farlo subito.
Altra sconfitta, altra prestazione inadeguata. La Juve ha perso a Verona in malo modo, dopo esser passata in vantaggio. Non ingannino i due pali frutto di occasioni personali di Ronaldo e Douglas Costa come anche il gol di CR7 anche questo frutto di un azione personale. La Juve ha sofferto moltissimo e a 15 minuti dalla fine dopo esser stata raggiunta non è stata in grado di portare a casa neanche quel misero punticino. La Juve sta sciupando dei vantaggi importanti dovuti al calendario ma anche ai ripetuti pareggi dell’Inter nelle domeniche passate. Di questo potrebbe anche approfittarne la Lazio che si è portata anche essa a ridosso della Juve. Sono già 3 partite perse le nostre, con Lazio, Napoli e Verona e le ultime due anche in malo modo. La domanda inizia ad esser scontata: con quante sconfitte si porta a casa il campionato italiano? Io non credo più di 4 o 5 quindi i bonus iniziano ad esaurirsi. Fra l’altro le nostre inseguitrici han perso meno di noi e la cosa non è affatto confortante. Ma vincere questo campionato è davvero importante? Io credo lo sia dal momento che si può vincere. Sciuparlo sarebbe un grosso errore poi se non si vincesse a causa di qualcuno più bravo sarebbe un altro discorso, ma non mi pare ad oggi ci siano squadre più forti della Juve. Perdere per merito degli avversari è un conto, perdere per demeriti propri non è perdonabile. La Juventus sta avendo un cammino a ritroso. Per assurdo si giocava meglio nelle prime giornate. Poi sono arrivati i problemi. Prima il problema era il trequartista atipico e Bernardeschi. Poi il problema è diventato il tridente cosiddetto ”pesante”. Poi ancora il problema sarebbe Matuidi che non ha i piedi buoni. Oggi il problema è Higuain o forse Pjanic o entrambi. Ovviamente il problema più grande sarebbe Sarri che non ci sta capendo nulla. Ok può essere, d’altronde il suo ruolo impone questa responsabilità. La verità è che si va avanti di compromesso in compromesso. Il primo e forse la madre di tutti gli errori è stato quello di prender un mister di sistema che però ha accettato (come tutti i mister della Juve) di allenare ciò che gli passa la società. Questo probabilmente riusciva meglio ad Allegri più versatile e meno talebano nel suo modo di vedere il calcio. Forse per Sarri questo è un poco troppo fuori dai suoi schemi. Probabilmente non gli riesce di trovare il bandolo della matassa e infatti ha chiesto aiuto.
Ora va detto che io credo fermamente che la Juve debba proseguire la sua strada con questo mister per lo meno fino a Giugno. I cambi in corsa spesso sono peggiori dei mali che si vorrebbero curare. Inoltre la Juve ha due allenatori a libro paga e credo che Allegri non accetti di fare il traghettatore per un altro e sarebbe anche disonesto chiederglielo dopo averlo esonerato l’anno scorso con ancora un anno di contratto. Allenatori liberi non ce ne sono di grande livello a meno che qualcuno non pensi a Capello o Lippi che non allenano club da tempo e neanche è pensabile di lasciare la squadra a Martusciello. I fautori del uno pur che sia farebbero meglio a stare zitti che già di danni ne han fatti l’anno scorso, perchè pure l’anno scorso era uno al posto di Allegri pur che sia che peggio non si può fare e poi difatti i fatti sono altri. Si è in ballo e si balla fino alla fine. A Giugno si tireranno le somme e non credo sia importante il quanto e cosa si è vinto ma piuttosto la squadra come e se si sarà evoluta. Con un cambio di mister è chiaro non pretendere tutto e subito, nessuno lo poteva garantire nemmeno l’eventuale successore di Sarri lo potrà fare. Certo è onesto chiedere dei progressi. Per lo meno quelli si. Ad oggi la squadra è in piena involuzione. Si vince praticamente grazie alla straordinaria verve realizzativa di Ronaldo ma non c’è da salvare quasi null’altro. Forse l’unica altra cosa positiva è la grande stagione che sta facendo De Ligt dopo un inizio difficoltoso che però stride con tutte le reti che prendiamo. Ecco perchè davvero ora è il momento di tirare fuori il carattere e la grinta. In primis l’allenatore. Perchè se non è interessato lui alle vittorie e non è scontento delle sconfitte dubito che lo siano questi 20 milionari che indossano la nostra maglia per cui a fine partita l’importante è non essersi fatti male. Da qui a Juve Inter fra tre domenica, probabilmente si deciderà il campionato. Ora sono tutti sotto esame eccetto Ronaldo.
