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Anvedi quanto ve fa balla’ Nando
Articolo di Alessandro Magno
Fegati marci, spappolati alla faccia della remuntada. Poveri illusi, perché di illusi trattasi. Ora sperare è giusto e umano, credere che questa Juve abbia un crollo vertiginoso invece mi pare proprio troppo. Gufi e uccelli del malaugurio vari tutti sui trespoli a sperare che il Livorno faccia l’impresa. Ora la Juve quest’anno in casa le ha vinte tutte… ma proprio tutte… e magari considerarlo questo? C è anche chi come Giulio Delfino telecronista tifoso romanista ma pagato da tutti noi, si inventa addirittura un calendario complicatissimo per la Juve e facile facile per la Roma. Si inventa persino che la Juve debba giocare a Bergamo con l’Atalanta quando invece sono i Bergamaschi a dover venire a Torino. Si inventa persino che Milan e Genoa, quando giocheranno contro la Roma non avranno nulla da chiedere al campionato, dimenticandosi che sono in corsa per l’Europa League (almeno il Milan sicuramente). Er sistema, er complotto. Quello che sta spingendo in tutti i modi la Roma verso l’alto.
Vedi anche che è successo a Cagliari: mancato rosso a Destro e mancato rigore per il Cagliari. Dall’altra parte per noi, un rigore solare non dato a Llorente sullo 0-0 (fallo visto e invertito) e fatto ancora più clamoroso, fischio finale anticipato di circa 30 secondi pur di non fischiare un rigore su Marchisio. Cosa avrebbe comportato un rigore al 94mo per la Juve lo sa solo Gervasoni che di fatto , per non saper né leggere né scrivere, ha mandato tutti negli spogliatoi. Non ci regaleranno nulla da qui alla fine. Non ci sarà prova tv per Destro sono pronto a scommettere. Intanto a proposito di scommesse ho vinto la mia personalissima su Llorente. Dissi a inizio anno che avrebbe fatto almeno 15 gol e ci siamo arrivati. Bel giocatore. Umile, essenziale, con uno spirito di sacrificio enorme. Giocassimo un poco di più coi cross e palle alte, potrebbe segnare di più. 15 gol senza rigori in una squadra di Conte sono un’enormità. Sappiamo come il nostro Mr alle punte chieda soprattutto sacrificio e lavoro sporco.
Un saluto lo devo per forza fare ai nemici del Napoli. Complimenti per la sconfitta col Parma. Ha ragione De Laurentis non ci sono 17 punti fra noi e voi ce ne sono 20. Così come ha torto Marotta, mica vero che siete provinciali… peccato i fatti lo dimostrino. Complimenti anche per la rissa col tifoso, anche questo evidente segnale del gran cuore di Napoli, così come il “vaffa” di Higuain a Benitez al momento della sostituzione. Che dire? Siete un esempio. Parlare, parlare, parlare, a Napoli ogni napolista si diverte a parlare, dal più famoso a quello semisconosciuto. Peccato poi al dunque, di “fatti”, sempre pochi. “E chiacchiere so tabbachiera e legno, manco il banco di Napoli i vò”. Vi saluto ricordandovi che a 6 giornate dalla fine, anche per la matematica, non potete più vincere lo scudetto. Alla faccia di tabelle surreali che ho visto girare sul web in questi giorni. Non avete idea di quanto la cosa mi dispiaccia.
Livorno Juventus. Tevez – Llorente gemelli diversi.
Articolo di Alessandro Magno
C’è poco da dire su Livorno – Juve troppa differenza fra le due compagini. Giusto il tempo di ricordare che Buffon ha festeggiato, da spettatore non pagante, le sue 500 presenza in serie A ( ma valgono di più le 37 in B) e che siamo alla quinta vittoria consecuitva senza subire neppure un gol. Bene. Direi partita poi da normale amministrazione.