Momenti Intercontinentali
Articolo di Silvio Mia
La Coppa Intercontinentale nasce nel 1960 con l’intento di mettere di fronte la sue squadre più forti dei due continenti in cui si gioca a calcio , Europa e Sud America. Questa competizione si disputava giocando partite di andata e ritorno tra le vincitrici della Coppa dei Campioni d’Europa e la omologa Coppa Libertadores che laurea la squadra campione del continente sudamericano . Gli incontri venivano disputati con cadenza annuale alternando le partite da giocare in Europa e Sud America in modo tale che una volta ciascuno si giocasse la prima partita in casa e la seconda in trasferta. Le intemperanze dei tifosi sudamericani portarono la manifestazione ad un decennio in cui le squadre Campioni d’Europa rifiutavano la disputa della partita per paura dell’eccessivo calore del pubblico che spesso portava a incidenti di cui erano vittime i giocatori europei. Su tutti , la causa che scatenò questa serie di rifiuti , che a volte davano la possibilità ai vice-campioni d’Europa di giocare al posto dei vincitori per la loro rinuncia, ci fu nel 1969 la partita di ritorno fra Milan ed Estudiantes in cui i giocatori del Milan , su tutti Nestor Combin franco-argentino, vennero letteralmente aggrediti prima dalla folla ,che dagli spalti all’ingresso in campo delle squadre versò addosso ai rossoneri caffè bollente e poi dai giocatori argentini che scatenarono una caccia all’uomo mai vista che portò a squalifiche e perfino condanne agli stessi. Per un decennio la Coppa si giocò a singhiozzo , a volte come già detto con le squadre vice campioni e a volte non si giocò proprio. Per questo motivo nel 1980 e fino al 2004, la Coppa Intercontinentale diventò Coppa Europeo Sudamericana Toyota e si giocò a Tokio capitale del Giappone . Dal 2005 la Coppa diventò Campionato Mondiale per club FIFA , Torneo riservato ai sei Club vincitori dei tornei continentali delle sei Confederazioni calcistiche . Tornando alla Juventus ,nel 1973 partecipò alla finale della Coppa Intercontinentale per rinuncia dell’Ajax che ci aveva sconfitto 1 a 0 con rete di Rep nel maggio precedente a Belgrado. La finale si giocò in partita unica allo Stadio Olimpico di Roma a fine novembre e questo fu il vincolo che la Juventus impose per giocare. La Juventus ha giocato tre finali di questa Coppa sempre contro squadre argentine. Quella di Roma è stata l’unica che i bianconeri hanno perso , giocata contro l’Independiente impostosi con una rete a dieci minuti dal termine della partita, di Bochini nell’unica azione offensiva sviluppata dai sud americani. I bianconeri nonostante le assenze di Capello e Furino , furono come in tante altre finali disputate e perse in campo internazionale, sfortunati perché oltre ad aver colpito due traverse con Bettega e Altafini , sbagliarono un calcio di rigore ad inizio ripresa con Cuccureddu che tirando la solita bomba centrale ,questa invece di infilarsi sotto la traversa le passò sopra. Bisogna dire che la giornata particolarmente ventosa probabilmente favorì la traiettoria del pallone che venne mandato , come già detto oltre il legno trasversale. Pazienza , avevamo perso una Coppa che faceva seguito alla Coppa delle Coppe persa a Torino contro il Ferencvaros nel 1965 sempre per 1 a 0 e alla Coppa dei Campioni persa a Belgrado ancora con il minimo scarto. Forse era una Coppa che , non avendo vinto quella che dava l’opportunità di giocarla, non meritavamo e comunque quella sconfitta non fu certo un dramma .
La seconda Coppa Intercontinentale che la Juventus fu chiamata a giocare , si disputava già in partita unica, a Tokio l’otto dicembre 1985 . La competizione come detto aveva cambiato denominazione, pur rimanendo nella sostanza la stessa cosa. La voglia di vincere questa partita e di festeggiare un trionfo internazionale aveva un significato che andava oltre il fatto sportivo, perché il diritto di giocare quella partita la Juventus l’aveva ottenuto nella drammatica notte dell’Heysel e quindi , anche se un’eventuale vittoria non avrebbe restituito i morti di quella sera, era un impegno morale dare tutto per onorare chi non c’era più. Ancora una volta si presentò al cospetto della Juventus una squadra argentina , l’Argentinos Junior , squadra in cui aveva mosso i primi passi da calciatore Diego Armando Maradona. La partita fu un susseguirsi di emozioni con gli argentini due volte in vantaggio , raggiunti prima da Platini su rigore e poi nel finale da Laudrup con una rete spettacolare frutto di una triangolazione con il nostro numero dieci . Va ricordato che alla Juventus venne annullata una rete di Michel Platini , che con un’esecuzione straordinaria aveva battuto il portiere avversario , rete che avrebbe permesso alla Juventus di andare in vantaggio. Solo che un fuorigioco di Serena costrinse l’ arbitro, il tedesco Roth ad annullare. Sicuramente con il regolamento odierno , che contempla l’applicazione del fuorigioco passivo un giocatore, come lo era Serena, se non partecipa all’azione non provoca l’annullamento di una segnatura. Destando comunque parecchia incomprensione, la spettacolare esecuzione di Michel venne cancellata dal tabellino dei marcatori, azione che venne accolta dal giocatore che si accasciò per terra applaudendo con la sua ironia tipicamente francese, il Direttore di Gara. Si andava quindi ai tempi supplementari che non modificarono il risultato e quindi alla , come si dice, lotteria dei calci di rigore. Si sa che questo ultimo atto per risolvere una partita esula dalla capacità tecnica dei giocatori che vanno a tirarlo perché è un puro esercizio di forza mentale , in quanto in questi casi a volte ,proprio chi non è uno specialista o un giocatore abituato a risolvere le partite , riesce a segnare, mentre si vedono campioni o specialisti farsi parare o peggio ancora calciare fuori il tiro dagli undici metri e non credo sia il caso di fare esempi, ma solo un piccolo sforzo mentale per avere conferma di ciò che ho scritto. In questa situazione , il giocatore che più ha da guadagnare è il portiere , in quanto diventerà sicuro protagonista nel caso riesca a parare qualche tiro e viceversa nessuno potrà renderlo capro espiatorio di una eventuale sconfitta nel caso i tiratori si dimostrassero cecchini infallibili. Stefano Tacconi parando il secondo e il terzo rigore dei rossi sud americani , consentì a Platini di presentarsi sul dischetto per realizzare il rigore della vittoria , diventando il protagonista assoluto della partita.