Quello che mi preme sottolineare invece è la crescente intesa della coppia d’attacco. Tevez-Llorente. Cominiciamo da quest’ultimo, ieri fantastico sotto tutti i punti di vista come ama dire Conte. Una prestazione molto generosa già senza il gol e l’assist, poi nel pacchetto ”tutto compreso”, direi migliore in campo. Tevez un poco al di sotto dei suoi standard normali ( ma ha giocato più di tutti) eppure capace di trovare il guizzo vincente e chiudere la partita. Quanta gente che rosica, che si mangia i gomiti. Quanti su Llorente erano scettici e parlavano a sproposito, anche Juventini. E’ un bidone, è un paracarro, è uno che non farà mai un gol, è uno che non ha i piedi. Qualche fenomeno lo ha messo pure nella rosa dei bidoni juventini di tutti i tempi. Ripeto quanta gente parla giusto per dare fiato alla bocca. Io lo conoscevo abbastanza e dissi che era buonissimo. Lo avevo visto nelle partite col Bilbao e mi aveva piacevolmente stupito. Ottimo ti testa, buonissimo di piedi, notai che era molto bravo nel trattenere la palla e giocare di sponda. E il tutto è palese. Sbarcato a Torino pronosticai che avrebbe realizzato 15 gol, buttandomi in una previsione assai avventurosa, in quanto sapete quanto in generale segnino poco le punte delle squadre allenate da Conte e oltrettutto Llorente non avrebbe avuto le chanse dei rigori ed eventualmente delle punizioni (che notoriamente non batte). Siamo a 5 gol in 9 presenze da titolare. 13 le presenze in totale, contanto gli spiccioli di minuti in qualche finale di partita. Qualcuno ha scomodato Trezeguet che nelle sue prime 13 partite alla Juve segno 5 gol. Non è bello da vedere come Trezeguet il buon Nando, a me personalmente ricorda più Ravanelli con quell’incedere un po ”ingobbuto” e un poco meccanico, ma con tanta forza fisica, grinta e soprattutto tanta, tanta, tanta umiltà.
E di Tevez che dire? Un leader nato. Uno che fa spogliatoio. Ieri se si rivede l’azione del suo gol ha festeggiato l’assist del compagno prima cercandolo con lo sguardo, poi abbracciandolo e infine indicandolo a tutto lo stadio. Anche l’Apache è un generoso. Alla Juve gli vogliono tutti bene. Tevez che era il ciccione, il casinista, il rompicoglioni, quello che spaccava lo spogliatoio. E invece ti ritrovi uno che torna a difendere, che se il mister gli chiede di fare il terzino lo fa (vedi Real Madrid). Uno che non solo si è preso l’attacco sulle spalle ma che contende a Pirlo il ruolo di leader assoluto in campo. E ti pare poco? Un uomo, un personaggio, un ragazzo sorridente che porta la 10 sulle spalle senza timore reverenziale, sapendo che l’hanno indossata in tanti eccezionali e con la consapevolezza che lui la può portare. Così con il sorriso, senza fare lo sborone.
Mi pare di poter dire che entrambi indossino il bianconero con un certo orgoglio, sembra quasi che siano sempre stati qui con questa maglia e non siano invece arrivati solo da pochi mesi. Sono entrambi calati nella Juventinità in toto. Senza eccezioni. Quanto è bella questa coppia spagnolo-argentina, mi piace pensare anche che l’intesa sia un fatto di lingua, anche se in realtà Llorente parla l’italiano poi meglio di molti italiani. Mi ricordano tanto Del Piero Trezeguet, Campioni a 360 gradi, Campioni con la C maiuscola. Uomini eccezionali ancora prima di essere Campioni. A qualche mio caro amico gobbo più anziano di me ricordano anche Charles e Sivori, lui grande grosso e così educato, l’altro una zanzara tanto fastidiosa per le difese avversarie quanto pungente. Accentratore nel gioco come Sivori ma pur sempre compagno ideale. Estro e fantasia dell’uno che si fondono alla potenza e all’imponenza dell’altro. Che giocatori! Sembrano nati… e predestinati per giocare insieme. Del Piero e Trezeguet me li sono goduti a lungo. Sivori e Charles li ho visti solo nelle pellicole in bianco e nero. Quanto mi piacerebbe che Llorente e Tevez potessero scrivere qualche bella pagina di storia bianconera. Magari fra vent’anni leggere delle loro gesta e delle loro imprese. Annoverarli fra i più grandi della nostra storia. Chissà? Lo spero vivamente per loro e per noi. Forza Nando! Forza Carlitos! Che il bianconero sia con voi per sempre.