La Juventus si è presentata una seconda volta a Tokio il 26 novembre 1996. La partita si gioca ancora contro una squadra argentina , la Juventus di quelle parti, il River Plate. I bianconeri avevano ottenuto il diritto a giocare la partita in virtù della vittoria della Champions League ottenuta a Roma contro l’Ajax ai calci di rigore , dove ancora una volta il nostro portiere , Angelo Peruzzi si era reso protagonista parando due rigori agli ajacidi . Il River Plate era una squadra molto forte nelle cui fila ricordo campioni come Ortega, Francescoli, Ayala e Salas , il matador che vestirà il bianconero juventino ed un giovanissimo Sorin , che segnalato da Omar Sivori ha giocato , senza molta fortuna, per un breve periodo con la nostra maglia. La Juventus dopo aver subito l’iniziativa degli argentini , poco alla volta prese il comando delle operazioni che culminarono con la rete di Alessandro Del Piero che in giravolta dopo aver controllato un pallone proveniente da calcio d’angolo e corretto di testa da Zidane ,segnò la rete decisiva . Prima del goal juventino , il River colpì una traversa con un tiro cross di Ortega, ma la vittoria fu meritata perché i bianconeri furono parecchio imprecisi sotto porta , specialmente con Boksic eccezionale giocatore che spaccava le difese con le sue accelerazioni, ma che risultò molto impreciso , come quasi sempre gli accadeva, al momento di concludere. Un’ emozione incredibile aver visto due volte la Juventus sul tetto del mondo, cosa che chissà quando si ripeterà ancora. Le due finali di Tokio , giocate con squadre molto quotate, fanno capire quale era la forza delle due squadre bianconere messe in campo da Trapattoni prima e Lippi poi. La seconda era un vero squadrone che prima di andare a Tokio aveva giocato una partitella di Champions all’Old Trafford di Manchester dove con una rete di Del Piero aveva battuto i red devils . Quella Juventus , che poi con qualche ritocco fu protagonista di altre due finali di Champions ,che perse contro il Borussia Dortmund e contro il Real Madrid . La Juventus del 1985 era ormai a fine ciclo , che terminò vincendo il campionato nel successivo maggio 1986 , dopodichè si dovettero aspettare nove anni per vincere lo scudetto. In quei nove anni magri, comunque arrivarono la Coppa Italia e la Coppa UEFA con Dino Zoff in panchina e un’altra Coppa UEFA con Trapattoni , che nel frattempo era tornato con Boniperti e cercare di riparare al disastro targato Maifredi-Montezemolo.
ricchiuti140
di Enzo Ricchiuti
Cosa non ha funzionato a Napoli?
Probabilmente che il Napoli s’è sistemato più corto e intenso di noi. Noi s’aveva un progetto tattico, linea di passaggio al centro tenendo gli esterni bassi per evitare gli esterni loro. Non è riuscito per una serie di motivi (anche agonistici), poi alla fine è stato inutile cambiare.
Se dovesse saltare Allegri : Capello, Lippi, Ancelotti, Spalletti , Mazzarri, Klopp (tutti attualmente liberi).
Capello. Fossi Capello non verrei mai alla Juve di adesso.
Sagan campione del mondo e la gara degli italiani?
Chi non ha il talento non se lo può dare.
Allenare con una pistola puntata alla schiena.
Cominciamo dalla fine . Mamma mia, menomale che si è vinto!
Qualcuno dirà che non c’è nulla di strano a sperare che la propria squadra vinca e che è normale essere contenti della vittoria contro la Fiorentina , ma io lo sono di più questa volta e per un motivo preciso. Intanto vi dico che ero allo stadio e ho visto un gran primo tempo dove però si è sprecato veramente troppo, che anche io come tutti temevo di prendere il gol appena avessimo avuto un calo di tensione, cosa che si è puntualmente avverata . Che anche io ho visto come la squadra poi si sia rimboccata le maniche e si sia andata a cercare un nuovo vantaggio meritatissimo. Infine come tutti ho temuto in una nuova beffa nel finale su mischia o ‘’gollonzo’’ che dir si voglia, cosa che fortunatamente non è accaduto. Ma veniamo al dunque, negli ultimi minuti della partita a una cosa pensavo costantemente : ‘’ speriamo che ‘sti viola di merd.non pareggiano se no povero Conte, al minimo gli rimprovereranno del perché non è entrato Del Piero’’.
Torniamo a due giorni prima.
Fortunatamente contro il Genoa si era appena giocato e cosi il tempo trascorso fra le due partite è stato breve, ma vi assicuro che è stato molto intenso. Ho passato due giorni a discutere con amici miei sul perché Del Piero avesse giocato solo sette minuti, sul fatto che Conte non capisce una mazza , sul fatto che molti giocatori non sono da Juve , sul perché non abbiamo preso Capello. Amici che volevano buttare l’abbonamento, che mi han ringraziato perché non siamo andati a vedere Juve –Genoa insieme e cose cosi……
Non una critica sul come mai la Juve avesse mollato in quei dieci minuti finali col Genoa ma una specie di attacco collettivo di panico del tifo, o comunque di quelli che conosco io. Altra cosa che mi da ampiamente fastidio è il fare per ognuno dei nostri giocatori il gioco dei figli e dei figliastri. Allora se mi piace krasic e non gioca tutti gli altri fan schifo oppure se non c’è Del Piero almeno una mezzoretta la partita non ne vale la pena di seguirla. Chiellini se sbaglia è scarso sempre pure quando salva un gol cosi per Storari ecc…ec…
La cosa spiacevole è che questo l’ho riscontrato anche allo stadio. La bomboniera che avevo lasciato a Juve – Bologna , in Juve -Fiorentina non era propriamente la stessa cosa. Non mi riferisco alla curva , encomiabile anche questa volta nello zittire il tifo viola , ma mi riferisco a tutto il resto dello stadio ( io ero in tribuna laterale est). Qui non si tratta di cantare delle canzoni che magari son un pò lunghe e coreografiche , che magari conoscono solo gli Ultras , qui si tratta del semplice partecipare a un ‘’chi non salta fiorentino è.. è…’’ , ragazzi se non facciamo nemmeno questo statevene a casa , non è che qualcuno è venuto allo stadio pensando di essere a teatro? Che poi gli stessi che non saltellano, la voce per insultare Bonucci o Chiellini preventivamente , magari per un controllo un poco sporco la trovano.
In campo vanno undici maglie bianconere che gioca tizio oppure caio dobbiamo incoraggiarli dal primo all’ultimo minuto. Abbiamo lo stadio ‘’alla inglese’’ ma il tifo ‘’alla inglese’’ mi pare si stia ammosciando un poco. E poi soprattutto dove sta il motivo? Perché si è pareggiato troppo? E non è che si può pensare che Antonio Conte sia il Messia sceso dal cielo che prendeva la Juve e faceva una cavalcata trionfale dalla prima all’ultima giornata fino allo scudetto. Un poco più di stabilità emotiva a un po’ di tifosi non guasterebbe.
Capisco i diversi anni di sofferenza a cui non eravamo abituati, li ho vissuti anche io, ma il lavoro del tecnico fino ad ora mi pare abbastanza soddisfacente. Magari anche migliorabile perché no , ma sicuramente positivo. Se no sbaglio siamo gli unici a non avere perso, siamo primi e comunque sempre fra i primi, abbiamo quasi messo sotto tutte le squadre che hanno giocato contro di noi sul piano del gioco e del ritmo, abbiamo mostrato in alcuni frangenti un bel gioco che non si vedeva da tempo, fatto di fraseggi, di non buttare via la palla , di riconquista della medesima con un bel pressing a tutto campo.
Eccetto dieci minuti contro Genoa.
Non penso che se fossero arrivati Capello o Lippi in otto giornate avrebbero potuto fare tanto meglio, un paio di punti in più un paio in meno ma nulla più. Nessuna ha la bacchetta magica.