Livorno – Juventus 0-2 . Sintesi e interviste a Buffon e Conte
Una morte improvvisa
Piove e fa freddo questa domenica del 15 di aprile 2012, fuori il rumore della pioggia battente, perchè, in questa domenica anomala di aprile c’è silenzio. Nessuno ha voglia di parlare di calcio oggi, non sentiremo i gol, le battute, le discussioni. Non ne abbiamo davvero voglia, siamo in lutto, perchè la morte di Morosini ci ha sconvolto.
Solo per oggi, non c’è odio e non ci sarà veleno, ma solo tristezza, per una morte assurda di un ragazzo in salute di 25 anni. Piermario Morosini nonostante la sua giovane età, ne aveva passate tante, orfano e resposabile di due fratelli disabili, dovrà subire anche il dispiacere della morte del fratello. Ma il suo sogno, diventare calciatore professionista è stato più forte delle avversità, si prendeva Piermario cura della sua unica sorella portatrice di disabilità, unico membro della sua famiglia rimasto.
Ormai non c’è più niente da dire e doveroso è il silenzio, ma una riflessione occorre farla: E’ strano come negli ultimi mesi siano accaduti episodi di questo tipo che hanno colpito degli sportivi agonisti, persino un pallavolista ha subito la stessa sorte della morte in campo. Ma come è possibile che gente, preparata seguita e soprattutto giovane, possa morire in questo modo?
Tutte queste morti, potrebbero essere casuali, ma non convince questa tesi, è bene fare chiarezza e soprattutto la salute di questi professionisti andrebbe tutelata allo spasimo. Si è detto anche che i controlli e i monitoraggi non possono prevenire patologie spesso congenite. Ma il l’agonismo non deve diventare un killer, si deve fare di più, nel calcio, sport dove i casi si concentrano, deve investire maggiormente nella prevenzione. Il medico del Pescara il dott. Ernesto Sabatini, raccontando l’intervento di pronto soccorso a Morosini, ha puntualizzato che gli atleti sono più a rischio di morti improvvise, rispetto ad altri, proprio per gli stress a cui sono sottoposti, certe malformazioni cardiache non sono rilevabili neanche con l’elettrocardiogramma, si è parlato anche del ritardo circa l’arrivo dell’ambulanza, ma sembra che poco si potesse fare per la vita di Piermario.
Ciao Piermario ..il mondo ti saluta.
Luna23
Piermario Morosini riposa in pace
E’ di oggi la notizia che il giocatore del Livorno Piermario Morosini di soli 25 anni è deceduto durante l’incontro Pescara Livorno. In questi momenti non è semplice trovare le parole giuste per descrivere una tragedia di questo tipo e infatti preferiamo non dire nulla se non pregare in religioso silenzio. L’unica cosa che mi sento di dire a nome di questo Blog è che condividiamo il fatto che il Campionato sia stato fermato, e condividiamo la scelta della Federazione di posticipare tutte le partite.
Davanti a tali tragedie non ci frega nulla della partita della Juve o dello scudetto o se il Milan recupera qualcuno o meno o lo recupera la Juve. Sono discorsi che ho più o meno letto sul web in queste ore e da cui mi sento di prendere assolutamente le distanze.
Non chiedo a chi ci legge di pensarla come me, non l’ho mai fatto e non lo farò ora. Chiedo solo che venga rispettata la memoria di questo sfortunato ragazzo di 25 anni.
Troppe volte abbiamo assistito e abbiamo subito il ”The show must go on”. No meglio così. Meglio che per una volta ci si fermi tutti a riflettere che ci sono cose molto più importanti di un calcio ad un pallone.
Qualcuno obietterà che tutti i giorni muoino ragazzi di tutte le età e nessuno ne sa niente. E’ vero meriterebbero tutti un pensiero, ma ci viene difficile avere un atto di pietà per un qualcosa di cui non ne siamo a conoscenza, mentre questa morte così , avvenuta in diretta, davvero non possiamo fare finta di non vederla.
Alessandro Magno










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