Questa Juve lo so anche io che non è fortissima e manca un poco di qualit,à ma se ci mettiamo anche noi a remare contro non la aiutiamo per niente e costringiamo il nostro tecnico ad allenare sempre sotto esame , sempre con una ‘’pistola’’ puntata alla schiena pronta a sparare al minimo passo falso. Già siamo sotto assedio da tutte le parti , dallo stadio ai processi per farsopoli, gli scudetti, gli arbitri ( in otto partite nemmeno un rigore ne un espulsione a favore), ci mettiamo anche noi a tenerli sotto assedio, ci facciamo solo del male.
Ora si va a Milano, non è ne la partita della vita ,ne quella che salva una stagione . Non me ne frega niente di queste cavolate. Questa è roba per ‘’loro’’ , per noi son solo tre punti e la soddisfazione di battere degli stron… se ci riusciamo. Poi i conti si fanno alla fine . Conte ha detto che il primo obbiettivo da raggiungere è tornare ad essere ‘’da Juve’’. …Diamogli una mano!
Alessandro Magno
L’era dell’allenatore “usa e getta”
Il Milan non ha neanche finito di festeggiare l’ultimo scudetto che tutto intorno (loro no ..sono i vincitori e la panchina è garantita) si sta scatenando il Toto-allenatore. Non solo per noi poveri Juventini, colpiti e affondati, ma per tutte le altre perdenti, ricomincia il “valzer delle panchine”, forse più che un valzer è un vero e proprio rock and roll, fatto di titoli, sproloqui e colpi di scena finali.
E pensare che, un tempo …fare allenatore era un lavoro “serio”, durava .. oggi no, stai un anno al massimo, se sei fortunato due ..che vinci che perdi. Cambiare l’allenatore è diventato un hobby, come collezionare i francobolli.
Sono cambiati i tempi direte voi, certo avete ragione, si sa che per guadagnare certe cifre chiunque si infila e si sfila ogni maglie di qualsiasi colore, anche una canottiera se necessario a tempo di record, giurando eterno amore e sempre con la solita frase “prima stavo bene ma ora sto meglio , la xxxx è una grande squadra e faremo molto bene, la tifoseria è splendida“. Guardate le nostre dirette avversarie, loro sì che di tecnici se ne intendono e a Milano se li scambiano pure ..E la stampa va a nozze, ogni giorno c’è qualcosa da dire su chi allenerà e che cosa, su chi torna e chi parte. E’ come se, stessimo vivendo un “68 calcistico” invece della coppia aperta, c’è la squadra aperta, che offre un mare di vantaggi, ma sta a tutti bene? no, c’è chi soffre in questo traumatico evento ed è come al solito la tifoseria, ormai l’anello debole, che assiste ai cambiamenti cercando di sorridere senza deprimersi, e senza commentare possibilmente. E non si può essere non tristi nel vedere uno dei tuoi giocatori preferiti dire “sì ..sono stato in xxxxx è stato bello ma ora c’è la xxxx che è una grande squadra .. proprio quello che mi mancava” e prima dov’eri? in una squadretta di periferia? La Juventus, è sempre stata un po’ indenne da questi costumi promiscui, in pochi si sono comportati così, ma oggi a quanto pare ci siamo uniformati, a parte Alessandro Del Piero e pochi altri, che hanno percepito un certo imbarazzo a pensare di cambiare, all’ultimo minuto della loro carriera, ma gli altri prendono atto e si adattano. Spero in una cosa: che Antonio Conte si fermi, comunque andrà, resti .. Questa politica dell’allenatore usa e getta, non paga, lo abbiamo visto, sono stati più gli errori che i guadagni, io non so cosa serva alla Juve, per vincere non ci sono dentro e non posso fidarmi delle apparenze, quello che so è che l’allenatore usa e getta non ha centrato un obiettivo nemmeno per sbaglio
Oggi, si ricomincia da un punto fermo, Conte, è una persona seria, preparata ed educata, spero resti qui per molti anni, anche se non vincerà, pazienza, almeno ci saremmo affezionati ..Torneremo a voler bene a qualcuno, perchè non so voi, ma io dal dopo B, non ho avuto tempo di affezionarmi a nessuno, complici se volete anche le peggiori cose combinate che ha messo l’organico della Juventus in condizione di dover prendere provvedimenti alla velocità della luce per evitare rivolte. Sebbene necessario, non va bene.
E noi dobbiamo ricominciare da qui, dall’identità che forma un carattere.
Tanti auguri Antonio Conte!
Luna23.
Conte, finalmente ci siamo
Non nascondo di nutrire da sempre una sconfinata ammirazione per Antonio Conte, prima per l’uomo e il calciatore, poi anche per l’allenatore. Chi mi legge sa molto bene quanto ho ‘’spinto’’ perché si concretizzasse questa soluzione. Certo, anche a me non sarebbe dispiaciuto Lippi (il mio favorito) o Capello (che non mi piace esteticamente, ma è un vincente), ma bisogna pur farsene una ragione, e se non si può arrivare a questi due bisogna trovare quello che più di tutti a questi due somiglia. Conte è quest’uomo. È un tipo determinato proprio come quei due ed è uno a cui non piace perdere. E’ uno che somiglia a Lippi perché ha fatto la gavetta anche se è giovane, e somiglia a Capello perché è stato un grande calciatore. Conte è un combattente nato, uno con gli attributi. E’ uno che giocava in mezzo ed è proprio da li, dal centrocampo che passano tutti i palloni, le idee, il calcio e i calci. Chi lo ha allenato giura che era già un allenatore in campo. Conte mi piace perché a differenza di Ranieri non ama i piazzamenti; a differenza di Ferrara non è un uomo mite, è uno che se è necessario sbattere i pugni lo fa. Conte a differenza di Del Neri è abituato a certi palcoscenici, a certi tempi del calcio. Conte mi piace perché ha vinto tutto quello che c’era da vincere da calciatore, ma ancora si rode dentro per quelle finali che ha perso. Per quella traversa che a Manchester ancora vibra dopo il suo colpo di testa, per quei 5 cm più su o più giù che ti fanno sfiorare un trofeo. Come se non ne avesse vinti di altri. Andrea Agnelli ha dichiarato che i nuovi giocatori non hanno capito cosa è lo spirito Juve, mentre i vecchi non sono stati in grado di insegnarlo ai nuovi. Conte è lo spirito Juve chi meglio di lui può insegnarlo? Non ha bisogno di fare un corso per imparare cosa sia la Juve. Conte lo sa perché se la porta dentro, lo ha detto anche il Presidente del Siena: ’’Per Antonio la Juve non è una squadra da allenare, è la maglia che porta sotto la camicia’’. Bellissime parole che toccano il cuore ma ancora meglio sono le striminzite, quanto chiare, dichiarazioni fatte alla stampa da Conte medesimo: ‘’La mia Juve deve avere le palle, non voglio giocatori che escono dal campo con la maglia che non gronda sudore. Non amo chi non lavora duro in settimana e non amo chi dopo una partita sorride, anzi è una cosa che mi fa proprio incazzare, si gioca dando tutto per vincere alla fine ci sta pure di perdere se gli altri son più bravi ma basta una stretta di mano’’. Musica per le mie orecchie. Finalmente finisce e spero sia una volta e per sempre, l’epoca degli ‘’smile’’ gratuiti, dei sorrisi dopo le sconfitte, delle pacche sulle spalle con i nostri avversati, pure i più acerrimi. Una mania ‘stupida’ che ha contagiato la società pre Andrea Agnelli e che ha portato ai risultati attuali. Tanti sorrisi, zero titoli. Squadra che non suscita nessuna simpatia comunque, né ai tifosi né ai nostri avversari, al massimo fa pietà. Menomale che Conte c’è: da domani possiamo iniziare a pensare alla nuova stagione con fiducia e a dimenticare l’ennesima amarezza. Con Conte ce la faremo.
Alessandro Magno per Juvemania.it
Al Posto del Mister 7
L’avevo detto una settimana fa…
Lo so, avere ragione può esser un piacere ma francamente preferivo avere torto e ammettere di essermi sbagliato. Lo scrissi una settimana fa dopo la partita con la Lazio che si era vinto di cu…ore. Dissi allora di prendere in seria considerazione l’esonero di Del Neri a fine anno perché non era all’altezza e mi sono preso qualche bel complimento tipo ‘’lagnoso’’ e ‘’datti all’ippica’’. Penso che per l’ippica evidentemente c’è ancora tempo mentre per il lagnarsi, se uno ha un dolore, ha anche tutte le ragioni per lagnarsi e vedere la Juve giocare oggi, a me che amo questi colori, provoca più di un dolore. Parlano i numeri: 57 punti in 36 partite media 1,58 a partita, 44 gol subiti in totale, peggio di Chievo e Genoa, gli stessi della Sampdoria alla media di 1,22 a partita; 29 gol subiti in casa in 18 partite. Nessuno ha fatto peggio nemmeno il Bari retrocesso. Ieri 2-0 per noi alla fine del primo tempo, 2-2 in due minuti e serio rischio del 2-3 da un Chievo che è in vacanza, perché già salvo e senza nulla da chiedere al campionato. Cosa dia tali motivazioni al Chievo e non ne dia alla Juve è un gran mistero, anche se inizio seriamente a pensare che gli avversari quando si rendono conto di quanto siamo mediocri, iniziano a credere di fare il colpaccio. E un colpaccio a Torino contro la Juve non si butta mai via. La Juve ha iniziato pure bene, il 4-4-1-1 sembrava ben fatto, una trentina di minuti senza particolari patemi, Motta sembrava fare la sua migliore partita da quando è arrivato, Aquilani ispirato, Del Piero quando è chiamato in causa la butta sempre dentro e dopo 12 minuti l’arbitro ci dà un rigore che c’è, ma di cui in verità non se ne danno molti. Un po’ di apprensione alla fine del primo tempo ma poi al 55mo riusciamo pure a trovare il 2-0 . Fino ad allora Buffon non ha fatto nemmeno una parata. Chiedersi come mai non si riesce a portare a casa una partita messa cosi in discesa è lecito e non è nemmeno la prima volta. Evidentemente abbiamo una squadra che soffre di attacchi di panico. Allora serve uno psicologo e forse Del Neri non lo è. Qualcuno obietterà che i giocatori non sono da Juve e perché prendersela con Del Neri? Lo so molti non lo sono e Marotta è colpevole quanto Del neri se non di più e potessi li caccerei entrambi, tuttavia l’ultima cosa che mi auguro per questa Juve è un’altra rivoluzione con 12 – 13 giocatori da sostituire. Chi verrà si deve prendere in carico di rivitalizzare gente così così come Pepe e Aquilani e tirarne fuori il meglio, per dirne due che sono in bilico, e già cosi facendo abbiamo da sostituire almeno 5 giocatori. Ci sono due soluzioni abbastanza semplici per trovare la persona adatta a rivitalizzare e motivare alcuni giocatori , e non c’è bisogno di andare a scomodare De Laurentiis e andargli a pagare delle penali perché liberi Mazzarri. Ci sono liberi a parere mio due grandi tecnici, e sono Lippi e Conte. Lippi non ha bisogno di presentazioni e ha già fatto capire che se proprio glielo chiedessero non direbbe di no. Conte lo considero il Mister italiano più promettente in circolazione. Ha vinto 2 campionati con squadre assolutamente outsider e li ha vinti giocando bene, che non è poco. In comune hanno juventinità e stile Juve da vendere che significa essere assolutamente concentrati per la vittoria perché come dice Boniperti: ‘’Alla Juve vincere non è importante, è l’unica cosa che conta’’. La soluzione è a portata di mano basta volerla veramente.
Alessandro Magno per Juvemania.it











Commenti recenti